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Salute Globale

Pubblicato il rapporto annuale dell’Agenzia Europea per i Medicinali

Il 2025 è stato un anno di svolta per l’EMA, l’agenzia europea responsabile della valutazione e della supervisione dei medicinali nell’Unione europea. Nel suo Rapporto annuale 2025, EMA evidenzia i progressi compiuti nell’innovazione farmaceutica, nella digitalizzazione, nella gestione delle carenze di medicinali e nella cooperazione internazionale, in un contesto segnato da profonde trasformazioni normative e tecnologiche. L’anno ha inoltre coinciso con il trentesimo anniversario dell’EMA, un’occasione per riflettere sui risultati raggiunti e per delineare una visione strategica orientata al futuro.

Oltre cento nuovi medicinali raccomandati per l’autorizzazione

Tra i risultati più significativi del 2025 figura la raccomandazione all’autorizzazione di 104 medicinali per uso umano. Tra questi si distinguono:

  • un nuovo trattamento per il tumore della vescica, che ogni anno colpisce oltre 200.000 persone nell’UE;
  • un vaccino contro il virus Chikungunya destinato ad adolescenti e adulti;
  • il primo farmaco orale per la depressione post-partum, una condizione che interessa numerose donne dopo il parto.

Particolare attenzione è stata riservata alle malattie rare: 16 dei medicinali raccomandati erano destinati a pazienti affetti da patologie rare, confermando il ruolo dell’EMA nel favorire l’accesso a terapie innovative per bisogni medici ancora insoddisfatti.

Anche il settore veterinario ha registrato risultati record. Per il secondo anno consecutivo, l’EMA ha raccomandato un numero senza precedenti di medicinali veterinari: 30 prodotti, tra cui 16 vaccini e 13 nuove sostanze attive mai autorizzate in precedenza nell’Unione europea.

Lotta alle carenze: una risposta sempre più coordinata

Negli ultimi anni il mandato dell’EMA è stato ampliato per consentire una gestione più efficace delle carenze di farmaci. Nel 2025 è entrata pienamente in funzione la European Shortages Monitoring Platform (ESMP), una piattaforma che permette lo scambio rapido di informazioni tra aziende farmaceutiche e autorità regolatorie sui livelli di domanda e offerta.

L’EMA coordina inoltre la Lista europea dei medicinali critici e ha attivato in diverse occasioni il Meccanismo volontario di solidarietà tra Stati membri per affrontare situazioni di scarsità di farmaci essenziali. Secondo l’Agenzia, il futuro Critical Medicines Act rafforzerà ulteriormente la capacità dell’Europa di prevenire e gestire interruzioni delle forniture.

Intelligenza artificiale e dati real-world: dalla sperimentazione all’applicazione

Nel 2025 l’EMA ha pubblicato il suo primo rapporto osservatorio sull’uso dell’IA nel settore farmaceutico, documentando applicazioni concrete in ambiti quali:

  • analisi automatizzata di immagini mediche per malattie epatiche;
  • valutazione della progressione dell’artrite psoriasica attraverso algoritmi di machine learning;
  • utilizzo di “gemelli digitali” (digital twins) nella sperimentazione clinica delle malattie rare.

Parallelamente, l’Agenzia ha collaborato con la Food and Drug Administration (FDA) statunitense per definire principi comuni sull’impiego dell’intelligenza artificiale nello sviluppo dei medicinali.

Oltre 100 casi d’uso dell’IA sono attualmente in fase di valutazione all’interno della rete regolatoria europea, con potenziali applicazioni che spaziano dalla redazione dei rapporti scientifici alla farmacovigilanza e alla gestione delle carenze di medicinali.

Una nuova strategia per rafforzare la competitività europea

Infine, il 2025 ha visto il lancio ufficiale della Strategia della Rete delle Agenzie Europee dei Medicinali (EMANS) fino al 2028. Il piano punta a rafforzare la competitività dell’Europa nello sviluppo e nella produzione di medicinali, promuovendo l’utilizzo dei dati e dell’intelligenza artificiale lungo tutto il ciclo di vita dei farmaci.

