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Bilancio UE post-2027: il paper ERRIN rilancia il ruolo strategico delle EU Missions

Le EU Missions rappresentano, secondo ERRIN (European Regions Research and Innovation Network), uno strumento da mantenere e rafforzare nel futuro bilancio a lungo termine dell’Unione europea e nel prossimo Programma quadro FP10 per ricerca e innovazione.

Con il paper pubblicato lo scorso aprile (“EU Missions – Looking towards the next EU long-term budget”), la rete europea delle regioni attive su ricerca e innovazione interviene nel dibattito sul futuro quadro finanziario pluriennale dell’UE (MFF post-2027), evidenziando il contributo che l’approccio mission-oriented può offrire alla competitività europea, alla resilienza dei territori e alla capacità di affrontare sfide complesse attraverso soluzioni integrate e collaborative.

Nel documento, ERRIN sottolinea che le Missions hanno introdotto un modello diverso rispetto ai tradizionali programmi di finanziamento europei, puntando su obiettivi concreti, misurabili e orientati all’impatto.

Secondo la rete, uno degli elementi più rilevanti riguarda la capacità delle Missions di coinvolgere contemporaneamente istituzioni europee, regioni, città, università, centri di ricerca, imprese, PMI e cittadini, favorendo la costruzione di ecosistemi territoriali dell’innovazione.

Questo approccio avrebbe già contribuito ad accelerare sperimentazione e implementazione di nuove soluzioni nei territori, facilitando anche il coordinamento tra diversi strumenti e livelli di governance.

ERRIN evidenzia inoltre che le EU Missions si trovano ancora in una fase relativamente iniziale del loro percorso di implementazione e che, proprio per questo, non sarebbe opportuno interromperle prima di averne valutato pienamente risultati e impatti.

Nel paper viene quindi proposta la prosecuzione delle Missions almeno fino al 2030, sottolineando come continuità temporale e stabilità finanziaria siano elementi necessari per consolidare reti, investimenti e collaborazioni già avviate. Secondo il documento, una chiusura anticipata rischierebbe infatti di disperdere competenze e capacità costruite negli ultimi anni nei diversi ecosistemi territoriali europei.

EU MISSIONS E FUTURO DEL BILANCIO UE POST-2027

Una parte significativa del paper è dedicata anche al ruolo che le EU Missions potrebbero avere nella futura architettura europea per ricerca e innovazione.

ERRIN propone infatti un’integrazione più forte tra Missions, European Partnerships, European Competitiveness Fund (ECF), National and Regional Partnership Plans (NRPPs) e altre iniziative strategiche europee, con l’obiettivo di creare percorsi più coerenti tra ricerca, innovazione, deployment e scale-up.

Secondo ERRIN, le Missions hanno dimostrato di poter contribuire non soltanto allo sviluppo scientifico e tecnologico, ma anche alla definizione di modelli di governance multilivello e processi di coinvolgimento territoriale più strutturati.

Per questo motivo, il documento richiama la necessità di rafforzare il ruolo delle regioni europee e degli ecosistemi locali nell’attuazione delle priorità strategiche dell’UE, favorendo una maggiore connessione tra politiche europee e bisogni concreti dei territori.

Il paper, inoltre, sottolinea che l’approccio mission-oriented potrebbe rappresentare uno strumento utile per aumentare coerenza e coordinamento tra le diverse iniziative europee, riducendo frammentazione e sovrapposizioni tra programmi.

In questo senso, ERRIN invita le istituzioni europee a valorizzare ulteriormente le Missions nel dibattito sul futuro del bilancio UE post-2027 e sul prossimo FP10, considerandole non soltanto strumenti di finanziamento, ma veri e propri catalizzatori di innovazione sistemica e trasformazione territoriale.

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Nuovo report ERC: azioni per ridurre il divario europeo

Il Report ERC pubblicato dallo European Research Council richiama l’attenzione su una questione decisiva per il futuro della scienza in Europa, cioè il persistente divario tra i Paesi con sistemi di ricerca più forti e i cosiddetti widening countries, che presentano risultati più deboli nella partecipazione e nel successo nei bandi più competitivi. Il nuovo white paper esamina la grande differenza nei tassi di partecipazione e di successo tra i sistemi di ricerca più forti d’Europa e i Paesi widening.

