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Evento: 5 years EU Cancer Mission – Stronger Through Connection

EU Cancer Mission celebra cinque anni di attività con l’evento “5 Years EU Cancer Mission: Stronger Through Connection”, organizzato dalla Commissione europea dal 29 settembre al 1° ottobre 2026 a Bruxelles, presso The EGG, Rue Bara 175.

L’iniziativa riunirà ricercatori, professionisti clinici, decisori politici, pazienti, innovatori, finanziatori e rappresentanti dell’industria per fare il punto sui risultati raggiunti e guardare alle prossime tappe verso il pieno conseguimento degli obiettivi della Missione al 2030, in parallelo con l’Europe’s Beating Cancer Plan.

Per tre giornate, discussioni, sessioni interattive, workshop e presentazioni di progetti offriranno uno spazio di confronto sulle esperienze e sulle collaborazioni che stanno contribuendo all’evoluzione della ricerca e dell’assistenza oncologica in Europa.

Il programma affronta le diverse fasi del percorso oncologico e dedica particolare attenzione al ruolo della collaborazione tra ricerca, innovazione, politiche e attori coinvolti.

EU CANCER MISSION: PREVENZIONE, QUALITÀ DELLA VITA E INNOVAZIONE

La prima giornata, il 29 settembre, sarà incentrata sull’importanza dello scambio dei dati: le sessioni approfondiranno la costruzione di un ecosistema coerente dei dati oncologici, il miglioramento dell’accesso e della condivisione dei dati, lo sviluppo di modelli per la ricerca e la cura e l’impiego di strumenti basati sui dati nell’oncologia di precisione.

Sono inoltre previsti due workshop paralleli dedicati allo sviluppo dei National Cancer Data Nodes e all’utilizzo dei dati di imaging e dell’intelligenza artificiale in ambito oncologico.

La seconda giornata, il 30 settembre, sarà dedicata alla prevenzione, alla diagnosi precoce e alla qualità della vita.

Le sessioni affronteranno sia le strategie di prevenzione sia gli approcci innovativi per la diagnosi precoce, mentre un workshop multi-stakeholder sarà dedicato alla costruzione condivisa di soluzioni su temi quali equità nella salute, genere ed età, tumori negli adolescenti e nei giovani adulti e survivorship.

Nel pomeriggio, l’attenzione si sposterà sui modelli di assistenza orientati alla qualità della vita, sul coinvolgimento dei pazienti e sulle cure palliative, con uno specifico approfondimento sulla loro integrazione lungo l’intero percorso oncologico.

Il 1° ottobre, giornata conclusiva, il programma si concentrerà invece su diagnosi e trattamento, con sessioni dedicate all’innovazione, all’oncologia personalizzata e all’accessibilità delle cure.

Tra gli approfondimenti previsti figurano un workshop sui benefici dell’innovazione nell’oncologia personalizzata per i pazienti, un forum dedicato ai tumori rari e una sessione sul contributo della ricerca clinica nell’ambito della EU Cancer Mission.

Nel corso delle tre giornate, le sessioni saranno affiancate da momenti dedicati alla presentazione dei progetti e al networking; diverse sessioni plenarie sono inoltre indicate nel programma come disponibili in live streaming.

L’evento intende così mettere in collegamento esperienze, competenze e soluzioni sviluppate nell’ecosistema europeo del cancro e contribuire alla riflessione sul percorso della Missione verso il 2030.

Il confronto tra progetti, istituzioni e stakeholder prosegue il percorso di collaborazione promosso dalla Missione anche attraverso iniziative come la European Cancer Mission Fair di ECHoS, che nel 2025 ha riunito a Varsavia la comunità europea impegnata nell’attuazione della Missione e nel rafforzamento delle sinergie tra progetti.

La partecipazione richiede la registrazione, disponibile al seguente LINK e aperta fino all’11 settembre 2026.

