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Salute Globale

La Commissione europea avvia RAMP UP per rafforzare la produzione di contromisure mediche

RAMP UP (Rapid Agile Manufacturing Partnerships for Union Protection) è la nuova iniziativa pilota lanciata dalla Commissione europea, attraverso la Direzione generale HERA (Health Emergency Preparedness and Response Authority), per rafforzare la capacità dell’Unione europea di aumentare rapidamente la produzione di contromisure mediche in caso di emergenza sanitaria.

L’obiettivo è predisporre, prima che si verifichi una crisi, una rete europea di soggetti industriali in grado di aumentare rapidamente la produzione e la disponibilità di contromisure mediche quando necessario.

Tra queste rientrano vaccini, medicinali, test diagnostici, dispositivi medici, dispositivi di protezione individuale e le tecnologie, i materiali e i servizi necessari alla loro produzione e distribuzione.

La rete sarà costruita prima dell’insorgere di eventuali crisi sanitarie, così da consentire una risposta più rapida e coordinata quando si renderà necessario incrementare la produzione. La partecipazione è volontaria, gratuita e aperta in modo continuativo alle organizzazioni che soddisfano i requisiti di ammissibilità.

Nella fase pilota, avviata il 2 luglio 2026, HERA coinvolgerà inizialmente aziende farmaceutiche per sperimentare il funzionamento dell’iniziativa, definire modalità condivise di raccolta dei dati e migliorare la conoscenza delle capacità produttive disponibili in Europa.

Le procedure di condivisione delle informazioni saranno sviluppate in collaborazione con l’Agenzia europea per i medicinali (EMA) e con l’Executive Steering Group on Shortages and Safety of Medicinal Products (MSSG), con l’obiettivo di garantire sicurezza, proporzionalità ed evitare duplicazioni degli obblighi informativi.

RAMP UP rappresenta una delle iniziative con cui HERA intende rafforzare la preparazione dell’Unione europea alle future emergenze sanitarie.

L’iniziativa rappresenta una delle azioni previste dalla Medical Countermeasures Strategy, adottata nel 2025 per rafforzare la preparazione dell’Unione europea alle future emergenze sanitarie.

RAMP UP RAFFORZA LA PREPARAZIONE EUROPEA ALLE EMERGENZE SANITARIE

RAMP UP si fonda su quattro pilastri operativi.

Il primo prevede la creazione di un quadro sicuro di cooperazione tra HERA e i soggetti aderenti, attraverso canali dedicati e procedure per la gestione delle informazioni riservate.

Il secondo riguarda la raccolta e la condivisione strutturata di dati sulle capacità produttive e sulle catene di approvvigionamento, con l’obiettivo di costruire un quadro aggiornato delle risorse disponibili e individuare tempestivamente eventuali criticità.

Il terzo pilastro punta a migliorare la capacità di risposta prima che si verifichi una crisi, consentendo a HERA di pianificare in anticipo procedure di approvvigionamento più rapide ed efficaci.

Il quarto favorisce la collaborazione tra gli attori dell’ecosistema delle contromisure mediche attraverso attività di matchmaking, facilitando la creazione di nuove partnership tra imprese, centri di ricerca, fornitori di tecnologie e altri soggetti della filiera.

L’adesione a RAMP UP non attribuisce alcun vantaggio nelle future procedure di appalto né garantisce l’assegnazione di contratti, ma offre ai partecipanti l’opportunità di contribuire alla definizione delle modalità operative dell’iniziativa, entrare a far parte della rete di preparedness di HERA e rafforzare la cooperazione europea in vista di possibili emergenze sanitarie.

La Commissione europea invita pertanto le organizzazioni interessate a presentare la propria candidatura tramite la HERA Stakeholders Hub e a partecipare allo sviluppo operativo dell’iniziativa, contribuendo alla definizione dei modelli di raccolta dei dati, delle procedure di condivisione delle informazioni e dei flussi operativi che sosterranno la capacità europea di risposta alle future crisi sanitarie.

DG HERA valuterà le domande caso per caso e le organizzazioni ammesse riceveranno successivamente le informazioni necessarie per partecipare alla fase di onboarding

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bandi Altro

AIFA finanzia 19 studi sulle malattie rare con 17,5 milioni

Le malattie rare e la ricerca indipendente ricevono un nuovo impulso grazie all’approvazione della graduatoria del Bando AIFA 2025 dedicato alle malattie rare.