Il Report ERC evidenzia che questi Paesi rappresentano circa un quarto della popolazione dell’Unione europea, ma i ricercatori che vi operano ottengono soltanto circa un ventesimo delle sovvenzioni ERC e registrano tassi di successo compresi in genere tra l’1 e il 7 per cento, contro una media di circa l’11 per cento nelle competizioni ERC.

Secondo il documento, questa distribuzione disomogenea dei finanziamenti riflette ostacoli strutturali profondi che limitano la capacità dei ricercatori di competere con successo per i fondi destinati alla ricerca di frontiera. Tra questi fattori figurano ambienti accademici meno favorevoli, investimenti nazionali più contenuti in ricerca e sviluppo, un accesso più limitato alle reti scientifiche internazionali e sistemi di supporto meno solidi nella preparazione di proposte altamente competitive. Le barriere strutturali limitano la capacità dei ricercatori di competere con successo per finanziamenti altamente selettivi. Il testo segnala inoltre che anche barriere linguistiche, culturali e psicologiche possono scoraggiare la presentazione delle candidature.

Report ERC e misure per rafforzare l’eccellenza scientifica europea

Il Report ERC sottolinea tuttavia che negli ultimi dieci anni sono emersi anche segnali di miglioramento, poiché diversi widening countries hanno rafforzato i propri sistemi nazionali di ricerca e introdotto programmi specifici per aiutare i ricercatori a candidarsi ai finanziamenti ERC. Più di quindici Paesi dispongono ormai di schemi di sostegno dedicati, compresi programmi che assicurano un finanziamento nazionale alle proposte ERC molto ben classificate ma non sostenute a livello europeo. Queste iniziative vengono finanziate attraverso strumenti differenti, tra cui bilanci nazionali, partenariati pubblico privati, Fondi strutturali dell’Unione europea e Recovery and Resilience Facility.

Sul piano europeo, il Report ERC ricorda che varie misure di sostegno sono state introdotte nel tempo per i ricercatori provenienti dalle aree meno performanti, senza modificare il criterio della selezione basata esclusivamente sull’eccellenza scientifica. Tra queste misure rientrano criteri di valutazione più inclusivi, i programmi ERC Visiting Research Fellow, la ERC Mentoring Initiative, il sostegno ai National Contact Points e la rete degli Ambassadors for the ERC.

Parallelamente, l’European Research Council invita gli Stati membri ad aumentare gli investimenti nazionali nella ricerca di frontiera, a riformare i sistemi accademici dove necessario e a creare sinergie più forti tra strumenti di finanziamento nazionali e Fondi di coesione dell’Unione europea, per valorizzare pienamente il potenziale scientifico del continente.

Nel suo insieme, il Report ERC propone quindi una lettura ampia delle disparità esistenti e individua azioni concrete per rafforzare la competitività scientifica nei Paesi meno performanti, attraverso un impegno condiviso tra livello nazionale e livello europeo. Per l’European Research Council, questo percorso dovrà proseguire con un dialogo politico più intenso, con attività di comunicazione mirate e con reti di sostegno più forti che coinvolgano beneficiari ERC, la rete degli Ambassadors for the ERC e gli organismi nazionali di finanziamento.

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ERC: pubblicato un report sul ruolo della ricerca nello sviluppo di un’intelligenza artificiale in sanità

L’intelligenza artificiale sta trasformando rapidamente la ricerca sanitaria e l’assistenza sanitaria. Un nuovo report del Consiglio europeo della ricerca (European Research Council (ERC)) analizza il portafoglio di progetti di ricerca finanziati dall’ERC in questo settore ed evidenzia come i progetti all’avanguardia stiano facendo progredire i metodi e gli strumenti per l’intelligenza artificiale in ambito medico. Il report mostra inoltre come tale ricerca possa contribuire all’obiettivo più ampio di garantire che l’intelligenza artificiale utilizzata in ambito sanitario sia sicura, affidabile e conforme alle norme UE in fase di definizione.

Il report dell’ERC

Questo nuovo report analizza 238 progetti dell’ERC che utilizzano l’intelligenza artificiale (IA) in ambito sanitario, finanziati nell’ambito del 7° Programma Quadro, di Horizon 2020 e di Horizon Europe, con un budget complessivo di 450 milioni di euro. I progetti hanno impiegato l’IA per la prevenzione e la diagnosi precoce delle malattie, la diagnosi, l’ottimizzazione dei trattamenti e la gestione a lungo termine delle patologie, sviluppando modelli di IA, sistemi di supporto alle decisioni cliniche e piattaforme, compresi l’apprendimento automatico e l’apprendimento profondo.

