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Report 2025 su ricerca, innovazione e Horizon Europe

Horizon Europe continua a rappresentare il principale strumento dell’Unione europea per sostenere la ricerca e l’innovazione.

La Commissione europea ha pubblicato il Report 2025 su ricerca e innovazione, che offre una panoramica delle principali iniziative realizzate nel corso dell’anno, dello stato di attuazione di Horizon Europe e dei risultati conseguiti dal Programma nel periodo 2021-2025.

Il documento evidenzia il contributo della ricerca e dell’innovazione al rafforzamento della competitività europea, alla transizione verde e digitale e alla capacità dell’Unione di affrontare le principali sfide economiche e sociali.

Nel corso del 2025 sono stati adottati i Programmi di lavoro 2025 e 2026-2027, con particolare attenzione alla semplificazione delle procedure di partecipazione.

Tra le principali novità figurano l’estensione del finanziamento tramite lump sum, la riduzione degli oneri amministrativi per i beneficiari, programmi di lavoro più sintetici, un maggiore ricorso a topic aperti, procedure di valutazione in due fasi per alcuni bandi e nuovi strumenti digitali, tra cui l’applicazione mobile “EU funding & me“, sviluppata per facilitare l’accesso alle opportunità di finanziamento europee.

Parallelamente, è proseguito il processo di associazione dei Paesi terzi al Programma, che a fine 2025 ha raggiunto 22 Paesi associati.

HORIZON EUROPE: RISULTATI, PARTENARIATI E PROSPETTIVE FUTURE

I dati di monitoraggio confermano il forte interesse nei confronti del Programma.

Tra il 2021 e il 2025 sono stati pubblicati 787 bandi, relativi a oltre 3.000 topic di ricerca, per una dotazione complessiva di 67,9 miliardi di euro.

Nello stesso periodo sono state presentate 148.884 proposte ammissibili, delle quali 21.329 sono state selezionate per il finanziamento, con un tasso di successo del 14% e oltre 19.400 grant firmati per un contributo dell’UE pari a circa 52,8 miliardi di euro.

I progetti coinvolgono più di 31.000 partecipanti provenienti da 175 Paesi, con una presenza significativa di piccole e medie imprese e una quota crescente di nuovi partecipanti al Programma.

Il Report evidenzia inoltre gli impatti scientifici, economici e sociali già osservabili. I progetti finanziati hanno prodotto oltre 18.000 pubblicazioni scientifiche, coinvolto più di 126.000 ricercatori a inizio carriera, generato migliaia di risultati innovativi e sostenuto quasi 96.000 posti di lavoro presso gli enti partecipanti.

Più del 99% degli output del Programma contribuisce ad almeno una priorità strategica dell’Unione europea, mentre il 41% dei progetti prevede meccanismi strutturati di coinvolgimento dei cittadini o degli utenti finali nelle attività di ricerca e innovazione.

Un’attenzione particolare è dedicata ai Partenariati europei, che a fine 2025 risultano 54, con oltre 1.300 grant firmati e un contributo europeo complessivo di 12,5 miliardi di euro.

Per quanto riguarda i Partenariati co-finanziati, risultano firmati 18 grant agreement, per un contributo di circa 1,5 miliardi di euro.

Il Report richiama inoltre il ruolo delle Missioni dell’UE, che nel periodo 2021-2025 hanno finanziato 321 progetti, per un valore complessivo di 2,48 miliardi di euro, e ricorda la pubblicazione della valutazione intermedia di Horizon Europe e della proposta relativa al futuro Programma quadro 2028-2034, attualmente all’esame dei co-legislatori europei.

 

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Salute Globale

Pubblicato il report 2025/26 della Missione UE sull’adattamento climatico

La Commissione Europea ha ufficialmente pubblicato il nuovo Activity Report 2025/26 della Missione dell’Unione Europea sull’adattamento ai cambiamenti climatici.

Questo documento strategico illustra in modo dettagliato i principali traguardi raggiunti e le molteplici attività sviluppate a livello comunitario per rafforzare in modo concreto la resilienza climatica all’interno dei territori europei. 

