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Horizon Europe InfoDay e Brokerage event – Cluster 1, bandi 2027

Il Cluster 1 – Health di Horizon Europe si prepara alle nuove opportunità di finanziamento previste per il 2027. Il programma, nell’ambito del secondo pilastro di Horizon Europe dedicato alla ricerca e all’innovazione collaborativa, sostiene progetti internazionali volti a promuovere sistemi sanitari più innovativi, sostenibili e resilienti e a rispondere alle principali sfide emergenti nel settore della salute.

Le attività del Cluster 1 si articolano attorno a sei principali aree di intervento: promuovere la salute in una società in rapido cambiamento; favorire ambienti di vita e di lavoro che promuovano la salute; affrontare le malattie e ridurne il carico; garantire l’accesso a cure innovative, sostenibili e di alta qualità; sfruttare il potenziale di nuovi strumenti, tecnologie e soluzioni digitali per una società più sana; sostenere un’industria della salute innovativa, sostenibile e competitiva a livello globale.

Un’occasione per prepararsi alle call 2027

In vista dell’apertura delle prossime opportunità di finanziamento, sono previsti due appuntamenti online strettamente collegati tra loro.

Il 24 e 25 novembre 2026 si terrà il Cluster Health Horizon Europe Brokerage Event 2027, un evento dedicato alla creazione di partenariati e alla costruzione di consorzi per le future call del Cluster 1 Health. L’iniziativa offrirà a ricercatori, innovatori, organizzazioni e altri stakeholder l’opportunità di entrare in contatto con potenziali partner interessati agli stessi topic di finanziamento.

Il Brokerage Event prevederà, tra le altre attività, incontri bilaterali di matchmaking, una sessione di pitching nella mattina del 24 novembre, durante la quale sarà possibile presentare idee progettuali, competenze e necessità di partenariato, e una piattaforma online dedicata che consentirà ai partecipanti registrati di individuare potenziali partner e programmare gli incontri in anticipo.

La registrazione all’evento aprirà all’inizio di ottobre 2026.

Il 26 novembre l’Horizon Europe Cluster 1 Health Info Day

Il Brokerage Event sarà organizzato in stretta connessione con l’Horizon Europe Cluster 1 Health Info Day, previsto per il 26 novembre 2026. La combinazione dei due appuntamenti permetterà ai partecipanti di acquisire informazioni di prima mano sulle opportunità di finanziamento del 2027 e, allo stesso tempo, di sviluppare contatti con potenziali partner per la preparazione delle proposte.

L’Info Day rappresenterà quindi un momento importante per comprendere meglio le priorità e le caratteristiche delle prossime call, prepararsi alla partecipazione e orientare per tempo la costruzione dei partenariati internazionali.

In vista dell’evento, saranno inoltre disponibili presentazioni preregistrate e sarà possibile inviare anticipatamente le proprie domande attraverso la piattaforma Sli.do, utilizzando l’hashtag #HorizonEU, così da consentire ai relatori di fornire risposte più complete durante la sessione live.

 

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Salute Globale

Resistenza antimicrobica in Europa: impatto sanitario, costi e strategie di prevenzione

La resistenza antimicrobica (AMR) è una delle principali minacce globali per la salute pubblica. Ogni anno, nel mondo, le infezioni causate da microrganismi resistenti contribuiscono a quasi 5 milioni di decessi. La diffusione dell’AMR mette a rischio l’efficacia di molti trattamenti e può compromettere procedure mediche fondamentali, dai trapianti di organi alle terapie oncologiche, dalla chirurgia alla terapia intensiva.

La resistenza antimicrobica in Europa

Nella Regione europea dell’OMS, le infezioni resistenti agli antimicrobici sono direttamente responsabili di circa 133 000 decessi ogni anno e associate indirettamente ad altri 541 000 decessi. L’impatto non riguarda soltanto la salute delle persone: l’AMR rappresenta anche un peso crescente per i sistemi sanitari, con un costo stimato a circa 11,7 miliardi di euro all’anno nell’UE.

