La Commissione europea ha pubblicato lo studio The EU’s Critical Digital Capacities: Deployment Beyond 2027, dedicato alle opportunità e alle criticità connesse alla diffusione delle tecnologie digitali strategiche nell’Unione europea. L’analisi intende contribuire alla preparazione del prossimo periodo di programmazione finanziaria 2028-2034, individuando gli ambiti nei quali i futuri finanziamenti europei potranno sostenere maggiormente competitività, resilienza e autonomia tecnologica.
Lo studio evidenzia come l’Europa disponga di importanti punti di forza, tra cui un ecosistema dinamico di imprese innovative, competenze nelle soluzioni digitali sostenibili e open source, un quadro normativo affidabile e una particolare attenzione alla protezione dei dati. Solo una quota limitata di queste imprese, tuttavia, è riuscita a crescere su larga scala, confermando le difficoltà europee nel trasformare ricerca e innovazione in prodotti, servizi e imprese competitive a livello globale.
Tra i principali ostacoli individuati figurano la carenza di investimenti pubblici e privati, l’accesso limitato ai finanziamenti, la frammentazione del mercato europeo e la mancanza di competenze specialistiche. A questi elementi si aggiungono gli elevati costi iniziali delle tecnologie digitali, la presenza di sistemi informatici obsoleti e le differenze tra le normative nazionali, che possono rallentare l’adozione delle tecnologie avanzate da parte delle imprese e delle pubbliche amministrazioni.
L’intelligenza artificiale, l’analisi dei dati, la cybersicurezza e le tecnologie cloud stanno registrando una crescente diffusione, ma il loro utilizzo rimane disomogeneo nei diversi settori economici e territori dell’Unione. Lo studio richiama inoltre l’attenzione sulla dipendenza europea da fornitori extra-UE in ambiti strategici quali il cloud, i semiconduttori e le infrastrutture per l’intelligenza artificiale, una condizione che può generare vulnerabilità economiche, operative e geopolitiche.
Una maggiore adozione di tecnologie digitali innovative come AI, blockchain, cloud-edge-IoT potrà favorire la modernizzazione delle imprese, dell’industria e dei servizi pubblici. Per le amministrazioni pubbliche e i sistemi sanitari, in particolare, gli investimenti in infrastrutture interoperabili, gestione sicura dei dati, cybersicurezza, cloud e intelligenza artificiale possono contribuire a migliorare l’efficienza organizzativa, la qualità dei servizi e la capacità di rispondere ai bisogni dei cittadini. Tale applicazione al settore sanitario costituisce una possibile ricaduta delle priorità tecnologiche individuate dallo studio.
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