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Progetto COMPASS: 26-27 marzo 2026 il kick off meeting del nuovo partenariato

Il 26 e 27 marzo 2026 durante il kick off meeting ospitato da King’s College London, è stato ufficialmente presentato a Londra il progetto COMPASS, aprendo un nuovo capitolo della ricerca europea nel campo della cardio oncologia. Il progetto COMPASS, sostenuto dalla Innovative Health Initiative Joint Undertaking del programma Horizon Europe, inaugura un percorso quinquennale volto a migliorare la salute cardiovascolare dei pazienti oncologici e dei sopravvissuti al cancro attraverso un modello di cura coordinato, multidisciplinare e centrato sulla persona, integrando la dimensione cardiovascolare nei percorsi di cura oncologici

Il progetto COMPASS nasce per rispondere a una criticità sempre più evidente, poiché la cardiotossicità rappresenta una conseguenza crescente e spesso sottodiagnosticata delle moderne terapie oncologiche, con implicazioni di lungo periodo sulla sopravvivenza, sulla qualità della vita e sull’organizzazione dei sistemi sanitari. L’iniziativa interviene su questo snodo con l’obiettivo di superare la frammentazione tra oncologia e cardiologia, apportando un contributo significativo alla lotta contro il cancro, promuovendo una valutazione del rischio più personalizzata lungo l’intero percorso di cura.

Il progetto COMPASS punta infatti a migliorare la previsione precoce del rischio di cardiotossicità, a favorire l’identificazione anticipata delle complicanze cardiovascolari e a sostenere decisioni terapeutiche più personalizzate, insieme a un monitoraggio di lungo periodo più efficace. Per raggiungere questi obiettivi, il consorzio integra competenze che spaziano dalla pratica clinica alla ricerca biomedica, dall’imaging medico all’intelligenza artificiale in modo da contribuire allo sviluppo di sistemi sanitari più integrati ed efficaci.

Il progetto COMPASS e il futuro dell’assistenza cardiovascolare nei pazienti oncologici

Il kick off meeting ha definito le basi operative del lavoro progettuale e ha consentito ai partner di approfondire i contenuti dei pacchetti di lavoro lungo l’intero percorso del paziente. Dalla fase iniziale è emersa la volontà di costruire un percorso clinico completo, capace di integrare previsione del rischio, diagnosi precoce, trattamento personalizzato e monitoraggio a lungo termine, con l’obiettivo di ridurre la frammentazione che ancora limita l’efficacia dell’assistenza in cardio oncologia.

Sul piano scientifico e tecnologico, il progetto prevede l’identificazione e la validazione di nuovi biomarcatori per individuare i segni precoci di cardiotossicità prima che si producano danni cardiaci irreversibili e lo sviluppo di modelli predittivi basati sull’intelligenza artificiale, costruiti attraverso l’integrazione di dati multimodali, tra cui imaging, biomarcatori, dati genomici e informazioni cliniche, per stratificare il rischio cardiovascolare individuale in modo più accurato.

Il progetto include inoltre soluzioni di monitoraggio continuo e non invasivo della salute cardiaca attraverso nuove tecnologie indossabili e strumenti di digital health, così da sostenere interventi clinici più tempestivi e mirati. Accanto a questi elementi, è previsto anche un lavoro dedicato alla sostenibilità, alla valutazione costo efficacia e agli aspetti regolatori, essenziali per accompagnare l’innovazione non soltanto sul piano scientifico, ma anche su quello organizzativo e applicativo, così da favorirne la trasferibilità nella pratica clinica.

Con 62 organizzazioni provenienti da 25 Paesi in Europa, il progetto si fonda su una rete multidisciplinare che sostiene le diverse attività previste lungo l’intero percorso di lavoro. Il consorzio comprende ospedali, centri di ricerca, università, aziende MedTech, piccole e medie imprese e organizzazioni di pazienti, a conferma di un’impostazione che unisce ricerca, clinica, innovazione industriale e partecipazione dei destinatari finali delle cure.

Il kick off meeting ha confermato l’importanza della collaborazione tra professionisti sanitari, ricercatori e rappresentanti dei pazienti per favorire un approccio più integrato tra ricerca, innovazione e assistenza, valorizzando il confronto tra competenze diverse e la costruzione di percorsi di lavoro condivisi. Il progetto COMPASS si propone di tradurre la ricerca in applicazioni concrete, migliorando la qualità e la sicurezza dell’assistenza attraverso percorsi di cura più completi, tempestivi e personalizzati.

