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Pubblicato il rapporto annuale dell’Agenzia Europea per i Medicinali

Il 2025 è stato un anno di svolta per l’EMA, l’agenzia europea responsabile della valutazione e della supervisione dei medicinali nell’Unione europea. Nel suo Rapporto annuale 2025, EMA evidenzia i progressi compiuti nell’innovazione farmaceutica, nella digitalizzazione, nella gestione delle carenze di medicinali e nella cooperazione internazionale, in un contesto segnato da profonde trasformazioni normative e tecnologiche. L’anno ha inoltre coinciso con il trentesimo anniversario dell’EMA, un’occasione per riflettere sui risultati raggiunti e per delineare una visione strategica orientata al futuro.

Oltre cento nuovi medicinali raccomandati per l’autorizzazione

Tra i risultati più significativi del 2025 figura la raccomandazione all’autorizzazione di 104 medicinali per uso umano. Tra questi si distinguono:

  • un nuovo trattamento per il tumore della vescica, che ogni anno colpisce oltre 200.000 persone nell’UE;
  • un vaccino contro il virus Chikungunya destinato ad adolescenti e adulti;
  • il primo farmaco orale per la depressione post-partum, una condizione che interessa numerose donne dopo il parto.

Particolare attenzione è stata riservata alle malattie rare: 16 dei medicinali raccomandati erano destinati a pazienti affetti da patologie rare, confermando il ruolo dell’EMA nel favorire l’accesso a terapie innovative per bisogni medici ancora insoddisfatti.

Anche il settore veterinario ha registrato risultati record. Per il secondo anno consecutivo, l’EMA ha raccomandato un numero senza precedenti di medicinali veterinari: 30 prodotti, tra cui 16 vaccini e 13 nuove sostanze attive mai autorizzate in precedenza nell’Unione europea.

Lotta alle carenze: una risposta sempre più coordinata

Negli ultimi anni il mandato dell’EMA è stato ampliato per consentire una gestione più efficace delle carenze di farmaci. Nel 2025 è entrata pienamente in funzione la European Shortages Monitoring Platform (ESMP), una piattaforma che permette lo scambio rapido di informazioni tra aziende farmaceutiche e autorità regolatorie sui livelli di domanda e offerta.

L’EMA coordina inoltre la Lista europea dei medicinali critici e ha attivato in diverse occasioni il Meccanismo volontario di solidarietà tra Stati membri per affrontare situazioni di scarsità di farmaci essenziali. Secondo l’Agenzia, il futuro Critical Medicines Act rafforzerà ulteriormente la capacità dell’Europa di prevenire e gestire interruzioni delle forniture.

Intelligenza artificiale e dati real-world: dalla sperimentazione all’applicazione

Nel 2025 l’EMA ha pubblicato il suo primo rapporto osservatorio sull’uso dell’IA nel settore farmaceutico, documentando applicazioni concrete in ambiti quali:

  • analisi automatizzata di immagini mediche per malattie epatiche;
  • valutazione della progressione dell’artrite psoriasica attraverso algoritmi di machine learning;
  • utilizzo di “gemelli digitali” (digital twins) nella sperimentazione clinica delle malattie rare.

Parallelamente, l’Agenzia ha collaborato con la Food and Drug Administration (FDA) statunitense per definire principi comuni sull’impiego dell’intelligenza artificiale nello sviluppo dei medicinali.

Oltre 100 casi d’uso dell’IA sono attualmente in fase di valutazione all’interno della rete regolatoria europea, con potenziali applicazioni che spaziano dalla redazione dei rapporti scientifici alla farmacovigilanza e alla gestione delle carenze di medicinali.

Una nuova strategia per rafforzare la competitività europea

Infine, il 2025 ha visto il lancio ufficiale della Strategia della Rete delle Agenzie Europee dei Medicinali (EMANS) fino al 2028. Il piano punta a rafforzare la competitività dell’Europa nello sviluppo e nella produzione di medicinali, promuovendo l’utilizzo dei dati e dell’intelligenza artificiale lungo tutto il ciclo di vita dei farmaci.

