Categorie
digital health Salute Globale

OMS Europa: servono regole più forti per governare l’intelligenza artificiale in sanità

L’intelligenza artificiale sta trasformando rapidamente i sistemi sanitari europei. Dalla diagnostica assistita agli strumenti di supporto alle decisioni cliniche, fino ai chatbot per i pazienti, le applicazioni dell’IA sono ormai sempre più diffuse. Tuttavia, secondo l’OMS Europa, la velocità con cui queste tecnologie vengono adottate supera di gran lunga quella con cui vengono definite regole, responsabilità e meccanismi di controllo.

È questo il messaggio lanciato dal Direttore regionale dell’OMS per l’Europa, il dott. Hans Kluge, in occasione della conferenza internazionale “Shaping AI in Health”, svoltasi a Lisbona il 15 luglio 2026. Nel suo intervento, Kluge ha invitato governi e istituzioni ad agire rapidamente per evitare che il divario tra innovazione tecnologica e governance diventi irreversibile.

L’IA è già una realtà negli ospedali europei

I dati presentati dall’OMS mostrano che l’intelligenza artificiale è già ampiamente utilizzata nella Regione europea. Circa due terzi dei Paesi impiegano strumenti di IA per supportare la diagnostica e numerosi sistemi sanitari stanno introducendo assistenti virtuali e altre applicazioni basate sull’intelligenza artificiale.

Nonostante questa rapida diffusione, la governance rimane ancora insufficiente. Solo una piccola parte dei Paesi dispone infatti di una strategia nazionale specifica sull’IA in sanità, mentre in molti casi mancano linee guida etiche, standard di responsabilità e percorsi strutturati di formazione per i professionisti sanitari.

Innovazione sì, ma con regole chiare

Per l’OMS, il problema non è rallentare l’innovazione, bensì accompagnarla con strumenti adeguati di governo. L’obiettivo è garantire che l’IA migliori realmente la qualità dell’assistenza, riduca le disuguaglianze e rafforzi la fiducia dei cittadini nei sistemi sanitari. Secondo l’Organizzazione, una governance efficace dovrebbe poggiare su tre pilastri fondamentali:

  1. regole chiare che definiscano responsabilità, sicurezza e trasparenza;
  2. infrastrutture e strumenti che consentano un utilizzo affidabile delle tecnologie;
  3. formazione del personale sanitario.
Il rischio di ampliare le disuguaglianze

L’OMS sottolinea inoltre che l’intelligenza artificiale non è neutrale. Se sviluppata o implementata senza adeguati controlli, può amplificare disuguaglianze già esistenti, introdurre bias nei processi decisionali e compromettere la tutela dei dati personali.

Per questo motivo, la supervisione umana deve rimanere centrale. L’IA deve rappresentare uno strumento di supporto ai professionisti sanitari e non sostituire il giudizio clinico, soprattutto nelle decisioni che incidono direttamente sulla salute delle persone.

Un’agenda comune per l’Europa

Il messaggio dell’OMS arriva in un momento cruciale, mentre l’Unione europea sta implementando l’AI Act e molti Paesi stanno definendo le proprie strategie nazionali sull’intelligenza artificiale. La sfida sarà trasformare i principi normativi in pratiche concrete all’interno dei sistemi sanitari, assicurando che innovazione, sicurezza ed equità procedano di pari passo.

Per l’OMS Europa, il tempo per agire è adesso: governare l’intelligenza artificiale significa costruire sistemi sanitari più sicuri, resilienti e orientati ai bisogni delle persone, prima che il divario tra sviluppo tecnologico e capacità di regolamentazione diventi troppo ampio per essere colmato.

 

Per maggiori informazioni si prega di consultare il seguente LINK.

Categorie
Salute mentale Salute Globale

Nuovo studio OMS: forti lacune nella misurazione della salute mentale in Europa

Un nuovo studio pubblicato dall’OMS Europa mette in evidenza importanti criticità nel modo in cui la salute mentale viene misurata nella Regione europea, sottolineando la necessità di sviluppare un quadro condiviso di indicatori per migliorare il monitoraggio, la comparabilità dei dati e il supporto alle politiche sanitarie.