Lo studio mostra come i modelli basati sull’IA, i sistemi di supporto alle decisioni cliniche e le piattaforme – compresi l’apprendimento automatico e l’apprendimento profondo – siano in fase di sviluppo per consentire una diagnosi precoce delle malattie e una previsione del rischio, una diagnosi, una prognosi e un trattamento più personalizzati. Evidenzia inoltre come l’IA sostenga l’integrazione di dati multi-omici, fenotipici e sanitari e contribuisca all’intero ciclo di vita dei farmaci, dalla scoperta alla sperimentazione clinica.

Il report illustra in che modo i progetti dell’ERC possano contribuire all’attuazione della legge dell’UE sull’IA, nonché allo Spazio europeo dei dati sanitari e alla strategia dell’UE Apply AI. I ricercatori finanziati dall’ERC sottolineano la necessità di una validazione rigorosa, di una solida gestione dei rischi, di dati di alta qualità, di trasparenza e di un controllo umano significativo, oltre che di infrastrutture sicure e di una chiara governance dei dati.

Un’analisi più approfondita di 59 progetti e 20 casi di studio illustra le applicazioni nell’ambito della diagnosi e del monitoraggio delle malattie, della scoperta di nuovi farmaci, della previsione dei rischi, dell’imaging, della robotica medica e della medicina personalizzata, indicando come fattori chiave i finanziamenti a lungo termine, i centri di ricerca sull’IA per la scienza e i sandbox normativi. Il report dimostra come la ricerca d’avanguardia possa contribuire a garantire che l’IA nel settore sanitario non sia solo innovativa e competitiva, ma anche affidabile, incentrata sull’uomo e saldamente radicata.

 

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Regolamento Horizon Europe: pubblicata l’analisi finanziaria e amministrativa

Il Regolamento Horizon Europe è al centro di una nuova pubblicazione che analizza gli aspetti giuridici, finanziari e amministrativi nella gestione quotidiana dei progetti finanziati dal programma. Preparato dalla comunità dei National Contact Points nell’ambito del progetto Horizon Academy, il report si basa su una survey su larga scala rivolta ai beneficiari di Horizon Europe e propone una lettura sistematica del modo in cui tali disposizioni vengono applicate nella pratica. Il Regolamento Horizon Europe assume così rilievo non solo sul piano formale, ma anche su quello operativo, poiché incide direttamente sull’attuazione, sulla rendicontazione e sulla gestione amministrativa dei progetti.

Il report raccoglie 1360 risposte valide provenienti da beneficiari di Stati membri e Paesi associati e coinvolge coordinatori, research manager, amministratori e ricercatori direttamente impegnati nell’implementazione progettuale. L’analisi prende in esame grant agreement, consortium agreement, costi del personale, altre categorie di costi diretti, schemi di finanziamento semplificato, con particolare attenzione ai lump sum, Funding and Tenders Portal, gestione della proprietà intellettuale e open science. L’integrazione tra dati empirici ed esperienza applicativa dei Legal and Financial National Contact Points consente di evidenziare sia gli ambiti in cui le misure di semplificazione risultano efficaci, sia quelli in cui permangono oneri amministrativi, incertezze giuridiche o difficoltà di attuazione.

Regolamento Horizon Europe e attuazione pratica degli aspetti finanziari e amministrativi

La pubblicazione assume rilievo anche in prospettiva futura, poiché i risultati contribuiscono al dibattito sulla semplificazione del programma e offrono elementi utili per la definizione del prossimo Programma quadro dell’Unione europea, FP10, previsto per il periodo 2028 2034. In questo senso, il Regolamento Horizon Europe viene considerato non soltanto come insieme di disposizioni da applicare, ma anche come base concreta per valutare chiarezza, coerenza e usabilità del quadro europeo di finanziamento alla ricerca. Il documento si rivolge ai National Contact Points, ai partecipanti, ai policymaker e ai servizi della Commissione europea interessati a migliorare l’esperienza d’uso del finanziamento europeo alla ricerca.