Per l’EMA, il 2025 rappresenta quindi non solo un anno di celebrazioni, ma soprattutto l’inizio di una nuova fase caratterizzata da una maggiore integrazione europea, dall’uso strategico dei dati e dell’intelligenza artificiale e da un impegno crescente per garantire ai cittadini un accesso rapido, sicuro ed equo alle innovazioni terapeutiche.

 

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EMA: nuovo progetto pilota a supporto dello sviluppo di dispositivi medici innovativi

L’Agenzia europea per i medicinali (EMA) ha avviato un nuovo progetto pilota per supportare lo sviluppo di dispositivi medici innovativi considerati “breakthrough”, cioè tecnologie che potrebbero offrire vantaggi significativi rispetto alle soluzioni già disponibili o rispondere a bisogni clinici ancora non soddisfatti.

L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra EMA e la rete europea dei regolatori dei dispositivi medici e punta a offrire agli sviluppatori un confronto scientifico e regolatorio nelle prime fasi di sviluppo dei prodotti.

Secondo quanto comunicato dall’Agenzia, le aziende selezionate potranno ricevere supporto su aspetti legati ai requisiti normativi, alla strategia di sviluppo e alla pianificazione delle evidenze cliniche necessarie per il percorso regolatorio europeo.

Il progetto pilota è stato pensato soprattutto per tecnologie particolarmente complesse o innovative, comprese quelle che integrano software, strumenti digitali, intelligenza artificiale o combinazioni tra medicinali e dispositivi medici.

In questi casi, un confronto precoce con le autorità regolatorie può aiutare gli sviluppatori a chiarire i requisiti applicabili e a programmare in modo più efficace studi e attività di sviluppo.

Il pilot coinvolgerà esperti della rete europea dei dispositivi medici e favorirà il dialogo tra sviluppatori, organismi notificati e autorità competenti. EMA precisa inoltre che il programma sarà inizialmente limitato a un numero ristretto di candidati, così da poter valutare concretamente il funzionamento del nuovo modello di supporto.

L’Agenzia evidenzia che il progetto sarà articolato in tre fasi. La prima riguarderà i dispositivi medici di classe III, cioè quelli ad alto rischio, e i dispositivi attivi di classe IIb destinati alla somministrazione o rimozione di medicinali dall’organismo.

Sul sito EMA sono già disponibili linee guida operative e modelli di candidatura dedicati ai produttori interessati a partecipare alla prima fase del programma. Le fasi successive del pilot saranno invece aperte ad altre tipologie di dispositivi, compresi i dispositivi medico-diagnostici in vitro (IVD).

DISPOSITIVI MEDICI INNOVATIVI E COORDINAMENTO REGOLATORIO EUROPEO

Nel presentare l’iniziativa, EMA ricorda che il numero di dispositivi medici basati su tecnologie avanzate è in costante crescita e che gli sviluppatori si confrontano sempre più spesso con requisiti tecnici e regolatori complessi.

Attraverso questo progetto pilota, l’Agenzia intende facilitare il confronto tra sviluppatori e sistema regolatorio europeo già nelle prime fasi del percorso di sviluppo dei prodotti. Secondo EMA, questo approccio potrebbe essere particolarmente utile per tecnologie emergenti che richiedono competenze multidisciplinari o percorsi regolatori articolati.

EMA evidenzia inoltre che il pilot si basa sulle “Guidance on Breakthrough Devices” adottate nel dicembre 2025 dal Medical Device Coordination Group (MDCG) della Commissione europea.

Secondo EMA, il progetto rappresenta un primo passo verso l’attuazione di un quadro europeo dedicato ai breakthrough medical devices, già incluso nella proposta della Commissione europea del dicembre 2025 per la revisione del Regolamento sui dispositivi medici (MDR) e del Regolamento sui dispositivi medico-diagnostici in vitro (IVDR).

L’iniziativa è inoltre collegata agli obiettivi dell’EU Biotech Act, che punta a favorire un contesto regolatorio più favorevole all’innovazione e ad accelerare lo sviluppo e l’adozione di nuove tecnologie sanitarie nell’Unione europea.