Ma dietro questi numeri ci sono persone, esperienze e professionisti che ogni giorno affrontano concretamente le conseguenze dell’AMR. Per raccontarne la storia, l’OMS ha pubblicato un nuovo racconto fotografico che raccoglie le testimonianze di persone provenienti da diversi Paesi della Regione europea, mostrando quanto sia complessa e trasversale la risposta necessaria per contrastare la resistenza antimicrobica.

In alcuni dei casi presentati, la presenza di batteri resistenti può trasformare un’infezione grave in una minaccia per la vita, rendendo fondamentale la disponibilità di diagnosi tempestive, sistemi di sorveglianza efficaci e terapie mirate. Negli ospedali, l’aumento delle infezioni resistenti può inoltre tradursi in ricoveri più lunghi e ripetuti, maggiori costi e una crescente difficoltà nel trattare anche infezioni comuni.

La prevenzione rappresenta quindi una componente essenziale della risposta. Il rafforzamento delle misure di prevenzione e controllo delle infezioni, la formazione degli operatori sanitari e l’aggiornamento delle linee guida sono fondamentali per limitare la diffusione dei microrganismi resistenti. Allo stesso tempo, è necessario promuovere un uso appropriato degli antimicrobici, dalla prescrizione alla profilassi chirurgica, contrastando l’automedicazione e gli utilizzi non necessari.

L’AMR riguarda inoltre ambiti che vanno oltre la medicina. Un uso responsabile degli antibiotici nell’allevamento, il controllo delle infezioni sessualmente trasmissibili e il monitoraggio delle acque reflue possono contribuire a prevenire e individuare precocemente la diffusione della resistenza.

Questi esempi sottolineano la necessità di un approccio One Health, basato sulla collaborazione tra sanità umana, salute animale, ambiente, ricerca e istituzioni. Dall’esperienza sul campo alla definizione delle politiche nazionali, contrastare l’AMR richiede un’azione coordinata e condivisa.

Le testimonianze raccolte nella photo story restituiscono una realtà chiara: la resistenza antimicrobica non è un problema confinato a un singolo settore o a una singola professione. Pazienti, medici, infermieri, farmacisti, ostetriche, ricercatori, allevatori e autorità sanitarie hanno tutti un ruolo da svolgere.

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Salute Globale

Commissione europea: pubblicato il documento “Tassonomia dei materiali avanzati”

La Commissione europea ha sviluppato una nuova “Tassonomia dei materiali avanzati” (Advanced Materials Taxonomy), un quadro strutturato per classificare e organizzare i progetti e i temi di ricerca relativi ai materiali avanzati e alle tecnologie industriali nell’ambito di Horizon Europe, in particolare del Cluster 4. Il documento, elaborato dalla European Health and Digital Executive Agency (HaDEA), nasce dall’esperienza dell’Unità B3 (Industry) nella gestione dei portafogli di progetti e punta a rafforzare il collegamento tra attività di ricerca e innovazione, priorità politiche e trasformazione industriale.

Una tassonomia pensata per collegare ricerca e politiche industriali

L’obiettivo non è semplicemente catalogare i materiali in funzione dei settori industriali di applicazione. La tassonomia adotta infatti un approccio basato sui temi e sulle funzioni, classificando le attività in base alla loro principale finalità innovativa. Questo consente di rappresentare meglio la natura trasversale e interdisciplinare della ricerca sui materiali avanzati, che interessa contemporaneamente mobilità, energia, elettronica, costruzioni, industria manifatturiera e numerosi altri ambiti.

Il sistema è costruito su tre livelli gerarchici, che rispondono alle domande “COME”, “COSA”, e “PER COSA”: il primo individua l’ampio dominio dell’innovazione o il percorso di trasformazione; il secondo identifica l’area tecnologica o funzionale; il terzo specifica l’applicazione, l’obiettivo industriale o il meccanismo di attuazione. La struttura è inoltre coerente con la direzionalità della catena del valore sviluppata dalla partnership IAM4EU.