Con la Determina n. 816 del 15 giugno 2026, l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha ammesso al finanziamento 19 progetti, per un investimento complessivo di 17.554.208 euro, utilizzando le risorse previste dal Testo unico sulle malattie rare (Legge 175/2021).

L’iniziativa sostiene studi indipendenti in un ambito caratterizzato da un elevato bisogno clinico e da limitate opportunità di sviluppo terapeutico, dove la complessità della ricerca e il ridotto numero di pazienti rendono più difficile attrarre investimenti privati.

Secondo il presidente dell’AIFA, Robert Nisticò, il sostegno alla ricerca indipendente rappresenta una componente fondamentale della missione istituzionale dell’Agenzia e può contribuire ad ampliare le conoscenze disponibili e a favorire nuove opportunità terapeutiche per persone che spesso dispongono di opzioni di cura limitate o assenti.

Anche il direttore tecnico-scientifico Pierluigi Russo ha evidenziato il valore della ricerca indipendente nel produrre evidenze scientifiche in settori che trovano scarso interesse nei tradizionali percorsi di sviluppo industriale, valorizzando approcci innovativi, tra cui l’impiego di farmaci già autorizzati per il trattamento di patologie diverse da quelle per cui sono stati sviluppati (repurposing), oltre allo sviluppo di nuove strategie terapeutiche.

MALATTIE RARE: I PROGETTI FINANZIATI IN ITALIA

La graduatoria evidenzia una rete della ricerca italiana altamente specializzata, con competenze distribuite su tutto il territorio nazionale e progetti dedicati a un ampio spettro di patologie rare, neurologiche, oncologiche, immunologiche, metaboliche ed ematologiche.

Dodici dei 19 studi finanziati sono coordinati da strutture del Nord Italia, mentre i restanti sette fanno capo a enti del Centro e del Sud, con Lombardia e Piemonte tra le regioni maggiormente rappresentate.

In Lombardia sono stati finanziati, tra gli altri, studi sulla polineuropatia demielinizzante infiammatoria cronica (CIDP), sulla mastocitosi sistemica, sull’epatite autoimmune, sul carcinoma midollare della tiroide, sull’amiloidosi AL e sulla distrofia miotonica di tipo 1 (malattia di Steinert).

In Piemonte i progetti riguardano le RASopatie, la sclerosi laterale amiotrofica (SLA) e le neoplasie mielodisplastiche, mentre Veneto e Friuli Venezia Giulia contribuiscono con studi dedicati, rispettivamente, alla mucopolisaccaridosi di tipo II, all’ernia diaframmatica congenita e alla malattia di Kawasaki.

Anche il Centro Italia partecipa con progetti sulla miastenia gravis, sull’angiosarcoma cutaneo, sui feocromocitomi e tumori neuroendocrini, sulle encefalopatie epilettiche, sulla leucemia linfoblastica acuta, sul linfoma a cellule T e sulla sclerosi sistemica.

Il Sud è rappresentato dall’IRCCS “S. De Bellis” di Bari con uno studio dedicato alla colangite sclerosante primitiva.

I progetti classificati oltre il diciannovesimo posto sono stati giudicati pienamente idonei dalla Commissione scientifica, ma non hanno ottenuto il finanziamento per l’esaurimento della dotazione economica disponibile.

L’AIFA ha inoltre reso noto che è in corso la validazione del secondo Bando Ricerca Indipendente 2025 dedicato all’antimicrobico-resistenza e alla medicina di precisione, confermando l’impegno dell’Agenzia nel rafforzare il contributo della ricerca pubblica all’innovazione e al miglioramento dell’assistenza ai pazienti.

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Altro bandi

Report 2025 su ricerca, innovazione e Horizon Europe

Horizon Europe continua a rappresentare il principale strumento dell’Unione europea per sostenere la ricerca e l’innovazione.

La Commissione europea ha pubblicato il Report 2025 su ricerca e innovazione, che offre una panoramica delle principali iniziative realizzate nel corso dell’anno, dello stato di attuazione di Horizon Europe e dei risultati conseguiti dal Programma nel periodo 2021-2025.

Il documento evidenzia il contributo della ricerca e dell’innovazione al rafforzamento della competitività europea, alla transizione verde e digitale e alla capacità dell’Unione di affrontare le principali sfide economiche e sociali.