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ACT EU: pubblicato il workplan 2026-2027 sui trial clinici

La Commissione europea, l’European Medicines Agency (EMA) e gli Heads of Medicines Agencies (HMA) hanno pubblicato il nuovo workplan 2026-2027 dell’iniziativa Accelerating Clinical Trials in the EU (ACT EU), aggiornando priorità, obiettivi e attività operative per rafforzare il sistema europeo delle sperimentazioni cliniche.

Il documento, adottato a maggio 2026, rappresenta il quarto piano di lavoro ACT EU dalla nascita dell’iniziativa nel 2022.

ACT EU: obiettivo 500 trial multinazionali in più entro il 2030

Il nuovo workplan definisce obiettivi quantitativi precisi per aumentare l’attrattività dell’Unione europea nella ricerca clinica, puntando ad autorizzare entro il 2030 almeno 500 trial multinazionali aggiuntivi e a ridurre i tempi di avvio degli studi, con il target di avviare il reclutamento nel 66% delle sperimentazioni entro 200 giorni dalla presentazione della domanda.

Tra le priorità strategiche del piano figurano il miglioramento dell’implementazione del Clinical Trials Regulation (CTR), il supporto agli sponsor non commerciali, il rafforzamento delle metodologie innovative nei trial clinici e lo sviluppo di approcci specifici per le emergenze sanitarie pubbliche. Il workplan include inoltre attività trasversali dedicate a formazione, analytics, comunicazione e coinvolgimento multi-stakeholder.

Il documento evidenzia anche il rafforzamento del ruolo della ACT EU Multi-Stakeholder Platform, considerata centrale per il dialogo con pazienti, sponsor, ricercatori e stakeholder del settore. Per il biennio 2026-2027 sono previsti eventi annuali, focus group, incontri con rappresentanti dei pazienti e aggiornamenti della governance della piattaforma.

Tra gli elementi di novità del nuovo workplan figurano inoltre i collegamenti con il futuro Biotech Act europeo, la Life Science Strategy della Commissione europea e le iniziative finanziate da EU4Health e Innovative Health Initiative (IHI), con l’obiettivo di creare maggiori sinergie tra regolazione, innovazione e investimenti nella ricerca clinica europea.

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Salute Globale

Carenze di medicinali in Europa: le risposte dell’UE

Le carenze di medicinali in Europa rappresentano un problema sempre più rilevante per i sistemi sanitari dell’Unione europea.

Il Parlamento europeo evidenzia come negli ultimi anni il fenomeno si sia intensificato, con livelli particolarmente elevati registrati tra il 2023 e il 2024. In questo periodo, i Paesi dell’Unione hanno segnalato carenze critiche per numerosi medicinali, tra cui antibiotici, anestetici e farmaci utilizzati nei trattamenti oncologici, con conseguenze dirette sulla continuità delle cure.

Una carenza si verifica quando un medicinale non è disponibile nelle quantità necessarie per soddisfare il fabbisogno dei pazienti nel momento in cui serve. Questo può tradursi in ritardi nelle terapie, necessità di ricorrere a trattamenti alternativi o, nei casi più gravi, nell’impossibilità di accedere alle cure.

Le cause delle carenze sono complesse e spesso interconnesse. Oltre il 50% dei casi segnalati è legato a problemi produttivi, come la limitata capacità di produzione o interruzioni negli stabilimenti. A questi si aggiungono la dipendenza da un numero ristretto di fornitori per i principi attivi – spesso situati al di fuori dell’UE – e la vulnerabilità delle catene di approvvigionamento, che possono essere influenzate da crisi globali, tensioni geopolitiche o improvvisi aumenti della domanda.

Ulteriori fattori includono decisioni commerciali delle aziende farmaceutiche e pratiche di mercato come le esportazioni parallele, che possono ridurre la disponibilità di medicinali in alcuni Stati membri. La pandemia di COVID-19 ha reso evidente la fragilità di questo sistema, evidenziando la necessità di rafforzare la capacità dell’Unione di garantire l’accesso ai farmaci essenziali anche in situazioni di crisi.

