Categorie
Salute Globale Salute mentale

A Copenhagen la 76ª sessione del Comitato regionale OMS per l’Europa

Dal 27 al 29 ottobre 2026 si terrà a Copenhagen la 76ª sessione del Comitato regionale dell’OMS per l’Europa (RC76), l’organo decisionale della Regione europea dell’Organizzazione mondiale della sanità. Parteciperanno ministri della Salute e delegazioni di alto livello dei 53 Stati membri, insieme a organizzazioni partner e rappresentanti della società civile.

La sessione rappresenterà un momento importante per fare il punto sull’attuazione del Secondo Programma europeo di lavoro 2026–2030 e definire alcune delle principali priorità dell’OMS/Europa per i prossimi anni.

Dall’assistenza primaria all’intelligenza artificiale

La prima giornata sarà dedicata soprattutto agli aspetti politici e allo stato della salute nella Regione europea, con un briefing di alto livello sull’assistenza sanitaria primaria.

La seconda giornata sarà invece focalizzata sulla governance dell’Organizzazione, sul bilancio e sulla programmazione per il periodo 2028–2029, oltre che sulle candidature per ospitare nuovi uffici decentrati dedicati a temi quali qualità delle cure e sicurezza dei pazienti, intelligenza artificiale e salute, e well-being economy.

Particolarmente rilevanti saranno i temi tecnici previsti per la terza giornata, quando gli Stati membri saranno chiamati a considerare due importanti documenti strategici:

Il Comitato discuterà inoltre lo sviluppo di una futura strategia sulle malattie non trasmissibili e la promozione del benessere, prevista per adozione nel 2027, e una possibile strategia regionale sulla salute mentale e il benessere 2027–2037.

Un appuntamento anche per il confronto europeo

Il programma di RC76 è accompagnato da una serie di eventi virtuali dedicati a temi quali la fiducia nella scienza e nelle autorità sanitarie, l’equità nella salute, la resistenza antimicrobica, l’innovazione per la salute pubblica e l’approccio Health in All Policies alla salute mentale.

La sessione di Copenhagen offrirà quindi un’importante occasione per collegare indirizzi politici, evidenze scientifiche e innovazione, in un momento in cui i sistemi sanitari europei sono chiamati ad affrontare contemporaneamente l’invecchiamento della popolazione, le malattie croniche, le trasformazioni digitali e le crescenti disuguaglianze di salute.

 

Per maggiori informazioni si prega di consultare il seguente LINK.

Categorie
Salute Globale

Horizon Europe: 500 milioni di euro aggiuntivi per ricerca e innovazione

La Commissione europea ha annunciato 500 milioni di euro aggiuntivi per Horizon Europe nel biennio 2026-2027, portando il budget complessivo del programma per i due anni a circa 14,8 miliardi di euro. L’incremento rafforza il principale programma europeo per la ricerca e l’innovazione e amplia le opportunità di finanziamento per ricercatori, imprese e organizzazioni.

Le risorse aggiuntive permetteranno anche di estendere il programma con due nuove call trasversali, dedicate ad alcune delle principali sfide strategiche dell’Unione: la transizione verso un’economia positiva per la natura, le tecnologie avanzate, le competenze e il collegamento tra ricerca e mercato.

Due nuove opportunità di finanziamento

La prima nuova call, “Transformative Change Towards a Nature-Positive Economy and Society”, dispone di 227 milioni di euro e finanzierà 11 azioni di ricerca e innovazione. L’obiettivo è sostenere la transizione verso modelli economici più favorevoli alla biodiversità, contribuendo allo stesso tempo alla competitività e alla resilienza dell’Europa.

La seconda, “Bridging Actions 2027”, mette a disposizione 260 milioni di euro e prepara il terreno per il futuro programma Horizon Europe 2028-2034. Particolare attenzione sarà dedicata al percorso dall’innovazione all’investimento, per favorire il passaggio dai risultati della ricerca alla loro applicazione sul mercato. Tra gli ambiti interessati figurano l’intelligenza artificiale, le infrastrutture di ricerca e tecnologia, i media digitali europei e soluzioni innovative per le città.

