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Salute Globale

Webinar EUHPP: resilienza dei sistemi sanitari nell’UE

La Commissione Europea, attraverso la piattaforma EU Health Policy Platform (EUHPP) organizza un nuovo webinar dedicato al tema della resilienza dei sistemi sanitari.

L’evento, dal titolo “Strengthening Health System Resilience in the EU: Evidence, Measurement, and Policy Levers”, si terrà l’11 giugno 2026 dalle 15:00 alle 16:30 e si svolgerà in lingua inglese.

Il webinar presenterà un approccio metodologico per la valutazione quantitativa e comparativa della resilienza dei sistemi sanitari, applicato a quattro Paesi dell’Unione Europea nel contesto della pandemia da COVID-19.

Verranno inoltre discussi i risultati di analisi qualitative sui fattori che influenzano performance più o meno resilienti e il ruolo degli incentivi come strumento di policy per rafforzare la capacità di risposta dei sistemi sanitari. Il programma prevede interventi di accademici e istituzioni europee.

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Integrare la riabilitazione visiva nei sistemi sanitari: una nuova guida OMS

Una nuova pubblicazione dell’OMS, Planning guide for integrated vision rehabilitation, rappresenta uno strumento pratico per supportare i Paesi nello sviluppo e nell’integrazione dei servizi di riabilitazione visiva all’interno dei sistemi sanitari nazionali. La guida nasce dalla consapevolezza che la disabilità visiva e la cecità incidono profondamente sulla qualità della vita delle persone.

La riabilitazione visiva viene definita come una componente essenziale dell’assistenza oftalmologica, rivolta alle persone con deficit visivi irreversibili ma con una residua capacità visiva. L’obiettivo è aiutare le persone a massimizzare le proprie capacità funzionali attraverso un insieme di interventi che comprendono supporto psicologico, ausili ottici ed elettronici, dispositivi per la mobilità, adattamenti ambientali e training specifici per l’uso della visione residua e per l’orientamento.

La guida distingue inoltre la riabilitazione visiva dai percorsi di riabilitazione rivolti alle persone cieche. Nel primo caso, il focus è sull’ottimizzazione della visione residua; nel secondo, invece, l’attenzione è rivolta allo sviluppo di competenze che non dipendono dalla vista, come l’utilizzo del Braille, le tecniche avanzate di orientamento e mobilità o le tecnologie assistive non visive. Questo approccio evidenzia la necessità di creare percorsi integrati tra servizi sanitari, sociali ed educativi, per garantire continuità assistenziale e inclusione.

Il documento sottolinea anche il carattere multidisciplinare della riabilitazione visiva, che coinvolge oftalmologi, optometristi, ortottisti, psicologi, terapisti occupazionali, fisioterapisti, insegnanti specializzati, assistenti sociali e altri professionisti sanitari. Questo modello integrato consente di accompagnare la persona verso una maggiore autonomia nella mobilità, nella lettura, nel lavoro e nella partecipazione sociale.

Nonostante l’esistenza di interventi efficaci, l’accesso ai servizi di riabilitazione visiva rimane ancora molto limitato, soprattutto nei Paesi a basso e medio reddito. Tra le principali barriere individuate dalla WHO vi sono la carenza di personale formato, la limitata disponibilità di servizi al di fuori dei centri specialistici, i costi elevati degli ausili, la scarsa integrazione nelle politiche sanitarie nazionali e la ridotta consapevolezza delle opportunità di riabilitazione sia tra i professionisti sanitari sia tra i pazienti.

La guida propone infine un percorso operativo in tre fasi: analizzare i bisogni e i servizi esistenti, implementare interventi prioritari e integrare stabilmente la riabilitazione visiva nei piani sanitari nazionali e nei sistemi di monitoraggio.

 

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Salute Globale

La 79ª Assemblea Mondiale della Sanità: la salute globale a un punto di svolta

Le delegazioni provenienti da tutto il mondo si riuniranno tra il 18 e il 23 maggio a Ginevra per la 79ª Assemblea Mondiale della Sanità (World Health Assembly – WHA), il principale organo decisionale dell’OMS. L’incontro si svolge in un momento particolarmente importante per la salute globale, segnata da conflitti, nuove pressioni legate ai cambiamenti climatici, alle trasformazioni demografiche, alle disuguaglianze sanitarie e all’incertezza economica.

