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Commissione europea e OMS rafforzata la cooperazione sulla preparedness pandemica

La Commissione europea, il 24 luglio u.s., ha firmato un Contribution Agreement del valore di oltre 4 milioni di euro con il WHO Hub for Pandemic and Epidemic Intelligence dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS).

L’iniziativa, finanziata nell’ambito del programma EU4Health, mira a rafforzare la preparazione e la risposta globale alle pandemie, potenziando la sorveglianza epidemiologica, la condivisione delle informazioni e lo sviluppo di contromisure mediche.

Commissione europea e OMS: rafforzata la cooperazione per la pandemic intelligence

L’accordo sosterrà lo sviluppo di strumenti avanzati di pandemic intelligence, favorendo una condivisione più tempestiva e coordinata dei dati sulle minacce sanitarie tra autorità nazionali e organizzazioni internazionali. L’obiettivo è migliorare la capacità di individuare precocemente potenziali rischi pandemici e supportare decisioni più rapide e basate sulle evidenze scientifiche.

L’accordo si sviluppa su tre linee di intervento complementari. In primo luogo, la Commissione fornirà analisi quotidiane sulle minacce sanitarie e sulle contromisure mediche alla piattaforma Epidemic Intelligence from Open Sources (EIOS), il principale sistema di sorveglianza epidemiologica utilizzato in oltre 125 Paesi e da più di 30 organizzazioni internazionali per il rilevamento precoce delle minacce sanitarie. Il finanziamento sosterrà inoltre il WHO Collaboratory, che accelera l’analisi e la modellazione delle crisi sanitarie ed è attualmente impiegato nella risposta all’epidemia di Ebola. Infine, i fondi contribuiranno allo sviluppo di un Decision-Support Pandemic Simulator, strumento pensato per supportare i decisori politici in scelte più rapide ed efficaci durante le emergenze pandemiche.

La Commissaria per l’Uguaglianza, la Preparazione e la Gestione delle Crisi, Hadja Lahbib, ha sottolineato come la salute pubblica affronti oggi una sfida di velocità, con malattie che si diffondono in modo sempre più rapido e imprevedibile oltre confini e continenti. Il finanziamento europeo permetterà di rafforzare la sorveglianza epidemiologica e rilevare le minacce sanitarie emergenti in modo più tempestivo e accurato, riaffermando l’impegno dell’Unione Europea verso un’intelligence sanitaria basata su dati e evidenze scientifiche.

La collaborazione tra la Commissione europea e l’Hub OMS di Berlino è attiva dal dicembre 2022. Con questa nuova azione, le due istituzioni rinnovano il proprio impegno condiviso nel rafforzare la sorveglianza epidemiologica globale, in stretto raccordo con l’Unione Europea e i partner internazionali.

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Webinar EUHPP: collaborazione nella ricerca One Health

Il 28 maggio 2026, dalle 11:00 alle 12:30, l’Associazione europea One Health co-organizzerà un webinar in diretta streaming sulla Piattaforma europea per le politiche sanitarie – EUHPP, nell’ambito della rete tematica PEITHO

Il webinar “One Health research collaboration: a glimpse at European R&I and One Health outcomes applied to real world scenarios,” verterà sulla ricerca e l’innovazione nell’ambito di One Health, partendo dalle riflessioni del partenariato UE BE READY, dedicato alla preparazione alle pandemie. BE READY analizzerà gli obiettivi del partenariato, l’integrazione di One Health nelle sue attività, gli ostacoli alla collaborazione intersettoriale e transfrontaliera e le modalità per superarli o prevenirli, nonché i piani per rendere operative le soluzioni sviluppate.

La seconda parte del webinar metterà in evidenza come gli approcci e le soluzioni di ricerca One Health possano essere applicati a scenari reali, sulla base delle lezioni apprese da una recente esercitazione di simulazione sull’influenza aviaria condotta da Sciensano in Belgio.

Saranno condivise le esperienze nell’organizzazione di tale esercitazione intersettoriale One Health, con particolare attenzione agli ostacoli che sono stati identificati e alle soluzioni che sono state implementate.