La ricerca, basata su una scoping review della letteratura scientifica, ha analizzato 75 studi condotti nella Regione europea dell’OMS, identificando circa 450 diversi indicatori utilizzati per valutare la salute mentale. L’elevata eterogeneità degli strumenti e degli approcci adottati rende difficile confrontare i risultati tra Paesi e monitorare in modo coerente l’evoluzione dello stato di salute mentale delle popolazioni.

Lo studio evidenzia che la maggior parte degli indicatori oggi disponibili si concentra sulla prevalenza dei disturbi mentali e sui relativi fattori di rischio, mentre risultano meno sviluppati gli indicatori dedicati al benessere mentale positivo, alla qualità dei servizi, all’accessibilità delle cure, agli esiti degli interventi e all’esperienza delle persone che usufruiscono dei servizi di salute mentale. Inoltre, emergono differenze significative nella disponibilità dei dati tra le diverse aree della Regione europea, con una maggiore concentrazione delle evidenze nei Paesi dell’Europa settentrionale e occidentale.

Secondo gli autori, questa frammentazione limita la capacità dei decisori politici di valutare l’efficacia delle strategie di prevenzione, promozione del benessere e assistenza, rendendo più complesso identificare le priorità di intervento e monitorare i progressi nel tempo. Per questo motivo, si sottolinea l’importanza di sviluppare un sistema armonizzato di indicatori che permetta confronti affidabili tra Paesi e supporti decisioni fondate su evidenze scientifiche.

Lo studio contribuirà alla definizione di un futuro framework regionale per la misurazione della salute mentale, destinato a rafforzare la raccolta e l’utilizzo dei dati nei sistemi sanitari europei. Un sistema di monitoraggio più completo consentirebbe infatti di valutare non solo la diffusione dei disturbi mentali, ma anche il benessere della popolazione, la qualità dell’assistenza, l’equità nell’accesso ai servizi e l’impatto delle politiche pubbliche.

Per maggiori informazioni si prega di consultare il seguente LINK.

Categorie
Altro

Commissione europea: pubblicato l’edizione 2026 dello European Innovation Scoreboard (EIS)

La Commissione europea ha pubblicato l’edizione 2026 dello European Innovation Scoreboard (EIS), il principale strumento di monitoraggio delle performance in ricerca e innovazione degli Stati membri. Dal 2001, l’EIS fornisce una valutazione comparativa delle performance in materia di ricerca e innovazione degli Stati membri dell’UE, di altri Paesi europei e di alcuni competitor globali. Lo strumento aiuta i decisori politici a individuare punti di forza, criticità e aree che richiedono ulteriori interventi. Nel tempo, l’EIS si è affermato come un punto di riferimento per lo sviluppo di politiche dell’innovazione basate su dati ed evidenze. I risultati sono calcolati rispetto alla media UE del 2019 e del 2026, consentendo di monitorare l’evoluzione delle performance e le tendenze nel tempo.

Il rapporto 2026 conferma una crescita costante della capacità innovativa dell’Unione europea, con un incremento medio dell’indice di innovazione dell’1,7% rispetto al 2025 e un miglioramento generalizzato rispetto al 2019.

Tra i risultati più significativi emerge la performance dell’Italia, che registra il secondo maggiore incremento annuale (+5 punti percentuali), dietro soltanto a Malta. Nel confronto con il 2019, il nostro Paese ha migliorato il proprio indice del 15%, collocandosi tra gli Stati membri con la crescita più sostenuta degli ultimi anni.

Nonostante questi progressi, l’Italia rimane nel gruppo dei “Moderate Innovators”, insieme a Spagna, Portogallo, Cipro, Slovenia, Lituania, Repubblica Ceca, Grecia e Ungheria. Ai vertici della classifica europea si confermano invece Svezia, Danimarca e Paesi Bassi, mentre Svizzera e Corea del Sud guidano rispettivamente i confronti europeo allargato e globale.

Lo European Innovation Scoreboard rappresenta un importante strumento di supporto alle politiche pubbliche, poiché valuta le prestazioni dei sistemi nazionali di innovazione attraverso 32 indicatori che misurano capitale umano, investimenti, attività innovative e impatti economici e sociali. I risultati costituiscono un riferimento fondamentale per orientare le strategie europee e nazionali in materia di ricerca, innovazione e competitività.

