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La Commissione europea pubblica la brochure ERA su WIDERA 2021-2027

La Commissione europea ha pubblicato la nuova brochure ERA in Horizon Europe, dedicata al rapporto tra Horizon Europe e lo Spazio europeo della ricerca. La brochure ERA offre uno strumento operativo per orientarsi tra Pact for Research and Innovation in Europe, ERA Policy Agendas, priorità politiche, azioni, politiche strutturali, Work Programmes WIDERA e progetti Horizon Europe.

Lo Spazio europeo della ricerca, indicato come European Research Area (ERA), è l’obiettivo dell’Unione europea di costruire un mercato unico e senza frontiere per ricerca, innovazione e tecnologia. Horizon Europe contribuisce al conseguimento dello Spazio europeo della ricerca anche attraverso WIDERA, acronimo di Widening Participation and Strengthening the ERA. Questa parte dedicata del programma interviene su due ambiti: l’allargamento della partecipazione e la diffusione dell’eccellenza, insieme alla riforma e al rafforzamento del sistema europeo di ricerca e innovazione, disponendo di un budget di circa 3,2 miliardi di euro per il periodo dal 2021 al 2027.

La brochure ERA nel percorso di Horizon Europe

La brochure ERA riporta le priorità politiche dello Spazio europeo della ricerca, le relative azioni e le politiche strutturali. Tra queste rientrano open science, infrastrutture di ricerca, parità di genere, carriere nella ricerca, valutazione della ricerca, valorizzazione della conoscenza, approccio globale alla cooperazione in ricerca e innovazione e SET Plan. Il documento include anche istruzione superiore, accesso all’eccellenza, coinvolgimento dei cittadini, science for policy, intelligenza artificiale nella scienza, trasformazione industriale, nuove metodologie di approccio, etica e integrità e management della ricerca.

Nei Work Programmes WIDERA, queste priorità vengono organizzate lungo gli anni di Horizon Europe. Nel periodo dal 2021 al 2022 compaiono azioni su pubblicazione open access istituzionale, cooperazione globale sui dati FAIR, piani per la parità di genere, ERA Fellowships, valorizzazione della conoscenza, citizen science e formazione dei research managers. Nel periodo dal 2023 al 2024 sono richiamati interventi su riproducibilità dei risultati scientifici, gestione della proprietà intellettuale, contrasto alla violenza di genere, riforme della valutazione della ricerca, European Excellence Initiative, Teaming for Excellence, Twinning, Hop On Facility, Excellence Hubs e professionalizzazione del management della ricerca.

Per il 2025 la brochure ERA indica, tra gli altri temi, pubblicazione open access istituzionale senza scopo di lucro, diffusione dei risultati dell’ERA Policy Agenda, barriere di carriera per ricercatori sottorappresentati e marginalizzati, ERA Fellowships, valli regionali dell’innovazione nei Paesi widening, politiche di ricerca e innovazione nei Paesi dell’allargamento dell’Unione europea, EIC Pre Accelerator, Science comes to town e Science for Policy ecosystem. Per il periodo dal 2026 al 2027 sono richiamate azioni su ecosistemi ERA, conoscenza per l’ERA, capacità istituzionali, riforme su open access e valutazione della ricerca, Talent Ecosystems, coinvolgimento dei cittadini e ERA Research Managers.

La brochure ERA riporta in un unico documento il percorso che collega Horizon Europe, WIDERA e Spazio europeo della ricerca alle priorità europee. Il documento permette di seguire con maggiore chiarezza il rapporto tra programmi di lavoro, azioni previste e progetti finanziati, mostrando come il rafforzamento della ricerca europea prenda forma attraverso Horizon Europe.

 

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Digital Sovereignty Science for Policy Forum 2026

La Digital Sovereignty (sovranità digitale) rappresenta una delle priorità strategiche dell’Unione europea per affrontare le sfide legate alla trasformazione digitale e alla crescente dipendenza da tecnologie, infrastrutture e servizi sviluppati al di fuori del contesto europeo.

