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Giornate europee di ricerca e innovazione 2026

Ricerca e innovazione sono al centro dell’edizione 2026 degli European Research and Innovation Days, l’evento di punta della Commissione europea che si terrà il 10 e 11 novembre 2026 a Bruxelles, presso The EGG, e online. Giunto alla settima edizione, l’evento riunisce decisori politici, ricercatori, innovatori, imprenditori e rappresentanti della società civile per discutere come la ricerca e l’innovazione possano rafforzare competitività, resilienza e sovranità tecnologica dell’Europa.

L’edizione 2026 si svolge in un momento decisivo per l’agenda europea di ricerca e innovazione e analizzerà come l’Europa possa tutelare la libertà della ricerca scientifica, attrarre, trattenere e sostenere i talenti della ricerca, aumentare gli investimenti in ricerca e sviluppo, trasformare l’eccellenza scientifica in leadership tecnologica, aiutare le imprese innovative ad avviarsi e crescere, rafforzare le infrastrutture di ricerca e tecnologiche, approfondire una cooperazione internazionale aperta e sicura, coinvolgere meglio i cittadini nella scienza e allineare le politiche e gli investimenti europei e nazionali.

Due giornate di confronto su ricerca e innovazione

Nel corso delle due giornate sono previsti dibattiti politici di alto livello, sessioni interattive in gruppi, momenti di networking, cerimonie di premiazione e scambi dedicati con gli EU Science Counselors di tutto il mondo. L’evento sarà aperto da Ekaterina Zaharieva, Commissaria europea per le Startup, la Ricerca e l’Innovazione. È già disponibile la bozza del programma dell’evento su ricerca e innovazione, mentre l’elenco completo dei relatori sarà comunicato a breve.

Come partecipare

La partecipazione è gratuita. I posti per partecipare in presenza sono ora esauriti, mentre la diretta streaming online sarà disponibile sulla piattaforma dell’evento e liberamente accessibile. Per seguire la conversazione su ricerca e innovazione sui social è previsto l’hashtag #RiDaysEU.

L’edizione 2025

L’edizione precedente ha riunito decisori politici, ricercatori e imprenditori in oltre 20 sessioni, con dibattiti su competitività e leadership industriale europea, tra cui la Startup and Scaleup Strategy, la European Life Sciences Strategy, la AI in Science Strategy e gli European Innovation and European Research Area Acts. Sono disponibili le registrazioni delle sessioni e il report dell’evento.

 

Per maggiori informazioni su ricerca e innovazione in Europa si prega di consultare il seguente LINK.

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Horizon Europe: 500 milioni di euro aggiuntivi per ricerca e innovazione

La Commissione europea ha annunciato 500 milioni di euro aggiuntivi per Horizon Europe nel biennio 2026-2027, portando il budget complessivo del programma per i due anni a circa 14,8 miliardi di euro. L’incremento rafforza il principale programma europeo per la ricerca e l’innovazione e amplia le opportunità di finanziamento per ricercatori, imprese e organizzazioni.

Le risorse aggiuntive permetteranno anche di estendere il programma con due nuove call trasversali, dedicate ad alcune delle principali sfide strategiche dell’Unione: la transizione verso un’economia positiva per la natura, le tecnologie avanzate, le competenze e il collegamento tra ricerca e mercato.

Due nuove opportunità di finanziamento

La prima nuova call, “Transformative Change Towards a Nature-Positive Economy and Society”, dispone di 227 milioni di euro e finanzierà 11 azioni di ricerca e innovazione. L’obiettivo è sostenere la transizione verso modelli economici più favorevoli alla biodiversità, contribuendo allo stesso tempo alla competitività e alla resilienza dell’Europa.

La seconda, “Bridging Actions 2027”, mette a disposizione 260 milioni di euro e prepara il terreno per il futuro programma Horizon Europe 2028-2034. Particolare attenzione sarà dedicata al percorso dall’innovazione all’investimento, per favorire il passaggio dai risultati della ricerca alla loro applicazione sul mercato. Tra gli ambiti interessati figurano l’intelligenza artificiale, le infrastrutture di ricerca e tecnologia, i media digitali europei e soluzioni innovative per le città.

Un programma sempre più attrattivo

La Commissione ha presentato anche due rapporti che confermano l’attrattività di Horizon Europe. Dal suo avvio nel 2021, il programma ha investito 61 miliardi di euro in sovvenzioni e ulteriori 1,3 miliardi in equity, sostenendo quasi 23.000 progetti e coinvolgendo oltre 34.000 organizzazioni, tra cui circa 20.000 imprese.

