Categorie
Salute Globale Altro comunicazione in salute

Policy Brief 81: nuovo focus su resilienza sanitaria globale

La resilienza sanitaria è diventata una priorità crescente di fronte a pandemie, conflitti, crisi economiche e cambiamenti demografici che stanno mettendo sotto pressione i sistemi sanitari e la loro capacità di garantire continuità assistenziale anche nelle situazioni più difficili. Il Policy Brief 81 dell’European Observatory on Health Systems and Policies raccoglie le evidenze emerse da una revisione globale sulla resilienza sanitaria, analizzando le capacità necessarie per affrontare crisi e sfide di lungo periodo.

La resilienza sanitaria tra preparazione, equità e trasformazione

La resilienza sanitaria non riguarda infatti soltanto la gestione di una crisi quando si manifesta. Il documento evidenzia come investimenti nella sicurezza dei sistemi informativi, nelle infrastrutture e nella pianificazione possano ridurre l’impatto delle emergenze prima ancora che si verifichino. Allo stesso tempo, le conseguenze lasciate da eventi precedenti, come carenze di personale, liste di attesa o difficoltà organizzative, possono condizionare la capacità di risposta futura e rendere i sistemi più vulnerabili.

La capacità di anticipare i rischi e prevenire o limitare l’impatto delle crisi rappresenta una componente essenziale della resilienza sanitaria. I sistemi sanitari sono inoltre chiamati ad affrontare non soltanto crisi improvvise, come pandemie, crisi economiche e conflitti, ma anche fattori di pressione persistenti, tra cui l’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle patologie croniche. In questa prospettiva, la resilienza sanitaria dipende sia da elementi strutturali, come infrastrutture, risorse e finanziamenti, sia da capacità organizzative legate alla governance, alla comunicazione, al coordinamento e alla collaborazione tra attori e settori diversi.

Rafforzare la resilienza sanitaria significa anche evitare che le crisi aggravino le disuguaglianze esistenti. Le popolazioni più vulnerabili tendono infatti a subire gli effetti più pesanti delle emergenze, rendendo necessaria una maggiore attenzione all’equità nell’accesso ai servizi. Una resilienza sanitaria efficace richiede il coinvolgimento di molteplici portatori di interesse, affinché le risposte alle emergenze non amplifichino fragilità già presenti.

Per comprendere quanto un sistema sanitario sia realmente preparato, il Policy Brief richiama inoltre l’utilità di esercitazioni basate su scenari ipotetici e strumenti di valutazione capaci di individuare criticità prima che si trasformino in problemi concreti. In uno scenario caratterizzato da crisi sempre più frequenti e interconnesse, la salute globale richiede sistemi sanitari in grado non soltanto di adattarsi, ma anche di apprendere dalle esperienze maturate.

Le esperienze maturate durante una crisi possono contribuire non soltanto a ripristinare il funzionamento dei servizi, ma anche a individuare criticità e opportunità di miglioramento, favorendo sistemi sanitari più accessibili, efficienti e capaci di rispondere alle esigenze della popolazione. In questo percorso risultano essenziali il coordinamento tra settori diversi e la cooperazione internazionale, elementi sempre più rilevanti di fronte a sfide che superano i confini nazionali.

Per maggiori informazioni si prega di consultare il seguente LINK.

Categorie
comunicazione in salute digital health Salute Globale workforce

Controllo delle infezioni: nuovi strumenti di prevenzione per il 2026

Le infezioni correlate all’assistenza continuano a incidere sulla sicurezza dei pazienti, sulla qualità delle cure e sulla capacità dei sistemi sanitari di prevenire la diffusione di microrganismi infettivi. In occasione della Giornata mondiale dell’igiene delle mani, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) ha presentato iniziative e strumenti destinati a sostenere il controllo delle infezioni nelle strutture sanitarie.

Il controllo delle infezioni occupa una posizione centrale nelle strategie europee dedicate alla sicurezza sanitaria e alla tutela della sanità pubblica, anche alla luce dell’impatto che le infezioni correlate all’assistenza continuano ad avere sui sistemi di cura. Nell’Unione europea e nello Spazio economico europeo si stimano oltre 3,5 milioni di infezioni correlate all’assistenza ogni anno e più di 90.000 decessi associati, mentre oltre il 70% del carico della resistenza antimicrobica è collegato a queste infezioni.