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Salute Globale

Global Health Resilience Initiative: nuova strategia UE sulla salute globale

Il 13 maggio 2026 la Commissione europea ha adottato la nuova Global Health Resilience Initiative, una strategia volta a rafforzare la sicurezza sanitaria globale e la capacità di risposta a future crisi sanitarie, pandemie e interruzioni delle forniture mediche.

L’iniziativa posiziona l’Unione europea come attore centrale nella preparedness sanitaria internazionale attraverso investimenti, cooperazione globale e rafforzamento dei sistemi sanitari.

Global Health Resilience Initiative: cinque pilastri per preparedness e sicurezza sanitaria

La strategia si articola in cinque aree prioritarie: rafforzamento della governance sanitaria globale, resilienza dei sistemi sanitari nazionali, preparazione alle emergenze sanitarie, diversificazione delle catene di approvvigionamento di medicinali e tecnologie mediche e contrasto alla disinformazione sanitaria.

Tra gli obiettivi principali figurano il potenziamento dei sistemi di sorveglianza epidemiologica, il sostegno alla produzione di vaccini, farmaci e diagnostica nei Paesi partner e lo sviluppo di reti internazionali per il monitoraggio dei rischi sanitari. La Commissione europea punta inoltre a ridurre la dipendenza da un numero limitato di fornitori globali di prodotti sanitari strategici.

L’iniziativa si collega alle precedenti politiche europee in materia di European Health Union, EU4Health e Preparedness Union e prevede ulteriori investimenti internazionali nel settore salute. Secondo la Commissione, entro la fine del 2025 l’UE ha mobilitato oltre 6 miliardi di euro per iniziative globali in ambito sanitario attraverso programmi come Global Europe e Global Gateway.

La strategia dedica inoltre particolare attenzione alla lotta contro la disinformazione sanitaria e al rafforzamento della fiducia nelle evidenze scientifiche, considerate elementi chiave per la gestione coordinata delle emergenze sanitarie future.

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WHO Hub for Pandemic and Epidemic Intelligence di Berlino: risultati 2025

La Ministra della Salute tedesca, Nina Warken, ha visitato il WHO Hub for Pandemic and Epidemic Intelligence di Berlino in occasione della pubblicazione del Rapporto Annuale 2025. L’incontro ha evidenziato come la Germania, in stretta collaborazione con l’OMS, stia guidando l’innovazione tecnologica per rilevare, analizzare e prevenire efficacemente potenziali epidemie su scala globale.

I risultati raggiunti nel corso dell’ultimo anno mostrano un impatto senza precedenti sulla sicurezza sanitaria internazionale:

  • Rete Globale: il centro ha collaborato con oltre 160 Stati membri e 190 partner per sviluppare strumenti di rilevamento rapido.
  • Sistema EIOS: una versione potenziata dall’AI del sistema Epidemic Intelligence from Open Sources è ora utilizzata da 120 Paesi per scansionare informazioni online in tempo reale.
  • Pathogen Genomics: attraverso l’International Pathogen Surveillance Network (IPSN), l’accesso alle tecnologie genomiche è stato esteso a 101 Paesi.
  • Analisi Predittiva: la community di esperti è cresciuta fino a 1.300 membri, impegnati nello sviluppo di simulatori pandemici per testare scenari di risposta efficaci.

Per anticipare le minacce future, il WHO Hub sta implementando la cosiddetta Collaborative Surveillance. Questo approccio integra i dati sanitari tradizionali con informazioni provenienti dal monitoraggio del clima, degli animali, dei viaggi e dei movimenti della popolazione. L’obiettivo è fornire una comprensione completa e in tempo reale dei rischi, utilizzando l’analisi avanzata e la modellistica matematica per prevedere lo sviluppo dei focolai. Come sottolineato dalla Ministra Warken, la prevenzione intelligente significa analizzare i dati digitali su cluster di casi insoliti in tempo reale, rafforzando la risposta globale attraverso la trasparenza e la cooperazione internazionale.