Cos’è l’Assemblea Mondiale della Sanità?

L’Assemblea Mondiale della Sanità è l’organo di governo dell’OMS e riunisce ogni anno a Ginevra le delegazioni di tutti gli Stati Membri dell’Organizzazione. L’Assemblea definisce le politiche dell’OMS, approva il programma e il bilancio, supervisiona le politiche finanziarie e nomina il Direttore Generale. Rappresenta inoltre il principale forum globale nel quale i Paesi negoziano priorità e coordinano le azioni internazionali in materia di salute.

I principali temi all’ordine del giorno

Secondo il rapporto consolidato preparato dall’OMS in vista dell’Assemblea, i delegati saranno chiamati a discutere una vasta gamma di sfide interconnesse, tra le quali:

  1. Il rallentamento dei progressi nell’ambito delle vaccinazioni: l’OMS avverte che molti Paesi non sono sulla buona strada per raggiungere gli obiettivi dell’Agenda per l’Immunizzazione 2030, a causa delle persistenti disuguaglianze nell’accesso ai vaccini, della crescente diffusione della disinformazione e dell’esitazione vaccinale, nonché delle difficoltà nel raggiungere le popolazioni più vulnerabili, soprattutto nei contesti fragili e colpiti da conflitti.
  2. Anche la tubercolosi continuerà a occupare un posto centrale nell’agenda politica. L’OMS sottolinea che i progressi nella lotta contro la TB richiederanno sistemi sanitari più solidi, un maggiore accesso alla diagnosi e ai trattamenti e una maggiore attenzione ai determinanti sociali ed economici della salute. Gli Stati Membri stanno inoltre iniziando a guardare oltre l’attuale strategia “End TB”, lavorando a una futura strategia post-2030.
  3. I cambiamenti climatici saranno un altro tema destinato a influenzare molte delle discussioni dell’Assemblea. L’OMS considera sempre più il cambiamento climatico non soltanto come una questione ambientale, ma come una vera e propria minaccia per la salute pubblica, già in grado di modificare la diffusione delle malattie, colpire le comunità più vulnerabili e mettere sotto pressione la resilienza dei sistemi sanitari. Crescono le preoccupazioni legate alle ondate di calore, alle malattie trasmesse da vettori e al degrado ambientale.
  4. Parallelamente, l’OMS invita i Paesi ad accelerare gli sforzi verso la copertura sanitaria universale, garantendo però che l’innovazione tecnologica non contribuisca ad ampliare le disuguaglianze. Le discussioni sulla salute digitale, la medicina di precisione e l’accesso ai servizi diagnostici metteranno in evidenza la necessità di garantire un accesso equo alle nuove tecnologie, in particolare nei Paesi a basso e medio reddito.
Finanziamenti e futuro della cooperazione internazionale

Uno dei temi ricorrenti del rapporto dell’OMS riguarda la sostenibilità dei finanziamenti per la salute globale. L’Organizzazione avverte che molti obiettivi sanitari internazionali rischiano di non essere raggiunti a causa di finanziamenti insufficienti e instabili, in un momento in cui i sistemi sanitari sono già sottoposti a forti pressioni. L ’Organizzazione stessa continua a subire le conseguenze finanziarie legate all’uscita degli Stati Uniti e dell’Argentina dall’OMS, con effetti sul suo funzionamento complessivo.

Più in generale, la 79ª Assemblea Mondiale della Sanità rifletterà una crescente consapevolezza del fatto che le grandi sfide della salute globale siano ormai profondamente interconnesse. Malattie infettive, cambiamenti climatici, resilienza economica e disuguaglianze sociali non possono più essere affrontati separatamente. Mentre i governi si preparano a riunirsi a Ginevra, l’Assemblea offrirà un’importante indicazione sulla volontà dei Paesi di rafforzare la cooperazione internazionale e investire in sistemi sanitari più equi e resilienti per il futuro.