Il documento sottolinea che la tassonomia è stata sviluppata attraverso un’analisi iterativa degli argomenti e dei progetti di Horizon Europe e delle attività di clustering dei portafogli. Il sistema è concepito come una struttura scalabile e dinamica, alla quale potranno essere aggiunte nuove categorie qualora emergano temi ricorrenti non classificabili nelle categorie esistenti.

Dalla classificazione al governo dei portafogli

Uno degli aspetti più interessanti del documento è che la tassonomia viene concepita non come un semplice strumento descrittivo, ma come uno strumento di gestione strategica. La sua applicazione dovrebbe consentire di costruire e analizzare i portafogli di progetti, monitorare l’evoluzione tecnologica e industriale, fornire dei riscontri alle politiche europee e individuare nuove tendenze.

La struttura permette inoltre di collegare più sistematicamente i portafogli gestiti da HaDEA con i temi dei programmi di finanziamento di Horizon Europe, contribuendo a una rappresentazione più strutturata dello stato di sviluppo delle politiche. 

Sostenibilità e autonomia tecnologica al centro

Dalla classificazione emerge una visione dei materiali avanzati strettamente collegata alle principali trasformazioni dell’industria europea. La sostenibilità attraversa numerose categorie: dai materiali riciclabili e bio-based alle alternative alle sostanze pericolose, dalla riduzione dell’impiego di materie prime critiche nei magneti alla decarbonizzazione dei processi industriali, fino all’economia circolare e all’efficienza energetica.

Parallelamente, la tassonomia evidenzia l’importanza delle tecnologie digitali e delle nuove capacità computazionali. Intelligenza artificiale, machine learning, digital twins, infrastrutture di dati e tecnologie quantistiche sono presentati come strumenti destinati ad accelerare la scoperta dei materiali, ottimizzare i processi produttivi e migliorare le prestazioni e la sostenibilità delle tecnologie industriali.

Un documento destinato a evolvere

La nuova tassonomia viene esplicitamente descritta come un documento “vivo”. Sebbene sia stata sviluppata principalmente per l’area dei materiali avanzati e per i relativi portafogli di progetti, gli autori suggeriscono di valutarne l’applicabilità anche ad altri settori di policy, introducendo nuove categorie in funzione delle esigenze emergenti.

Il valore del nuovo strumento risiede quindi non soltanto nella capacità di mettere ordine in un settore tecnologico estremamente ampio e interdisciplinare, ma soprattutto nella possibilità di creare un linguaggio comune tra ricerca, finanziamento europeo, politica industriale e innovazione. In questo senso, la tassonomia può diventare uno strumento utile per comprendere dove si concentrano gli investimenti europei, quali tecnologie stanno emergendo e quali condizioni sono necessarie perché i risultati della ricerca sui materiali avanzati arrivino effettivamente all’industria e al mercato.

 

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digital health

AI Omnibus: nuove misure di semplificazione dell’AI Act

 ll 27 luglio u.s. è entrato in vigore in tutta l’Unione europea l’AI Omnibus, il pacchetto di modifiche al quadro normativo europeo sull’intelligenza artificiale promosso dalla Commissione europea nell’ambito della più ampia strategia di semplificazione delle regole digitali. Il provvedimento modifica in modo mirato l’AI Act, con l’obiettivo di facilitarne l’attuazione, sostenere l’innovazione e rafforzare la competitività delle imprese europee, mantenendo al contempo le garanzie per la sicurezza delle persone e la tutela dei diritti fondamentali.

L’AI Omnibus era stato proposto dalla Commissione nel novembre 2025 e rappresenta il primo importante intervento di modifica dell’AI Act dall’adozione del regolamento nel 2024. Il nuovo quadro interviene soprattutto sulle modalità e sui tempi di applicazione delle norme, cercando di rispondere alle difficoltà emerse nella fase di preparazione all’attuazione della normativa.