I progetti finanziati hanno prodotto oltre 32.300 pubblicazioni scientifiche e sostenuto più di 151.000 ricercatori all’inizio della carriera, inclusi dottorandi e post-doc.

Un altro dato significativo riguarda i nuovi partecipanti: il 55% dei beneficiari di Horizon Europe non aveva precedentemente partecipato ai programmi europei di ricerca e innovazione. Tuttavia, la Commissione evidenzia la necessità di facilitare una partecipazione più continuativa, soprattutto per le organizzazioni che entrano per la prima volta nel programma.

Verso il prossimo Horizon Europe

Il rafforzamento del programma arriva mentre l’UE prepara il futuro Horizon Europe 2028-2034. Le nuove Bridging Actions mirano proprio a costruire un collegamento più efficace tra ricerca, innovazione e investimenti, rafforzando il ruolo della ricerca come motore della competitività europea.

Per università, centri di ricerca, imprese e autorità territoriali, le nuove opportunità rappresentano quindi un ulteriore spazio per sviluppare partenariati e progetti europei su innovazione tecnologica, transizione verde, biodiversità e competitività.

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European Innovation Act: la Commissione propone un quadro unico UE

La Commissione europea ha presentato il 9 settembre 2026 la proposta di European Innovation Act, un quadro normativo trasversale che punta a far sviluppare, finanziare e crescere in Europa le idee innovative nate in Europa, in tutti i settori. La proposta affronta due ostacoli principali del sistema europeo dell’innovazione.

Il primo è l’accesso ai finanziamenti per le imprese innovative: la proposta promuove un quadro comune europeo per la valutazione della proprietà intellettuale, istituisce un mercato digitale che mette in contatto acquirenti e venditori di proprietà intellettuale e prevede un sostegno specialistico per portare le idee sul mercato. Secondo le stime della Commissione, queste misure possono sbloccare 10,2 miliardi di euro l’anno di finanziamenti aggiuntivi e generare circa 35 milioni di euro di risparmi sui costi amministrativi.

Il secondo è un approccio comune agli appalti di ricerca e sviluppo, per garantire maggiore certezza giuridica, accelerare l’arrivo sul mercato delle nuove tecnologie e facilitare gli appalti congiunti tra committenti pubblici di Stati membri diversi: ne deriverebbero 25,92 miliardi di euro di profitti aggiuntivi annui per le imprese e 1 miliardo di euro di risparmi l’anno per i committenti pubblici.

L’iniziativa fa parte del Competitiveness Compass (Bussola per la competitività), volto a rafforzare competitività, prosperità e sovranità tecnologica dell’UE nel lungo periodo. In parallelo la Commissione propone una raccomandazione del Consiglio per un quadro comune europeo sugli spazi di sperimentazione normativa (regulatory sandbox) negli ambiti non ancora coperti dalla normativa dell’UE.

Per maggiori informazioni sull European Innovation Act si prega di consultare il seguente LINK.

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Week of Innovative Regions in Europe (WIRE) 2026

Il 2 e 3 dicembre 2026, presso il Millennium Theatre della Technological University of the Shannon (TUS) a Limerick, in Irlanda, si terrà WIRE 2026 – Week of Innovative Regions in Europe, conferenza europea dedicata all’innovazione e allo sviluppo regionale.

L’evento riunirà decisori politici, ricercatori, rappresentanti dell’industria e attori regionali per approfondire come la collaborazione e l’innovazione possano contribuire a rafforzare la competitività, sviluppare le competenze del futuro e costruire regioni europee più resilienti.

WIRE 2026: innovazione e sviluppo delle regioni europee

WIRE 2026 è un evento ufficiale della Presidenza irlandese del Consiglio dell’Unione europea, cofinanziato dalla Commissione europea attraverso Horizon Europe e organizzato dalla Technological University of the Shannon in collaborazione con il Department of Further and Higher Education, Research, Innovation and Science (DFHERIS) ed Enterprise Ireland, con il supporto di Fáilte Ireland.