Per maggiori informazioni sullo European Innovation Scoreboard 2026 si prega di consultare il seguente LINK.

Categorie
digital health Salute Globale

Conferenza globale OMS “Shaping AI in Health”

Il 15 e 16 luglio 2026 si terrà a Lisbona, Portogallo, la Global WHO Conference: Shaping AI in Health, una conferenza internazionale di alto livello organizzata congiuntamente dall’Ufficio regionale dell’OMS Europa e dal Governo del Portogallo. L’evento rappresenta uno dei principali appuntamenti globali dedicati al ruolo dell’intelligenza artificiale nella trasformazione dei sistemi sanitari.

La conferenza riunirà ministri della salute, decisori politici, autorità di regolamentazione, professionisti sanitari, ricercatori, organizzazioni internazionali, rappresentanti dell’industria, società civile e mondo accademico per discutere come sviluppare e governare l’intelligenza artificiale affinché contribuisca a migliorare la salute delle popolazioni in modo sicuro, equo e responsabile.

Tra i principali temi al centro del dibattito figurano:

  • la governance internazionale dell’intelligenza artificiale applicata alla salute;
  • lo sviluppo di sistemi di IA affidabili, sicuri e trasparenti;
  • gli aspetti etici e regolatori legati all’utilizzo delle nuove tecnologie;
  • l’integrazione dell’IA nella pratica clinica e nell’organizzazione dei servizi sanitari;
  • la tutela della privacy, della sicurezza dei dati e dell’equità nell’accesso alle innovazioni digitali.

L’obiettivo della conferenza è favorire una collaborazione internazionale per orientare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale verso applicazioni che migliorino gli esiti di salute.

In un contesto caratterizzato da una rapida evoluzione tecnologica, il confronto tra governi, comunità scientifica e settore privato sarà fondamentale per definire standard condivisi e favorire un’adozione dell’IA che contribuisca a rendere i sistemi sanitari più efficienti, resilienti ed equi.

Alcune sessione della Conferenza “Shaping AI in Health” potranno essere seguite in streaming.

Per maggiori informazioni si prega di consultare il seguente LINK.

Categorie
Salute Globale

Pubblicate le statistiche di salute dell’OCSE 2026

L’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) ha pubblicato la nuova edizione delle Statistiche di Salute 2026, il più completo database internazionale dedicato agli indicatori di salute e ai sistemi sanitari dei Paesi membri e partner.

Disponibile attraverso l’OECD Data Explorer, la banca dati rappresenta uno strumento fondamentale per decisori politici, ricercatori, professionisti della sanità, giornalisti e cittadini interessati ad analizzare e confrontare le performance dei sistemi sanitari a livello internazionale. Grazie a indicatori armonizzati e metodologie condivise, il database consente di individuare tendenze, valutare l’efficacia delle politiche sanitarie e favorire lo scambio di buone pratiche tra i diversi Paesi.

L’edizione 2026 delle Statistiche di Salute comprende un’ampia gamma di informazioni organizzate in aree tematiche, tra cui:

  • Spesa e finanziamento della sanità, con dati sui costi dei sistemi sanitari, sulle fonti di finanziamento e sugli investimenti nelle infrastrutture.
  • Stato di salute della popolazione, comprendente indicatori quali aspettativa di vita, mortalità, morbosità, malattie trasmissibili, tumori e incidenti stradali.
  • Fattori di rischio per la salute, tra cui consumo di tabacco, alcol, alimentazione, obesità e utilizzo di prodotti da svapo.
  • Risorse sanitarie, con informazioni dettagliate sul personale sanitario (medici, infermieri, ostetriche, farmacisti e altre professioni), ospedali, posti letto, tecnologie diagnostiche e formazione dei professionisti.
  • Migrazione del personale sanitario, con dati sui medici e infermieri formati all’estero.
  • Utilizzo dei servizi sanitari, incluse visite mediche, teleconsultazioni, vaccinazioni, screening, ricoveri ospedalieri, procedure chirurgiche e tempi di attesa.
  • Qualità dell’assistenza e risultati di salute, con indicatori relativi alle cure primarie, sicurezza del paziente, assistenza oncologica, salute mentale, cure integrate ed esperienza dei pazienti.
  • Mercato farmaceutico, con dati sul consumo e sulle vendite di farmaci, nonché sulla diffusione dei medicinali generici.
  • Assistenza a lungo termine, comprendente personale dedicato, strutture residenziali, beneficiari e modalità di erogazione dell’assistenza.
  • Copertura sanitaria, con informazioni sui diversi modelli di assicurazione sanitaria pubblica e privata.