Nel corso del 2025 sono stati adottati i Programmi di lavoro 2025 e 2026-2027, con particolare attenzione alla semplificazione delle procedure di partecipazione.

Tra le principali novità figurano l’estensione del finanziamento tramite lump sum, la riduzione degli oneri amministrativi per i beneficiari, programmi di lavoro più sintetici, un maggiore ricorso a topic aperti, procedure di valutazione in due fasi per alcuni bandi e nuovi strumenti digitali, tra cui l’applicazione mobile “EU funding & me“, sviluppata per facilitare l’accesso alle opportunità di finanziamento europee.

Parallelamente, è proseguito il processo di associazione dei Paesi terzi al Programma, che a fine 2025 ha raggiunto 22 Paesi associati.

HORIZON EUROPE: RISULTATI, PARTENARIATI E PROSPETTIVE FUTURE

I dati di monitoraggio confermano il forte interesse nei confronti del Programma.

Tra il 2021 e il 2025 sono stati pubblicati 787 bandi, relativi a oltre 3.000 topic di ricerca, per una dotazione complessiva di 67,9 miliardi di euro.

Nello stesso periodo sono state presentate 148.884 proposte ammissibili, delle quali 21.329 sono state selezionate per il finanziamento, con un tasso di successo del 14% e oltre 19.400 grant firmati per un contributo dell’UE pari a circa 52,8 miliardi di euro.

I progetti coinvolgono più di 31.000 partecipanti provenienti da 175 Paesi, con una presenza significativa di piccole e medie imprese e una quota crescente di nuovi partecipanti al Programma.

Il Report evidenzia inoltre gli impatti scientifici, economici e sociali già osservabili. I progetti finanziati hanno prodotto oltre 18.000 pubblicazioni scientifiche, coinvolto più di 126.000 ricercatori a inizio carriera, generato migliaia di risultati innovativi e sostenuto quasi 96.000 posti di lavoro presso gli enti partecipanti.

Più del 99% degli output del Programma contribuisce ad almeno una priorità strategica dell’Unione europea, mentre il 41% dei progetti prevede meccanismi strutturati di coinvolgimento dei cittadini o degli utenti finali nelle attività di ricerca e innovazione.

Un’attenzione particolare è dedicata ai Partenariati europei, che a fine 2025 risultano 54, con oltre 1.300 grant firmati e un contributo europeo complessivo di 12,5 miliardi di euro.

Per quanto riguarda i Partenariati co-finanziati, risultano firmati 18 grant agreement, per un contributo di circa 1,5 miliardi di euro.

Il Report richiama inoltre il ruolo delle Missioni dell’UE, che nel periodo 2021-2025 hanno finanziato 321 progetti, per un valore complessivo di 2,48 miliardi di euro, e ricorda la pubblicazione della valutazione intermedia di Horizon Europe e della proposta relativa al futuro Programma quadro 2028-2034, attualmente all’esame dei co-legislatori europei.

 

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digital health

Linee guida TEHDAS2 per l’EHDS

TEHDAS2 ha pubblicato dieci nuove linee guida e specifiche tecniche per supportare l’attuazione operativa dello European Health Data Space (EHDS) negli Stati membri.

I documenti forniscono indicazioni pratiche sull’applicazione delle disposizioni relative al riutilizzo secondario dei dati sanitari elettronici e rappresentano uno strumento di riferimento per le organizzazioni che si stanno preparando all’implementazione del nuovo quadro europeo.

Le pubblicazioni affrontano alcuni degli aspetti più rilevanti previsti dal regolamento EHDS, offrendo orientamenti destinati sia agli Health Data Access Bodies, responsabili della gestione delle richieste di accesso ai dati, sia agli Health Data Holders, ossia gli enti che detengono i dati sanitari.

Tra i temi trattati figurano le tariffe e le sanzioni in caso di mancato rispetto delle disposizioni del regolamento, le categorie minime di dati riutilizzabili e le relative limitazioni, le modalità di messa a disposizione dei dati sanitari personali e non personali, le procedure e i formati per la richiesta di accesso ai dati, la gestione delle domande attraverso il sistema Data Access Application Management System (DAAMS) e gli aspetti legati alla minimizzazione dei dati, alla pseudonimizzazione, all’anonimizzazione e all’utilizzo di dati sintetici.

