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lotta contro il cancro

Evento ECHoS: kick-off meeting del progetto

Il 10 settembre 2026, a Lisbona, in lingua inglese, si terrà la sessione pubblica del kick-off meeting di ECHoS (Establishing Cancer Mission Hubs: Networks and Synergies), organizzato per presentare le priorità e la roadmap del progetto per gli anni a venire.

Il progetto europeo finanziato con 6 milioni di euro e finalizzato a sostenere l’attuazione della EU Mission on Cancer attraverso una rete di supporto e coordinamento tra ricerca, innovazione, sistemi sanitari e processi decisionali presenterà le priorità e la roadmap del progetto e riunirà rappresentanti della Commissione europea, partner, stakeholder e comunità oncologica.

E’ possibile partecipare all’evento previa iscrizione entro e non oltre il 31 agosto 2026, ore 12:00 CEST.

ECHoS: una rete europea per sostenere la Missione UE sul cancro

Il progetto ECHoS mira a coordinare le azioni di ricerca e innovazione e quelle sanitarie in materia di cancro con i processi decisionali, promuovendo sistemi sanitari e di ricerca maggiormente incentrati sulla persona.

Il consorzio riunisce le competenze di oltre 50 organizzazioni governative, sanitarie, accademiche e non profit provenienti da 28 Paesi. Nell’ambito del progetto saranno inoltre creati, in ciascun Paese partecipante, i National Cancer Mission Hubs (NCMH), con l’obiettivo di coinvolgere un’ampia gamma di stakeholder, pubblici e privati, in iniziative collaborative e dialoghi politici sul cancro a livello nazionale, regionale e locale.

 

Per maggiori informazioni si prega di consultare il seguente LINK.

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comunicazione in salute Salute Globale

Nuove raccomandazioni UE 2026 per proteggere i cittadini e i sistemi sanitari dal caldo estremo

La Commissione Europea ha pubblicato nuove raccomandazioni strategiche e linee guida volte ad affrontare l’emergenza del caldo estremo, un fenomeno che sta colpendo l’Europa in modo sempre più intenso. L’Europa si sta riscaldando più rapidamente di qualsiasi altra regione globale, con impatti diretti sugli ecosistemi, sulle infrastrutture, sull’economia e sulla salute delle persone. Di fronte a questa realtà non più emergenziale ma strutturale, comprendere i meccanismi scientifici alla base delle ondate di calore e adottare soluzioni di adattamento efficaci è diventato un imperativo non più rinviabile.

salute e caldo estremo

Il documento della Commissione assegna una rilevanza centrale all’impatto del calore estremo sulla salute pubblica. Le temperature elevate rappresentano una minaccia diretta per il benessere delle persone, provocando un aumento dei ricoveri ospedalieri per colpi di calore, disidratazione severa, insufficienze respiratorie e complicanze cardiovascolari. Il testo evidenzia come il caldo estremo agisca da fattore di rischio e vulnerabilità per le fasce di popolazione più fragili, tra cui gli anziani, i bambini, i malati cronici e le persone socio-economicamente svantaggiate. Viene inoltre sottolineata la problematica della salute e sicurezza sul lavoro, con particolare riferimento ai lavoratori occupati all’aperto nei settori dell’edilizia e dell’agricoltura, esposti a rischi elevati durante le ore più calde.

Per fare fronte a questo scenario, le raccomandazioni europee delineano una serie di azioni concrete per rafforzare la resilienza del settore sanitario e dei servizi sociali sul territorio. Tra le misure chiave proposte figurano l’implementazione e il potenziamento dei Piani di Prevenzione del Calore, l’attivazione di sistemi di allerta precoce (early warning systems) interconnessi con la medicina generale, nonché la formazione specifica del personale sanitario per il riconoscimento tempestivo dei sintomi da stress termico. A ciò si aggiunge la necessità di adeguar e rifunzionalizzare le infrastrutture sanitarie, garantendo la climatizzazione e l’efficienza energetica degli ospedali e delle residenze sanitarie assistite (RSA).

In un’ottica integrata, l’UE sollecita un approccio intersettoriale che unisca la prevenzione sanitaria alla pianificazione urbanistica, promuovendo “isole di raffrescamento” urbane e la riforestazione delle città per mitigare l’effetto isola di calore. Solo con un’azione coordinata tra sanità e amministrazioni locali si potranno proteggere le vite umane e garantire la tenuta dei sistemi sanitari regionali. 

 

Per consultare tutti i dettagli sulle raccomandazioni e sulle strategie di adattamento è possibile accedere al LINK.