Come nelle precedenti edizioni, per ciascun indicatore sono disponibili definizioni, fonti e metodologie dettagliate, garantendo la trasparenza e la comparabilità dei dati tra i diversi Paesi.

 

Per maggiori informazioni si prega di consultare il seguente LINK.

Categorie
Salute Globale

Pubblicato il rapporto annuale dell’Agenzia Europea per i Medicinali

Il 2025 è stato un anno di svolta per l’EMA, l’agenzia europea responsabile della valutazione e della supervisione dei medicinali nell’Unione europea. Nel suo Rapporto annuale 2025, EMA evidenzia i progressi compiuti nell’innovazione farmaceutica, nella digitalizzazione, nella gestione delle carenze di medicinali e nella cooperazione internazionale, in un contesto segnato da profonde trasformazioni normative e tecnologiche. L’anno ha inoltre coinciso con il trentesimo anniversario dell’EMA, un’occasione per riflettere sui risultati raggiunti e per delineare una visione strategica orientata al futuro.

Oltre cento nuovi medicinali raccomandati per l’autorizzazione

Tra i risultati più significativi del 2025 figura la raccomandazione all’autorizzazione di 104 medicinali per uso umano. Tra questi si distinguono:

  • un nuovo trattamento per il tumore della vescica, che ogni anno colpisce oltre 200.000 persone nell’UE;
  • un vaccino contro il virus Chikungunya destinato ad adolescenti e adulti;
  • il primo farmaco orale per la depressione post-partum, una condizione che interessa numerose donne dopo il parto.

Particolare attenzione è stata riservata alle malattie rare: 16 dei medicinali raccomandati erano destinati a pazienti affetti da patologie rare, confermando il ruolo dell’EMA nel favorire l’accesso a terapie innovative per bisogni medici ancora insoddisfatti.

Anche il settore veterinario ha registrato risultati record. Per il secondo anno consecutivo, l’EMA ha raccomandato un numero senza precedenti di medicinali veterinari: 30 prodotti, tra cui 16 vaccini e 13 nuove sostanze attive mai autorizzate in precedenza nell’Unione europea.

Lotta alle carenze: una risposta sempre più coordinata

Negli ultimi anni il mandato dell’EMA è stato ampliato per consentire una gestione più efficace delle carenze di farmaci. Nel 2025 è entrata pienamente in funzione la European Shortages Monitoring Platform (ESMP), una piattaforma che permette lo scambio rapido di informazioni tra aziende farmaceutiche e autorità regolatorie sui livelli di domanda e offerta.

L’EMA coordina inoltre la Lista europea dei medicinali critici e ha attivato in diverse occasioni il Meccanismo volontario di solidarietà tra Stati membri per affrontare situazioni di scarsità di farmaci essenziali. Secondo l’Agenzia, il futuro Critical Medicines Act rafforzerà ulteriormente la capacità dell’Europa di prevenire e gestire interruzioni delle forniture.

Intelligenza artificiale e dati real-world: dalla sperimentazione all’applicazione

Nel 2025 l’EMA ha pubblicato il suo primo rapporto osservatorio sull’uso dell’IA nel settore farmaceutico, documentando applicazioni concrete in ambiti quali:

  • analisi automatizzata di immagini mediche per malattie epatiche;
  • valutazione della progressione dell’artrite psoriasica attraverso algoritmi di machine learning;
  • utilizzo di “gemelli digitali” (digital twins) nella sperimentazione clinica delle malattie rare.