Con il tema “Future Regions: The Role of Sustainable Innovation in European Competitiveness”, la conferenza approfondirà il ruolo dell’innovazione sostenibile nel futuro delle regioni europee. Il programma si svilupperà attorno a tre ambiti principali: competitività e coesione, con particolare attenzione agli ecosistemi dell’innovazione, agli investimenti, alla Smart Specialisation e alla riduzione dei divari regionali; persone e competenze, con un focus sui talenti e sulle capacità necessarie per accompagnare le transizioni verde e digitale; resilienza e sovranità, affrontando temi quali tecnologie strategiche, sicurezza energetica, sostenibilità, resilienza digitale e preparazione regionale.

Le due giornate prevedono sessioni plenarie, keynote, incontri interattivi e occasioni di networking, favorendo il confronto tra autorità regionali, istituzioni europee, università, organismi di ricerca, imprese e società civile. Alcune sessioni keynote saranno inoltre trasmesse in diretta streaming e registrate, con successiva pubblicazione su YouTube.

È attualmente possibile presentare una manifestazione di interesse attraverso il portale dedicato.

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Commissione europea: pubblicato l’edizione 2026 dello European Innovation Scoreboard (EIS)

La Commissione europea ha pubblicato l’edizione 2026 dello European Innovation Scoreboard (EIS), il principale strumento di monitoraggio delle performance in ricerca e innovazione degli Stati membri. Dal 2001, l’EIS fornisce una valutazione comparativa delle performance in materia di ricerca e innovazione degli Stati membri dell’UE, di altri Paesi europei e di alcuni competitor globali. Lo strumento aiuta i decisori politici a individuare punti di forza, criticità e aree che richiedono ulteriori interventi. Nel tempo, l’EIS si è affermato come un punto di riferimento per lo sviluppo di politiche dell’innovazione basate su dati ed evidenze. I risultati sono calcolati rispetto alla media UE del 2019 e del 2026, consentendo di monitorare l’evoluzione delle performance e le tendenze nel tempo.

Il rapporto 2026 conferma una crescita costante della capacità innovativa dell’Unione europea, con un incremento medio dell’indice di innovazione dell’1,7% rispetto al 2025 e un miglioramento generalizzato rispetto al 2019.

Tra i risultati più significativi emerge la performance dell’Italia, che registra il secondo maggiore incremento annuale (+5 punti percentuali), dietro soltanto a Malta. Nel confronto con il 2019, il nostro Paese ha migliorato il proprio indice del 15%, collocandosi tra gli Stati membri con la crescita più sostenuta degli ultimi anni.

Nonostante questi progressi, l’Italia rimane nel gruppo dei “Moderate Innovators”, insieme a Spagna, Portogallo, Cipro, Slovenia, Lituania, Repubblica Ceca, Grecia e Ungheria. Ai vertici della classifica europea si confermano invece Svezia, Danimarca e Paesi Bassi, mentre Svizzera e Corea del Sud guidano rispettivamente i confronti europeo allargato e globale.

Lo European Innovation Scoreboard rappresenta un importante strumento di supporto alle politiche pubbliche, poiché valuta le prestazioni dei sistemi nazionali di innovazione attraverso 32 indicatori che misurano capitale umano, investimenti, attività innovative e impatti economici e sociali. I risultati costituiscono un riferimento fondamentale per orientare le strategie europee e nazionali in materia di ricerca, innovazione e competitività.

Per maggiori informazioni sullo European Innovation Scoreboard 2026 si prega di consultare il seguente LINK.

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Area Europea della Ricerca (ERA): pubblicato lo scoreboard 2025

La Commissione europea ha pubblicato il nuovo rapporto sullo stato di avanzamento dell’Area Europea della Ricerca (European Research Area – ERA), evidenziando progressi significativi in numerosi ambiti strategici, ma anche il permanere di importanti sfide strutturali che continuano a limitare il pieno potenziale della ricerca e dell’innovazione in Europa.

L’Area Europea della Ricerca rappresenta il quadro di riferimento attraverso il quale l’Unione europea e gli Stati membri promuovono una maggiore integrazione dei sistemi nazionali di ricerca, favorendo la collaborazione scientifica, la mobilità dei ricercatori, la condivisione delle conoscenze e il trasferimento dell’innovazione verso la società e l’economia.

Progressi e ritardi

Secondo il rapporto, gli Stati membri hanno compiuto progressi nella maggior parte delle priorità dell’ERA, in particolare per quanto riguarda l’accesso aperto alle pubblicazioni scientifiche, il rafforzamento delle infrastrutture di ricerca e la cooperazione transnazionale. Negli ultimi anni sono inoltre aumentati gli investimenti pubblici e privati in ricerca e innovazione, contribuendo a sostenere la competitività europea in un contesto globale sempre più dinamico.