 

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Salute Globale

Corruzione sanitaria: l’analisi strategica del Policy Brief 75

La corruzione sanitaria rappresenta una minaccia concreta per la capacità dei sistemi sanitari di proteggere la salute pubblica, garantire equità e usare in modo efficace le risorse disponibili. L’European Observatory on Health Systems and Policies ha pubblicato il Policy Brief 75, dal titolo “How can we better prepare health systems to resist corruption”, un documento dedicato alla preparazione dei sistemi sanitari nel contrasto alla corruzione sanitaria.

Secondo il policy brief, la corruzione nei sistemi sanitari produce effetti rilevanti sulla salute globale, poiché compromette gli esiti sanitari e accentua le disuguaglianze, danneggia in modo sproporzionato le persone povere e vulnerabili, riduce la fiducia pubblica, genera sprechi e limita l’impatto degli investimenti in salute.

dove nasce la corruzione sanitaria

Il documento evidenzia che la corruzione sanitaria esiste in tutti i sistemi sanitari e può aggravarsi durante le emergenze sanitarie, quando i meccanismi di controllo risultano più deboli. Per questo motivo, le misure isolate non sono considerate sufficienti, poiché risultano più efficaci quando sono costruite sulle forme specifiche di corruzione che intendono affrontare.

Secondo l’European Observatory, le strategie contro la corruzione sanitaria devono partire da un’analisi concreta del problema, considerando dove si manifesta, quanto è diffuso e quali fattori lo alimentano. Il policy brief richiama in particolare il peso della governance, del contesto economico e delle norme sociali che possono influenzare le scelte di pazienti e operatori.

Per rafforzare la capacità di resistenza dei sistemi sanitari, il policy brief richiama la necessità di intervenire sulle cause sistemiche e strutturali della corruzione, individuando chi trae beneficio dalle pratiche corruttive, quali incentivi le sostengono e quali soggetti possano applicare le regole in modo credibile.

Un ulteriore elemento centrale riguarda la necessità di concentrare gli interventi sulle forme di corruzione più dannose per la performance dei sistemi sanitari, per l’equità e per gli esiti di salute. Il documento suggerisce inoltre di guardare alle esperienze maturate in altri settori, come istruzione, polizia e finanza pubblica, così da apprendere dai successi e dai limiti delle strategie già sperimentate.

Il policy brief richiama anche l’importanza di progettare interventi flessibili, capaci di essere adattati durante l’attuazione, e di prevedere strumenti di monitoraggio in tempo reale per intercettare eventuali conseguenze indesiderate. Tra gli strumenti citati figurano scorecard, audit e unità dedicate alla valutazione, con particolare attenzione agli effetti sulla qualità, sull’equità e sulle popolazioni povere e vulnerabili.

La costruzione di coalizioni per il cambiamento rappresenta un altro passaggio rilevante, attraverso alleanze tra organizzazioni della società civile, evidenziando infine la necessità di investire in valutazioni di lungo periodo, anche attraverso studi longitudinali, sperimentazioni randomizzate e ricerca etnografica, per migliorare progressivamente gli interventi contro la corruzione sanitaria.

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Rapporto OMS/Europa “Artificial intelligence is reshaping health systems: state of readiness across the European Union”

L’indagine dell’OMS per il periodo 2024-2025 mostra che gli Stati membri dell’UE stanno promuovendo l’adozione dell’intelligenza artificiale (IA) nel settore sanitario attraverso strategie nazionali, una governance dei dati più rigorosa e un crescente utilizzo di strumenti di intelligenza artificiale, quali sistemi diagnostici e di assistenza ai pazienti.

Sebbene siano stati compiuti progressi significativi, il rapporto sottolinea la necessità di una regolamentazione più chiara, maggiori investimenti, la formazione del personale e un coinvolgimento inclusivo delle parti interessate per garantire un’integrazione sicura, etica ed efficace dell’intelligenza artificiale nei sistemi sanitari europei.

