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Save the Date: THCS Learning Week 2026

Dal 28 settembre al 2 ottobre 2026, il WP10 “Knowledge Hub to support the transferability of good practices” del Partenariato europeo THCS – Transforming Health and Social Care Systems organizzerà la THCS Learning Week 2026.

L’iniziativa, dal titolo “Transforming Health and Social Care: Meaning, Models and Measurement”, sarà dedicata al significato concreto della trasformazione dei sistemi sanitari e socio-sanitari e alle modalità con cui questa può essere realizzata e valutata.

Per cinque giornate, decisori politici, responsabili dei sistemi, ricercatori, professionisti e innovatori saranno coinvolti in un percorso di apprendimento e confronto basato su esperienze e casi provenienti da diversi contesti europei.

La Learning Week intende approfondire alcune delle questioni che accompagnano i processi di trasformazione: che cosa significa trasformare un sistema, come può avvenire il cambiamento e come valutarne l’impatto.

In un contesto in cui i sistemi europei sono chiamati a sviluppare modelli di assistenza più integrati, sostenibili e centrati sulla persona, l’evento offrirà uno spazio per condividere conoscenze, esperienze e approcci maturati in contesti diversi.

Sono previste 10 sessioni online della durata di un’ora, con modalità interattive e occasioni di scambio tra i partecipanti.

THCS LEARNING WEEK 2026: ESPERIENZE E CONFRONTO EUROPEO

La THCS Learning Week 2026 valorizzerà il lavoro sviluppato nell’ambito di THCS e dei progetti finanziati dal Partenariato, insieme ai contributi di altri partenariati e iniziative europee, creando occasioni di discussione, riflessione e scambio sulla trasformazione dei sistemi sanitari e socio-sanitari.

Attraverso la condivisione di esperienze e casi concreti, la settimana offrirà l’opportunità di approfondire come la trasformazione possa tradursi nella pratica e quali elementi consentano di comprenderne e valutarne gli effetti.

L’obiettivo è favorire l’apprendimento reciproco tra attori provenienti da contesti diversi e mettere a confronto prospettive ed esperienze europee, contribuendo alla riflessione su che cosa significhi la trasformazione, come si realizzi e come riconoscere quando produce un cambiamento effettivo.

Il Transforming Health and Social Care Systems, di cui ProMIS è Ente affiliato del Ministero della Salute italiano (coordinatore del Partenariato stesso), è cofinanziato nell’ambito del programma Horizon Europe. THCS sostiene programmi coordinati di ricerca e innovazione nazionali e regionali ed altre attività chiave a supporto della trasformazione dei sistemi sanitari e assistenziali.

Il programma completo e le informazioni per la registrazione saranno comunicati prossimamente.

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Salute Globale

OMS: priorità globali di ricerca su clima e migrazione

Per fare il punto sulle priorità di ricerca globali su clima e migrazione, il programma OMS Health and Migration, in collaborazione con il programma OMS Climate Change, Energy and Air Quality, ha lanciato l’Action plan “Global research prioritization and action plan on health, migration and displacement in the context of climate change”.

Colmare la mancanza di evidenze su clima e migrazione

Nonostante la crescente consapevolezza del legame tra clima e migrazione e i suoi effetti sulla salute, permangono significative lacune nelle evidenze su come la mobilità legata al cambiamento climatico influisca su salute, benessere e accesso alle cure. Il cambiamento climatico è sempre più riconosciuto come fattore che contribuisce alla migrazione e agli sfollamenti, con un forte impatto sulle popolazioni già vulnerabili e con limitate capacità di adattamento.

Il dottor Santino Severoni, a capo del programma Health and Migration, ha sottolineato come colmare le lacune in ambito di ricerca sia anzitutto una questione di equità; per raggiungere la copertura sanitaria universale e rafforzare la resilienza climatica, le popolazioni migranti e sfollate devono far parte della soluzione fin dall’inizio, non essere un’aggiunta successiva.

L’esercizio di definizione delle priorità

Il Global Research Prioritization Exercise (GRPE), primo approfondimento tematico nell’ambito del Global research agenda on health, migration and displacement dell’OMS, è stato sviluppato attraverso un percorso strutturato e partecipativo che ha coinvolto una revisione della letteratura, una mappatura degli stakeholder, consultazioni tecniche e un sondaggio online, con il contributo di diversi esperti provenienti da ambito accademico, politico e operativo.