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Euratom, adottato il Programma di lavoro 2026-2027

Il Programma di Ricerca e Formazione Euratom rappresenta lo strumento complementare a Horizon Europe dedicato alla ricerca e innovazione nel settore nucleare.

Con il Programma di lavoro 2026-2027, Euratom prosegue il percorso avviato nel ciclo 2021-2025, mettendo a disposizione un budget complessivo di 330 milioni di euro per sostenere attività di ricerca, sviluppo e formazione.

In particolare, 222 milioni di euro sono destinati alle attività di ricerca e sviluppo sulla fusione nucleare, mentre 108 milioni finanziano interventi legati alla fissione, alla sicurezza nucleare e alla protezione dalle radiazioni. Il programma sostiene sia azioni indirette, realizzate da consorzi internazionali coordinati dalla Commissione europea, sia azioni dirette condotte dal Joint Research Centre (JRC).

Euratom opera in coerenza con Horizon Europe, adottandone strumenti e regole di partecipazione, e si inserisce nel Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) dell’UE, contribuendo agli obiettivi strategici europei in materia di autonomia tecnologica e transizione verso la neutralità climatica entro il 2050.

Euratom: priorità tra fusione, sicurezza e competenze

Tra le principali priorità del programma vi è il rafforzamento della ricerca sulla fusione nucleare – considerata una potenziale fonte di energia sicura, sostenibile e a basse emissioni di carbonio – anche attraverso un maggiore coinvolgimento dell’industria, delle PMI e delle startup.

Parallelamente, il programma continua a sostenere la ricerca scientifica di eccellenza attraverso iniziative consolidate come EUROfusion e contribuisce alle sfide dell’European Innovation Council dedicate alla fusione.

Sul fronte della fissione nucleare, Euratom finanzia attività volte a garantire i più elevati standard di sicurezza, protezione e gestione dei materiali radioattivi. Il programma supporta in particolare la ricerca per il funzionamento a lungo termine degli impianti esistenti e per lo sviluppo di nuove tecnologie, tra cui gli Small Modular Reactors (SMRs) e i reattori avanzati. Vengono inoltre rafforzate le principali partnership europee nei settori della gestione dei rifiuti radioattivi (EURAD), dei materiali nucleari (CONNECT-NM) e della radioprotezione (PIANOFORTE).

Un ulteriore elemento centrale è rappresentato dallo sviluppo delle competenze e della forza lavoro nel settore nucleare. Il programma promuove iniziative di formazione e mobilità dei ricercatori, anche attraverso le azioni Marie Skłodowska-Curie, e sostiene la European Nuclear Skills Academy, con l’obiettivo di attrarre nuovi talenti, favorire l’equilibrio di genere e garantire la disponibilità di competenze qualificate in Europa.

Euratom contribuisce inoltre a diverse sinergie con altri ambiti di Horizon Europe, in particolare con il cluster salute e con le iniziative europee sul cancro, anche attraverso il supporto alla produzione e disponibilità di radioisotopi utilizzati in ambito medico. Il programma si integra inoltre con altre iniziative europee come il Piano europeo di lotta contro il cancro e l’European Radioisotope Valley Initiative, rafforzando il ruolo della ricerca nucleare anche in ambiti non energetici.

Tutte le informazioni sui finanziamenti e i dettagli su come fare domanda si trovano sul portale Funding and Tenders.

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Horizon Europe e FP10: nuovo report di analisi sulle regole del programma

Nel dibattito sul futuro di Horizon Europe e del prossimo Programma Quadro per la ricerca e l’innovazione (FP10), una nuova analisi europea contribuisce con evidenze concrete basate sull’esperienza diretta dei beneficiari.

Il report “Horizon Europe’s Legal, Financial & Administrative Rules – A Report on Their Practical Use”, elaborato dalla rete dei National Contact Points (NCP) nell’ambito del progetto Horizon Academy, si fonda su un’indagine su larga scala che ha raccolto 1.360 risposte da organizzazioni di tutta Europa, tra cui università, enti di ricerca, imprese e organizzazioni pubbliche.

Lo studio offre una prospettiva basata sui dati sull’applicazione pratica delle regole del programma, combinando evidenze statistiche e l’esperienza quotidiana di coordinatori di progetto, ricercatori e personale amministrativo.