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digital health

ERC: pubblicato un report sul ruolo della ricerca nello sviluppo di un’intelligenza artificiale in sanità

L’intelligenza artificiale sta trasformando rapidamente la ricerca sanitaria e l’assistenza sanitaria. Un nuovo report del Consiglio europeo della ricerca (European Research Council (ERC)) analizza il portafoglio di progetti di ricerca finanziati dall’ERC in questo settore ed evidenzia come i progetti all’avanguardia stiano facendo progredire i metodi e gli strumenti per l’intelligenza artificiale in ambito medico. Il report mostra inoltre come tale ricerca possa contribuire all’obiettivo più ampio di garantire che l’intelligenza artificiale utilizzata in ambito sanitario sia sicura, affidabile e conforme alle norme UE in fase di definizione.

Il report dell’ERC

Questo nuovo report analizza 238 progetti dell’ERC che utilizzano l’intelligenza artificiale (IA) in ambito sanitario, finanziati nell’ambito del 7° Programma Quadro, di Horizon 2020 e di Horizon Europe, con un budget complessivo di 450 milioni di euro. I progetti hanno impiegato l’IA per la prevenzione e la diagnosi precoce delle malattie, la diagnosi, l’ottimizzazione dei trattamenti e la gestione a lungo termine delle patologie, sviluppando modelli di IA, sistemi di supporto alle decisioni cliniche e piattaforme, compresi l’apprendimento automatico e l’apprendimento profondo.

Lo studio mostra come i modelli basati sull’IA, i sistemi di supporto alle decisioni cliniche e le piattaforme – compresi l’apprendimento automatico e l’apprendimento profondo – siano in fase di sviluppo per consentire una diagnosi precoce delle malattie e una previsione del rischio, una diagnosi, una prognosi e un trattamento più personalizzati. Evidenzia inoltre come l’IA sostenga l’integrazione di dati multi-omici, fenotipici e sanitari e contribuisca all’intero ciclo di vita dei farmaci, dalla scoperta alla sperimentazione clinica.

Il report illustra in che modo i progetti dell’ERC possano contribuire all’attuazione della legge dell’UE sull’IA, nonché allo Spazio europeo dei dati sanitari e alla strategia dell’UE Apply AI. I ricercatori finanziati dall’ERC sottolineano la necessità di una validazione rigorosa, di una solida gestione dei rischi, di dati di alta qualità, di trasparenza e di un controllo umano significativo, oltre che di infrastrutture sicure e di una chiara governance dei dati.

Un’analisi più approfondita di 59 progetti e 20 casi di studio illustra le applicazioni nell’ambito della diagnosi e del monitoraggio delle malattie, della scoperta di nuovi farmaci, della previsione dei rischi, dell’imaging, della robotica medica e della medicina personalizzata, indicando come fattori chiave i finanziamenti a lungo termine, i centri di ricerca sull’IA per la scienza e i sandbox normativi. Il report dimostra come la ricerca d’avanguardia possa contribuire a garantire che l’IA nel settore sanitario non sia solo innovativa e competitiva, ma anche affidabile, incentrata sull’uomo e saldamente radicata.

 

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bandi digital health

Digital Europe: in arrivo il bando per l’uso dell’Intelligenza Artificiale nell’imaging medico

La Commissione pubblicherà a breve un invito a presentare proposte nell’ambito del programma Digital Europe per sostenere due progetti pilota su larga scala relativi a sistemi di intelligenza artificiale basati sul cloud per l’imaging medico, con un finanziamento totale dell’UE pari a 9 milioni di euro. L’invito sarà aperto dal 21 aprile 2026 al 1° ottobre 2026.

IA e imaging medico

I progetti pilota si concentreranno su contesti sanitari in cui l’IA può assistere l’analisi dei dati di imaging medico– tra cui risonanza magnetica, TAC, radiografia, PET ed ecografia – segnalando i risultati per la revisione da parte di professionisti medici qualificati.

I progetti pilota mirano a:

  • migliorare l’efficienza nei flussi di lavoro di rilevamento e diagnosi;
  • sostenere la definizione delle priorità nei casi critici;
  • ridurre la pressione sui servizi di radiologia;
  • contribuire a un accesso più equo ai servizi di screening, anche nelle regioni meno servite.