Un programma sempre più attrattivo

La Commissione ha presentato anche due rapporti che confermano l’attrattività di Horizon Europe. Dal suo avvio nel 2021, il programma ha investito 61 miliardi di euro in sovvenzioni e ulteriori 1,3 miliardi in equity, sostenendo quasi 23.000 progetti e coinvolgendo oltre 34.000 organizzazioni, tra cui circa 20.000 imprese.

I progetti finanziati hanno prodotto oltre 32.300 pubblicazioni scientifiche e sostenuto più di 151.000 ricercatori all’inizio della carriera, inclusi dottorandi e post-doc.

Un altro dato significativo riguarda i nuovi partecipanti: il 55% dei beneficiari di Horizon Europe non aveva precedentemente partecipato ai programmi europei di ricerca e innovazione. Tuttavia, la Commissione evidenzia la necessità di facilitare una partecipazione più continuativa, soprattutto per le organizzazioni che entrano per la prima volta nel programma.

Verso il prossimo Horizon Europe

Il rafforzamento del programma arriva mentre l’UE prepara il futuro Horizon Europe 2028-2034. Le nuove Bridging Actions mirano proprio a costruire un collegamento più efficace tra ricerca, innovazione e investimenti, rafforzando il ruolo della ricerca come motore della competitività europea.

Per università, centri di ricerca, imprese e autorità territoriali, le nuove opportunità rappresentano quindi un ulteriore spazio per sviluppare partenariati e progetti europei su innovazione tecnologica, transizione verde, biodiversità e competitività.

Per maggiori informazioni si prega di consultare il seguente LINK.

Categorie
digital health

OMS: Intelligenza artificiale responsabile in sanità, report della Knowledge Community

Il 1° settembre 2026 l’Ufficio regionale per l’Europa dell’OMS (Organizzazione mondiale della sanità) ha pubblicato il “Report of the Knowledge Community on responsible artificial intelligence in health: from promise to practice”. Il documento, curato dall’unità Data, Artificial Intelligence and Digital Health, sintetizza gli esiti della Knowledge Community, un forum online strutturato di cinque settimane sull’intelligenza artificiale (IA) in sanità, svoltosi tra ottobre e dicembre 2025.

Al forum si sono iscritte 898 persone, rappresentanti il 61% dalla Regione europea dell’OMS, tra clinici, ricercatori, decisori politici ed esperti di sanità digitale; 86 partecipanti hanno contribuito attivamente alle discussioni. Il messaggio centrale è che l’IA responsabile in sanità è soprattutto una sfida di governance e di sistema, non tecnologica: il rischio maggiore è adottarla più rapidamente di quanto i sistemi sanitari siano in grado di governarla.

Tra le barriere emergono dati frammentati e distorti, lacune di governance, responsabilità poco chiare e scarsa alfabetizzazione sull’IA; tra i fattori abilitanti proposti nel documento quadri di governance solidi, co-progettazione con pazienti e professionisti, trasparenza e accesso equo. Il report individua cinque aree prioritarie: governance e responsabilità; governance dei dati e interoperabilità; validazione continua e sorveglianza dopo l’implementazione; competenze del personale e supervisione umana effettiva; co-progettazione e partecipazione.

Infine il report individua la roadmap per l’IA in sanità dell’OMS 2026–2033 quale strumento per tradurre questi risultati in azioni concrete. La pubblicazione è stata cofinanziata dall’Unione europea.

 

Per maggiori informazioni si prega di consultare il seguente LINK.