Tempi più lunghi per i sistemi di IA ad alto rischio

Una delle modifiche più rilevanti riguarda i sistemi di intelligenza artificiale classificati come ad alto rischio. Per i sistemi indicati nell’Allegato III dell’AI Act, le relative disposizioni inizieranno ad applicarsi dal 2 dicembre 2027, anziché dal 2 agosto 2026. Per i sistemi di IA ad alto rischio incorporati in prodotti fisici disciplinati dall’Allegato I – tra cui macchinari, giocattoli e ascensori – il termine è invece fissato al 2 agosto 2028.

La proroga mira a garantire che imprese e autorità dispongano di un quadro tecnico e normativo sufficientemente maturo per applicare le nuove regole. Il cambiamento è particolarmente importante per le organizzazioni che devono adeguare prodotti, sistemi di gestione del rischio, procedure di valutazione della conformità e documentazione tecnica.

Più spazio a innovazione e sperimentazione

L’AI Omnibus introduce anche misure volte a creare condizioni più favorevoli per lo sviluppo e la sperimentazione dell’intelligenza artificiale. Una delle novità è l’ampliamento dell’accesso alle regulatory sandboxes, cioè ambienti controllati nei quali imprese e sviluppatori possono testare sistemi di IA sotto la supervisione delle autorità competenti. Il nuovo quadro prevede inoltre una sandbox normativa a livello europeo, con l’obiettivo di facilitare la sperimentazione transfrontaliera.

Alcune delle semplificazioni precedentemente riservate alle piccole e medie imprese vengono inoltre estese alle small mid-cap companies (SMCs), consentendo a un numero maggiore di imprese di beneficiare di obblighi proporzionati alle proprie dimensioni e capacità.

Nuove garanzie per sicurezza e diritti fondamentali

La semplificazione non significa però un generale allentamento delle tutele. L’AI Omnibus introduce, ad esempio, un divieto esplicito per i sistemi di IA utilizzati per generare contenuti sessualmente espliciti e intimi senza consenso, nonché per la generazione di materiale pedopornografico.

Un’altra novità riguarda la possibilità di utilizzare categorie particolari di dati personali per individuare e correggere fenomeni di discriminazione e bias nei sistemi di IA, secondo le condizioni previste dalla normativa.

Un equilibrio tra regolamentazione e competitività

L’entrata in vigore dell’AI Omnibus segna quindi un passaggio importante nella strategia europea sull’intelligenza artificiale. La sfida è trovare un equilibrio tra due esigenze apparentemente contrapposte: evitare che la regolamentazione rallenti l’innovazione europea e, allo stesso tempo, garantire che lo sviluppo dell’intelligenza artificiale avvenga nel rispetto della sicurezza, dei diritti fondamentali e della fiducia dei cittadini.

L’AI Omnibus va letto proprio in questa prospettiva: non una riscrittura dell’AI Act, ma un intervento di semplificazione e adeguamento che modifica significativamente la sua tabella di marcia e alcune modalità di applicazione.

Per imprese, amministrazioni pubbliche e organizzazioni che utilizzano l’intelligenza artificiale, sarà quindi importante seguire con attenzione la nuova timeline di attuazione dell’AI Act e le indicazioni che saranno progressivamente pubblicate dalla Commissione europea.

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digital health

AI Act: in vigore le nuove regole per trasparenza e modelli di intelligenza artificiale

Dal 2 agosto 2026 la normativa europea sull’intelligenza artificiale entra in una nuova fase: la Commissione europea, attraverso l’Ufficio europeo per l’intelligenza artificiale, insieme alle autorità nazionali competenti, ha iniziato a far rispettare le disposizioni dell’AI Act e i nuovi requisiti di trasparenza previsti dalla normativa.

