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Salute Globale

Pubblicato il rapporto annuale dell’Agenzia Europea per i Medicinali

Il 2025 è stato un anno di svolta per l’EMA, l’agenzia europea responsabile della valutazione e della supervisione dei medicinali nell’Unione europea. Nel suo Rapporto annuale 2025, EMA evidenzia i progressi compiuti nell’innovazione farmaceutica, nella digitalizzazione, nella gestione delle carenze di medicinali e nella cooperazione internazionale, in un contesto segnato da profonde trasformazioni normative e tecnologiche. L’anno ha inoltre coinciso con il trentesimo anniversario dell’EMA, un’occasione per riflettere sui risultati raggiunti e per delineare una visione strategica orientata al futuro.

Oltre cento nuovi medicinali raccomandati per l’autorizzazione

Tra i risultati più significativi del 2025 figura la raccomandazione all’autorizzazione di 104 medicinali per uso umano. Tra questi si distinguono:

  • un nuovo trattamento per il tumore della vescica, che ogni anno colpisce oltre 200.000 persone nell’UE;
  • un vaccino contro il virus Chikungunya destinato ad adolescenti e adulti;
  • il primo farmaco orale per la depressione post-partum, una condizione che interessa numerose donne dopo il parto.

Particolare attenzione è stata riservata alle malattie rare: 16 dei medicinali raccomandati erano destinati a pazienti affetti da patologie rare, confermando il ruolo dell’EMA nel favorire l’accesso a terapie innovative per bisogni medici ancora insoddisfatti.

Anche il settore veterinario ha registrato risultati record. Per il secondo anno consecutivo, l’EMA ha raccomandato un numero senza precedenti di medicinali veterinari: 30 prodotti, tra cui 16 vaccini e 13 nuove sostanze attive mai autorizzate in precedenza nell’Unione europea.

Lotta alle carenze: una risposta sempre più coordinata

Negli ultimi anni il mandato dell’EMA è stato ampliato per consentire una gestione più efficace delle carenze di farmaci. Nel 2025 è entrata pienamente in funzione la European Shortages Monitoring Platform (ESMP), una piattaforma che permette lo scambio rapido di informazioni tra aziende farmaceutiche e autorità regolatorie sui livelli di domanda e offerta.

L’EMA coordina inoltre la Lista europea dei medicinali critici e ha attivato in diverse occasioni il Meccanismo volontario di solidarietà tra Stati membri per affrontare situazioni di scarsità di farmaci essenziali. Secondo l’Agenzia, il futuro Critical Medicines Act rafforzerà ulteriormente la capacità dell’Europa di prevenire e gestire interruzioni delle forniture.

Intelligenza artificiale e dati real-world: dalla sperimentazione all’applicazione

Nel 2025 l’EMA ha pubblicato il suo primo rapporto osservatorio sull’uso dell’IA nel settore farmaceutico, documentando applicazioni concrete in ambiti quali:

  • analisi automatizzata di immagini mediche per malattie epatiche;
  • valutazione della progressione dell’artrite psoriasica attraverso algoritmi di machine learning;
  • utilizzo di “gemelli digitali” (digital twins) nella sperimentazione clinica delle malattie rare.

Parallelamente, l’Agenzia ha collaborato con la Food and Drug Administration (FDA) statunitense per definire principi comuni sull’impiego dell’intelligenza artificiale nello sviluppo dei medicinali.

Oltre 100 casi d’uso dell’IA sono attualmente in fase di valutazione all’interno della rete regolatoria europea, con potenziali applicazioni che spaziano dalla redazione dei rapporti scientifici alla farmacovigilanza e alla gestione delle carenze di medicinali.

Una nuova strategia per rafforzare la competitività europea

Infine, il 2025 ha visto il lancio ufficiale della Strategia della Rete delle Agenzie Europee dei Medicinali (EMANS) fino al 2028. Il piano punta a rafforzare la competitività dell’Europa nello sviluppo e nella produzione di medicinali, promuovendo l’utilizzo dei dati e dell’intelligenza artificiale lungo tutto il ciclo di vita dei farmaci.