Per l’EMA, il 2025 rappresenta quindi non solo un anno di celebrazioni, ma soprattutto l’inizio di una nuova fase caratterizzata da una maggiore integrazione europea, dall’uso strategico dei dati e dell’intelligenza artificiale e da un impegno crescente per garantire ai cittadini un accesso rapido, sicuro ed equo alle innovazioni terapeutiche.

 

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digital health

Digital Sovereignty Science for Policy Forum 2026

La Digital Sovereignty (sovranità digitale) rappresenta una delle priorità strategiche dell’Unione europea per affrontare le sfide legate alla trasformazione digitale e alla crescente dipendenza da tecnologie, infrastrutture e servizi sviluppati al di fuori del contesto europeo.

In questo contesto si inserisce il “Digital Sovereignty Science for Policy Forum”, l’evento organizzato dal Joint Research Centre (JRC) della Commissione europea che si terrà a Bruxelles il 18 e 19 novembre 2026.

L’iniziativa intende riunire rappresentanti delle istituzioni europee, centri di ricerca, think tank, industria e professionisti del settore per promuovere il dialogo tra scienza e politiche pubbliche sul tema della sovranità digitale. Secondo il JRC, uno degli elementi distintivi del Forum sarà proprio l’approccio “Science for Policy”, volto a valorizzare il contributo delle evidenze scientifiche nei processi decisionali europei.

L’evento sarà anche l’occasione per presentare i risultati delle attività di ricerca sviluppate dal JRC nel corso del 2026 a supporto dell’attuazione delle politiche europee sulla sovranità digitale.

Tra queste figurano la “Digital Sovereignty Series” di policy brief, un quadro di misurazione per il monitoraggio di indicatori chiave, una raccolta di casi studio e il “Digital Sovereignty Canvas”, uno strumento progettato per facilitare il confronto tra decisori pubblici, industria e stakeholder. Il Forum contribuirà inoltre a individuare possibili strategie per ridurre le dipendenze digitali dell’Europa e a definire nuove priorità di ricerca in grado di anticipare gli scenari futuri.

DIGITAL SOVEREIGNTY E IL DIALOGO TRA RICERCA E POLITICHE PUBBLICHE

Il programma si svilupperà in due giornate e sarà articolato in due sessioni complementari. La prima, ospitata presso il Berlaymont e rivolta principalmente a Commissari europei, Direttori Generali e Direttori, sarà trasmessa anche online e sarà dedicata alla presentazione dei risultati delle attività del JRC e a un confronto ad alto livello sullo stato della sovranità digitale in Europa.

La seconda sessione, organizzata presso il CDMA, avrà invece un taglio più operativo e sarà rivolta a ricercatori, professionisti e stakeholder. Attraverso approfondimenti tematici e discussioni strutturate, i partecipanti saranno chiamati a confrontarsi sulle principali sfide e opportunità legate alla sovranità digitale.

Tra i temi previsti figurano le infrastrutture digitali, la sovranità dell’open source, l’intelligenza artificiale e i dati, la sovranità industriale e il punto di vista degli utenti sulle trasformazioni digitali.

Secondo il JRC, il Forum contribuirà a rafforzare una comunità europea dedicata alla ricerca “science for policy” sulla sovranità digitale e a consolidare il ruolo del Joint Research Centre come punto di riferimento per la produzione e la condivisione di evidenze utili all’elaborazione delle politiche europee.

La registrazione sarà organizzata in due fasi: una prima fase su invito, prevista tra maggio e agosto 2026, e una seconda fase aperta al pubblico a partire da settembre 2026. Il programma definitivo dell’evento sarà pubblicato nei prossimi mesi.

 

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digital health

Nasce EuroTPC: l’Europa rafforza il proprio ruolo nell’IA per la scienza

Il nuovo progetto EuroTPC (Euro Trillion Parameter Consortium), finanziato dall’EuroHPC JU (The European High Performance Computing Joint Undertaking) e avviato questo mese, rafforzerà la partecipazione europea al Trillion Parameter Consortium, un’iniziativa globale volta a promuovere la ricerca aperta e collaborativa sull’intelligenza artificiale al servizio della scienza.