Le specifiche tecniche riguardano inoltre l’implementazione dell’infrastruttura informatica comune e degli ambienti sicuri per il trattamento dei dati.

Altre linee guida forniscono indicazioni su come gli Stati membri debbano applicare il diritto dei cittadini di opporsi al riutilizzo dei propri dati sanitari per finalità secondarie (opt-out) e sulle modalità con cui informarli qualora dall’utilizzo di tali dati emergano risultati di particolare rilevanza per la loro salute.

TEHDAS2 ACCOMPAGNA L’ATTUAZIONE DELL’EHDS

Con queste nuove pubblicazioni, TEHDAS2 amplia il pacchetto di strumenti già resi disponibili nel corso del progetto, mettendo a disposizione degli Stati membri una raccolta di documenti operativi pensati per favorire un’applicazione armonizzata dello European Health Data Space.

L’obiettivo è supportare le autorità competenti e le organizzazioni coinvolte nell’adozione di procedure comuni, rafforzando al tempo stesso la tutela dei diritti dei cittadini, la sicurezza delle infrastrutture digitali e la qualità dei processi di accesso e riutilizzo dei dati sanitari.

I risultati del progetto saranno presentati durante la Conferenza finale TEHDAS2, in programma il 16 novembre 2026 a Bruxelles, dal titolo “Shaping the EHDS together – from guidelines to implementation”.

L’evento riunirà decisori politici, esperti e stakeholder europei per discutere i risultati raggiunti e confrontarsi sui prossimi passi necessari per l’attuazione dello European Health Data Space. Tutte le linee guida, comprese quelle pubblicate in precedenza, sono disponibili nella sezione dedicata ai risultati del progetto sul sito di TEHDAS2.

TEHDAS2, di cui ProMIS è Ente affiliato del Ministero della Salute italiano (partner dell’azione congiunta stessa), ha l’obiettivo di sviluppare linee guida e specifiche tecniche utilizzabili da parte di tutti gli Stati membri e da parte della Commissione Europea per facilitare l’implementazione armonizzata e condivisa dell’European Health Data Space, in particolare sull’uso secondario dei dati sanitari, e migliorare la collaborazione tra tutti i principali stakeholder.

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RAISE: bando per esperti per entrare a far parte dell’High-Level Academic Advisory Board

RAISEResource for AI Science in Europe – apre le candidature per entrare a far parte del nuovo High-Level Academic Advisory Board, il gruppo di esperti che affiancherà la Commissione europea nello sviluppo dell’iniziativa dedicata alla ricerca scientifica supportata dall’intelligenza artificiale.

La call, pubblicata dalla Direzione generale per la Ricerca e l’Innovazione della Commissione europea, rimarrà aperta fino al 4 settembre 2026 ed è rivolta a ricercatori di alto profilo che operano nell’ambito della ricerca fondamentale sull’intelligenza artificiale o che utilizzano l’IA nelle proprie attività scientifiche.

Lanciato nel novembre 2025 e attualmente nella fase pilota, RAISE è un istituto virtuale finanziato dal programma Horizon Europe, nato con l’obiettivo di riunire competenze scientifiche, capacità di calcolo, dati e finanziamenti per accelerare la ricerca sull’intelligenza artificiale e favorirne l’applicazione nei diversi ambiti scientifici, dalla medicina alle scienze del clima fino ai materiali avanzati.

Il nuovo High-Level Academic Advisory Board rappresenterà uno degli elementi chiave della governance dell’iniziativa e fornirà consulenza scientifica indipendente per orientarne lo sviluppo e sostenere l’attuazione della Strategia europea per l’AI nella scienza.

Tra i compiti del gruppo rientrano la formulazione di raccomandazioni strategiche e contributi alle future iniziative politiche, oltre al supporto nella definizione dei programmi di lavoro europei, dell’organizzazione di RAISE, delle condizioni necessarie al suo sviluppo e degli indicatori per valutarne i risultati.

RAISE: CHI PUÒ CANDIDARSI E COME SARÀ COMPOSTO L’ADVISORY BOARD

La Commissione europea selezionerà da 10 a 15 esperti, nominati a titolo personale e chiamati a operare in piena indipendenza e nell’interesse pubblico.

L’incarico avrà una durata di due anni, con possibilità di rinnovo. Il gruppo sarà presieduto da un Chair e da un Vice-Chair nominati dalla Commissione e si riunirà almeno una volta l’anno in presenza e due volte online.