Per l’EMA, il 2025 rappresenta quindi non solo un anno di celebrazioni, ma soprattutto l’inizio di una nuova fase caratterizzata da una maggiore integrazione europea, dall’uso strategico dei dati e dell’intelligenza artificiale e da un impegno crescente per garantire ai cittadini un accesso rapido, sicuro ed equo alle innovazioni terapeutiche.

 

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Altro

Esiti del Consiglio EPSCO Salute

Lo scorso 16 giugno, i Ministri della Salute dell’Unione Europea si sono riuniti a Lussemburgo per la sessione del Consiglio EPSCO Salute dedicata alle principali sfide regolatorie e strategiche del settore sanitario.

Nel corso dei lavori, sono stati esaminati diversi dossier strategici per il futuro delle politiche sanitarie europee, con particolare attenzione alla loro competitività, innovazione e resilienza.

Tra i principali risultati formali della sessione figura il raggiungimento di un orientamento generale sulla proposta di direttiva che disciplina l’immissione sul mercato di microrganismi geneticamente modificati e la lavorazione di organi umani.

Questo passo rappresenta la prima fase legislativa del più ampio quadro di interventi noto come “European Biotech Act I“, volto a promuovere lo sviluppo e l’industrializzazione sicura delle biotecnologie applicate all’ambito della salute e della bio-produzione all’interno del contesto comunitario.

IL RUOLO DEL CONSIGLIO EPSCO SALUTE TRA FARMACI E DISPOSITIVI MEDICI

Le delegazioni dei diversi Stati membri hanno dedicato un articolato dibattito orientativo anche alla proposta di regolamento per lo sviluppo delle biotecnologie sanitarie, esplorando le modalità più idonee per stimolare gli investimenti industriali e salvaguardare l’eccellenza scientifica continentale attraverso quadri normativi agili.

Parallelamente, il Consiglio EPSCO Salute ha preso in esame la relazione sullo stato di avanzamento dei lavori relativi alla proposta di regolamento di semplificazione per i dispositivi medici e i dispositivi medico-diagnostici in vitro (MDR/IVDR).

L’obiettivo dell’iniziativa è ridurre il carico burocratico e l’incertezza regolatoria per le imprese, prevenendo il rischio di carenze o indisponibilità di dispositivi essenziali per i pazienti.

I Ministri hanno inoltre approfondito le strategie per garantire l’autonomia strategica e la resilienza farmaceutica dell’Unione, analizzando la sicurezza delle catene di approvvigionamento e il sostegno alla produzione interna europea di medicinali critici.

A conclusione della sessione, i Ministri hanno esaminato gli sviluppi epidemiologici legati al virus Ebola Bundibugyo nell’Africa centrale, lo stato dell’arte del Critical Medicines Act e i progressi sul trattato internazionale per la prevenzione e risposta alle pandemie.

Il dibattito ha inoltre toccato l’impatto sanitario della direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane, per poi concludersi con la presentazione del programma di lavoro della futura presidenza irlandese del Consiglio dell’UE, destinata a succedere al mandato di Cipro a partire dal 1° luglio 2026.

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Salute Globale

ECDC ed EFSA pubblicano mappe aggiornate sulla distribuzione dei vettori di malattia in Europa

Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) e l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) hanno pubblicato un aggiornamento delle mappe che mostrano la distribuzione geografica dei principali vettori di malattia in Europa, tra cui zanzare, zecche, flebotomi e culicoidi. Le nuove mappe rappresentano uno strumento fondamentale per monitorare l’evoluzione dei rischi legati alle malattie trasmesse da vettori e per supportare le attività di prevenzione e preparedness delle autorità sanitarie europee.

Le informazioni derivano da VectorNet, il progetto congiunto di ECDC ed EFSA che raccoglie, valida e aggiorna dati sulla presenza e diffusione dei vettori in Europa. Il database integra informazioni provenienti da esperti e istituzioni nazionali, fornendo una panoramica dettagliata della distribuzione delle specie che possono trasmettere agenti patogeni rilevanti per la salute umana e animale.