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Save the Date: THCS Learning Week 2026

Dal 28 settembre al 2 ottobre 2026, il WP10 “Knowledge Hub to support the transferability of good practices” del Partenariato europeo THCS – Transforming Health and Social Care Systems organizzerà la THCS Learning Week 2026.

L’iniziativa, dal titolo “Transforming Health and Social Care: Meaning, Models and Measurement”, sarà dedicata al significato concreto della trasformazione dei sistemi sanitari e socio-sanitari e alle modalità con cui questa può essere realizzata e valutata.

Per cinque giornate, decisori politici, responsabili dei sistemi, ricercatori, professionisti e innovatori saranno coinvolti in un percorso di apprendimento e confronto basato su esperienze e casi provenienti da diversi contesti europei.

La Learning Week intende approfondire alcune delle questioni che accompagnano i processi di trasformazione: che cosa significa trasformare un sistema, come può avvenire il cambiamento e come valutarne l’impatto.

In un contesto in cui i sistemi europei sono chiamati a sviluppare modelli di assistenza più integrati, sostenibili e centrati sulla persona, l’evento offrirà uno spazio per condividere conoscenze, esperienze e approcci maturati in contesti diversi.

Sono previste 10 sessioni online della durata di un’ora, con modalità interattive e occasioni di scambio tra i partecipanti.

THCS LEARNING WEEK 2026: ESPERIENZE E CONFRONTO EUROPEO

La THCS Learning Week 2026 valorizzerà il lavoro sviluppato nell’ambito di THCS e dei progetti finanziati dal Partenariato, insieme ai contributi di altri partenariati e iniziative europee, creando occasioni di discussione, riflessione e scambio sulla trasformazione dei sistemi sanitari e socio-sanitari.

Attraverso la condivisione di esperienze e casi concreti, la settimana offrirà l’opportunità di approfondire come la trasformazione possa tradursi nella pratica e quali elementi consentano di comprenderne e valutarne gli effetti.

L’obiettivo è favorire l’apprendimento reciproco tra attori provenienti da contesti diversi e mettere a confronto prospettive ed esperienze europee, contribuendo alla riflessione su che cosa significhi la trasformazione, come si realizzi e come riconoscere quando produce un cambiamento effettivo.

Il Transforming Health and Social Care Systems, di cui ProMIS è Ente affiliato del Ministero della Salute italiano (coordinatore del Partenariato stesso), è cofinanziato nell’ambito del programma Horizon Europe. THCS sostiene programmi coordinati di ricerca e innovazione nazionali e regionali ed altre attività chiave a supporto della trasformazione dei sistemi sanitari e assistenziali.

Il programma completo e le informazioni per la registrazione saranno comunicati prossimamente.

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Webinar ERA-LEARN: Implementing co-funded European Partnerships, a webinar for newcomers

ERA-LEARN organizza il 10 settembre 2026, dalle 9:00 alle 13:00 CET, il webinar online Implementing Co-funded European Partnership: A Webinar for Newcomers, dedicato all’implementazione dei partenariati europei cofinanziati.

L’iniziativa è rivolta a quanti intendono acquisire una conoscenza complessiva del funzionamento di questa tipologia di partenariati e approfondirne gli aspetti operativi.

Il webinar offrirà una panoramica generale dei partenariati europei cofinanziati, accompagnerà i partecipanti nell’approfondimento degli aspetti legati alla loro gestione e implementazione e presenterà gli strumenti sviluppati da ERA-LEARN a supporto delle attività.

Il programma prevede presentazioni plenarie e sessioni interattive dedicate allo scambio di esperienze e alle domande dei partecipanti, con il contributo di rappresentanti della Commissione europea, di ERA-LEARN e di partenariati cofinanziati con esperienza nella loro implementazione.

ERA-LEARN: I TEMI DEL WEBINAR SUI PARTENARIATI COFINANZIATI

Dopo un’introduzione a ERA-LEARN e al contesto dei partenariati europei cofinanziati, il programma entrerà nel merito dei requisiti legali e finanziari previsti nell’ambito di Horizon Europe, con un approfondimento dedicato al Grant Agreement e agli errori da evitare.