I componenti saranno coinvolti nella preparazione di documenti strategici, nella formulazione di pareri e raccomandazioni e nello scambio di esperienze e buone pratiche nel campo dell’AI Science. Per ogni giornata di attività è previsto un compenso pari a 450 euro (225 euro per mezza giornata), oltre al rimborso delle spese di viaggio e soggiorno.

Possono presentare candidatura ricercatori con dottorato di ricerca e almeno sette anni di esperienza accademica nell’ambito dell’intelligenza artificiale, con un curriculum che dimostri eccellenza scientifica e riconoscimento a livello europeo o internazionale.

Saranno valutati, tra gli altri elementi, la qualità della produzione scientifica, l’impatto della ricerca, la partecipazione alla comunità scientifica internazionale e la capacità di operare in contesti multidisciplinari. Costituirà inoltre un elemento preferenziale aver svolto attività presso laboratori o istituti di ricerca dell’Unione europea per almeno cinque anni precedenti alla candidatura.

Le domande dovranno essere inviate entro il 4 settembre 2026 all’indirizzo EC-RAISE@ec.europa.eu, corredate della documentazione richiesta, tra cui lettera motivazionale, curriculum vitae in formato Europass, modulo relativo ai criteri di selezione e dichiarazione di assenza di conflitti di interesse.

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IHI call 13: aggiornati i draft dei topic del prossimo bando ed Info Day Horizon Europe

Sintesi dell’Info Day nazionale

La partnership europea Innovative Health Initiative (IHI) ha formalmente lanciato la Call 13, mettendo a disposizione un budget complessivo di 84,8 milioni di euro, di cui 53,2 milioni stanziati dall’Unione Europea e 31,6 milioni coperti dai partner industriali e commerciali.

La pubblicazione dei testi definitivi consente ai potenziali candidati di avviare la preparazione delle proposte e la costruzione dei partenariati in vista della prima fase del bando. La scadenza per la presentazione delle short proposals è fissata all’8 ottobre 2026.

L’iniziativa, inserita nel quadro di Horizon Europe, si focalizza su tre precisi filoni tematici: il primo punta a istituire una rete europea sostenibile di incubatori per accelerare il passaggio dalla ricerca alla commercializzazione delle tecnologie sanitarie, riducendo la frammentazione delle risorse a favore delle startup.

Il secondo topic punta a sviluppare un modello tossicologico predittivo basato sull’Intelligenza Artificiale, in grado di ridurre il ricorso alla sperimentazione animale nei test di sicurezza dei farmaci, contribuendo all’applicazione del principio delle “3R” (Replacement, Reduction e Refinement), ovvero sostituzione, riduzione e perfezionamento dell’impiego degli animali nella ricerca.

Il terzo topic è dedicato ad approfondire i meccanismi immunologici alla base delle malattie immuno-mediate associate all’invecchiamento, con l’obiettivo di favorire la diagnosi precoce e lo sviluppo di terapie personalizzate per la popolazione anziana.

IHI CALL 13: OPPORTUNITÀ E STRUMENTI PER L’ECOSISTEMA DELLA RICERCA

In Italia, la pubblicazione della IHI Call 13 sarà accompagnata da un Info Day nazionale organizzato da APRE il prossimo 6 luglio 2026, dalle 11.00 alle 16.00, in presenza presso la Sala Recordati di Farmindustria a Roma e in modalità online.

L’iniziativa, promossa da APRE d’intesa con il Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) e in collaborazione con Farmindustria, offrirà una panoramica sulle opportunità della nuova call e sul ruolo delle partnership pubblico-private nell’ambito di Horizon Europe.

Il programma prevede interventi di APRE, Farmindustria, MUR, EFPIA, MedTech Europe e COCIR, oltre a un aggiornamento sulla partecipazione italiana ai bandi IHI a cura dei rappresentanti nazionali nel Member States Representative Group (IHI SRG), dell’IRCCS Centro Cardiologico Monzino e dell’Università di Catania.

Nel corso della giornata saranno illustrati gli aspetti tecnici della Call 13 e alcune esperienze di progetti IHI con partecipazione italiana, tra cui Thera4Care, GRACE, CarePath, ENKORE, PHARMECO e READI, che coinvolgono università, IRCCS, centri di ricerca e imprese del settore delle scienze della vita.