Categorie
digital health

Webinar: L’intelligenza artificiale nella cura delle malattie cardiovascolari, dalle prospettive all’impatto clinico

Sono aperte le iscrizioni per l’#EUHPP LIVE WEBINAR – AI in cardiovascular care: from promise to clinical impact (L’intelligenza artificiale nella cura delle malattie cardiovascolari, dalle prospettive all’impatto clinico). Questo incontro online che si terrà il 9 settembre p.v. presenterà i risultati chiave sull’intelligenza artificiale nell’assistenza cardiovascolare e discuterà le priorità politiche dell’UE.

L’intelligenza artificiale e le malattie cardiovascolari

Le malattie cardiovascolari causano ogni anno 1,7 milioni di decessi in Europa e l’intelligenza artificiale sta iniziando a ridefinire le modalità di prevenzione, diagnosi e trattamento di tali patologie. Sebbene alcune applicazioni siano già di uso clinico corrente, altre rimangono limitate alla ricerca ed è necessario un lavoro significativo per garantire che l’intelligenza artificiale offra benefici sicuri, equi ed efficaci in tutti i sistemi sanitari.

Questo webinar, organizzato dal JRC in collaborazione con la DG SANTE e la DG CNECT, presenterà i principali risultati del rapporto del JRC sull’intelligenza artificiale nell’assistenza cardiovascolare e riunirà esperti della Società Europea di Cardiologia (European Society of Cardiology), del mondo accademico e della Commissione Europea per discutere le priorità politiche future dell’UE.

 

Per maggiori informazioni si prega di consultare il seguente LINK.

Categorie
digital health

AI Omnibus: nuove misure di semplificazione dell’AI Act

 ll 27 luglio u.s. è entrato in vigore in tutta l’Unione europea l’AI Omnibus, il pacchetto di modifiche al quadro normativo europeo sull’intelligenza artificiale promosso dalla Commissione europea nell’ambito della più ampia strategia di semplificazione delle regole digitali. Il provvedimento modifica in modo mirato l’AI Act, con l’obiettivo di facilitarne l’attuazione, sostenere l’innovazione e rafforzare la competitività delle imprese europee, mantenendo al contempo le garanzie per la sicurezza delle persone e la tutela dei diritti fondamentali.

L’AI Omnibus era stato proposto dalla Commissione nel novembre 2025 e rappresenta il primo importante intervento di modifica dell’AI Act dall’adozione del regolamento nel 2024. Il nuovo quadro interviene soprattutto sulle modalità e sui tempi di applicazione delle norme, cercando di rispondere alle difficoltà emerse nella fase di preparazione all’attuazione della normativa.

Tempi più lunghi per i sistemi di IA ad alto rischio

Una delle modifiche più rilevanti riguarda i sistemi di intelligenza artificiale classificati come ad alto rischio. Per i sistemi indicati nell’Allegato III dell’AI Act, le relative disposizioni inizieranno ad applicarsi dal 2 dicembre 2027, anziché dal 2 agosto 2026. Per i sistemi di IA ad alto rischio incorporati in prodotti fisici disciplinati dall’Allegato I – tra cui macchinari, giocattoli e ascensori – il termine è invece fissato al 2 agosto 2028.

La proroga mira a garantire che imprese e autorità dispongano di un quadro tecnico e normativo sufficientemente maturo per applicare le nuove regole. Il cambiamento è particolarmente importante per le organizzazioni che devono adeguare prodotti, sistemi di gestione del rischio, procedure di valutazione della conformità e documentazione tecnica.

Più spazio a innovazione e sperimentazione

L’AI Omnibus introduce anche misure volte a creare condizioni più favorevoli per lo sviluppo e la sperimentazione dell’intelligenza artificiale. Una delle novità è l’ampliamento dell’accesso alle regulatory sandboxes, cioè ambienti controllati nei quali imprese e sviluppatori possono testare sistemi di IA sotto la supervisione delle autorità competenti. Il nuovo quadro prevede inoltre una sandbox normativa a livello europeo, con l’obiettivo di facilitare la sperimentazione transfrontaliera.

Alcune delle semplificazioni precedentemente riservate alle piccole e medie imprese vengono inoltre estese alle small mid-cap companies (SMCs), consentendo a un numero maggiore di imprese di beneficiare di obblighi proporzionati alle proprie dimensioni e capacità.