Tra gli elementi valutati positivamente emerge l’armonizzazione delle regole di finanziamento tra i programmi europei (corporate approach), considerata utile per semplificare la gestione dei progetti. Anche strumenti come l’Annotated Grant Agreement sono apprezzati per il supporto operativo, e il sistema di presentazione delle proposte e la fase di preparazione del Grant Agreement sono generalmente percepiti come chiari e gestibili. Positiva anche la valutazione del processo di modifica dei progetti in corso.

Parallelamente, l’analisi evidenzia alcune criticità persistenti. In fase di candidatura, molti partecipanti segnalano difficoltà nell’individuare call adeguate all’interno del portale della Commissione europea, ritenuto non sempre intuitivo. La preparazione delle proposte è considerata particolarmente complessa e richiede spesso il supporto di consulenti esterni. Inoltre, pur riconoscendo la solidità del sistema di valutazione peer-review, alcuni rispondenti evidenziano margini di incertezza legati alla possibile soggettività del processo.

Durante l’implementazione dei progetti, emergono difficoltà nell’applicazione pratica di principi quali open science, uguaglianza di genere, etica e protezione dei dati, spesso a causa di limitate risorse interne o carichi amministrativi elevati.

Horizon Europe: semplificazione e modelli di finanziamento

Un aspetto particolarmente rilevante riguarda i costi del personale, che rappresentano la quota principale dei budget di progetto e risultano anche l’area più critica. Oltre la metà dei rispondenti considera complesso il calcolo dei costi ammissibili, evidenziando problematiche legate alla determinazione delle tariffe giornaliere, alla registrazione del tempo di lavoro e all’applicazione delle diverse metodologie di calcolo. Queste difficoltà si manifestano soprattutto nella fase di implementazione, più che nella pianificazione iniziale dei budget.

I risultati si inseriscono nel più ampio dibattito europeo sulla semplificazione delle regole di finanziamento. In questo contesto, emerge una crescente apertura verso modelli semplificati, in particolare il lump sum funding, considerato uno strumento efficace per ridurre gli oneri amministrativi e il rischio di errori finanziari.

L’analisi, tuttavia, evidenzia anche alcune criticità nella sua applicazione pratica – ad esempio nella pianificazione dei budget o nei processi di audit – indicando la necessità di ulteriori chiarimenti metodologici e della diffusione di buone pratiche. Più cauta, invece, la valutazione del modello dei Personnel Unit Costs, che nella sua forma attuale non è ancora considerato pienamente efficace dai beneficiari.

Il report sottolinea infine il ruolo centrale dei National Contact Points, che attraverso il supporto ai partecipanti e la raccolta di evidenze pratiche contribuiscono non solo alla partecipazione ai programmi europei, ma anche al loro miglioramento. In un momento in cui il dibattito su FP10 è in pieno sviluppo, queste evidenze rappresentano un contributo importante per la definizione di regole più efficaci e rispondenti alle esigenze degli attori coinvolti.

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ERRIN: proposte per il futuro di Horizon Europe

ERRIN (European Regions Research and Innovation Network) ha finalizzato le proprie proposte di emendamento contenute nel documento “ERRIN amendment proposals for the future Horizon Europe and the European Competitiveness Fund”, con l’obiettivo di contribuire alla definizione del futuro del programma quadro europeo per la ricerca e l’innovazione e del nuovo European Competitiveness Fund.

Le proposte riguardano sia il Regolamento sia lo Specific Programme di Horizon Europe e sono il risultato di un ampio processo di co-creazione con i membri della rete. In qualità di rete con sede a Bruxelles che rappresenta circa 125 organizzazioni regionali, ERRIN porta una prospettiva bottom-up nel processo di definizione delle politiche europee per la ricerca e l’innovazione.

Negli ultimi anni, la rete ha contribuito attivamente al dibattito sul futuro dei finanziamenti europei nel periodo successivo al 2027, anche attraverso contributi alla consultazione della Commissione europea sul Quadro finanziario pluriennale (MFF) post-2027 e una serie di documenti dedicati al futuro Framework Programme 10 (FP10). Le proposte mirano a rafforzare la dimensione territoriale nei futuri strumenti finanziari e a sostenere gli ecosistemi di innovazione a livello regionale, in continuità con le priorità delineate nel programma di lavoro Horizon Europe 2026-2027.