I centri medici che partecipano ai progetti pilota entreranno a far parte della Rete europea dei centri di screening avanzato basati sull’intelligenza artificiale (European Network of AI-Powered Advanced Screening Centres), garantendo che l’esperienza pratica sia condivisa con la più ampia comunità europea. I risultati saranno condivisi attraverso eventi della rete, consentendo l’apprendimento tra pari e la diffusione delle buone pratiche.

I progetti pilota si baseranno sulle infrastrutture europee esistenti, tra cui Cancer Image Europe e HealthData@EU, per rafforzare la collaborazione e accelerare l’adozione dell’IA nel settore sanitario in tutta Europa.

Nel portale Funding & Tenders sono presenti ulteriori informazioni in merito al bando.

 

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Salute Globale digital health

WHO Hub for Pandemic and Epidemic Intelligence di Berlino: risultati 2025

La Ministra della Salute tedesca, Nina Warken, ha visitato il WHO Hub for Pandemic and Epidemic Intelligence di Berlino in occasione della pubblicazione del Rapporto Annuale 2025. L’incontro ha evidenziato come la Germania, in stretta collaborazione con l’OMS, stia guidando l’innovazione tecnologica per rilevare, analizzare e prevenire efficacemente potenziali epidemie su scala globale.

I risultati raggiunti nel corso dell’ultimo anno mostrano un impatto senza precedenti sulla sicurezza sanitaria internazionale:

  • Rete Globale: il centro ha collaborato con oltre 160 Stati membri e 190 partner per sviluppare strumenti di rilevamento rapido.
  • Sistema EIOS: una versione potenziata dall’AI del sistema Epidemic Intelligence from Open Sources è ora utilizzata da 120 Paesi per scansionare informazioni online in tempo reale.
  • Pathogen Genomics: attraverso l’International Pathogen Surveillance Network (IPSN), l’accesso alle tecnologie genomiche è stato esteso a 101 Paesi.
  • Analisi Predittiva: la community di esperti è cresciuta fino a 1.300 membri, impegnati nello sviluppo di simulatori pandemici per testare scenari di risposta efficaci.

Per anticipare le minacce future, il WHO Hub sta implementando la cosiddetta Collaborative Surveillance. Questo approccio integra i dati sanitari tradizionali con informazioni provenienti dal monitoraggio del clima, degli animali, dei viaggi e dei movimenti della popolazione. L’obiettivo è fornire una comprensione completa e in tempo reale dei rischi, utilizzando l’analisi avanzata e la modellistica matematica per prevedere lo sviluppo dei focolai. Come sottolineato dalla Ministra Warken, la prevenzione intelligente significa analizzare i dati digitali su cluster di casi insoliti in tempo reale, rafforzando la risposta globale attraverso la trasparenza e la cooperazione internazionale.

Il centro di Berlino continua a beneficiare di un ecosistema scientifico d’eccellenza, collaborando con istituzioni come il Robert Koch Institute e il Charité Center for Global Health. Questa partnership strategica permette di trasformare la tecnologia in uno scudo concreto per la salute di tutti.

 

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digital health

Intelligenza artificiale in salute: nuovo report OBS per i decisori politici

L’intelligenza artificiale applicata alla salute è oggetto della pubblicazione Demystifying artificial intelligence in health: what health policy-makers need to know, realizzata dall’European Observatory on Health Systems and Policies nella collana Health Policy Series.

Il documento è concepito come guida per decisori pubblici e stakeholder del settore sanitario, con l’obiettivo di fornire una comprensione chiara delle caratteristiche, delle potenzialità e dei limiti dell’intelligenza artificiale nei sistemi sanitari. In particolare, il report mira a supportare processi decisionali informati, offrendo una base per valutare quando e come l’intelligenza artificiale possa essere utilizzata in modo appropriato.

La pubblicazione approfondisce il funzionamento dell’intelligenza artificiale, distinguendo tra sistemi basati su regole e modelli di apprendimento automatico, inclusi quelli generativi.

Viene chiarito che tali tecnologie non “pensano” né comprendono il contesto come un essere umano, ma producono risultati sulla base di pattern individuati nei dati. Il documento sottolinea come le prestazioni dei sistemi dipendano in modo determinante dalla qualità, rappresentatività e completezza dei dati utilizzati per l’addestramento.

Inoltre, viene evidenziato il tema della “scatola nera” di alcuni modelli di intelligenza artificiale, che rende difficile comprendere i processi decisionali degli algoritmi, con implicazioni rilevanti in termini di trasparenza, responsabilità e fiducia nei sistemi sanitari.

