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Pubblicato il report 2025/26 della Missione UE sull’adattamento climatico

La Commissione Europea ha ufficialmente pubblicato il nuovo Activity Report 2025/26 della Missione dell’Unione Europea sull’adattamento ai cambiamenti climatici.

Questo documento strategico illustra in modo dettagliato i principali traguardi raggiunti e le molteplici attività sviluppate a livello comunitario per rafforzare in modo concreto la resilienza climatica all’interno dei territori europei. 

L’Activity Report 2025/26 della Missione dell’Unione Europea sull’adattamento ai cambiamenti climatici

L’obiettivo primario della Missione rimane quello di supportare la transizione delle comunità verso un futuro più sicuro, fornendo strumenti operativi e supporto strategico per rispondere ai crescenti rischi ambientali. I dati emersi nel report mettono in forte evidenza una crescita significativa e costante della partecipazione all’interno dell’ecosistema della Missione. Ad oggi, sono più di 400 le autorità regionali e locali che hanno scelto di impegnarsi attivamente in attività e iniziative strutturate dedicate all’adattamento climatico. Sono, infatti, 65 i progetti finanziati nell’ambito del programma Horizon Europe, affiancato da una Community della Missione che unisce più di 700 partecipanti. Tale rete favorisce la collaborazione, lo scambio di conoscenze e l’apprendimento tra i diversi livelli di governance dell’Unione.

Il report sottolinea che per affrontare efficacemente l’aumento della frequenza e dell’intensità dei rischi climatici è fondamentale una stretta cooperazione intersettoriale. Città, regioni, ricercatori, cittadini e istituzioni europee devono lavorare in sinergia per sviluppare approcci condivisi basati su concetti chiave come la resilienza) e la preparazione alle emergenze. Guardando alle prossime sfide, le esperienze e le competenze tecnico-scientifiche maturate in questi anni costituiranno le fondamenta per la definizione del futuro Integrated Framework on Climate Resilience. Si tratta del nuovo quadro strategico europeo concepito per incrementare in modo sostanziale il coordinamento verticale e orizzontale delle politiche di adattamento. L’obiettivo finale dell’Integrated Framework sarà quello di promuovere strategie sistemiche, fortemente preventive e orientate alla gestione predittiva e integrata dei rischi climatici. In questo scenario, la sanità pubblica e i sistemi di tutela della salute territoriale saranno chiamati a svolgere un ruolo chiave nell’intercettare le minacce derivanti dai mutamenti ambientali, garantendo la sicurezza e il benessere dei cittadini dell’Unione Europea.

 

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Info Day nazionale: Digital Europe Programme 2026-2027

Il 16 luglio 2026, dalle 9:30 alle 12:00, APRE – Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea, in accordo con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), organizza online l’Info Day nazionale sul Digital Europe Programme e sul relativo Work Programme 2026-2027, dedicato alle opportunità di finanziamento europee per la trasformazione digitale.

L’evento è rivolto a enti pubblici, imprese, università, centri di ricerca e organizzazioni interessate alle opportunità di finanziamento del programma europeo dedicato alla trasformazione digitale.

Digital Europe Programme: focus sulle call 2026 e sulle opportunità 2027

Durante l’Info Day saranno presentate le call aperte per il 2026, con particolare attenzione ai bandi in scadenza a ottobre, ai principali requisiti di partecipazione e agli aspetti chiave per la preparazione di proposte progettuali competitive. L’incontro offrirà inoltre una panoramica delle opportunità previste per il 2027, fornendo indicazioni sulle priorità strategiche già in fase di definizione nel nuovo Work Programme.

L’evento rappresenta un’occasione utile per aggiornarsi sulle nuove opportunità di finanziamento europee e per acquisire indicazioni operative direttamente dai punti di contatto nazionali del programma.

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Salute Globale

La Commissione ENVE si riunisce ad Assisi per ridefinire il ruolo di città e regioni

La Commissione Ambiente, Cambiamento Climatico ed Energia (ENVE) del Comitato europeo delle Regioni si è riunita il 18 giugno scorso ad Assisi per discutere le sfide cruciali legate alla transizione ecologica e per riaffermare con forza che le città e le autorità locali rivestono un ruolo decisivo, strategico e insostituibile nell’attuazione pratica delle politiche ambientali e climatiche definite dall’Unione Europea. In quest’occasione, ENVE ha adottato un documento di posizione ufficiale, in cui i leader politici locali e regionali hanno evidenziato come le autorità territoriali siano oggi direttamente responsabili dell’attuazione del 70% di tutte le misure di mitigazione climatica e di ben il 90% delle azioni concrete di adattamento all’interno dei confini europei.