La seconda parte dell’incontro sarà dedicata agli aspetti operativi del lavoro di un partenariato cofinanziato, con particolare riferimento alla gestione delle call e delle attività aggiuntive, agli accordi finanziari interni e agli strumenti e materiali messi a disposizione da ERA-LEARN.

Sono inoltre previste due sessioni di Sharing experiences (Q&A), pensate per favorire il confronto con rappresentanti di partenariati cofinanziati e la condivisione delle esperienze maturate nella loro implementazione.

Tra le risorse disponibili per chi si avvicina a questo strumento rientra anche la ERA-LEARN Guide on co-funded European Partnerships, pubblicata nel febbraio 2026.

La guida raccoglie indicazioni ed esperienze relative all’implementazione dei partenariati cofinanziati e affronta alcune delle questioni che ricorrono nella loro gestione, offrendo un ulteriore strumento di supporto ai nuovi partecipanti.

La partecipazione al webinar è soggetta a registrazione online.

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HaDEA: aperto il sondaggio OECD-UE sulle carriere nella ricerca

HaDEA segnala l’apertura della nuova OECD-EU Research and Development Careers Survey, l’indagine internazionale sviluppata dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OECD) e dalla Direzione generale per la Ricerca e l’innovazione della Commissione europea per raccogliere informazioni sulle esperienze professionali nell’ambito della Ricerca e Sviluppo (R&S).

I contributi raccolti serviranno a comprendere meglio l’evoluzione del lavoro nel settore e a fornire ai decisori politici e alla comunità della ricerca informazioni utili sulle carriere nella R&S.

Il questionario, rivolto ai professionisti del settore della Ricerca e Sviluppo, assume rilievo anche nell’ambito del monitoraggio di Horizon Europe, il principale programma dell’Unione europea per il finanziamento della ricerca e dell’innovazione.

L’attuazione e la performance del programma vengono infatti monitorate attraverso i Key Impact Pathways (KIP), utilizzati per comprendere e valutare gli effetti dei finanziamenti europei sulla ricerca e sull’innovazione. I risultati più recenti sull’attuazione di Horizon Europe sono analizzati anche nel report 2025 su ricerca, innovazione e Horizon Europe.

In questo quadro, il sondaggio costituisce un primo passo verso la misurazione dell’impatto di Horizon Europe sulle carriere dei ricercatori, prendendo in considerazione aspetti quali le tipologie contrattuali, le retribuzioni e il livello di soddisfazione rispetto alle diverse dimensioni dell’attività professionale.

HADEA E IL MONITORAGGIO DELLE CARRIERE NELLA RICERCA

Il sondaggio rientra nelle attività del Research and Innovation Careers Observatory (ReICO) dell’OECD, che riunisce, per la prima volta, dati comparabili a livello internazionale, statistiche ed evidenze utili alla definizione delle politiche sulle carriere che contribuiscono allo sviluppo della scienza, della tecnologia e dell’innovazione.

L’Osservatorio coinvolge oltre 50 Paesi e mette a disposizione dati comparabili sulle carriere nella ricerca e nell’innovazione, utili a orientare le politiche di settore.

Attraverso la nuova indagine OECD-UE, le esperienze professionali raccolte potranno contribuire sia a una migliore comprensione dell’evoluzione del settore sia al monitoraggio degli effetti dei programmi europei di ricerca e innovazione sulle carriere dei ricercatori.

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SAVE THE DATE: State of the Union 2026

Lo State of the Union 2026 (SOTEU), previsto per il 16 settembre 2026 durante la sessione plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo, sarà il prossimo appuntamento con il tradizionale discorso sullo stato dell’Unione.

La Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen presenterà al Parlamento i risultati conseguiti dalla Commissione nell’ultimo anno e le principali iniziative previste per quello successivo.

Il discorso sullo stato dell’Unione si tiene ogni anno a settembre e rappresenta un momento di confronto tra Commissione e Parlamento europeo sugli orientamenti e sulle sfide dell’UE.