Il rapporto “Artificial intelligence is reshaping health systems: state of readiness across the European Union”

Nel 2025, l’intelligenza artificiale è diventata una priorità fondamentale per i sistemi sanitari in tutta la Regione europea dell’OMS e, in particolare, all’interno dell’Unione Europea (UE). Con l’adozione da parte dell’UE della prima legislazione globale in materia di IA, l’attenzione mondiale è sempre più concentrata sul modo in cui l’Europa sta definendo la governance, la regolamentazione e l’implementazione dell’IA nel settore sanitario. Il piano d’azione regionale dell’OMS per la sanità digitale 2023–2030 continua a fornire un quadro di riferimento importante per l’integrazione dell’IA nei sistemi sanitari, garantendo al contempo che la trasformazione digitale favorisca migliori risultati sanitari, sostenibilità ed equità.

Il presente rapporto si basa sull’indagine dell’OMS 2024–2025 sull’IA per la salute, che ha raccolto le risposte di 50 dei 53 Stati membri della Regione europea dell’OMS, compresi tutti i 27 Stati membri dell’UE. I risultati forniscono una panoramica dettagliata di come i paesi dell’UE stanno affrontando l’IA in ambito sanitario attraverso strategie nazionali, quadri normativi, coinvolgimento degli stakeholder, sviluppo della forza lavoro, governance dei dati e adozione dell’IA.

La maggior parte degli Stati membri dell’UE ha adottato o sta sviluppando strategie nazionali intersettoriali in materia di IA, sebbene solo pochi abbiano definito strategie specifiche per la sanità. I governi riconoscono sempre più l’importanza di chiari meccanismi di supervisione, responsabilità e coordinamento tra i settori. Anche il coinvolgimento degli stakeholder sta diventando sempre più comune, in particolare con gli attori governativi, le istituzioni accademiche e gli operatori sanitari, sebbene le associazioni di pazienti e il pubblico in generale rimangano meno coinvolti nelle discussioni politiche.

Il rapporto evidenzia progressi significativi nell’adozione dell’IA in tutta l’UE. La diagnostica assistita dall’IA e gli strumenti di conversazione per il supporto ai pazienti sono tra le applicazioni più diffuse, trainate da obiettivi quali il miglioramento dell’assistenza ai pazienti, l’aumento dell’efficienza e la riduzione delle pressioni sul personale. Tuttavia, permangono alcune sfide, tra cui l’accessibilità economica, l’incertezza giuridica, la qualità dei dati e la disponibilità limitata di formazione sull’IA per gli operatori sanitari.

La governance dei dati sanitari è un’altra area critica di sviluppo. Molti Stati membri hanno introdotto strategie sui dati sanitari e hub nazionali di dati, preparandosi al contempo all’attuazione dello Spazio europeo dei dati sanitari entro il 2029. Allo stesso tempo, i paesi stanno lavorando per rafforzare i quadri etici e giuridici per l’IA, comprese le linee guida in materia di trasparenza, responsabilità e protezione dei dati.

Nel complesso, il rapporto dimostra che l’UE sta compiendo progressi sostanziali nell’integrazione dell’IA nell’assistenza sanitaria, sottolineando al contempo la necessità di investimenti continui, una governance più forte e una collaborazione inclusiva per garantire un’implementazione sicura, etica ed efficace dell’IA in tutti i sistemi sanitari.

 

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European Public Health Week – EUPHW 2026

Dal 4 all’8 maggio 2026 si svolge la European Public Health Week (EUPHW), iniziativa annuale promossa dalla European Public Health Association (EUPHA) che coinvolge istituzioni, ricercatori, professionisti e comunità in tutta Europa per promuovere la salute pubblica, condividere conoscenze e stimolare azioni concrete sui principali determinanti di salute.

EUPHW 2026: focus su investimenti per la salute sostenibile

L’edizione 2026 è dedicata al tema “investing for sustainable health and well-being”, con l’obiettivo di rafforzare sistemi sanitari, prevenzione e benessere a lungo termine attraverso politiche integrate e basate sull’evidenza.

La settimana prevede centinaia di eventi tra conferenze, workshop e iniziative locali distribuite in diversi Paesi europei, con il coinvolgimento di organizzazioni pubbliche, università, società scientifiche e cittadini.