ENVE: città e regioni sono fondamentali per il raggiungimento degli obiettivi ambientali europei

Tuttavia, proprio durante i lavori di Assisi, è emerso come sia necessario colmare il divario esistente tra gli obiettivi fissati a livello comunitario e la loro effettiva realizzazione sul territorio. Per superare questo gap, i rappresentanti locali hanno evidenziato la necessità di ottenere maggiori risorse finanziarie dedicate, un supporto tecnico continuativo e un rafforzamento sostanziale delle capacità amministrative degli enti di prossimità. Questi dati mettono in luce come la transizione ecologica dipenda quasi interamente dall’operato quotidiano dei Comuni e delle Regioni, i quali si trovano in prima linea nella pianificazione urbanistica, nella gestione dei rifiuti e dei trasporti, e nella tutela della salute pubblica dai rischi ambientali.

Proprio per questo motivo, le regioni chiedono un approccio da parte delle istituzioni di Bruxelles maggiormente orientato al supporto operativo e finanziario diretto dei territori, riducendo gli ostacoli burocratici che spesso rallentano l’accesso ai fondi strutturali e di coesione. Il potenziamento delle autonomie locali ha infatti un riflesso immediato sulla sanità pubblica: città più verdi, reti idriche efficienti e sistemi avanzati di monitoraggio dell’inquinamento garantiscono una drastica riduzione delle patologie respiratorie e cardiovascolari.

 

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Salute Globale

LIFE Awards 2026: premiati i migliori progetti europei per ambiente, natura e clima

Nel quadro delle iniziative della EU Green Week, si è svolta la cerimonia di assegnazione dei LIFE Awards 2026, l’appuntamento annuale istituito per celebrare e valorizzare i migliori progetti finanziati dal programma europeo LIFE. Questo programma rappresenta da decenni il pilastro dell’Unione Europea per il sostegno di iniziative comunitarie concrete nel campo della tutela dell’ambiente, della conservazione della biodiversità, della transizione ecologica e della lotta aperta ai cambiamenti climatici.

L’edizione di quest’anno ha puntato i riflettori su soluzioni capaci di dimostrare quanto la salute degli ecosistemi sia intrinsecamente legata alla salute e alla qualità della vita dei cittadini europei.

LIFE Awards 2026

La competizione del 2026 ha visto nove progetti finalisti contendersi il gradino più alto del podio, distribuiti all’interno delle tre categorie principali previste dal bando: protezione della natura e della biodiversità, economia circolare e qualità della vita, e infine azione per il clima. La giuria di esperti ha valutato le proposte sulla base di criteri rigorosi, premiando i progetti vincitori per la loro capacità di generare benefici ambientali, economici e sociali tangibili e misurabili, sia nel breve sia nel lungo periodo. Tra i fattori determinanti per la vittoria sono stati evidenziati il forte carattere innovativo delle tecnologie applicate, l’elevato potenziale di replicabilità dei modelli in altri contesti geografici europei e il contributo concreto all’attuazione del Green Deal.

I progetti premiati dimostrano che investire nella rigenerazione ambientale e nell’abbattimento degli inquinanti atmosferici e idrici si traduce in una riduzione diretta dei fattori di rischio per le patologie croniche e ambientali. L’evento ha confermato che il programma LIFE non è soltanto uno strumento di finanziamento per la conservazione della natura, ma un vero e proprio motore di innovazione sociale e sanitaria.

Le buone pratiche emerse dai LIFE Awards 2026 offrono spunti metodologici preziosi anche per le amministrazioni regionali e i sistemi sanitari, evidenziando come la transizione ecologica, se supportata da adeguate risorse e visione strategica, sia il più potente farmaco preventivo a nostra disposizione per garantire un futuro sostenibile alle prossime generazioni.

 

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Health Technology Assessment: terzo periodo per accedere alle JSCs

La Commissione europea ha aperto il terzo periodo di candidatura del 2026 per le Joint Scientific Consultations (JSCs) previste dal Regolamento europeo sulla Health Technology Assessment (HTA). La terza finestra per la presentazione delle richieste è aperta dal 3 giugno al 1° luglio 2026 ed è rivolta agli sviluppatori di medicinali e dispositivi medici che saranno potenzialmente soggetti a una futura Joint Clinical Assessment (JCA).

Health Technology Assessment – JSCs: supporto scientifico per lo sviluppo di farmaci e dispositivi medici

Le Joint Scientific Consultations consentono agli sviluppatori di tecnologie sanitarie di confrontarsi con le autorità HTA europee durante la fase di pianificazione degli studi clinici e delle indagini cliniche, al fine di ottenere indicazioni sui dati e sulle evidenze richieste per una successiva valutazione clinica congiunta a livello europeo.