All’intervento della Presidente segue infatti il dibattito con gli eurodeputati. Le principali iniziative previste sono inoltre illustrate in una letter of intent indirizzata alla Presidenza del Parlamento europeo e alla Presidenza del Consiglio dell’Unione europea.

Nel 2025, il discorso aveva affrontato, tra gli altri, i temi della competitività, della ricerca e innovazione, dell’energia e della salute globale, con l’annuncio di una Global Health Resilience Initiative.

STATE OF THE UNION 2026 E LA PROGRAMMAZIONE EUROPEA

Lo State of the Union 2026 contribuirà a delineare gli orientamenti per il successivo ciclo di programmazione della Commissione europea. Il discorso annuale si inserisce infatti nel processo attraverso il quale le priorità politiche dell’UE vengono tradotte in iniziative e azioni concrete.

Sulla base delle indicazioni presentate nello State of the Union e delle priorità generali definite per il mandato quinquennale viene predisposto il programma di lavoro della Commissione europea, che individua le azioni previste per l’anno successivo.

L’appuntamento del 16 settembre offrirà quindi l’occasione per conoscere le iniziative che la Commissione intende promuovere nel 2027 e seguire il confronto con il Parlamento europeo sulle principali questioni dell’agenda dell’Unione.

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Bando EIC Pathfinder Challenges 2026: tre sfide strategiche

L’EIC Pathfinder Challenges 2026 è uno strumento dell’European Innovation Council (EIC) che finanzia la ricerca scientifica e tecnologica nelle sue fasi iniziali (early-stage research), con l’obiettivo di sviluppare le basi scientifiche di tecnologie radicalmente innovative.

La call sostiene progetti interdisciplinari high-risk / high-potential, caratterizzati da un elevato grado di incertezza sui risultati della ricerca: si tratta di idee che potrebbero anche non raggiungere gli obiettivi previsti, ma che, se validate, hanno il potenziale di aprire nuove direzioni di ricerca e generare innovazioni radicali.

Proprio questa incertezza rappresenta la ragione dell’intervento dell’EIC nelle prime fasi di sviluppo tecnologico (TRL 1-2 fino a TRL 3-4), quando il rischio rende più difficile reperire altre forme di finanziamento.

Con un budget complessivo di 96 milioni di euro, il bando prevede un contributo fino a 4 milioni di euro per progetto; richieste di importo superiore sono ammesse se adeguatamente motivate.

Le candidature potranno essere presentate entro il 28 ottobre 2026.

EIC PATHFINDER CHALLENGES 2026: LE TRE AREE DI FINANZIAMENTO

La prima Challenge, Advanced Materials for Miniaturised Energy Harvesting Systems, sostiene lo sviluppo di materiali avanzati per sistemi miniaturizzati di raccolta dell’energia destinati ad alimentare dispositivi autonomi, come sensori wireless e applicazioni Internet of Things (IoT).

L’obiettivo è realizzare una nuova generazione di sistemi energeticamente autonomi, riducendo il consumo energetico, la dipendenza dalle batterie e l’utilizzo di materie prime critiche, con applicazioni in settori quali salute, agricoltura, industria, mobilità e smart cities.

La seconda Challenge, Biotechnology for Healthy Ageing, finanzia progetti in grado di trasformare i risultati della ricerca sull’invecchiamento in soluzioni biotecnologiche e farmaceutiche innovative.

Le proposte potranno riguardare interventi terapeutici per prevenire, ritardare o contrastare le malattie correlate all’età, strumenti basati su biomarcatori per supportare la medicina personalizzata oppure nuove metodologie sperimentali in grado di favorire lo sviluppo di interventi per l’invecchiamento in salute.

L’iniziativa intende accelerare il trasferimento delle conoscenze scientifiche verso applicazioni cliniche e contribuire allo sviluppo di strategie per una maggiore longevità in buona salute.

