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Pubblicato il rapporto annuale dell’Agenzia Europea per i Medicinali

Il 2025 è stato un anno di svolta per l’EMA, l’agenzia europea responsabile della valutazione e della supervisione dei medicinali nell’Unione europea. Nel suo Rapporto annuale 2025, EMA evidenzia i progressi compiuti nell’innovazione farmaceutica, nella digitalizzazione, nella gestione delle carenze di medicinali e nella cooperazione internazionale, in un contesto segnato da profonde trasformazioni normative e tecnologiche. L’anno ha inoltre coinciso con il trentesimo anniversario dell’EMA, un’occasione per riflettere sui risultati raggiunti e per delineare una visione strategica orientata al futuro.

Oltre cento nuovi medicinali raccomandati per l’autorizzazione

Tra i risultati più significativi del 2025 figura la raccomandazione all’autorizzazione di 104 medicinali per uso umano. Tra questi si distinguono:

  • un nuovo trattamento per il tumore della vescica, che ogni anno colpisce oltre 200.000 persone nell’UE;
  • un vaccino contro il virus Chikungunya destinato ad adolescenti e adulti;
  • il primo farmaco orale per la depressione post-partum, una condizione che interessa numerose donne dopo il parto.

Particolare attenzione è stata riservata alle malattie rare: 16 dei medicinali raccomandati erano destinati a pazienti affetti da patologie rare, confermando il ruolo dell’EMA nel favorire l’accesso a terapie innovative per bisogni medici ancora insoddisfatti.

Anche il settore veterinario ha registrato risultati record. Per il secondo anno consecutivo, l’EMA ha raccomandato un numero senza precedenti di medicinali veterinari: 30 prodotti, tra cui 16 vaccini e 13 nuove sostanze attive mai autorizzate in precedenza nell’Unione europea.

Lotta alle carenze: una risposta sempre più coordinata

Negli ultimi anni il mandato dell’EMA è stato ampliato per consentire una gestione più efficace delle carenze di farmaci. Nel 2025 è entrata pienamente in funzione la European Shortages Monitoring Platform (ESMP), una piattaforma che permette lo scambio rapido di informazioni tra aziende farmaceutiche e autorità regolatorie sui livelli di domanda e offerta.

L’EMA coordina inoltre la Lista europea dei medicinali critici e ha attivato in diverse occasioni il Meccanismo volontario di solidarietà tra Stati membri per affrontare situazioni di scarsità di farmaci essenziali. Secondo l’Agenzia, il futuro Critical Medicines Act rafforzerà ulteriormente la capacità dell’Europa di prevenire e gestire interruzioni delle forniture.

Intelligenza artificiale e dati real-world: dalla sperimentazione all’applicazione

Nel 2025 l’EMA ha pubblicato il suo primo rapporto osservatorio sull’uso dell’IA nel settore farmaceutico, documentando applicazioni concrete in ambiti quali:

  • analisi automatizzata di immagini mediche per malattie epatiche;
  • valutazione della progressione dell’artrite psoriasica attraverso algoritmi di machine learning;
  • utilizzo di “gemelli digitali” (digital twins) nella sperimentazione clinica delle malattie rare.

Parallelamente, l’Agenzia ha collaborato con la Food and Drug Administration (FDA) statunitense per definire principi comuni sull’impiego dell’intelligenza artificiale nello sviluppo dei medicinali.

Oltre 100 casi d’uso dell’IA sono attualmente in fase di valutazione all’interno della rete regolatoria europea, con potenziali applicazioni che spaziano dalla redazione dei rapporti scientifici alla farmacovigilanza e alla gestione delle carenze di medicinali.

Una nuova strategia per rafforzare la competitività europea

Infine, il 2025 ha visto il lancio ufficiale della Strategia della Rete delle Agenzie Europee dei Medicinali (EMANS) fino al 2028. Il piano punta a rafforzare la competitività dell’Europa nello sviluppo e nella produzione di medicinali, promuovendo l’utilizzo dei dati e dell’intelligenza artificiale lungo tutto il ciclo di vita dei farmaci.

Per l’EMA, il 2025 rappresenta quindi non solo un anno di celebrazioni, ma soprattutto l’inizio di una nuova fase caratterizzata da una maggiore integrazione europea, dall’uso strategico dei dati e dell’intelligenza artificiale e da un impegno crescente per garantire ai cittadini un accesso rapido, sicuro ed equo alle innovazioni terapeutiche.