Parallelamente, l’Agenzia ha collaborato con la Food and Drug Administration (FDA) statunitense per definire principi comuni sull’impiego dell’intelligenza artificiale nello sviluppo dei medicinali.

Oltre 100 casi d’uso dell’IA sono attualmente in fase di valutazione all’interno della rete regolatoria europea, con potenziali applicazioni che spaziano dalla redazione dei rapporti scientifici alla farmacovigilanza e alla gestione delle carenze di medicinali.

Una nuova strategia per rafforzare la competitività europea

Infine, il 2025 ha visto il lancio ufficiale della Strategia della Rete delle Agenzie Europee dei Medicinali (EMANS) fino al 2028. Il piano punta a rafforzare la competitività dell’Europa nello sviluppo e nella produzione di medicinali, promuovendo l’utilizzo dei dati e dell’intelligenza artificiale lungo tutto il ciclo di vita dei farmaci.

Per l’EMA, il 2025 rappresenta quindi non solo un anno di celebrazioni, ma soprattutto l’inizio di una nuova fase caratterizzata da una maggiore integrazione europea, dall’uso strategico dei dati e dell’intelligenza artificiale e da un impegno crescente per garantire ai cittadini un accesso rapido, sicuro ed equo alle innovazioni terapeutiche.

 

Per maggiori informazioni si prega di consultare il seguente LINK.

Categorie
Salute Globale

Area Europea della Ricerca (ERA): pubblicato lo scoreboard 2025

La Commissione europea ha pubblicato il nuovo rapporto sullo stato di avanzamento dell’Area Europea della Ricerca (European Research Area – ERA), evidenziando progressi significativi in numerosi ambiti strategici, ma anche il permanere di importanti sfide strutturali che continuano a limitare il pieno potenziale della ricerca e dell’innovazione in Europa.

L’Area Europea della Ricerca rappresenta il quadro di riferimento attraverso il quale l’Unione europea e gli Stati membri promuovono una maggiore integrazione dei sistemi nazionali di ricerca, favorendo la collaborazione scientifica, la mobilità dei ricercatori, la condivisione delle conoscenze e il trasferimento dell’innovazione verso la società e l’economia.

Progressi e ritardi

Secondo il rapporto, gli Stati membri hanno compiuto progressi nella maggior parte delle priorità dell’ERA, in particolare per quanto riguarda l’accesso aperto alle pubblicazioni scientifiche, il rafforzamento delle infrastrutture di ricerca e la cooperazione transnazionale. Negli ultimi anni sono inoltre aumentati gli investimenti pubblici e privati in ricerca e innovazione, contribuendo a sostenere la competitività europea in un contesto globale sempre più dinamico.

Permangono tuttavia differenze significative tra i Paesi europei. Il rapporto evidenzia che il divario negli investimenti in ricerca e sviluppo tra gli Stati membri continua a rappresentare una delle principali criticità. L’obiettivo europeo di destinare il 3% del prodotto interno lordo alla ricerca e sviluppo non è ancora stato raggiunto a livello dell’Unione, e le disparità territoriali rischiano di compromettere una crescita equilibrata della capacità scientifica europea.

Un’altra sfida riguarda le carriere dei ricercatori. Nonostante i progressi registrati nella mobilità e nelle opportunità professionali, persistono problemi legati alla precarietà del lavoro accademico, alle disparità di genere e alle difficoltà nel trattenere talenti altamente qualificati. La Commissione sottolinea l’importanza di rendere le carriere nella ricerca più attrattive, stabili e inclusive.

Rispondere alle grandi sfide contemporanee

Il rapporto richiama inoltre l’attenzione sulla necessità di rafforzare il collegamento tra ricerca, innovazione e politiche pubbliche. Le grandi sfide contemporanee – dai cambiamenti climatici all’invecchiamento della popolazione, dalla trasformazione digitale alla sicurezza sanitaria – richiedono infatti una maggiore capacità di tradurre rapidamente le conoscenze scientifiche in soluzioni concrete e in decisioni politiche basate sulle evidenze.

