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Commissione europea: pubblicato l’edizione 2026 dello European Innovation Scoreboard (EIS)

La Commissione europea ha pubblicato l’edizione 2026 dello European Innovation Scoreboard (EIS), il principale strumento di monitoraggio delle performance in ricerca e innovazione degli Stati membri. Dal 2001, l’EIS fornisce una valutazione comparativa delle performance in materia di ricerca e innovazione degli Stati membri dell’UE, di altri Paesi europei e di alcuni competitor globali. Lo strumento aiuta i decisori politici a individuare punti di forza, criticità e aree che richiedono ulteriori interventi. Nel tempo, l’EIS si è affermato come un punto di riferimento per lo sviluppo di politiche dell’innovazione basate su dati ed evidenze. I risultati sono calcolati rispetto alla media UE del 2019 e del 2026, consentendo di monitorare l’evoluzione delle performance e le tendenze nel tempo.

Il rapporto 2026 conferma una crescita costante della capacità innovativa dell’Unione europea, con un incremento medio dell’indice di innovazione dell’1,7% rispetto al 2025 e un miglioramento generalizzato rispetto al 2019.

Tra i risultati più significativi emerge la performance dell’Italia, che registra il secondo maggiore incremento annuale (+5 punti percentuali), dietro soltanto a Malta. Nel confronto con il 2019, il nostro Paese ha migliorato il proprio indice del 15%, collocandosi tra gli Stati membri con la crescita più sostenuta degli ultimi anni.

Nonostante questi progressi, l’Italia rimane nel gruppo dei “Moderate Innovators”, insieme a Spagna, Portogallo, Cipro, Slovenia, Lituania, Repubblica Ceca, Grecia e Ungheria. Ai vertici della classifica europea si confermano invece Svezia, Danimarca e Paesi Bassi, mentre Svizzera e Corea del Sud guidano rispettivamente i confronti europeo allargato e globale.

Lo European Innovation Scoreboard rappresenta un importante strumento di supporto alle politiche pubbliche, poiché valuta le prestazioni dei sistemi nazionali di innovazione attraverso 32 indicatori che misurano capitale umano, investimenti, attività innovative e impatti economici e sociali. I risultati costituiscono un riferimento fondamentale per orientare le strategie europee e nazionali in materia di ricerca, innovazione e competitività.

Per maggiori informazioni sullo European Innovation Scoreboard 2026 si prega di consultare il seguente LINK.

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Tecnologie digitali: le priorità europee dopo il 2027

La Commissione europea ha pubblicato lo studio The EU’s Critical Digital Capacities: Deployment Beyond 2027, dedicato alle opportunità e alle criticità connesse alla diffusione delle tecnologie digitali strategiche nell’Unione europea. L’analisi intende contribuire alla preparazione del prossimo periodo di programmazione finanziaria 2028-2034, individuando gli ambiti nei quali i futuri finanziamenti europei potranno sostenere maggiormente competitività, resilienza e autonomia tecnologica.

Lo studio evidenzia come l’Europa disponga di importanti punti di forza, tra cui un ecosistema dinamico di imprese innovative, competenze nelle soluzioni digitali sostenibili e open source, un quadro normativo affidabile e una particolare attenzione alla protezione dei dati. Solo una quota limitata di queste imprese, tuttavia, è riuscita a crescere su larga scala, confermando le difficoltà europee nel trasformare ricerca e innovazione in prodotti, servizi e imprese competitive a livello globale.

Tra i principali ostacoli individuati figurano la carenza di investimenti pubblici e privati, l’accesso limitato ai finanziamenti, la frammentazione del mercato europeo e la mancanza di competenze specialistiche. A questi elementi si aggiungono gli elevati costi iniziali delle tecnologie digitali, la presenza di sistemi informatici obsoleti e le differenze tra le normative nazionali, che possono rallentare l’adozione delle tecnologie avanzate da parte delle imprese e delle pubbliche amministrazioni.

L’intelligenza artificiale, l’analisi dei dati, la cybersicurezza e le tecnologie cloud stanno registrando una crescente diffusione, ma il loro utilizzo rimane disomogeneo nei diversi settori economici e territori dell’Unione. Lo studio richiama inoltre l’attenzione sulla dipendenza europea da fornitori extra-UE in ambiti strategici quali il cloud, i semiconduttori e le infrastrutture per l’intelligenza artificiale, una condizione che può generare vulnerabilità economiche, operative e geopolitiche.