Nuove garanzie per sicurezza e diritti fondamentali

La semplificazione non significa però un generale allentamento delle tutele. L’AI Omnibus introduce, ad esempio, un divieto esplicito per i sistemi di IA utilizzati per generare contenuti sessualmente espliciti e intimi senza consenso, nonché per la generazione di materiale pedopornografico.

Un’altra novità riguarda la possibilità di utilizzare categorie particolari di dati personali per individuare e correggere fenomeni di discriminazione e bias nei sistemi di IA, secondo le condizioni previste dalla normativa.

Un equilibrio tra regolamentazione e competitività

L’entrata in vigore dell’AI Omnibus segna quindi un passaggio importante nella strategia europea sull’intelligenza artificiale. La sfida è trovare un equilibrio tra due esigenze apparentemente contrapposte: evitare che la regolamentazione rallenti l’innovazione europea e, allo stesso tempo, garantire che lo sviluppo dell’intelligenza artificiale avvenga nel rispetto della sicurezza, dei diritti fondamentali e della fiducia dei cittadini.

L’AI Omnibus va letto proprio in questa prospettiva: non una riscrittura dell’AI Act, ma un intervento di semplificazione e adeguamento che modifica significativamente la sua tabella di marcia e alcune modalità di applicazione.

Per imprese, amministrazioni pubbliche e organizzazioni che utilizzano l’intelligenza artificiale, sarà quindi importante seguire con attenzione la nuova timeline di attuazione dell’AI Act e le indicazioni che saranno progressivamente pubblicate dalla Commissione europea.

Per maggiori informazioni si prega di consultare il seguente LINK.

Categorie
digital health

AI Act: in vigore le nuove regole per trasparenza e modelli di intelligenza artificiale

Dal 2 agosto 2026 la normativa europea sull’intelligenza artificiale entra in una nuova fase: la Commissione europea, attraverso l’Ufficio europeo per l’intelligenza artificiale, insieme alle autorità nazionali competenti, ha iniziato a far rispettare le disposizioni dell’AI Act e i nuovi requisiti di trasparenza previsti dalla normativa.

L’AI Act rappresenta il principale quadro normativo europeo per disciplinare lo sviluppo e l’utilizzo dei sistemi di intelligenza artificiale. La sua applicazione segue un approccio basato sul livello di rischio associato ai diversi utilizzi dell’IA, con obblighi proporzionati ai potenziali impatti sulla sicurezza, sui diritti fondamentali e sulla società.

Dalle regole alla loro applicazione

Il passaggio alla fase di enforcement segna un momento importante: dopo l’adozione e l’entrata in vigore progressiva del regolamento, le istituzioni europee e le autorità nazionali iniziano ora a concentrarsi maggiormente sulla sua concreta attuazione.

La Commissione europea sottolinea che l’applicazione delle nuove disposizioni sarà accompagnata da attività di supporto e orientamento rivolte alle organizzazioni interessate, con l’obiettivo di favorire una corretta comprensione degli obblighi previsti dalla normativa.

Particolare attenzione è rivolta ai sistemi di IA considerati ad alto rischio, per i quali il regolamento stabilisce requisiti più stringenti in materia di gestione dei rischi, qualità dei dati, documentazione, supervisione umana, accuratezza e sicurezza.

Più trasparenza nell’uso dell’intelligenza artificiale e un ruolo crescente per le autorità nazionali

Le nuove disposizioni mirano a rendere più facilmente riconoscibili i contenuti generati o manipolati attraverso l’intelligenza artificiale e a fornire agli utenti informazioni più chiare sul modo in cui determinati sistemi di IA vengono utilizzati. La trasparenza è infatti considerata un elemento essenziale per permettere alle persone di comprendere quando interagiscono con un sistema di intelligenza artificiale e di valutare più consapevolmente l’affidabilità delle informazioni e dei contenuti che ricevono.