I lavori si concluderanno con una sessione di pitch e networking coordinata da APRE per facilitare la nascita di nuovi consorzi d’impresa e ricerca dedicati ai temi della Call 13.

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Sintesi dell’Info Day nazionale

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digital health

Digital Sovereignty Science for Policy Forum 2026

La Digital Sovereignty (sovranità digitale) rappresenta una delle priorità strategiche dell’Unione europea per affrontare le sfide legate alla trasformazione digitale e alla crescente dipendenza da tecnologie, infrastrutture e servizi sviluppati al di fuori del contesto europeo.

In questo contesto si inserisce il “Digital Sovereignty Science for Policy Forum”, l’evento organizzato dal Joint Research Centre (JRC) della Commissione europea che si terrà a Bruxelles il 18 e 19 novembre 2026.

L’iniziativa intende riunire rappresentanti delle istituzioni europee, centri di ricerca, think tank, industria e professionisti del settore per promuovere il dialogo tra scienza e politiche pubbliche sul tema della sovranità digitale. Secondo il JRC, uno degli elementi distintivi del Forum sarà proprio l’approccio “Science for Policy”, volto a valorizzare il contributo delle evidenze scientifiche nei processi decisionali europei.

L’evento sarà anche l’occasione per presentare i risultati delle attività di ricerca sviluppate dal JRC nel corso del 2026 a supporto dell’attuazione delle politiche europee sulla sovranità digitale.

Tra queste figurano la “Digital Sovereignty Series” di policy brief, un quadro di misurazione per il monitoraggio di indicatori chiave, una raccolta di casi studio e il “Digital Sovereignty Canvas”, uno strumento progettato per facilitare il confronto tra decisori pubblici, industria e stakeholder. Il Forum contribuirà inoltre a individuare possibili strategie per ridurre le dipendenze digitali dell’Europa e a definire nuove priorità di ricerca in grado di anticipare gli scenari futuri.

DIGITAL SOVEREIGNTY E IL DIALOGO TRA RICERCA E POLITICHE PUBBLICHE

Il programma si svilupperà in due giornate e sarà articolato in due sessioni complementari. La prima, ospitata presso il Berlaymont e rivolta principalmente a Commissari europei, Direttori Generali e Direttori, sarà trasmessa anche online e sarà dedicata alla presentazione dei risultati delle attività del JRC e a un confronto ad alto livello sullo stato della sovranità digitale in Europa.

La seconda sessione, organizzata presso il CDMA, avrà invece un taglio più operativo e sarà rivolta a ricercatori, professionisti e stakeholder. Attraverso approfondimenti tematici e discussioni strutturate, i partecipanti saranno chiamati a confrontarsi sulle principali sfide e opportunità legate alla sovranità digitale.

Tra i temi previsti figurano le infrastrutture digitali, la sovranità dell’open source, l’intelligenza artificiale e i dati, la sovranità industriale e il punto di vista degli utenti sulle trasformazioni digitali.

Secondo il JRC, il Forum contribuirà a rafforzare una comunità europea dedicata alla ricerca “science for policy” sulla sovranità digitale e a consolidare il ruolo del Joint Research Centre come punto di riferimento per la produzione e la condivisione di evidenze utili all’elaborazione delle politiche europee.

La registrazione sarà organizzata in due fasi: una prima fase su invito, prevista tra maggio e agosto 2026, e una seconda fase aperta al pubblico a partire da settembre 2026. Il programma definitivo dell’evento sarà pubblicato nei prossimi mesi.

 

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Pubblicato l’EIC Impact Report 2026

Il Consiglio europeo per l’innovazione (EIC) conferma il rafforzamento dell’ecosistema europeo dell’innovazione deep tech.

È quanto emerge dall’EIC Impact Report 2026, pubblicato dall’European Innovation Council e dalla European Innovation Council and SMEs Executive Agency (EISMEA), che analizza i risultati raggiunti dalle imprese sostenute dall’EIC e l’evoluzione del contesto europeo dell’innovazione tecnologica.

Secondo il rapporto, l’Europa sta consolidando la propria capacità di accompagnare la crescita di imprese deep tech fino a una dimensione globale, grazie a una combinazione di investimenti pubblici e privati, una maggiore collaborazione tra Stati membri e un ecosistema dell’innovazione sempre più maturo.