La terza Challenge, “DeepRAP: Deep Reasoning, Abstraction & Planning towards trustworthy Cognitive AI Systems“, sostiene lo sviluppo di sistemi di intelligenza artificiale cognitiva affidabili (trustworthy), spiegabili (explainable) e capaci di ragionare, fare astrazioni e pianificare, anziché limitarsi a riconoscere schemi sulla base dei dati.

Le proposte potranno sviluppare nuovi approcci, anche ispirati alle neuroscienze e all’intelligenza artificiale neuro-simbolica, che combina l’apprendimento dai dati con il ragionamento basato su regole e conoscenze esplicite, contribuendo allo sviluppo di sistemi di IA più trasparenti.

La pagina ufficiale dell’EIC Pathfinder Challenges 2026 mette a disposizione le Guide dedicate a ciascuna Challenge, l’EIC Work Programme 2026 e l’accesso diretto al sistema di presentazione delle candidature (Apply for the challenge).

Per un quadro più ampio sul ruolo dello European Innovation Council e sui risultati conseguiti, è possibile consultare anche l’articolo dedicato all’EIC Impact Report 2026.

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Xjenza Malta apre la call per esperti valutatori

Xjenza Malta ha pubblicato una Call for Expressions of Interest for Independent Expert Evaluators, con l’obiettivo di costituire un pool di esperti indipendenti chiamati a supportare la valutazione delle proposte presentate nell’ambito dei programmi di finanziamento gestiti dall’agenzia maltese per la ricerca e l’innovazione.

L’iniziativa è rivolta a esperti residenti nei Paesi dell’Unione europea e dello Spazio economico europeo (SEE), che saranno coinvolti nella valutazione sistematica, trasparente e indipendente di proposte progettuali, report e altra documentazione relativa ai diversi schemi di finanziamento promossi da Xjenza Malta.

La call interessa numerosi ambiti tematici, tra cui salute, tecnologie digitali, ingegneria, ambiente e cambiamenti climatici, energia, trasporti, agricoltura, scienze sociali, business, spazio, settore marittimo e patrimonio culturale.

Le candidature potranno essere presentate entro il 31 agosto 2026 (primo cut-off) mentre la scadenza finale della call è fissata al 20 dicembre 2026.

XJENZA MALTA: REQUISITI E MODALITÀ DI CANDIDATURA

Possono candidarsi esperti residenti in uno dei Paesi dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo (SEE), in possesso dei requisiti professionali richiesti da Xjenza Malta.

Tra i principali criteri figurano un’adeguata esperienza nel settore di competenza, una buona conoscenza della lingua inglese (livello C1/C2) e la disponibilità a svolgere attività di valutazione in piena indipendenza.

Gli esperti selezionati potranno essere chiamati a valutare proposte progettuali e altra documentazione relativa ai programmi di finanziamento gestiti dall’agenzia, partecipando, ove previsto, anche a riunioni di consenso e alla redazione dei report di valutazione.

L’accordo avrà una durata iniziale di un anno, rinnovabile annualmente fino a un massimo di cinque anni, mentre il compenso varierà in funzione della tipologia di valutazione assegnata, con importi indicativi compresi tra 60 e 200 euro per proposta valutata.

La documentazione ufficiale della call comprende inoltre:

La candidatura dovrà essere presentata tramite il seguente LINK, allegando il curriculum vitae, la documentazione relativa ai titoli di studio, una sintesi in inglese del proprio profilo professionale (massimo 300 parole), il modulo di dichiarazione e la documentazione attestante la residenza nell’UE/SEE.

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Call 13 IHI: opportunità e risultati presentati all’Info Day APRE

La Call 13 IHI, lanciata il 2 luglio nell’ambito dell’Innovative Health Initiative (IHI), è stata presentata nel corso dell’Info Day “Horizon Europe – EU Partnerships. Bandi 2026 Innovative Health Initiative (IHI), Cluster 1 | Nuova call 13”, organizzato da APRE in collaborazione con il Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR), Farmindustria e la Partnership IHI.