Permangono tuttavia differenze significative tra i Paesi europei. Il rapporto evidenzia che il divario negli investimenti in ricerca e sviluppo tra gli Stati membri continua a rappresentare una delle principali criticità. L’obiettivo europeo di destinare il 3% del prodotto interno lordo alla ricerca e sviluppo non è ancora stato raggiunto a livello dell’Unione, e le disparità territoriali rischiano di compromettere una crescita equilibrata della capacità scientifica europea.

Un’altra sfida riguarda le carriere dei ricercatori. Nonostante i progressi registrati nella mobilità e nelle opportunità professionali, persistono problemi legati alla precarietà del lavoro accademico, alle disparità di genere e alle difficoltà nel trattenere talenti altamente qualificati. La Commissione sottolinea l’importanza di rendere le carriere nella ricerca più attrattive, stabili e inclusive.

Rispondere alle grandi sfide contemporanee

Il rapporto richiama inoltre l’attenzione sulla necessità di rafforzare il collegamento tra ricerca, innovazione e politiche pubbliche. Le grandi sfide contemporanee – dai cambiamenti climatici all’invecchiamento della popolazione, dalla trasformazione digitale alla sicurezza sanitaria – richiedono infatti una maggiore capacità di tradurre rapidamente le conoscenze scientifiche in soluzioni concrete e in decisioni politiche basate sulle evidenze.

Particolare rilievo viene attribuito alla dimensione regionale dell’innovazione. Le regioni europee svolgono un ruolo fondamentale nella creazione di ecosistemi territoriali della conoscenza, favorendo la collaborazione tra università, centri di ricerca, imprese e amministrazioni pubbliche. Il rafforzamento delle capacità regionali di ricerca e innovazione è considerato un elemento essenziale per ridurre le disuguaglianze territoriali e sostenere uno sviluppo sostenibile e inclusivo.

I risultati del rapporto contribuiranno a orientare l’attuazione della futura Agenda politica dell’Area Europea della Ricerca per il periodo 2025–2027, che mira a rafforzare ulteriormente la competitività scientifica dell’Europa.

 

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La Commissione presenta il progetto di bilancio 2027 alla Commissione Bilanci del Parlamento europeo

La Commissione europea ha presentato alla Commissione per i bilanci (BUDG) del Parlamento europeo il progetto di bilancio dell’Unione europea per il 2027.

La proposta sarà esaminata alla luce delle linee guida approvate dal Parlamento europeo il 28 aprile 2026 nell’ambito della procedura 2025/2246(BUI), che definiscono le priorità politiche e finanziarie per l’ultimo bilancio dell’attuale Quadro finanziario pluriennale (QFP) 2021-2027.

Con 389 voti favorevoli, 191 contrari e 75 astensioni, il Parlamento ha adottato una risoluzione che richiama la necessità di un bilancio europeo prevedibile, solido, orientato agli investimenti e capace di rispondere alle crescenti esigenze dei cittadini, delle imprese e dei territori europei.

Nel documento approvato, il Parlamento sottolinea come l’Unione europea si trovi ad affrontare una fase caratterizzata da instabilità geopolitica, pressioni economiche, perdita di competitività, sfide sociali e nuove esigenze di sicurezza.

In questo contesto, il bilancio 2027 dovrà contribuire a rafforzare la competitività europea, ridurre le dipendenze strategiche, sostenere l’innovazione, accelerare la transizione verde e digitale e promuovere la coesione economica, sociale e territoriale.

Gli eurodeputati evidenziano inoltre la necessità di finanziare investimenti nelle infrastrutture strategiche, nelle reti energetiche e digitali, nella mobilità sostenibile, nella ricerca e nello sviluppo tecnologico, nonché di garantire adeguate risorse ai programmi europei che supportano la crescita, la resilienza e la capacità innovativa dell’Unione.

BILANCIO 2027: ATTENZIONE A SALUTE, WORKFORCE E INNOVAZIONE

Tra gli aspetti di maggiore interesse per il settore sanitario, il Parlamento europeo richiama l’importanza di sostenere sistemi sanitari pubblici forti e resilienti, individuando la salute mentale come una priorità specifica e chiedendo adeguati finanziamenti per il programma EU4Health.