Controllo DELLE infezioni e strumenti per un’applicazione più efficace

L’ECDC sottolinea la necessità di consolidare programmi strutturati per la prevenzione e il controllo delle infezioni sia a livello nazionale sia nelle singole strutture sanitarie. Tra gli aspetti prioritari figurano governance chiara, sorveglianza efficace e formazione continua, insieme al monitoraggio delle attività e a percorsi di miglioramento costante per rafforzare l’applicazione delle pratiche raccomandate.

A sostegno dei programmi di prevenzione e controllo delle infezioni, l’ECDC ha inoltre presentato hyFive, una piattaforma digitale per il monitoraggio dell’igiene delle mani in tempo reale nelle strutture sanitarie. Il sistema fornisce ai team IPC e ai responsabili sanitari dati sull’adesione all’igiene delle mani, basati su osservazioni allineate ai cinque momenti dell’Organizzazione mondiale della sanità. Le informazioni raccolte possono supportare interventi tempestivi e percorsi di miglioramento continuo a livello di ospedale e di unità operativa.

hyFive è stato sviluppato dall’ECDC adattando e ampliando uno strumento norvegese per il monitoraggio dell’igiene delle mani, realizzato dall’Istituto norvegese di sanità pubblica. Il Centro mette inoltre a disposizione materiali di supporto, tra cui guide operative, tutorial e strumenti informativi destinati a facilitare l’adozione della piattaforma nelle strutture sanitarie.

Per maggiori informazioni si prega di consultare il seguente LINK.

Categorie
comunicazione in salute digital health

Episomer, nuovo strumento ECDC per l’allerta sanitaria precoce

L’individuazione tempestiva di segnali che possano anticipare rischi sanitari rappresenta una delle sfide più complesse per i sistemi di sorveglianza contemporanei, soprattutto in una fase in cui le conversazioni online possono riflettere dinamiche emergenti prima che vengano rilevate attraverso i canali tradizionali. Episomer è un nuovo strumento lanciato dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) per supportare le attività di intelligence epidemiologica attraverso l’analisi dei dati provenienti dai social media. La piattaforma è stata progettata per rafforzare l’identificazione precoce dei segnali di rischio sanitario e punta a trasformare le informazioni raccolte online in elementi utili per orientare interventi e decisioni di sanità pubblica.

Episomer amplia l’utilizzo dei contenuti pubblicati sui social media per attività di monitoraggio sanitario e nasce dall’evoluzione di Epitweetr, lo strumento precedentemente sviluppato da ECDC che aveva sostenuto attività di rilevazione precoce durante gli anni passati. I cambiamenti avvenuti nella disponibilità dei dati delle piattaforme digitali hanno reso necessario un aggiornamento dell’approccio e hanno portato allo sviluppo di un sistema più adattabile e flessibile.

Episomer per l’evoluzione della sorveglianza sanitaria digitale

Episomer raccoglie attualmente dati attraverso le API pubbliche di Bluesky e possiede una struttura progettata per essere personalizzata ed estesa ad altre piattaforme in futuro. Il sistema consente di osservare l’andamento delle conversazioni nel tempo, nei luoghi e sugli argomenti monitorati, offrendo ai professionisti della salute pubblica uno strumento utile per individuare variazioni anomale o segnali potenzialmente rilevanti.

L’applicazione include anche un’interfaccia web interattiva che permette di analizzare i segnali raccolti, gestire gli avvisi e configurare le impostazioni operative. Episomer è distribuito come software open source in linguaggio R e mette a disposizione funzionalità che supportano il lavoro di analisti e operatori sanitari.

La possibilità di adattare Episomer a differenti temi di interesse sanitario amplia le prospettive di utilizzo del sistema, consentendo applicazioni che possono estendersi oltre la sorveglianza delle malattie infettive e interessare ulteriori ambiti della sanità pubblica, quando l’osservazione dei segnali social può contribuire a individuare fenomeni emergenti e tendenze rilevanti.