Sono state individuate aree di ricerca prioritarie su clima e migrazione lungo tre temi principali (determinanti sociali della salute, copertura sanitaria universale ed emergenze) insieme a due aree trasversali riguardanti gli esiti di salute e i dati per le politiche e gli interventi. Tra le priorità emerse figurano il contrasto alle disuguaglianze sociali, il rafforzamento dell’accesso ai sistemi sanitari, il miglioramento della preparazione alle emergenze climatiche, il potenziamento dei sistemi di dati sensibili alla migrazione, e la produzione di evidenze su salute mentale, salute materno-infantile, malattie croniche e impatti a lungo termine della mobilità climatica.

Il dottor Diarmid Campbell-Lendrum, a capo del programma Climate Change, Energy and Air Quality, ha evidenziato come il cambiamento climatico stia già influenzando la salute e la mobilità delle popolazioni a livello globale, rendendo essenziale rafforzare la base di evidenze su clima e migrazione per orientare politiche efficaci.

Il lancio ha rafforzato l’impegno condiviso a favorire la collaborazione interdisciplinare, superando i compartimenti stagni tra i settori salute, clima e migrazione, e a tradurre le evidenze in politiche e interventi concreti. È stata inoltre sottolineata l’importanza di partenariati duraturi e di legami più stretti tra ricerca, politica e attuazione.

Attraverso il GRPE, l’OMS ribadisce il proprio impegno a sostenere Stati membri e partner nel tradurre le priorità di ricerca su clima e migrazione in azioni concrete, integrando la roadmap nelle agende regionali e nazionali e rafforzando le capacità per sistemi sanitari più resilienti e inclusivi verso le popolazioni migranti.

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digital health Salute Globale

OMS Europa: servono regole più forti per governare l’intelligenza artificiale in sanità

L’intelligenza artificiale sta trasformando rapidamente i sistemi sanitari europei. Dalla diagnostica assistita agli strumenti di supporto alle decisioni cliniche, fino ai chatbot per i pazienti, le applicazioni dell’IA sono ormai sempre più diffuse. Tuttavia, secondo l’OMS Europa, la velocità con cui queste tecnologie vengono adottate supera di gran lunga quella con cui vengono definite regole, responsabilità e meccanismi di controllo.

È questo il messaggio lanciato dal Direttore regionale dell’OMS per l’Europa, il dott. Hans Kluge, in occasione della conferenza internazionale “Shaping AI in Health”, svoltasi a Lisbona il 15 luglio 2026. Nel suo intervento, Kluge ha invitato governi e istituzioni ad agire rapidamente per evitare che il divario tra innovazione tecnologica e governance diventi irreversibile.

L’IA è già una realtà negli ospedali europei

I dati presentati dall’OMS mostrano che l’intelligenza artificiale è già ampiamente utilizzata nella Regione europea. Circa due terzi dei Paesi impiegano strumenti di IA per supportare la diagnostica e numerosi sistemi sanitari stanno introducendo assistenti virtuali e altre applicazioni basate sull’intelligenza artificiale.

Nonostante questa rapida diffusione, la governance rimane ancora insufficiente. Solo una piccola parte dei Paesi dispone infatti di una strategia nazionale specifica sull’IA in sanità, mentre in molti casi mancano linee guida etiche, standard di responsabilità e percorsi strutturati di formazione per i professionisti sanitari.

Innovazione sì, ma con regole chiare

Per l’OMS, il problema non è rallentare l’innovazione, bensì accompagnarla con strumenti adeguati di governo. L’obiettivo è garantire che l’IA migliori realmente la qualità dell’assistenza, riduca le disuguaglianze e rafforzi la fiducia dei cittadini nei sistemi sanitari. Secondo l’Organizzazione, una governance efficace dovrebbe poggiare su tre pilastri fondamentali:

  1. regole chiare che definiscano responsabilità, sicurezza e trasparenza;
  2. infrastrutture e strumenti che consentano un utilizzo affidabile delle tecnologie;
  3. formazione del personale sanitario.
Il rischio di ampliare le disuguaglianze

L’OMS sottolinea inoltre che l’intelligenza artificiale non è neutrale. Se sviluppata o implementata senza adeguati controlli, può amplificare disuguaglianze già esistenti, introdurre bias nei processi decisionali e compromettere la tutela dei dati personali.