L’incontro ha illustrato i contenuti del nuovo bando, le modalità di partecipazione e le principali opportunità di finanziamento rivolte ad aziende, PMI, ospedali, centri di ricerca e associazioni di pazienti, fornendo indicazioni utili ai potenziali proponenti in vista della scadenza della prima fase, fissata all’8 ottobre 2026.

Nel corso dell’evento è stato presentato un aggiornamento sulla partecipazione italiana alla Partnership: nelle prime dieci call di IHI il nostro Paese si colloca all’ottavo posto per numero di partecipazioni e al sesto per finanziamenti ottenuti, con 39 grant finanziati per un valore complessivo di circa 40 milioni di euro.

Inoltre, è stato evidenziato un incremento del tasso di successo e del numero di progetti coordinati da organizzazioni italiane, anche in nuovi ambiti di ricerca quali farmacovigilanza e neuroscienze.

CALL 13 IHI: I TRE TOPIC DEL BANDO

La Call 13 si articola in tre topic, tutti con una durata indicativa di 60 mesi e una procedura di valutazione in due fasi (two-stage call).

Il primo topic, “IHI European Healthcare Incubator Network”, dispone di un contributo massimo di 35 milioni di euro da IHI JU, integrato da 10,7 milioni di euro di contributi in-kind o finanziari dei partner industriali e da 4,3 milioni di euro dei contributing partner, per un budget complessivo di circa 50 milioni di euro.

L’obiettivo è creare una rete europea di incubatori sanitari capace di sostenere startup e PMI con un livello di maturità tecnologica (TRL) compreso tra 3 e 5, attraverso un meccanismo di Financial Support to Third Parties, che destina almeno il 75% del contributo IHI a mini-progetti rivolti a soggetti terzi.

Il secondo topic, “AI Foundation Toxicology Model”, prevede un contributo massimo di 9 milioni di euro da IHI JU, affiancato da 7,3 milioni di euro di contributi in-kind dei partner industriali e da 100.000 euro del contributing partner UKRI NC3Rs.

Il topic intende sviluppare un modello e di un framework di tossicologia basati sull’intelligenza artificiale, con l’obiettivo di supportare l’esenzione dalla sperimentazione su una seconda specie animale negli studi di sicurezza dei farmaci, integrando dati provenienti da fonti differenti in un quadro regolatorio condiviso.

Il terzo topic, “Decode the Immuno-science of age-related diseases”, mette a disposizione un contributo massimo di 9,2 milioni di euro da IHI JU, affiancato da un contributo in-kind di pari importo dei partner industriali.

Il topic approfondisce il legame tra immunosenescenza, inflammaging e l’insorgenza delle malattie infiammatorie croniche associate all’età avanzata, con l’obiettivo di sviluppare approcci di medicina di precisione rivolti ai pazienti anziani maggiormente a rischio.

Nel corso dell’Info Day sono state inoltre presentate le esperienze di sei progetti finanziati da IHI (Thera4Care, GRACE, CarePath, ENKORE, PHARMECO e READI), che hanno illustrato il valore del modello di partenariato pubblico-privato promosso dalla Partnership.

Pur operando in ambiti differenti, i progetti hanno evidenziato alcuni elementi comuni: la possibilità di accedere a competenze e infrastrutture difficilmente disponibili per i singoli attori; l’accelerazione del trasferimento dei risultati della ricerca verso applicazioni concrete grazie alla collaborazione tra ricerca, mondo clinico, industria, organizzazioni di pazienti e autorità regolatorie; infine, la capacità di generare risultati destinati a proseguire oltre la durata del finanziamento.

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Salute Globale

Farmaceutica, Efpia: colmare il gap competitivo può valere oltre 120 miliardi per l’Europa

L’industria farmaceutica europea potrebbe generare oltre 120 miliardi di euro di valore aggiunto nei prossimi dieci anni se riuscisse a ridurre il divario competitivo con i principali concorrenti globali.