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Salute Globale

742 milioni da Horizon Europe per progetti su transizione verde, salute One Health e sicurezza alimentare

La Commissione Europea ha finanziato 117 nuovi progetti di ricerca e innovazione nell’ambito di Horizon Europe – Cluster 6 (Alimentazione, bioeconomia, risorse naturali, agricoltura e ambiente), mobilitando un investimento complessivo imponente pari a 742 milioni di euro. Queste risorse finanziarie sono destinate ad accelerare la transizione verde e circolare in tutta Europa, fornendo un contributo diretto e tangibile agli obiettivi del Green Deal europeo.

le nuove iniziative di horizon europe

Le iniziative selezionate coprono un ampio spettro di settori strategici: dalla protezione della biodiversità e dal ripristino degli ecosistemi degradati, alla gestione sostenibile delle risorse naturali, passando per la riduzione dell’inquinamento, la tutela degli oceani e lo sviluppo di comunità rurali e costiere più resilienti.

Un pilastro fondamentale e trasversale dei progetti finanziati riguarda in modo diretto la salute pubblica, la prevenzione sanitaria e la sicurezza alimentare e idrica. Il Cluster 6 di Horizon Europe riconosce pienamente l’approccio “One Health“, secondo cui la salute umana è indissolubilmente legata allo stato di salute degli animali, delle piante e dell’ambiente circostante.

In questa prospettiva, ampie sezioni degli interventi approvati sono dedicate alla promozione di sistemi alimentari sostenibili, equi e salubri. La ricerca si concentrerà sulla produzione di cibi a più alto valore nutrizionale e privi di residui chimici nocivi, promuovendo regimi alimentari sani capaci di prevenire malattie croniche non trasmissibili, come l’obesità, il diabete e le patologie cardiovascolari, che rappresentano oggi la principale voce di spesa per i sistemi sanitari regionali.

Centrale per il settore della sanità pubblica è anche il campo di ricerca dedicato alla sicurezza idrica e alla drastica riduzione dell’inquinamento chimico e biologico nei suoli e nei bacini idrici. Proteggere l’acqua e l’aria dall’accumulo di sostanze tossiche, microplastiche e pesticidi significa prevenire direttamente l’insorgenza di patologie oncologiche, respiratorie e disturbi dello sviluppo, riducendo la pressione sulle strutture ospedaliere. Inoltre, diverse iniziative finanziate promuoveranno soluzioni basate sulla natura (Nature-based Solutions) per migliorare la qualità della vita e la salute mentale dei cittadini nelle aree urbane e rurali. 

Per maggiori informazioni sui singoli progetti finanziati e seguire i futuri sviluppi della ricerca europea consultare il seguente LINK.

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digital health workforce

Sardegna ed EIT siglano l’accordo per l’innovazione: focus su digitalizzazione

L’Istituto Europeo di Innovazione e Tecnologia (EIT) e la Regione Autonoma della Sardegna hanno siglato un importante accordo di cooperazione istituzionale volto a rafforzare in modo capillare l’ecosistema regionale dell’innovazione, promuovere lo sviluppo di competenze avanzate e dare nuovo impulso all’imprenditorialità locale.

l’eit e l’innovazione digitale

L’intesa prende il via con una focalizzazione prioritaria sull’innovazione digitale e sulla formazione avanzata attraverso il coinvolgimento attivo di 28DIGITAL (già nota come EIT Digital). Questa partnership strategica risponde direttamente alle raccomandazioni contenute nel recente rapporto dell’OCSE sulla competitività della Sardegna, che ha evidenziato il valore delle Comunità della Conoscenza e dell’Innovazione (KIC) dell’EIT nel connettere università, centri di ricerca, imprese e pubblica amministrazione per affrontare le sfide sociali ed economiche dei territori.

Nell’ambito di questa collaborazione e in linea con le analisi formulate dall’OCSE, emerge una centralità strategica del settore della salute pubblica, della sanità e del benessere sociale. Il rapporto dell’OCSE sottolinea come la Sardegna, al pari di molte altre regioni europee, debba affrontare complessi cambiamenti demografici, caratterizzati da un progressivo invecchiamento della popolazione e dalla necessità di ammodernare la rete delle infrastrutture sociali e sanitarie. In questa prospettiva, la cooperazione con l’EIT si rivela uno strumento fondamentale per trasferire soluzioni tecnologiche innovative e digitali direttamente all’interno del sistema sanitario regionale.