Per questo motivo, la supervisione umana deve rimanere centrale. L’IA deve rappresentare uno strumento di supporto ai professionisti sanitari e non sostituire il giudizio clinico, soprattutto nelle decisioni che incidono direttamente sulla salute delle persone.

Un’agenda comune per l’Europa

Il messaggio dell’OMS arriva in un momento cruciale, mentre l’Unione europea sta implementando l’AI Act e molti Paesi stanno definendo le proprie strategie nazionali sull’intelligenza artificiale. La sfida sarà trasformare i principi normativi in pratiche concrete all’interno dei sistemi sanitari, assicurando che innovazione, sicurezza ed equità procedano di pari passo.

Per l’OMS Europa, il tempo per agire è adesso: governare l’intelligenza artificiale significa costruire sistemi sanitari più sicuri, resilienti e orientati ai bisogni delle persone, prima che il divario tra sviluppo tecnologico e capacità di regolamentazione diventi troppo ampio per essere colmato.

 

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Salute mentale Salute Globale

Nuovo studio OMS: forti lacune nella misurazione della salute mentale in Europa

Un nuovo studio pubblicato dall’OMS Europa mette in evidenza importanti criticità nel modo in cui la salute mentale viene misurata nella Regione europea, sottolineando la necessità di sviluppare un quadro condiviso di indicatori per migliorare il monitoraggio, la comparabilità dei dati e il supporto alle politiche sanitarie.

La ricerca, basata su una scoping review della letteratura scientifica, ha analizzato 75 studi condotti nella Regione europea dell’OMS, identificando circa 450 diversi indicatori utilizzati per valutare la salute mentale. L’elevata eterogeneità degli strumenti e degli approcci adottati rende difficile confrontare i risultati tra Paesi e monitorare in modo coerente l’evoluzione dello stato di salute mentale delle popolazioni.

Lo studio evidenzia che la maggior parte degli indicatori oggi disponibili si concentra sulla prevalenza dei disturbi mentali e sui relativi fattori di rischio, mentre risultano meno sviluppati gli indicatori dedicati al benessere mentale positivo, alla qualità dei servizi, all’accessibilità delle cure, agli esiti degli interventi e all’esperienza delle persone che usufruiscono dei servizi di salute mentale. Inoltre, emergono differenze significative nella disponibilità dei dati tra le diverse aree della Regione europea, con una maggiore concentrazione delle evidenze nei Paesi dell’Europa settentrionale e occidentale.

Secondo gli autori, questa frammentazione limita la capacità dei decisori politici di valutare l’efficacia delle strategie di prevenzione, promozione del benessere e assistenza, rendendo più complesso identificare le priorità di intervento e monitorare i progressi nel tempo. Per questo motivo, si sottolinea l’importanza di sviluppare un sistema armonizzato di indicatori che permetta confronti affidabili tra Paesi e supporti decisioni fondate su evidenze scientifiche.

Lo studio contribuirà alla definizione di un futuro framework regionale per la misurazione della salute mentale, destinato a rafforzare la raccolta e l’utilizzo dei dati nei sistemi sanitari europei. Un sistema di monitoraggio più completo consentirebbe infatti di valutare non solo la diffusione dei disturbi mentali, ma anche il benessere della popolazione, la qualità dell’assistenza, l’equità nell’accesso ai servizi e l’impatto delle politiche pubbliche.

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Salute Globale

Pubblicate le statistiche di salute dell’OCSE 2026

L’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) ha pubblicato la nuova edizione delle Statistiche di Salute 2026, il più completo database internazionale dedicato agli indicatori di salute e ai sistemi sanitari dei Paesi membri e partner.

Disponibile attraverso l’OECD Data Explorer, la banca dati rappresenta uno strumento fondamentale per decisori politici, ricercatori, professionisti della sanità, giornalisti e cittadini interessati ad analizzare e confrontare le performance dei sistemi sanitari a livello internazionale. Grazie a indicatori armonizzati e metodologie condivise, il database consente di individuare tendenze, valutare l’efficacia delle politiche sanitarie e favorire lo scambio di buone pratiche tra i diversi Paesi.