Ogni giornata è dedicata a un tema specifico, tra cui: integrazione della salute in tutte le politiche, equità negli investimenti sanitari, salute mentale, contrasto alla disinformazione e rafforzamento della forza lavoro sanitaria.

L’iniziativa rappresenta uno strumento di coordinamento e sensibilizzazione a livello europeo, volto a rafforzare la collaborazione tra Paesi e a rendere più visibile il ruolo della sanità pubblica nel rispondere alle sfide contemporanee, tra cui disuguaglianze, crisi sociali e cambiamenti ambientali.

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digital health

Evento Salute digitale GIDH: verso sistemi più resilienti e collaborativi

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e il Segretariato della GIDH sono lieti di annunciare le date del terzo incontro globale della Global Initiative on Digital Health (GIDH), che si terrà dal 22 al 24 giugno 2026 presso la sede dell’OMS a Ginevra, in Svizzera. Sarà possibile partecipare sia di persona che online.

Il 3° incontro globale GIDH

L’incontro si svolgerà all’insegna del tema “Rafforzare la resilienza dei sistemi sanitari e le capacità locali attraverso le basi digitali, l’apprendimento e le partnership” (Building health systems resilience and local capacity through Digital Foundations, Learning and Partnerships). Riunirà i membri della GIDH, i paesi, i partner, la società civile, il mondo accademico, il settore privato e gli operatori della sanità digitale per scambiare esperienze sulle priorità nazionali in materia di sanità digitale e promuovere sforzi collaborativi verso una trasformazione digitale dei sistemi sanitari basata su standard. Durante i tre giorni, la leadership dei paesi, l’imprenditorialità locale e gli standard saranno messi in evidenza come pilastri fondamentali per una trasformazione della sanità digitale sostenibile e incentrata sulla persona.

Il programma:

  • Il primo giorno, 22 giugno 2026, sarà aperto solo agli attuali membri del GIDH.
  • Il secondo e terzo giorno, 23-24 giugno 2026, saranno aperti al pubblico.

 

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digital health

OMS lancia HISGOV, il database per valutare sistemi informativi e governance dei dati nei Paesi della Regione Europea

L’OMS ha lanciato il database Health Information Systems Governance (HISGOV), che raccoglie circa 70 indicatori per aiutare i paesi della Regione europea a comprendere, confrontare e migliorare le modalità di raccolta, gestione e utilizzo dei dati sanitari. Mettendo in evidenza i progressi, le lacune e le sfide in settori quali le strategie digitali, la governance dei dati e l’interoperabilità, la banca dati favorisce un processo decisionale più chiaro e l’adozione di politiche sanitarie più efficaci e basate su dati concreti.

Il database HISGOV

I sistemi informativi sanitari sono fondamentali per il buon funzionamento dei sistemi sanitari. Per favorirne il miglioramento, l’OMS ha lanciato un nuovo database destinato ai responsabili politici, agli esperti e al pubblico in tutta la Regione europea dell’OMS. Questo strumento è stato concepito per aiutare gli utenti a comprendere meglio il funzionamento dei sistemi informativi sanitari e le modalità con cui è possibile rafforzare la governance dei dati. La banca dati raccoglie quasi 70 indicatori, offrendo una panoramica chiara e accessibile sulle modalità con cui i paesi raccolgono, gestiscono e utilizzano i dati sanitari.

Cofinanziato dall’Unione Europea, il database HISGOV fornisce informazioni sia sui progressi compiuti che sulle sfide ancora in corso. Il suo scopo è quello di evidenziare le aree in cui potrebbero essere necessari ulteriori interventi o investimenti. Presentando informazioni comparabili tra i vari paesi, consente agli utenti di identificare le lacune e monitorare gli sviluppi nel tempo.

I sistemi di informazione sanitaria sono di per sé complessi e operano su più livelli. Essi generano informazioni sanitarie che guidano il processo decisionale attraverso processi quali la raccolta dei dati, l’analisi, la rendicontazione, la gestione delle conoscenze e la governance. Affinché questi sistemi siano efficaci ed efficienti, essi dipendono da dati coerenti e di alta qualità provenienti da un’ampia gamma di fonti. Queste includono cartelle cliniche, indagini, registri delle malattie, interviste, indagini di screening, programmi di prevenzione e dati provenienti da settori esterni a quello sanitario, quali i dati ambientali o sociali.