Il nuovo progetto EuroTPC

Il progetto EuroTPC rafforzerà il ruolo dell’Europa all’interno del consorzio internazionale Trillion Parameter Consortium (TPC), definendo un quadro chiaro e attuabile per garantire che le prospettive europee siano efficacemente rappresentate nelle decisioni strategiche.

A sostegno di questo obiettivo, il progetto creerà un Ufficio TPC dedicato in Europa che fungerà da centro di coordinamento centrale per la partecipazione europea, promuovendo la collaborazione tra i partner, allineando le attività alle priorità strategiche dell’UE e contribuendo allo sviluppo di una Roadmap EuroTPC per l’Europa.

Consentendo contributi europei coordinati a modelli di IA aperti e su larga scala, nonché ai dati, ai quadri di valutazione e alle infrastrutture associate, EuroTPC sosterrà lo sviluppo di un’IA su scala, all’avanguardia, affidabile e sicura per la scienza, in linea con i valori europei. In tal modo, il progetto contribuirà a rafforzare l’autonomia digitale e la competitività dell’Europa, promuovendo al contempo sinergie più forti tra il calcolo ad alte prestazioni (HPC) e l’intelligenza artificiale. Ciò favorirà l’ottimizzazione di modelli di IA su vasta scala per settori scientifici critici, tra cui la modellizzazione climatica, la scoperta di nuovi farmaci e l’innovazione industriale

EuroTPC faciliterà inoltre una stretta collaborazione tra esperti delle EuroHPC AI Factories, dei centri europei di supercalcolo, delle comunità scientifiche e di soggetti privati attraverso workshop, hackathon e gruppi di lavoro tecnici, garantendo un ampio coinvolgimento degli stakeholder.

Guidato dal Barcelona Supercomputing Center (BSC), il consorzio riunisce istituzioni europee di primo piano con competenze complementari nei settori dell’HPC, dell’IA e dell’innovazione, tra cui CSC (Finlandia), CINECA (Italia), Neovia Innovation (Francia) e BADW-LRZ (Germania).

Il progetto è partito ufficialmente il 1° maggio 2026 e avrà una durata di tre anni. Selezionato nell’ambito del bando HORIZON-JU-EUROHPC-2025-INCO-01, EuroTPC è finanziato dal programma Horizon Europe con un contributo totale dell’UE pari a 1.498.875 euro. Il consorzio internazionale Trillion Parameter Consortium, lanciato nel 2023, è un’iniziativa globale volta a promuovere la ricerca aperta e collaborativa nell’ambito dell’intelligenza artificiale per la scienza; i modelli, i sistemi e le risorse che ne deriveranno dovrebbero avere un impatto significativo sulle scoperte scientifiche, sull’innovazione industriale e sui servizi pubblici.

 

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digital health

ECDC: IA e analisi dei dati per rafforzare la Public Health Intelligence

Con il moltiplicarsi degli eventi sanitari, diventa sempre più importante potenziare l’intelligence sanitaria per garantire l’individuazione, la valutazione e la risposta tempestive alle potenziali minacce per la salute pubblica. Questo è stato l’obiettivo dell’incontro ibrido sull’analisi dei dati e l’intelligenza artificiale (IA) per l’intelligence sanitaria, organizzato dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), che ha riunito esperti internazionali per promuovere l’innovazione e la collaborazione in questo settore.

L’incontro sulla Public Health Intelligence

L’incontro ibrido si è tenuto il 26-27 maggio 2026 a Stoccolma e ha riunito partecipanti dell’ECDC e rappresentanti di organizzazioni internazionali e istituti nazionali di sanità pubblica di tutto il mondo che svolgono un ruolo nell’intelligence sanitaria.

La crescente disponibilità di fonti di dati vaste e diversificate offre nuove opportunità per rafforzare l’intelligence sanitaria. Tuttavia, per sfruttare efficacemente queste capacità è necessario un uso responsabile e coordinato dell’analisi dei dati e dell’IA.