In questo contesto si inserisce il “Digital Sovereignty Science for Policy Forum”, l’evento organizzato dal Joint Research Centre (JRC) della Commissione europea che si terrà a Bruxelles il 18 e 19 novembre 2026.

L’iniziativa intende riunire rappresentanti delle istituzioni europee, centri di ricerca, think tank, industria e professionisti del settore per promuovere il dialogo tra scienza e politiche pubbliche sul tema della sovranità digitale. Secondo il JRC, uno degli elementi distintivi del Forum sarà proprio l’approccio “Science for Policy”, volto a valorizzare il contributo delle evidenze scientifiche nei processi decisionali europei.

L’evento sarà anche l’occasione per presentare i risultati delle attività di ricerca sviluppate dal JRC nel corso del 2026 a supporto dell’attuazione delle politiche europee sulla sovranità digitale.

Tra queste figurano la “Digital Sovereignty Series” di policy brief, un quadro di misurazione per il monitoraggio di indicatori chiave, una raccolta di casi studio e il “Digital Sovereignty Canvas”, uno strumento progettato per facilitare il confronto tra decisori pubblici, industria e stakeholder. Il Forum contribuirà inoltre a individuare possibili strategie per ridurre le dipendenze digitali dell’Europa e a definire nuove priorità di ricerca in grado di anticipare gli scenari futuri.

DIGITAL SOVEREIGNTY E IL DIALOGO TRA RICERCA E POLITICHE PUBBLICHE

Il programma si svilupperà in due giornate e sarà articolato in due sessioni complementari. La prima, ospitata presso il Berlaymont e rivolta principalmente a Commissari europei, Direttori Generali e Direttori, sarà trasmessa anche online e sarà dedicata alla presentazione dei risultati delle attività del JRC e a un confronto ad alto livello sullo stato della sovranità digitale in Europa.

La seconda sessione, organizzata presso il CDMA, avrà invece un taglio più operativo e sarà rivolta a ricercatori, professionisti e stakeholder. Attraverso approfondimenti tematici e discussioni strutturate, i partecipanti saranno chiamati a confrontarsi sulle principali sfide e opportunità legate alla sovranità digitale.

Tra i temi previsti figurano le infrastrutture digitali, la sovranità dell’open source, l’intelligenza artificiale e i dati, la sovranità industriale e il punto di vista degli utenti sulle trasformazioni digitali.

Secondo il JRC, il Forum contribuirà a rafforzare una comunità europea dedicata alla ricerca “science for policy” sulla sovranità digitale e a consolidare il ruolo del Joint Research Centre come punto di riferimento per la produzione e la condivisione di evidenze utili all’elaborazione delle politiche europee.

La registrazione sarà organizzata in due fasi: una prima fase su invito, prevista tra maggio e agosto 2026, e una seconda fase aperta al pubblico a partire da settembre 2026. Il programma definitivo dell’evento sarà pubblicato nei prossimi mesi.

 

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Salute Globale

Area Europea della Ricerca (ERA): pubblicato lo scoreboard 2025

La Commissione europea ha pubblicato il nuovo rapporto sullo stato di avanzamento dell’Area Europea della Ricerca (European Research Area – ERA), evidenziando progressi significativi in numerosi ambiti strategici, ma anche il permanere di importanti sfide strutturali che continuano a limitare il pieno potenziale della ricerca e dell’innovazione in Europa.

L’Area Europea della Ricerca rappresenta il quadro di riferimento attraverso il quale l’Unione europea e gli Stati membri promuovono una maggiore integrazione dei sistemi nazionali di ricerca, favorendo la collaborazione scientifica, la mobilità dei ricercatori, la condivisione delle conoscenze e il trasferimento dell’innovazione verso la società e l’economia.