L’Activity Report 2025/26 della Missione dell’Unione Europea sull’adattamento ai cambiamenti climatici

L’obiettivo primario della Missione rimane quello di supportare la transizione delle comunità verso un futuro più sicuro, fornendo strumenti operativi e supporto strategico per rispondere ai crescenti rischi ambientali. I dati emersi nel report mettono in forte evidenza una crescita significativa e costante della partecipazione all’interno dell’ecosistema della Missione. Ad oggi, sono più di 400 le autorità regionali e locali che hanno scelto di impegnarsi attivamente in attività e iniziative strutturate dedicate all’adattamento climatico. Sono, infatti, 65 i progetti finanziati nell’ambito del programma Horizon Europe, affiancato da una Community della Missione che unisce più di 700 partecipanti. Tale rete favorisce la collaborazione, lo scambio di conoscenze e l’apprendimento tra i diversi livelli di governance dell’Unione.

Il report sottolinea che per affrontare efficacemente l’aumento della frequenza e dell’intensità dei rischi climatici è fondamentale una stretta cooperazione intersettoriale. Città, regioni, ricercatori, cittadini e istituzioni europee devono lavorare in sinergia per sviluppare approcci condivisi basati su concetti chiave come la resilienza) e la preparazione alle emergenze. Guardando alle prossime sfide, le esperienze e le competenze tecnico-scientifiche maturate in questi anni costituiranno le fondamenta per la definizione del futuro Integrated Framework on Climate Resilience. Si tratta del nuovo quadro strategico europeo concepito per incrementare in modo sostanziale il coordinamento verticale e orizzontale delle politiche di adattamento. L’obiettivo finale dell’Integrated Framework sarà quello di promuovere strategie sistemiche, fortemente preventive e orientate alla gestione predittiva e integrata dei rischi climatici. In questo scenario, la sanità pubblica e i sistemi di tutela della salute territoriale saranno chiamati a svolgere un ruolo chiave nell’intercettare le minacce derivanti dai mutamenti ambientali, garantendo la sicurezza e il benessere dei cittadini dell’Unione Europea.

 

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RAISE: bando per esperti per entrare a far parte dell’High-Level Academic Advisory Board

RAISEResource for AI Science in Europe – apre le candidature per entrare a far parte del nuovo High-Level Academic Advisory Board, il gruppo di esperti che affiancherà la Commissione europea nello sviluppo dell’iniziativa dedicata alla ricerca scientifica supportata dall’intelligenza artificiale.

La call, pubblicata dalla Direzione generale per la Ricerca e l’Innovazione della Commissione europea, rimarrà aperta fino al 4 settembre 2026 ed è rivolta a ricercatori di alto profilo che operano nell’ambito della ricerca fondamentale sull’intelligenza artificiale o che utilizzano l’IA nelle proprie attività scientifiche.

Lanciato nel novembre 2025 e attualmente nella fase pilota, RAISE è un istituto virtuale finanziato dal programma Horizon Europe, nato con l’obiettivo di riunire competenze scientifiche, capacità di calcolo, dati e finanziamenti per accelerare la ricerca sull’intelligenza artificiale e favorirne l’applicazione nei diversi ambiti scientifici, dalla medicina alle scienze del clima fino ai materiali avanzati.

Il nuovo High-Level Academic Advisory Board rappresenterà uno degli elementi chiave della governance dell’iniziativa e fornirà consulenza scientifica indipendente per orientarne lo sviluppo e sostenere l’attuazione della Strategia europea per l’AI nella scienza.

Tra i compiti del gruppo rientrano la formulazione di raccomandazioni strategiche e contributi alle future iniziative politiche, oltre al supporto nella definizione dei programmi di lavoro europei, dell’organizzazione di RAISE, delle condizioni necessarie al suo sviluppo e degli indicatori per valutarne i risultati.

RAISE: CHI PUÒ CANDIDARSI E COME SARÀ COMPOSTO L’ADVISORY BOARD

La Commissione europea selezionerà da 10 a 15 esperti, nominati a titolo personale e chiamati a operare in piena indipendenza e nell’interesse pubblico.

L’incarico avrà una durata di due anni, con possibilità di rinnovo. Il gruppo sarà presieduto da un Chair e da un Vice-Chair nominati dalla Commissione e si riunirà almeno una volta l’anno in presenza e due volte online.