Particolare rilievo viene attribuito alla dimensione regionale dell’innovazione. Le regioni europee svolgono un ruolo fondamentale nella creazione di ecosistemi territoriali della conoscenza, favorendo la collaborazione tra università, centri di ricerca, imprese e amministrazioni pubbliche. Il rafforzamento delle capacità regionali di ricerca e innovazione è considerato un elemento essenziale per ridurre le disuguaglianze territoriali e sostenere uno sviluppo sostenibile e inclusivo.

I risultati del rapporto contribuiranno a orientare l’attuazione della futura Agenda politica dell’Area Europea della Ricerca per il periodo 2025–2027, che mira a rafforzare ulteriormente la competitività scientifica dell’Europa.

 

Per maggiori informazioni si prega di consultare il seguente LINK.

Categorie
Salute mentale Salute Globale

L’OMS lancia una nuova guida per ampliare l’accesso all’auto-aiuto psicologico

L’OMS ha pubblicato una nuova guida operativa per supportare governi, organizzazioni sanitarie e operatori comunitari nell’implementazione e nell’ampliamento degli interventi di auto-aiuto psicologico. L’obiettivo è rendere più accessibili servizi di salute mentale efficaci e basati sull’evidenza, contribuendo a ridurre il divario tra bisogni di assistenza e disponibilità di cure.

Secondo l’OMS, oltre un miliardo di persone nel mondo convive con una condizione di salute mentale, ma molte non riescono ad accedere a trattamenti adeguati a causa della carenza di professionisti, delle limitazioni economiche o delle difficoltà geografiche. In questo contesto, gli interventi di auto-aiuto psicologico rappresentano una soluzione promettente per raggiungere un numero maggiore di persone utilizzando risorse limitate.

La nuova guida, intitolata “Psychological Self-Help Interventions: Delivering Self-Help for Individuals“, fornisce indicazioni pratiche per pianificare, adattare e realizzare programmi di auto-aiuto sia in modalità autonoma sia con il supporto di operatori formati non specialisti. La guida è destinata a responsabili di programmi, supervisori, operatori sanitari e organizzazioni attive nei settori della salute, dell’assistenza umanitaria e dello sviluppo comunitario.

Particolare attenzione viene dedicata ai modelli di auto-aiuto guidato, nei quali le persone ricevono un supporto regolare ma limitato da parte di operatori adeguatamente formati. Questo approccio consente di mantenere elevata l’efficacia degli interventi senza richiedere un ampio coinvolgimento di specialisti della salute mentale.

La guida si basa sull’esperienza maturata dall’OMS attraverso due interventi già ampiamente sperimentati: Step-by-Step, un programma digitale rivolto principalmente alle persone con sintomi di depressione, e Doing What Matters in Times of Stress, uno strumento di gestione dello stress basato su tecniche psicologiche validate. Entrambi gli interventi sono stati valutati attraverso studi scientifici e hanno dimostrato risultati positivi nel ridurre sintomi di depressione, ansia e distress psicologico.

Uno degli aspetti più innovativi della guida è la possibilità di implementare gli interventi in diversi contesti, compresi i servizi territoriali, l’assistenza primaria, i programmi comunitari e le piattaforme digitali. Questo approccio può risultare particolarmente utile nelle aree rurali, nei Paesi a basso e medio reddito e nelle situazioni di emergenza umanitaria, dove l’accesso ai servizi specialistici è spesso limitato.

L’iniziativa si inserisce nel più ampio impegno dell’OMS per rafforzare la salute mentale come componente essenziale della copertura sanitaria universale.

Per maggiori informazioni si prega di consultare il seguente LINK.

Categorie
Salute Globale

ECDC ed EFSA pubblicano mappe aggiornate sulla distribuzione dei vettori di malattia in Europa

Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) e l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) hanno pubblicato un aggiornamento delle mappe che mostrano la distribuzione geografica dei principali vettori di malattia in Europa, tra cui zanzare, zecche, flebotomi e culicoidi. Le nuove mappe rappresentano uno strumento fondamentale per monitorare l’evoluzione dei rischi legati alle malattie trasmesse da vettori e per supportare le attività di prevenzione e preparedness delle autorità sanitarie europee.