L’applicazione dell’AI Act non sarà affidata esclusivamente alle istituzioni europee. La Commissione lavorerà insieme alle autorità nazionali competenti, che avranno un ruolo fondamentale nell’applicazione delle regole nei rispettivi Paesi. Questo modello riflette la natura stessa della normativa europea: stabilire un quadro comune in tutti gli Stati membri, garantendo al tempo stesso che l’attuazione tenga conto dei diversi contesti nazionali.

Per l’Europa, la sfida consiste quindi nel trovare un equilibrio tra la necessità di favorire lo sviluppo dell’intelligenza artificiale e quella di garantire che queste tecnologie siano utilizzate in modo sicuro, trasparente e rispettoso dei diritti fondamentali.

Il 2 agosto 2026 rappresenta, in questo senso, un passaggio significativo: l’AI Act entra sempre più nella dimensione concreta della sua applicazione e la regolamentazione dell’intelligenza artificiale diventa una responsabilità condivisa tra istituzioni europee, autorità nazionali, imprese e organizzazioni che sviluppano o utilizzano queste tecnologie.

Per maggiori informazioni si prega di consultare il seguente LINK.

Categorie
bandi

Bando EIC Pathfinder Challenges 2026: tre sfide strategiche

L’EIC Pathfinder Challenges 2026 è uno strumento dell’European Innovation Council (EIC) che finanzia la ricerca scientifica e tecnologica nelle sue fasi iniziali (early-stage research), con l’obiettivo di sviluppare le basi scientifiche di tecnologie radicalmente innovative.

La call sostiene progetti interdisciplinari high-risk / high-potential, caratterizzati da un elevato grado di incertezza sui risultati della ricerca: si tratta di idee che potrebbero anche non raggiungere gli obiettivi previsti, ma che, se validate, hanno il potenziale di aprire nuove direzioni di ricerca e generare innovazioni radicali.

Proprio questa incertezza rappresenta la ragione dell’intervento dell’EIC nelle prime fasi di sviluppo tecnologico (TRL 1-2 fino a TRL 3-4), quando il rischio rende più difficile reperire altre forme di finanziamento.

Con un budget complessivo di 96 milioni di euro, il bando prevede un contributo fino a 4 milioni di euro per progetto; richieste di importo superiore sono ammesse se adeguatamente motivate.

Le candidature potranno essere presentate entro il 28 ottobre 2026.

EIC PATHFINDER CHALLENGES 2026: LE TRE AREE DI FINANZIAMENTO

La prima Challenge, “Advanced Materials for Miniaturised Energy Harvesting Systems“, sostiene lo sviluppo di materiali avanzati per sistemi miniaturizzati di raccolta dell’energia destinati ad alimentare dispositivi autonomi, come sensori wireless e applicazioni Internet of Things (IoT).

L’obiettivo è realizzare una nuova generazione di sistemi energeticamente autonomi, riducendo il consumo energetico, la dipendenza dalle batterie e l’utilizzo di materie prime critiche, con applicazioni in settori quali salute, agricoltura, industria, mobilità e smart cities.

La seconda Challenge, “Biotechnology for Healthy Ageing“, finanzia progetti in grado di trasformare i risultati della ricerca sull’invecchiamento in soluzioni biotecnologiche e farmaceutiche innovative.

Le proposte potranno riguardare interventi terapeutici per prevenire, ritardare o contrastare le malattie correlate all’età, strumenti basati su biomarcatori per supportare la medicina personalizzata oppure nuove metodologie sperimentali in grado di favorire lo sviluppo di interventi per l’invecchiamento in salute.

L’iniziativa intende accelerare il trasferimento delle conoscenze scientifiche verso applicazioni cliniche e contribuire allo sviluppo di strategie per una maggiore longevità in buona salute.