Successivamente, vengono analizzate le principali aree di applicazione dell’intelligenza artificiale nei sistemi sanitari. Tra queste, il supporto alla diagnosi e alle decisioni cliniche, l’analisi dei dati sanitari su larga scala, la gestione delle risorse e l’organizzazione dei servizi, nonché l’impiego in sanità pubblica e ricerca.

Il documento evidenzia che i benefici potenziali includono maggiore efficienza, miglioramento degli esiti e supporto ai professionisti, ma sottolinea anche che l’impatto reale dipende dall’integrazione nei processi esistenti e dalla capacità dei sistemi sanitari di adottare queste tecnologie in modo appropriato.

Intelligenza artificiale, governance e sistemi sanitari

L’ultimo capitolo del report si concentra sulle implicazioni di governance dell’intelligenza artificiale, evidenziando come l’adozione di queste tecnologie richieda un approccio sistemico.

Il documento richiama l’attenzione sui principali rischi, tra cui bias nei dati e negli algoritmi, problemi di sicurezza, mancanza di trasparenza e possibili effetti negativi sull’equità nell’accesso alle cure. Viene sottolineato come l’intelligenza artificiale possa amplificare disuguaglianze esistenti se non adeguatamente regolata e monitorata.

In questo contesto, il report evidenzia la necessità di sviluppare quadri di governance chiari, che includano standard per la qualità dei dati, meccanismi di valutazione delle tecnologie e sistemi di monitoraggio continuo.

Un ruolo centrale è attribuito ai decisori pubblici, chiamati a definire politiche e regolazioni in grado di garantire un utilizzo sicuro, trasparente e responsabile dell’intelligenza artificiale. Viene inoltre evidenziata l’importanza di rafforzare le competenze all’interno dei sistemi sanitari, sia a livello tecnico sia decisionale, per consentire una valutazione critica delle tecnologie e delle loro implicazioni.

La pubblicazione propone un approccio pragmatico all’intelligenza artificiale in salute, orientato a comprendere non solo le opportunità, ma anche i limiti e le condizioni necessarie per un’adozione efficace.

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Edizione 2026 del Premio Internazionale “Lombardia è Ricerca”

Il Premio “Lombardia è Ricerca“torna anche nel 2026 con una nuova edizione dedicata alle scoperte scientifiche più significative nell’ambito delle Scienze della Vita.

Promosso da Regione Lombardia, il Premio rappresenta uno dei riconoscimenti internazionali più rilevanti nel panorama della ricerca biomedica, con una dotazione complessiva di 1 milione di euro destinata a valorizzare contributi scientifici di particolare impatto e a sostenere lo sviluppo di nuove linee di ricerca.

Per l’edizione 2026 il tema scelto è “Medicina predittiva basata su intelligenza artificiale e big data”, con l’obiettivo di promuovere e valorizzare ricerche in grado di anticipare l’insorgenza e l’evoluzione delle malattie attraverso l’utilizzo di tecnologie avanzate e l’analisi di grandi quantità di dati. In particolare, gli ambiti di interesse individuati includono:

  • intelligenza artificiale, machine learning e modelli predittivi, applicati all’analisi dei dati sanitari e alla previsione dei rischi di malattia;

  • genomica, epigenomica e biomarcatori predittivi, finalizzati all’identificazione precoce di condizioni patologiche;

  • digital health e sistemi di monitoraggio continuo, utili per raccogliere e analizzare dati clinici e comportamentali nel tempo.

Le candidature al Premio Lombardia è Ricerca possono essere presentate da scienziati di qualsiasi nazionalità che abbiano una produzione scientifica significativa, comprovata da un h-index – indice bibliometrico utilizzato per valutare l’impatto della produzione scientifica di un ricercatore – pari almeno a 50.

Le candidature possono essere presentate in forma individuale o congiunta; nel caso di candidature collettive è richiesto che almeno uno dei ricercatori coinvolti possieda il requisito dell’h-index pari a 50. Sono inoltre ammesse autocandidature.

Oltre alla valorizzazione dei risultati scientifici già ottenuti, il Premio richiede ai candidati di presentare anche un progetto di ricerca traslazionale finalizzato a consolidare e sviluppare ulteriormente le proprie attività scientifiche. Tale progetto dovrà essere realizzato in collaborazione con uno o più organismi di ricerca pubblici o privati con sede in Lombardia, con l’obiettivo di favorire il trasferimento delle conoscenze scientifiche verso applicazioni concrete in ambito sanitario.