Il documento evidenzia inoltre la necessità di affrontare le crisi strutturali della forza lavoro che interessano diversi settori, con particolare riferimento agli ambiti sociale e sanitario, attraverso strategie e investimenti mirati.

Parallelamente, viene ribadita l’esigenza di garantire risorse sufficienti per la ricerca, l’innovazione e l’adozione di nuove tecnologie in settori strategici, così da rafforzare l’autonomia europea e la capacità di rispondere alle sfide globali.

Secondo il Parlamento, il bilancio 2027 dovrà assicurare continuità alle azioni già avviate nell’attuale periodo di programmazione e fungere da ponte verso il prossimo Quadro finanziario pluriennale 2028-2034, contribuendo a preparare le future priorità dell’Unione europea.

 

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Commissione europea: pubblicato il pacchetto Spring Semester 2026

La Commissione europea ha adottato lo Spring Package 2026 dell’European Semester, che definisce le priorità politiche e le raccomandazioni rivolte agli Stati membri per rafforzare la competitività, la resilienza economica e la coesione sociale dell’Unione europea.

Documento di sintesi “Il pacchetto di primavera del semestre europeo 2026: focus salute”

I dettagli dello Spring Package 2026

Tra le principali aree di azione figurano:

  • il rafforzamento della competitività e dell’innovazione;
  • l’aumento degli investimenti in ricerca e sviluppo;
  • la riduzione delle barriere nel mercato unico;
  • l’accelerazione della transizione energetica e digitale;
  • il sostegno all’occupazione di qualità e allo sviluppo delle competenze.

Il pacchetto pone inoltre particolare attenzione alle politiche sociali, promuovendo misure per contrastare la povertà, migliorare la protezione sociale e favorire l’accesso a servizi sanitari e abitativi accessibili. Inoltre, sulla base delle analisi contenute nei rapporti nazionali, la Commissione ha formulato raccomandazioni specifiche per ciascuno Stato membro, con l’obiettivo di sostenere riforme e investimenti mirati alle esigenze dei diversi contesti nazionali.

Focus salute

Il documento evidenzia alcuni progressi registrati nell’attuazione delle raccomandazioni del 2025 in materia di assistenza sanitaria. In particolare, vengono richiamati interventi relativi alla digitalizzazione dei servizi sanitari e agli investimenti nell’assistenza a lungo termine. Vengono inoltre menzionate riforme pensionistiche e misure di protezione sociale adottate in diversi Stati membri.

Nelle raccomandazioni specifiche per Paese del 2026, la Commissione sottolinea la necessità di migliorare l’accesso e l’accessibilità economica dell’assistenza sanitaria e dell’assistenza a lungo termine, che restano una priorità, ad esempio, in Repubblica Ceca, Estonia e Romania, nonché nelle aree rurali e soggette a spopolamento di alcuni Stati membri. Il documento evidenzia inoltre che il mantenimento dell’efficacia dei costi e della sostenibilità fiscale richiede di affrontare la carenza di personale sanitario e le disparità territoriali presenti in alcuni Paesi, tra cui Spagna e Portogallo.

Tra i risultati conseguiti attraverso il Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza (RRF), il documento richiama anche riforme volte a rafforzare i sistemi sanitari e l’assistenza a lungo termine, migliorare l’assistenza sanitaria primaria, rafforzare la prevenzione e rispondere alle esigenze derivanti dall’invecchiamento della popolazione. Come esempi vengono citati Slovacchia, Lituania, Austria ed Estonia.

FOCUS ITALIA

Per quanto concerne l’Italia nel documento del Country report il Paese registra progressi nella maggior parte degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (OSS) legati alla sostenibilità (OSS 2, 7, 9, 11, 12, 13 e 14) e in tutti quelli relativi all’equità sociale (OSS 1, 3, 4, 5, 7, 8 e 10). Permangono tuttavia criticità significative negli ambiti dell’acqua potabile e dei servizi igienico-sanitari e della vita sulla terra (OSS 6 e 15), dove il Paese continua a mostrare un ritardo rispetto alla media dell’UE. In particolare, la qualità delle acque è in peggioramento, l’impatto della siccità sugli ecosistemi è in aumento e si amplia la quota di territorio esposta a rischio di grave erosione del suolo.