È questa la principale conclusione del nuovo rapporto “Assessing Europe’s Competitiveness as a Location for the Life Sciences Industry“, pubblicato dalla European Federation of Pharmaceutical Industries and Associations (EFPIA), che analizza la capacità dell’Unione europea di trasformare la propria eccellenza scientifica in innovazione, investimenti e nuovi medicinali.

Lo studio, realizzato da Charles River Associates, confronta le performance dell’UE con quelle di Stati Uniti, Cina, Regno Unito, Svizzera e, per la prima volta, Giappone, prendendo in esame venti indicatori relativi a ricerca e innovazione, quadro regolatorio, contesto commerciale e capacità industriale.

L’analisi evidenzia un quadro caratterizzato da punti di forza consolidati, ma anche da segnali di progressivo indebolimento della competitività europea.

Tra gli elementi più positivi figurano la crescita degli investimenti nella capacità produttiva farmaceutica, aumentati del 15% annuo tra il 2018 e il 2022, un valore superiore a quello registrato dalla Cina (11%), e l’elevata qualità della produzione scientifica, confermata dalla quota di pubblicazioni nelle scienze mediche che rientrano nell’1% più citato a livello mondiale.

Accanto a questi risultati, il rapporto individua alcune criticità. Negli ultimi anni il numero di nuove sostanze attive (New Active Substances – NAS) sviluppate nell’Unione europea è diminuito del 20%, mentre la Cina ha registrato una crescita del 470%, passando da quattro nuove sostanze attive nel 2018 a ventotto nel 2024 e diventando il principale Paese di origine dei nuovi principi attivi.

Anche la disponibilità dei medicinali innovativi evidenzia un divario significativo: nei Paesi dell’UE viene commercializzato in media il 39% dei nuovi farmaci, contro l’85% degli Stati Uniti.

Il rapporto richiama inoltre l’attenzione sui tempi delle procedure regolatorie, che pur essendosi ridotti negli ultimi anni rimangono superiori a quelli registrati negli Stati Uniti e in Cina, e sulla progressiva perdita di attrattività dell’Europa per le sperimentazioni cliniche.

Tra il 2013 e il 2023, infatti, la quota europea degli studi clinici globali è passata dal 22% al 12%, mentre tutti gli Stati membri, ad eccezione della Spagna, hanno registrato una riduzione della propria quota.

Industria farmaceutica: le priorità per rafforzare la competitività europea

Secondo il rapporto, invertire questa tendenza potrebbe produrre benefici economici, industriali e sanitari rilevanti.

Le stime indicano che un rafforzamento della competitività europea potrebbe generare oltre 120 miliardi di euro nell’arco di dieci anni, grazie a circa 105 miliardi di euro di nuovi investimenti in ricerca e sviluppo e a ulteriori 18 miliardi di euro derivanti dall’aumento delle sperimentazioni cliniche.

A questi risultati si aggiungerebbero la creazione di circa 82.000 posti di lavoro altamente qualificati, il coinvolgimento di oltre 158.000 pazienti negli studi clinici e la possibilità di accelerare lo sviluppo di più di 200 nuove sostanze attive, ampliando l’accesso a trattamenti innovativi.

Per raggiungere questi obiettivi, il rapporto individua alcune priorità strategiche: aumentare gli investimenti in ricerca e innovazione, rendere l’Europa più attrattiva per le sperimentazioni cliniche, ridurre i tempi dei percorsi regolatori, rafforzare la tutela della proprietà intellettuale e creare un quadro normativo e di mercato più favorevole agli investimenti.

Tra le proposte avanzate da EFPIA negli ultimi anni rientrano anche misure volte a rafforzare la resilienza della catena di approvvigionamento dei medicinali e a mitigarne le carenze.

Lo studio evidenzia inoltre come, in oltre venti Stati membri, strumenti di contenimento della spesa farmaceutica, quali rebate obbligatori, imposte sulle vendite e meccanismi di claw-back (restituzione obbligatoria delle eccedenze di spesa), possano rappresentare un ulteriore elemento di disincentivo agli investimenti nel settore.