 

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Salute Globale

Area Europea della Ricerca (ERA): pubblicato lo scoreboard 2025

La Commissione europea ha pubblicato il nuovo rapporto sullo stato di avanzamento dell’Area Europea della Ricerca (European Research Area – ERA), evidenziando progressi significativi in numerosi ambiti strategici, ma anche il permanere di importanti sfide strutturali che continuano a limitare il pieno potenziale della ricerca e dell’innovazione in Europa.

L’Area Europea della Ricerca rappresenta il quadro di riferimento attraverso il quale l’Unione europea e gli Stati membri promuovono una maggiore integrazione dei sistemi nazionali di ricerca, favorendo la collaborazione scientifica, la mobilità dei ricercatori, la condivisione delle conoscenze e il trasferimento dell’innovazione verso la società e l’economia.

Progressi e ritardi

Secondo il rapporto, gli Stati membri hanno compiuto progressi nella maggior parte delle priorità dell’ERA, in particolare per quanto riguarda l’accesso aperto alle pubblicazioni scientifiche, il rafforzamento delle infrastrutture di ricerca e la cooperazione transnazionale. Negli ultimi anni sono inoltre aumentati gli investimenti pubblici e privati in ricerca e innovazione, contribuendo a sostenere la competitività europea in un contesto globale sempre più dinamico.

Permangono tuttavia differenze significative tra i Paesi europei. Il rapporto evidenzia che il divario negli investimenti in ricerca e sviluppo tra gli Stati membri continua a rappresentare una delle principali criticità. L’obiettivo europeo di destinare il 3% del prodotto interno lordo alla ricerca e sviluppo non è ancora stato raggiunto a livello dell’Unione, e le disparità territoriali rischiano di compromettere una crescita equilibrata della capacità scientifica europea.

Un’altra sfida riguarda le carriere dei ricercatori. Nonostante i progressi registrati nella mobilità e nelle opportunità professionali, persistono problemi legati alla precarietà del lavoro accademico, alle disparità di genere e alle difficoltà nel trattenere talenti altamente qualificati. La Commissione sottolinea l’importanza di rendere le carriere nella ricerca più attrattive, stabili e inclusive.

Rispondere alle grandi sfide contemporanee

Il rapporto richiama inoltre l’attenzione sulla necessità di rafforzare il collegamento tra ricerca, innovazione e politiche pubbliche. Le grandi sfide contemporanee – dai cambiamenti climatici all’invecchiamento della popolazione, dalla trasformazione digitale alla sicurezza sanitaria – richiedono infatti una maggiore capacità di tradurre rapidamente le conoscenze scientifiche in soluzioni concrete e in decisioni politiche basate sulle evidenze.

Particolare rilievo viene attribuito alla dimensione regionale dell’innovazione. Le regioni europee svolgono un ruolo fondamentale nella creazione di ecosistemi territoriali della conoscenza, favorendo la collaborazione tra università, centri di ricerca, imprese e amministrazioni pubbliche. Il rafforzamento delle capacità regionali di ricerca e innovazione è considerato un elemento essenziale per ridurre le disuguaglianze territoriali e sostenere uno sviluppo sostenibile e inclusivo.

I risultati del rapporto contribuiranno a orientare l’attuazione della futura Agenda politica dell’Area Europea della Ricerca per il periodo 2025–2027, che mira a rafforzare ulteriormente la competitività scientifica dell’Europa.

 

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Salute mentale Salute Globale

L’OMS lancia una nuova guida per ampliare l’accesso all’auto-aiuto psicologico

L’OMS ha pubblicato una nuova guida operativa per supportare governi, organizzazioni sanitarie e operatori comunitari nell’implementazione e nell’ampliamento degli interventi di auto-aiuto psicologico. L’obiettivo è rendere più accessibili servizi di salute mentale efficaci e basati sull’evidenza, contribuendo a ridurre il divario tra bisogni di assistenza e disponibilità di cure.

Secondo l’OMS, oltre un miliardo di persone nel mondo convive con una condizione di salute mentale, ma molte non riescono ad accedere a trattamenti adeguati a causa della carenza di professionisti, delle limitazioni economiche o delle difficoltà geografiche. In questo contesto, gli interventi di auto-aiuto psicologico rappresentano una soluzione promettente per raggiungere un numero maggiore di persone utilizzando risorse limitate.