Progressi e ritardi

Secondo il rapporto, gli Stati membri hanno compiuto progressi nella maggior parte delle priorità dell’ERA, in particolare per quanto riguarda l’accesso aperto alle pubblicazioni scientifiche, il rafforzamento delle infrastrutture di ricerca e la cooperazione transnazionale. Negli ultimi anni sono inoltre aumentati gli investimenti pubblici e privati in ricerca e innovazione, contribuendo a sostenere la competitività europea in un contesto globale sempre più dinamico.

Permangono tuttavia differenze significative tra i Paesi europei. Il rapporto evidenzia che il divario negli investimenti in ricerca e sviluppo tra gli Stati membri continua a rappresentare una delle principali criticità. L’obiettivo europeo di destinare il 3% del prodotto interno lordo alla ricerca e sviluppo non è ancora stato raggiunto a livello dell’Unione, e le disparità territoriali rischiano di compromettere una crescita equilibrata della capacità scientifica europea.

Un’altra sfida riguarda le carriere dei ricercatori. Nonostante i progressi registrati nella mobilità e nelle opportunità professionali, persistono problemi legati alla precarietà del lavoro accademico, alle disparità di genere e alle difficoltà nel trattenere talenti altamente qualificati. La Commissione sottolinea l’importanza di rendere le carriere nella ricerca più attrattive, stabili e inclusive.

Rispondere alle grandi sfide contemporanee

Il rapporto richiama inoltre l’attenzione sulla necessità di rafforzare il collegamento tra ricerca, innovazione e politiche pubbliche. Le grandi sfide contemporanee – dai cambiamenti climatici all’invecchiamento della popolazione, dalla trasformazione digitale alla sicurezza sanitaria – richiedono infatti una maggiore capacità di tradurre rapidamente le conoscenze scientifiche in soluzioni concrete e in decisioni politiche basate sulle evidenze.

Particolare rilievo viene attribuito alla dimensione regionale dell’innovazione. Le regioni europee svolgono un ruolo fondamentale nella creazione di ecosistemi territoriali della conoscenza, favorendo la collaborazione tra università, centri di ricerca, imprese e amministrazioni pubbliche. Il rafforzamento delle capacità regionali di ricerca e innovazione è considerato un elemento essenziale per ridurre le disuguaglianze territoriali e sostenere uno sviluppo sostenibile e inclusivo.

I risultati del rapporto contribuiranno a orientare l’attuazione della futura Agenda politica dell’Area Europea della Ricerca per il periodo 2025–2027, che mira a rafforzare ulteriormente la competitività scientifica dell’Europa.

 

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Altro

Esiti del Consiglio EPSCO Salute

Lo scorso 16 giugno, i Ministri della Salute dell’Unione Europea si sono riuniti a Lussemburgo per la sessione del Consiglio EPSCO Salute dedicata alle principali sfide regolatorie e strategiche del settore sanitario.

Nel corso dei lavori, sono stati esaminati diversi dossier strategici per il futuro delle politiche sanitarie europee, con particolare attenzione alla loro competitività, innovazione e resilienza.

Tra i principali risultati formali della sessione figura il raggiungimento di un orientamento generale sulla proposta di direttiva che disciplina l’immissione sul mercato di microrganismi geneticamente modificati e la lavorazione di organi umani.

Questo passo rappresenta la prima fase legislativa del più ampio quadro di interventi noto come “European Biotech Act I“, volto a promuovere lo sviluppo e l’industrializzazione sicura delle biotecnologie applicate all’ambito della salute e della bio-produzione all’interno del contesto comunitario.

IL RUOLO DEL CONSIGLIO EPSCO SALUTE TRA FARMACI E DISPOSITIVI MEDICI

Le delegazioni dei diversi Stati membri hanno dedicato un articolato dibattito orientativo anche alla proposta di regolamento per lo sviluppo delle biotecnologie sanitarie, esplorando le modalità più idonee per stimolare gli investimenti industriali e salvaguardare l’eccellenza scientifica continentale attraverso quadri normativi agili.