Premio Lombardia è Ricerca: candidatura e assegnazione

Le candidature per il Premio Lombardia è Ricerca 2026 possono essere presentate dal 2 marzo al 16 giugno 2026 attraverso la piattaforma dedicata. Il processo di selezione mira a individuare scoperte scientifiche di elevato valore e con un impatto potenziale significativo sulla salute e sulla medicina del futuro.

Il Premio prevede una distribuzione delle risorse finalizzata sia alla valorizzazione dei risultati scientifici sia al sostegno della ricerca futura. In particolare, il 30% del premio sarà assegnato al vincitore o ai vincitori, mentre il restante 70% sarà destinato al finanziamento del progetto di ricerca traslazionale associato alla candidatura.

Questo meccanismo consente di rafforzare il legame tra eccellenza scientifica e sviluppo di nuove attività di ricerca applicata, promuovendo al tempo stesso la collaborazione con il sistema della ricerca lombardo.

La cerimonia di premiazione si terrà il 10 novembre 2026 presso il Teatro alla Scala di Milano, nell’ambito della Giornata della Ricerca di Regione Lombardia, iniziativa istituita per valorizzare il contributo della ricerca scientifica allo sviluppo sociale ed economico.

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Evento CoMPaSS-NMD: etica e regolamentazione nell’IA per l’assistenza sanitaria

Il prossimo 3 marzo 2026, dalle ore 11:00 alle 13:00 CET avrà luogo presso il Parque Científico y Tecnológico de Gipuzkoa (TECNALIA) l’evento “Risks and opportunities of AI in precision medicine”, una sessione dedicata all’analisi approfondita delle sfide etiche, regolatorie e operative legate all’impiego dell’intelligenza artificiale (IA) in ambito sanitario e di precision medicine.

L’evento si svolgerà in lingua inglese e in modalità ibrida, ed è aperto alla partecipazione, previa registrazione gratuita tramite il seguente LINK.

L’iniziativa è promossa da TECNALIA, organizzazione di ricerca e innovazione di livello internazionale, insieme al progetto CoMPaSS-NMD. Questo evento si svolgerà in modalità ibrida, consentendo la partecipazione sia in presenza che da remoto per tutti gli stakeholder interessati alla trasformazione digitale della salute e alla governance responsabile dei dati clinici.

La sessione si concentrerà su tematiche cruciali per il futuro dell’assistenza sanitaria, come la governance dei dati, il rispetto dei diritti dei pazienti, la trasparenza e la responsabilità degli algoritmi.

Relatori esperti provenienti da diversi contesti internazionali – tra cui rappresentanti scientifici come il Dr. Michael Obach e la D.ssa Ainara Garzo di TECNALIA – discuteranno di come l’IA possa migliorare l’analisi combinata di dati clinici, genetici e immagini diagnostiche per supportare diagnosi e percorsi terapeutici personalizzati, bilanciando tali opportunità con i rischi etici e legali.

L’evento si propone anche come momento di confronto su best practice e standard internazionali di sviluppo e utilizzo responsabile delle tecnologie basate su intelligenza artificiale in sanità.

INTELLIGENZA ARTIFICIALE NELLA SALUTE: SFIDE ETICHE E PROSPETTIVE DI INNOVAZIONE

Durante l’incontro saranno affrontati anche gli aspetti normativi e di compliance, con un focus particolare su come le normative europee e internazionali influenzano l’implementazione dell’intelligenza artificiale nei sistemi sanitari.

Verrà esplorato il ruolo di criteri etici nell’adozione di modelli IA, con attenzione alla tutela della privacy dei pazienti, alla qualità dei dati e alla sicurezza dei processi decisionali automatizzati. I partecipanti potranno approfondire come strutturare un approccio all’IA che sia allineato alle aspettative di affidabilità, accountability e sostenibilità tecnologica nel contesto medico.

L’evento rappresenta un’opportunità importante per portare alla luce temi essenziali legati all’intersezione tra tecnologia e salute, stimolando il dialogo tra ricercatori, sviluppatori tecnologici, professionisti sanitari e decisori politici.

La partecipazione di esperti internazionali permetterà di confrontarsi su casi concreti e strategie emergenti, con l’obiettivo di favorire un percorso di innovazione responsabile dell’intelligenza artificiale nella medicina di precisione.

