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Salute cardiovascolare, nuovo programma di raccomandazioni UE per i controlli preventivi

La Commissione europea ha presentato una proposta di raccomandazione del Consiglio sui controlli della salute cardiovascolare, per sostenere gli Stati membri nell’elaborazione di programmi nazionali basati sulle evidenze scientifiche e adattati ai rispettivi contesti. L’iniziativa rientra nel Piano Safe Hearts, adottato nel dicembre 2025, e punta a rafforzare la prevenzione attraverso l’individuazione precoce dei fattori di rischio.

Le malattie cardiovascolari rappresentano la principale causa di morte e disabilità nell’Unione europea, provocando circa 1,7 milioni di decessi ogni anno, interessando 62 milioni di persone e comportando costi stimati in 282 miliardi di euro. Meno della metà degli Stati membri dispone tuttavia di controlli della salute cardiovascolare, con approcci significativamente diversi tra i Paesi.

Salute cardiovascolare, controlli raccomandati per fasce d’età

La proposta distingue le indicazioni in base all’età e ai fattori di rischio individuali.

Per le persone di età inferiore ai 35 anni è raccomandato almeno un controllo della pressione arteriosa, della glicemia e del colesterolo, con valutazioni personalizzate in presenza di una storia familiare di malattie cardiovascolari premature o morte cardiaca improvvisa.

Per gli adulti tra 35 e 64 anni sono raccomandati controlli sistematici almeno ogni cinque anni, eventualmente più frequenti in presenza di fattori di rischio. Le valutazioni dovrebbero comprendere anche stili di vita, funzionalità respiratoria, salute riproduttiva, mentale e renale, indice di massa corporea, circonferenza vita o rapporto tra vita e altezza, oltre alla storia clinica e familiare.

Per le persone di 65 anni e oltre sono raccomandati controlli ogni tre-cinque anni, eventualmente comprensivi di elettrocardiogramma e controllo del polso per valutare frequenza e ritmo cardiaco. Gli Stati membri potranno adattare le indicazioni per la salute cardiovascolare ai contesti nazionali e regionali, considerando disuguaglianze sanitarie e differenze di genere.

La Commissione sottolinea inoltre l’importanza di una comunicazione chiara e accessibile e di campagne di sensibilizzazione mirate per favorire la partecipazione ai controlli, anche tra i gruppi più marginalizzati, e richiama il ruolo del monitoraggio e dei successivi trattamenti.

La proposta pone particolare attenzione all’accesso equo e inclusivo ai controlli per la salute cardiovascolare, soprattutto per le persone a rischio più elevato e le popolazioni vulnerabili. Suggerisce di offrire controlli nei servizi di assistenza primaria, nelle farmacie e nei centri comunitari, anche attraverso unità mobili in luoghi come mercati e centri commerciali, per raggiungere le aree rurali o meno servite.

Le tecnologie digitali, i dati sanitari e l’intelligenza artificiale possono migliorare la valutazione del rischio e favorire una prevenzione personalizzata nell’ambito della salute cardiovascolare, purché utilizzati sulla base di evidenze scientifiche, con supervisione umana e nel rispetto della normativa europea. Lo Spazio europeo dei dati sanitari sosterrà l’accesso alle informazioni e la continuità assistenziale. La European Cardiovascular Health Data and AI Network (CHAIN), guidata dalla European Society of Cardiology e finanziata con circa 20 milioni di euro da EU4Health, favorirà la condivisione di dati e competenze cardiovascolari.

La proposta si fonda su evidenze dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO), sulle raccomandazioni della European Society of Cardiology e sulla guida ai controlli sviluppata dagli Stati membri nell’ambito della Joint Action JACARDI, dedicata alle malattie cardiovascolari e al diabete.