L’AI Act rappresenta il principale quadro normativo europeo per disciplinare lo sviluppo e l’utilizzo dei sistemi di intelligenza artificiale. La sua applicazione segue un approccio basato sul livello di rischio associato ai diversi utilizzi dell’IA, con obblighi proporzionati ai potenziali impatti sulla sicurezza, sui diritti fondamentali e sulla società.

Dalle regole alla loro applicazione

Il passaggio alla fase di enforcement segna un momento importante: dopo l’adozione e l’entrata in vigore progressiva del regolamento, le istituzioni europee e le autorità nazionali iniziano ora a concentrarsi maggiormente sulla sua concreta attuazione.

La Commissione europea sottolinea che l’applicazione delle nuove disposizioni sarà accompagnata da attività di supporto e orientamento rivolte alle organizzazioni interessate, con l’obiettivo di favorire una corretta comprensione degli obblighi previsti dalla normativa.

Particolare attenzione è rivolta ai sistemi di IA considerati ad alto rischio, per i quali il regolamento stabilisce requisiti più stringenti in materia di gestione dei rischi, qualità dei dati, documentazione, supervisione umana, accuratezza e sicurezza.

Più trasparenza nell’uso dell’intelligenza artificiale e un ruolo crescente per le autorità nazionali

Le nuove disposizioni mirano a rendere più facilmente riconoscibili i contenuti generati o manipolati attraverso l’intelligenza artificiale e a fornire agli utenti informazioni più chiare sul modo in cui determinati sistemi di IA vengono utilizzati. La trasparenza è infatti considerata un elemento essenziale per permettere alle persone di comprendere quando interagiscono con un sistema di intelligenza artificiale e di valutare più consapevolmente l’affidabilità delle informazioni e dei contenuti che ricevono.

L’applicazione dell’AI Act non sarà affidata esclusivamente alle istituzioni europee. La Commissione lavorerà insieme alle autorità nazionali competenti, che avranno un ruolo fondamentale nell’applicazione delle regole nei rispettivi Paesi. Questo modello riflette la natura stessa della normativa europea: stabilire un quadro comune in tutti gli Stati membri, garantendo al tempo stesso che l’attuazione tenga conto dei diversi contesti nazionali.

Per l’Europa, la sfida consiste quindi nel trovare un equilibrio tra la necessità di favorire lo sviluppo dell’intelligenza artificiale e quella di garantire che queste tecnologie siano utilizzate in modo sicuro, trasparente e rispettoso dei diritti fondamentali.

Il 2 agosto 2026 rappresenta, in questo senso, un passaggio significativo: l’AI Act entra sempre più nella dimensione concreta della sua applicazione e la regolamentazione dell’intelligenza artificiale diventa una responsabilità condivisa tra istituzioni europee, autorità nazionali, imprese e organizzazioni che sviluppano o utilizzano queste tecnologie.

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digital health Salute Globale

OMS Europa: servono regole più forti per governare l’intelligenza artificiale in sanità

L’intelligenza artificiale sta trasformando rapidamente i sistemi sanitari europei. Dalla diagnostica assistita agli strumenti di supporto alle decisioni cliniche, fino ai chatbot per i pazienti, le applicazioni dell’IA sono ormai sempre più diffuse. Tuttavia, secondo l’OMS Europa, la velocità con cui queste tecnologie vengono adottate supera di gran lunga quella con cui vengono definite regole, responsabilità e meccanismi di controllo.

È questo il messaggio lanciato dal Direttore regionale dell’OMS per l’Europa, il dott. Hans Kluge, in occasione della conferenza internazionale “Shaping AI in Health”, svoltasi a Lisbona il 15 luglio 2026. Nel suo intervento, Kluge ha invitato governi e istituzioni ad agire rapidamente per evitare che il divario tra innovazione tecnologica e governance diventi irreversibile.

L’IA è già una realtà negli ospedali europei

I dati presentati dall’OMS mostrano che l’intelligenza artificiale è già ampiamente utilizzata nella Regione europea. Circa due terzi dei Paesi impiegano strumenti di IA per supportare la diagnostica e numerosi sistemi sanitari stanno introducendo assistenti virtuali e altre applicazioni basate sull’intelligenza artificiale.