Una maggiore adozione di tecnologie digitali innovative come AI, blockchain, cloud-edge-IoT potrà favorire la modernizzazione delle imprese, dell’industria e dei servizi pubblici. Per le amministrazioni pubbliche e i sistemi sanitari, in particolare, gli investimenti in infrastrutture interoperabili, gestione sicura dei dati, cybersicurezza, cloud e intelligenza artificiale possono contribuire a migliorare l’efficienza organizzativa, la qualità dei servizi e la capacità di rispondere ai bisogni dei cittadini. Tale applicazione al settore sanitario costituisce una possibile ricaduta delle priorità tecnologiche individuate dallo studio.

 

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Salute Globale

La Commissione europea avvia RAMP UP per rafforzare la produzione di contromisure mediche

RAMP UP (Rapid Agile Manufacturing Partnerships for Union Protection) è la nuova iniziativa pilota lanciata dalla Commissione europea, attraverso la Direzione generale HERA (Health Emergency Preparedness and Response Authority), per rafforzare la capacità dell’Unione europea di aumentare rapidamente la produzione di contromisure mediche in caso di emergenza sanitaria.

L’obiettivo è predisporre, prima che si verifichi una crisi, una rete europea di soggetti industriali in grado di aumentare rapidamente la produzione e la disponibilità di contromisure mediche quando necessario.

Tra queste rientrano vaccini, medicinali, test diagnostici, dispositivi medici, dispositivi di protezione individuale e le tecnologie, i materiali e i servizi necessari alla loro produzione e distribuzione.

La rete sarà costruita prima dell’insorgere di eventuali crisi sanitarie, così da consentire una risposta più rapida e coordinata quando si renderà necessario incrementare la produzione. La partecipazione è volontaria, gratuita e aperta in modo continuativo alle organizzazioni che soddisfano i requisiti di ammissibilità.

Nella fase pilota, avviata il 2 luglio 2026, HERA coinvolgerà inizialmente aziende farmaceutiche per sperimentare il funzionamento dell’iniziativa, definire modalità condivise di raccolta dei dati e migliorare la conoscenza delle capacità produttive disponibili in Europa.

Le procedure di condivisione delle informazioni saranno sviluppate in collaborazione con l’Agenzia europea per i medicinali (EMA) e con l’Executive Steering Group on Shortages and Safety of Medicinal Products (MSSG), con l’obiettivo di garantire sicurezza, proporzionalità ed evitare duplicazioni degli obblighi informativi.

RAMP UP rappresenta una delle iniziative con cui HERA intende rafforzare la preparazione dell’Unione europea alle future emergenze sanitarie.

L’iniziativa rappresenta una delle azioni previste dalla Medical Countermeasures Strategy, adottata nel 2025 per rafforzare la preparazione dell’Unione europea alle future emergenze sanitarie.

RAMP UP RAFFORZA LA PREPARAZIONE EUROPEA ALLE EMERGENZE SANITARIE

RAMP UP si fonda su quattro pilastri operativi.

Il primo prevede la creazione di un quadro sicuro di cooperazione tra HERA e i soggetti aderenti, attraverso canali dedicati e procedure per la gestione delle informazioni riservate.

Il secondo riguarda la raccolta e la condivisione strutturata di dati sulle capacità produttive e sulle catene di approvvigionamento, con l’obiettivo di costruire un quadro aggiornato delle risorse disponibili e individuare tempestivamente eventuali criticità.

Il terzo pilastro punta a migliorare la capacità di risposta prima che si verifichi una crisi, consentendo a HERA di pianificare in anticipo procedure di approvvigionamento più rapide ed efficaci.

Il quarto favorisce la collaborazione tra gli attori dell’ecosistema delle contromisure mediche attraverso attività di matchmaking, facilitando la creazione di nuove partnership tra imprese, centri di ricerca, fornitori di tecnologie e altri soggetti della filiera.

