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17 settembre 2026: Giornata Mondiale della sicurezza del paziente

Il 17 settembre si celebra la Giornata Mondiale della sicurezza del paziente (World Patient Safety Day), promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per aumentare la consapevolezza sui rischi legati all’assistenza sanitaria e promuovere azioni volte a ridurre i danni evitabili.

L’edizione 2026 è dedicata alla sicurezza delle cure per le persone con malattie non trasmissibili (Noncommunicable Diseases – NCDs) e adotta lo slogan “Safe care for life!”.

Le malattie non trasmissibili, tra cui patologie cardiovascolari, tumori, diabete e malattie respiratorie croniche, interessano miliardi di persone e sono responsabili del 74% dei decessi a livello mondiale. Si tratta spesso di condizioni di lunga durata, che richiedono un’assistenza continuativa e frequenti interazioni con i servizi sanitari.

Proprio questa continuità espone le persone a rischi che possono presentarsi in momenti diversi del percorso di cura. Secondo i dati richiamati dall’OMS, a livello globale 1 paziente su 10 subisce un danno durante l’assistenza sanitaria e circa la metà di questi danni è considerata prevenibile.

Le persone con malattie non trasmissibili risultano particolarmente esposte per la durata e la complessità delle loro condizioni, la necessità di trattamenti continuativi e i ripetuti contatti con i sistemi sanitari. In alcune patologie, come il cancro, fino a un paziente su tre può sperimentare eventi avversi durante l’assistenza.

Il rischio può inoltre aumentare in presenza di più condizioni croniche contemporaneamente. La campagna 2026 richiama quindi la necessità di garantire cure sicure e di qualità lungo tutto il percorso, dalla prevenzione e diagnosi precoce al trattamento e alla gestione a lungo termine, considerando non soltanto i servizi sanitari, ma anche l’assistenza prestata a domicilio e nelle comunità.

SICUREZZA DEL PAZIENTE: SISTEMI INTEGRATI E PARTECIPAZIONE ALLE CURE

Tra i messaggi principali della campagna, l’OMS evidenzia la necessità di intervenire sui rischi presenti lungo l’intero continuum assistenziale e di rafforzare sistemi sanitari integrati e orientati all’assistenza sanitaria primaria.

La frammentazione delle cure, insieme a fattori più ampi che possono ostacolare l’accesso a un’assistenza sicura, tra cui povertà e discriminazione, può infatti aumentare il rischio di danno per le persone con malattie non trasmissibili.

Un ruolo essenziale è attribuito anche al personale sanitario, che deve essere adeguatamente sostenuto per rafforzare pratiche quali la sicurezza della diagnosi, la sicurezza nell’uso dei farmaci e il coinvolgimento significativo dei pazienti.

La Giornata Mondiale 2026 sottolinea inoltre che le persone che vivono con malattie non trasmissibili devono essere considerate partner nella sicurezza delle cure: il loro coinvolgimento, la valorizzazione delle esperienze vissute e il sostegno all’alfabetizzazione sanitaria possono contribuire a ridurre i rischi e a migliorare qualità e sicurezza dell’assistenza.

Su queste basi l’OMS invita governi, professionisti sanitari, organizzazioni, decisori, comunità e persone con esperienza diretta a collaborare nell’individuazione dei rischi e nello sviluppo di soluzioni, integrando i principi della sicurezza del paziente nelle politiche, nelle strategie e nei programmi dedicati alle malattie non trasmissibili.

In occasione del 17 settembre sono previste in tutto il mondo campagne di sensibilizzazione, dialoghi sulle politiche, eventi tecnici e iniziative promosse dalle comunità e l’OMS parteciperà all’iniziativa illuminando il Jet d’Eau di Ginevra.

Come nelle precedenti edizioni, monumenti, edifici e spazi pubblici saranno illuminati di arancione, colore simbolo della Giornata, per testimoniare l’impegno condiviso verso cure più sicure.

 

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lotta contro il cancro Salute Globale

Webinar: Prevenzione delle malattie non trasmissibili nello State of Health in the EU

Il 15 settembre 2026, dalle 12:00 alle 13:00 CET, si terrà il webinar “Stepping up prevention of non-communicable diseases in Europe: a State of Health in the EU”, organizzato dall’European Observatory on Health Systems and Policies, in collaborazione con l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) e la Commissione europea.