Per maggiori informazioni si prega di consultare il seguente LINK.

Categorie
Salute Globale bandi cure integrate

Pubblicato il report CINEA 2026 su innovazione e competitività – LIFE

CINEA, l’Agenzia esecutiva europea per il Clima, le Infrastrutture e l’Ambiente della Commissione europea, ha pubblicato il Report CINEA “LIFE and the EU’s Competitiveness Agenda”, dedicato al contributo del Programma LIFE alla competitività europea. Il documento analizza il ruolo del Programma LIFE nel sostenere innovazione, autonomia strategica e resilienza, indicati dalla Commissione europea come elementi prioritari per rafforzare crescita economica e dinamismo dell’Unione.

Il Report CINEA sul Programma LIFE e la competitività europea

Il Report CINEA descrive il ruolo del Programma LIFE nel collegare ricerca e applicazione concreta delle soluzioni, trasformando idee promettenti in tecnologie pronte per il mercato e interventi operativi sul territorio. Oltre al sostegno ai progetti, il Programma LIFE mobilita investimenti pubblici e privati, promuovendo la diffusione su larga scala di tecnologie pulite e favorendo lo sviluppo di nuovi mercati in grado di rafforzare il vantaggio competitivo europeo. Il report collega inoltre il Programma LIFE al quadro europeo per la transizione verde, richiamando il Green Deal europeo, la strategia dell’UE per la neutralità climatica, e il Clean Industrial Deal, orientato a sostenere decarbonizzazione industriale, tecnologie pulite e competitività, come riferimenti per una crescita sostenibile e competitiva.

Tra il 2014 e il 2023 il Programma LIFE ha mobilitato oltre 4 miliardi di euro di investimenti complessivi per progetti dedicati a innovazione verde, resilienza e competitività. Circa il 40 per cento dei progetti sostiene piccole e medie imprese, quasi 230 innovazioni cofinanziate sono presenti sulla piattaforma europea Innovation Radar, oltre 200 progetti hanno ricevuto supporto attraverso l’iniziativa Close to Market e quasi 150 progetti di adattamento sono inclusi nella piattaforma Climate ADAPT.

Il Report CINEA evidenzia i risultati di 26 progetti finanziati dall’Unione europea e organizzati attorno ai tre ambiti dell’innovazione, dell’autonomia strategica e della resilienza. Gli esempi illustrano soluzioni che spaziano dall’efficienza energetica alla mobilità a zero emissioni, dall’economia circolare della plastica al recupero di materie prime critiche, fino ad arrivare a iniziative dedicate alla biodiversità, alla qualità dell’acqua e alla resilienza climatica urbana.

Il Programma LIFE sostiene inoltre interventi orientati alla riduzione delle dipendenze strategiche, promuovendo processi e tecnologie che favoriscono riuso, recupero delle risorse, efficienza energetica e decarbonizzazione. Una parte rilevante del report riguarda anche la resilienza ambientale e climatica, con iniziative dedicate alla protezione delle risorse naturali, all’adattamento ai cambiamenti climatici e al rafforzamento della capacità dei territori di affrontare eventi estremi.

Attivo da oltre trent’anni, il Programma LIFE ha cofinanziato più di 6.400 progetti nell’Unione europea e il Report CINEA evidenzia come sostenibilità e competitività possano procedere insieme. Dal 2014 i progetti sostenuti dal programma hanno ricevuto 4,95 miliardi di euro di contributi europei, con investimenti attesi pari a 8,23 miliardi di euro.

Per maggiori informazioni si prega di consultare il seguente LINK.

Categorie
comunicazione in salute Salute Globale

Comunicazione del rischio: 5 strategie chiave da adottare durante le emergenze umanitarie

La comunicazione del rischio è un elemento centrale nella gestione delle emergenze sanitarie e umanitarie, soprattutto quando conflitti, disastri, crisi climatiche e spostamenti di popolazione mettono sotto pressione la capacità delle istituzioni di proteggere la salute. OMS/Europa ha pubblicato il documento tecnico “Risk communication, community engagement and infodemic management at the core of health security in humanitarian emergencies”, una guida operativa basata su esperienze maturate nella Regione europea dell’OMS.