L’adesione a RAMP UP non attribuisce alcun vantaggio nelle future procedure di appalto né garantisce l’assegnazione di contratti, ma offre ai partecipanti l’opportunità di contribuire alla definizione delle modalità operative dell’iniziativa, entrare a far parte della rete di preparedness di HERA e rafforzare la cooperazione europea in vista di possibili emergenze sanitarie.

La Commissione europea invita pertanto le organizzazioni interessate a presentare la propria candidatura tramite la HERA Stakeholders Hub e a partecipare allo sviluppo operativo dell’iniziativa, contribuendo alla definizione dei modelli di raccolta dei dati, delle procedure di condivisione delle informazioni e dei flussi operativi che sosterranno la capacità europea di risposta alle future crisi sanitarie.

DG HERA valuterà le domande caso per caso e le organizzazioni ammesse riceveranno successivamente le informazioni necessarie per partecipare alla fase di onboarding

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Altro bandi

Report 2025 su ricerca, innovazione e Horizon Europe

Horizon Europe continua a rappresentare il principale strumento dell’Unione europea per sostenere la ricerca e l’innovazione.

La Commissione europea ha pubblicato il Report 2025 su ricerca e innovazione, che offre una panoramica delle principali iniziative realizzate nel corso dell’anno, dello stato di attuazione di Horizon Europe e dei risultati conseguiti dal Programma nel periodo 2021-2025.

Il documento evidenzia il contributo della ricerca e dell’innovazione al rafforzamento della competitività europea, alla transizione verde e digitale e alla capacità dell’Unione di affrontare le principali sfide economiche e sociali.

Nel corso del 2025 sono stati adottati i Programmi di lavoro 2025 e 2026-2027, con particolare attenzione alla semplificazione delle procedure di partecipazione.

Tra le principali novità figurano l’estensione del finanziamento tramite lump sum, la riduzione degli oneri amministrativi per i beneficiari, programmi di lavoro più sintetici, un maggiore ricorso a topic aperti, procedure di valutazione in due fasi per alcuni bandi e nuovi strumenti digitali, tra cui l’applicazione mobile “EU funding & me“, sviluppata per facilitare l’accesso alle opportunità di finanziamento europee.

Parallelamente, è proseguito il processo di associazione dei Paesi terzi al Programma, che a fine 2025 ha raggiunto 22 Paesi associati.

HORIZON EUROPE: RISULTATI, PARTENARIATI E PROSPETTIVE FUTURE

I dati di monitoraggio confermano il forte interesse nei confronti del Programma.

Tra il 2021 e il 2025 sono stati pubblicati 787 bandi, relativi a oltre 3.000 topic di ricerca, per una dotazione complessiva di 67,9 miliardi di euro.

Nello stesso periodo sono state presentate 148.884 proposte ammissibili, delle quali 21.329 sono state selezionate per il finanziamento, con un tasso di successo del 14% e oltre 19.400 grant firmati per un contributo dell’UE pari a circa 52,8 miliardi di euro.

I progetti coinvolgono più di 31.000 partecipanti provenienti da 175 Paesi, con una presenza significativa di piccole e medie imprese e una quota crescente di nuovi partecipanti al Programma.

Il Report evidenzia inoltre gli impatti scientifici, economici e sociali già osservabili. I progetti finanziati hanno prodotto oltre 18.000 pubblicazioni scientifiche, coinvolto più di 126.000 ricercatori a inizio carriera, generato migliaia di risultati innovativi e sostenuto quasi 96.000 posti di lavoro presso gli enti partecipanti.

Più del 99% degli output del Programma contribuisce ad almeno una priorità strategica dell’Unione europea, mentre il 41% dei progetti prevede meccanismi strutturati di coinvolgimento dei cittadini o degli utenti finali nelle attività di ricerca e innovazione.

Un’attenzione particolare è dedicata ai Partenariati europei, che a fine 2025 risultano 54, con oltre 1.300 grant firmati e un contributo europeo complessivo di 12,5 miliardi di euro.

Per quanto riguarda i Partenariati co-finanziati, risultano firmati 18 grant agreement, per un contributo di circa 1,5 miliardi di euro.

Il Report richiama inoltre il ruolo delle Missioni dell’UE, che nel periodo 2021-2025 hanno finanziato 321 progetti, per un valore complessivo di 2,48 miliardi di euro, e ricorda la pubblicazione della valutazione intermedia di Horizon Europe e della proposta relativa al futuro Programma quadro 2028-2034, attualmente all’esame dei co-legislatori europei.