L’incontro approfondirà come i Paesi europei possano rafforzare le politiche di prevenzione delle malattie non trasmissibili (NCDs), adattandole alle nuove sfide e promuovendo interventi capaci di produrre benefici misurabili sia per la salute sia per l’economia.

Prevenzione delle malattie non trasmissibili: evidenze e politiche europee

Le malattie non trasmissibili, tra cui cancro, malattie cardiovascolari, diabete e malattie respiratorie croniche, rappresentano le principali cause di malattia e morte prevenibili nell’Unione europea. Secondo i dati richiamati dagli organizzatori, nel 2022 la mortalità prematura per NCD nella popolazione in età lavorativa ha determinato nell’UE una perdita stimata di 2,4 milioni di anni potenziali di vita produttiva.

Il webinar analizzerà le azioni multisettoriali adottate dai Paesi europei, comprese politiche fiscali, normative, di comunicazione e ambientali, e approfondirà come rafforzare gli interventi di prevenzione, mantenerne l’impulso attraverso diversi settori e valutarne i risultati in termini sanitari ed economici. Una prevenzione efficace può infatti contribuire a contenere la crescita dei costi dell’assistenza sanitaria e, allo stesso tempo, favorire la partecipazione al mercato del lavoro e la produttività.

L’incontro prende le mosse dal Synthesis Report dello State of Health in the EU, che raccoglie evidenze trasversali tra i Paesi e le colloca nel più ampio contesto delle tendenze di riforma delle politiche sanitarie. Lo State of Health in the EU, gestito dalla Commissione europea con il contributo dell’OCSE e dell’European Observatory on Health Systems and Policies e finanziato dal programma EU4Health, mette a disposizione evidenze e analisi a supporto delle politiche sanitarie europee.

La partecipazione al webinar è previa registrazione online.

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cure integrate bandi digital health lotta contro il cancro workforce

EU4Health Work Programme 2027: aperta consultazione mirata sulle priorità UE

La Commissione europea ha avviato una consultazione mirata sul futuro EU4Health Work Programme 2027, invitando stakeholder, autorità sanitarie, organizzazioni della società civile, ricercatori, professionisti sanitari e cittadini a contribuire alla definizione delle future priorità strategiche del principale programma europeo dedicato alla salute pubblica.

La consultazione resterà aperta fino al 12 giugno 2026.

EU4Health Work Programme 2027: focus su priorità strategiche e bisogni emergenti

L’iniziativa mira a raccogliere contributi su orientamenti strategici, bisogni emergenti e possibili aree di investimento da includere nel programma di lavoro 2027 di EU4Health, lo strumento finanziario dell’UE creato per rafforzare la resilienza dei sistemi sanitari europei dopo la pandemia di COVID-19.

Secondo la Commissione europea, la consultazione si concentrerà su cinque grandi aree di intervento, con l’obiettivo di orientare le future azioni dell’UE in materia di salute pubblica, preparedness sanitaria, innovazione, prevenzione e accesso alle cure:

  •  preparazione alle crisi e minacce transfrontaliere,
  • promozione della salute e prevenzione,
  • sistemi sanitari e personale sanitario,
  • trasformazione digitale,
  • cancro e malattie non trasmissibili.

Il programma EU4Health finanzia autorità nazionali, organizzazioni sanitarie e altri enti attraverso grant e procurement pubblici, sostenendo iniziative europee in ambiti quali malattie non trasmissibili, salute digitale, sicurezza sanitaria, accesso ai medicinali e rafforzamento della workforce sanitaria.

La consultazione rappresenta inoltre un passaggio preparatorio fondamentale per definire il futuro orientamento delle politiche sanitarie europee e individuare le priorità che saranno tradotte nelle future call for proposals e azioni finanziate nell’ambito del Work Programme 2027.

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Salute Globale

Rapporto OCSE su malattie non trasmissibili in aumento: impatti su società ed economia

Le malattie non trasmissibili (Non-Communicable Diseases – NCDs), come diabete, tumori, malattie cardiovascolari e respiratorie croniche, continuano a crescere nei Paesi dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) e dell’Unione europea, nonostante decenni di strategie di prevenzione e politiche sanitarie. È quanto emerge dal nuovo rapporto dell’OCSE, intitolato The Health and Economic Benefits of Tackling Non-Communicable Diseases.