I componenti saranno coinvolti nella preparazione di documenti strategici, nella formulazione di pareri e raccomandazioni e nello scambio di esperienze e buone pratiche nel campo dell’AI Science. Per ogni giornata di attività è previsto un compenso pari a 450 euro (225 euro per mezza giornata), oltre al rimborso delle spese di viaggio e soggiorno.

Possono presentare candidatura ricercatori con dottorato di ricerca e almeno sette anni di esperienza accademica nell’ambito dell’intelligenza artificiale, con un curriculum che dimostri eccellenza scientifica e riconoscimento a livello europeo o internazionale.

Saranno valutati, tra gli altri elementi, la qualità della produzione scientifica, l’impatto della ricerca, la partecipazione alla comunità scientifica internazionale e la capacità di operare in contesti multidisciplinari. Costituirà inoltre un elemento preferenziale aver svolto attività presso laboratori o istituti di ricerca dell’Unione europea per almeno cinque anni precedenti alla candidatura.

Le domande dovranno essere inviate entro il 4 settembre 2026 all’indirizzo EC-RAISE@ec.europa.eu, corredate della documentazione richiesta, tra cui lettera motivazionale, curriculum vitae in formato Europass, modulo relativo ai criteri di selezione e dichiarazione di assenza di conflitti di interesse.

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Advanced Grants ERC: quasi 840 milioni di euro per sostenere ricercatori leader in Europa

Il Consiglio europeo della ricerca (European Research Council – ERC) ha annunciato che, nell’ultima edizione del bando Advanced Grants, i finanziamenti, per un valore complessivo di 838 milioni di euro, saranno destinati a 319 ricercatori di spicco in tutta Europa. Le sovvenzioni Advanced Grants offrono ai ricercatori di alto livello l’opportunità di portare avanti progetti ambiziosi e guidati dalla curiosità, che potrebbero portare a importanti scoperte scientifiche. Le sovvenzioni fanno parte del programma Horizon Europe dell’Unione Europea.

Le Advanced Grants dell’ERC

Queste Advanced Grants dell’ERC coprono un’ampia gamma di argomenti, quali lo studio delle diverse forme di vulnerabilità delle persone che soffrono di tossicodipendenza, il miglioramento della fertilità e della salute delle donne o l’analisi dei meccanismi cerebrali alla base della balbuzie. Altre ricerche cercheranno di sviluppare nuovi strumenti matematici e algoritmici per affrontare la crescente complessità delle reti su larga scala, dai sistemi di trasporto a Internet.

I nuovi beneficiari opereranno presso università e centri di ricerca in 24 Stati membri dell’UE e paesi associati, in particolare nel Regno Unito (62 sovvenzioni), in Germania (46), in Svizzera (32), in Spagna (29) e in Francia (26). Tra i vincitori delle Advanced Grants figurano 52 tedeschi, 45 britannici e 29 italiani, oltre a ricercatori di altre 30 nazionalità. Questo bando delle Advanced Grants dell’ERC è il primo dei tre per cui sono stati annunciati i risultati.

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Per accedere alle Advanced Grants 2026, con scadenza il 27.08.26, si prega di consultare il seguente LINK.

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Joint Undertakings: nuova consultazione sul programma 2028-2034

La Commissione europea ha avviato una consultazione sulle Joint Undertakings per raccogliere evidenze, esperienze e opinioni dagli stakeholder sul ruolo e sul funzionamento dei partenariati europei nel quadro di Horizon Europe. I contributi serviranno alla preparazione del nuovo Single Basic Act, il nuovo atto unico per definire regole comuni sulle future Joint Undertakings, nell’ambito del futuro programma quadro europeo per la ricerca e l’innovazione 2028 2034.

L’iniziativa riguarda le Joint Undertakings, partenariati europei istituzionalizzati nel settore della ricerca e dell’innovazione che riuniscono Unione europea, Stati membri, industria, organizzazioni di ricerca e altri attori attorno a priorità strategiche comuni. Il nuovo Single Basic Act punta a definire una base giuridica solida e coerente, in grado di assicurare certezza del diritto, obiettivi allineati, procedure armonizzate e sinergie tra settori, tenendo conto anche del prossimo quadro finanziario pluriennale e del collegamento con il futuro European Competitiveness Fund.