Sul fronte sanitario (OSS 3), gli indicatori restano superiori alla media europea e la percezione dello stato di salute della popolazione è leggermente migliorata, ma si registra un aumento dei tassi di obesità e del consumo di antibiotici. Sebbene anche gli indicatori relativi al rischio di povertà (OSS 1) mostrino segnali positivi, l’Italia deve ancora colmare il divario rispetto alla media dell’Unione europea.

Nelle raccomandazioni rivolte all’Italia per il 2026-2027, il Consiglio invita inoltre a migliorare l’accesso tempestivo a un’assistenza sanitaria economicamente accessibile, anche affrontando la carenza di personale nelle professioni sanitarie essenziali.

Infatti, il documento evidenzia che negli ultimi anni l’accesso all’assistenza sanitaria in Italia è peggiorato, a causa dell’allungamento delle liste di attesa per i servizi sanitari pubblici, di una spesa sanitaria sostenuta direttamente dai cittadini (out-of-pocket expenditure) significativamente superiore alla media dell’UE, di rilevanti disparità territoriali nell’erogazione dei servizi e della carenza di personale sanitario.

La Commissione richiama la necessità di proseguire l’attuazione della riforma dell’assistenza territoriale del 2022, garantendo il completamento e la piena operatività delle nuove strutture sanitarie territoriali (Case della Comunità e Ospedali di Comunità), l’integrazione strutturale del personale sanitario, la piena diffusione di sistemi digitali interoperabili e il mantenimento dei finanziamenti destinati alla telemedicina e all’assistenza domiciliare.

Il documento sottolinea inoltre l’importanza di affrontare la carenza di professionisti sanitari attraverso strumenti di pianificazione del personale e di rafforzare l’attrattività di alcune professioni chiave, in particolare infermieri, medici di medicina generale e medici dell’emergenza-urgenza, migliorandone condizioni di lavoro, prospettive di carriera, tutele e percorsi di specializzazione.

NEXT STEPS

Le priorità individuate saranno ora discusse dall’Eurogruoup e dal Consiglio dell’Unione europea nell’ambito del processo di coordinamento delle politiche economiche e sociali europee.

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DOCUMENTI UTILI

Documento di sintesi “Il pacchetto di primavera del semestre europeo 2026: focus salute”

Raccomandazioni Italia 2026

Country Report Italy 2026

 

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ERRIN: proposte per il futuro di Horizon Europe

ERRIN (European Regions Research and Innovation Network) ha finalizzato le proprie proposte di emendamento contenute nel documento “ERRIN amendment proposals for the future Horizon Europe and the European Competitiveness Fund”, con l’obiettivo di contribuire alla definizione del futuro del programma quadro europeo per la ricerca e l’innovazione e del nuovo European Competitiveness Fund.

Le proposte riguardano sia il Regolamento sia lo Specific Programme di Horizon Europe e sono il risultato di un ampio processo di co-creazione con i membri della rete. In qualità di rete con sede a Bruxelles che rappresenta circa 125 organizzazioni regionali, ERRIN porta una prospettiva bottom-up nel processo di definizione delle politiche europee per la ricerca e l’innovazione.

Negli ultimi anni, la rete ha contribuito attivamente al dibattito sul futuro dei finanziamenti europei nel periodo successivo al 2027, anche attraverso contributi alla consultazione della Commissione europea sul Quadro finanziario pluriennale (MFF) post-2027 e una serie di documenti dedicati al futuro Framework Programme 10 (FP10). Le proposte mirano a rafforzare la dimensione territoriale nei futuri strumenti finanziari e a sostenere gli ecosistemi di innovazione a livello regionale, in continuità con le priorità delineate nel programma di lavoro Horizon Europe 2026-2027.

ERRIN e Horizon Europe: raccomandazioni chiave

Il documento evidenzia la necessità di garantire un forte coordinamento tra FP10, European Competitiveness Fund e National and Regional Partnership Plans, al fine di creare un percorso coerente dalla ricerca all’innovazione, fino alla diffusione e all’impatto territoriale. Viene inoltre sottolineato il ruolo strategico di regioni e città nello sviluppo della competitività industriale sostenibile, in particolare nel supporto alle tecnologie deep tech e nel passaggio dalla ricerca al mercato.

Tra le principali indicazioni emergono anche l’importanza di integrare le autorità locali e regionali nelle strutture di governance dei programmi europei, rafforzare il sostegno alla trasformazione sociale e alle EU Missions e potenziare il supporto agli ecosistemi territoriali di ricerca e innovazione attraverso investimenti a lungo termine e strumenti dedicati. Il documento sottolinea inoltre la necessità di migliorare l’accesso a Horizon Europe e promuovere una partecipazione più inclusiva, in particolare per i Paesi Widening, favorendo la collaborazione tra ecosistemi con diversi livelli di innovazione.