I dati riportati mostrano che le aziende sostenute dall’EIC hanno raccolto complessivamente 15,5 miliardi di euro. Il rapporto segnala inoltre la nascita di tre nuove imprese deep tech valutate oltre un miliardo di euro (i cosiddetti deep tech unicorns).

Il report evidenzia inoltre dodici operazioni di investimento superiori a 100 milioni di euro e un tasso di rilocalizzazione pari ad appena l’1%, indicatore che suggerisce una forte capacità dell’Europa di trattenere le imprese innovative sul proprio territorio.

Il documento sottolinea come questi risultati contribuiscano a superare la percezione secondo cui l’Europa avrebbe difficoltà a trasformare la ricerca e l’innovazione in imprese tecnologiche competitive a livello globale. Secondo l’EIC, i dati indicano invece un cambiamento strutturale che vede un numero crescente di aziende deep tech scegliere l’Europa come luogo in cui sviluppare e far crescere le proprie attività.

Parallelamente, il rapporto evidenzia una crescente attività di espansione transfrontaliera e una maggiore integrazione tra gli ecosistemi nazionali dell’innovazione.

EIC E IL RAFFORZAMENTO DELL’ECOSISTEMA EUROPEO DELL’INNOVAZIONE

Il rapporto dedica particolare attenzione anche all’evoluzione del sistema europeo di finanziamento dell’innovazione deep tech.

Gli investimenti dell’EIC hanno raggiunto 6,5 miliardi di euro e hanno contribuito a mobilitare ulteriori 5 miliardi di euro di co-investimenti privati. Per ogni euro investito dall’EIC Fund sono stati generati 3,5 euro aggiuntivi, mentre oltre mille investitori hanno partecipato a operazioni di co-investimento insieme all’EIC.

Un ulteriore elemento evidenziato dal rapporto riguarda la crescente dimensione europea degli investimenti: l’80% delle operazioni coinvolge infatti flussi finanziari transfrontalieri, segnale di una progressiva riduzione della frammentazione del mercato europeo del capitale per l’innovazione.

L’EIC Impact Report 2026, inoltre, richiama il ruolo strategico della ricerca scientifica come fattore di competitività. Il 45% dei finanziamenti europei nel campo delle tecnologie quantistiche coinvolge imprese sostenute dall’EIC, mentre il 25% degli investimenti europei nel settore spaziale è collegato ad aziende del portafoglio EIC.

Il rapporto evidenzia anche alcuni dati relativi all’inclusività dell’ecosistema: il 30% delle imprese sostenute è guidato da donne e il 25% degli investimenti in equity riguarda aziende fondate da donne.

Nel complesso, le imprese supportate dall’EIC sono presenti in 31 Paesi e gli investimenti dell’EIC Fund interessano 26 Paesi europei, confermando una crescente integrazione dell’ecosistema dell’innovazione e una maggiore collaborazione tra attori pubblici e privati a sostegno della crescita delle tecnologie emergenti.

 

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Esiti del Consiglio EPSCO Salute

Lo scorso 16 giugno, i Ministri della Salute dell’Unione Europea si sono riuniti a Lussemburgo per la sessione del Consiglio EPSCO Salute dedicata alle principali sfide regolatorie e strategiche del settore sanitario.

Nel corso dei lavori, sono stati esaminati diversi dossier strategici per il futuro delle politiche sanitarie europee, con particolare attenzione alla loro competitività, innovazione e resilienza.

Tra i principali risultati formali della sessione figura il raggiungimento di un orientamento generale sulla proposta di direttiva che disciplina l’immissione sul mercato di microrganismi geneticamente modificati e la lavorazione di organi umani.

Questo passo rappresenta la prima fase legislativa del più ampio quadro di interventi noto come “European Biotech Act I“, volto a promuovere lo sviluppo e l’industrializzazione sicura delle biotecnologie applicate all’ambito della salute e della bio-produzione all’interno del contesto comunitario.

IL RUOLO DEL CONSIGLIO EPSCO SALUTE TRA FARMACI E DISPOSITIVI MEDICI

Le delegazioni dei diversi Stati membri hanno dedicato un articolato dibattito orientativo anche alla proposta di regolamento per lo sviluppo delle biotecnologie sanitarie, esplorando le modalità più idonee per stimolare gli investimenti industriali e salvaguardare l’eccellenza scientifica continentale attraverso quadri normativi agili.