L’edizione 2026 delle Statistiche di Salute comprende un’ampia gamma di informazioni organizzate in aree tematiche, tra cui:

  • Spesa e finanziamento della sanità, con dati sui costi dei sistemi sanitari, sulle fonti di finanziamento e sugli investimenti nelle infrastrutture.
  • Stato di salute della popolazione, comprendente indicatori quali aspettativa di vita, mortalità, morbosità, malattie trasmissibili, tumori e incidenti stradali.
  • Fattori di rischio per la salute, tra cui consumo di tabacco, alcol, alimentazione, obesità e utilizzo di prodotti da svapo.
  • Risorse sanitarie, con informazioni dettagliate sul personale sanitario (medici, infermieri, ostetriche, farmacisti e altre professioni), ospedali, posti letto, tecnologie diagnostiche e formazione dei professionisti.
  • Migrazione del personale sanitario, con dati sui medici e infermieri formati all’estero.
  • Utilizzo dei servizi sanitari, incluse visite mediche, teleconsultazioni, vaccinazioni, screening, ricoveri ospedalieri, procedure chirurgiche e tempi di attesa.
  • Qualità dell’assistenza e risultati di salute, con indicatori relativi alle cure primarie, sicurezza del paziente, assistenza oncologica, salute mentale, cure integrate ed esperienza dei pazienti.
  • Mercato farmaceutico, con dati sul consumo e sulle vendite di farmaci, nonché sulla diffusione dei medicinali generici.
  • Assistenza a lungo termine, comprendente personale dedicato, strutture residenziali, beneficiari e modalità di erogazione dell’assistenza.
  • Copertura sanitaria, con informazioni sui diversi modelli di assicurazione sanitaria pubblica e privata.

Come nelle precedenti edizioni, per ciascun indicatore sono disponibili definizioni, fonti e metodologie dettagliate, garantendo la trasparenza e la comparabilità dei dati tra i diversi Paesi.

 

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workforce

OMS e UE insieme per rafforzare i sistemi sanitari attraverso il TSI

Il TSI (Technical Support Instrument) è lo strumento attraverso il quale l’Unione europea sostiene gli Stati membri nella progettazione e realizzazione di riforme strutturali.

In un recente approfondimento, l’OMS Europa ha illustrato le attività sviluppate con il supporto del TSI per rispondere ad alcune delle principali sfide che interessano i sistemi sanitari europei, tra cui l’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle malattie non trasmissibili e le criticità emerse durante la pandemia di COVID-19.

Secondo l’OMS, questi cambiamenti stanno mettendo sotto pressione i sistemi sanitari e rendono necessario adottare approcci innovativi e basati su evidenze. In questo contesto, il TSI supporta attualmente un progetto che coinvolge diversi Stati membri e che affronta alcune priorità strategiche per il futuro dei sistemi sanitari europei.

L’iniziativa, finanziata dalla Commissione europea e della durata di 24 mesi, si basa sull’esperienza maturata con il progetto multicountry “EU Health Resources Hub“, realizzato nel 2022 insieme ad Austria, Belgio e Slovenia.

TSI E COLLABORAZIONE TRA I PAESI EUROPEI

Le attività attualmente in corso sono organizzate in tre cluster tematici.

Il primo riguarda il rafforzamento della workforce sanitaria in Italia e Spagna. L’OMS evidenzia come entrambi i Paesi si confrontino con una riduzione del personale disponibile e con una crescente difficoltà nel rispondere ai bisogni assistenziali, in particolare a causa della carenza di infermieri. Il progetto supporta quindi lo sviluppo di riforme nazionali adattate alle specificità dei due contesti.

Sul tema della workforce sanitaria, ProMIS è coinvolto anche nel progetto “TSI Health Hub – The Italian EU Resources Hub for sustainable investing in health: a case study on health workforce and smart programming tool using AI“, che supporta la pianificazione e la governance del personale sanitario attraverso attività di capacity building, coordinamento tecnico e sviluppo di strategie per gli investimenti nel settore salute.