ERRIN e Horizon Europe: raccomandazioni chiave

Il documento evidenzia la necessità di garantire un forte coordinamento tra FP10, European Competitiveness Fund e National and Regional Partnership Plans, al fine di creare un percorso coerente dalla ricerca all’innovazione, fino alla diffusione e all’impatto territoriale. Viene inoltre sottolineato il ruolo strategico di regioni e città nello sviluppo della competitività industriale sostenibile, in particolare nel supporto alle tecnologie deep tech e nel passaggio dalla ricerca al mercato.

Tra le principali indicazioni emergono anche l’importanza di integrare le autorità locali e regionali nelle strutture di governance dei programmi europei, rafforzare il sostegno alla trasformazione sociale e alle EU Missions e potenziare il supporto agli ecosistemi territoriali di ricerca e innovazione attraverso investimenti a lungo termine e strumenti dedicati. Il documento sottolinea inoltre la necessità di migliorare l’accesso a Horizon Europe e promuovere una partecipazione più inclusiva, in particolare per i Paesi Widening, favorendo la collaborazione tra ecosistemi con diversi livelli di innovazione.

ERRIN continuerà a collaborare con le istituzioni europee e i rappresentanti nazionali nell’ambito dei negoziati sul Quadro finanziario pluriennale post-2027, con l’obiettivo di garantire che la dimensione territoriale sia pienamente integrata nella futura programmazione europea della ricerca e innovazione.

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Understanding Cancer in the Digital Age: evento UE su dati ed equità

Dati sanitari, innovazione tecnologica ed equità nell’accesso alle cure saranno al centro di Understanding Cancer in the Digital Age: Data, Innovation and Equity, evento organizzato dalla Commissione europea nell’ambito delle attività della Research and Innovation Community Platform. L’incontro si terrà il 27 aprile 2026 a Nicosia, nel contesto della Presidenza cipriota del Consiglio dell’Unione europea, a Nicosia, con possibilità di seguire i lavori anche in live streaming.

Understanding Cancer si inserisce nel quadro delle iniziative europee collegate alla EU Cancer Mission e al Piano europeo contro il cancro, contribuendo al dibattito sulle strategie per migliorare la prevenzione, la diagnosi e il trattamento della malattia attraverso l’uso dei dati e delle tecnologie digitali. Un’occasione di confronto tra istituzioni europee, comunità scientifica e stakeholder dell’innovazione sul ruolo delle tecnologie digitali nella lotta contro il cancro. Focus dell’incontro sarà il valore strategico dei dati sanitari per sostenere la ricerca oncologica e promuovere approcci più mirati e personalizzati, con attenzione alle disuguaglianze nell’accesso alle cure tra cittadini e territori.

Understanding Cancer nelle strategie UE su dati sanitari e innovazione

Durante l’evento Understanding Cancer saranno previsti momenti di discussione dedicati alle prospettive future della trasformazione digitale in oncologia e al ruolo delle iniziative europee nel promuovere ecosistemi collaborativi orientati all’innovazione. Particolare attenzione sarà riservata allo sviluppo delle competenze digitali e al coinvolgimento dei diversi stakeholder nei processi di ricerca e innovazione.

Il programma prevede la partecipazione di figure di primo piano nelle politiche e nella ricerca oncologica europea, tra cui Stella Kyriakides, già Commissaria europea per la Salute e la sicurezza alimentare e promotrice del Piano europeo contro il cancro, e Eleni Tolma, membro del Board della EU Cancer Mission con esperienza in cure primarie e salute della popolazione. Interverranno inoltre i coordinatori di progetti di ricerca della Cancer Mission e rappresentanti di iniziative europee e nazionali, con l’obiettivo di presentare risultati concreti e progressi scientifici raggiunti nel campo della ricerca sul cancro.

La partecipazione all’evento, dedicato a ricercatori, operatori sanitari, decisori politici e a tutti gli interessati ad assistere ai lavori, sarà possibile online attraverso la piattaforma della Commissione europea, previa registrazione.