Tra le principali novità dell’aggiornamento figura la prima segnalazione documentata dell’introduzione della zanzara Aedes aegypti in Lussemburgo. Questa specie è considerata uno dei più importanti vettori di malattie virali quali dengue, chikungunya, febbre gialla e Zika. Le mappe riportano inoltre nuove informazioni sulla distribuzione della specie Culex tritaeniorhynchus in Grecia. Secondo gli esperti, tali cambiamenti riflettono in parte il rafforzamento delle attività di sorveglianza e la disponibilità di nuovi dati, pur non escludendo una possibile espansione della specie.

L’aggiornamento evidenzia anche l’espansione della presenza di diverse specie invasive di zanzare. Rispetto alla precedente rilevazione del 2025, sono stati identificati 41 nuovi territori amministrativi europei in cui una o più specie invasive del genere Aedes risultano stabilmente insediate.

Le malattie trasmesse da vettori rappresentano una sfida crescente per la salute pubblica in Europa. Cambiamenti climatici, urbanizzazione, mobilità delle persone e commercio internazionale stanno contribuendo alla diffusione di specie vettoriali in aree precedentemente non interessate. In questo contesto, strumenti di sorveglianza come VectorNet consentono di individuare precocemente i cambiamenti nella distribuzione dei vettori e di pianificare interventi mirati per ridurre il rischio di trasmissione di malattie infettive.

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Salute Globale

OMS: pubblicata una guida per integrare la salute pubblica nei sistemi sanitari

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha pubblicato il documento Improving public health in health systems: guidance for country-level policies and actions, una guida rivolta ai decisori politici, ai professionisti della salute e a tutti gli attori coinvolti nella pianificazione e nell’organizzazione dei servizi sanitari.

La pubblicazione parte dalla consapevolezza che i sistemi sanitari si trovano oggi ad affrontare sfide sempre più complesse e interconnesse: l’aumento delle malattie non trasmissibili, il persistere delle minacce infettive, gli effetti dei cambiamenti climatici sulla salute, l’invecchiamento della popolazione, le crisi umanitarie e le crescenti disuguaglianze sociali e territoriali.

A queste criticità si aggiungono le conseguenze lasciate dalla pandemia di COVID-19, che ha evidenziato l’importanza di disporre di solide capacità di salute pubblica e, al tempo stesso, la fragilità di molti sistemi sanitari nel garantire una risposta coordinata ed efficace.

Secondo l’OMS, una delle principali lezioni apprese negli ultimi anni è che la salute pubblica non può essere considerata un ambito separato dall’assistenza sanitaria.

Al contrario, le funzioni essenziali di sanità pubblica devono essere integrate nella governance, nel finanziamento, nell’organizzazione e nell’erogazione dei servizi. In questo senso, il documento si propone di fornire un quadro operativo per sostenere i Paesi nel rafforzamento delle Essential Public Health Functions (EPHFs), ossia quell’insieme di attività indispensabili per proteggere e promuovere la salute delle popolazioni.

Tra queste rientrano la sorveglianza epidemiologica, la preparazione e la risposta alle emergenze sanitarie, la promozione della salute, la prevenzione delle malattie, la protezione della salute ambientale, il coinvolgimento delle comunità, la produzione e l’utilizzo delle evidenze scientifiche e lo sviluppo di politiche pubbliche orientate all’equità.

OMS E SISTEMI SANITARI: INTEGRARE LE FUNZIONI ESSENZIALI DI SALUTE PUBBLICA

Uno degli elementi più rilevanti della guida riguarda l’utilizzo del modello dei sei building blocks dei sistemi sanitari, elaborato dall’OMS, come strumento per individuare modalità concrete di integrazione della salute pubblica nelle strutture e nei processi esistenti.

Il documento, infatti, propone una serie di azioni operative riferite a ciascun building block: leadership e governance, finanziamento, personale sanitario, sistemi informativi, accesso ai prodotti sanitari essenziali ed erogazione dei servizi.

Per quanto riguarda la governance, l’OMS sottolinea la necessità di definire chiaramente ruoli e responsabilità, promuovendo meccanismi di coordinamento intersettoriale e adottando approcci whole-of-government e whole-of-society, in grado di coinvolgere istituzioni, professionisti, comunità e altri settori che incidono sui determinanti della salute.

Sul piano del finanziamento, viene evidenziata l’importanza di garantire investimenti adeguati e sostenibili per le attività di sanità pubblica, superando logiche emergenziali e assicurando continuità alle azioni di prevenzione e promozione della salute.