Parallelamente, il Consiglio EPSCO Salute ha preso in esame la relazione sullo stato di avanzamento dei lavori relativi alla proposta di regolamento di semplificazione per i dispositivi medici e i dispositivi medico-diagnostici in vitro (MDR/IVDR).

L’obiettivo dell’iniziativa è ridurre il carico burocratico e l’incertezza regolatoria per le imprese, prevenendo il rischio di carenze o indisponibilità di dispositivi essenziali per i pazienti.

I Ministri hanno inoltre approfondito le strategie per garantire l’autonomia strategica e la resilienza farmaceutica dell’Unione, analizzando la sicurezza delle catene di approvvigionamento e il sostegno alla produzione interna europea di medicinali critici.

A conclusione della sessione, i Ministri hanno esaminato gli sviluppi epidemiologici legati al virus Ebola Bundibugyo nell’Africa centrale, lo stato dell’arte del Critical Medicines Act e i progressi sul trattato internazionale per la prevenzione e risposta alle pandemie.

Il dibattito ha inoltre toccato l’impatto sanitario della direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane, per poi concludersi con la presentazione del programma di lavoro della futura presidenza irlandese del Consiglio dell’UE, destinata a succedere al mandato di Cipro a partire dal 1° luglio 2026.

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workforce

OMS e UE insieme per rafforzare i sistemi sanitari attraverso il TSI

Il TSI (Technical Support Instrument) è lo strumento attraverso il quale l’Unione europea sostiene gli Stati membri nella progettazione e realizzazione di riforme strutturali.

In un recente approfondimento, l’OMS Europa ha illustrato le attività sviluppate con il supporto del TSI per rispondere ad alcune delle principali sfide che interessano i sistemi sanitari europei, tra cui l’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle malattie non trasmissibili e le criticità emerse durante la pandemia di COVID-19.

Secondo l’OMS, questi cambiamenti stanno mettendo sotto pressione i sistemi sanitari e rendono necessario adottare approcci innovativi e basati su evidenze. In questo contesto, il TSI supporta attualmente un progetto che coinvolge diversi Stati membri e che affronta alcune priorità strategiche per il futuro dei sistemi sanitari europei.

L’iniziativa, finanziata dalla Commissione europea e della durata di 24 mesi, si basa sull’esperienza maturata con il progetto multicountry “EU Health Resources Hub“, realizzato nel 2022 insieme ad Austria, Belgio e Slovenia.

TSI E COLLABORAZIONE TRA I PAESI EUROPEI

Le attività attualmente in corso sono organizzate in tre cluster tematici.

Il primo riguarda il rafforzamento della workforce sanitaria in Italia e Spagna. L’OMS evidenzia come entrambi i Paesi si confrontino con una riduzione del personale disponibile e con una crescente difficoltà nel rispondere ai bisogni assistenziali, in particolare a causa della carenza di infermieri. Il progetto supporta quindi lo sviluppo di riforme nazionali adattate alle specificità dei due contesti.

Sul tema della workforce sanitaria, ProMIS è coinvolto anche nel progetto “TSI Health Hub – The Italian EU Resources Hub for sustainable investing in health: a case study on health workforce and smart programming tool using AI“, che supporta la pianificazione e la governance del personale sanitario attraverso attività di capacity building, coordinamento tecnico e sviluppo di strategie per gli investimenti nel settore salute.

Il secondo cluster coinvolge Germania e Svezia e affronta il ruolo degli ospedali nella promozione della prevenzione. In entrambi i Paesi l’invecchiamento della popolazione aumenta la pressione sui sistemi sanitari, mentre i servizi preventivi risultano ancora sottoutilizzati nonostante il loro contributo alla sostenibilità dei sistemi di salute e welfare.

Il terzo cluster è dedicato a Malta e al rafforzamento dell’assistenza a lungo termine. In questo caso il progetto prevede l’elaborazione di una proposta di aggiornamento del quadro normativo per favorire servizi accessibili, di qualità e centrati sulla persona per la popolazione anziana.