CARENZE DI MEDICINALI UE: LE AZIONI DELL’UNIONE EUROPEA

Per affrontare le carenze di medicinali, l’Unione europea ha avviato negli ultimi anni un rafforzamento complessivo delle politiche sanitarie, anche alla luce delle criticità emerse durante la pandemia di COVID-19. In questo contesto si inserisce la costruzione della cosiddetta “Unione della salute”, un insieme di misure volto a migliorare il coordinamento tra Stati membri e a garantire la disponibilità di forniture mediche essenziali.

Un elemento centrale di questo processo è la riforma globale della legislazione farmaceutica. Le nuove norme, attualmente in fase di definizione, prevedono un sistema di monitoraggio delle carenze sia a livello nazionale sia a livello dell’Unione.

In questo ambito, l’Agenzia europea per i medicinali (EMA) avrà il compito di gestire un elenco dei medicinali per i quali si registrano carenze gravi, con l’obiettivo di facilitare una risposta coordinata tra i Paesi attraverso la raccolta su una piattaforma dedicata delle informazioni fornite dalle autorità nazionali sulla disponibilità, l’approvvigionamento e la domanda di medicinali.

Tra le misure previste figura anche un meccanismo volontario di solidarietà, che consentirà agli Stati membri con scorte insufficienti di richiedere supporto ad altri Paesi dell’Unione. Parallelamente, le aziende farmaceutiche saranno chiamate a garantire una fornitura adeguata e continua dei medicinali nei mercati europei, nonché a segnalare tempestivamente eventuali interruzioni dell’approvvigionamento. È inoltre previsto l’obbligo di predisporre e aggiornare piani di prevenzione delle carenze per un’ampia gamma di farmaci.

Un’attenzione specifica è rivolta ai cosiddetti medicinali critici, ovvero quei farmaci essenziali per il trattamento di patologie gravi o potenzialmente letali, per i quali esistono poche o nessuna alternativa.

A tal fine, l’Unione europea ha pubblicato un elenco UE dei medicinali critici, aggiornato periodicamente, che include oltre 270 principi attivi, tra cui antibiotici, insulina, vaccini e medicinali per malattie croniche e rare.

In linea con questo approccio, nel marzo 2025 la Commissione europea ha presentato una proposta di atto legislativo sui medicinali critici, con l’obiettivo di rafforzare la capacità produttiva dell’Unione. La proposta prevede, tra l’altro, il sostegno a progetti industriali strategici e il miglioramento degli strumenti di cooperazione tra Stati membri, anche attraverso iniziative congiunte per aumentare il potere d’acquisto e garantire una maggiore sicurezza dell’approvvigionamento.

Nel complesso, l’Unione europea sta sviluppando un approccio sempre più strutturato per affrontare le carenze di medicinali, combinando strumenti normativi, rafforzamento della produzione e maggiore coordinamento tra i diversi livelli di governance. L’obiettivo è garantire la continuità delle cure e ridurre la vulnerabilità del sistema sanitario europeo di fronte a crisi future.

 

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EMA: I nuovi strumenti PRIME per accelerare lo sviluppo di farmaci nell’UE

L’Agenzia europea per i medicinali (EMA) ha annunciato l’introduzione di nuovi strumenti nell’ambito del programma PRIME (PRIority MEdicines), con l’obiettivo di accelerare lo sviluppo e l’accesso a farmaci innovativi nell’Unione europea.

Il programma PRIME, lanciato nel 2016, supporta lo sviluppo di medicinali destinati a rispondere a bisogni clinici non ancora soddisfatti, strutturando un dialogo continuo tra regolatori e sviluppatori. Dall’esperienza maturata negli ultimi anni EMA ha individuato dei nuovi strumenti e misure finalizzati a migliorare la collaborazione tra autorità regolatorie e industria, semplificare e velocizzare i processi di sviluppo, e favorire un accesso più precoce dei pazienti a terapie innovative. 