Secondo il documento, tra il 1990 e il 2023 la prevalenza del diabete è aumentata dell’86% nei Paesi OCSE e del 64% nell’UE. Oggi una persona su dieci nell’area OCSE convive con il diabete, mentre una su otto soffre di malattie cardiovascolari. Nello stesso periodo, i casi di tumore sono cresciuti del 36% e quelli di broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) del 49%.

Perché le malattie croniche continuano a crescere

Il rapporto individua tre grandi fattori che stanno alimentando questa tendenza.

Il primo è l’aumento dell’obesità, che ha annullato parte dei progressi ottenuti nella riduzione di fattori di rischio come il fumo, l’inquinamento atmosferico, il consumo dannoso di alcol e la sedentarietà.

Il secondo elemento riguarda un apparente paradosso: i miglioramenti nelle cure e nella sopravvivenza rappresentano un successo della sanità pubblica, ma fanno sì che sempre più persone convivano a lungo con patologie croniche, aumentando la domanda di assistenza e la complessità dei servizi sanitari.

Infine, pesa il rapido invecchiamento della popolazione. Anche mantenendo invariati i livelli di rischio e i tassi di sopravvivenza, il numero di nuovi casi di malattie croniche aumenterà del 31% entro il 2050 nei Paesi OCSE semplicemente per effetto della struttura demografica.

Particolarmente preoccupante è la crescita prevista delle multimorbilità, cioè la presenza simultanea di più patologie croniche nella stessa persona: l’OCSE stima un incremento del 75% entro il 2050.

Un costo enorme per economia e società

Le conseguenze delle malattie croniche non riguardano solo la salute individuale. Le malattie non trasmissibili incidono sulla produttività del lavoro, aumentano la spesa sanitaria, aggravano le disuguaglianze sociali e riducono il benessere collettivo.

Secondo il rapporto, oltre quattro morti premature su dieci — cioè prima dei 75 anni — sono legate a malattie prevenibili attraverso interventi di sanità pubblica.

L’impatto economico è altrettanto significativo. Utilizzando il modello SPHeP dell’OCSE, gli autori stimano che, in assenza di malattie croniche, la spesa sanitaria sarebbe circa il 40% più bassa e il PIL medio quasi il 4% più alto nei prossimi 25 anni. Tra tutti i fattori di rischio, l’obesità emerge come la principale leva di intervento.

Tre pilastri per affrontare le malattie croniche

L’OCSE individua tre pilastri fondamentali per strategie efficaci contro le NCDs.

  1. Informazione ed educazione: Le persone devono essere messe nelle condizioni di comprendere i rischi e adottare comportamenti più salutari.
  2. Ambienti che favoriscano scelte sane: le politiche pubbliche devono creare contesti favorevoli alla salute.
  3. Sistemi sanitari orientati alla prevenzione: l’assistenza primaria viene indicata come il cuore della risposta alle malattie croniche.

Il rapporto arriva in un momento in cui molti sistemi sanitari europei sono già sotto pressione per carenza di personale, aumento della domanda assistenziale e crescita della spesa pubblica.

Per l’OCSE, la lotta alle malattie croniche non rappresenta soltanto una priorità sanitaria, ma anche una scelta economica e sociale strategica. Investire nella prevenzione oggi potrebbe evitare milioni di casi di malattia, ridurre drasticamente i costi futuri e migliorare qualità della vita, produttività e sostenibilità dei sistemi sanitari europei.

 

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JACARDI: 3° Assemblea generale annuale

JACARDI, la Joint Action on Cardiovascular Diseases and Diabetes, ha tenuto la sua terza Assemblea generale annuale a Madrid, in Spagna, dal 14 al 16 ottobre 2025. L’incontro riunirà partecipanti provenienti da 21 paesi europei, tra cui autorità nazionali, istituzioni dell’UE, OMS, EUPHA, rappresentanti dei pazienti e società scientifiche.

La nuova assemblea JACARDI

L’Assemblea di quest’anno si è aperta con un benvenuto da parte dei rappresentanti istituzionali e un messaggio da parte del team di coordinamento JACARDI, ponendo le basi per un dialogo collaborativo. Al centro dell’agenda ci sono i progetti pilota JACARDI, che fungono da laboratori viventi per testare, scalare e condividere interventi innovativi nella cura delle malattie cardiovascolari e del diabete. Le discussioni hanno esplorato i primi risultati raggiunti e affronteranno temi chiave come l’equità, la sostenibilità, i sistemi di monitoraggio e la continuità delle cure.