L’incontro ha offerto l’opportunità di esplorare in che modo metodi analitici avanzati e approcci basati sull’intelligenza artificiale possano supportare un rilevamento precoce più efficiente delle potenziali minacce alla salute pubblica, migliorare la consapevolezza della situazione e rafforzare i processi di intelligence sanitaria.

L’evento faceva parte dell’iniziativa “Data Science for Public Health Intelligence”, che mira a promuovere la collaborazione tra le istituzioni che lavorano su approcci innovativi in questo settore. L’ECDC continua a sostenere l’integrazione dell’analisi dei dati e dell’intelligenza artificiale nell’intelligence sanitaria per migliorare il rilevamento tempestivo e la risposta alle minacce sanitarie emergenti.

 

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digital health

Rapporto OMS/Europa “Artificial intelligence is reshaping health systems: state of readiness across the European Union”

L’indagine dell’OMS per il periodo 2024-2025 mostra che gli Stati membri dell’UE stanno promuovendo l’adozione dell’intelligenza artificiale (IA) nel settore sanitario attraverso strategie nazionali, una governance dei dati più rigorosa e un crescente utilizzo di strumenti di intelligenza artificiale, quali sistemi diagnostici e di assistenza ai pazienti.

Sebbene siano stati compiuti progressi significativi, il rapporto sottolinea la necessità di una regolamentazione più chiara, maggiori investimenti, la formazione del personale e un coinvolgimento inclusivo delle parti interessate per garantire un’integrazione sicura, etica ed efficace dell’intelligenza artificiale nei sistemi sanitari europei.

Il rapporto “Artificial intelligence is reshaping health systems: state of readiness across the European Union”

Nel 2025, l’intelligenza artificiale è diventata una priorità fondamentale per i sistemi sanitari in tutta la Regione europea dell’OMS e, in particolare, all’interno dell’Unione Europea (UE). Con l’adozione da parte dell’UE della prima legislazione globale in materia di IA, l’attenzione mondiale è sempre più concentrata sul modo in cui l’Europa sta definendo la governance, la regolamentazione e l’implementazione dell’IA nel settore sanitario. Il piano d’azione regionale dell’OMS per la sanità digitale 2023–2030 continua a fornire un quadro di riferimento importante per l’integrazione dell’IA nei sistemi sanitari, garantendo al contempo che la trasformazione digitale favorisca migliori risultati sanitari, sostenibilità ed equità.

Il presente rapporto si basa sull’indagine dell’OMS 2024–2025 sull’IA per la salute, che ha raccolto le risposte di 50 dei 53 Stati membri della Regione europea dell’OMS, compresi tutti i 27 Stati membri dell’UE. I risultati forniscono una panoramica dettagliata di come i paesi dell’UE stanno affrontando l’IA in ambito sanitario attraverso strategie nazionali, quadri normativi, coinvolgimento degli stakeholder, sviluppo della forza lavoro, governance dei dati e adozione dell’IA.

La maggior parte degli Stati membri dell’UE ha adottato o sta sviluppando strategie nazionali intersettoriali in materia di IA, sebbene solo pochi abbiano definito strategie specifiche per la sanità. I governi riconoscono sempre più l’importanza di chiari meccanismi di supervisione, responsabilità e coordinamento tra i settori. Anche il coinvolgimento degli stakeholder sta diventando sempre più comune, in particolare con gli attori governativi, le istituzioni accademiche e gli operatori sanitari, sebbene le associazioni di pazienti e il pubblico in generale rimangano meno coinvolti nelle discussioni politiche.

Il rapporto evidenzia progressi significativi nell’adozione dell’IA in tutta l’UE. La diagnostica assistita dall’IA e gli strumenti di conversazione per il supporto ai pazienti sono tra le applicazioni più diffuse, trainate da obiettivi quali il miglioramento dell’assistenza ai pazienti, l’aumento dell’efficienza e la riduzione delle pressioni sul personale. Tuttavia, permangono alcune sfide, tra cui l’accessibilità economica, l’incertezza giuridica, la qualità dei dati e la disponibilità limitata di formazione sull’IA per gli operatori sanitari.