Un’attenzione particolare è dedicata inoltre alla workforce, riconosciuta come una componente fondamentale per il rafforzamento dei sistemi sanitari. Il documento invita i Paesi a investire nello sviluppo di competenze specifiche in ambito di salute pubblica, nella formazione continua e nella pianificazione strategica del personale.

Analogamente, viene ribadito il ruolo cruciale dei sistemi informativi sanitari, che devono essere in grado di raccogliere, integrare e utilizzare dati affidabili per orientare le decisioni e monitorare l’efficacia degli interventi.

Anche l’erogazione dei servizi rappresenta un ambito centrale della guida. Viene richiamata la necessità di integrare le funzioni essenziali di sanità pubblica nei percorsi di assistenza e nei servizi territoriali, affinché prevenzione, promozione della salute, sorveglianza e risposta ai rischi non siano considerate attività separate, ma parte dell’organizzazione ordinaria dei sistemi sanitari. Questo significa rafforzare il collegamento tra sanità pubblica, cure primarie, servizi di comunità e altri livelli di assistenza, con l’obiettivo di garantire interventi più accessibili, continui e coerenti con i bisogni della popolazione.

La guida non propone un modello unico valido per tutti i contesti, ma incoraggia ciascun Paese ad adattare le raccomandazioni alle proprie caratteristiche istituzionali, organizzative e socioeconomiche.

L’obiettivo finale è favorire la costruzione di sistemi sanitari più resilienti, equi e orientati ai bisogni delle persone, nei quali le funzioni essenziali di salute pubblica siano riconosciute come una componente strutturale e non come un insieme di attività aggiuntive.

In questa prospettiva, il documento rappresenta uno strumento utile per accompagnare i processi di trasformazione dei sistemi sanitari e rafforzarne la capacità di rispondere sia alle emergenze sia alle sfide di lungo periodo legate alla salute delle popolazioni.

 

 

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comunicazione in salute Salute Globale

31 maggio: giornata mondiale senza tabacco

La giornata mondiale senza tabacco si celebra il 31 maggio 2026 con una campagna dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) dedicata alla protezione dei giovani dalle strategie commerciali dell’industria del tabacco e della nicotina.

La ricorrenza, promossa ogni anno dall’OMS, richiama l’attenzione sugli effetti del consumo di tabacco e nicotina sulla salute e sulle politiche necessarie per ridurre il numero di fumatori e prevenire l’avvicinamento dei più giovani a sigarette tradizionali, prodotti a tabacco riscaldato, sigarette elettroniche e altri dispositivi contenenti nicotina.

L’edizione 2025 della giornata mondiale senza tabacco aveva richiamato l’attenzione sulle strategie dell’industria del tabacco rivolte ai giovani; la campagna OMS 2026 approfondisce ulteriormente il tema della protezione delle nuove generazioni dal marketing dei prodotti contenenti nicotina.

Per l’edizione 2026, l’OMS pone particolare attenzione alle modalità con cui l’industria utilizza marketing, packaging, aromi e strumenti digitali per rendere questi prodotti più attrattivi soprattutto per adolescenti e giovani adulti.

Secondo l’OMS, milioni di giovani nel mondo utilizzano prodotti contenenti tabacco o nicotina e l’età di inizio del consumo rimane particolarmente bassa in molti Paesi. La campagna evidenzia che la diffusione di aromi, design accattivanti, influencer marketing e pubblicità sui social media contribuisce a rendere questi prodotti più accessibili e percepiti come meno rischiosi.

L’OMS, inoltre, richiama l’attenzione sui rischi legati alla dipendenza da nicotina e sugli effetti che il consumo di tabacco può avere sulla salute cardiovascolare, respiratoria e mentale e invita governi, istituzioni e società civile ad adottare misure più efficaci per limitare l’esposizione dei giovani al marketing del tabacco e rafforzare le politiche di prevenzione.

La campagna 2026 promuove anche una maggiore regolamentazione dei prodotti contenenti nicotina e sottolinea l’importanza di ambienti liberi dal fumo, tassazione, avvertenze sanitarie e limitazioni pubblicitarie come strumenti di tutela della salute pubblica.