Nelle crisi umanitarie, la protezione della salute globale non dipende solo da logistica, servizi e azione medica, ma anche dalla capacità ma anche dalla capacità della comunicazione del rischio di costruire fiducia, ascoltare le comunità e fornire indicazioni chiare quando le persone devono prendere decisioni rapide. Il documento evidenzia che gli approcci usati nelle epidemie di malattie infettive non sempre funzionano allo stesso modo nei contesti segnati da conflitti, disastri e bisogni umanitari molteplici.

Rendere operativa la comunicazione del rischio nelle crisi umanitarie

La guida è stata sviluppata attraverso un processo articolato, che ha incluso esperienze sul campo in Armenia, Turchia e Ucraina, una revisione della letteratura, un’indagine con 14 ricercatori e professionisti di sanità pubblica, una revisione interna ed esterna con 18 esperti e il contributo di 20 professionisti RCCE-IM dell’OMS. Il documento raccoglie inoltre indicazioni emerse da una consultazione organizzata a Varsavia nel novembre 2023 sulla risposta all’emergenza in Ucraina.

Il cuore operativo della pubblicazione è organizzato attorno a 5 strategie chiave per rafforzare la comunicazione del rischio, il coinvolgimento comunitario e la gestione dell’infodemia nelle emergenze umanitarie. Le strategie riguardano il coordinamento degli interventi, l’ascolto delle comunità colpite, la diffusione strategica di informazioni e consigli sanitari, il rafforzamento della resilienza comunitaria e la preparazione ai rischi emergenti.

Un passaggio centrale nella comunicazione del rischio riguarda il coordinamento tra autorità sanitarie nazionali e locali, agenzie delle Nazioni Unite, organizzazioni della società civile e altri attori coinvolti nella risposta. Nelle emergenze umanitarie, infatti, salute, protezione, alloggio, nutrizione e ambiente sono dimensioni strettamente collegate, e una risposta frammentata può generare messaggi incoerenti, duplicazioni e perdita di fiducia.

La comunicazione del rischio deve inoltre basarsi su un ascolto continuo, sia online che offline, dei bisogni, delle percezioni e delle preoccupazioni delle comunità colpite. Questo approccio consente di adattare gli interventi alla realtà dei territori, individuare barriere di accesso ai servizi sanitari e rispondere rapidamente alla diffusione di informazioni false o fuorvianti.

Il documento dedica particolare attenzione alla qualità dei messaggi sanitari, che devono essere brevi, semplici, visuali, mirati ai bisogni prioritari e diffusi nel momento più opportuno. Le informazioni devono raggiungere anche le comunità con accesso limitato o interrotto ai canali ordinari, attraverso strumenti diversi e adatti ai contesti locali.

Le esperienze analizzate mostrano anche il valore del lavoro con mediatori culturali e sanitari, partner locali, popolazioni sfollate e comunità ospitanti. Coinvolgere le persone direttamente interessate permette di rafforzare fiducia, senso di appartenenza e coesione sociale, elementi decisivi quando le emergenze mettono alla prova relazioni, servizi e istituzioni.

La guida richiama infine la necessità di prepararsi a rischi sovrapposti, come minacce chimiche, biologiche, radiologiche e nucleari, contaminazioni ambientali o nuovi spostamenti di popolazione. Nei casi analizzati, tra cui terremoti in Turchia e rischi CBRN collegati alla guerra in Ucraina, la combinazione tra valutazione anticipata dei rischi, ascolto delle comunità e messaggi testati ha sostenuto risposte più tempestive e aderenti ai bisogni reali.

Il documento dell’OMS per l’Europa, rappresenta un nuovo strumento operativo per integrare la comunicazione del rischio nella preparazione e nella risposta alle emergenze, sostenendo sistemi più preparati, affidabili e resilienti, capaci di proteggere la salute della popolazione anche nelle crisi più complesse.

Per maggiori informazioni si prega di consultare il seguente LINK.