L’Assemblea ha fornito anche una piattaforma per collegare le lezioni apprese da JACARDI con il prossimo Piano sanitario cardiovascolare dell’UE (EU Cardiovascular Health Plan), garantendo che le esperienze nazionali e i risultati dei pacchetti di lavoro (Work Package) tecnici informino la politica europea. Promuovendo lo scambio e la riflessione congiunta, l’incontro ha rafforzato la motivazione, la collaborazione e la capacità collettiva di ridurre il peso delle malattie non trasmissibili in tutta Europa.

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DOCUMENTI UTILI

Comunicato stampa ITA – JACARDI General Assembly Madrid 2025

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29 SETTEMBRE: Giornata mondiale del cuore

La Giornata mondiale del cuore 2025, con lo slogan “Non perderti un colpo”, esorta Stati membri, organizzazioni sanitarie e cittadini a rafforzare gli sforzi per ridurre i decessi prevenibili prematuri da malattie cardiovascolari (MCV).

Cuore: progressi, gap e priorità per la prevenzione

Tra i fattori di rischio principali figurano ipertensione, diabete, fumo, consumo eccessivo di sale, diete poco sane e inattività fisica. Numerosi adulti convivono con ipertensione e diabete, e molti ignorano di avere queste condizioni.

Negli ultimi due anni, alcuni paesi hanno ampliato la copertura sanitaria tramite protocolli per ipertensione e diabete: più di 90 milioni di persone in strutture sanitarie pubbliche ricevono cure basate su protocolli.

Tuttavia restano sfide rilevanti: la scarsa consapevolezza pubblica sui fattori di rischio, risorse sanitarie limitate, debole applicazione normativa, carenza di strumenti diagnostici e farmaci essenziali nei servizi primari.

Per rallentare la tendenza e migliorare la salute del cuore, sono raccomandati interventi coordinati che coinvolgano governi, società civile, ambiente accademico e settore privato. A livello individuale, smettere di fumare, ridurre il consumo di sale, fare attività fisica e gestire lo stress sono pratiche chiave. A livello politico, priorità dovrebbero essere l’adozione di leggi per eliminare i grassi trans, ridurre il contenuto di sale nei cibi e rafforzare le politiche di controllo del tabacco.

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Parlamento UE: lanciato il MEP CVH Group e la nuova roadmap per le malattie cardiovascolari

Il 23 aprile scorso si è tenuto presso il Parlamento europeo un importante incontro per il lancio del Gruppo Europarlamentare MEP Cardiovascular Health (CVH) Group focalizzato sulle malattie cardiovascolari.

In questa occasione, l’Alleanza Europea per la Salute Cardiovascolare (each alliance), che riunisce 21 Paesi europei, ha presentato congiuntamente una proposta di un nuovo piano salute dedicato alla prevenzione e alla riduzione della mortalità per patologie cardiovascolari. 

GLI ESITI dell’ incontro degli europarlamentari E LA NUOVA ROADMAP PER LA LOTTA CONTRO LE MALATTIE CARDIOVASCOLARI

Durante l’incontro del MEP CVH è stata presentata anche la roadmap del nuovo piano che avrà come obiettivo la diminuzione del 30% delle morti causate da malattie cardiovascolari da raggiungersi entro il 2030.

Nel dettaglio la roadmap propone 4 pilastri chiave su cui si fonda l’azione della each alliance: prevenzione, interventi precoci, riabilitazione e qualità della vita. Il nuovo piano è pertanto orientato all’inclusività e all’equità, in accordo al principio del leave no one and no country behind. 

Inoltre, durante l’incontro è stata sottolineata l’insufficienza delle risorse finanziarie attualmente allocate dall’Unione Europea nel campo della salute, e a tal proposito, è stato ribadito il mandato e l’impegno della Commissione Europea ad implementare le politiche a sostegno nella battaglia contro le malattie cardiovascolari. Infine, è stato menzionato come esempio di iniziative europee il Progetto Jacardi – Prevention of CVD and Diabetes implementato dal Promis, sul tema delle malattie cardiovascolari e del diabete.