Le informazioni derivano da VectorNet, il progetto congiunto di ECDC ed EFSA che raccoglie, valida e aggiorna dati sulla presenza e diffusione dei vettori in Europa. Il database integra informazioni provenienti da esperti e istituzioni nazionali, fornendo una panoramica dettagliata della distribuzione delle specie che possono trasmettere agenti patogeni rilevanti per la salute umana e animale.

Tra le principali novità dell’aggiornamento figura la prima segnalazione documentata dell’introduzione della zanzara Aedes aegypti in Lussemburgo. Questa specie è considerata uno dei più importanti vettori di malattie virali quali dengue, chikungunya, febbre gialla e Zika. Le mappe riportano inoltre nuove informazioni sulla distribuzione della specie Culex tritaeniorhynchus in Grecia. Secondo gli esperti, tali cambiamenti riflettono in parte il rafforzamento delle attività di sorveglianza e la disponibilità di nuovi dati, pur non escludendo una possibile espansione della specie.

L’aggiornamento evidenzia anche l’espansione della presenza di diverse specie invasive di zanzare. Rispetto alla precedente rilevazione del 2025, sono stati identificati 41 nuovi territori amministrativi europei in cui una o più specie invasive del genere Aedes risultano stabilmente insediate.

Le malattie trasmesse da vettori rappresentano una sfida crescente per la salute pubblica in Europa. Cambiamenti climatici, urbanizzazione, mobilità delle persone e commercio internazionale stanno contribuendo alla diffusione di specie vettoriali in aree precedentemente non interessate. In questo contesto, strumenti di sorveglianza come VectorNet consentono di individuare precocemente i cambiamenti nella distribuzione dei vettori e di pianificare interventi mirati per ridurre il rischio di trasmissione di malattie infettive.

Per maggiori informazioni si prega di consultare il seguente LINK.

Categorie
News ProMIS workforce

TEAMCARE – Invito a seguire i canali ufficiali del progetto europeo sulla workforce

Il rafforzamento delle competenze per il lavoro in team interprofessionali rappresenta una priorità strategica per i sistemi sanitari e sociali europei, sempre più chiamati a rispondere a bisogni complessi e multidimensionali della popolazione.

In questo contesto si inserisce TEAMCARE, progetto finanziato nell’ambito del programma Erasmus+, che mira a sviluppare un curriculum europeo condiviso per la formazione di professionisti della salute e dei servizi sociali, con particolare attenzione al lavoro in team di comunità e all’assistenza integrata e centrata sulla persona.

In questo quadro, ProMIS partecipa attivamente alle attività in qualità di partner del progetto. L’obiettivo è promuovere la definizione di una strategia mirata all’adozione del curriculum formativo a livello nazionale, garantendo così la sostenibilità a lungo termine dei risultati di TEAMCARE e favorendo l’integrazione di queste competenze innovative all’interno del sistema sanitario italiano.

Un’iniziativa per la formazione del futuro

Il progetto contribuisce allo sviluppo di una nuova visione della formazione, orientata a:

  1. migliorare la collaborazione interprofessionale;
  2. sostenere modelli di cura integrata e comunitaria;
  3. rafforzare le competenze digitali e organizzative;
  4. promuovere il benessere degli operatori e la qualità dell’assistenza.
Perché seguire TEAMCARE

La diffusione e valorizzazione dei risultati progettuali rappresenta un elemento essenziale per garantire l’impatto e la sostenibilità delle innovazioni sviluppate. Seguire i canali ufficiali di TEAMCARE consente di:

  • restare aggiornati sugli sviluppi del progetto e sui principali risultati;
  • accedere a risorse formative, strumenti e materiali didattici open access;
  • conoscere iniziative, eventi e attività di disseminazione a livello europeo;
  • partecipare a una rete di stakeholder impegnati nell’innovazione dei sistemi di formazione e cura.

Si invita pertanto istituzioni, professionisti, ricercatori e stakeholder interessati a seguire i seguenti canali ufficiali del progetto per rimanere informati e contribuire alla diffusione dei risultati:

La partecipazione alla sua rete di comunicazione costituisce un’opportunità per rafforzare il dialogo europeo su competenze, modelli organizzativi e innovazione nei servizi alla persona.

Per maggiori informazioni si prega di consultare il seguente LINK.