La governance dei dati sanitari è un’altra area critica di sviluppo. Molti Stati membri hanno introdotto strategie sui dati sanitari e hub nazionali di dati, preparandosi al contempo all’attuazione dello Spazio europeo dei dati sanitari entro il 2029. Allo stesso tempo, i paesi stanno lavorando per rafforzare i quadri etici e giuridici per l’IA, comprese le linee guida in materia di trasparenza, responsabilità e protezione dei dati.

Nel complesso, il rapporto dimostra che l’UE sta compiendo progressi sostanziali nell’integrazione dell’IA nell’assistenza sanitaria, sottolineando al contempo la necessità di investimenti continui, una governance più forte e una collaborazione inclusiva per garantire un’implementazione sicura, etica ed efficace dell’IA in tutti i sistemi sanitari.

 

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lotta contro il cancro cure integrate

Progetto COMPASS: 26-27 marzo 2026 il kick off meeting del nuovo partenariato

Il 26 e 27 marzo 2026 durante il kick off meeting ospitato da King’s College London, è stato ufficialmente presentato a Londra il progetto COMPASS, aprendo un nuovo capitolo della ricerca europea nel campo della cardio oncologia. Il progetto COMPASS, sostenuto dalla Innovative Health Initiative Joint Undertaking del programma Horizon Europe, inaugura un percorso quinquennale volto a migliorare la salute cardiovascolare dei pazienti oncologici e dei sopravvissuti al cancro attraverso un modello di cura coordinato, multidisciplinare e centrato sulla persona, integrando la dimensione cardiovascolare nei percorsi di cura oncologici

Il progetto COMPASS nasce per rispondere a una criticità sempre più evidente, poiché la cardiotossicità rappresenta una conseguenza crescente e spesso sottodiagnosticata delle moderne terapie oncologiche, con implicazioni di lungo periodo sulla sopravvivenza, sulla qualità della vita e sull’organizzazione dei sistemi sanitari. L’iniziativa interviene su questo snodo con l’obiettivo di superare la frammentazione tra oncologia e cardiologia, apportando un contributo significativo alla lotta contro il cancro, promuovendo una valutazione del rischio più personalizzata lungo l’intero percorso di cura.

Il progetto COMPASS punta infatti a migliorare la previsione precoce del rischio di cardiotossicità, a favorire l’identificazione anticipata delle complicanze cardiovascolari e a sostenere decisioni terapeutiche più personalizzate, insieme a un monitoraggio di lungo periodo più efficace. Per raggiungere questi obiettivi, il consorzio integra competenze che spaziano dalla pratica clinica alla ricerca biomedica, dall’imaging medico all’intelligenza artificiale in modo da contribuire allo sviluppo di sistemi sanitari più integrati ed efficaci.

Il progetto COMPASS e il futuro dell’assistenza cardiovascolare nei pazienti oncologici

Il kick off meeting ha definito le basi operative del lavoro progettuale e ha consentito ai partner di approfondire i contenuti dei pacchetti di lavoro lungo l’intero percorso del paziente. Dalla fase iniziale è emersa la volontà di costruire un percorso clinico completo, capace di integrare previsione del rischio, diagnosi precoce, trattamento personalizzato e monitoraggio a lungo termine, con l’obiettivo di ridurre la frammentazione che ancora limita l’efficacia dell’assistenza in cardio oncologia.

Sul piano scientifico e tecnologico, il progetto prevede l’identificazione e la validazione di nuovi biomarcatori per individuare i segni precoci di cardiotossicità prima che si producano danni cardiaci irreversibili e lo sviluppo di modelli predittivi basati sull’intelligenza artificiale, costruiti attraverso l’integrazione di dati multimodali, tra cui imaging, biomarcatori, dati genomici e informazioni cliniche, per stratificare il rischio cardiovascolare individuale in modo più accurato.