Attraverso interventi specialistici e momenti di confronto, i partecipanti potranno acquisire una comprensione più profonda delle dinamiche che guidano oggi l’adozione dell’IA in sanità e delle prospettive normative che accompagneranno questo sviluppo nei prossimi anni.

 

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Esiti Riunione costitutiva Gruppo di lavoro EUREGHA: la trasformazione digitale nell’assistenza sanitaria

Lo scorso 9 febbraio, EUREGHA ha lanciato ufficialmente il programma di lavoro 2026 del suo gruppo di lavoro sulla trasformazione digitale dell’assistenza sanitaria (Working Group on Digital Transformation of Healthcare) con una riunione costitutiva che ha visto una grande partecipazione, riunendo membri di lunga data e nuovi partecipanti. La riunione ha offerto una preziosa opportunità per scambiare priorità, aspettative e idee e per definire congiuntamente la direzione da seguire per l’anno a venire.

Aree di interesse principali del 2026 per la trasformazione digitale dell’assistenza sanitaria

Le discussioni hanno evidenziato una forte convergenza su diverse priorità strategiche che guideranno le attività del gruppo di lavoro nel 2026.

In particolare, i membri hanno individuato:

  • L’intelligenza artificiale, i dati sanitari e lo Spazio europeo dei dati sanitari (EHDS) come aree tematiche fondamentali, insieme a una continua attenzione alle competenze in ambito digitale per il personale sanitario e assistenziale.
  • L’importanza di garantire la continuità con le attività passate, individuando al contempo nuove opportunità per una più profonda collaborazione nel campo della sanità digitale.
  • La necessità di rafforzare ulteriormente l’abbinamento delle opportunità di finanziamento dell’UE, sulla base dei contributi dei membri al recente esercizio di mappatura dei bandi dell’EUREGHA, con particolare attenzione a programmi quali Horizon Europe, Innovative Health Initiative (IHI), Digital Europe ed Erasmus.

La riunione ha inoltre sottolineato il valore aggiunto di rafforzare le sinergie con i progetti in corso finanziati dall’UE, tra cui BeWell, EUVECA, IDERHA, InnoMedCatalyst e l’azione congiunta TEHDAS2, al fine di massimizzare lo scambio di conoscenze (soprattutto in ambito digitale) ed evitare la duplicazione degli sforzi.

Prossimi passi

In prospettiva, il gruppo di lavoro si concentrerà su:

  • Continuare il matchmaking e il supporto personalizzato ai membri nella ricerca di partner e nella partecipazione ai bandi dell’UE.
  • Raccogliere i contributi dei membri per definire ulteriormente le attività del gruppo di lavoro e garantire che rispondano alle esigenze e alle priorità regionali.

 

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comunicazione in salute cure integrate Salute Globale

OECD: Lancio del rapporto sullo stato della salute cardiovascolare nell’UE

Il 10 febbraio 2026 si è tenuto il webinar “State of Cardiovascular Health in the European Union” organizzato dall’OECD, incentrato sulla discussione delle strategie europee per contrastare l’impatto delle malattie cardiovascolari. A moderare l’incontro è stata Francesca Colombo, Responsabile della Divisione Salute della Direzione per l’Occupazione, il Lavoro e gli Affari Sociali dell’OECD, che ha guidato il confronto tra relatori istituzionali, esperti scientifici e rappresentanti delle organizzazioni dei pazienti.

Il ProMIS ha preso parte al webinar e ne propone di seguito una sintesi dei principali punti emersi.

IL RAPPORTO OECD: DATI E PRINCIPALI EVIDENZE

Antonio Parenti, Direttore per la Salute pubblica, il cancro e la sicurezza sanitaria presso la DG SANTE della Commissione europea e Mark Pearson, Vicedirettore della Direzione per l’Occupazione, il Lavoro e gli Affari Sociali dell’OECD, hanno illustrato i punti salienti del rapporto “The State of Cardiovascular Health in the European Union”, pubblicato dall’OECD nel dicembre 2025.

Il rapporto, che costituisce la base scientifica del “Safe Hearts Plan” – il primo piano europeo dedicato alla salute cardiovascolare – si fonda su tre pilastri: prevenzione e promozione della salute, diagnosi precoce e screening, ricerca e innovazione.

Il quadro tracciato evidenzia che le malattie cardiovascolari rappresentano la prima causa di morte e disabilità nell’UE, con 1,7 milioni di decessi annui – un terzo di tutti i decessi – e 62 milioni di persone colpite. L’onere economico ha raggiunto i 282 miliardi di euro annui, circa il 2% del PIL UE, tra costi sanitari diretti, perdita di produttività e mortalità prematura.