 

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Linee guida TEHDAS2 per l’EHDS

TEHDAS2 ha pubblicato dieci nuove linee guida e specifiche tecniche per supportare l’attuazione operativa dello European Health Data Space (EHDS) negli Stati membri.

I documenti forniscono indicazioni pratiche sull’applicazione delle disposizioni relative al riutilizzo secondario dei dati sanitari elettronici e rappresentano uno strumento di riferimento per le organizzazioni che si stanno preparando all’implementazione del nuovo quadro europeo.

Le pubblicazioni affrontano alcuni degli aspetti più rilevanti previsti dal regolamento EHDS, offrendo orientamenti destinati sia agli Health Data Access Bodies, responsabili della gestione delle richieste di accesso ai dati, sia agli Health Data Holders, ossia gli enti che detengono i dati sanitari.

Tra i temi trattati figurano le tariffe e le sanzioni in caso di mancato rispetto delle disposizioni del regolamento, le categorie minime di dati riutilizzabili e le relative limitazioni, le modalità di messa a disposizione dei dati sanitari personali e non personali, le procedure e i formati per la richiesta di accesso ai dati, la gestione delle domande attraverso il sistema Data Access Application Management System (DAAMS) e gli aspetti legati alla minimizzazione dei dati, alla pseudonimizzazione, all’anonimizzazione e all’utilizzo di dati sintetici.

Le specifiche tecniche riguardano inoltre l’implementazione dell’infrastruttura informatica comune e degli ambienti sicuri per il trattamento dei dati.

Altre linee guida forniscono indicazioni su come gli Stati membri debbano applicare il diritto dei cittadini di opporsi al riutilizzo dei propri dati sanitari per finalità secondarie (opt-out) e sulle modalità con cui informarli qualora dall’utilizzo di tali dati emergano risultati di particolare rilevanza per la loro salute.

TEHDAS2 ACCOMPAGNA L’ATTUAZIONE DELL’EHDS

Con queste nuove pubblicazioni, TEHDAS2 amplia il pacchetto di strumenti già resi disponibili nel corso del progetto, mettendo a disposizione degli Stati membri una raccolta di documenti operativi pensati per favorire un’applicazione armonizzata dello European Health Data Space.

L’obiettivo è supportare le autorità competenti e le organizzazioni coinvolte nell’adozione di procedure comuni, rafforzando al tempo stesso la tutela dei diritti dei cittadini, la sicurezza delle infrastrutture digitali e la qualità dei processi di accesso e riutilizzo dei dati sanitari.

I risultati del progetto saranno presentati durante la Conferenza finale TEHDAS2, in programma il 16 novembre 2026 a Bruxelles, dal titolo “Shaping the EHDS together – from guidelines to implementation”.

L’evento riunirà decisori politici, esperti e stakeholder europei per discutere i risultati raggiunti e confrontarsi sui prossimi passi necessari per l’attuazione dello European Health Data Space. Tutte le linee guida, comprese quelle pubblicate in precedenza, sono disponibili nella sezione dedicata ai risultati del progetto sul sito di TEHDAS2.

TEHDAS2, di cui ProMIS è Ente affiliato del Ministero della Salute italiano (partner dell’azione congiunta stessa), ha l’obiettivo di sviluppare linee guida e specifiche tecniche utilizzabili da parte di tutti gli Stati membri e da parte della Commissione Europea per facilitare l’implementazione armonizzata e condivisa dell’European Health Data Space, in particolare sull’uso secondario dei dati sanitari, e migliorare la collaborazione tra tutti i principali stakeholder.

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RAISE: bando per esperti per entrare a far parte dell’High-Level Academic Advisory Board

RAISEResource for AI Science in Europe – apre le candidature per entrare a far parte del nuovo High-Level Academic Advisory Board, il gruppo di esperti che affiancherà la Commissione europea nello sviluppo dell’iniziativa dedicata alla ricerca scientifica supportata dall’intelligenza artificiale.