Il progetto include inoltre soluzioni di monitoraggio continuo e non invasivo della salute cardiaca attraverso nuove tecnologie indossabili e strumenti di digital health, così da sostenere interventi clinici più tempestivi e mirati. Accanto a questi elementi, è previsto anche un lavoro dedicato alla sostenibilità, alla valutazione costo efficacia e agli aspetti regolatori, essenziali per accompagnare l’innovazione non soltanto sul piano scientifico, ma anche su quello organizzativo e applicativo, così da favorirne la trasferibilità nella pratica clinica.

Con 62 organizzazioni provenienti da 25 Paesi in Europa, il progetto si fonda su una rete multidisciplinare che sostiene le diverse attività previste lungo l’intero percorso di lavoro. Il consorzio comprende ospedali, centri di ricerca, università, aziende MedTech, piccole e medie imprese e organizzazioni di pazienti, a conferma di un’impostazione che unisce ricerca, clinica, innovazione industriale e partecipazione dei destinatari finali delle cure.

Il kick off meeting ha confermato l’importanza della collaborazione tra professionisti sanitari, ricercatori e rappresentanti dei pazienti per favorire un approccio più integrato tra ricerca, innovazione e assistenza, valorizzando il confronto tra competenze diverse e la costruzione di percorsi di lavoro condivisi. Il progetto COMPASS si propone di tradurre la ricerca in applicazioni concrete, migliorando la qualità e la sicurezza dell’assistenza attraverso percorsi di cura più completi, tempestivi e personalizzati.

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digital health

ERC: pubblicato un report sul ruolo della ricerca nello sviluppo di un’intelligenza artificiale in sanità

L’intelligenza artificiale sta trasformando rapidamente la ricerca sanitaria e l’assistenza sanitaria. Un nuovo report del Consiglio europeo della ricerca (European Research Council (ERC)) analizza il portafoglio di progetti di ricerca finanziati dall’ERC in questo settore ed evidenzia come i progetti all’avanguardia stiano facendo progredire i metodi e gli strumenti per l’intelligenza artificiale in ambito medico. Il report mostra inoltre come tale ricerca possa contribuire all’obiettivo più ampio di garantire che l’intelligenza artificiale utilizzata in ambito sanitario sia sicura, affidabile e conforme alle norme UE in fase di definizione.

Il report dell’ERC

Questo nuovo report analizza 238 progetti dell’ERC che utilizzano l’intelligenza artificiale (IA) in ambito sanitario, finanziati nell’ambito del 7° Programma Quadro, di Horizon 2020 e di Horizon Europe, con un budget complessivo di 450 milioni di euro. I progetti hanno impiegato l’IA per la prevenzione e la diagnosi precoce delle malattie, la diagnosi, l’ottimizzazione dei trattamenti e la gestione a lungo termine delle patologie, sviluppando modelli di IA, sistemi di supporto alle decisioni cliniche e piattaforme, compresi l’apprendimento automatico e l’apprendimento profondo.

Lo studio mostra come i modelli basati sull’IA, i sistemi di supporto alle decisioni cliniche e le piattaforme – compresi l’apprendimento automatico e l’apprendimento profondo – siano in fase di sviluppo per consentire una diagnosi precoce delle malattie e una previsione del rischio, una diagnosi, una prognosi e un trattamento più personalizzati. Evidenzia inoltre come l’IA sostenga l’integrazione di dati multi-omici, fenotipici e sanitari e contribuisca all’intero ciclo di vita dei farmaci, dalla scoperta alla sperimentazione clinica.

Il report illustra in che modo i progetti dell’ERC possano contribuire all’attuazione della legge dell’UE sull’IA, nonché allo Spazio europeo dei dati sanitari e alla strategia dell’UE Apply AI. I ricercatori finanziati dall’ERC sottolineano la necessità di una validazione rigorosa, di una solida gestione dei rischi, di dati di alta qualità, di trasparenza e di un controllo umano significativo, oltre che di infrastrutture sicure e di una chiara governance dei dati.