ERRIN continuerà a collaborare con le istituzioni europee e i rappresentanti nazionali nell’ambito dei negoziati sul Quadro finanziario pluriennale post-2027, con l’obiettivo di garantire che la dimensione territoriale sia pienamente integrata nella futura programmazione europea della ricerca e innovazione.

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Presidenza del Consiglio dell’UE cipriota: illustrate le priorità del semestre

La Presidenza cipriota del Consiglio dell’Unione europea ha avviato il proprio semestre all’insegna del motto “An Autonomous Union. Open to the World”, delineando una visione che punta a rafforzare la capacità dell’UE di agire in modo autonomo, mantenendo al contempo un ruolo attivo, affidabile e cooperativo nello scenario globale.

Le priorità sono state presentate anche al Parlamento europeo dal Presidente della Repubblica di Cipro, Nikos Christodoulides, nel corso di una sessione plenaria dedicata, che ha offerto ai deputati l’occasione di confrontarsi sugli orientamenti politici del semestre.

Un’UE autonoma e competitiva, nel segno della collaborazione

La Presidenza cipriota inquadra l’autonomia europea come un obiettivo ampio e trasversale, che riguarda sicurezza e difesa, competitività, transizioni verde e digitale, coesione sociale e capacità dell’Unione di garantire stabilità, prosperità e diritti fondamentali.

L’approccio proposto mira a rafforzare la resilienza interna dell’UE per consentirle di cooperare con i partner internazionali da una posizione di maggiore solidità, rimanendo ancorata ai principi del multilateralismo, dello Stato di diritto e del rispetto del diritto internazionale.

Tra le priorità chiave figurano:

  • autonomia attraverso sicurezza, difesa e preparazione;
  • autonomia attraverso competitività, innovazione e semplificazione;
  • apertura al mondo, con un ruolo attivo dell’UE nello scenario geopolitico;
  • costruzione di un’Unione autonoma fondata su valori, coesione sociale e inclusione.
 Coesione sociale, per non lasciare indietro nessuno

Un pilastro centrale del programma riguarda il rafforzamento della dimensione sociale dell’Unione. La Presidenza intende promuovere politiche orientate alla riduzione delle disuguaglianze, alla lotta alla povertà, all’accesso ad alloggi e a fonti energetiche sostenibili e a prezzi accessibili, nonché al pieno sviluppo del Pilastro europeo dei diritti sociali.

Particolare attenzione è rivolta ai bambini e ai giovani, attraverso il sostegno all’attuazione della Garanzia europea per l’infanzia, iniziative contro la povertà minorile, il rafforzamento dell’istruzione e la promozione del benessere digitale. Al centro anche le politiche per le competenze, l’occupazione equa e l’apprendimento permanente, considerate leve strategiche per accompagnare le transizioni verde e digitale.

 Salute al centro dell’autonomia europea

Nel quadro delle priorità sociali, la Presidenza cipriota attribuisce un ruolo importante alla salute come componente essenziale dell’autonomia dell’Unione. L’obiettivo dichiarato è rafforzare una vera Unione europea della salute, capace di garantire accesso, disponibilità e sicurezza dei prodotti medici, promuovere l’innovazione e potenziare la resilienza e l’integrazione dei sistemi sanitari.

La fiducia dei cittadini nei sistemi sanitari viene indicata come un elemento chiave della coesione europea, così come la capacità di risposta coordinata alle future crisi sanitarie. In questo contesto, viene esplicitamente richiamata anche l’importanza di politiche dedicate alla salute mentale, con un’attenzione specifica alle giovani generazioni e al coinvolgimento degli stakeholder.

 Il confronto con il Parlamento europeo

Le priorità della Presidenza sono state illustrate e discusse in plenaria al Parlamento europeo, in un dibattito che ha toccato i grandi temi dell’autonomia, della sicurezza, della competitività, dell’apertura internazionale e dei valori fondanti dell’Unione. Nel confronto con i deputati è emersa un’ampia attenzione per la necessità di rafforzare la resilienza europea, la coesione sociale e le politiche in grado di incidere concretamente sulla vita quotidiana dei cittadini, comprese quelle in ambito sanitario.

 

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