Il secondo cluster coinvolge Germania e Svezia e affronta il ruolo degli ospedali nella promozione della prevenzione. In entrambi i Paesi l’invecchiamento della popolazione aumenta la pressione sui sistemi sanitari, mentre i servizi preventivi risultano ancora sottoutilizzati nonostante il loro contributo alla sostenibilità dei sistemi di salute e welfare.

Il terzo cluster è dedicato a Malta e al rafforzamento dell’assistenza a lungo termine. In questo caso il progetto prevede l’elaborazione di una proposta di aggiornamento del quadro normativo per favorire servizi accessibili, di qualità e centrati sulla persona per la popolazione anziana.

Accanto alle attività nazionali, il progetto prevede iniziative comuni coordinate dall’European Observatory on Health Systems and Policies per favorire lo scambio di conoscenze, esperienze ed evidenze tra i Paesi coinvolti.

Queste attività contribuiscono inoltre a creare sinergie con altri progetti europei e nazionali e con iniziative già avviate dall’OMS e dall’Unione europea in materia di personale sanitario e invecchiamento della popolazione.

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Salute Globale

OMS: pubblicata una guida per integrare la salute pubblica nei sistemi sanitari

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha pubblicato il documento Improving public health in health systems: guidance for country-level policies and actions, una guida rivolta ai decisori politici, ai professionisti della salute e a tutti gli attori coinvolti nella pianificazione e nell’organizzazione dei servizi sanitari.

La pubblicazione parte dalla consapevolezza che i sistemi sanitari si trovano oggi ad affrontare sfide sempre più complesse e interconnesse: l’aumento delle malattie non trasmissibili, il persistere delle minacce infettive, gli effetti dei cambiamenti climatici sulla salute, l’invecchiamento della popolazione, le crisi umanitarie e le crescenti disuguaglianze sociali e territoriali.

A queste criticità si aggiungono le conseguenze lasciate dalla pandemia di COVID-19, che ha evidenziato l’importanza di disporre di solide capacità di salute pubblica e, al tempo stesso, la fragilità di molti sistemi sanitari nel garantire una risposta coordinata ed efficace.

Secondo l’OMS, una delle principali lezioni apprese negli ultimi anni è che la salute pubblica non può essere considerata un ambito separato dall’assistenza sanitaria.

Al contrario, le funzioni essenziali di sanità pubblica devono essere integrate nella governance, nel finanziamento, nell’organizzazione e nell’erogazione dei servizi. In questo senso, il documento si propone di fornire un quadro operativo per sostenere i Paesi nel rafforzamento delle Essential Public Health Functions (EPHFs), ossia quell’insieme di attività indispensabili per proteggere e promuovere la salute delle popolazioni.

Tra queste rientrano la sorveglianza epidemiologica, la preparazione e la risposta alle emergenze sanitarie, la promozione della salute, la prevenzione delle malattie, la protezione della salute ambientale, il coinvolgimento delle comunità, la produzione e l’utilizzo delle evidenze scientifiche e lo sviluppo di politiche pubbliche orientate all’equità.

OMS E SISTEMI SANITARI: INTEGRARE LE FUNZIONI ESSENZIALI DI SALUTE PUBBLICA

Uno degli elementi più rilevanti della guida riguarda l’utilizzo del modello dei sei building blocks dei sistemi sanitari, elaborato dall’OMS, come strumento per individuare modalità concrete di integrazione della salute pubblica nelle strutture e nei processi esistenti.

Il documento, infatti, propone una serie di azioni operative riferite a ciascun building block: leadership e governance, finanziamento, personale sanitario, sistemi informativi, accesso ai prodotti sanitari essenziali ed erogazione dei servizi.

Per quanto riguarda la governance, l’OMS sottolinea la necessità di definire chiaramente ruoli e responsabilità, promuovendo meccanismi di coordinamento intersettoriale e adottando approcci whole-of-government e whole-of-society, in grado di coinvolgere istituzioni, professionisti, comunità e altri settori che incidono sui determinanti della salute.

Sul piano del finanziamento, viene evidenziata l’importanza di garantire investimenti adeguati e sostenibili per le attività di sanità pubblica, superando logiche emergenziali e assicurando continuità alle azioni di prevenzione e promozione della salute.