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Indicazioni europee su UNCAN.eu e European Cancer Patient Digital Centre

Nel quadro delle iniziative europee a supporto della ricerca oncologica, il gruppo di lavoro ECancer della Commissione europea ha pubblicato raccomandazioni a livello europeo per l’implementazione di UNCAN.eu e del centro digitale europeo per i pazienti oncologici, con l’obiettivo di rafforzare la cooperazione, il coordinamento della ricerca e l’utilizzo dei dati nella lotta contro il cancro. Il gruppo di lavoro opera nell’ambito del Cancer Subgroup del Public Health Expert Group ed è stato incaricato di fornire indicazioni alla Commissione europea per lo sviluppo di queste iniziative. Le raccomandazioni riguardano due piattaforme digitali, UNCAN.eu e l’European Cancer Patient Digital Centre (ECPDC), considerate iniziative faro del Piano europeo di lotta contro il cancro e della Cancer Mission nell’ambito di Horizon Europe.

UNCAN.eu è una rete europea per la condivisione dei dati sulla ricerca oncologica, a supporto dello sviluppo della medicina personalizzata e del progresso scientifico. La rete collega infrastrutture, competenze e risorse esistenti, promuovendo un coordinamento tra Stati membri nella lotta contro il cancro.

La piattaforma UNCAN.eu è progettata come una rete di dati oncologici coordinati a livello europeo, in allineamento con lo European Health Data Space (EHDS), con l’obiettivo di migliorare qualità, accessibilità e riutilizzo dei dati. Le raccomandazioni evidenziano la necessità di definire un modello di governance chiaro, in linea con il quadro dell’EHDS e basato sulla collaborazione tra Stati membri, istituzioni e stakeholder. Viene inoltre sottolineata l’importanza di garantire interoperabilità, qualità e standardizzazione dei dati, evitando duplicazioni con le infrastrutture europee esistenti.

Il centro digitale europeo per i pazienti oncologici (ECPDC) è finalizzato a supportare pazienti e sopravvissuti attraverso un portale informativo affidabile, strumenti di supporto e spazi di confronto. La piattaforma intende migliorare la qualità della vita dei pazienti, promuovere l’alfabetizzazione sui dati sanitari e favorire il coinvolgimento attivo nei percorsi di cura e ricerca.

Raccomandazioni operative su UNCAN.eu e centro digitale europeo

Le raccomandazioni includono il rafforzamento delle sinergie con infrastrutture e iniziative europee esistenti e la definizione di modelli sostenibili di finanziamento, anche attraverso programmi europei e contributi nazionali. È inoltre prevista una roadmap di implementazione articolata in fasi, dalla preparazione già avviata fino allo sviluppo e alla piena operatività delle piattaforme dopo il 2030. Infine, il documento evidenzia alcuni fattori chiave per il successo, tra cui l’impegno degli Stati membri, il coinvolgimento degli stakeholder e l’allineamento con le priorità europee in materia di dati sanitari e ricerca, elementi fondamentali per rafforzare l’efficacia delle iniziative nella lotta contro il cancro.

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Conferenza finale del progetto europeo CO-CAPTAIN

Il 16 aprile 2026 si svolgerà a Bruxelles e online la conferenza finale del progetto europeo CO-CAPTAIN, iniziativa di ricerca finanziata dal programma Horizon Europe che mira a migliorare l’accesso alla prevenzione oncologica per le persone che vivono con problemi di salute mentale. L’evento riunirà decisori politici, ricercatori, operatori sanitari e rappresentanti della società civile per discutere risultati, esperienze e prospettive future del progetto.

Conferenza finale del progetto Co-Captain “Cancer Prevention for People with Mental Health Problems”

La conferenza, dal titolo “Cancer Prevention for People with Mental Health Problems – Learning from the CO-CAPTAIN Navigation Model”, rappresenta l’occasione per presentare le evidenze raccolte durante l’implementazione del progetto e discutere raccomandazioni di policy per rafforzare la prevenzione del cancro in gruppi di popolazione particolarmente vulnerabili.

Il progetto CO‑CAPTAIN si propone infatti di sviluppare e testare un modello di “patient navigation” volto ad aiutare le persone con disturbi mentali ad accedere ai servizi di prevenzione oncologica, superando barriere organizzative e sociali nei sistemi sanitari e promuovendo interventi personalizzati basati su evidenze scientifiche.

Le attività del progetto sono state sperimentate in diversi contesti europei attraverso progetti pilota, con l’obiettivo di identificare strategie efficaci per integrare la prevenzione oncologica nei servizi di salute mentale e ridurre le disuguaglianze nell’accesso alla prevenzione e alla diagnosi precoce.

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