Nuovi strumenti del programma PRIME

Le nuove funzionalità introdotte, descritte dettagliatamente in un documento tecnico, mirano a rendere il percorso di sviluppo più efficiente e coordinato e si declinano in:

  • Una Roadmap regolatoria e tracker di sviluppo: consentirà di monitorare l’avanzamento del medicinale e individuare tempestivamente eventuali criticità.
  • Una consulenza scientifica accelerata: offrirà agli sviluppatori risposte rapide e mirate su questioni chiave del processo di sviluppo.
  • Il rafforzamento del dialogo continuo tra EMA e sviluppatori, per migliorare la preparazione delle domande di autorizzazione all’immissione in commercio.
Un passo avanti per il sistema europeo dei farmaci

Con l’integrazione di questi nuovi strumenti, l’EMA punta a rendere il programma PRIME ancora più efficace nel supportare lo sviluppo di medicinali innovativi, in particolare in aree dove le opzioni terapeutiche sono limitate o inesistenti.

In un contesto di crescente domanda di innovazione e rapidità, queste misure rappresentano un ulteriore passo verso un sistema regolatorio più agile, capace di rispondere meglio alle esigenze dei pazienti e dei sistemi sanitari europei.

 

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Salute Globale

Consultazione pubblica EMA: pubblicata la bozza delle linee guida sui trial clinici

L’Agenzia Europea del Farmaco (European Medicines Agency – EMA) ha avviato una consultazione pubblica su una bozza di linee guida dedicate alla conduzione dei trial clinici durante le emergenze sanitarie, con l’obiettivo di definire un approccio armonizzato a livello europeo.

L’iniziativa si inserisce nel quadro delle attività dell’Unione Europea per rafforzare la capacità di risposta a crisi sanitarie, facendo tesoro delle esperienze maturate durante la pandemia di COVID-19.

La consultazione è aperta a sponsor, ricercatori e altri stakeholder coinvolti nella sperimentazione clinica e rimarrà disponibile fino al 30 aprile 2026, con possibilità di inviare contributi tramite il template predisposto dall’EMA all’indirizzo acteu@ema.europa.eu.

La bozza di linee guida propone un quadro operativo volto a garantire che i trial clinici possano essere avviati, modificati e portati avanti in modo sicuro ed efficiente anche in contesti emergenziali.

In particolare, il documento introduce meccanismi per accelerare l’autorizzazione di nuovi studi e le modifiche a quelli già in corso, elementi fondamentali quando è necessario sviluppare rapidamente evidenze scientifiche per rispondere a una crisi sanitaria.

Allo stesso tempo, vengono fornite indicazioni su come adattare le procedure operative, mantenendo elevati standard di sicurezza per i partecipanti e di qualità dei dati raccolti.

consultazione PUBBLICA EMA: verso un approccio armonizzato

Un elemento centrale delle linee guida riguarda la possibilità di introdurre maggiore flessibilità nella conduzione degli studi, ad esempio attraverso l’adattamento dei protocolli, la modifica degli endpoint o l’inclusione di nuovi gruppi di pazienti.

Tali soluzioni, già sperimentate durante la pandemia, vengono ora sistematizzate in un quadro regolatorio stabile, con l’obiettivo di rendere i trial più resilienti alle condizioni di crisi senza comprometterne l’affidabilità scientifica.

Il documento sottolinea inoltre la necessità di superare la frammentazione degli studi clinici osservata durante le emergenze recenti, promuovendo trial più ampi, coordinati e multinazionali, in grado di produrre evidenze più solide e rapidamente utilizzabili.

In questo contesto, viene valorizzato anche il ruolo dell’Emergency Task Force (ETF) dell’EMA, chiamata a supportare gli sponsor nella progettazione di studi più efficaci e rilevanti.

Complessivamente, le linee guida rappresentano un passo importante verso un sistema europeo della ricerca clinica più integrato, capace di reagire tempestivamente alle emergenze sanitarie, rafforzando al contempo la cooperazione tra Stati membri e la qualità della produzione scientifica.

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Salute Globale

Sperimentazioni cliniche: EMA pubblica nuove linee guida sulle emergenze

L’iniziativa Accelerating Clinical Trials in the EU (ACT EU) ha pubblicato una bozza di documento guida dedicata alla conduzione delle sperimentazioni cliniche durante le emergenze di sanità pubblica (PHE). Le nuove raccomandazioni, ora aperte alla consultazione degli stakeholder, mirano a semplificare l’autorizzazione di nuovi trial e le modifiche a quelli in corso per generare prove cliniche tempestive e robuste.