Accanto alle attività nazionali, il progetto prevede iniziative comuni coordinate dall’European Observatory on Health Systems and Policies per favorire lo scambio di conoscenze, esperienze ed evidenze tra i Paesi coinvolti.

Queste attività contribuiscono inoltre a creare sinergie con altri progetti europei e nazionali e con iniziative già avviate dall’OMS e dall’Unione europea in materia di personale sanitario e invecchiamento della popolazione.

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Altro bandi

La Commissione presenta il progetto di bilancio 2027 alla Commissione Bilanci del Parlamento europeo

La Commissione europea ha presentato alla Commissione per i bilanci (BUDG) del Parlamento europeo il progetto di bilancio dell’Unione europea per il 2027.

La proposta sarà esaminata alla luce delle linee guida approvate dal Parlamento europeo il 28 aprile 2026 nell’ambito della procedura 2025/2246(BUI), che definiscono le priorità politiche e finanziarie per l’ultimo bilancio dell’attuale Quadro finanziario pluriennale (QFP) 2021-2027.

Con 389 voti favorevoli, 191 contrari e 75 astensioni, il Parlamento ha adottato una risoluzione che richiama la necessità di un bilancio europeo prevedibile, solido, orientato agli investimenti e capace di rispondere alle crescenti esigenze dei cittadini, delle imprese e dei territori europei.

Nel documento approvato, il Parlamento sottolinea come l’Unione europea si trovi ad affrontare una fase caratterizzata da instabilità geopolitica, pressioni economiche, perdita di competitività, sfide sociali e nuove esigenze di sicurezza.

In questo contesto, il bilancio 2027 dovrà contribuire a rafforzare la competitività europea, ridurre le dipendenze strategiche, sostenere l’innovazione, accelerare la transizione verde e digitale e promuovere la coesione economica, sociale e territoriale.

Gli eurodeputati evidenziano inoltre la necessità di finanziare investimenti nelle infrastrutture strategiche, nelle reti energetiche e digitali, nella mobilità sostenibile, nella ricerca e nello sviluppo tecnologico, nonché di garantire adeguate risorse ai programmi europei che supportano la crescita, la resilienza e la capacità innovativa dell’Unione.

BILANCIO 2027: ATTENZIONE A SALUTE, WORKFORCE E INNOVAZIONE

Tra gli aspetti di maggiore interesse per il settore sanitario, il Parlamento europeo richiama l’importanza di sostenere sistemi sanitari pubblici forti e resilienti, individuando la salute mentale come una priorità specifica e chiedendo adeguati finanziamenti per il programma EU4Health.

Il documento evidenzia inoltre la necessità di affrontare le crisi strutturali della forza lavoro che interessano diversi settori, con particolare riferimento agli ambiti sociale e sanitario, attraverso strategie e investimenti mirati.

Parallelamente, viene ribadita l’esigenza di garantire risorse sufficienti per la ricerca, l’innovazione e l’adozione di nuove tecnologie in settori strategici, così da rafforzare l’autonomia europea e la capacità di rispondere alle sfide globali.

Secondo il Parlamento, il bilancio 2027 dovrà assicurare continuità alle azioni già avviate nell’attuale periodo di programmazione e fungere da ponte verso il prossimo Quadro finanziario pluriennale 2028-2034, contribuendo a preparare le future priorità dell’Unione europea.

 

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digital health comunicazione in salute Salute Globale

Dispositivi medici, il Regolamento 2026/977 introduce nuove regole europee

I dispositivi medici sono al centro di nuove misure adottate dalla Commissione europea per rendere più armonizzate, prevedibili ed efficienti le procedure con cui ne viene verificata la conformità alle norme europee. Le nuove disposizioni riguardano gli organismi notificati, gli enti responsabili della verifica di sicurezza e prestazioni dei prodotti prima della loro immissione sul mercato. Il Regolamento di esecuzione (UE) 2026/977, pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea il 5 maggio 2026, introduce requisiti uniformi destinati a rafforzare il funzionamento del quadro normativo europeo.

