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Linee guida 1/2026 sul trattamento dei dati personali per la ricerca scientifica

Ricerca scientifica e protezione dei dati personali sono i temi affrontati nelle Linee guida 1/2026 adottate dal Comitato europeo per la protezione dei dati (European Data Protection Board – EDPB), attualmente aperte a consultazione pubblica fino al 25 giugno 2026.

Il documento, intitolato “Guidelines 1/2026 on processing of personal data for scientific research purposes” fornisce chiarimenti sull’applicazione del Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) alle attività di ricerca scientifica e intende supportare ricercatori, università, enti pubblici, organizzazioni private e altri soggetti che trattano dati personali per finalità di ricerca.

Secondo l’EDPB, il rapido sviluppo delle tecnologie digitali, compresa l’intelligenza artificiale, e la crescente disponibilità di dati stanno ampliando le opportunità per la ricerca scientifica, rendendo necessario un quadro interpretativo più chiaro e uniforme all’interno dell’Unione europea.

Le Linee guida approfondiscono innanzitutto il concetto di “ricerca scientifica” nel contesto del GDPR e individuano sei elementi da considerare per valutare se un’attività possa essere qualificata come tale: un approccio metodico e sistematico, il rispetto degli standard etici e metodologici del settore, la verificabilità e la trasparenza dei risultati, l’autonomia dei ricercatori, la produzione di nuova conoscenza e il contributo all’interesse collettivo o al benessere della società.

Il documento, inoltre ,chiarisce che le attività di ricerca possono essere svolte sia da soggetti pubblici sia da soggetti privati e che la presenza di finalità commerciali non esclude automaticamente la qualificazione di un’attività come ricerca scientifica, purché siano rispettati i requisiti individuati dal GDPR e dalle Linee guida.

RICERCA SCIENTIFICA E UTILIZZO DEI DATI PERSONALI SECONDO IL GDPR

Le Linee guida dedicano particolare attenzione al trattamento e al riutilizzo dei dati personali per finalità di ricerca scientifica.

L’EDPB chiarisce che il trattamento successivo dei dati per scopi di ricerca è generalmente considerato compatibile con le finalità originarie della raccolta e che, in questi casi, non è necessario effettuare il test di compatibilità previsto dall’articolo 6, paragrafo 4, del GDPR.

Tuttavia, rimane necessario individuare una base giuridica appropriata per il trattamento e rispettare le ulteriori condizioni previste dalla normativa, soprattutto quando sono coinvolte categorie particolari di dati personali.

Il documento affronta inoltre il tema del cosiddetto “broad consent”, riconoscendo che, in alcuni casi, gli interessati possono fornire il proprio consenso per determinati ambiti di ricerca anche quando i futuri studi non siano ancora stati definiti nel dettaglio.

In tali situazioni, i titolari del trattamento sono chiamati ad adottare adeguate misure di trasparenza e garanzie supplementari per tutelare i diritti degli interessati.

Il documento fornisce anche indicazioni sulle infrastrutture di ricerca e sulle banche dati destinate a sostenere future attività scientifiche, come registri, repository e biobanche, chiarendo le responsabilità dei soggetti coinvolti e le misure tecniche e organizzative che possono contribuire a ridurre i rischi associati al trattamento dei dati.

Le nuove Linee guida si inseriscono in un contesto europeo caratterizzato da una crescente attenzione alla condivisione e al riutilizzo dei dati per finalità di ricerca e innovazione, in linea con le iniziative avviate nell’ambito dello Spazio europeo dei dati sanitari (EHDS).

Attraverso queste indicazioni, l’EDPB intende favorire un’applicazione più uniforme del GDPR nel settore della ricerca scientifica e sostenere lo sviluppo di attività di ricerca e innovazione nel rispetto dei diritti fondamentali delle persone interessate.

 

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L’Italia firma la Dichiarazione sulla sovranità digitale europea

Lo scorso novembre, il Governo italiano ha sottoscritto a Berlino, insieme agli altri Stati membri dell’Unione europea, la Declaration for European Digital Sovereignty, un documento politico che definisce la sovranità digitale come la capacità dell’UE di operare in autonomia nel mondo digitale, regolando infrastrutture, dati e tecnologie secondo leggi, valori e interessi europei.

Sovranità digitale: priorità e ambiti strategici

La sovranità digitale si concentra su temi quali la protezione dei dati sensibili, l’autonomia tecnologica, la sicurezza delle infrastrutture critiche, e lo sviluppo di soluzioni come il European Digital Identity Wallet, il sistema “once only” e gli spazi dati comuni, insieme a tecnologie strategiche come calcolo ad alte prestazioni, semiconduttori, cloud, intelligenza artificiale, reti di nuova generazione, tecnologie quantistiche e cybersicurezza.