Questo database è strutturato attorno a componenti chiave che riflettono la solidità dei sistemi, tra cui strategie digitali, quadri di governance, cartelle cliniche elettroniche, utilizzo dei dati e interoperabilità. Esplora inoltre le sfide legate all’implementazione delle cartelle cliniche elettroniche e all’adozione di analisi avanzate. Le informazioni sono presentate attraverso tabelle riassuntive e mappe per facilitare la comprensione dei confronti e delle tendenze.

Attingendo a sondaggi e valutazioni dei sistemi, il database supporta un processo decisionale più efficace, chiarendo come i dati possano essere utilizzati per l’azione e lo sviluppo delle politiche nei vari paesi della regione.

 

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Nuovo report OMS Europa: equità al centro della salute digitale

Dal nuovo report di OMS Europa si evince che la trasformazione digitale nel settore sanitario ha subito un’accelerazione a seguito della pandemia di COVID-19, offrendo notevoli vantaggi ma comportando il rischio di un aumento delle disuguaglianze se l’equità non viene integrata nella regolamentazione, nell’attuazione e nella valutazione. I dati attuali evidenziano approcci frammentati e una responsabilità limitata, sottolineando la necessità di strategie coordinate, una progettazione inclusiva, una governance più solida e una valutazione incentrata sull’equità per garantire sistemi sanitari digitali equi ed efficaci.

L’equità al centro della salute digitale

L’accelerazione della trasformazione digitale dei sistemi sanitari ha ridefinito il modo in cui le persone accedono ai servizi, alle informazioni e all’assistenza. La sanità digitale e l’intelligenza artificiale offrono un forte potenziale per migliorare gli esiti sanitari, aumentare l’efficienza ed espandere l’accesso all’assistenza. Tuttavia, garantire l’equità all’interno di questi sistemi è essenziale per evitare di ampliare le disparità esistenti e per sostenere un’innovazione a beneficio di tutte le popolazioni. Sebbene le strategie globali e regionali enfatizzino l’equità come priorità, non è ancora chiaro se questo principio venga costantemente tradotto in pratica a livello di regolamentazione, implementazione e valutazione.

Per affrontare questa questione, è stata condotta una revisione esplorativa per esaminare come l’equità sia integrata nei sistemi sanitari digitali. La revisione ha valutato i quadri normativi, gli approcci di implementazione e le pratiche di valutazione, con l’obiettivo di identificare le lacune e fornire spunti per rafforzare l’equità nella sanità digitale in tutte le regioni.

Nella regolamentazione, le considerazioni sull’equità erano spesso limitate. Sebbene i quadri normativi affrontassero la privacy, la sicurezza e l’efficacia, raramente incorporavano una partecipazione significativa dei gruppi emarginati o affrontavano le disparità nelle infrastrutture e nell’accesso digitale. La legislazione emergente mira a migliorare la trasparenza e a ridurre i pregiudizi, ma manca di meccanismi applicabili per garantire l’equità nella pratica. Il monitoraggio post-implementazione include raramente misure incentrate sull’equità, aumentando il rischio che le disparità rimangano inosservate.

Le linee guida per l’implementazione hanno mostrato maggiori progressi, in particolare nella promozione di una progettazione accessibile e dell’usabilità in contesti con scarse risorse. I quadri di riferimento sottolineano sempre più spesso approcci inclusivi e il coinvolgimento degli utenti. Tuttavia, questi sforzi sono discontinui e non esistono standard universali né chiari meccanismi di responsabilità per garantire un’implementazione equa.

Le pratiche di valutazione hanno rivelato ulteriori lacune. Pochi quadri di riferimento considerano adeguatamente l’adattabilità, la scalabilità o la rappresentanza di popolazioni diverse. La sottorappresentazione dei gruppi emarginati limita la capacità di valutare l’efficacia nel mondo reale. Spesso mancano indicatori di equità e gli strumenti per valutare l’equità nei sistemi di IA rimangono poco sviluppati. Sebbene i metodi di valutazione esistenti si concentrino sulla sicurezza e sull’efficacia in termini di costi, non affrontano in modo sufficiente i risultati in termini di equità.