La call, pubblicata dalla Direzione generale per la Ricerca e l’Innovazione della Commissione europea, rimarrà aperta fino al 4 settembre 2026 ed è rivolta a ricercatori di alto profilo che operano nell’ambito della ricerca fondamentale sull’intelligenza artificiale o che utilizzano l’IA nelle proprie attività scientifiche.

Lanciato nel novembre 2025 e attualmente nella fase pilota, RAISE è un istituto virtuale finanziato dal programma Horizon Europe, nato con l’obiettivo di riunire competenze scientifiche, capacità di calcolo, dati e finanziamenti per accelerare la ricerca sull’intelligenza artificiale e favorirne l’applicazione nei diversi ambiti scientifici, dalla medicina alle scienze del clima fino ai materiali avanzati.

Il nuovo High-Level Academic Advisory Board rappresenterà uno degli elementi chiave della governance dell’iniziativa e fornirà consulenza scientifica indipendente per orientarne lo sviluppo e sostenere l’attuazione della Strategia europea per l’AI nella scienza.

Tra i compiti del gruppo rientrano la formulazione di raccomandazioni strategiche e contributi alle future iniziative politiche, oltre al supporto nella definizione dei programmi di lavoro europei, dell’organizzazione di RAISE, delle condizioni necessarie al suo sviluppo e degli indicatori per valutarne i risultati.

RAISE: CHI PUÒ CANDIDARSI E COME SARÀ COMPOSTO L’ADVISORY BOARD

La Commissione europea selezionerà da 10 a 15 esperti, nominati a titolo personale e chiamati a operare in piena indipendenza e nell’interesse pubblico.

L’incarico avrà una durata di due anni, con possibilità di rinnovo. Il gruppo sarà presieduto da un Chair e da un Vice-Chair nominati dalla Commissione e si riunirà almeno una volta l’anno in presenza e due volte online.

I componenti saranno coinvolti nella preparazione di documenti strategici, nella formulazione di pareri e raccomandazioni e nello scambio di esperienze e buone pratiche nel campo dell’AI Science. Per ogni giornata di attività è previsto un compenso pari a 450 euro (225 euro per mezza giornata), oltre al rimborso delle spese di viaggio e soggiorno.

Possono presentare candidatura ricercatori con dottorato di ricerca e almeno sette anni di esperienza accademica nell’ambito dell’intelligenza artificiale, con un curriculum che dimostri eccellenza scientifica e riconoscimento a livello europeo o internazionale.

Saranno valutati, tra gli altri elementi, la qualità della produzione scientifica, l’impatto della ricerca, la partecipazione alla comunità scientifica internazionale e la capacità di operare in contesti multidisciplinari. Costituirà inoltre un elemento preferenziale aver svolto attività presso laboratori o istituti di ricerca dell’Unione europea per almeno cinque anni precedenti alla candidatura.

Le domande dovranno essere inviate entro il 4 settembre 2026 all’indirizzo EC-RAISE@ec.europa.eu, corredate della documentazione richiesta, tra cui lettera motivazionale, curriculum vitae in formato Europass, modulo relativo ai criteri di selezione e dichiarazione di assenza di conflitti di interesse.

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Piani NRP 2028-2034: il Consiglio sostiene fondi più semplici

Il Consiglio dell’Unione europea ha approvato la propria posizione negoziale parziale sui Piani NRP, i piani di partenariato nazionale e regionale collegati al bilancio dell’Unione europea per il periodo 2028-2034.

L’obiettivo dei Piani NRP, è rendere più semplice ed efficiente il finanziamento delle principali priorità europee. Il nuovo fondo prevederebbe un piano unico per ciascuno Stato membro, al posto degli attuali programmi separati dedicati a coesione, agricoltura, pesca, migrazione, sicurezza e Fondo sociale per il clima.

Questa impostazione punta a ridurre la frammentazione tra strumenti diversi e a rendere più coerente l’uso delle risorse europee. Ogni piano dovrebbe essere costruito in base alle esigenze del singolo Paese e dei suoi territori, indicando gli investimenti e le riforme necessari.

I Piani NRP dovrebbero contribuire a ridurre le disparità regionali, sostenere un settore agricolo e della pesca più resiliente e competitivo, investire nelle persone e rafforzare il pilastro europeo dei diritti sociali. Dovrebbero inoltre sostenere la tutela dei diritti fondamentali, della democrazia e dello Stato di diritto, oltre alla sicurezza interna, alla protezione delle frontiere e alle capacità di difesa.