Nonostante questa rapida diffusione, la governance rimane ancora insufficiente. Solo una piccola parte dei Paesi dispone infatti di una strategia nazionale specifica sull’IA in sanità, mentre in molti casi mancano linee guida etiche, standard di responsabilità e percorsi strutturati di formazione per i professionisti sanitari.

Innovazione sì, ma con regole chiare

Per l’OMS, il problema non è rallentare l’innovazione, bensì accompagnarla con strumenti adeguati di governo. L’obiettivo è garantire che l’IA migliori realmente la qualità dell’assistenza, riduca le disuguaglianze e rafforzi la fiducia dei cittadini nei sistemi sanitari. Secondo l’Organizzazione, una governance efficace dovrebbe poggiare su tre pilastri fondamentali:

  1. regole chiare che definiscano responsabilità, sicurezza e trasparenza;
  2. infrastrutture e strumenti che consentano un utilizzo affidabile delle tecnologie;
  3. formazione del personale sanitario.
Il rischio di ampliare le disuguaglianze

L’OMS sottolinea inoltre che l’intelligenza artificiale non è neutrale. Se sviluppata o implementata senza adeguati controlli, può amplificare disuguaglianze già esistenti, introdurre bias nei processi decisionali e compromettere la tutela dei dati personali.

Per questo motivo, la supervisione umana deve rimanere centrale. L’IA deve rappresentare uno strumento di supporto ai professionisti sanitari e non sostituire il giudizio clinico, soprattutto nelle decisioni che incidono direttamente sulla salute delle persone.

Un’agenda comune per l’Europa

Il messaggio dell’OMS arriva in un momento cruciale, mentre l’Unione europea sta implementando l’AI Act e molti Paesi stanno definendo le proprie strategie nazionali sull’intelligenza artificiale. La sfida sarà trasformare i principi normativi in pratiche concrete all’interno dei sistemi sanitari, assicurando che innovazione, sicurezza ed equità procedano di pari passo.

Per l’OMS Europa, il tempo per agire è adesso: governare l’intelligenza artificiale significa costruire sistemi sanitari più sicuri, resilienti e orientati ai bisogni delle persone, prima che il divario tra sviluppo tecnologico e capacità di regolamentazione diventi troppo ampio per essere colmato.

 

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Salute mentale Salute Globale

Nuovo studio OMS: forti lacune nella misurazione della salute mentale in Europa

Un nuovo studio pubblicato dall’OMS Europa mette in evidenza importanti criticità nel modo in cui la salute mentale viene misurata nella Regione europea, sottolineando la necessità di sviluppare un quadro condiviso di indicatori per migliorare il monitoraggio, la comparabilità dei dati e il supporto alle politiche sanitarie.

La ricerca, basata su una scoping review della letteratura scientifica, ha analizzato 75 studi condotti nella Regione europea dell’OMS, identificando circa 450 diversi indicatori utilizzati per valutare la salute mentale. L’elevata eterogeneità degli strumenti e degli approcci adottati rende difficile confrontare i risultati tra Paesi e monitorare in modo coerente l’evoluzione dello stato di salute mentale delle popolazioni.

Lo studio evidenzia che la maggior parte degli indicatori oggi disponibili si concentra sulla prevalenza dei disturbi mentali e sui relativi fattori di rischio, mentre risultano meno sviluppati gli indicatori dedicati al benessere mentale positivo, alla qualità dei servizi, all’accessibilità delle cure, agli esiti degli interventi e all’esperienza delle persone che usufruiscono dei servizi di salute mentale. Inoltre, emergono differenze significative nella disponibilità dei dati tra le diverse aree della Regione europea, con una maggiore concentrazione delle evidenze nei Paesi dell’Europa settentrionale e occidentale.