Il centro di Berlino continua a beneficiare di un ecosistema scientifico d’eccellenza, collaborando con istituzioni come il Robert Koch Institute e il Charité Center for Global Health. Questa partnership strategica permette di trasformare la tecnologia in uno scudo concreto per la salute di tutti.

 

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BE READY il nuovo partenariato europeo sulle pandemie operativo dal 2026

BE READY, la risposta alla necessità europea di disporre di una struttura stabile dedicata alla preparazione alle pandemie, avrà ufficialmente inizio il 1 gennaio 2026. Il partenariato nasce per consolidare un sistema coordinato e permanente che rafforzi la capacità di individuare tempestivamente i rischi sanitari emergenti e di sostenere interventi più efficaci attraverso una rete europea integrata e operativa nel lungo periodo.

L’iniziativa intende superare la frammentazione dei sistemi nazionali e promuovere una collaborazione duratura che garantisca maggiore prontezza operativa in caso di minacce biologiche. Il partenariato ha l’obiettivo di mantenere continuità nella ricerca anche al di fuori delle emergenze e di trasformare le conoscenze acquisite negli ultimi anni in strumenti permanenti per proteggere la salute pubblica.

Obiettivi strategici del partenariato BE READY

L’iniziativa è coordinata da ANRS Emerging Infectious Diseases e coinvolge 81 partner provenienti da 27 Paesi con un impegno finanziario congiunto pari a 118 milioni di euro per i primi tre anni.

Le attività si basano sulla Strategic Research and Innovation Agenda definita negli anni preparatori e intendono sviluppare un ecosistema europeo capace di mobilitare rapidamente competenze e infrastrutture in caso di emergenza e nuove pandemie. La rete comprenderà siti clinici attivabili con tempestività e strumenti di coordinamento per assicurare coerenza tra ricerca scientifica e politiche di salute pubblica.

Il 15 e 16 gennaio 2026 i partner di BE READY si riuniranno per una sessione di lavoro interna che consentirà di allineare tutti i soggetti coinvolti sulle attività da avviare nel primo anno. L’incontro sarà dedicato alla definizione dei compiti operativi, alla chiarificazione dei ruoli all’interno della governance del partenariato e alla programmazione dei passaggi necessari per garantire un avvio coordinato delle iniziative congiunte. Sarà inoltre un momento chiave per completare la preparazione della prima Joint Transnational Call, dedicata al finanziamento di progetti di ricerca sui patogeni emergenti, sulle interazioni tra ospite e agente patogeno e sulle nuove contromisure mediche, e per assicurare coerenza nell’interpretazione della Strategic Research and Innovation Agenda che guiderà l’intero programma.

Il 17 febbraio 2026 si svolgerà l’evento ufficiale di lancio a Parigi che coinvolgerà rappresentanti della Commissione europea, ministeri nazionali, agenzie di finanziamento della ricerca, autorità di sanità pubblica e organizzazioni internazionali tra cui l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS). La cerimonia permetterà di presentare al pubblico la visione generale di BE READY per il prossimo decennio, il ruolo strategico del partenariato e le sinergie previste con altre iniziative europee e globali. Sarà inoltre l’occasione per illustrare i risultati del lavoro svolto nei progetti preparatori BE READY e BE READY PLUS e per delineare il contributo che il partenariato offrirà alla costruzione di una architettura globale più solida per la sicurezza sanitaria.

Con l’avvio di BE READY l’Europa rafforza la propria capacità di prevenire e affrontare nuove pandemie e crisi sanitarie mediante un approccio coordinato fondato su ricerca, innovazione e cooperazione strutturata.

 

Per accedere alla pagina ProMIS del’iniziativa si prega di consultare il seguente LINK.

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Salute Globale

OMS: avviati i lavori del gruppo sulle pandemie dopo il Pandemic Agreement

Dal 9 al 10 luglio si è svolta la prima riunione del Gruppo di lavoro intergovernativo (IGWG) istituito per dare attuazione all’Accordo OMS sulle pandemie e approvato lo scorso maggio dall’Assemblea Mondiale della Sanità. Si tratta di uno strumento giuridico di portata storica, concepito per rafforzare la capacità collettiva di prevenire, prepararsi e rispondere alle future emergenze sanitarie globali.