NEXT STEPS

La rappresentante della Commissione Europea, Laura Alonso, ha affermato che il 24 settembre 2025 verrà adottata una convenzione sulle malattie non trasmissibili (NCD) che proporrà una nuova visione per la prevenzione e il trattamento di queste malattie, tra le quali rientrano per l’appunto le patologie cardiovascolari. Inoltre, il coinvolgimento dei pazienti si rivela fondamentale nel processo di policy e nel rafforzamento della fiducia nei confronti del sistema di salute pubblico. Allo stesso modo, si sottolinea come la salute mentale rivesta un ruolo centrale nella prevenzione e nel trattamento delle malattie cardiovascolari. 

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Nuovo gruppo d’interesse parlamentare per l’azione su disuguaglianze sanitarie, prevenzione e fattori di rischio

Vari rappresentanti della salute pubblica si sono riuniti per discutere su come mantenere l’attenzione sulla promozione della salute e sulla prevenzione delle malattie durante questo mandato dell’UE. È stato quindi ufficialmente lanciato il Gruppo di interesse sulle disuguaglianze sanitarie, la prevenzione e i fattori di rischio (Interest Group on Health Inequalities, Prevention, and Risk Factors). A questo incontro hanno partecipato membri del Parlamento europeo, rappresentanti degli Stati membri, compresa la Joint Action Prevent NCDs, l’Organizzazione Mondiale della Sanità e la società civile.

Perché nasce questo gruppo d’interesse

Durante l’incontro è stato sottolineato che le malattie non trasmissibili causano l’80% dei decessi nell’UE e assorbono fino al 10% del PIL speso per l’assistenza sanitaria. Ciononostante, solo il 3% dei bilanci sanitari è destinato alla prevenzione, anche se la prevenzione potrebbe ridurre l’onere fino al 70%. Le disuguaglianze sanitarie continuano a colpire le persone vulnerabili in tutta Europa. Queste differenze sono causate da diversi fattori come: il reddito, l’istruzione e l’accesso all’assistenza sanitaria. Di conseguenza, le malattie prevenibili colpiscono spesso i gruppi sociali più svantaggiati.

Inoltre, quattro industrie – alcol, combustibili fossili, alimenti e bevande lavorate e tabacco – sono alla base di quasi il 25% dei decessi nella regione europea dell’OMS, promuovendo prodotti nocivi che causano le malattie non trasmissibili, le malattie legate all’inquinamento e i rischi sul posto di lavoro. Queste industrie esercitano una forte influenza sulla ricerca scientifica e sulle politiche. La mancanza di forti regole sul conflitto di interessi blocca normative efficaci sulla salute pubblica, privilegiando il profitto rispetto al benessere.

Questo gruppo di interesse è determinato ad agire in modo chiaro e deciso, influenzando le diverse politiche che riguardano la salute. La leadership, supportata dal segretariato, lavorerà a stretto contatto con gli Stati membri, le presidenze del Consiglio dell’UE, la Commissione europea, altri inter-gruppi e gruppi di interesse del Parlamento europeo e l’OMS.

L’obiettivo è quello di continuare a finanziare la salute, in particolare la prevenzione e i fattori di rischio e continuare a finanziare le ONG che si occupano di salute pubblica. Sono inoltre necessari impegni legislativi più forti per includere la salute in tutte le aree politiche. Infine, è necessario un migliore monitoraggio dei conflitti di interesse per fermare l’influenza indebita sulle politiche sanitarie.

 

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ERA4Health: aperta la Joint Transnational Call 2025 EffecTrial

ERA4Health ha lanciato la prima Call Transnazionale Congiunta (Joint Transnational Call for Investigator-Initiated Clinical Studies – JTC IICS 2025) su studi clinici intitolata “Promuovere prove pragmatiche sull’efficacia comparativa nelle malattie non trasmissibili” (EffecTrial).

Obiettivo della call è di supportare studi clinici transnazionali, randomizzati, interventistici e pragmatici di efficacia comparativa avviati da ricercatori incoraggiando la collaborazione transnazionale tra team di ricerca clinica o sanitaria pubblica.