Per sostenere l’attuazione, la Commissione accompagnerà sperimentazioni e introduzione graduale dei controlli, anche attraverso una nuova Joint Action on Lifelong Prevention finanziata da EU4Health. OCSE e OMS forniranno assistenza tecnica con due progetti da 2 milioni di euro ciascuno. È inoltre previsto entro la fine del 2027 il progetto LENSES, finanziato con 1,6 milioni di euro, per rafforzare consapevolezza e alfabetizzazione sanitaria.

L’obiettivo è individuare precocemente i fattori di rischio cardiovascolare e ridurre le disuguaglianze nell’accesso alla prevenzione, attraverso controlli per la salute cardiovascolare fondati sulle evidenze e adeguati alle esigenze delle popolazioni.

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Ottobre 2026: mese della consapevolezza sul tumore al seno

Dal 1° al 31 ottobre 2026 si celebra il Breast Cancer Awareness Month, la campagna globale dedicata alla consapevolezza sul tumore al seno e alla necessità di migliorare l’accesso alla diagnosi tempestiva e a cure di qualità.

Per il 2026, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) conferma il tema “Every story is unique, every journey matters” (“Ogni storia è unica, ogni percorso conta”), già adottato per la campagna 2025, per sottolineare come ogni esperienza della malattia sia diversa e possa essere influenzata dalla diagnosi, dal trattamento, dalle reti di supporto e dall’accesso all’assistenza.

Secondo i dati riportati dall’OMS, nel 2024 circa 2,4 milioni di donne hanno ricevuto una diagnosi di tumore al seno a livello globale, 694.000 sono decedute a causa della malattia e 8,2 milioni convivevano con una diagnosi alla fine dell’anno.

Il tumore al seno è il tumore più comune tra le donne a livello mondiale e, sempre nel 2024, è risultato il più frequente tra le donne in 164 Paesi su 186.

Circa l’80% dei tumori al seno si manifesta inoltre in donne che non presentano fattori di rischio specifici oltre al sesso e all’età.

L’OMS richiama quindi l’importanza di conoscere i fattori di rischio e i possibili segni della malattia, prestare attenzione ai cambiamenti del seno e rivolgersi tempestivamente ai servizi sanitari in presenza di anomalie.

Nonostante il miglioramento degli esiti registrato in molti Paesi, persistono infatti differenze significative nell’accesso alla diagnosi precoce e a trattamenti efficaci, con conseguenti disuguaglianze nella sopravvivenza.

TUMORE AL SENO: DIAGNOSI TEMPESTIVA E ACCESSO ALLE CURE

Ridurre queste disuguaglianze è uno degli obiettivi della Global Breast Cancer Initiative (GBCI) dell’OMS, che riunisce Paesi e partner per migliorare gli esiti del tumore al seno e contribuire alla riduzione della mortalità.

L’iniziativa individua tre target: raggiungere almeno il 60% dei tumori invasivi diagnosticati allo stadio I o II; contenere entro 60 giorni l’intervallo tra la prima rilevazione della malattia o la presentazione dei sintomi presso una struttura sanitaria e la diagnosi; assicurare che almeno l’80% delle persone diagnosticate riceva il trattamento completo raccomandato.

L’OMS, inoltre, indica per tutti i Paesi l’obiettivo di ridurre la mortalità per tumore al seno del 2,5% ogni anno, contribuendo così a evitare 2,5 milioni di decessi entro il 2040.

Le disuguaglianze restano rilevanti: la sopravvivenza a cinque anni è stimata al 41% nei Paesi a basso reddito, rispetto all’87% nei Paesi ad alto reddito, mentre circa il 70% dei decessi per tumore al seno si verifica nei Paesi a basso e medio reddito.

Durante il mese di ottobre, l’OMS invita individui e comunità, professionisti sanitari, organizzazioni e partner, Paesi e sistemi sanitari a contribuire secondo i rispettivi ruoli: condividendo informazioni affidabili, sostenendo le persone colpite dalla malattia, favorendo la diagnosi precoce e tempestiva, rimuovendo gli ostacoli all’accesso a trattamenti di qualità e rafforzando i servizi dedicati al tumore al seno.