La nuova guida, intitolata “Psychological Self-Help Interventions: Delivering Self-Help for Individuals“, fornisce indicazioni pratiche per pianificare, adattare e realizzare programmi di auto-aiuto sia in modalità autonoma sia con il supporto di operatori formati non specialisti. La guida è destinata a responsabili di programmi, supervisori, operatori sanitari e organizzazioni attive nei settori della salute, dell’assistenza umanitaria e dello sviluppo comunitario.

Particolare attenzione viene dedicata ai modelli di auto-aiuto guidato, nei quali le persone ricevono un supporto regolare ma limitato da parte di operatori adeguatamente formati. Questo approccio consente di mantenere elevata l’efficacia degli interventi senza richiedere un ampio coinvolgimento di specialisti della salute mentale.

La guida si basa sull’esperienza maturata dall’OMS attraverso due interventi già ampiamente sperimentati: Step-by-Step, un programma digitale rivolto principalmente alle persone con sintomi di depressione, e Doing What Matters in Times of Stress, uno strumento di gestione dello stress basato su tecniche psicologiche validate. Entrambi gli interventi sono stati valutati attraverso studi scientifici e hanno dimostrato risultati positivi nel ridurre sintomi di depressione, ansia e distress psicologico.

Uno degli aspetti più innovativi della guida è la possibilità di implementare gli interventi in diversi contesti, compresi i servizi territoriali, l’assistenza primaria, i programmi comunitari e le piattaforme digitali. Questo approccio può risultare particolarmente utile nelle aree rurali, nei Paesi a basso e medio reddito e nelle situazioni di emergenza umanitaria, dove l’accesso ai servizi specialistici è spesso limitato.

L’iniziativa si inserisce nel più ampio impegno dell’OMS per rafforzare la salute mentale come componente essenziale della copertura sanitaria universale.

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Salute Globale

ECDC ed EFSA pubblicano mappe aggiornate sulla distribuzione dei vettori di malattia in Europa

Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) e l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) hanno pubblicato un aggiornamento delle mappe che mostrano la distribuzione geografica dei principali vettori di malattia in Europa, tra cui zanzare, zecche, flebotomi e culicoidi. Le nuove mappe rappresentano uno strumento fondamentale per monitorare l’evoluzione dei rischi legati alle malattie trasmesse da vettori e per supportare le attività di prevenzione e preparedness delle autorità sanitarie europee.

Le informazioni derivano da VectorNet, il progetto congiunto di ECDC ed EFSA che raccoglie, valida e aggiorna dati sulla presenza e diffusione dei vettori in Europa. Il database integra informazioni provenienti da esperti e istituzioni nazionali, fornendo una panoramica dettagliata della distribuzione delle specie che possono trasmettere agenti patogeni rilevanti per la salute umana e animale.

Tra le principali novità dell’aggiornamento figura la prima segnalazione documentata dell’introduzione della zanzara Aedes aegypti in Lussemburgo. Questa specie è considerata uno dei più importanti vettori di malattie virali quali dengue, chikungunya, febbre gialla e Zika. Le mappe riportano inoltre nuove informazioni sulla distribuzione della specie Culex tritaeniorhynchus in Grecia. Secondo gli esperti, tali cambiamenti riflettono in parte il rafforzamento delle attività di sorveglianza e la disponibilità di nuovi dati, pur non escludendo una possibile espansione della specie.

L’aggiornamento evidenzia anche l’espansione della presenza di diverse specie invasive di zanzare. Rispetto alla precedente rilevazione del 2025, sono stati identificati 41 nuovi territori amministrativi europei in cui una o più specie invasive del genere Aedes risultano stabilmente insediate.

Le malattie trasmesse da vettori rappresentano una sfida crescente per la salute pubblica in Europa. Cambiamenti climatici, urbanizzazione, mobilità delle persone e commercio internazionale stanno contribuendo alla diffusione di specie vettoriali in aree precedentemente non interessate. In questo contesto, strumenti di sorveglianza come VectorNet consentono di individuare precocemente i cambiamenti nella distribuzione dei vettori e di pianificare interventi mirati per ridurre il rischio di trasmissione di malattie infettive.

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News ProMIS workforce

TEAMCARE – Invito a seguire i canali ufficiali del progetto europeo sulla workforce

Il rafforzamento delle competenze per il lavoro in team interprofessionali rappresenta una priorità strategica per i sistemi sanitari e sociali europei, sempre più chiamati a rispondere a bisogni complessi e multidimensionali della popolazione.