Patogeni e benefici: un allegato chiave contro le pandemie

Tra le priorità delineate figura la redazione di un allegato dell’accordo OMS sulle pandemie specifico sul sistema di Accesso ai Patogeni e Condivisione dei Benefici (Pathogen Access and Benefit Sharing, PABS). L’obiettivo è garantire un meccanismo sicuro, trasparente e responsabile per l’accesso a materiali patogeni e informazioni di sequenza genetica, con una ripartizione equa dei benefici derivanti.

Il documento sarà sottoposto all’esame della 79ª Assemblea Mondiale della Sanità nel 2026.

Strumenti operativi e governance

Oltre all’allegato PABS, l’IGWG sulle pandemie ha discusso questioni procedurali e operative, dalla preparazione della Conference of the Parties – Conferenza delle Parti all’Accordo alla definizione del mandato del Meccanismo di Coordinamento Finanziario destinato a sostenere l’attuazione delle misure concordate.

Next step sui lavori del gruppo

Durante la sessione, l’IGWG ha adottato le modalità di lavoro, il cronoprogramma e le regole di coinvolgimento degli stakeholder. È prevista la designazione di esperti per contribuire ai contenuti dell’allegato PABS e un incontro informale di approfondimento prima della seconda riunione, già fissata dal 15 al 19 settembre 2025.

 

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OMS: pubblicato il report dell’Hub per l’Intelligence su Pandemia ed Epidemie

Nato nel settembre 2021 a Berlino con il sostegno del governo tedesco, il WHO Hub for Pandemic and Epidemic Intelligence dell’OMS rappresenta una risposta concreta alle debolezze emerse a livello globale nella capacità di rilevare, monitorare e gestire le minacce sanitarie. Il suo obiettivo è contribuire a un mondo in cui la sorveglianza collaborativa consenta a Paesi e comunità di ridurre al minimo l’impatto di pandemie ed epidemie.

Il lavoro dell’Hub si inserisce nel quadro dell’OMS per il rafforzamento dell’architettura globale in materia di prevenzione, preparazione, risposta e resilienza (HEPR), e promuove il potenziamento sistematico delle capacità di sorveglianza e collaborazione tra attori nazionali e internazionali, sia del settore sanitario che di altri ambiti.

Dati, tecnologie e collaborazione dell’hub per un’intelligence sanitaria globale

Con una rete che coinvolge oltre 150 Paesi, sei uffici regionali e la sede centrale di Ginevra, l’Hub dell’OMS lavora a stretto contatto con gli Stati membri e gli uffici regionali e nazionali, fornendo supporto concreto alla sorveglianza delle malattie e alla risposta tempestiva alle emergenze sanitarie.

Attraverso un approccio intersettoriale e interdisciplinare, l’Hub crea un ambiente collaborativo in cui innovatori, ricercatori ed esperti condividono tecnologie all’avanguardia e strumenti analitici per rafforzare le capacità decisionali e adattare gli interventi ai bisogni locali, regionali e globali.

Tra gli strumenti sviluppati figura EIOS – Epidemic Intelligence from Open Sources, un sistema di allerta precoce basato sull’intelligenza artificiale che analizza in tempo reale fonti aperte per identificare potenziali minacce alla salute pubblica.

Genomica, simulazione e formazione

Un altro ambito chiave è la sorveglianza genomica, attraverso la rete International Pathogen Surveillance Network (IPSN), che collega oltre 235 organizzazioni e Paesi per ampliare l’accesso all’analisi genetica di virus e agenti patogeni. Un fondo dedicato da 4 milioni di dollari sostiene le attività nei Paesi a basso e medio reddito, favorendo l’equità nell’accesso alle tecnologie.