Secondo gli autori, questa frammentazione limita la capacità dei decisori politici di valutare l’efficacia delle strategie di prevenzione, promozione del benessere e assistenza, rendendo più complesso identificare le priorità di intervento e monitorare i progressi nel tempo. Per questo motivo, si sottolinea l’importanza di sviluppare un sistema armonizzato di indicatori che permetta confronti affidabili tra Paesi e supporti decisioni fondate su evidenze scientifiche.

Lo studio contribuirà alla definizione di un futuro framework regionale per la misurazione della salute mentale, destinato a rafforzare la raccolta e l’utilizzo dei dati nei sistemi sanitari europei. Un sistema di monitoraggio più completo consentirebbe infatti di valutare non solo la diffusione dei disturbi mentali, ma anche il benessere della popolazione, la qualità dell’assistenza, l’equità nell’accesso ai servizi e l’impatto delle politiche pubbliche.

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Altro

Commissione europea: pubblicato l’edizione 2026 dello European Innovation Scoreboard (EIS)

La Commissione europea ha pubblicato l’edizione 2026 dello European Innovation Scoreboard (EIS), il principale strumento di monitoraggio delle performance in ricerca e innovazione degli Stati membri. Dal 2001, l’EIS fornisce una valutazione comparativa delle performance in materia di ricerca e innovazione degli Stati membri dell’UE, di altri Paesi europei e di alcuni competitor globali. Lo strumento aiuta i decisori politici a individuare punti di forza, criticità e aree che richiedono ulteriori interventi. Nel tempo, l’EIS si è affermato come un punto di riferimento per lo sviluppo di politiche dell’innovazione basate su dati ed evidenze. I risultati sono calcolati rispetto alla media UE del 2019 e del 2026, consentendo di monitorare l’evoluzione delle performance e le tendenze nel tempo.

Il rapporto 2026 conferma una crescita costante della capacità innovativa dell’Unione europea, con un incremento medio dell’indice di innovazione dell’1,7% rispetto al 2025 e un miglioramento generalizzato rispetto al 2019.

Tra i risultati più significativi emerge la performance dell’Italia, che registra il secondo maggiore incremento annuale (+5 punti percentuali), dietro soltanto a Malta. Nel confronto con il 2019, il nostro Paese ha migliorato il proprio indice del 15%, collocandosi tra gli Stati membri con la crescita più sostenuta degli ultimi anni.

Nonostante questi progressi, l’Italia rimane nel gruppo dei “Moderate Innovators”, insieme a Spagna, Portogallo, Cipro, Slovenia, Lituania, Repubblica Ceca, Grecia e Ungheria. Ai vertici della classifica europea si confermano invece Svezia, Danimarca e Paesi Bassi, mentre Svizzera e Corea del Sud guidano rispettivamente i confronti europeo allargato e globale.

Lo European Innovation Scoreboard rappresenta un importante strumento di supporto alle politiche pubbliche, poiché valuta le prestazioni dei sistemi nazionali di innovazione attraverso 32 indicatori che misurano capitale umano, investimenti, attività innovative e impatti economici e sociali. I risultati costituiscono un riferimento fondamentale per orientare le strategie europee e nazionali in materia di ricerca, innovazione e competitività.

Per maggiori informazioni sullo European Innovation Scoreboard 2026 si prega di consultare il seguente LINK.

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digital health Salute Globale

Conferenza globale OMS “Shaping AI in Health”

Il 15 e 16 luglio 2026 si terrà a Lisbona, Portogallo, la Global WHO Conference: Shaping AI in Health, una conferenza internazionale di alto livello organizzata congiuntamente dall’Ufficio regionale dell’OMS Europa e dal Governo del Portogallo. L’evento rappresenta uno dei principali appuntamenti globali dedicati al ruolo dell’intelligenza artificiale nella trasformazione dei sistemi sanitari.