 

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24 settembre 2026: Giornata Mondiale della ricerca sul cancro

Il 24 settembre 2026 si celebra la Giornata Mondiale della ricerca sul cancro (World Cancer Research Day – WCRD), iniziativa internazionale dedicata a promuovere la ricerca sul cancro e a rafforzare la consapevolezza sul ruolo che il progresso scientifico svolge nella prevenzione, nella diagnosi e nel trattamento delle patologie oncologiche.

La ricorrenza, istituita nel 2016 e celebrata ogni anno il 24 settembre, rappresenta un appuntamento internazionale per riunire gli sforzi, favorire la collaborazione e sostenere i progressi nella lotta contro il cancro.

Nel 2026 la Giornata celebra il suo 10° anniversario.

Nata dalla visione condivisa di dieci organizzazioni, nel corso di un decennio l’iniziativa si è sviluppata in un movimento internazionale che coinvolge ricercatori, pazienti, professionisti sanitari, finanziatori, organizzazioni e comunità.

Il messaggio scelto per l’edizione di quest’anno, “Advancing Cancer Research Together”, richiama proprio il valore della collaborazione: mettere in relazione conoscenze, esperienze e prospettive diverse può contribuire a rendere la ricerca più significativa, inclusiva e capace di migliorare la vita delle persone.

La campagna sottolinea come i progressi scientifici abbiano aperto la strada a nuovi trattamenti e al miglioramento degli esiti per i pazienti, ma richiama anche le sfide ancora da affrontare.

La ricerca sulle cause del cancro, sulla prevenzione e sulla diagnosi precoce rimane fondamentale, così come lo sviluppo di trattamenti più accessibili e con minori effetti collaterali.

Tra le priorità indicate figurano, inoltre, il rafforzamento della collaborazione internazionale, finanziamenti di lungo periodo e maggiori opportunità di formazione nella ricerca.

RICERCA SUL CANCRO: 10 ANNI DI COLLABORAZIONE INTERNAZIONALE

Alla vigilia della Giornata, il 23 settembre 2026, ricercatori, rappresentanti dei pazienti, finanziatori e professionisti sanitari provenienti da diversi Paesi si riuniranno a Bruxelles per un evento internazionale dedicato al ruolo della collaborazione nella ricerca oncologica e alle principali sfide e opportunità per il futuro.

L’incontro potrà essere seguito anche online attraverso una diretta streaming, che permetterà di prendere parte alla discussione anche a distanza.

La Giornata Mondiale della ricerca sul cancro richiama anche l’attenzione sull’impatto crescente del cancro: secondo i dati riportati dall’iniziativa, entro il 2030 si prevedono 24,1 milioni di nuovi casi ogni anno a livello mondiale.

Un dato che evidenzia non solo la portata della sfida per i sistemi sanitari, ma anche le conseguenze per le persone, le famiglie e le comunità, a cui si aggiungono i costi economici legati ai trattamenti e all’assistenza, alla perdita di produttività, alla disabilità e alla mortalità prematura.

La Giornata Mondiale della ricerca sul cancro riunisce una rete internazionale di cittadini, ricercatori, società scientifiche, università, associazioni di pazienti e organizzazioni impegnate nella ricerca oncologica.

La dimensione globale dell’iniziativa è testimoniata dalle numerose realtà che la sostengono in diversi Paesi; tra queste, per l’Italia, figura anche la Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro.

Per il 2026 la campagna invita ricercatori, pazienti, familiari, caregiver, professionisti sanitari, organizzazioni e comunità a contribuire alla diffusione del messaggio della Giornata, utilizzando i materiali messi a disposizione sul sito e partecipando alla conversazione attraverso l’hashtag #WorldCancerResearchDay.

L’obiettivo è mantenere visibile e sostenuto nel tempo il valore della ricerca, riconoscendo il contributo delle persone e delle collaborazioni che rendono possibili nuovi progressi nella prevenzione, nella diagnosi e nella cura del cancro.