Tra il 2012 e il 2022 si registra un calo medio della mortalità del 20% negli uomini e del 22% nelle donne. Tuttavia, la pandemia ha invertito alcuni progressi: i paesi con maggiore mortalità pre-pandemica come Bulgaria, Romania e Lettonia hanno subito incrementi del 10-21% nel 2019-2021, ampliando il divario con l’Europa occidentale. Oggi i tassi di mortalità variano di sei-sette volte tra gli Stati membri: si va da 222 decessi per 100.000 uomini in Francia a 1.338 in Bulgaria.

Quanto ai fattori di rischio, l’ipertensione colpisce il 22% della popolazione, l’obesità il 15%, il diabete l’8%. A questi si aggiungono la sedentarietà – il 45% degli europei non svolge mai attività fisica – e il fumo, con tendenze in aumento tra i giovani.

Allineare le pratiche di ricovero agli standard OECD migliori potrebbe generare un risparmio fino a 45 miliardi di euro nella sola spesa ospedaliera UE.

COSA FANNO GLI STATI: SVEZIA, SPAGNA, LA JOINT ACTION JACARDI E LA VOCE DEI PAZIENTI

Thomas Linden, proveniente dal Consiglio Nazionale della Salute e del Benessere svedese,  ha presentato il “National Heart Health Action Plan” svedese, approvato a novembre 2025, volto a tradurre le ambizioni europee in azioni statali. Il piano si basa su gestione dei fattori di rischio, equità, prevenzione, coinvolgimento dei pazienti, monitoraggio e valutazione. Le sfide identificate includono il sottoutilizzo della prevenzione e della diagnosi precoce, le disuguaglianze regionali nella gestione degli stili di vita, l’accesso ineguale ai trattamenti basati su evidenze e il limitato coinvolgimento strutturato dei pazienti.

Hector Bueno, membro del Comitato spagnolo per lo sviluppo della strategia sanitaria cardiovascolare, ha illustrato la strategia spagnola, che adotta un approccio “lungo tutto l’arco della vita”, incentrato su prevenzione e sensibilizzazione fin dalle scuole, equità, continuità delle cure, qualità, sostenibilità e integrazione tecnologica. Ha sottolineato l’importanza del continuo coinvolgimento di pazienti, cittadini, professionisti e decisori politici: l’allineamento di tutte le parti interessate è, a suo avviso, la condizione necessaria per qualsiasi riforma efficace.

Benedetta Armocida, coordinatrice di JACARDI (Joint Action on Cardiovascular diseases and Diabetes), ha ribadito che la gestione delle malattie cardiovascolari non è responsabilità esclusiva del sistema sanitario, ma dell’intera società. Ha concordato sull’importanza della sensibilizzazione non solo nelle scuole ma anche nei luoghi di lavoro, e sull’urgenza di integrare le considerazioni sanitarie nelle decisioni politiche economiche e sociali. Riguardo alla tecnologia, ha sottolineato il potenziale dell’intelligenza artificiale e del monitoraggio remoto.

Konstantina Boumaki, dell’European Patients’ Forum, ha sottolineato la necessità di superare il divario nell’accesso alle cure, chiedendo standard minimi uniformi che non dipendano dal luogo di residenza né dalle condizioni socio-economiche. Ha inoltre richiesto azioni mirate per ridurre il gender gap nella ricerca e nelle cure, ed evidenziato l’importanza di un supporto psicologico per i pazienti.

COSA CAMBIA ADESSO: CINQUE PRIORITÀ PER L’EUROPA

Al termine del confronto è emersa con chiarezza la necessità di un cambio di paradigma. Curare senza prevenire, investire senza monitorare, agire senza coinvolgere i pazienti e gli altri settori della società non è più sufficiente.

Le priorità individuate, dunque, sono cinque:

  1. Equità di accesso: colmare il divario di sei-sette volte tra i paesi europei non è più rinviabile, e servono standard uniformi con attenzione strutturale alle disparità di genere;
  2. Coinvolgimento dei pazienti: non come destinatari passivi ma come partner attivi, con un supporto che non sia solo farmacologico ma anche psicologico e sociale;
  3. Tecnologia: intelligenza artificiale e monitoraggio remoto possono fare la differenza, ma bisogna passare dalla sperimentazione all’adozione su larga scala; 
  4. Allineamento delle politiche, dal livello europeo a quello locale, coinvolgendo istruzione, welfare ed economia: la salute si fa anche fuori dagli ospedali; 
  5. Prevenzione primaria: combattere la sedentarietà del 45% degli europei significa ripensare le città, il lavoro, la scuola e rappresenta una sfida sia sanitaria che culturale.