In questo contesto si inserisce TEAMCARE, progetto finanziato nell’ambito del programma Erasmus+, che mira a sviluppare un curriculum europeo condiviso per la formazione di professionisti della salute e dei servizi sociali, con particolare attenzione al lavoro in team di comunità e all’assistenza integrata e centrata sulla persona.

In questo quadro, ProMIS partecipa attivamente alle attività in qualità di partner del progetto. L’obiettivo è promuovere la definizione di una strategia mirata all’adozione del curriculum formativo a livello nazionale, garantendo così la sostenibilità a lungo termine dei risultati di TEAMCARE e favorendo l’integrazione di queste competenze innovative all’interno del sistema sanitario italiano.

Un’iniziativa per la formazione del futuro

Il progetto contribuisce allo sviluppo di una nuova visione della formazione, orientata a:

  1. migliorare la collaborazione interprofessionale;
  2. sostenere modelli di cura integrata e comunitaria;
  3. rafforzare le competenze digitali e organizzative;
  4. promuovere il benessere degli operatori e la qualità dell’assistenza.
Perché seguire TEAMCARE

La diffusione e valorizzazione dei risultati progettuali rappresenta un elemento essenziale per garantire l’impatto e la sostenibilità delle innovazioni sviluppate. Seguire i canali ufficiali di TEAMCARE consente di:

  • restare aggiornati sugli sviluppi del progetto e sui principali risultati;
  • accedere a risorse formative, strumenti e materiali didattici open access;
  • conoscere iniziative, eventi e attività di disseminazione a livello europeo;
  • partecipare a una rete di stakeholder impegnati nell’innovazione dei sistemi di formazione e cura.

Si invita pertanto istituzioni, professionisti, ricercatori e stakeholder interessati a seguire i seguenti canali ufficiali del progetto per rimanere informati e contribuire alla diffusione dei risultati:

La partecipazione alla sua rete di comunicazione costituisce un’opportunità per rafforzare il dialogo europeo su competenze, modelli organizzativi e innovazione nei servizi alla persona.

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Salute Globale

OMS/Europa: nuovo sistema per monitorare i progressi su clima e salute

La Pan-European Commission on Climate and Health ha sviluppato un articolato Call to Action Progress Measures Dashboard, cioè un quadro operativo su clima e salute che mira a trasformare le raccomandazioni strategiche in indicatori concreti e misurabili. L’obiettivo è valutare in modo sistematico i progressi dei Paesi della regione europea nel fronteggiare gli impatti del cambiamento climatico sulla salute.

La Commissione è un gruppo consultivo indipendente istituito e convocato dall’OMS/Europa che non ha funzioni normative, ma che mira a orientare l’agenda politica e scientifica, mettendo in evidenza le connessioni tra crisi climatica, salute pubblica e resilienza dei sistemi. Il documento prodotto rappresenta un passaggio chiave verso una maggiore accountability delle politiche clima–salute, definendo non solo cosa dovrebbe essere fatto, ma anche come misurarlo, con quali fonti dati e attraverso quali meccanismi istituzionali.

CLIMA E SALUTE: Quattro macro-aree di intervento

Il framework si articola in quattro grandi aree di intervento:

  1. Riconoscimento del cambiamento climatico come minaccia sistemica alla salute pubblica, con indicatori che monitorano l’integrazione del tema nelle strategie nazionali, nei meccanismi di sicurezza e nei sistemi di governance multilivello, inclusa la cooperazione ONU.
  2. Trasformazione dei sistemi sanitari, promuovendo infrastrutture resilienti e sostenibili, la riduzione delle emissioni del settore sanitario, la riforma della formazione del personale sanitario e l’integrazione della sostenibilità nei modelli di cura e nella procurement sanitaria.
  3. Il livello locale e urbano, riconoscendo il ruolo centrale delle città nella gestione degli impatti climatici. Il dashboard include indicatori su piani locali su clima e salute, sistemi di allerta precoce, infrastrutture verdi e azioni di salute pubblica implementate da reti di città come WHO Healthy Cities, C40 e ICLEI.
  4. Le riforme economiche e finanziarie, con particolare attenzione alla rimozione dei sussidi ai combustibili fossili, all’aumento degli investimenti in clima e salute, al rafforzamento degli standard sulla qualità dell’aria e allo sviluppo di indicatori di benessere oltre il PIL.

Un elemento trasversale del framework è l’enfasi sull’equità, con la richiesta di disaggregare i dati per gruppi di popolazione e garantire la partecipazione effettiva di gruppi vulnerabili nei processi decisionali, passando da una logica consultiva a una governance condivisa.