 

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21 settembre 2026: Giornata Mondiale dell’Alzheimer

Il 21 settembre ricorre la Giornata Mondiale dell’Alzheimer, promossa nell’ambito del World Alzheimer’s Month, la campagna internazionale organizzata ogni settembre da Alzheimer’s Disease International (ADI) per sensibilizzare sull’Alzheimer e sulle altre forme di demenza e contrastare lo stigma che ancora le accompagna.

Per il 2026, la campagna richiama l’attenzione sul valore della diagnosi tempestiva attraverso il messaggio “The Earlier You Know, The More You Can Do: A Dementia Diagnosis Matters” (Prima lo sai, più puoi fare: la diagnosi di demenza è importante).

L’obiettivo è favorire una maggiore consapevolezza dei benefici che una diagnosi può offrire alle persone che vivono con una forma di demenza, a chi se ne prende cura e, più in generale, alla società.

La diagnosi rappresenta, infatti, un passaggio fondamentale per accedere alle diverse opzioni disponibili di trattamento, cura e supporto, sia farmacologiche sia non farmacologiche.

Il tema del 2026 prosegue il percorso di sensibilizzazione portato avanti nelle precedenti edizioni del World Alzheimer’s Month, dedicato nel 2025 al dialogo sulla demenza e sull’Alzheimer attraverso la campagna “Ask About Dementia”.

Nel corso del mese, ADI intende inoltre richiamare l’attenzione sui gruppi a rischio e sulle persone in fase pre-sintomatica, anche alla luce dei progressi della ricerca.

Ogni settembre la campagna coinvolge persone, organizzazioni e associazioni dedicate all’Alzheimer e alle demenze in tutto il mondo, invitandole a contribuire attraverso iniziative di sensibilizzazione, eventi, attività di raccolta fondi e condivisione di contenuti sui social media.

La Giornata Mondiale del 21 settembre costituisce uno dei principali momenti di questa mobilitazione internazionale: in occasione della ricorrenza, associazioni e comunità organizzano iniziative, tra cui camminate, campagne informative e attività di raccolta fondi, per dare visibilità alle persone colpite dall’Alzheimer e da altre forme di demenza.

ALZHEIMER: DIAGNOSI, CONSAPEVOLEZZA E RICERCA

Il tema scelto per il World Alzheimer’s Month 2026 pone quindi la diagnosi al centro delle attività di informazione e sensibilizzazione, con l’obiettivo di affrontare stigma e discriminazione e far conoscere più diffusamente le opportunità che possono derivare da un riconoscimento tempestivo della condizione.

ADI mette a disposizione materiali dedicati alla campagna in inglese, francese e spagnolo e invita associazioni, organizzazioni e singoli cittadini a partecipare diffondendone i messaggi e prendendo parte alle iniziative organizzate a livello nazionale e locale.

Accanto al tema della diagnosi, la Giornata mondiale rappresenta anche un appuntamento dedicato alla conoscenza e alla diffusione delle evidenze più recenti.

Ogni anno, infatti, ADI pubblica in occasione della Giornata Mondiale il World Alzheimer Report, il rapporto annuale dell’organizzazione dedicato a temi di particolare rilevanza per le persone che vivono con demenza, le famiglie, i professionisti e i sistemi di assistenza.

L’edizione 2026 sarà dedicata ai clinical trials, contribuendo ad approfondire un ambito strettamente collegato all’evoluzione della ricerca sulle demenze.

La campagna si sviluppa lungo l’intero mese di settembre, combinando sensibilizzazione, partecipazione e diffusione delle conoscenze per promuovere una maggiore comprensione dell’Alzheimer e delle altre forme di demenza e delle possibilità offerte da una diagnosi tempestiva.

 

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Evento: 5 years EU Cancer Mission – Stronger Through Connection

EU Cancer Mission celebra cinque anni di attività con l’evento “5 Years EU Cancer Mission: Stronger Through Connection”, organizzato dalla Commissione europea dal 29 settembre al 1° ottobre 2026 a Bruxelles, presso The EGG, Rue Bara 175.