Un’attenzione particolare è dedicata inoltre alla workforce, riconosciuta come una componente fondamentale per il rafforzamento dei sistemi sanitari. Il documento invita i Paesi a investire nello sviluppo di competenze specifiche in ambito di salute pubblica, nella formazione continua e nella pianificazione strategica del personale.

Analogamente, viene ribadito il ruolo cruciale dei sistemi informativi sanitari, che devono essere in grado di raccogliere, integrare e utilizzare dati affidabili per orientare le decisioni e monitorare l’efficacia degli interventi.

Anche l’erogazione dei servizi rappresenta un ambito centrale della guida. Viene richiamata la necessità di integrare le funzioni essenziali di sanità pubblica nei percorsi di assistenza e nei servizi territoriali, affinché prevenzione, promozione della salute, sorveglianza e risposta ai rischi non siano considerate attività separate, ma parte dell’organizzazione ordinaria dei sistemi sanitari. Questo significa rafforzare il collegamento tra sanità pubblica, cure primarie, servizi di comunità e altri livelli di assistenza, con l’obiettivo di garantire interventi più accessibili, continui e coerenti con i bisogni della popolazione.

La guida non propone un modello unico valido per tutti i contesti, ma incoraggia ciascun Paese ad adattare le raccomandazioni alle proprie caratteristiche istituzionali, organizzative e socioeconomiche.

L’obiettivo finale è favorire la costruzione di sistemi sanitari più resilienti, equi e orientati ai bisogni delle persone, nei quali le funzioni essenziali di salute pubblica siano riconosciute come una componente strutturale e non come un insieme di attività aggiuntive.

In questa prospettiva, il documento rappresenta uno strumento utile per accompagnare i processi di trasformazione dei sistemi sanitari e rafforzarne la capacità di rispondere sia alle emergenze sia alle sfide di lungo periodo legate alla salute delle popolazioni.

 

 

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Salute Globale

OMS/Europa: nuovo sistema per monitorare i progressi su clima e salute

La Pan-European Commission on Climate and Health ha sviluppato un articolato Call to Action Progress Measures Dashboard, cioè un quadro operativo su clima e salute che mira a trasformare le raccomandazioni strategiche in indicatori concreti e misurabili. L’obiettivo è valutare in modo sistematico i progressi dei Paesi della regione europea nel fronteggiare gli impatti del cambiamento climatico sulla salute.

La Commissione è un gruppo consultivo indipendente istituito e convocato dall’OMS/Europa che non ha funzioni normative, ma che mira a orientare l’agenda politica e scientifica, mettendo in evidenza le connessioni tra crisi climatica, salute pubblica e resilienza dei sistemi. Il documento prodotto rappresenta un passaggio chiave verso una maggiore accountability delle politiche clima–salute, definendo non solo cosa dovrebbe essere fatto, ma anche come misurarlo, con quali fonti dati e attraverso quali meccanismi istituzionali.

CLIMA E SALUTE: Quattro macro-aree di intervento

Il framework si articola in quattro grandi aree di intervento:

  1. Riconoscimento del cambiamento climatico come minaccia sistemica alla salute pubblica, con indicatori che monitorano l’integrazione del tema nelle strategie nazionali, nei meccanismi di sicurezza e nei sistemi di governance multilivello, inclusa la cooperazione ONU.
  2. Trasformazione dei sistemi sanitari, promuovendo infrastrutture resilienti e sostenibili, la riduzione delle emissioni del settore sanitario, la riforma della formazione del personale sanitario e l’integrazione della sostenibilità nei modelli di cura e nella procurement sanitaria.
  3. Il livello locale e urbano, riconoscendo il ruolo centrale delle città nella gestione degli impatti climatici. Il dashboard include indicatori su piani locali su clima e salute, sistemi di allerta precoce, infrastrutture verdi e azioni di salute pubblica implementate da reti di città come WHO Healthy Cities, C40 e ICLEI.
  4. Le riforme economiche e finanziarie, con particolare attenzione alla rimozione dei sussidi ai combustibili fossili, all’aumento degli investimenti in clima e salute, al rafforzamento degli standard sulla qualità dell’aria e allo sviluppo di indicatori di benessere oltre il PIL.