La posizione del Consiglio è definita “parziale” perché non include ancora le questioni finanziarie e orizzontali. Questi aspetti saranno discussi nel negoziato complessivo sul Quadro finanziario pluriennale 2028-2034, cioè il bilancio a lungo termine dell’Unione europea. La dotazione finale del fondo dipenderà quindi dall’accordo complessivo sul prossimo bilancio settennale.

Piani NRP: più flessibilità e maggiore ruolo delle regioni

Secondo la posizione del Consiglio, i fondi sarebbero assegnati a livello nazionale sulla base dei piani elaborati dagli Stati membri. La preparazione e l’attuazione dovrebbero coinvolgere autorità nazionali, regionali e locali, parti interessate e Commissione europea.

L’erogazione dei finanziamenti sarebbe collegata al raggiungimento di obiettivi e traguardi concordati. Una volta raggiunti questi risultati, la Commissione europea potrebbe sbloccare le risorse. L’accesso ai fondi resterebbe inoltre legato al rispetto di condizioni orizzontali, in particolare sui diritti fondamentali e sullo Stato di diritto.

Il Consiglio propone anche maggiore flessibilità per gli Stati membri. Pur dovendo contribuire a tutti gli obiettivi strategici dei Piani NRP, i Paesi potrebbero concentrarsi sui sotto-obiettivi più adatti alla propria situazione. Sono inoltre previste procedure più semplici per approvare, modificare e riesaminare i piani.

Un punto importante riguarda il ruolo delle regioni, considerate centrali nella definizione e nell’attuazione dei finanziamenti europei. Per evitare nuovi oneri amministrativi, la posizione del Consiglio permette di utilizzare le strutture e i meccanismi di governance nazionali e regionali già esistenti.

Per agricoltura e pesca, il quadro punta a garantire continuità nei finanziamenti ai beneficiari e a rafforzare il ruolo della politica agricola comune e della politica comune della pesca nel prossimo periodo di programmazione.

La posizione approvata dal Consiglio costituisce il mandato per avviare i negoziati con il Parlamento europeo sul regolamento. Un accordo dell’Unione europea entro la fine del 2026 permetterebbe di adottare gli atti legislativi nel 2027, così da garantire l’arrivo dei finanziamenti ai beneficiari senza interruzioni a partire da gennaio 2028.

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Joint Undertakings: nuova consultazione sul programma 2028-2034

La Commissione europea ha avviato una consultazione sulle Joint Undertakings per raccogliere evidenze, esperienze e opinioni dagli stakeholder sul ruolo e sul funzionamento dei partenariati europei nel quadro di Horizon Europe. I contributi serviranno alla preparazione del nuovo Single Basic Act, il nuovo atto unico per definire regole comuni sulle future Joint Undertakings, nell’ambito del futuro programma quadro europeo per la ricerca e l’innovazione 2028 2034.

L’iniziativa riguarda le Joint Undertakings, partenariati europei istituzionalizzati nel settore della ricerca e dell’innovazione che riuniscono Unione europea, Stati membri, industria, organizzazioni di ricerca e altri attori attorno a priorità strategiche comuni. Il nuovo Single Basic Act punta a definire una base giuridica solida e coerente, in grado di assicurare certezza del diritto, obiettivi allineati, procedure armonizzate e sinergie tra settori, tenendo conto anche del prossimo quadro finanziario pluriennale e del collegamento con il futuro European Competitiveness Fund.

La proposta è indicata come iniziativa legislativa europea e dovrebbe assumere la forma di un regolamento del Consiglio, con un calendario indicativo fissato al quarto trimestre del 2026, mentre la valutazione d’impatto includerà anche le iniziative previste dall’articolo 185 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, pur se il Single Basic Act sarà dedicato alla costituzione delle future Joint Undertakings.

Le Joint Undertakings nella nuova fase dei partenariati europei

Attraverso questi partenariati, risorse pubbliche e private vengono messe in comune per sostenere ricerca, sviluppo, diffusione di tecnologie innovative e cambiamenti di sistema, con una capacità di investimento e competenza superiore a quella che i singoli soggetti potrebbero attivare autonomamente.