Il webinar del 10 febbraio 2026 ha confermato che la sfida cardiovascolare europea richiede una risposta integrata e coordinata. Il Safe Hearts Plan rappresenta il quadro strategico, il rapporto OECD la base scientifica, le esperienze nazionali il banco di prova. Resta ora da trasformare le priorità in azioni concrete.

 

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EMA e FDA stabiliscono principi comuni per l’intelligenza artificiale nello sviluppo dei medicinali

L’EMA (European Medicines Agency) e la FDA (Food and Drug Administration) hanno concordato su dieci principi per una buona pratica dell’IA nell’intero ciclo di vita dei medicinali, che guidano un uso sicuro, etico ed efficace dell’IA dalla ricerca e dalle sperimentazioni alla produzione e al monitoraggio della sicurezza.

Questi principi mirano a sostenere l’innovazione, la conformità normativa e la collaborazione internazionale, gestendo al contempo i rischi e sostenendo le future linee guida dell’UE e globali in materia di IA nei medicinali.

I principi per una buona pratica dell’IA

I principi forniscono indicazioni generali sull’uso dell’IA nella generazione e nel monitoraggio delle prove in tutte le fasi di un medicinale, dalla ricerca iniziale e dalle sperimentazioni cliniche alla produzione e al monitoraggio della sicurezza.

I principi sono rilevanti per chi sviluppa medicinali, nonché per i richiedenti e i titolari di autorizzazioni all’immissione in commercio. Essi costituiranno la base delle future linee guida sull’IA nelle diverse giurisdizioni e sosterranno una maggiore collaborazione internazionale tra le autorità di regolamentazione, le organizzazioni che stabiliscono gli standard tecnici e altre parti interessate. L’elaborazione delle linee guida nell’Unione europea (UE) è già in corso, sulla base del documento di riflessione dell’EMA sull’IA pubblicato nel 2024.

L’uso delle tecnologie di IA nel ciclo di vita dei medicinali è aumentato in modo significativo negli ultimi anni. Come sottolineato nella proposta di legge sulle biotecnologie della Commissione europea, l’IA è uno strumento molto promettente per accelerare il percorso dall’innovazione a medicinali sicuri ed efficaci. La nuova legislazione farmaceutica tiene conto del più ampio uso dell’IA nel ciclo di vita dei medicinali nel processo decisionale normativo e crea ulteriori possibilità di testare metodi innovativi basati sull’IA per i medicinali in un ambiente controllato.

Per realizzare questi benefici, l’IA deve essere gestita in modo esperto, compresa la mitigazione dei rischi. Con la continua evoluzione dell’IA, un approccio basato su principi aiuterà le autorità di regolamentazione, le aziende farmaceutiche e gli sviluppatori di medicinali a sfruttare il potenziale di queste tecnologie, garantendo al contempo la sicurezza dei pazienti e degli animali e la conformità normativa. Nel corso del tempo, questi principi saranno integrati da ulteriori orientamenti dell’UE che terranno conto dei requisiti giuridici applicabili e della nuova legislazione UE pertinente nel settore dei medicinali.

Ponendo l’etica in primo piano, l’Agenzia continuerà a esplorare le opportunità di convergenza globale sui temi dell’IA per facilitare l’innovazione responsabile a livello mondiale, in stretta collaborazione con i partner internazionali nel campo della sanità pubblica.

I dieci principi sono:

  1. Progettazione incentrata sull’uomo (Human-centric by design).
  2. Approccio basato sul rischio (Risk-based approach).
  3. Rispetto degli standard (Adherence to standards).
  4. Contesto di utilizzo chiaro (Clear context of use).
  5. Competenze multidisciplinari (Multidisciplinary expertise).
  6. Governance dei dati e documentazione (Data governance and documentation).
  7. Pratiche di progettazione e sviluppo dei modelli (Model design and development practices).
  8. Valutazione delle prestazioni basata sul rischio (Risk-based performance assessment).
  9. Gestione del ciclo di vita (Life cycle management).
  10. Informazioni chiare ed essenziali (Clear, essential information).

 

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