La procedura è aperta ai produttori di medicinali e ai fabbricanti di dispositivi medici di classe IIb e III, nonché di dispositivi medico-diagnostici in vitro di classe D. Le richieste devono essere trasmesse attraverso la piattaforma informatica HTA IT Platform entro il 1° luglio 2026; la Commissione raccomanda una registrazione anticipata per consentire l’abilitazione all’accesso alla piattaforma.

Per il periodo di candidatura attualmente aperto sono disponibili tre slot di consultazione, con documenti preliminari previsti tra ottobre e novembre 2026 e incontri di discussione programmati tra febbraio e aprile 2027.

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bandi Salute Globale

Innovation Fund: Stakeholder Consultation Event

Il 19 giugno 2026 la Direzione Generale per l’Azione per il Clima della Commissione europea (DG CLIMA) organizza a Etterbeek (Belgio) e online (in diretta streaming) lo Stakeholder Consultation Event on the IF26 Calls for Proposals, un appuntamento dedicato alla consultazione degli stakeholder sulle future call 2026 dell’Innovation Fund. L’iniziativa offrirà l’opportunità di conoscere i risultati raggiunti dal programma e contribuire alla definizione delle prossime opportunità di finanziamento.

Innovation Fund: stakeholder coinvolti nella definizione delle call 2026

L’evento riunirà sviluppatori di progetti, imprese, autorità nazionali, organizzazioni di settore e altri attori coinvolti nella transizione climatica e industriale europea. L’obiettivo è raccogliere osservazioni e proposte sul disegno delle future call IF26, favorendo un confronto diretto con la Commissione europea sulle priorità di finanziamento e sugli strumenti di supporto disponibili.

Il programma prevede sessioni dedicate agli sviluppi delle politiche climatiche europee, ai nuovi meccanismi di sostegno, ai risultati delle call 2025 e alle possibili opzioni di progettazione delle future call 2026. Sono inoltre previsti approfondimenti specifici sulle tecnologie net-zero, sui progetti di piccola scala e guidati da PMI e sul settore marittimo.

L’Innovation Fund è uno dei principali strumenti finanziari dell’Unione europea per sostenere la dimostrazione e la commercializzazione di tecnologie innovative a basse emissioni di carbonio. Finanziato attraverso le entrate del sistema europeo di scambio delle quote di emissione (EU ETS), il fondo sostiene progetti nei settori delle energie rinnovabili, dell’accumulo energetico, dell’idrogeno, della mobilità a zero emissioni, della cattura e stoccaggio della CO₂ e della decarbonizzazione industriale.

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Commissione europea: pubblicato il pacchetto Spring Semester 2026

La Commissione europea ha adottato lo Spring Package 2026 dell’European Semester, che definisce le priorità politiche e le raccomandazioni rivolte agli Stati membri per rafforzare la competitività, la resilienza economica e la coesione sociale dell’Unione europea.

Documento di sintesi “Il pacchetto di primavera del semestre europeo 2026: focus salute”

I dettagli dello Spring Package 2026

Tra le principali aree di azione figurano:

  • il rafforzamento della competitività e dell’innovazione;
  • l’aumento degli investimenti in ricerca e sviluppo;
  • la riduzione delle barriere nel mercato unico;
  • l’accelerazione della transizione energetica e digitale;
  • il sostegno all’occupazione di qualità e allo sviluppo delle competenze.

Il pacchetto pone inoltre particolare attenzione alle politiche sociali, promuovendo misure per contrastare la povertà, migliorare la protezione sociale e favorire l’accesso a servizi sanitari e abitativi accessibili. Inoltre, sulla base delle analisi contenute nei rapporti nazionali, la Commissione ha formulato raccomandazioni specifiche per ciascuno Stato membro, con l’obiettivo di sostenere riforme e investimenti mirati alle esigenze dei diversi contesti nazionali.

Focus salute

Il documento evidenzia alcuni progressi registrati nell’attuazione delle raccomandazioni del 2025 in materia di assistenza sanitaria. In particolare, vengono richiamati interventi relativi alla digitalizzazione dei servizi sanitari e agli investimenti nell’assistenza a lungo termine. Vengono inoltre menzionate riforme pensionistiche e misure di protezione sociale adottate in diversi Stati membri.