Nel complesso, il documento propone una visione altamente strutturata e operativa: non solo una strategia politica, ma un vero e proprio sistema di monitoraggio che collega evidenze scientifiche, governance e risultati misurabili.

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Consiglio dell’UE: adottate conclusioni su salute e resilienza nei contesti fragili

Il 18 maggio 2026 il Consiglio dell’Unione europea ha adottato nuove conclusioni volte a rafforzare l’approccio europeo alla fragilità, alla resilienza e alla cooperazione internazionale nei Paesi partner maggiormente esposti a crisi, conflitti e instabilità.

Il documento riconosce come la fragilità rappresenti una sfida globale crescente, alimentata da conflitti, cambiamenti climatici, povertà, disuguaglianze e tensioni geopolitiche. Secondo il Consiglio, affrontare queste vulnerabilità è una priorità strategica per l’Unione europea, non solo per sostenere lo sviluppo sostenibile, ma anche per promuovere la sicurezza e la stabilità internazionale.

Le conclusioni sottolineano l’importanza di un approccio integrato e di lungo periodo basato sul nesso umanitario-sviluppo-pace (Humanitarian-Development-Peace Nexus), con particolare attenzione alla prevenzione dei conflitti, al rafforzamento della resilienza delle comunità e alla tutela dei diritti umani.

Un ruolo centrale è attribuito all’accesso equo ai servizi essenziali, tra cui assistenza sanitaria di qualità, istruzione, acqua potabile, protezione sociale e istituzioni affidabili. Il Consiglio evidenzia inoltre come il rafforzamento dei sistemi di protezione sociale e la lotta alla povertà siano elementi fondamentali per ridurre il rischio di fragilità.

Le conclusioni confermano anche l’importanza dell’approccio “Team Europe“, che promuove una maggiore cooperazione tra istituzioni europee, Stati membri, organizzazioni internazionali, settore privato e attori locali per massimizzare l’impatto degli interventi.

Infine, il Consiglio richiama la necessità di mantenere un forte sostegno finanziario ai Paesi più fragili e ai Paesi meno sviluppati, ribadendo il contributo dell’UE quale principale donatore mondiale di aiuto pubblico allo sviluppo, con 82,5 miliardi di euro erogati nel 2025, pari al 48% dell’assistenza ufficiale allo sviluppo a livello globale.

 

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Salute Globale

Webinar EUHPP: resilienza dei sistemi sanitari nell’UE

La Commissione Europea, attraverso la piattaforma EU Health Policy Platform (EUHPP) organizza un nuovo webinar dedicato al tema della resilienza dei sistemi sanitari.

L’evento, dal titolo “Strengthening Health System Resilience in the EU: Evidence, Measurement, and Policy Levers”, si terrà l’11 giugno 2026 dalle 15:00 alle 16:30 e si svolgerà in lingua inglese.

Il webinar presenterà un approccio metodologico per la valutazione quantitativa e comparativa della resilienza dei sistemi sanitari, applicato a quattro Paesi dell’Unione Europea nel contesto della pandemia da COVID-19.

Verranno inoltre discussi i risultati di analisi qualitative sui fattori che influenzano performance più o meno resilienti e il ruolo degli incentivi come strumento di policy per rafforzare la capacità di risposta dei sistemi sanitari. Il programma prevede interventi di accademici e istituzioni europee.

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Salute Globale

Europa in ritardo nella lotta contro HIV, tubercolosi ed epatiti: l’allarme dell’ECDC

L’Europa rischia di non raggiungere gli obiettivi fissati dall’Agenda ONU 2030 per contrastare HIV, tubercolosi, epatiti virali e infezioni sessualmente trasmissibili. È quanto emerge da un nuovo rapporto pubblicato dall’European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC), secondo il quale queste malattie continuano a causare oltre 59.000 decessi ogni anno nell’Unione Europea e nello Spazio Economico Europeo.

L’analisi valuta i progressi verso il raggiungimento del target 3.3 degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG), che mira a porre fine alle epidemie di AIDS e tubercolosi e a combattere le epatiti virali e altre malattie trasmissibili entro il 2030. I risultati mostrano che, salvo poche eccezioni, la maggior parte dei Paesi europei non è in linea con i traguardi previsti oppure non dispone di dati sufficienti per misurare i progressi compiuti.