L’iniziativa riunirà ricercatori, professionisti clinici, decisori politici, pazienti, innovatori, finanziatori e rappresentanti dell’industria per fare il punto sui risultati raggiunti e guardare alle prossime tappe verso il pieno conseguimento degli obiettivi della Missione al 2030, in parallelo con l’Europe’s Beating Cancer Plan.

Per tre giornate, discussioni, sessioni interattive, workshop e presentazioni di progetti offriranno uno spazio di confronto sulle esperienze e sulle collaborazioni che stanno contribuendo all’evoluzione della ricerca e dell’assistenza oncologica in Europa.

Il programma affronta le diverse fasi del percorso oncologico e dedica particolare attenzione al ruolo della collaborazione tra ricerca, innovazione, politiche e attori coinvolti.

EU CANCER MISSION: PREVENZIONE, QUALITÀ DELLA VITA E INNOVAZIONE

La prima giornata, il 29 settembre, sarà incentrata sull’importanza dello scambio dei dati: le sessioni approfondiranno la costruzione di un ecosistema coerente dei dati oncologici, il miglioramento dell’accesso e della condivisione dei dati, lo sviluppo di modelli per la ricerca e la cura e l’impiego di strumenti basati sui dati nell’oncologia di precisione.

Sono inoltre previsti due workshop paralleli dedicati allo sviluppo dei National Cancer Data Nodes e all’utilizzo dei dati di imaging e dell’intelligenza artificiale in ambito oncologico.

La seconda giornata, il 30 settembre, sarà dedicata alla prevenzione, alla diagnosi precoce e alla qualità della vita.

Le sessioni affronteranno sia le strategie di prevenzione sia gli approcci innovativi per la diagnosi precoce, mentre un workshop multi-stakeholder sarà dedicato alla costruzione condivisa di soluzioni su temi quali equità nella salute, genere ed età, tumori negli adolescenti e nei giovani adulti e survivorship.

Nel pomeriggio, l’attenzione si sposterà sui modelli di assistenza orientati alla qualità della vita, sul coinvolgimento dei pazienti e sulle cure palliative, con uno specifico approfondimento sulla loro integrazione lungo l’intero percorso oncologico.

Il 1° ottobre, giornata conclusiva, il programma si concentrerà invece su diagnosi e trattamento, con sessioni dedicate all’innovazione, all’oncologia personalizzata e all’accessibilità delle cure.

Tra gli approfondimenti previsti figurano un workshop sui benefici dell’innovazione nell’oncologia personalizzata per i pazienti, un forum dedicato ai tumori rari e una sessione sul contributo della ricerca clinica nell’ambito della EU Cancer Mission.

Nel corso delle tre giornate, le sessioni saranno affiancate da momenti dedicati alla presentazione dei progetti e al networking; diverse sessioni plenarie sono inoltre indicate nel programma come disponibili in live streaming.

L’evento intende così mettere in collegamento esperienze, competenze e soluzioni sviluppate nell’ecosistema europeo del cancro e contribuire alla riflessione sul percorso della Missione verso il 2030.

Il confronto tra progetti, istituzioni e stakeholder prosegue il percorso di collaborazione promosso dalla Missione anche attraverso iniziative come la European Cancer Mission Fair di ECHoS, che nel 2025 ha riunito a Varsavia la comunità europea impegnata nell’attuazione della Missione e nel rafforzamento delle sinergie tra progetti.

La partecipazione richiede la registrazione, disponibile al seguente LINK e aperta fino all’11 settembre 2026.

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Test del sangue per migliorare lo screening del tumore al polmone

Lo screening del tumore al polmone potrebbe essere potenziato grazie all’utilizzo di un semplice esame del sangue. È quanto emerge da un nuovo studio coordinato dall’International Agency for Research on Cancer (IARC), l’agenzia specializzata dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) per la ricerca sul cancro, e realizzato insieme ai partner del Lung Cancer Cohort Consortium (LC3).