Dispositivi medici tra semplificazione normativa e sicurezza

L’intervento rappresenta un nuovo passo nel percorso di razionalizzazione e semplificazione delle regole previste dal Regolamento sui dispositivi medici. L’obiettivo è favorire la disponibilità dei dispositivi medici sul mercato dell’Unione europea, sostenendo al tempo stesso competitività e capacità di innovazione del settore e garantendo i più elevati standard di sicurezza per i pazienti.

Gli organismi notificati svolgono un ruolo centrale nel sistema europeo dei dispositivi medici e dei dispositivi medico diagnostici in vitro, poiché valutano la sicurezza e le prestazioni dei prodotti prima della loro immissione sul mercato e ne garantiscono una supervisione continua nel tempo. Assicurare che queste attività siano svolte in modo prevedibile e trasparente è considerato un elemento essenziale per un sistema regolatorio efficiente.

Tra le novità introdotte dal regolamento figurano requisiti specifici per l’emissione di preventivi ai produttori, con l’obiettivo di fornire stime affidabili dei servizi richiesti e dei relativi costi complessivi. Sono inoltre previste tempistiche massime e meccanismi di sospensione per alcune fasi chiave delle procedure, comprese la revisione delle domande e la firma dei contratti, gli audit dei sistemi di gestione della qualità, la verifica dei prodotti, le decisioni di certificazione e la valutazione delle modifiche.

Maggiore prevedibilità nelle attività di valutazione della conformità dovrebbe contribuire a ridurre l’incertezza per produttori e organismi notificati. Il regolamento introduce inoltre l’obbligo per gli organismi notificati di istituire sistemi dedicati al monitoraggio della durata e dei costi delle attività di valutazione della conformità, con la pubblicazione annuale delle informazioni raccolte.

Un ulteriore intervento riguarda le attività di ricertificazione, per le quali vengono chiarite procedure e tempistiche. Le nuove disposizioni entreranno in vigore il 25 febbraio 2027, mentre l’obbligo di pubblicazione delle relazioni annuali relative a tempi e costi delle attività di valutazione della conformità si applicherà dal 1° gennaio 2028. Procedure e tempistiche più chiare per la ricertificazione puntano a ridurre l’incertezza per gli operatori coinvolti.

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Salute Globale

Webinar EUHPP: resilienza dei sistemi sanitari nell’UE

La Commissione Europea, attraverso la piattaforma EU Health Policy Platform (EUHPP) organizza un nuovo webinar dedicato al tema della resilienza dei sistemi sanitari.

L’evento, dal titolo “Strengthening Health System Resilience in the EU: Evidence, Measurement, and Policy Levers”, si terrà l’11 giugno 2026 dalle 15:00 alle 16:30 e si svolgerà in lingua inglese.

Il webinar presenterà un approccio metodologico per la valutazione quantitativa e comparativa della resilienza dei sistemi sanitari, applicato a quattro Paesi dell’Unione Europea nel contesto della pandemia da COVID-19.

Verranno inoltre discussi i risultati di analisi qualitative sui fattori che influenzano performance più o meno resilienti e il ruolo degli incentivi come strumento di policy per rafforzare la capacità di risposta dei sistemi sanitari. Il programma prevede interventi di accademici e istituzioni europee.

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digital health cure integrate Salute Globale workforce

Commissione europea: pubblicato il pacchetto Spring Semester 2026

La Commissione europea ha adottato lo Spring Package 2026 dell’European Semester, che definisce le priorità politiche e le raccomandazioni rivolte agli Stati membri per rafforzare la competitività, la resilienza economica e la coesione sociale dell’Unione europea.