Si tratta della prima guida sulle emergenze di sanità pubblica a riflettere l’attuale quadro legislativo dell’UE e le linee guida dell’ICH sviluppate dopo la pandemia di COVID-19.

Punti chiave della proposta

Il documento propone meccanismi regolatori per accelerare i processi decisionali, garantendo al contempo la sicurezza dei partecipanti e la qualità scientifica dei dati:

  • Approccio armonizzato: procedure coordinate per avviare o adattare le sperimentazioni cliniche in modo efficiente durante una crisi.
  • Supporto scientifico: gli sponsor sono incoraggiati a richiedere la consulenza della Emergency Task Force (ETF) dell’EMA per assicurare trial ben progettati e capaci di fornire dati significativi.
  • Flessibilità operativa: la guida include indicazioni per il trasferimento dei partecipanti tra i siti di sperimentazione e l’adozione di procedure adattate per rispondere alle sfide specifiche poste dalle emergenze.
Il ruolo di ACT EU e dell’ETF

L’iniziativa ACT EU sta lavorando su diversi aspetti della gestione delle emergenze, inclusa la semplificazione dei pacchetti per le domande di sperimentazione e la collaborazione tra il nuovo Gruppo consultivo etico per le emergenze e l’ETF. L’obiettivo dell’ETF rimane quello di coordinare le attività regolatorie e fornire supporto scientifico per lo sviluppo di medicinali e vaccini necessari durante le epidemie.

La bozza del documento rimarrà aperta per la consultazione pubblica fino al 30 aprile 2026. I commenti possono essere inviati direttamente all’indirizzo dedicato dell’EMA.

 

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EMA e FDA stabiliscono principi comuni per l’intelligenza artificiale nello sviluppo dei medicinali

L’EMA (European Medicines Agency) e la FDA (Food and Drug Administration) hanno concordato su dieci principi per una buona pratica dell’IA nell’intero ciclo di vita dei medicinali, che guidano un uso sicuro, etico ed efficace dell’IA dalla ricerca e dalle sperimentazioni alla produzione e al monitoraggio della sicurezza.

Questi principi mirano a sostenere l’innovazione, la conformità normativa e la collaborazione internazionale, gestendo al contempo i rischi e sostenendo le future linee guida dell’UE e globali in materia di IA nei medicinali.

I principi per una buona pratica dell’IA

I principi forniscono indicazioni generali sull’uso dell’IA nella generazione e nel monitoraggio delle prove in tutte le fasi di un medicinale, dalla ricerca iniziale e dalle sperimentazioni cliniche alla produzione e al monitoraggio della sicurezza.

I principi sono rilevanti per chi sviluppa medicinali, nonché per i richiedenti e i titolari di autorizzazioni all’immissione in commercio. Essi costituiranno la base delle future linee guida sull’IA nelle diverse giurisdizioni e sosterranno una maggiore collaborazione internazionale tra le autorità di regolamentazione, le organizzazioni che stabiliscono gli standard tecnici e altre parti interessate. L’elaborazione delle linee guida nell’Unione europea (UE) è già in corso, sulla base del documento di riflessione dell’EMA sull’IA pubblicato nel 2024.

L’uso delle tecnologie di IA nel ciclo di vita dei medicinali è aumentato in modo significativo negli ultimi anni. Come sottolineato nella proposta di legge sulle biotecnologie della Commissione europea, l’IA è uno strumento molto promettente per accelerare il percorso dall’innovazione a medicinali sicuri ed efficaci. La nuova legislazione farmaceutica tiene conto del più ampio uso dell’IA nel ciclo di vita dei medicinali nel processo decisionale normativo e crea ulteriori possibilità di testare metodi innovativi basati sull’IA per i medicinali in un ambiente controllato.

Per realizzare questi benefici, l’IA deve essere gestita in modo esperto, compresa la mitigazione dei rischi. Con la continua evoluzione dell’IA, un approccio basato su principi aiuterà le autorità di regolamentazione, le aziende farmaceutiche e gli sviluppatori di medicinali a sfruttare il potenziale di queste tecnologie, garantendo al contempo la sicurezza dei pazienti e degli animali e la conformità normativa. Nel corso del tempo, questi principi saranno integrati da ulteriori orientamenti dell’UE che terranno conto dei requisiti giuridici applicabili e della nuova legislazione UE pertinente nel settore dei medicinali.