Nelle raccomandazioni specifiche per Paese del 2026, la Commissione sottolinea la necessità di migliorare l’accesso e l’accessibilità economica dell’assistenza sanitaria e dell’assistenza a lungo termine, che restano una priorità, ad esempio, in Repubblica Ceca, Estonia e Romania, nonché nelle aree rurali e soggette a spopolamento di alcuni Stati membri. Il documento evidenzia inoltre che il mantenimento dell’efficacia dei costi e della sostenibilità fiscale richiede di affrontare la carenza di personale sanitario e le disparità territoriali presenti in alcuni Paesi, tra cui Spagna e Portogallo.

Tra i risultati conseguiti attraverso il Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza (RRF), il documento richiama anche riforme volte a rafforzare i sistemi sanitari e l’assistenza a lungo termine, migliorare l’assistenza sanitaria primaria, rafforzare la prevenzione e rispondere alle esigenze derivanti dall’invecchiamento della popolazione. Come esempi vengono citati Slovacchia, Lituania, Austria ed Estonia.

FOCUS ITALIA

Per quanto concerne l’Italia nel documento del Country report il Paese registra progressi nella maggior parte degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (OSS) legati alla sostenibilità (OSS 2, 7, 9, 11, 12, 13 e 14) e in tutti quelli relativi all’equità sociale (OSS 1, 3, 4, 5, 7, 8 e 10). Permangono tuttavia criticità significative negli ambiti dell’acqua potabile e dei servizi igienico-sanitari e della vita sulla terra (OSS 6 e 15), dove il Paese continua a mostrare un ritardo rispetto alla media dell’UE. In particolare, la qualità delle acque è in peggioramento, l’impatto della siccità sugli ecosistemi è in aumento e si amplia la quota di territorio esposta a rischio di grave erosione del suolo.

Sul fronte sanitario (OSS 3), gli indicatori restano superiori alla media europea e la percezione dello stato di salute della popolazione è leggermente migliorata, ma si registra un aumento dei tassi di obesità e del consumo di antibiotici. Sebbene anche gli indicatori relativi al rischio di povertà (OSS 1) mostrino segnali positivi, l’Italia deve ancora colmare il divario rispetto alla media dell’Unione europea.

Nelle raccomandazioni rivolte all’Italia per il 2026-2027, il Consiglio invita inoltre a migliorare l’accesso tempestivo a un’assistenza sanitaria economicamente accessibile, anche affrontando la carenza di personale nelle professioni sanitarie essenziali.

Infatti, il documento evidenzia che negli ultimi anni l’accesso all’assistenza sanitaria in Italia è peggiorato, a causa dell’allungamento delle liste di attesa per i servizi sanitari pubblici, di una spesa sanitaria sostenuta direttamente dai cittadini (out-of-pocket expenditure) significativamente superiore alla media dell’UE, di rilevanti disparità territoriali nell’erogazione dei servizi e della carenza di personale sanitario.

La Commissione richiama la necessità di proseguire l’attuazione della riforma dell’assistenza territoriale del 2022, garantendo il completamento e la piena operatività delle nuove strutture sanitarie territoriali (Case della Comunità e Ospedali di Comunità), l’integrazione strutturale del personale sanitario, la piena diffusione di sistemi digitali interoperabili e il mantenimento dei finanziamenti destinati alla telemedicina e all’assistenza domiciliare.

Il documento sottolinea inoltre l’importanza di affrontare la carenza di professionisti sanitari attraverso strumenti di pianificazione del personale e di rafforzare l’attrattività di alcune professioni chiave, in particolare infermieri, medici di medicina generale e medici dell’emergenza-urgenza, migliorandone condizioni di lavoro, prospettive di carriera, tutele e percorsi di specializzazione.

NEXT STEPS

Le priorità individuate saranno ora discusse dall’Eurogruoup e dal Consiglio dell’Unione europea nell’ambito del processo di coordinamento delle politiche economiche e sociali europee.

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DOCUMENTI UTILI

Documento di sintesi “Il pacchetto di primavera del semestre europeo 2026: focus salute”

Raccomandazioni Italia 2026

Country Report Italy 2026

 

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Altro bandi

ACT EU: pubblicato il workplan 2026-2027 sui trial clinici

La Commissione europea, l’European Medicines Agency (EMA) e gli Heads of Medicines Agencies (HMA) hanno pubblicato il nuovo workplan 2026-2027 dell’iniziativa Accelerating Clinical Trials in the EU (ACT EU), aggiornando priorità, obiettivi e attività operative per rafforzare il sistema europeo delle sperimentazioni cliniche.

Il documento, adottato a maggio 2026, rappresenta il quarto piano di lavoro ACT EU dalla nascita dell’iniziativa nel 2022.