La consultazione prende in considerazione anche esempi di partenariati europei e Joint Undertakings già esistenti, tra cui la partnership PRIMA e la Circular Biobased Europe Joint Undertaking. L’obiettivo è raccogliere contributi su possibili miglioramenti dei partenariati, in grado di rendere l’Unione europea più competitiva, rafforzando il contributo alla ricerca e all’innovazione e migliorando il percorso che collega ricerca, commercializzazione e diffusione industriale delle nuove tecnologie.

Tra le questioni da affrontare rientrano il migliore allineamento dei partenariati con le priorità strategiche dell’Unione europea, il sostegno più efficace all’adozione di nuove tecnologie da parte dell’industria, l’aumento dei contributi privati, una maggiore apertura verso nuovi membri e partecipanti, una più forte circolazione delle conoscenze e una semplificazione del panorama delle Joint Undertakings.

La call for evidence resterà aperta per quattro settimane sul portale Have your say, mentre la consultazione pubblica collegata avrà una durata di dodici settimane e sarà disponibile in tutte le lingue ufficiali dell’Unione europea, con la possibilità di inviare risposte in una qualsiasi delle ventiquattro lingue ufficiali.

I risultati della consultazione contribuiranno alla valutazione d’impatto del Single Basic Act per le Joint Undertakings. La scadenza per l’invio dei contributi alla call for evidence è fissata al 14 luglio, mentre il calendario indicativo dell’iniziativa legislativa è previsto per il quarto trimestre del 2026.

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La Commissione europea pubblica la brochure ERA su WIDERA 2021-2027

La Commissione europea ha pubblicato la nuova brochure ERA in Horizon Europe, dedicata al rapporto tra Horizon Europe e lo Spazio europeo della ricerca. La brochure ERA offre uno strumento operativo per orientarsi tra Pact for Research and Innovation in Europe, ERA Policy Agendas, priorità politiche, azioni, politiche strutturali, Work Programmes WIDERA e progetti Horizon Europe.

Lo Spazio europeo della ricerca, indicato come European Research Area (ERA), è l’obiettivo dell’Unione europea di costruire un mercato unico e senza frontiere per ricerca, innovazione e tecnologia. Horizon Europe contribuisce al conseguimento dello Spazio europeo della ricerca anche attraverso WIDERA, acronimo di Widening Participation and Strengthening the ERA. Questa parte dedicata del programma interviene su due ambiti: l’allargamento della partecipazione e la diffusione dell’eccellenza, insieme alla riforma e al rafforzamento del sistema europeo di ricerca e innovazione, disponendo di un budget di circa 3,2 miliardi di euro per il periodo dal 2021 al 2027.

La brochure ERA nel percorso di Horizon Europe

La brochure ERA riporta le priorità politiche dello Spazio europeo della ricerca, le relative azioni e le politiche strutturali. Tra queste rientrano open science, infrastrutture di ricerca, parità di genere, carriere nella ricerca, valutazione della ricerca, valorizzazione della conoscenza, approccio globale alla cooperazione in ricerca e innovazione e SET Plan. Il documento include anche istruzione superiore, accesso all’eccellenza, coinvolgimento dei cittadini, science for policy, intelligenza artificiale nella scienza, trasformazione industriale, nuove metodologie di approccio, etica e integrità e management della ricerca.

Nei Work Programmes WIDERA, queste priorità vengono organizzate lungo gli anni di Horizon Europe. Nel periodo dal 2021 al 2022 compaiono azioni su pubblicazione open access istituzionale, cooperazione globale sui dati FAIR, piani per la parità di genere, ERA Fellowships, valorizzazione della conoscenza, citizen science e formazione dei research managers. Nel periodo dal 2023 al 2024 sono richiamati interventi su riproducibilità dei risultati scientifici, gestione della proprietà intellettuale, contrasto alla violenza di genere, riforme della valutazione della ricerca, European Excellence Initiative, Teaming for Excellence, Twinning, Hop On Facility, Excellence Hubs e professionalizzazione del management della ricerca.