L’accordo punta a favorire lo sviluppo di e-health, telemedicina, sanità digitale e dispositivi medici avanzati, consentendo di migliorare la presa in carico dei pazienti affetti da patologie croniche, soprattutto nelle aree interne e rurali dell’isola, e di ottimizzare l’efficienza dei servizi socio-sanitari sul territorio. Inoltre, il coinvolgimento dei centri di ricerca sanitari locali nelle reti KIC dell’EIT offrirà importanti opportunità di formazione avanzata per il personale medico e socio-sanitario, favorendo al contempo la nascita di startup e spin-off nel campo delle scienze della vita (life sciences) e dell’innovazione sociale. Questo approccio integrato permetterà di coniugare lo sviluppo economico regionale con la tutela della salute e dell’inclusione sociale dei cittadini sardi. 

Per maggiori informazioni consultare la pagina dell’EIT al seguente LINK.

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workforce

Consiglio dell’UE: Approvata la roadmap con impatti su salute e competenze sanitarie

Il Consiglio dell’Unione Europea ha formalmente approvato la risoluzione che definisce il secondo ciclo del quadro strategico per la cooperazione europea nel settore dell’istruzione e della formazione per il periodo 2026-2030. Questo atto politico stabilisce l’agenda di lavoro e le linee guida che guideranno la collaborazione tra tutti gli Stati membri nei prossimi cinque anni, con l’obiettivo prioritario di completare la costruzione dello Spazio Europeo dell’Istruzione.

La risoluzione approvata individua sei priorità strategiche fondamentali: il rafforzamento delle competenze di base in alfabetizzazione, matematica e scienze; lo sviluppo capillare delle competenze digitali e dell’educazione civica; la promozione dell’apprendimento permanente e della mobilità; il sostegno alla qualificazione e all’attrattività delle professioni educative; il potenziamento dell’istruzione e formazione professionale (IFP); e la promozione della competitività dell’istruzione superiore a livello globale.

All’interno di questa roadmap europea, i temi della salute del benessere e della promozione della sanità pubblica rivestono un ruolo di primo piano. Il documento quadro sottolinea con forza che l’istruzione e la formazione rappresentano uno dei principali determinanti sociali della salute: individui con livelli di istruzione più elevati possiedono competenze di alfabetizzazione sanitaria (health literacy) decisamente migliori, che consentono loro di adottare stili di vita più sani, accedere in modo consapevole ai servizi di prevenzione ed effettuare scelte informate riguardo al proprio benessere fisico e mentale.

Inoltre, la priorità assegnata alla formazione professionale (IFP) e all’istruzione superiore risulta cruciale per affrontare una delle sfide più drammatiche che i sistemi sanitari regionali ed europei stanno affrontando: la grave carenza di personale medico, infermieristico e socio-sanitario qualificato. Il nuovo quadro strategico promuove, tra l’altro, la modernizzazione dei percorsi formativi per i professionisti della salute, incentivando l’acquisizione di competenze digitali avanzate per la telemedicina e la gestione dei dati sanitari, e favorendo la mobilità transfrontaliera dei lavoratori del settore socio-sanitario. 

 

Per consultare il testo integrale della risoluzione e i comunicati consultare il seguente LINK.

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digital health

Commissione europea: pubblicato lo studio sulle capacità digitali dell’UE oltre il 2027

La Commissione europea ha pubblicato lo studio “The EU’s Critical Digital Capacities: Deployment Beyond 2027”, che analizza lo stato delle capacità digitali strategiche dell’Unione europea e individua le principali priorità di investimento per il periodo successivo al 2027.

Il documento, commissionato dalla Direzione generale per le Reti di comunicazione, i contenuti e le tecnologie (DG CNECT), intende supportare la definizione del prossimo Quadro finanziario pluriennale – QFP (2028-2034), evidenziando le opportunità e le sfide legate alla diffusione delle tecnologie digitali in Europa.

Capacità digitali dell’UE: punti di forza e sfide per il periodo post-2027

Lo studio rileva che l’Europa dispone di importanti punti di forza, tra cui un solido ecosistema di start-up digitali, un quadro normativo affidabile, un elevato livello di tutela dei dati e una crescente diffusione di tecnologie quali intelligenza artificiale, analisi dei dati, cloud e cybersecurity. Tuttavia, evidenzia anche criticità che continuano a rallentarne la competitività, tra cui il sottoinvestimento, la carenza di competenze digitali avanzate, la frammentazione del mercato e le difficoltà nel trasformare i risultati della ricerca in applicazioni e soluzioni su larga scala.