Parallelamente, il Consiglio EPSCO Salute ha preso in esame la relazione sullo stato di avanzamento dei lavori relativi alla proposta di regolamento di semplificazione per i dispositivi medici e i dispositivi medico-diagnostici in vitro (MDR/IVDR).

L’obiettivo dell’iniziativa è ridurre il carico burocratico e l’incertezza regolatoria per le imprese, prevenendo il rischio di carenze o indisponibilità di dispositivi essenziali per i pazienti.

I Ministri hanno inoltre approfondito le strategie per garantire l’autonomia strategica e la resilienza farmaceutica dell’Unione, analizzando la sicurezza delle catene di approvvigionamento e il sostegno alla produzione interna europea di medicinali critici.

A conclusione della sessione, i Ministri hanno esaminato gli sviluppi epidemiologici legati al virus Ebola Bundibugyo nell’Africa centrale, lo stato dell’arte del Critical Medicines Act e i progressi sul trattato internazionale per la prevenzione e risposta alle pandemie.

Il dibattito ha inoltre toccato l’impatto sanitario della direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane, per poi concludersi con la presentazione del programma di lavoro della futura presidenza irlandese del Consiglio dell’UE, destinata a succedere al mandato di Cipro a partire dal 1° luglio 2026.

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OMS e UE insieme per rafforzare i sistemi sanitari attraverso il TSI

Il TSI (Technical Support Instrument) è lo strumento attraverso il quale l’Unione europea sostiene gli Stati membri nella progettazione e realizzazione di riforme strutturali.

In un recente approfondimento, l’OMS Europa ha illustrato le attività sviluppate con il supporto del TSI per rispondere ad alcune delle principali sfide che interessano i sistemi sanitari europei, tra cui l’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle malattie non trasmissibili e le criticità emerse durante la pandemia di COVID-19.

Secondo l’OMS, questi cambiamenti stanno mettendo sotto pressione i sistemi sanitari e rendono necessario adottare approcci innovativi e basati su evidenze. In questo contesto, il TSI supporta attualmente un progetto che coinvolge diversi Stati membri e che affronta alcune priorità strategiche per il futuro dei sistemi sanitari europei.

L’iniziativa, finanziata dalla Commissione europea e della durata di 24 mesi, si basa sull’esperienza maturata con il progetto multicountry “EU Health Resources Hub“, realizzato nel 2022 insieme ad Austria, Belgio e Slovenia.

TSI E COLLABORAZIONE TRA I PAESI EUROPEI

Le attività attualmente in corso sono organizzate in tre cluster tematici.

Il primo riguarda il rafforzamento della workforce sanitaria in Italia e Spagna. L’OMS evidenzia come entrambi i Paesi si confrontino con una riduzione del personale disponibile e con una crescente difficoltà nel rispondere ai bisogni assistenziali, in particolare a causa della carenza di infermieri. Il progetto supporta quindi lo sviluppo di riforme nazionali adattate alle specificità dei due contesti.

Sul tema della workforce sanitaria, ProMIS è coinvolto anche nel progetto “TSI Health Hub – The Italian EU Resources Hub for sustainable investing in health: a case study on health workforce and smart programming tool using AI“, che supporta la pianificazione e la governance del personale sanitario attraverso attività di capacity building, coordinamento tecnico e sviluppo di strategie per gli investimenti nel settore salute.

Il secondo cluster coinvolge Germania e Svezia e affronta il ruolo degli ospedali nella promozione della prevenzione. In entrambi i Paesi l’invecchiamento della popolazione aumenta la pressione sui sistemi sanitari, mentre i servizi preventivi risultano ancora sottoutilizzati nonostante il loro contributo alla sostenibilità dei sistemi di salute e welfare.

Il terzo cluster è dedicato a Malta e al rafforzamento dell’assistenza a lungo termine. In questo caso il progetto prevede l’elaborazione di una proposta di aggiornamento del quadro normativo per favorire servizi accessibili, di qualità e centrati sulla persona per la popolazione anziana.

Accanto alle attività nazionali, il progetto prevede iniziative comuni coordinate dall’European Observatory on Health Systems and Policies per favorire lo scambio di conoscenze, esperienze ed evidenze tra i Paesi coinvolti.

Queste attività contribuiscono inoltre a creare sinergie con altri progetti europei e nazionali e con iniziative già avviate dall’OMS e dall’Unione europea in materia di personale sanitario e invecchiamento della popolazione.

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