Categorie
Salute Globale

Corruzione sanitaria: l’analisi strategica del Policy Brief 75

La corruzione sanitaria rappresenta una minaccia concreta per la capacità dei sistemi sanitari di proteggere la salute pubblica, garantire equità e usare in modo efficace le risorse disponibili. L’European Observatory on Health Systems and Policies ha pubblicato il Policy Brief 75, dal titolo “How can we better prepare health systems to resist corruption”, un documento dedicato alla preparazione dei sistemi sanitari nel contrasto alla corruzione sanitaria.

Secondo il policy brief, la corruzione nei sistemi sanitari produce effetti rilevanti sulla salute globale, poiché compromette gli esiti sanitari e accentua le disuguaglianze, danneggia in modo sproporzionato le persone povere e vulnerabili, riduce la fiducia pubblica, genera sprechi e limita l’impatto degli investimenti in salute.

dove nasce la corruzione sanitaria

Il documento evidenzia che la corruzione sanitaria esiste in tutti i sistemi sanitari e può aggravarsi durante le emergenze sanitarie, quando i meccanismi di controllo risultano più deboli. Per questo motivo, le misure isolate non sono considerate sufficienti, poiché risultano più efficaci quando sono costruite sulle forme specifiche di corruzione che intendono affrontare.

Secondo l’European Observatory, le strategie contro la corruzione sanitaria devono partire da un’analisi concreta del problema, considerando dove si manifesta, quanto è diffuso e quali fattori lo alimentano. Il policy brief richiama in particolare il peso della governance, del contesto economico e delle norme sociali che possono influenzare le scelte di pazienti e operatori.

Per rafforzare la capacità di resistenza dei sistemi sanitari, il policy brief richiama la necessità di intervenire sulle cause sistemiche e strutturali della corruzione, individuando chi trae beneficio dalle pratiche corruttive, quali incentivi le sostengono e quali soggetti possano applicare le regole in modo credibile.

Un ulteriore elemento centrale riguarda la necessità di concentrare gli interventi sulle forme di corruzione più dannose per la performance dei sistemi sanitari, per l’equità e per gli esiti di salute. Il documento suggerisce inoltre di guardare alle esperienze maturate in altri settori, come istruzione, polizia e finanza pubblica, così da apprendere dai successi e dai limiti delle strategie già sperimentate.

Il policy brief richiama anche l’importanza di progettare interventi flessibili, capaci di essere adattati durante l’attuazione, e di prevedere strumenti di monitoraggio in tempo reale per intercettare eventuali conseguenze indesiderate. Tra gli strumenti citati figurano scorecard, audit e unità dedicate alla valutazione, con particolare attenzione agli effetti sulla qualità, sull’equità e sulle popolazioni povere e vulnerabili.

La costruzione di coalizioni per il cambiamento rappresenta un altro passaggio rilevante, attraverso alleanze tra organizzazioni della società civile, evidenziando infine la necessità di investire in valutazioni di lungo periodo, anche attraverso studi longitudinali, sperimentazioni randomizzate e ricerca etnografica, per migliorare progressivamente gli interventi contro la corruzione sanitaria.

Per maggiori informazioni si prega di consultare il seguente LINK.

Categorie
comunicazione in salute Salute Globale workforce

Meningite batterica: pubblicata la nuova guida pratica OMS 2026

La meningite batterica resta una priorità rilevante per la salute globale, soprattutto nei Paesi a basso e medio reddito e nei contesti con risorse limitate, dove il carico della malattia rimane elevato e la capacità di risposta sanitaria può incidere in modo determinante sugli esiti clinici. L’ Organizzazione Mondiale della Sanità ha pubblicato un nuovo toolkit dedicato alla preparazione e alla risposta alle epidemie di meningite batterica, con l’obiettivo di trasformare raccomandazioni basate sulle evidenze in indicazioni pratiche da utilizzare direttamente nel punto di cura.