Particolarmente preoccupante è la situazione delle epatiti B e C, responsabili di circa il 90% dei decessi registrati per queste patologie. A differenza di HIV e tubercolosi, per le quali si osserva una riduzione della mortalità, i decessi associati alle epatiti virali rimangono elevati e non mostrano una tendenza significativa alla diminuzione.

Il rapporto ECDC evidenzia inoltre forti disuguaglianze tra i Paesi europei nell’accesso ai servizi di prevenzione, diagnosi e trattamento. Sebbene si registrino progressi nell’ambito del testing e delle cure per l’HIV e nella capacità di individuare i casi di tubercolosi, persistono importanti lacune nella copertura dei programmi di prevenzione e nella continuità terapeutica, soprattutto per le epatiti virali.

Un ulteriore elemento di preoccupazione riguarda l’aumento delle infezioni sessualmente trasmissibili. Negli ultimi anni sono cresciuti i casi di gonorrea e sifilide in diversi Paesi europei, segnalando la necessità di rafforzare gli interventi di prevenzione e promozione della salute sessuale.

Per invertire questa tendenza e avvicinarsi agli obiettivi del 2030, l’ECDC invita gli Stati membri a investire maggiormente in tre aree prioritarie: ampliamento delle strategie di prevenzione rivolte alle popolazioni più vulnerabili, potenziamento dei servizi di depistaggio, e miglioramento dei sistemi di sorveglianza e raccolta dati.

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Salute mentale Salute Globale

Disturbi neurologici: nuovo rapporto OMS

I disturbi neurologici rappresentano oggi la principale causa di cattiva salute e disabilità a livello globale, interessando oltre un terzo della popolazione mondiale. È quanto emerge dal rapporto esecutivo Global status report on neurology dell’OMS, che fotografa una situazione in rapido peggioramento e mette in evidenza profonde disuguaglianze tra Paesi ad alto reddito e Paesi a basso e medio reddito.

Secondo il rapporto, il peso sanitario, sociale ed economico delle patologie neurologiche continua ad aumentare, aggravato da carenze nelle politiche sanitarie, nella disponibilità di risorse, nell’accesso ai servizi di prevenzione e cura, e nella consapevolezza pubblica.

Per affrontare questa crescente crisi, nel 2022 gli Stati membri dell’OMS hanno adottato all’unanimità l’Intersectoral Global Action Plan (IGAP) on Epilepsy and Other Neurological Disorders 2022–2031, un piano d’azione globale decennale che mira a ridurre stigma, mortalità, disabilità e impatto socioeconomico delle malattie neurologiche, promuovendo al contempo la salute del cervello lungo tutto l’arco della vita.

Il nuovo rapporto rappresenta il primo grande monitoraggio globale dell’attuazione dell’IGAP e definisce i valori di riferimento per i 10 obiettivi globali fissati per il 2031. Il documento raccoglie dati su governance, finanziamenti, servizi sanitari, forza lavoro, accesso a farmaci e tecnologie, prevenzione, ricerca e sistemi informativi sanitari, offrendo una mappa dettagliata della risposta di salute pubblica ai disturbi neurologici.

Tra le patologie monitorate figurano epilessia, ictus, malattia di Parkinson, meningite, cefalee e disturbi del neurosviluppo. Il rapporto esclude invece la demenza, che viene monitorata separatamente attraverso il Global Dementia Observatory.

L’indagine è stata condotta in collaborazione con gli uffici regionali e nazionali dell’OMS attraverso un questionario inviato ai ministeri della salute dei 194 Stati membri. Hanno partecipato 102 Paesi, pari al 53% degli Stati membri e al 71% della popolazione mondiale. Sebbene il livello di partecipazione sia considerato significativo, il rapporto evidenzia anche importanti limiti nella raccolta e qualità dei dati, soprattutto nei Paesi con sistemi informativi sanitari fragili o frammentati.

Uno degli aspetti centrali evidenziati dall’OMS è il forte squilibrio globale nell’accesso ai servizi neurologici. Nei Paesi a basso e medio reddito persistono gravi carenze di specialisti, strutture, tecnologie diagnostiche e farmaci essenziali. Molte persone con disturbi neurologici non ricevono diagnosi tempestive né trattamenti adeguati, con un impatto particolarmente grave sulle popolazioni più vulnerabili.

L’OMS conclude sottolineando che i prossimi anni saranno decisivi per accelerare l’attuazione dell’IGAP e ridurre il crescente peso globale delle malattie neurologiche.

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