Documento di sintesi “Il pacchetto di primavera del semestre europeo 2026: focus salute”

I dettagli dello Spring Package 2026

Tra le principali aree di azione figurano:

  • il rafforzamento della competitività e dell’innovazione;
  • l’aumento degli investimenti in ricerca e sviluppo;
  • la riduzione delle barriere nel mercato unico;
  • l’accelerazione della transizione energetica e digitale;
  • il sostegno all’occupazione di qualità e allo sviluppo delle competenze.

Il pacchetto pone inoltre particolare attenzione alle politiche sociali, promuovendo misure per contrastare la povertà, migliorare la protezione sociale e favorire l’accesso a servizi sanitari e abitativi accessibili. Inoltre, sulla base delle analisi contenute nei rapporti nazionali, la Commissione ha formulato raccomandazioni specifiche per ciascuno Stato membro, con l’obiettivo di sostenere riforme e investimenti mirati alle esigenze dei diversi contesti nazionali.

Focus salute

Il documento evidenzia alcuni progressi registrati nell’attuazione delle raccomandazioni del 2025 in materia di assistenza sanitaria. In particolare, vengono richiamati interventi relativi alla digitalizzazione dei servizi sanitari e agli investimenti nell’assistenza a lungo termine. Vengono inoltre menzionate riforme pensionistiche e misure di protezione sociale adottate in diversi Stati membri.

Nelle raccomandazioni specifiche per Paese del 2026, la Commissione sottolinea la necessità di migliorare l’accesso e l’accessibilità economica dell’assistenza sanitaria e dell’assistenza a lungo termine, che restano una priorità, ad esempio, in Repubblica Ceca, Estonia e Romania, nonché nelle aree rurali e soggette a spopolamento di alcuni Stati membri. Il documento evidenzia inoltre che il mantenimento dell’efficacia dei costi e della sostenibilità fiscale richiede di affrontare la carenza di personale sanitario e le disparità territoriali presenti in alcuni Paesi, tra cui Spagna e Portogallo.

Tra i risultati conseguiti attraverso il Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza (RRF), il documento richiama anche riforme volte a rafforzare i sistemi sanitari e l’assistenza a lungo termine, migliorare l’assistenza sanitaria primaria, rafforzare la prevenzione e rispondere alle esigenze derivanti dall’invecchiamento della popolazione. Come esempi vengono citati Slovacchia, Lituania, Austria ed Estonia.

FOCUS ITALIA

Per quanto concerne l’Italia nel documento del Country report il Paese registra progressi nella maggior parte degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (OSS) legati alla sostenibilità (OSS 2, 7, 9, 11, 12, 13 e 14) e in tutti quelli relativi all’equità sociale (OSS 1, 3, 4, 5, 7, 8 e 10). Permangono tuttavia criticità significative negli ambiti dell’acqua potabile e dei servizi igienico-sanitari e della vita sulla terra (OSS 6 e 15), dove il Paese continua a mostrare un ritardo rispetto alla media dell’UE. In particolare, la qualità delle acque è in peggioramento, l’impatto della siccità sugli ecosistemi è in aumento e si amplia la quota di territorio esposta a rischio di grave erosione del suolo.

Sul fronte sanitario (OSS 3), gli indicatori restano superiori alla media europea e la percezione dello stato di salute della popolazione è leggermente migliorata, ma si registra un aumento dei tassi di obesità e del consumo di antibiotici. Sebbene anche gli indicatori relativi al rischio di povertà (OSS 1) mostrino segnali positivi, l’Italia deve ancora colmare il divario rispetto alla media dell’Unione europea.

Nelle raccomandazioni rivolte all’Italia per il 2026-2027, il Consiglio invita inoltre a migliorare l’accesso tempestivo a un’assistenza sanitaria economicamente accessibile, anche affrontando la carenza di personale nelle professioni sanitarie essenziali.