Il documento, intitolato Preparedness and response to bacterial meningitis outbreaks: toolkit for frontline healthcare workers, pubblicato il 28 aprile 2026 come guida normativa, si rivolge ai professionisti sanitari di prima linea impegnati nella gestione della meningite batterica acuta. La pubblicazione si presenta come una raccolta di strumenti operativi pensati per supportare il lavoro clinico e organizzativo nei contesti in cui il rischio di epidemie e mortalità in eccesso è più alto.

La risposta OMS alla meningite batterica

Il toolkit è stato sviluppato dopo la pubblicazione delle linee guida OMS su diagnosi, trattamento e assistenza della meningite, con una finalità applicativa precisa: rendere più semplice l’uso delle raccomandazioni nella pratica quotidiana degli operatori sanitari. Il focus principale riguarda la meningite batterica acuta nei bambini con più di un mese di età, negli adolescenti e negli adulti, offrendo indicazioni cliniche sui patogeni responsabili, sulle manifestazioni cliniche, sulle indagini diagnostiche, sulla terapia antibiotica, sui trattamenti aggiuntivi e sull’assistenza di supporto.

La guida include anche indicazioni sulla profilassi antibiotica dopo esposizione e sulle misure di prevenzione e controllo delle infezioni nelle strutture sanitarie, aspetti essenziali quando la risposta deve essere rapida, coordinata e coerente con le esigenze del punto di cura. Con 34 pagine e numero di riferimento OMS B09660, il toolkit rappresenta una risorsa sintetica per rafforzare la capacità dei servizi sanitari di affrontare le epidemie di meningite batterica, sostenendo decisioni tempestive e fondate su raccomandazioni condivise.

Per maggiori informazioni si prega di consultare il seguente LINK.

Categorie
lotta contro il cancro cure integrate

Progetto COMPASS: 26-27 marzo 2026 il kick off meeting del nuovo partenariato

Il 26 e 27 marzo 2026 durante il kick off meeting ospitato da King’s College London, è stato ufficialmente presentato a Londra il progetto COMPASS, aprendo un nuovo capitolo della ricerca europea nel campo della cardio oncologia. Il progetto COMPASS, sostenuto dalla Innovative Health Initiative Joint Undertaking del programma Horizon Europe, inaugura un percorso quinquennale volto a migliorare la salute cardiovascolare dei pazienti oncologici e dei sopravvissuti al cancro attraverso un modello di cura coordinato, multidisciplinare e centrato sulla persona, integrando la dimensione cardiovascolare nei percorsi di cura oncologici

Il progetto COMPASS nasce per rispondere a una criticità sempre più evidente, poiché la cardiotossicità rappresenta una conseguenza crescente e spesso sottodiagnosticata delle moderne terapie oncologiche, con implicazioni di lungo periodo sulla sopravvivenza, sulla qualità della vita e sull’organizzazione dei sistemi sanitari. L’iniziativa interviene su questo snodo con l’obiettivo di superare la frammentazione tra oncologia e cardiologia, apportando un contributo significativo alla lotta contro il cancro, promuovendo una valutazione del rischio più personalizzata lungo l’intero percorso di cura.

Il progetto COMPASS punta infatti a migliorare la previsione precoce del rischio di cardiotossicità, a favorire l’identificazione anticipata delle complicanze cardiovascolari e a sostenere decisioni terapeutiche più personalizzate, insieme a un monitoraggio di lungo periodo più efficace. Per raggiungere questi obiettivi, il consorzio integra competenze che spaziano dalla pratica clinica alla ricerca biomedica, dall’imaging medico all’intelligenza artificiale in modo da contribuire allo sviluppo di sistemi sanitari più integrati ed efficaci.

Il progetto COMPASS e il futuro dell’assistenza cardiovascolare nei pazienti oncologici

Il kick off meeting ha definito le basi operative del lavoro progettuale e ha consentito ai partner di approfondire i contenuti dei pacchetti di lavoro lungo l’intero percorso del paziente. Dalla fase iniziale è emersa la volontà di costruire un percorso clinico completo, capace di integrare previsione del rischio, diagnosi precoce, trattamento personalizzato e monitoraggio a lungo termine, con l’obiettivo di ridurre la frammentazione che ancora limita l’efficacia dell’assistenza in cardio oncologia.