Il documento evidenzia inoltre l’importanza di investimenti in competenze digitali, alfabetizzazione digitale e media, nonché la tutela della democrazia e della fiducia pubblica contro fenomeni come disinformazione, deepfake e attacchi cyber.

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digital health

Commissione UE: Final report sul ruolo dell’IA sul futuro dell’assistenza sanitaria

La Commissione Europea ha pubblicato un final report intitolato “Deployment of AI in Healthcare”, che analizza l’adozione dell’IA in 27 Stati membri, individuando casi d’uso in radiologia, medicina di laboratorio, gestione clinica e medicina personalizzata.

FINAL REPORT: vantaggi e sfide secondo lo studio UE

L’intelligenza artificiale (IA) sta cambiando profondamente il settore della sanità europea, introducendo soluzioni innovative per diagnosi, trattamenti e gestione dei dati, ma anche nuove sfide legate a etica, trasparenza e sicurezza.

A tal proposito, tra i benefici segnalati figurano il miglioramento dell’accuratezza diagnostica, la riduzione dei tempi di attesa e l’ottimizzazione delle risorse sanitarie. Per quanto concerne le sfide aperte, come la carenza di competenze digitali, il documento segnala la necessità di infrastrutture adeguate e l’armonizzazione delle norme sulla protezione dei dati.

Il documento raccomanda di:

  • sviluppare standard comuni per l’uso sicuro ed etico dell’IA;
  • promuovere la formazione continua degli operatori sanitari sulle tecnologie emergenti;
  • investire in infrastrutture digitali interoperabili;
  • rafforzare la cooperazione tra Stati membri per condividere buone pratiche e dati di qualità

Centrale resta l’approccio human-centric, che mantiene il controllo clinico nelle mani dei professionisti, con l’IA a supporto del giudizio medico.

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digital health

Catalogna: lanciata l’iniziativa “Dati sanitari da condividere – Blue Botton”.

Dalla fine di aprile 2023, in Catalogna è disponibile un nuovo servizio digitale all’interno dell’app sanitaria La Meva Salut (MyHealth) che consente ai cittadini catalani di accedere al proprio fascicolo sanitario tramite il Riepilogo del paziente.

Questa nuova soluzione digitale facilita l’accesso al sistema sanitario, dà potere agli utenti e consente alle persone sia di accedere ai propri dati sanitari sia di migliorare la propria sicurezza clinica.

The Blue Button”

Il sistema sanitario pubblico catalano è uno dei primi nell’Unione europea (UE) a creare uno strumento che mette nelle mani degli utenti la possibilità di utilizzare i propri dati sanitari e condividere i dati in totale sicurezza con altri sistemi sanitari o in aree come la ricerca.

L’ iniziativa “Blue Button” è nata inizialmente negli Stati Uniti d’America (USA) nel 2010, si è evoluta nel tempo, ed ora all’interno del sistema sanitario catalano segue gli standard stabiliti dall’UE (noti come EU Patient Summary) in linea con le guide di implementazione certificate da Integrating the Healthcare Enterprise (IHE).

COME FUNZIONA?

I dati sanitari vengono raccolti e codificati, come sommario del paziente, secondo l’impostazione stabilita per i sistemi sanitari europei. Il sistema garantisce l’accesso alle informazioni sanitarie, quali: diagnosi, cure, vaccini, risultati dei test e allergie. Inoltre, è possibile scaricare anche le informazioni sulle dimissioni mediche. In futuro, le informazioni disponibili saranno ulteriormente ampliate.

Dall’aprile 2023, i paesi che possono accedere ai dati sanitari dei pazienti spagnoli includono Croazia, Francia, Lussemburgo, Malta e Portogallo.

Il “Riepilogo del paziente EU”

Il “Riepilogo paziente Eu” contiene i principali dati clinici di un paziente. È stato sviluppato come risultato del lavoro svolto nel quadro della direttiva 2011/24/UE del 2011 sull’applicazione dei diritti dei pazienti nell’assistenza sanitaria transfrontaliera.

COME FUNZIONA?

Il servizio offre aiuto principalmente in tre modi: indicando la cura più appropriata, evitando rischi in caso di allergia alla persona e superando eventuali barriere linguistiche. L’utente che richiede/necessita quindi di assistenza medica non programmata al di fuori del proprio paese di origine deve semplicemente autorizzare un operatore sanitario ad accedervi nel momento in cui l’assistenza è necessaria (non deve fare nulla di speciale prima ). Questa iniziativa sarà progressivamente implementata in oltre 20 altri paesi dell’UE.

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Per ulteriori informazioni sui servizi sanitari transfrontalieri elettronici in Europa, si prega di visitare questo LINK.