ACT EU: obiettivo 500 trial multinazionali in più entro il 2030

Il nuovo workplan definisce obiettivi quantitativi precisi per aumentare l’attrattività dell’Unione europea nella ricerca clinica, puntando ad autorizzare entro il 2030 almeno 500 trial multinazionali aggiuntivi e a ridurre i tempi di avvio degli studi, con il target di avviare il reclutamento nel 66% delle sperimentazioni entro 200 giorni dalla presentazione della domanda.

Tra le priorità strategiche del piano figurano il miglioramento dell’implementazione del Clinical Trials Regulation (CTR), il supporto agli sponsor non commerciali, il rafforzamento delle metodologie innovative nei trial clinici e lo sviluppo di approcci specifici per le emergenze sanitarie pubbliche. Il workplan include inoltre attività trasversali dedicate a formazione, analytics, comunicazione e coinvolgimento multi-stakeholder.

Il documento evidenzia anche il rafforzamento del ruolo della ACT EU Multi-Stakeholder Platform, considerata centrale per il dialogo con pazienti, sponsor, ricercatori e stakeholder del settore. Per il biennio 2026-2027 sono previsti eventi annuali, focus group, incontri con rappresentanti dei pazienti e aggiornamenti della governance della piattaforma.

Tra gli elementi di novità del nuovo workplan figurano inoltre i collegamenti con il futuro Biotech Act europeo, la Life Science Strategy della Commissione europea e le iniziative finanziate da EU4Health e Innovative Health Initiative (IHI), con l’obiettivo di creare maggiori sinergie tra regolazione, innovazione e investimenti nella ricerca clinica europea.

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Salute Globale

Global Health Resilience Initiative: nuova strategia UE sulla salute globale

Il 13 maggio 2026 la Commissione europea ha adottato la nuova Global Health Resilience Initiative, una strategia volta a rafforzare la sicurezza sanitaria globale e la capacità di risposta a future crisi sanitarie, pandemie e interruzioni delle forniture mediche.

L’iniziativa posiziona l’Unione europea come attore centrale nella preparedness sanitaria internazionale attraverso investimenti, cooperazione globale e rafforzamento dei sistemi sanitari.

Global Health Resilience Initiative: cinque pilastri per preparedness e sicurezza sanitaria

La strategia si articola in cinque aree prioritarie: rafforzamento della governance sanitaria globale, resilienza dei sistemi sanitari nazionali, preparazione alle emergenze sanitarie, diversificazione delle catene di approvvigionamento di medicinali e tecnologie mediche e contrasto alla disinformazione sanitaria.

Tra gli obiettivi principali figurano il potenziamento dei sistemi di sorveglianza epidemiologica, il sostegno alla produzione di vaccini, farmaci e diagnostica nei Paesi partner e lo sviluppo di reti internazionali per il monitoraggio dei rischi sanitari. La Commissione europea punta inoltre a ridurre la dipendenza da un numero limitato di fornitori globali di prodotti sanitari strategici.

L’iniziativa si collega alle precedenti politiche europee in materia di European Health Union, EU4Health e Preparedness Union e prevede ulteriori investimenti internazionali nel settore salute. Secondo la Commissione, entro la fine del 2025 l’UE ha mobilitato oltre 6 miliardi di euro per iniziative globali in ambito sanitario attraverso programmi come Global Europe e Global Gateway.

La strategia dedica inoltre particolare attenzione alla lotta contro la disinformazione sanitaria e al rafforzamento della fiducia nelle evidenze scientifiche, considerate elementi chiave per la gestione coordinata delle emergenze sanitarie future.

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Salute mentale

EUHPP Learning Lab JA MENTOR: la salute mentale nelle politiche pubbliche

Il 27 maggio 2026 si terrà online un nuovo Learning Lab organizzato nell’ambito della EU Health Policy Platform (EUHPP) e della Joint Action europea JA MENTOR (Mental Health Together), iniziativa finanziata dal programma EU4Health dedicata alla promozione della salute mentale e allo sviluppo di approcci integrati nelle politiche pubbliche europee.

L’incontro sarà dedicato in particolare al modello “Mental Health in All Policies” (MHiAP), approccio che promuove l’integrazione delle considerazioni relative alla salute mentale in diversi ambiti politici, tra cui istruzione, occupazione, welfare e inclusione sociale.

Il Learning Lab approfondirà strumenti pratici, metodologie operative e approcci applicativi sviluppati nell’ambito del Task 5.1 della Joint Action JA MENTOR, contribuendo anche alla definizione delle future linee guida europee per l’implementazione del modello MHiAP.

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