La proposta è indicata come iniziativa legislativa europea e dovrebbe assumere la forma di un regolamento del Consiglio, con un calendario indicativo fissato al quarto trimestre del 2026, mentre la valutazione d’impatto includerà anche le iniziative previste dall’articolo 185 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, pur se il Single Basic Act sarà dedicato alla costituzione delle future Joint Undertakings.

Le Joint Undertakings nella nuova fase dei partenariati europei

Attraverso questi partenariati, risorse pubbliche e private vengono messe in comune per sostenere ricerca, sviluppo, diffusione di tecnologie innovative e cambiamenti di sistema, con una capacità di investimento e competenza superiore a quella che i singoli soggetti potrebbero attivare autonomamente.

La consultazione prende in considerazione anche esempi di partenariati europei e Joint Undertakings già esistenti, tra cui la partnership PRIMA e la Circular Biobased Europe Joint Undertaking. L’obiettivo è raccogliere contributi su possibili miglioramenti dei partenariati, in grado di rendere l’Unione europea più competitiva, rafforzando il contributo alla ricerca e all’innovazione e migliorando il percorso che collega ricerca, commercializzazione e diffusione industriale delle nuove tecnologie.

Tra le questioni da affrontare rientrano il migliore allineamento dei partenariati con le priorità strategiche dell’Unione europea, il sostegno più efficace all’adozione di nuove tecnologie da parte dell’industria, l’aumento dei contributi privati, una maggiore apertura verso nuovi membri e partecipanti, una più forte circolazione delle conoscenze e una semplificazione del panorama delle Joint Undertakings.

La call for evidence resterà aperta per quattro settimane sul portale Have your say, mentre la consultazione pubblica collegata avrà una durata di dodici settimane e sarà disponibile in tutte le lingue ufficiali dell’Unione europea, con la possibilità di inviare risposte in una qualsiasi delle ventiquattro lingue ufficiali.

I risultati della consultazione contribuiranno alla valutazione d’impatto del Single Basic Act per le Joint Undertakings. La scadenza per l’invio dei contributi alla call for evidence è fissata al 14 luglio, mentre il calendario indicativo dell’iniziativa legislativa è previsto per il quarto trimestre del 2026.

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IHI call 13: aggiornati i draft dei topic del prossimo bando ed Info Day Horizon Europe

Sintesi dell’Info Day nazionale

La partnership europea Innovative Health Initiative (IHI) ha formalmente lanciato la Call 13, mettendo a disposizione un budget complessivo di 84,8 milioni di euro, di cui 53,2 milioni stanziati dall’Unione Europea e 31,6 milioni coperti dai partner industriali e commerciali.

La pubblicazione dei testi definitivi consente ai potenziali candidati di avviare la preparazione delle proposte e la costruzione dei partenariati in vista della prima fase del bando. La scadenza per la presentazione delle short proposals è fissata all’8 ottobre 2026.

L’iniziativa, inserita nel quadro di Horizon Europe, si focalizza su tre precisi filoni tematici: il primo punta a istituire una rete europea sostenibile di incubatori per accelerare il passaggio dalla ricerca alla commercializzazione delle tecnologie sanitarie, riducendo la frammentazione delle risorse a favore delle startup.

Il secondo topic punta a sviluppare un modello tossicologico predittivo basato sull’Intelligenza Artificiale, in grado di ridurre il ricorso alla sperimentazione animale nei test di sicurezza dei farmaci, contribuendo all’applicazione del principio delle “3R” (Replacement, Reduction e Refinement), ovvero sostituzione, riduzione e perfezionamento dell’impiego degli animali nella ricerca.

Il terzo topic è dedicato ad approfondire i meccanismi immunologici alla base delle malattie immuno-mediate associate all’invecchiamento, con l’obiettivo di favorire la diagnosi precoce e lo sviluppo di terapie personalizzate per la popolazione anziana.

IHI CALL 13: OPPORTUNITÀ E STRUMENTI PER L’ECOSISTEMA DELLA RICERCA

In Italia, la pubblicazione della IHI Call 13 sarà accompagnata da un Info Day nazionale organizzato da APRE il prossimo 6 luglio 2026, dalle 11.00 alle 16.00, in presenza presso la Sala Recordati di Farmindustria a Roma e in modalità online.