I risultati, pubblicati sul Journal of the American Medical Association (JAMA), suggeriscono che un test basato sull’analisi di specifici biomarcatori presenti nel sangue potrebbe contribuire a individuare con maggiore precisione le persone che dovrebbero essere indirizzate ai programmi di screening mediante tomografia computerizzata a basso dosaggio (Low-Dose Computed Tomography – LDCT).

Attualmente, la LDCT rappresenta uno degli strumenti più efficaci per la diagnosi precoce del tumore al polmone nelle persone considerate ad alto rischio sulla base della storia di fumo ed è associata a una riduzione della mortalità legata alla malattia.

Tuttavia, molti casi di tumore polmonare vengono diagnosticati in persone con una storia di fumo che non rientrano nei criteri di eleggibilità previsti dai programmi di screening, limitando così l’impatto complessivo di questi interventi di prevenzione secondaria.

Lo studio ha validato il modello INTEGRAL-Risk, uno strumento sviluppato a partire da biomarcatori proteici circolanti nel sangue, con l’obiettivo di valutare se il suo impiego possa migliorare la selezione delle persone da sottoporre alla TC a basso dosaggio. Secondo i ricercatori, l’integrazione di approcci innovativi basati sui biomarcatori potrebbe consentire di identificare un numero maggiore di soggetti ad elevato rischio di sviluppare il tumore al polmone.

COME POTREBBE EVOLVERE LO SCREENING DEL TUMORE AL POLMONE

I risultati dello studio aprono nuove prospettive nell’ambito della diagnosi precoce, suggerendo che strategie di screening più personalizzate potrebbero contribuire ad aumentare l’efficacia dei programmi esistenti.

I ricercatori sottolineano tuttavia che saranno necessari ulteriori studi per comprendere come integrare concretamente questi strumenti nella pratica clinica e nei sistemi sanitari.

Il test del sangue non sostituisce infatti la tomografia computerizzata a basso dosaggio, ma potrebbe rappresentare un supporto aggiuntivo per identificare in modo più accurato le persone che potrebbero trarre beneficio dallo screening.

In un contesto in cui il tumore al polmone continua a rappresentare una delle principali cause di morte per cancro a livello globale, l’individuazione di nuovi approcci per migliorare l’accesso alla diagnosi precoce assume particolare rilevanza per la salute pubblica.

Secondo IARC, queste evidenze potrebbero contribuire al dibattito internazionale sull’evoluzione delle strategie di screening, favorendo lo sviluppo di modelli sempre più mirati e basati sul rischio individuale.

Lo studio conferma inoltre il crescente interesse della comunità scientifica verso l’impiego dei biomarcatori nella prevenzione oncologica, con l’obiettivo di rendere gli interventi di screening più efficaci e in grado di intercettare precocemente la malattia nelle persone maggiormente esposte al rischio.

Per approfondire le iniziative, le politiche europee e le opportunità di collaborazione sul tema della lotta contro il cancro, è possibile consultare la piattaforma tematica dedicata del ProMIS.

 

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DIGITAL Europe Info Day: AI e screening medico

Il 21 maggio 2026 la Commissione europea organizza un Info Day online dedicato ai temi della salute digitale nell’ambito del Digital Europe Programme, con focus sulla call DIGITAL-2026-AI-PILOTING-10-SCREENING – “Apply AI: Piloting AI-based image screening in medical centres”.

L’evento fornirà informazioni operative e indicazioni per i potenziali candidati interessati a sviluppare e implementare sistemi di intelligenza artificiale per lo screening medico basato su immagini.

Digital Europe Programme: focus su AI per diagnosi precoce e screening sanitario

La call punta ad accelerare l’adozione di sistemi AI cloud-based per supportare la diagnosi precoce e i processi di screening in ambito oncologico e cardiovascolare. I progetti finanziati dovranno contribuire a migliorare l’efficienza dei flussi diagnostici, supportare la prioritizzazione dei casi critici e ridurre la pressione sui servizi di radiologia.