Sul piano scientifico e tecnologico, il progetto prevede l’identificazione e la validazione di nuovi biomarcatori per individuare i segni precoci di cardiotossicità prima che si producano danni cardiaci irreversibili e lo sviluppo di modelli predittivi basati sull’intelligenza artificiale, costruiti attraverso l’integrazione di dati multimodali, tra cui imaging, biomarcatori, dati genomici e informazioni cliniche, per stratificare il rischio cardiovascolare individuale in modo più accurato.

Il progetto include inoltre soluzioni di monitoraggio continuo e non invasivo della salute cardiaca attraverso nuove tecnologie indossabili e strumenti di digital health, così da sostenere interventi clinici più tempestivi e mirati. Accanto a questi elementi, è previsto anche un lavoro dedicato alla sostenibilità, alla valutazione costo efficacia e agli aspetti regolatori, essenziali per accompagnare l’innovazione non soltanto sul piano scientifico, ma anche su quello organizzativo e applicativo, così da favorirne la trasferibilità nella pratica clinica.

Con 62 organizzazioni provenienti da 25 Paesi in Europa, il progetto si fonda su una rete multidisciplinare che sostiene le diverse attività previste lungo l’intero percorso di lavoro. Il consorzio comprende ospedali, centri di ricerca, università, aziende MedTech, piccole e medie imprese e organizzazioni di pazienti, a conferma di un’impostazione che unisce ricerca, clinica, innovazione industriale e partecipazione dei destinatari finali delle cure.

Il kick off meeting ha confermato l’importanza della collaborazione tra professionisti sanitari, ricercatori e rappresentanti dei pazienti per favorire un approccio più integrato tra ricerca, innovazione e assistenza, valorizzando il confronto tra competenze diverse e la costruzione di percorsi di lavoro condivisi. Il progetto COMPASS si propone di tradurre la ricerca in applicazioni concrete, migliorando la qualità e la sicurezza dell’assistenza attraverso percorsi di cura più completi, tempestivi e personalizzati.

Per maggiori informazioni si prega di consultare il seguente LINK.

Categorie
lotta contro il cancro Salute Globale

EUROGIN 2026: nuove raccomandazioni sullo screening cervicale

Le nuove evidenze scientifiche e l’evoluzione delle tecnologie diagnostiche stanno ridefinendo il ruolo dello screening cervicale nelle politiche sanitarie europee, come emerso chiaramente durante EUROGIN 2026, occasione in cui la International Agency for Research on Cancer (IARC) ha presentato a Vienna, il 20 marzo 2026, un aggiornamento delle raccomandazioni europee sullo screening del tumore cervicale, in coincidenza con la pubblicazione delle nuove indicazioni sul portale della Commissione europea

Nel corso di EUROGIN 2026 è stato evidenziato che le raccomandazioni introducono per la prima volta strategie differenziate per le popolazioni vaccinate contro l’HPV, segnando un passaggio rilevante nelle politiche di prevenzione e rafforzando l’impegno europeo nella lotta contro il cancro attraverso approcci più mirati e basati sul rischio

EUROGIN 2026 e strategie differenziate per lo screening cervicale

Le nuove indicazioni presentate a EUROGIN 2026 suggeriscono che nelle popolazioni con copertura vaccinale superiore al cinquanta per cento è possibile adottare intervalli di screening più lunghi, prevedendo fino a dieci anni dopo un risultato negativo al test HPV senza comprometterne l’efficacia complessiva

Per le popolazioni con una copertura vaccinale inferiore al cinquanta per cento, le raccomandazioni indicano che le strategie di screening devono rimanere allineate a quelle della popolazione generale, mantenendo un livello adeguato di protezione sanitaria

I risultati illustrati durante EUROGIN 2026 si basano su una modellizzazione matematica di 118800 strategie di screening simulate, dalla quale emerge che gli intervalli quinquennali non risultano efficienti sotto il profilo dei costi nelle popolazioni altamente vaccinate, mentre intervalli più lunghi consentono di mantenere l’efficacia riducendo il rischio di sovratrattamento

Secondo IARC, queste nuove raccomandazioni rappresentano un passaggio significativo verso programmi di screening più efficienti e contribuiscono all’obiettivo di eliminare il tumore cervicale come problema di salute pubblica

Per maggiori informazioni si prega di consultare il seguente LINK.