L’Hub sta inoltre sviluppando una piattaforma digitale avanzata per visualizzare la trasmissione delle malattie e simulare l’impatto delle misure di contenimento. Una volta operativa, la piattaforma offrirà ai decisori politici strumenti concreti per valutare scenari e pianificare risposte efficaci alle emergenze sanitarie.

Un campus per la cooperazione internazionale

Oltre all’innovazione tecnologica, l’Hub promuove attivamente la creazione di partenariati strategici e la co-creazione di soluzioni. La sede di Berlino ospita ogni anno decine di workshop e incontri internazionali, configurandosi come un vero e proprio campus globale per l’intelligence sanitaria, punto di riferimento per la comunità scientifica e per gli attori istituzionali impegnati nella sicurezza sanitaria mondiale.

L’Hub dell’OMS per l’intelligence su pandemia ed epidemie continua a espandere il proprio impatto con l’obiettivo di rafforzare la sorveglianza collaborativa, favorire l’adozione di approcci innovativi, e costruire un sistema globale più sicuro e reattivo di fronte alle future minacce sanitarie.

 

Il Rapporto annuale 2024 dell’Hub OMS è disponibile al seguente LINK.

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OMS: l’iniziativa globale “Preparazione e resilienza alle minacce emergenti” (PRET)

Le malattie respiratorie sono causate da virus, batteri o funghi che infettano i polmoni e si diffondono facilmente tra le persone. Sebbene per alcuni agenti patogeni esista un’immunità, nuovi ceppi possono scatenare pandemie globali, come si è visto con il COVID-19. Conoscere questi agenti patogeni e disporre di solidi piani di preparazione è fondamentale per ridurre i rischi e gli impatti di future pandemie.

LA PRET ED IL SUO RUOLO

Gli insegnamenti tratti dalle pandemie passate hanno dato forma all’iniziativa Preparedness and Resilience for Emerging Threats (PRET) (Preparazione e resilienza alle minacce emergenti). Lanciata dall’OMS, PRET mira a rafforzare la preparazione alle pandemie attraverso quattro principi guida: garantire la prontezza operativa a livello nazionale, adattare gli approcci globali ai contesti regionali, promuovere la collaborazione globale e adottare un approccio multisettoriale.

PRET sottolinea che i sistemi, gli strumenti e le conoscenze condivise possono essere applicati a tutti i gruppi di agenti patogeni, in particolare a quelli di natura respiratoria. L’iniziativa promuove l’equità, l’inclusività e l’azione coordinata.

Il primo modulo PRET, lanciato nell’aprile 2023, si è concentro sugli agenti patogeni respiratori a causa della loro elevata trasmissibilità. L’OMS/Europa ha introdotto la PRET attraverso workshop e incontri in 48 Paesi, aiutando le nazioni a rivalutare la loro preparazione alle pandemie. I Paesi stanno aggiornando i piani nazionali per chiarire i ruoli degli stakeholder, migliorare la distribuzione dei vaccini, implementare i sistemi di sorveglianza e coinvolgere le comunità negli sforzi di comunicazione.

Testare i piani di preparazione è fondamentale. Le esercitazioni di simulazione (Simulation exercises (SimEx)) identificano i punti deboli, migliorano il coordinamento e rafforzano la capacità di risposta. La PRET è allineata con il PIP (Pandemic Influenza Preparedness) Framework dell’OMS, che sostiene la pianificazione delle pandemie, la sorveglianza dei virus e l’accesso equo ai vaccini. I contributi attraverso il PIP Framework aiutano a migliorare la preparazione globale investendo in aree chiave come la capacità normativa, la pianificazione e la protezione della comunità.

Insieme, la PRET e il PIP Framework garantiscono che i Paesi siano meglio equipaggiati per affrontare future pandemie respiratorie con resilienza e coordinamento.

 

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OMS: raggiunto il consenso preliminare sull’Accordo sulle pandemie

Dopo oltre tre anni di intensi negoziati, gli Stati membri dell’OMS hanno compiuto un importante passo avanti negli sforzi per rendere il mondo più sicuro dalle pandemie, con una bozza di accordo sulle pandemie da sottoporre all’esame della prossima Assemblea Mondiale della Sanità (19-25 maggio 2025). La proposta mira a rafforzare la collaborazione globale in materia di prevenzione, preparazione e risposta alle future minacce pandemiche.