L’iniziativa rientra nella strategia europea “Apply AI” e nella flagship initiative European AI-powered advanced screening centres, con l’obiettivo di favorire la diffusione di soluzioni innovative di intelligenza artificiale nei contesti clinici europei.

Durante l’Info Day saranno presentati il contesto politico della call, i requisiti finanziari e le modalità di partecipazione, oltre a una sessione di pitching dedicata alle organizzazioni interessate a presentare idee progettuali e individuare partner europei.

La call dispone di un budget complessivo di 9 milioni di euro e prevede il finanziamento di due progetti pilota della durata indicativa di 36 mesi. Le candidature saranno aperte fino al 1° ottobre 2026.

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Malattie cardiovascolari UE: al via la consultazione sui controlli sanitari

La Commissione europea ha avviato una consultazione pubblica sui controlli sanitari per le malattie cardiovascolari, con l’obiettivo di rafforzare prevenzione, diagnosi precoce e gestione di patologie che rappresentano la principale causa di morte nell’Unione europea, con circa 1,7 milioni di decessi ogni anno.

L’iniziativa, pubblicata sul portale “Have Your Say”, mira a raccogliere contributi da cittadini, professionisti sanitari, organizzazioni e stakeholder per definire future azioni a livello europeo.

Malattie cardiovascolari UE: focus su screening e diagnosi precoce

I controlli sanitari sono considerati uno strumento chiave per individuare precocemente condizioni come ipertensione e ipercolesterolemia, consentendo interventi tempestivi ed efficaci. Tuttavia, persistono criticità rilevanti: meno della metà degli Stati membri dispone di programmi strutturati di screening cardiovascolare e oltre un terzo della popolazione tra i 25 e i 64 anni non ha effettuato controlli di base, come la misurazione della pressione arteriosa, nell’ultimo anno.

La consultazione si inserisce nel più ampio quadro del piano europeo “Safe Hearts”, la prima strategia organica dell’UE dedicata alla salute cardiovascolare, che punta a migliorare prevenzione, diagnosi e trattamento e a ridurre le disuguaglianze tra Paesi e gruppi di popolazione.

Attraverso questo processo partecipativo, la Commissione intende raccogliere evidenze su criticità, buone pratiche e possibili soluzioni operative, con l’obiettivo di definire politiche più efficaci e coordinate a livello europeo. La consultazione è aperta fino a maggio 2026 e rappresenta un passaggio preliminare per future iniziative legislative e di policy nel campo delle malattie non trasmissibili.

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Al via la rete europea per screening avanzati basati su AI

La rete europea per screening avanzati basati su intelligenza artificiale è la nuova iniziativa promossa dalla European Commission per rafforzare la prevenzione e la diagnosi precoce delle principali patologie. L’iniziativa mira a coinvolgere organizzazioni sanitarie che utilizzano o intendono introdurre soluzioni di intelligenza artificiale nei programmi di prevenzione, diagnosi precoce e gestione clinica di patologie come il cancro e le malattie cardiovascolari.

La creazione della rete europea per screening avanzati si inserisce tra le azioni della Apply AI Strategy, la strategia europea che promuove l’adozione dell’intelligenza artificiale nei settori strategici dell’economia e dei servizi pubblici, tra cui la sanità. L’obiettivo è favorire la collaborazione tra centri clinici europei e sostenere la valutazione e l’implementazione delle tecnologie basate su AI nei processi assistenziali.

Le organizzazioni sanitarie dell’Unione europea che hanno già implementato strumenti di intelligenza artificiale oppure che stanno pianificando di introdurli nel prossimo futuro possono manifestare il proprio interesse a partecipare alla rete entro il 10 aprile 2026. L’iniziativa punta a costruire un ecosistema europeo di centri di riferimento capaci di condividere conoscenze, metodologie e risultati relativi all’impiego dell’intelligenza artificiale nei programmi di screening e diagnosi precoce.