Un elemento trasversale del framework è l’enfasi sull’equità, con la richiesta di disaggregare i dati per gruppi di popolazione e garantire la partecipazione effettiva di gruppi vulnerabili nei processi decisionali, passando da una logica consultiva a una governance condivisa.

Nel complesso, il documento propone una visione altamente strutturata e operativa: non solo una strategia politica, ma un vero e proprio sistema di monitoraggio che collega evidenze scientifiche, governance e risultati misurabili.

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Salute Globale

Webinar EUHPP: resilienza dei sistemi sanitari nell’UE

La Commissione Europea, attraverso la piattaforma EU Health Policy Platform (EUHPP) organizza un nuovo webinar dedicato al tema della resilienza dei sistemi sanitari.

L’evento, dal titolo “Strengthening Health System Resilience in the EU: Evidence, Measurement, and Policy Levers”, si terrà l’11 giugno 2026 dalle 15:00 alle 16:30 e si svolgerà in lingua inglese.

Il webinar presenterà un approccio metodologico per la valutazione quantitativa e comparativa della resilienza dei sistemi sanitari, applicato a quattro Paesi dell’Unione Europea nel contesto della pandemia da COVID-19.

Verranno inoltre discussi i risultati di analisi qualitative sui fattori che influenzano performance più o meno resilienti e il ruolo degli incentivi come strumento di policy per rafforzare la capacità di risposta dei sistemi sanitari. Il programma prevede interventi di accademici e istituzioni europee.

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Integrare la riabilitazione visiva nei sistemi sanitari: una nuova guida OMS

Una nuova pubblicazione dell’OMS, Planning guide for integrated vision rehabilitation, rappresenta uno strumento pratico per supportare i Paesi nello sviluppo e nell’integrazione dei servizi di riabilitazione visiva all’interno dei sistemi sanitari nazionali. La guida nasce dalla consapevolezza che la disabilità visiva e la cecità incidono profondamente sulla qualità della vita delle persone.

La riabilitazione visiva viene definita come una componente essenziale dell’assistenza oftalmologica, rivolta alle persone con deficit visivi irreversibili ma con una residua capacità visiva. L’obiettivo è aiutare le persone a massimizzare le proprie capacità funzionali attraverso un insieme di interventi che comprendono supporto psicologico, ausili ottici ed elettronici, dispositivi per la mobilità, adattamenti ambientali e training specifici per l’uso della visione residua e per l’orientamento.

La guida distingue inoltre la riabilitazione visiva dai percorsi di riabilitazione rivolti alle persone cieche. Nel primo caso, il focus è sull’ottimizzazione della visione residua; nel secondo, invece, l’attenzione è rivolta allo sviluppo di competenze che non dipendono dalla vista, come l’utilizzo del Braille, le tecniche avanzate di orientamento e mobilità o le tecnologie assistive non visive. Questo approccio evidenzia la necessità di creare percorsi integrati tra servizi sanitari, sociali ed educativi, per garantire continuità assistenziale e inclusione.

Il documento sottolinea anche il carattere multidisciplinare della riabilitazione visiva, che coinvolge oftalmologi, optometristi, ortottisti, psicologi, terapisti occupazionali, fisioterapisti, insegnanti specializzati, assistenti sociali e altri professionisti sanitari. Questo modello integrato consente di accompagnare la persona verso una maggiore autonomia nella mobilità, nella lettura, nel lavoro e nella partecipazione sociale.

Nonostante l’esistenza di interventi efficaci, l’accesso ai servizi di riabilitazione visiva rimane ancora molto limitato, soprattutto nei Paesi a basso e medio reddito. Tra le principali barriere individuate dalla WHO vi sono la carenza di personale formato, la limitata disponibilità di servizi al di fuori dei centri specialistici, i costi elevati degli ausili, la scarsa integrazione nelle politiche sanitarie nazionali e la ridotta consapevolezza delle opportunità di riabilitazione sia tra i professionisti sanitari sia tra i pazienti.

La guida propone infine un percorso operativo in tre fasi: analizzare i bisogni e i servizi esistenti, implementare interventi prioritari e integrare stabilmente la riabilitazione visiva nei piani sanitari nazionali e nei sistemi di monitoraggio.

 

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