Il documento sottolinea inoltre la persistente dipendenza dell’UE da fornitori extraeuropei in ambiti strategici come cloud, semiconduttori e infrastrutture per l’intelligenza artificiale, evidenziando la necessità di rafforzare l’autonomia tecnologica europea attraverso investimenti mirati nello sviluppo e nella diffusione delle capacità digitali. Tra le aree considerate strategiche figurano, oltre ad AI e cybersecurity, calcolo ad alte prestazioni (HPC), tecnologie quantistiche, cloud-edge-IoT, robotica, fotonica, connettività avanzata, blockchain, interoperabilità e GovTech.

Le conclusioni dello studio contribuiranno alla preparazione dei futuri strumenti di finanziamento europei, con l’obiettivo di accelerare la diffusione delle tecnologie digitali, rafforzare la competitività dell’industria europea e sostenere la sovranità tecnologica dell’Unione nel prossimo periodo di programmazione. LINK

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Altro

Approvato il disegno di legge di Delegazione europea 2026

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per gli Affari Europei, il PNRR e le Politiche di Coesione, Tommaso Foti, ha approvato il disegno di legge di Delegazione europea 2026 per la delega al Governo del recepimento delle direttive europee e l’attuazione di altri atti dell’Unione Europea.

Il provvedimento conferisce al Governo le deleghe necessarie per adeguare l’ordinamento nazionale a 20 direttive e 7 regolamenti europei.

Gli interventi riguardano, in particolare, la tutela dei consumatori, la salute e la resilienza del suolo, la sostenibilità e la competitività delle imprese, la protezione delle vittime di reato, il contrasto alla commercializzazione di prodotti realizzati con il lavoro forzato e la gestione delle emergenze nel mercato interno. Sono inoltre previste misure in materia di sicurezza dei prodotti, servizi digitali, intelligenza artificiale, mercati finanziari e tutela ambientale.

Il provvedimento consentirà all’Italia di mantenere un percorso di recepimento puntuale della normativa europea, contribuendo a prevenire l’apertura di nuove procedure di infrazione.

Delegazione europea 2026: recepimento della normativa UE e prevenzione delle infrazioni

Il disegno di legge rappresenta uno degli strumenti previsti dalla legge n. 234/2012 per garantire l’allineamento dell’ordinamento italiano al diritto dell’Unione europea. Attraverso la delega al Governo sarà possibile recepire le direttive europee e adottare le disposizioni necessarie per dare piena attuazione agli atti dell’UE, assicurando il rispetto degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione.

Nel commentare l’approvazione del provvedimento, il Ministro Foti ha sottolineato che il disegno di legge conferma la volontà dell’Italia di rafforzare il proprio ruolo all’interno dell’Unione europea attraverso un recepimento tempestivo della normativa europea e un costante allineamento del quadro normativo nazionale, favorendo al contempo maggiore certezza giuridica per cittadini e imprese.

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Salute Globale

Commissione europea e OMS rafforzata la cooperazione sulla preparedness pandemica

La Commissione europea, il 24 luglio u.s., ha firmato un Contribution Agreement del valore di oltre 4 milioni di euro con il WHO Hub for Pandemic and Epidemic Intelligence dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS).

L’iniziativa, finanziata nell’ambito del programma EU4Health, mira a rafforzare la preparazione e la risposta globale alle pandemie, potenziando la sorveglianza epidemiologica, la condivisione delle informazioni e lo sviluppo di contromisure mediche.

Commissione europea e OMS: rafforzata la cooperazione per la pandemic intelligence

L’accordo sosterrà lo sviluppo di strumenti avanzati di pandemic intelligence, favorendo una condivisione più tempestiva e coordinata dei dati sulle minacce sanitarie tra autorità nazionali e organizzazioni internazionali. L’obiettivo è migliorare la capacità di individuare precocemente potenziali rischi pandemici e supportare decisioni più rapide e basate sulle evidenze scientifiche.

L’accordo si sviluppa su tre linee di intervento complementari. In primo luogo, la Commissione fornirà analisi quotidiane sulle minacce sanitarie e sulle contromisure mediche alla piattaforma Epidemic Intelligence from Open Sources (EIOS), il principale sistema di sorveglianza epidemiologica utilizzato in oltre 125 Paesi e da più di 30 organizzazioni internazionali per il rilevamento precoce delle minacce sanitarie. Il finanziamento sosterrà inoltre il WHO Collaboratory, che accelera l’analisi e la modellazione delle crisi sanitarie ed è attualmente impiegato nella risposta all’epidemia di Ebola. Infine, i fondi contribuiranno allo sviluppo di un Decision-Support Pandemic Simulator, strumento pensato per supportare i decisori politici in scelte più rapide ed efficaci durante le emergenze pandemiche.