L’iniziativa, promossa da APRE d’intesa con il Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) e in collaborazione con Farmindustria, offrirà una panoramica sulle opportunità della nuova call e sul ruolo delle partnership pubblico-private nell’ambito di Horizon Europe.

Il programma prevede interventi di APRE, Farmindustria, MUR, EFPIA, MedTech Europe e COCIR, oltre a un aggiornamento sulla partecipazione italiana ai bandi IHI a cura dei rappresentanti nazionali nel Member States Representative Group (IHI SRG), dell’IRCCS Centro Cardiologico Monzino e dell’Università di Catania.

Nel corso della giornata saranno illustrati gli aspetti tecnici della Call 13 e alcune esperienze di progetti IHI con partecipazione italiana, tra cui Thera4Care, GRACE, CarePath, ENKORE, PHARMECO e READI, che coinvolgono università, IRCCS, centri di ricerca e imprese del settore delle scienze della vita.

I lavori si concluderanno con una sessione di pitch e networking coordinata da APRE per facilitare la nascita di nuovi consorzi d’impresa e ricerca dedicati ai temi della Call 13.

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Sintesi dell’Info Day nazionale

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La Commissione europea pubblica la brochure ERA su WIDERA 2021-2027

La Commissione europea ha pubblicato la nuova brochure ERA in Horizon Europe, dedicata al rapporto tra Horizon Europe e lo Spazio europeo della ricerca. La brochure ERA offre uno strumento operativo per orientarsi tra Pact for Research and Innovation in Europe, ERA Policy Agendas, priorità politiche, azioni, politiche strutturali, Work Programmes WIDERA e progetti Horizon Europe.

Lo Spazio europeo della ricerca, indicato come European Research Area (ERA), è l’obiettivo dell’Unione europea di costruire un mercato unico e senza frontiere per ricerca, innovazione e tecnologia. Horizon Europe contribuisce al conseguimento dello Spazio europeo della ricerca anche attraverso WIDERA, acronimo di Widening Participation and Strengthening the ERA. Questa parte dedicata del programma interviene su due ambiti: l’allargamento della partecipazione e la diffusione dell’eccellenza, insieme alla riforma e al rafforzamento del sistema europeo di ricerca e innovazione, disponendo di un budget di circa 3,2 miliardi di euro per il periodo dal 2021 al 2027.

La brochure ERA nel percorso di Horizon Europe

La brochure ERA riporta le priorità politiche dello Spazio europeo della ricerca, le relative azioni e le politiche strutturali. Tra queste rientrano open science, infrastrutture di ricerca, parità di genere, carriere nella ricerca, valutazione della ricerca, valorizzazione della conoscenza, approccio globale alla cooperazione in ricerca e innovazione e SET Plan. Il documento include anche istruzione superiore, accesso all’eccellenza, coinvolgimento dei cittadini, science for policy, intelligenza artificiale nella scienza, trasformazione industriale, nuove metodologie di approccio, etica e integrità e management della ricerca.

Nei Work Programmes WIDERA, queste priorità vengono organizzate lungo gli anni di Horizon Europe. Nel periodo dal 2021 al 2022 compaiono azioni su pubblicazione open access istituzionale, cooperazione globale sui dati FAIR, piani per la parità di genere, ERA Fellowships, valorizzazione della conoscenza, citizen science e formazione dei research managers. Nel periodo dal 2023 al 2024 sono richiamati interventi su riproducibilità dei risultati scientifici, gestione della proprietà intellettuale, contrasto alla violenza di genere, riforme della valutazione della ricerca, European Excellence Initiative, Teaming for Excellence, Twinning, Hop On Facility, Excellence Hubs e professionalizzazione del management della ricerca.

Per il 2025 la brochure ERA indica, tra gli altri temi, pubblicazione open access istituzionale senza scopo di lucro, diffusione dei risultati dell’ERA Policy Agenda, barriere di carriera per ricercatori sottorappresentati e marginalizzati, ERA Fellowships, valli regionali dell’innovazione nei Paesi widening, politiche di ricerca e innovazione nei Paesi dell’allargamento dell’Unione europea, EIC Pre Accelerator, Science comes to town e Science for Policy ecosystem. Per il periodo dal 2026 al 2027 sono richiamate azioni su ecosistemi ERA, conoscenza per l’ERA, capacità istituzionali, riforme su open access e valutazione della ricerca, Talent Ecosystems, coinvolgimento dei cittadini e ERA Research Managers.