Per il 2025 la brochure ERA indica, tra gli altri temi, pubblicazione open access istituzionale senza scopo di lucro, diffusione dei risultati dell’ERA Policy Agenda, barriere di carriera per ricercatori sottorappresentati e marginalizzati, ERA Fellowships, valli regionali dell’innovazione nei Paesi widening, politiche di ricerca e innovazione nei Paesi dell’allargamento dell’Unione europea, EIC Pre Accelerator, Science comes to town e Science for Policy ecosystem. Per il periodo dal 2026 al 2027 sono richiamate azioni su ecosistemi ERA, conoscenza per l’ERA, capacità istituzionali, riforme su open access e valutazione della ricerca, Talent Ecosystems, coinvolgimento dei cittadini e ERA Research Managers.

La brochure ERA riporta in un unico documento il percorso che collega Horizon Europe, WIDERA e Spazio europeo della ricerca alle priorità europee. Il documento permette di seguire con maggiore chiarezza il rapporto tra programmi di lavoro, azioni previste e progetti finanziati, mostrando come il rafforzamento della ricerca europea prenda forma attraverso Horizon Europe.

 

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Digital Sovereignty Science for Policy Forum 2026

La Digital Sovereignty (sovranità digitale) rappresenta una delle priorità strategiche dell’Unione europea per affrontare le sfide legate alla trasformazione digitale e alla crescente dipendenza da tecnologie, infrastrutture e servizi sviluppati al di fuori del contesto europeo.

In questo contesto si inserisce il “Digital Sovereignty Science for Policy Forum”, l’evento organizzato dal Joint Research Centre (JRC) della Commissione europea che si terrà a Bruxelles il 18 e 19 novembre 2026.

L’iniziativa intende riunire rappresentanti delle istituzioni europee, centri di ricerca, think tank, industria e professionisti del settore per promuovere il dialogo tra scienza e politiche pubbliche sul tema della sovranità digitale. Secondo il JRC, uno degli elementi distintivi del Forum sarà proprio l’approccio “Science for Policy”, volto a valorizzare il contributo delle evidenze scientifiche nei processi decisionali europei.

L’evento sarà anche l’occasione per presentare i risultati delle attività di ricerca sviluppate dal JRC nel corso del 2026 a supporto dell’attuazione delle politiche europee sulla sovranità digitale.

Tra queste figurano la “Digital Sovereignty Series” di policy brief, un quadro di misurazione per il monitoraggio di indicatori chiave, una raccolta di casi studio e il “Digital Sovereignty Canvas”, uno strumento progettato per facilitare il confronto tra decisori pubblici, industria e stakeholder. Il Forum contribuirà inoltre a individuare possibili strategie per ridurre le dipendenze digitali dell’Europa e a definire nuove priorità di ricerca in grado di anticipare gli scenari futuri.

DIGITAL SOVEREIGNTY E IL DIALOGO TRA RICERCA E POLITICHE PUBBLICHE

Il programma si svilupperà in due giornate e sarà articolato in due sessioni complementari. La prima, ospitata presso il Berlaymont e rivolta principalmente a Commissari europei, Direttori Generali e Direttori, sarà trasmessa anche online e sarà dedicata alla presentazione dei risultati delle attività del JRC e a un confronto ad alto livello sullo stato della sovranità digitale in Europa.

La seconda sessione, organizzata presso il CDMA, avrà invece un taglio più operativo e sarà rivolta a ricercatori, professionisti e stakeholder. Attraverso approfondimenti tematici e discussioni strutturate, i partecipanti saranno chiamati a confrontarsi sulle principali sfide e opportunità legate alla sovranità digitale.

Tra i temi previsti figurano le infrastrutture digitali, la sovranità dell’open source, l’intelligenza artificiale e i dati, la sovranità industriale e il punto di vista degli utenti sulle trasformazioni digitali.

Secondo il JRC, il Forum contribuirà a rafforzare una comunità europea dedicata alla ricerca “science for policy” sulla sovranità digitale e a consolidare il ruolo del Joint Research Centre come punto di riferimento per la produzione e la condivisione di evidenze utili all’elaborazione delle politiche europee.

La registrazione sarà organizzata in due fasi: una prima fase su invito, prevista tra maggio e agosto 2026, e una seconda fase aperta al pubblico a partire da settembre 2026. Il programma definitivo dell’evento sarà pubblicato nei prossimi mesi.

 

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