Il raggiungimento dell’equità nella sanità digitale richiede un passaggio da principi di alto livello a strategie attuabili. È necessaria una comprensione condivisa di cosa sia una sanità digitale equa per ridurre la frammentazione e guidare un’azione coordinata. Strumenti standardizzati, inclusi quadri di riferimento e metodi di valutazione incentrati sull’equità, possono supportare l’attuazione e la valutazione.

È fondamentale rafforzare la regolamentazione e la governance. Ciò comporta l’integrazione dei principi di equità nei requisiti di progettazione, la garanzia di un monitoraggio costante tra i diversi gruppi della popolazione e la creazione di meccanismi di responsabilità. I modelli di finanziamento sostenibili dovrebbero incentivare l’innovazione inclusiva e affrontare le disparità nell’accesso.

Infine, è essenziale sviluppare le capacità e promuovere la collaborazione tra i diversi settori. Il coinvolgimento di una varietà di stakeholder, comprese quelle con esperienza diretta, può contribuire a ridurre i pregiudizi e a migliorare la fiducia. La condivisione delle migliori pratiche e il sostegno alla ricerca promuoveranno ulteriormente sistemi sanitari digitali equi. Senza sforzi coordinati e sostenuti, la trasformazione digitale rischia di rafforzare le disuguaglianze esistenti anziché ridurle.

 

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THCS: nuovo webinar su Transferability and Implementation Framework

Il 29 aprile 2026 dalle 13:00 alle 14:00 CET si terrà il webinar online “From Knowledge to Impact: Discover the THCS Knowledge Hub and the Transferability & Implementation Framework”.

Il webinar, in lingua inglese, è organizzato dal Work Package 10 (WP10) del Partenariato europeo THCS – Transforming Health and Social Care Systems e approfondirà il THCS Transferability and Implementation Framework, sviluppato per supportare il trasferimento e l’implementazione di soluzioni innovative nei sistemi sanitari e sociali europei.

L’iniziativa offrirà ai partecipanti indicazioni pratiche su come trasferire, adattare e implementare soluzioni sviluppate in altri contesti, evidenziando i passaggi chiave del processo e le condizioni necessarie per generare cambiamenti sostenibili. Nel corso del webinar sarà inoltre presentato il THCS Knowledge Hub, la piattaforma online che raccoglie conoscenze, strumenti, buone pratiche ed evidenze utili a supportare la trasformazione dei sistemi sanitari e sociali.

THCS Transferability Framework: programma del webinar

Il webinar fornirà un approfondimento operativo sull’utilizzo del framework, mostrando come applicarlo concretamente e come adattare le innovazioni ai diversi contesti locali. L’obiettivo è supportare gli stakeholder nel passaggio dalla conoscenza all’implementazione, rafforzando la capacità di generare impatto nei sistemi sanitari e sociali.

Il programma prevede un’introduzione a cura di Nessa Barry (Scottish Government, WP10 Leader), seguita dalla presentazione del THCS Knowledge Hub da parte di Andrea Pavlickova.

Juha Koivisto (Finnish Institute for Health and Welfare, WP4 Leader) illustrerà le modalità di trasferimento e implementazione delle soluzioni, mentre Hanne Savolainen e Maite Zabala presenteranno l’utilizzo pratico del framework. L’incontro si concluderà con una discussione facilitata e le considerazioni finali.

L’iniziativa rappresenta un’opportunità di apprendimento per comprendere come strumenti operativi, collaborazione e condivisione delle conoscenze possano contribuire a promuovere cambiamenti sostenibili nei sistemi sanitari e sociali europei.

THCS – Transforming Health and Social Care Systems, di cui ProMIS è Ente affiliato del Ministero della Salute italiano (coordinatore del Partenariato stesso), è cofinanziato nell’ambito del programma Horizon Europe. THCS sostiene programmi coordinati di ricerca e innovazione nazionali e regionali ed altre attività chiave a supporto della trasformazione dei sistemi sanitari e assistenziali.

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