La brochure ERA riporta in un unico documento il percorso che collega Horizon Europe, WIDERA e Spazio europeo della ricerca alle priorità europee. Il documento permette di seguire con maggiore chiarezza il rapporto tra programmi di lavoro, azioni previste e progetti finanziati, mostrando come il rafforzamento della ricerca europea prenda forma attraverso Horizon Europe.

 

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Pubblicato l’EIC Impact Report 2026

Il Consiglio europeo per l’innovazione (EIC) conferma il rafforzamento dell’ecosistema europeo dell’innovazione deep tech.

È quanto emerge dall’EIC Impact Report 2026, pubblicato dall’European Innovation Council e dalla European Innovation Council and SMEs Executive Agency (EISMEA), che analizza i risultati raggiunti dalle imprese sostenute dall’EIC e l’evoluzione del contesto europeo dell’innovazione tecnologica.

Secondo il rapporto, l’Europa sta consolidando la propria capacità di accompagnare la crescita di imprese deep tech fino a una dimensione globale, grazie a una combinazione di investimenti pubblici e privati, una maggiore collaborazione tra Stati membri e un ecosistema dell’innovazione sempre più maturo.

I dati riportati mostrano che le aziende sostenute dall’EIC hanno raccolto complessivamente 15,5 miliardi di euro. Il rapporto segnala inoltre la nascita di tre nuove imprese deep tech valutate oltre un miliardo di euro (i cosiddetti deep tech unicorns).

Il report evidenzia inoltre dodici operazioni di investimento superiori a 100 milioni di euro e un tasso di rilocalizzazione pari ad appena l’1%, indicatore che suggerisce una forte capacità dell’Europa di trattenere le imprese innovative sul proprio territorio.

Il documento sottolinea come questi risultati contribuiscano a superare la percezione secondo cui l’Europa avrebbe difficoltà a trasformare la ricerca e l’innovazione in imprese tecnologiche competitive a livello globale. Secondo l’EIC, i dati indicano invece un cambiamento strutturale che vede un numero crescente di aziende deep tech scegliere l’Europa come luogo in cui sviluppare e far crescere le proprie attività.

Parallelamente, il rapporto evidenzia una crescente attività di espansione transfrontaliera e una maggiore integrazione tra gli ecosistemi nazionali dell’innovazione.

EIC E IL RAFFORZAMENTO DELL’ECOSISTEMA EUROPEO DELL’INNOVAZIONE

Il rapporto dedica particolare attenzione anche all’evoluzione del sistema europeo di finanziamento dell’innovazione deep tech.

Gli investimenti dell’EIC hanno raggiunto 6,5 miliardi di euro e hanno contribuito a mobilitare ulteriori 5 miliardi di euro di co-investimenti privati. Per ogni euro investito dall’EIC Fund sono stati generati 3,5 euro aggiuntivi, mentre oltre mille investitori hanno partecipato a operazioni di co-investimento insieme all’EIC.

Un ulteriore elemento evidenziato dal rapporto riguarda la crescente dimensione europea degli investimenti: l’80% delle operazioni coinvolge infatti flussi finanziari transfrontalieri, segnale di una progressiva riduzione della frammentazione del mercato europeo del capitale per l’innovazione.

L’EIC Impact Report 2026, inoltre, richiama il ruolo strategico della ricerca scientifica come fattore di competitività. Il 45% dei finanziamenti europei nel campo delle tecnologie quantistiche coinvolge imprese sostenute dall’EIC, mentre il 25% degli investimenti europei nel settore spaziale è collegato ad aziende del portafoglio EIC.

Il rapporto evidenzia anche alcuni dati relativi all’inclusività dell’ecosistema: il 30% delle imprese sostenute è guidato da donne e il 25% degli investimenti in equity riguarda aziende fondate da donne.

Nel complesso, le imprese supportate dall’EIC sono presenti in 31 Paesi e gli investimenti dell’EIC Fund interessano 26 Paesi europei, confermando una crescente integrazione dell’ecosistema dell’innovazione e una maggiore collaborazione tra attori pubblici e privati a sostegno della crescita delle tecnologie emergenti.