Infatti, il documento evidenzia che negli ultimi anni l’accesso all’assistenza sanitaria in Italia è peggiorato, a causa dell’allungamento delle liste di attesa per i servizi sanitari pubblici, di una spesa sanitaria sostenuta direttamente dai cittadini (out-of-pocket expenditure) significativamente superiore alla media dell’UE, di rilevanti disparità territoriali nell’erogazione dei servizi e della carenza di personale sanitario.

La Commissione richiama la necessità di proseguire l’attuazione della riforma dell’assistenza territoriale del 2022, garantendo il completamento e la piena operatività delle nuove strutture sanitarie territoriali (Case della Comunità e Ospedali di Comunità), l’integrazione strutturale del personale sanitario, la piena diffusione di sistemi digitali interoperabili e il mantenimento dei finanziamenti destinati alla telemedicina e all’assistenza domiciliare.

Il documento sottolinea inoltre l’importanza di affrontare la carenza di professionisti sanitari attraverso strumenti di pianificazione del personale e di rafforzare l’attrattività di alcune professioni chiave, in particolare infermieri, medici di medicina generale e medici dell’emergenza-urgenza, migliorandone condizioni di lavoro, prospettive di carriera, tutele e percorsi di specializzazione.

NEXT STEPS

Le priorità individuate saranno ora discusse dall’Eurogruoup e dal Consiglio dell’Unione europea nell’ambito del processo di coordinamento delle politiche economiche e sociali europee.

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DOCUMENTI UTILI

Documento di sintesi “Il pacchetto di primavera del semestre europeo 2026: focus salute”

Raccomandazioni Italia 2026

Country Report Italy 2026

 

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Horizon Europe Italian Implementation event 11 e 12 giugno 2026

L’11 e 12 giugno 2026 si terrà a Roma l’“Horizon Europe Italian Implementation event”, iniziativa organizzata da APRE per conto della Commissione europea e in accordo con il Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR).

L’evento si svolgerà presso il Dipartimento di Chimica della Sapienza Università di Roma ed è rivolto ai beneficiari italiani del Programma quadro europeo per la ricerca e l’innovazione Horizon Europe.

Durante le due giornate saranno approfonditi gli aspetti operativi legati alla gestione e all’implementazione dei progetti europei, offrendo ai partecipanti la possibilità di confrontarsi direttamente con professionisti ed esperti della Commissione europea.

HORIZON EUROPE IMPLEMENTATION EVENT: IL PROGRAMMA DELL’INIZIATIVA

Il programma dell’evento prevede sessioni dedicate alla gestione amministrativa e finanziaria dei progetti Horizon Europe, con approfondimenti su Grant Agreement, reporting, lump sum, emendamenti, audit e controlli ex post.

Durante i lavori saranno inoltre affrontati temi legati alla disseminazione e valorizzazione dei risultati della ricerca, agli aspetti di proprietà intellettuale e alle sinergie con altri strumenti europei. Le sessioni alterneranno presentazioni tecniche, momenti di confronto con la Commissione europea e spazi dedicati alle domande dei partecipanti.

La giornata dell’11 giugno sarà aperta dagli interventi istituzionali della Rettrice della Sapienza Università di Roma Antonella Polimeni, del Presidente APRE Giorgio Graditi, della Commissione europea e del MUR.

Nel corso della giornata saranno affrontati temi relativi alla preparazione e gestione dei Grant Agreement, agli aspetti finanziari dei progetti e alle principali criticità riscontrate durante l’implementazione.

Il 12 giugno sarà dedicato soprattutto alla valorizzazione dei risultati, alle attività di exploitation e dissemination e alla gestione della proprietà intellettuale, con ulteriori momenti di confronto operativo tra partecipanti ed esperti europei.

L’evento si svolgerà in lingua inglese e si rivolgerà in particolare a università, centri di ricerca, imprese, grant office e beneficiari italiani coinvolti nei progetti Horizon Europe.

Per partecipare in presenza è necessario registrarsi attraverso il FORM DI REGISTRAZIONE.

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