Ponendo l’etica in primo piano, l’Agenzia continuerà a esplorare le opportunità di convergenza globale sui temi dell’IA per facilitare l’innovazione responsabile a livello mondiale, in stretta collaborazione con i partner internazionali nel campo della sanità pubblica.

I dieci principi sono:

  1. Progettazione incentrata sull’uomo (Human-centric by design).
  2. Approccio basato sul rischio (Risk-based approach).
  3. Rispetto degli standard (Adherence to standards).
  4. Contesto di utilizzo chiaro (Clear context of use).
  5. Competenze multidisciplinari (Multidisciplinary expertise).
  6. Governance dei dati e documentazione (Data governance and documentation).
  7. Pratiche di progettazione e sviluppo dei modelli (Model design and development practices).
  8. Valutazione delle prestazioni basata sul rischio (Risk-based performance assessment).
  9. Gestione del ciclo di vita (Life cycle management).
  10. Informazioni chiare ed essenziali (Clear, essential information).

 

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Consultazione pubblica EMA: linee guida farmacogenomiche

L’Agenzia Europea del Farmaco (EMA) apre la consultazione pubblica per la revisione delle linee guida relative alle buone pratiche farmacogenomiche.

La consultazione pubblica dell’EMA

Pubblicate per la prima volta nel 2018, le linee guida EMA hanno svolto un ruolo cruciale nella raccolta di buone pratiche nella farmacogenomica, fornendo un quadro chiaro e coerente ad autorità di controllo e portatori di interesse. Dati i continui sviluppi nel campo della genomica, si rende necessario un periodico aggiornamento delle linee guida perché possano aderire alle attuali necessità scientifiche e normative. 

Tra gli emendamenti proposti alle linee guida EMA, vi sono:

  • aggiornamenti sulla metodologia farmacogenomica;
  • chiarimenti sull’interpretazione di risultati e raccomandazioni nel campo della genomica;
  • maggiore coerenza nella definizione e nomenclatura farmacogenomica;
  • migliore orientamento sugli studi farmacogenomici.

 La consultazione relativa al concept paper EMA rimarrà aperta per commenti e contributi fino al 21 marzo 2026 al seguente LINK.

 

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EMA: aggiornate le consulenze per i medicinali contro le minacce alla salute pubblica

L’Emergency Task Force (ETF) dell’European Medicines Agency (EMA) sta migliorando il proprio approccio alla consulenza scientifica per i medicinali e i vaccini più promettenti in fase di sviluppo per le minacce alla salute pubblica.

In base alla nuova procedura, gli sviluppatori di medicinali che rientrano nell’ambito delle attività dell’ETF, compresi i medicinali per la resistenza antimicrobica (AMR) e altre minacce alla salute che potrebbero causare emergenze sanitarie pubbliche, possono richiedere una consulenza scientifica combinata all’EMA, nonché a esperti di sperimentazione clinica ed etica a livello nazionale. Di conseguenza, i requisiti per le sperimentazioni cliniche e l’autorizzazione all’immissione in commercio di medicinali e vaccini per le minacce alla salute pubblica saranno allineati in una fase precoce, il che dovrebbe portare a un’autorizzazione più rapida delle sperimentazioni cliniche e di questi medicinali.

Il nuovo approccio dell’EMA

Questo approccio sarà fondamentale per accelerare lo sviluppo e l’approvazione dei medicinali prima e durante le emergenze sanitarie pubbliche. L’obiettivo generale è garantire l’allineamento tra i requisiti normativi per l’approvazione e la prospettiva nazionale o etica sulle domande di sperimentazione clinica.

Il coinvolgimento di esperti di etica in questo processo è reso possibile grazie al nuovo gruppo consultivo sull’etica nelle emergenze sanitarie pubbliche istituito nell’ambito dell’iniziativa Accelerating Clinical Trials in the EU (ACT EU) in collaborazione con MedEthicsEU.

Per maggiori informazioni si prega di consultare la pagina sul sito dell’EMA presso il seguente LINK.