La terza Challenge, “DeepRAP: Deep Reasoning, Abstraction & Planning towards trustworthy Cognitive AI Systems“, sostiene lo sviluppo di sistemi di intelligenza artificiale cognitiva affidabili (trustworthy), spiegabili (explainable) e capaci di ragionare, fare astrazioni e pianificare, anziché limitarsi a riconoscere schemi sulla base dei dati.

Le proposte potranno sviluppare nuovi approcci, anche ispirati alle neuroscienze e all’intelligenza artificiale neuro-simbolica, che combina l’apprendimento dai dati con il ragionamento basato su regole e conoscenze esplicite, contribuendo allo sviluppo di sistemi di IA più trasparenti.

La pagina ufficiale dell’EIC Pathfinder Challenges 2026 mette a disposizione le Guide dedicate a ciascuna Challenge, l’EIC Work Programme 2026 e l’accesso diretto al sistema di presentazione delle candidature (Apply for the challenge).

Per un quadro più ampio sul ruolo dello European Innovation Council e sui risultati conseguiti, è possibile consultare anche l’articolo dedicato all’EIC Impact Report 2026.

Per maggiori informazioni, si prega di consultare il seguente LINK.

Categorie
digital health

Commissione europea: pubblicato lo studio sulle capacità digitali dell’UE oltre il 2027

La Commissione europea ha pubblicato lo studio “The EU’s Critical Digital Capacities: Deployment Beyond 2027”, che analizza lo stato delle capacità digitali strategiche dell’Unione europea e individua le principali priorità di investimento per il periodo successivo al 2027.

Il documento, commissionato dalla Direzione generale per le Reti di comunicazione, i contenuti e le tecnologie (DG CNECT), intende supportare la definizione del prossimo Quadro finanziario pluriennale – QFP (2028-2034), evidenziando le opportunità e le sfide legate alla diffusione delle tecnologie digitali in Europa.

Capacità digitali dell’UE: punti di forza e sfide per il periodo post-2027

Lo studio rileva che l’Europa dispone di importanti punti di forza, tra cui un solido ecosistema di start-up digitali, un quadro normativo affidabile, un elevato livello di tutela dei dati e una crescente diffusione di tecnologie quali intelligenza artificiale, analisi dei dati, cloud e cybersecurity. Tuttavia, evidenzia anche criticità che continuano a rallentarne la competitività, tra cui il sottoinvestimento, la carenza di competenze digitali avanzate, la frammentazione del mercato e le difficoltà nel trasformare i risultati della ricerca in applicazioni e soluzioni su larga scala.

Il documento sottolinea inoltre la persistente dipendenza dell’UE da fornitori extraeuropei in ambiti strategici come cloud, semiconduttori e infrastrutture per l’intelligenza artificiale, evidenziando la necessità di rafforzare l’autonomia tecnologica europea attraverso investimenti mirati nello sviluppo e nella diffusione delle capacità digitali. Tra le aree considerate strategiche figurano, oltre ad AI e cybersecurity, calcolo ad alte prestazioni (HPC), tecnologie quantistiche, cloud-edge-IoT, robotica, fotonica, connettività avanzata, blockchain, interoperabilità e GovTech.

Le conclusioni dello studio contribuiranno alla preparazione dei futuri strumenti di finanziamento europei, con l’obiettivo di accelerare la diffusione delle tecnologie digitali, rafforzare la competitività dell’industria europea e sostenere la sovranità tecnologica dell’Unione nel prossimo periodo di programmazione. LINK

Categorie
digital health

OCSE: pubblicato il rapporto sull’interoperabilità nei sistemi sanitari

L’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) ha pubblicato il rapporto “Interoperability in Healthcare: Towards an Interconnected Future”, un working paper che analizza lo stato dell’interoperabilità dei dati sanitari nei Paesi OCSE e individua le principali azioni necessarie per realizzare ecosistemi digitali integrati e centrati sulla persona.