Un’analisi più approfondita di 59 progetti e 20 casi di studio illustra le applicazioni nell’ambito della diagnosi e del monitoraggio delle malattie, della scoperta di nuovi farmaci, della previsione dei rischi, dell’imaging, della robotica medica e della medicina personalizzata, indicando come fattori chiave i finanziamenti a lungo termine, i centri di ricerca sull’IA per la scienza e i sandbox normativi. Il report dimostra come la ricerca d’avanguardia possa contribuire a garantire che l’IA nel settore sanitario non sia solo innovativa e competitiva, ma anche affidabile, incentrata sull’uomo e saldamente radicata.

 

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bandi digital health

Digital Europe: in arrivo il bando per l’uso dell’Intelligenza Artificiale nell’imaging medico

La Commissione pubblicherà a breve un invito a presentare proposte nell’ambito del programma Digital Europe per sostenere due progetti pilota su larga scala relativi a sistemi di intelligenza artificiale basati sul cloud per l’imaging medico, con un finanziamento totale dell’UE pari a 9 milioni di euro. L’invito sarà aperto dal 21 aprile 2026 al 1° ottobre 2026.

IA e imaging medico

I progetti pilota si concentreranno su contesti sanitari in cui l’IA può assistere l’analisi dei dati di imaging medico– tra cui risonanza magnetica, TAC, radiografia, PET ed ecografia – segnalando i risultati per la revisione da parte di professionisti medici qualificati.

I progetti pilota mirano a:

  • migliorare l’efficienza nei flussi di lavoro di rilevamento e diagnosi;
  • sostenere la definizione delle priorità nei casi critici;
  • ridurre la pressione sui servizi di radiologia;
  • contribuire a un accesso più equo ai servizi di screening, anche nelle regioni meno servite.

I centri medici che partecipano ai progetti pilota entreranno a far parte della Rete europea dei centri di screening avanzato basati sull’intelligenza artificiale (European Network of AI-Powered Advanced Screening Centres), garantendo che l’esperienza pratica sia condivisa con la più ampia comunità europea. I risultati saranno condivisi attraverso eventi della rete, consentendo l’apprendimento tra pari e la diffusione delle buone pratiche.

I progetti pilota si baseranno sulle infrastrutture europee esistenti, tra cui Cancer Image Europe e HealthData@EU, per rafforzare la collaborazione e accelerare l’adozione dell’IA nel settore sanitario in tutta Europa.

Nel portale Funding & Tenders sono presenti ulteriori informazioni in merito al bando.

 

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Salute Globale digital health

WHO Hub for Pandemic and Epidemic Intelligence di Berlino: risultati 2025

La Ministra della Salute tedesca, Nina Warken, ha visitato il WHO Hub for Pandemic and Epidemic Intelligence di Berlino in occasione della pubblicazione del Rapporto Annuale 2025. L’incontro ha evidenziato come la Germania, in stretta collaborazione con l’OMS, stia guidando l’innovazione tecnologica per rilevare, analizzare e prevenire efficacemente potenziali epidemie su scala globale.

I risultati raggiunti nel corso dell’ultimo anno mostrano un impatto senza precedenti sulla sicurezza sanitaria internazionale:

  • Rete Globale: il centro ha collaborato con oltre 160 Stati membri e 190 partner per sviluppare strumenti di rilevamento rapido.
  • Sistema EIOS: una versione potenziata dall’AI del sistema Epidemic Intelligence from Open Sources è ora utilizzata da 120 Paesi per scansionare informazioni online in tempo reale.
  • Pathogen Genomics: attraverso l’International Pathogen Surveillance Network (IPSN), l’accesso alle tecnologie genomiche è stato esteso a 101 Paesi.
  • Analisi Predittiva: la community di esperti è cresciuta fino a 1.300 membri, impegnati nello sviluppo di simulatori pandemici per testare scenari di risposta efficaci.

Per anticipare le minacce future, il WHO Hub sta implementando la cosiddetta Collaborative Surveillance. Questo approccio integra i dati sanitari tradizionali con informazioni provenienti dal monitoraggio del clima, degli animali, dei viaggi e dei movimenti della popolazione. L’obiettivo è fornire una comprensione completa e in tempo reale dei rischi, utilizzando l’analisi avanzata e la modellistica matematica per prevedere lo sviluppo dei focolai. Come sottolineato dalla Ministra Warken, la prevenzione intelligente significa analizzare i dati digitali su cluster di casi insoliti in tempo reale, rafforzando la risposta globale attraverso la trasparenza e la cooperazione internazionale.