Categorie
Altro

Nuovo report ERC: azioni per ridurre il divario europeo

Il Report ERC pubblicato dallo European Research Council richiama l’attenzione su una questione decisiva per il futuro della scienza in Europa, cioè il persistente divario tra i Paesi con sistemi di ricerca più forti e i cosiddetti widening countries, che presentano risultati più deboli nella partecipazione e nel successo nei bandi più competitivi. Il nuovo white paper esamina la grande differenza nei tassi di partecipazione e di successo tra i sistemi di ricerca più forti d’Europa e i Paesi widening.

Il Report ERC evidenzia che questi Paesi rappresentano circa un quarto della popolazione dell’Unione europea, ma i ricercatori che vi operano ottengono soltanto circa un ventesimo delle sovvenzioni ERC e registrano tassi di successo compresi in genere tra l’1 e il 7 per cento, contro una media di circa l’11 per cento nelle competizioni ERC.

Secondo il documento, questa distribuzione disomogenea dei finanziamenti riflette ostacoli strutturali profondi che limitano la capacità dei ricercatori di competere con successo per i fondi destinati alla ricerca di frontiera. Tra questi fattori figurano ambienti accademici meno favorevoli, investimenti nazionali più contenuti in ricerca e sviluppo, un accesso più limitato alle reti scientifiche internazionali e sistemi di supporto meno solidi nella preparazione di proposte altamente competitive. Le barriere strutturali limitano la capacità dei ricercatori di competere con successo per finanziamenti altamente selettivi. Il testo segnala inoltre che anche barriere linguistiche, culturali e psicologiche possono scoraggiare la presentazione delle candidature.

Report ERC e misure per rafforzare l’eccellenza scientifica europea

Il Report ERC sottolinea tuttavia che negli ultimi dieci anni sono emersi anche segnali di miglioramento, poiché diversi widening countries hanno rafforzato i propri sistemi nazionali di ricerca e introdotto programmi specifici per aiutare i ricercatori a candidarsi ai finanziamenti ERC. Più di quindici Paesi dispongono ormai di schemi di sostegno dedicati, compresi programmi che assicurano un finanziamento nazionale alle proposte ERC molto ben classificate ma non sostenute a livello europeo. Queste iniziative vengono finanziate attraverso strumenti differenti, tra cui bilanci nazionali, partenariati pubblico privati, Fondi strutturali dell’Unione europea e Recovery and Resilience Facility.

Sul piano europeo, il Report ERC ricorda che varie misure di sostegno sono state introdotte nel tempo per i ricercatori provenienti dalle aree meno performanti, senza modificare il criterio della selezione basata esclusivamente sull’eccellenza scientifica. Tra queste misure rientrano criteri di valutazione più inclusivi, i programmi ERC Visiting Research Fellow, la ERC Mentoring Initiative, il sostegno ai National Contact Points e la rete degli Ambassadors for the ERC.

Parallelamente, l’European Research Council invita gli Stati membri ad aumentare gli investimenti nazionali nella ricerca di frontiera, a riformare i sistemi accademici dove necessario e a creare sinergie più forti tra strumenti di finanziamento nazionali e Fondi di coesione dell’Unione europea, per valorizzare pienamente il potenziale scientifico del continente.

Nel suo insieme, il Report ERC propone quindi una lettura ampia delle disparità esistenti e individua azioni concrete per rafforzare la competitività scientifica nei Paesi meno performanti, attraverso un impegno condiviso tra livello nazionale e livello europeo. Per l’European Research Council, questo percorso dovrà proseguire con un dialogo politico più intenso, con attività di comunicazione mirate e con reti di sostegno più forti che coinvolgano beneficiari ERC, la rete degli Ambassadors for the ERC e gli organismi nazionali di finanziamento.

Per maggiori informazioni si prega di consultare il seguente LINK.