Nelle conclusioni, EFPIA sottolinea che l’Unione europea dispone ancora delle competenze scientifiche, industriali e produttive necessarie per mantenere un ruolo di primo piano nelle scienze della vita.

Per trasformare questo potenziale in crescita economica, innovazione e migliori opportunità per i pazienti sarà tuttavia necessario adottare politiche capaci di rendere l’Europa più attrattiva per gli investimenti e di favorire il trasferimento dei risultati della ricerca verso lo sviluppo di nuovi medicinali.

 

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Salute Globale

L’OMS lancia il primo database globale sulla prevalenza delle infezioni sessualmente trasmissibili

Le infezioni sessualmente trasmissibili rappresentano una sfida rilevante per la salute pubblica a livello globale e richiedono dati affidabili per orientare interventi efficaci di prevenzione, diagnosi e cura.

Per rispondere a questa esigenza, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha annunciato il lancio del primo database globale ad accesso libero dedicato alla prevalenza delle infezioni sessualmente trasmissibili (Sexually Transmitted Infections – STI).

Si tratta della prima piattaforma internazionale che raccoglie, armonizza e rende disponibili dati standardizzati e sottoposti a controllo di qualità provenienti dai Paesi a basso e medio reddito, con informazioni riferite al periodo dal 2010 in poi.

Il nuovo strumento nasce per colmare una delle principali criticità evidenziate negli ultimi anni: la difficoltà di accedere a dati comparabili, affidabili e specifici per Paese e popolazione.

Il database integra infatti evidenze pubblicate e non pubblicate provenienti da fonti differenti, riunendole in un’unica piattaforma consultabile da decisori politici, programmi nazionali, ricercatori, organizzazioni della società civile, industria e agenzie di finanziamento.

Secondo l’OMS, rendere queste informazioni facilmente accessibili consentirà ai Paesi di progettare interventi più mirati, rafforzare i sistemi di sorveglianza epidemiologica e migliorare la capacità di monitorare l’andamento delle infezioni sessualmente trasmissibili nel tempo.

IL DATABASE SULLE INFEZIONI SESSUALMENTE TRASMISSIBILI SARÀ AGGIORNATO CON NUOVE EVIDENZE

Attualmente il database raccoglie informazioni relative a cinque infezioni sessualmente trasmissibili: clamidia (Chlamydia trachomatis), gonorrea (Neisseria gonorrhoeae), herpes simplex di tipo 2 (HSV-2), sifilide (Treponema pallidum) e tricomoniasi (Trichomonas vaginalis).

Alla fine di giugno 2026 la piattaforma comprendeva dati provenienti da 766 studi e 2.453 punti di prevalenza, ottenuti attraverso indagini sulla popolazione generale, studi condotti su donne in gravidanza, adolescenti, popolazioni chiave, lavoratori del sesso, utenti dei servizi dedicati alle infezioni sessualmente trasmissibili, oltre a dati di base di studi di intervento e studi caso-controllo.

Per garantire l’affidabilità delle informazioni, l’OMS ha incluso esclusivamente studi che descrivono chiaramente la popolazione osservata, riportano adeguati dettagli metodologici, comprendono campioni costituiti prevalentemente dopo il 2010 e coinvolgono almeno 100 partecipanti.

La disponibilità di dati epidemiologici comparabili rappresenta uno degli elementi che l’OMS considera fondamentali per rafforzare le politiche di salute pubblica.

Il database, disponibile attraverso lo STI Prevalence Atlas, è stato progettato come una risorsa dinamica: verrà aggiornato con l’inserimento delle nuove evidenze scientifiche e sarà progressivamente ampliato per includere ulteriori infezioni, contribuendo così a rafforzare le stime nazionali, regionali e globali sul carico delle infezioni sessualmente trasmissibili e a supportare decisioni di sanità pubblica basate su evidenze.

 

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