 

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Salute Globale

Area Europea della Ricerca (ERA): pubblicato lo scoreboard 2025

La Commissione europea ha pubblicato il nuovo rapporto sullo stato di avanzamento dell’Area Europea della Ricerca (European Research Area – ERA), evidenziando progressi significativi in numerosi ambiti strategici, ma anche il permanere di importanti sfide strutturali che continuano a limitare il pieno potenziale della ricerca e dell’innovazione in Europa.

L’Area Europea della Ricerca rappresenta il quadro di riferimento attraverso il quale l’Unione europea e gli Stati membri promuovono una maggiore integrazione dei sistemi nazionali di ricerca, favorendo la collaborazione scientifica, la mobilità dei ricercatori, la condivisione delle conoscenze e il trasferimento dell’innovazione verso la società e l’economia.

Progressi e ritardi

Secondo il rapporto, gli Stati membri hanno compiuto progressi nella maggior parte delle priorità dell’ERA, in particolare per quanto riguarda l’accesso aperto alle pubblicazioni scientifiche, il rafforzamento delle infrastrutture di ricerca e la cooperazione transnazionale. Negli ultimi anni sono inoltre aumentati gli investimenti pubblici e privati in ricerca e innovazione, contribuendo a sostenere la competitività europea in un contesto globale sempre più dinamico.

Permangono tuttavia differenze significative tra i Paesi europei. Il rapporto evidenzia che il divario negli investimenti in ricerca e sviluppo tra gli Stati membri continua a rappresentare una delle principali criticità. L’obiettivo europeo di destinare il 3% del prodotto interno lordo alla ricerca e sviluppo non è ancora stato raggiunto a livello dell’Unione, e le disparità territoriali rischiano di compromettere una crescita equilibrata della capacità scientifica europea.

Un’altra sfida riguarda le carriere dei ricercatori. Nonostante i progressi registrati nella mobilità e nelle opportunità professionali, persistono problemi legati alla precarietà del lavoro accademico, alle disparità di genere e alle difficoltà nel trattenere talenti altamente qualificati. La Commissione sottolinea l’importanza di rendere le carriere nella ricerca più attrattive, stabili e inclusive.

Rispondere alle grandi sfide contemporanee

Il rapporto richiama inoltre l’attenzione sulla necessità di rafforzare il collegamento tra ricerca, innovazione e politiche pubbliche. Le grandi sfide contemporanee – dai cambiamenti climatici all’invecchiamento della popolazione, dalla trasformazione digitale alla sicurezza sanitaria – richiedono infatti una maggiore capacità di tradurre rapidamente le conoscenze scientifiche in soluzioni concrete e in decisioni politiche basate sulle evidenze.

Particolare rilievo viene attribuito alla dimensione regionale dell’innovazione. Le regioni europee svolgono un ruolo fondamentale nella creazione di ecosistemi territoriali della conoscenza, favorendo la collaborazione tra università, centri di ricerca, imprese e amministrazioni pubbliche. Il rafforzamento delle capacità regionali di ricerca e innovazione è considerato un elemento essenziale per ridurre le disuguaglianze territoriali e sostenere uno sviluppo sostenibile e inclusivo.

I risultati del rapporto contribuiranno a orientare l’attuazione della futura Agenda politica dell’Area Europea della Ricerca per il periodo 2025–2027, che mira a rafforzare ulteriormente la competitività scientifica dell’Europa.

 

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EP PerMed: bando TRANSCAN-4 sul metabolismo dei tumori

TRANSCAN-4 ha lanciato la sua prima Joint Transnational Call (JTC 2026), dedicata al tema “Translational Research on Cancer Metabolism: Multidisciplinary Approaches for Diagnosis and Treatment”.

L’iniziativa si inserisce nel quadro delle attività sostenute da EP PerMed e rappresenta la naturale prosecuzione del percorso avviato con TRANSCAN-3, con l’obiettivo di rafforzare il coordinamento dei programmi nazionali e regionali di finanziamento della ricerca traslazionale sul cancro.

Il bando è stato ufficialmente pubblicato il 20 maggio 2026. La procedura di candidatura sarà articolata in due fasi, con presentazione delle pre-proposal entro il 21 luglio 2026 e delle full proposal, per i consorzi selezionati, entro il 13 gennaio 2027.