La rete europea per screening avanzati e cooperazione tra centri sanitari

Attraverso la rete europea per screening avanzati, i centri partecipanti potranno confrontarsi sull’integrazione degli strumenti di intelligenza artificiale nei percorsi clinici reali e contribuire alla raccolta di evidenze su sicurezza, efficacia e usabilità delle tecnologie digitali in sanità. La rete favorirà inoltre lo scambio di esperienze tra strutture sanitarie, ricercatori e partner industriali impegnati nello sviluppo di soluzioni innovative per la diagnosi precoce.

I centri coinvolti potranno partecipare ad attività di formazione e rafforzamento delle competenze sull’intelligenza artificiale, con particolare attenzione a temi come validazione clinica, etica, interoperabilità e gestione dei dati sanitari. Inoltre avranno accesso anticipato ai risultati di iniziative europee quali Cancer Image Europe e EU Cardiovascular Flagship, ricevendo anche il riconoscimento come siti di riferimento dell’Unione europea per l’utilizzo dell’AI in ambito sanitario.

L’iniziativa contribuisce allo sviluppo di infrastrutture e competenze digitali che sostengono la trasformazione della sanità europea e rafforzano le politiche comunitarie dedicate alla lotta contro il cancro e alla prevenzione delle malattie cardiovascolari. Promuovendo una rete europea per screening avanzati, l’Unione europea intende migliorare la qualità della diagnosi precoce, accelerare l’adozione di tecnologie innovative e rafforzare la cooperazione tra i sistemi sanitari nazionali.

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SHIELD up! Lancio della JA da 25 milioni di euro per prevenire le infezioni che possono evolvere in cancro

La prevenzione delle infezioni che possono evolvere in cancro rappresenta una priorità per le politiche sanitarie europee, considerando che circa un tumore su otto è associato a infezioni prevenibili. SHIELD up è la nuova azione congiunta europea da 25 milioni di euro avviata per rafforzare prevenzione diagnosi e trattamento delle infezioni oncogene.

SHIELD up è stata lanciata in Danimarca nell’ambito del Piano europeo per la lotta contro il cancro e coinvolge 25 Stati membri, con attività previste fino alla fine di ottobre 2028. SHIELD up punta a ridurre le disuguaglianze nell’accesso ai servizi sanitari e a migliorare gli esiti di salute a livello di popolazione.

L’azione congiunta, il cui nome completo è Strategies for Health Interventions to Eliminate Infection related Cancers, è coordinata dal Centre of Excellence for Health Immunity and Infections del Rigshospitalet di Copenaghen. Il finanziamento dell’Unione europea ammonta a quasi 20 milioni di euro ed è erogato attraverso il programma UE4Health.

SHIELD up sostiene il rafforzamento della vaccinazione contro HPV ed epatite B e il miglioramento delle attività di test e diagnosi per epatite B ed epatite C HPV HIV e tubercolosi, con l’obiettivo di intercettare precocemente le infezioni e ridurre il rischio di sviluppo oncologico.

SHIELD up! rafforza la prevenzione delle infezioni che causano cancro

SHIELD up supporta gli Stati membri nell’affrontare barriere strutturali e sociali che ostacolano l’accesso alla prevenzione e alle cure, con particolare attenzione ai gruppi vulnerabili. L’azione promuove il superamento dello stigma e della discriminazione legati alle infezioni, la formazione degli operatori sanitari, lo sviluppo di informazioni più accessibili per la popolazione e il rafforzamento dei sistemi di monitoraggio della copertura vaccinale.

Attraverso la condivisione di buone pratiche e il coordinamento delle politiche sanitarie, SHIELD up contribuisce agli obiettivi europei di eliminazione dei tumori associati a infezioni prevenibili e al rafforzamento di sistemi sanitari più equi ed efficaci, orientati alla prevenzione in tutti i contesti, inclusi i servizi sanitari e sociali e gli istituti penitenziari.

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