Il documento evidenzia che la capacità di scambiare e utilizzare in modo sicuro i dati sanitari rappresenta uno degli elementi chiave per migliorare la qualità dell’assistenza, rafforzare la resilienza dei sistemi sanitari e favorire l’innovazione. Lo studio si basa su 41 interviste e 22 risposte a un’indagine condotta nel 2025.

Interoperabilità nei sistemi sanitari: oltre la tecnologia, una sfida di governance

Secondo le stime OCSE, il valore complessivo dell’interoperabilità sanitaria sarebbe compreso tra il 2,7% e il 6,6% della spesa sanitaria annuale, a seconda del Paese. Le stime nazionali analizzate, relative a Finlandia, Regno Unito e Canada, indicano risparmi potenziali generati da maggiore efficienza dei servizi, riduzione degli errori diagnostici e accesso più rapido ai dati per la ricerca. Il rapporto sottolinea anche il costo dell’inazione: gli errori diagnostici, spesso legati alla mancanza di informazioni tempestive, incidono per circa il 17,5% sui costi sanitari complessivi, e l’81,5% dei medici intervistati in un’indagine inglese ritiene che una scarsa interoperabilità comprometta la sicurezza dei pazienti.

Un risultato significativo del rapporto è che l’interoperabilità è soprattutto una sfida di governance, fiducia e leadership, più che tecnologica. Il rapporto individua 26 “policy enabler” distribuiti su quattro aree, persone, processi, politiche e tecnologia, applicabili a livello locale, regionale, nazionale e transfrontaliero. Tra le barriere più citate: pratiche incompatibili di condivisione dei dati (70,6%), frammentazione infrastrutturale (66,7%) e governance frammentata (60,8%).

Tra le buone pratiche, l’Estonia ha integrato i sistemi esistenti attraverso una visione politica di lungo periodo, mentre l’Unione Europea prosegue lo sviluppo dello European Health Data Space (EHDS) per lo scambio transfrontaliero di dati clinici. Il rapporto raccomanda di investire nella formazione del personale sanitario, definire responsabilità chiare tra gli stakeholder e sviluppare quadri giuridici che favoriscano la condivisione dei dati oltre confine.

Per maggiori informazioni si prega di consultare il seguente LINK.

Categorie
digital health bandi

Horizon Europe Cluster 4: Info Days sul Work Programme 2027

Il 14 e 15 ottobre 2026 si svolgeranno online gli Horizon Europe Cluster 4 Info Days, l’evento organizzato dalla Commissione europea per presentare le opportunità di finanziamento previste dal Work Programme 2027 del Cluster 4 – Digital, Industry and Space.

L’iniziativa è rivolta a ricercatori, università, imprese, enti pubblici e altri stakeholder interessati a sviluppare progetti di ricerca e innovazione nei settori del digitale, dell’industria e dello spazio.

Horizon Europe Cluster 4: focus sulle opportunità del Work Programme 2027

Nel corso delle due giornate saranno illustrati il contesto politico di riferimento e i topic del Work Programme 2027, con sessioni dedicate a manifattura avanzata, materie prime, tecnologie digitali chiave, comprese le tecnologie quantistiche, tecnologie abilitanti emergenti, materiali avanzati, intelligenza artificiale e robotica, internet di nuova generazione, calcolo avanzato e big data, industrie circolari, industrie pulite e a basse emissioni di carbonio e spazio, inclusa l’osservazione della Terra.

L’evento sarà trasmesso in streaming online tramite Webex e comprenderà sessioni plenarie, presentazioni dedicate ai singoli topic del programma di lavoro e, nella seconda giornata, sessioni orizzontali con indicazioni pratiche e suggerimenti per la preparazione delle proposte progettuali. Le sessioni di domande e risposte si svolgeranno attraverso la piattaforma Slido.

Parallelamente agli Info Days, i National Contact Points (NCP) organizzeranno un Brokerage Event, che offrirà ai partecipanti opportunità di networking e matchmaking per individuare potenziali partner progettuali interessati agli stessi topic del programma di lavoro.

Per maggiori informazioni si prega di consultare il seguente LINK.