Il centro di Berlino continua a beneficiare di un ecosistema scientifico d’eccellenza, collaborando con istituzioni come il Robert Koch Institute e il Charité Center for Global Health. Questa partnership strategica permette di trasformare la tecnologia in uno scudo concreto per la salute di tutti.

 

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Intelligenza artificiale in salute: nuovo report OBS per i decisori politici

L’intelligenza artificiale applicata alla salute è oggetto della pubblicazione Demystifying artificial intelligence in health: what health policy-makers need to know, realizzata dall’European Observatory on Health Systems and Policies nella collana Health Policy Series.

Il documento è concepito come guida per decisori pubblici e stakeholder del settore sanitario, con l’obiettivo di fornire una comprensione chiara delle caratteristiche, delle potenzialità e dei limiti dell’intelligenza artificiale nei sistemi sanitari. In particolare, il report mira a supportare processi decisionali informati, offrendo una base per valutare quando e come l’intelligenza artificiale possa essere utilizzata in modo appropriato.

La pubblicazione approfondisce il funzionamento dell’intelligenza artificiale, distinguendo tra sistemi basati su regole e modelli di apprendimento automatico, inclusi quelli generativi.

Viene chiarito che tali tecnologie non “pensano” né comprendono il contesto come un essere umano, ma producono risultati sulla base di pattern individuati nei dati. Il documento sottolinea come le prestazioni dei sistemi dipendano in modo determinante dalla qualità, rappresentatività e completezza dei dati utilizzati per l’addestramento.

Inoltre, viene evidenziato il tema della “scatola nera” di alcuni modelli di intelligenza artificiale, che rende difficile comprendere i processi decisionali degli algoritmi, con implicazioni rilevanti in termini di trasparenza, responsabilità e fiducia nei sistemi sanitari.

Successivamente, vengono analizzate le principali aree di applicazione dell’intelligenza artificiale nei sistemi sanitari. Tra queste, il supporto alla diagnosi e alle decisioni cliniche, l’analisi dei dati sanitari su larga scala, la gestione delle risorse e l’organizzazione dei servizi, nonché l’impiego in sanità pubblica e ricerca.

Il documento evidenzia che i benefici potenziali includono maggiore efficienza, miglioramento degli esiti e supporto ai professionisti, ma sottolinea anche che l’impatto reale dipende dall’integrazione nei processi esistenti e dalla capacità dei sistemi sanitari di adottare queste tecnologie in modo appropriato.

Intelligenza artificiale, governance e sistemi sanitari

L’ultimo capitolo del report si concentra sulle implicazioni di governance dell’intelligenza artificiale, evidenziando come l’adozione di queste tecnologie richieda un approccio sistemico.

Il documento richiama l’attenzione sui principali rischi, tra cui bias nei dati e negli algoritmi, problemi di sicurezza, mancanza di trasparenza e possibili effetti negativi sull’equità nell’accesso alle cure. Viene sottolineato come l’intelligenza artificiale possa amplificare disuguaglianze esistenti se non adeguatamente regolata e monitorata.

In questo contesto, il report evidenzia la necessità di sviluppare quadri di governance chiari, che includano standard per la qualità dei dati, meccanismi di valutazione delle tecnologie e sistemi di monitoraggio continuo.

Un ruolo centrale è attribuito ai decisori pubblici, chiamati a definire politiche e regolazioni in grado di garantire un utilizzo sicuro, trasparente e responsabile dell’intelligenza artificiale. Viene inoltre evidenziata l’importanza di rafforzare le competenze all’interno dei sistemi sanitari, sia a livello tecnico sia decisionale, per consentire una valutazione critica delle tecnologie e delle loro implicazioni.

La pubblicazione propone un approccio pragmatico all’intelligenza artificiale in salute, orientato a comprendere non solo le opportunità, ma anche i limiti e le condizioni necessarie per un’adozione efficace.

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