La call mira a promuovere collaborazioni internazionali tra ricercatori e clinici, favorendo un utilizzo più efficiente di risorse, dati e infrastrutture e sostenendo progetti scientificamente eccellenti con un forte potenziale di applicazione clinica.

Le proposte dovranno contribuire ad approfondire la comprensione dei meccanismi metabolici che caratterizzano lo sviluppo e la progressione dei tumori e a trasformare tali conoscenze in strumenti e soluzioni utili per la pratica clinica.

L’obiettivo finale è favorire lo sviluppo di approcci innovativi e personalizzati per la diagnosi, la stratificazione dei pazienti e il trattamento oncologico, contribuendo al miglioramento degli esiti di salute e della qualità delle cure.

TRANSCAN-4 E LE NUOVE PROSPETTIVE DELLA RICERCA ONCOLOGICA

La call JTC 2026 si concentra su due ambiti di ricerca prioritari. Il primo – “Consentire una migliore diagnosi e monitoraggio del cancro attraverso biomarcatori metabolici” – riguarda lo sviluppo di biomarcatori metabolici e tecnologie innovative per migliorare la diagnosi precoce, la stratificazione dei pazienti e il monitoraggio della risposta ai trattamenti.

Il secondo – “Intercettare le vulnerabilità metaboliche per migliorare la medicina di precisione” – è dedicato all’identificazione delle vulnerabilità metaboliche dei tumori e al loro sfruttamento per sviluppare nuove strategie terapeutiche e approcci di medicina di precisione.

Le proposte dovranno affrontare almeno uno di questi obiettivi e dimostrare una chiara rilevanza traslazionale, favorendo il trasferimento delle conoscenze verso applicazioni cliniche, di sanità pubblica o industriali.

Saranno finanziati esclusivamente progetti transnazionali presentati da consorzi composti da un minimo di tre e un massimo di sei partner provenienti da almeno tre Paesi partecipanti alla call, con la possibilità di includere un settimo partner in presenza di gruppi di ricerca provenienti da Ungheria, Malta, Slovacchia o Turchia.

Ogni consorzio dovrà includere obbligatoriamente almeno un ricercatore a inizio carriera (Early Career Researcher), un team di ricerca di base o preclinica e un team clinico. È inoltre incoraggiato il coinvolgimento di competenze metodologiche, statistiche e bioinformatiche.

I candidati avranno inoltre la possibilità di includere attività dedicate al capacity building, dotate di un budget specifico secondo le regole delle organizzazioni finanziatrici nazionali e regionali. Tali attività dovranno contribuire a rafforzare le competenze dei team partecipanti e a migliorare, nel lungo periodo, la qualità della ricerca traslazionale sul cancro.

Per quanto riguarda l’Italia, la Regione Toscana e la Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica della Lombardia (FRRB) figurano tra gli enti finanziatori della call, mentre il Ministero della Salute è attualmente indicato tra le organizzazioni la cui adesione è ancora in fase di conferma.

La Regione Toscana partecipa all’iniziativa investendo 300mila euro destinati alle Aziende e agli Enti del Servizio sanitario regionale, nonché agli enti di ricerca toscani coinvolti nei partenariati internazionali candidati al bando.

FRRB aderisce alla Joint Transnational Call con una dotazione complessiva di 2 milioni di euro. Potranno candidarsi al finanziamento gli enti del Servizio Sanitario Regionale lombardo, comprese ASST, ATS, AREU e IRCCS pubblici e privati, oltre a università e centri di ricerca con sede in Lombardia. In particolare, verranno finanziati esclusivamente progetti di ricerca traslazionale e clinica, mentre la ricerca di base non rientra tra le attività ammissibili.

Tramite questa call, TRANSCAN-4 intende accelerare il trasferimento delle conoscenze scientifiche sul metabolismo tumorale verso applicazioni concrete, contribuendo allo sviluppo di diagnosi più accurate e di trattamenti sempre più personalizzati per i pazienti oncologici.

La partecipazione italiana evidenzia l’attenzione delle istituzioni nazionali e regionali verso la ricerca oncologica traslazionale e la collaborazione europea in questo ambito.

 

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