Nel dicembre 2021, al culmine della pandemia COVID-19, gli Stati membri dell’OMS hanno istituito l’Organismo intergovernativo di negoziazione (INB) per redigere e negoziare una convenzione, un accordo o un altro strumento internazionale, ai sensi della Costituzione dell’OMS, per rafforzare la prevenzione, la preparazione e la risposta alle pandemie. Dopo 13 riunioni formali, di cui nove prorogate, e molti negoziati informali e intersessionali su vari aspetti della bozza di accordo, l’INB ha finalizzato una proposta di Accordo OMS sulle pandemie. Il risultato del lavoro dell’INB sarà ora presentato alla Settantottesima Assemblea Mondiale della Sanità per la sua considerazione.

Le proposte contenute nel testo dell’accordo sulle pandemie elaborato dall’INB includono: 

  • l’istituzione di un sistema di accesso agli agenti patogeni e di condivisione dei benefici; 
  • l’adozione di misure concrete per la prevenzione delle pandemie, anche attraverso un approccio One Health;
  • la creazione di capacità di ricerca e sviluppo geograficamente diverse;
  • la facilitazione del trasferimento di tecnologia e delle relative conoscenze, abilità e competenze per la produzione di prodotti sanitari legati alle pandemie;
  • la mobilitazione di una forza lavoro qualificata, addestrata e multidisciplinare per le emergenze sanitarie a livello nazionale e globale;
  • l’istituzione di un meccanismo finanziario di coordinamento;
  • l’adozione di misure concrete per rafforzare la preparazione, la prontezza e le funzioni e la resilienza del sistema sanitario;
  • la creazione di una catena di approvvigionamento e di una rete logistica globali.

 

La Commissione europea ha accolto favorevolmente la proposta di accordo sulle pandemie.

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Raccomandazioni ECDC per pianificare e prepararsi alle emergenze e pandemie

Le misure sociali e di salute pubblica (PHSM) si riferiscono a misure non farmaceutiche attuate in contesti comunitari di emergenza per ridurre la diffusione delle malattie infettive. Hanno costituito la principale risposta di salute pubblica durante le fasi iniziali della pandemia COVID-19, in particolare prima che le contromisure mediche, compresi i vaccini, diventassero ampiamente disponibili. Nelle future pandemie le PHSM potrebbero essere nuovamente utilizzate per ridurre la trasmissione delle malattie e attenuare gli impatti negativi sulla salute.

Il rapporto del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) fornisce raccomandazioni in merito suddivise in cinque aree:

  • Incorporare le PHSM nei contesti di governance della sicurezza sanitaria – che sono i processi, le strutture e le istituzioni in atto per supervisionare e gestire il sistema sanitario di un Paese.
  • Monitoraggio e valutazione dell’attuazione delle PHSM.
  • Valutazione del più ampio impatto sociale e sulla salute pubblica delle PHSM.
  • Creazione di fiducia e sforzi per garantire una comunicazione efficace attraverso il coinvolgimento della comunità.
  • Miglioramento del coordinamento multidisciplinare nel processo decisionale.

Questa guida si basa sui risultati di due consultazioni di esperti organizzate dall’ECDC nel giugno 2022 e nel maggio 2023, e attinge a diverse lezioni apprese e alla documentazione pertinente dell’ECDC e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Il pubblico a cui si rivolge è composto da esperti e decisori dei Ministeri della Salute e delle autorità e istituzioni nazionali di sanità pubblica responsabili della pianificazione della preparazione alle pandemie e/o del controllo delle malattie infettive.

Per scaricare le raccomandazioni ECDC si prega di consultare il seguente LINK.

Per maggiori informazioni sul report si prega di consultare il seguente LINK.

Per partecipare alle attività ECDC si prega di consultare il seguente LINK.