La Commissaria per l’Uguaglianza, la Preparazione e la Gestione delle Crisi, Hadja Lahbib, ha sottolineato come la salute pubblica affronti oggi una sfida di velocità, con malattie che si diffondono in modo sempre più rapido e imprevedibile oltre confini e continenti. Il finanziamento europeo permetterà di rafforzare la sorveglianza epidemiologica e rilevare le minacce sanitarie emergenti in modo più tempestivo e accurato, riaffermando l’impegno dell’Unione Europea verso un’intelligence sanitaria basata su dati e evidenze scientifiche.

La collaborazione tra la Commissione europea e l’Hub OMS di Berlino è attiva dal dicembre 2022. Con questa nuova azione, le due istituzioni rinnovano il proprio impegno condiviso nel rafforzare la sorveglianza epidemiologica globale, in stretto raccordo con l’Unione Europea e i partner internazionali.

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digital health bandi

Horizon Europe Cluster 4: Info Days sul Work Programme 2027

Il 14 e 15 ottobre 2026 si svolgeranno online gli Horizon Europe Cluster 4 Info Days, l’evento organizzato dalla Commissione europea per presentare le opportunità di finanziamento previste dal Work Programme 2027 del Cluster 4 – Digital, Industry and Space.

L’iniziativa è rivolta a ricercatori, università, imprese, enti pubblici e altri stakeholder interessati a sviluppare progetti di ricerca e innovazione nei settori del digitale, dell’industria e dello spazio.

Horizon Europe Cluster 4: focus sulle opportunità del Work Programme 2027

Nel corso delle due giornate saranno illustrati il contesto politico di riferimento e i topic del Work Programme 2027, con sessioni dedicate a manifattura avanzata, materie prime, tecnologie digitali chiave, comprese le tecnologie quantistiche, tecnologie abilitanti emergenti, materiali avanzati, intelligenza artificiale e robotica, internet di nuova generazione, calcolo avanzato e big data, industrie circolari, industrie pulite e a basse emissioni di carbonio e spazio, inclusa l’osservazione della Terra.

L’evento sarà trasmesso in streaming online tramite Webex e comprenderà sessioni plenarie, presentazioni dedicate ai singoli topic del programma di lavoro e, nella seconda giornata, sessioni orizzontali con indicazioni pratiche e suggerimenti per la preparazione delle proposte progettuali. Le sessioni di domande e risposte si svolgeranno attraverso la piattaforma Slido.

Parallelamente agli Info Days, i National Contact Points (NCP) organizzeranno un Brokerage Event, che offrirà ai partecipanti opportunità di networking e matchmaking per individuare potenziali partner progettuali interessati agli stessi topic del programma di lavoro.

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bandi

ERC: adottato il Work Programme 2027

Lo European Research Council (ERC) ha adottato il Work Programme 2027, che definisce le opportunità di finanziamento per il prossimo anno nell’ambito di Horizon Europe.

Il documento stabilisce il calendario dei bandi ERC, i relativi budget, le condizioni di partecipazione e le modalità di valutazione delle proposte, confermando l’obiettivo di sostenere la ricerca di frontiera basata esclusivamente sul criterio dell’eccellenza scientifica.

ERC Work Programme 2027: nuove regole e calendario dei bandi

Il Work Programme ha aperto la prima call, Starting Grant 2027, cui seguiranno i bandi Consolidator Grant, Advanced Grant, Synergy Grant ed ERC Plus Grant nel corso del periodo compreso tra luglio 2026 e giugno 2027. Per ciascun bando il documento definisce il budget disponibile, i requisiti di ammissibilità e il calendario delle scadenze.

Tra le principali novità introdotte dal programma figurano l’ampliamento delle finestre di eleggibilità per gli Starting Grant e i Consolidator Grant. Dal 2027, gli Starting Grant saranno accessibili ai ricercatori dal conseguimento del dottorato fino a dieci anni successivi, mentre per i Consolidator Grant la finestra sarà estesa da cinque a quindici anni dopo il conseguimento del PhD. Il programma introduce inoltre nuove regole per la ripresentazione delle candidature, con l’obiettivo di rendere il processo di valutazione più sostenibile a fronte del crescente numero di domande ricevute.

Il Work Programme conferma che i finanziamenti ERC sono aperti a ricercatori di qualsiasi nazionalità che intendano svolgere attività di ricerca presso un’istituzione ospitante con sede in uno Stato membro dell’UE o in un Paese associato a Horizon Europe. I progetti possono riguardare qualsiasi disciplina scientifica, senza priorità tematiche predefinite, e saranno selezionati esclusivamente sulla base dell’eccellenza scientifica del ricercatore e della proposta progettuale.

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