La Joint Transnational Call EffecTrial

Le proposte della JTC IICS EffecTrial devono rispondere a tutti i seguenti requisiti:

  • Essere trial pragmatici di efficacia comparativa, progettati come studi randomizzati interventistici.
  • Confrontare l’uso di interventi sanitari attualmente approvati, sia tra loro che con lo standard di cura attuale.
  • Considerare interventi sanitari che possono includere diagnosi, screening, prevenzione e trattamenti, sia farmacologici che non.
  • Affrontare una delle seguenti tematiche: malattie cardiovascolari, disturbi metabolici, malattie legate alla nutrizione e allo stile di vita o malattie respiratorie non trasmissibili.

In aggiunta, le proposte devono coinvolgere gli utenti finali e mostrare chiaramente il valore aggiunto derivante dalla collaborazione transnazionale per la loro implementazione futura.

La durata iniziale degli studi clinici sarà di 48 mesi.

Le scadenze saranno articolate in due fasi, previste per il 28 gennaio (pre-proposal) e il 17 giugno 2025 (full proposal).

 

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cure integrate digital health

G7: esiti dell’evento tecnico dedicato alla prevenzione e all’innovazione

Si è svolto a Genova gli scorsi 11 e 12 luglio l’evento di alto valore scientifico del G7, promosso dal Ministero della Salute, incentrato sull’invecchiamento attivo attraverso la prevenzione e l’innovazione con la partecipazione di oltre 400 esperti qualificati, nazionali e internazionali, della comunità scientifica e delle istituzioni. L’evento si è realizzato nell’ambito dei lavori preparatori della ministeriale del G7 Salute che si svolgerà il prossimo ottobre ad Ancona.

L’Evento tecnico del G7
SFONDO

Gli scenari demografici confermano una progressiva tendenza all’aumento dell’aspettativa di vita: questa longevità però deve essere accompagnata da politiche volte a garantire più salute. La prevenzione rappresenta una via obbligata per tutti i sistemi sanitari, anche in ottica di una maggiore sostenibilità. Pertanto, è necessario aumentare la quota di Fondo sanitario nazionale destinata alla prevenzione, che ad oggi è al 5%, ed orientare il servizio sanitario verso un cambio di paradigma che accanto alla cura veda sempre più protagonista la prevenzione.

Nel mondo si stima che gli over 65 raggiungeranno la soglia del 16% della popolazione nel 2050 e il 24% nel 2100. In Europa saranno 26 milioni gli over 85 e mezzo milione gli ultracentenari. Inoltre, nei 27 Stati dell’Ocse il 16% degli over 65 vive con gravi disabilità e il 33% con lievi disabilità. Per quanto concerne l’Italia, il 24% della popolazione è composto da over 65 e il trend demografico indica che nel 2050 potranno arrivare al 34%.

Inoltre, gli ultimi dati della sorveglianza Passi dell’Istituto superiore di sanità indicano che in Italia il 28% delle persone risulta completamente sedentarie, con un 10,4% di obesi e un 43% di persone alle quali è stato consigliato di perdere peso. Tali condizioni possono favorire l’insorgenza di malattie non trasmissibili. Si reputa quindi necessario rafforzare le strategie di prevenzione adottando corretti stili di vita, a partire da una sana alimentazione e da un’adeguata attività fisica.

LA SFIDA DELL’EVENTO SULL’INVECCHIAMENTO SANO E ATTIVO

Promuovere l’invecchiamento attivo e in salute riducendo il carico di malattie e di disabilità, attraverso la prevenzione lungo tutto il corso della vita e l’innovazione, è stato il grande tema dell’evento di alto valore scientifico del G7.

All’iniziativa ha collaborato anche l’Istituto italiano di tecnologia di Genova che per l’occasione ha presentato per la prima volta il prototipo di piede artificiale bio ispirato unico al mondo.

Inoltre, nei panel scientifici, si sono presentate le opportunità e le prospettive correlate agli investimenti in prevenzione e nelle strategie per colmare il gap di anni vissuti con disabilità. Particolare attenzione è stata dedicata anche alle potenzialità dell’innovazione biomedica e alle applicazioni dell’intelligenza artificiale e della robotica per l’assistenza e la prevenzione.

Nello specifico l’evento ha toccato i seguenti temi:

  • innovazione biomedica per un invecchiamento in salute;
  • interventi sui determinanti di disabilità;
  • investire nella prevenzione in tutte le fasi della vita;
  • intelligenza artificiale, salute digitale e robotica.

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