La conferenza riunirà ministri della salute, decisori politici, autorità di regolamentazione, professionisti sanitari, ricercatori, organizzazioni internazionali, rappresentanti dell’industria, società civile e mondo accademico per discutere come sviluppare e governare l’intelligenza artificiale affinché contribuisca a migliorare la salute delle popolazioni in modo sicuro, equo e responsabile.

Tra i principali temi al centro del dibattito figurano:

  • la governance internazionale dell’intelligenza artificiale applicata alla salute;
  • lo sviluppo di sistemi di IA affidabili, sicuri e trasparenti;
  • gli aspetti etici e regolatori legati all’utilizzo delle nuove tecnologie;
  • l’integrazione dell’IA nella pratica clinica e nell’organizzazione dei servizi sanitari;
  • la tutela della privacy, della sicurezza dei dati e dell’equità nell’accesso alle innovazioni digitali.

L’obiettivo della conferenza è favorire una collaborazione internazionale per orientare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale verso applicazioni che migliorino gli esiti di salute.

In un contesto caratterizzato da una rapida evoluzione tecnologica, il confronto tra governi, comunità scientifica e settore privato sarà fondamentale per definire standard condivisi e favorire un’adozione dell’IA che contribuisca a rendere i sistemi sanitari più efficienti, resilienti ed equi.

Alcune sessione della Conferenza “Shaping AI in Health” potranno essere seguite in streaming.

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Salute Globale

Pubblicate le statistiche di salute dell’OCSE 2026

L’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) ha pubblicato la nuova edizione delle Statistiche di Salute 2026, il più completo database internazionale dedicato agli indicatori di salute e ai sistemi sanitari dei Paesi membri e partner.

Disponibile attraverso l’OECD Data Explorer, la banca dati rappresenta uno strumento fondamentale per decisori politici, ricercatori, professionisti della sanità, giornalisti e cittadini interessati ad analizzare e confrontare le performance dei sistemi sanitari a livello internazionale. Grazie a indicatori armonizzati e metodologie condivise, il database consente di individuare tendenze, valutare l’efficacia delle politiche sanitarie e favorire lo scambio di buone pratiche tra i diversi Paesi.

L’edizione 2026 delle Statistiche di Salute comprende un’ampia gamma di informazioni organizzate in aree tematiche, tra cui:

  • Spesa e finanziamento della sanità, con dati sui costi dei sistemi sanitari, sulle fonti di finanziamento e sugli investimenti nelle infrastrutture.
  • Stato di salute della popolazione, comprendente indicatori quali aspettativa di vita, mortalità, morbosità, malattie trasmissibili, tumori e incidenti stradali.
  • Fattori di rischio per la salute, tra cui consumo di tabacco, alcol, alimentazione, obesità e utilizzo di prodotti da svapo.
  • Risorse sanitarie, con informazioni dettagliate sul personale sanitario (medici, infermieri, ostetriche, farmacisti e altre professioni), ospedali, posti letto, tecnologie diagnostiche e formazione dei professionisti.
  • Migrazione del personale sanitario, con dati sui medici e infermieri formati all’estero.
  • Utilizzo dei servizi sanitari, incluse visite mediche, teleconsultazioni, vaccinazioni, screening, ricoveri ospedalieri, procedure chirurgiche e tempi di attesa.
  • Qualità dell’assistenza e risultati di salute, con indicatori relativi alle cure primarie, sicurezza del paziente, assistenza oncologica, salute mentale, cure integrate ed esperienza dei pazienti.
  • Mercato farmaceutico, con dati sul consumo e sulle vendite di farmaci, nonché sulla diffusione dei medicinali generici.
  • Assistenza a lungo termine, comprendente personale dedicato, strutture residenziali, beneficiari e modalità di erogazione dell’assistenza.
  • Copertura sanitaria, con informazioni sui diversi modelli di assicurazione sanitaria pubblica e privata.

Come nelle precedenti edizioni, per ciascun indicatore sono disponibili definizioni, fonti e metodologie dettagliate, garantendo la trasparenza e la comparabilità dei dati tra i diversi Paesi.

 

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