L’OMS evidenzia la necessità di contrastare le strategie commerciali che puntano a normalizzare il consumo di nicotina tra i più giovani, anche attraverso l’utilizzo di linguaggi e strumenti digitali pensati specificamente per il pubblico adolescente.

GIORNATA MONDIALE SENZA TABACCO E PREVENZIONE SANITARIA

La campagna 2026 sottolinea che la riduzione del consumo di tabacco rappresenta uno degli strumenti più efficaci per prevenire malattie cardiovascolari, respiratorie e oncologiche, oltre a contribuire alla sostenibilità dei sistemi sanitari.

L’iniziativa rientra nelle attività promosse dall’OMS nell’ambito della Convenzione quadro per il controllo del tabacco (WHO Framework Convention on Tobacco Control – WHO FCTC), il trattato internazionale adottato per sostenere politiche pubbliche dedicate alla riduzione del consumo di tabacco e alla protezione della salute pubblica, per rafforzare la consapevolezza sui rischi legati al tabacco e alla nicotina e a promuovere interventi mirati soprattutto nei confronti delle nuove generazioni.

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cure integrate bandi digital health lotta contro il cancro workforce

EU4Health Work Programme 2027: aperta consultazione mirata sulle priorità UE

La Commissione europea ha avviato una consultazione mirata sul futuro EU4Health Work Programme 2027, invitando stakeholder, autorità sanitarie, organizzazioni della società civile, ricercatori, professionisti sanitari e cittadini a contribuire alla definizione delle future priorità strategiche del principale programma europeo dedicato alla salute pubblica.

La consultazione resterà aperta fino al 12 giugno 2026.

EU4Health Work Programme 2027: focus su priorità strategiche e bisogni emergenti

L’iniziativa mira a raccogliere contributi su orientamenti strategici, bisogni emergenti e possibili aree di investimento da includere nel programma di lavoro 2027 di EU4Health, lo strumento finanziario dell’UE creato per rafforzare la resilienza dei sistemi sanitari europei dopo la pandemia di COVID-19.

Secondo la Commissione europea, la consultazione si concentrerà su cinque grandi aree di intervento, con l’obiettivo di orientare le future azioni dell’UE in materia di salute pubblica, preparedness sanitaria, innovazione, prevenzione e accesso alle cure:

  •  preparazione alle crisi e minacce transfrontaliere,
  • promozione della salute e prevenzione,
  • sistemi sanitari e personale sanitario,
  • trasformazione digitale,
  • cancro e malattie non trasmissibili.

Il programma EU4Health finanzia autorità nazionali, organizzazioni sanitarie e altri enti attraverso grant e procurement pubblici, sostenendo iniziative europee in ambiti quali malattie non trasmissibili, salute digitale, sicurezza sanitaria, accesso ai medicinali e rafforzamento della workforce sanitaria.

La consultazione rappresenta inoltre un passaggio preparatorio fondamentale per definire il futuro orientamento delle politiche sanitarie europee e individuare le priorità che saranno tradotte nelle future call for proposals e azioni finanziate nell’ambito del Work Programme 2027.

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Summer School del ProMIS – Napoli, 30 giugno – 1-2 luglio 2026

Il Programma Mattone Internazionale Salute – ProMIS sta organizzando la 6° Edizione della Summer School del ProMIS dal titolo “Equità e integrazione nei sistemi di salute pubblica. Dalle politiche europee all’implementazione territoriale: strumenti, pratiche e approcci integrati tra ricerca, comunicazione e apprendimento collaborativo“.

L’evento dedicato a a professionisti del sistema salute (policy makers, dirigenti sanitari, referenti di progetto, tecnici, amministrativi, clinici, ricercatori e professionisti della comunicazione) quali attori dell’equità e dell’integrazione nei sistemi di salute pubblica prenderà luogo dal 30 giugno al 2 luglio p.v. a Napoli.

La lingua principale dell’evento è l’italiano. Per le sessioni in lingua inglese è previsto il servizio di traduzione simultanea tramite smartphone.  Di seguito riportiamo le ISTRUZIONI per accedere al servizio.

 
E’ possibile seguire in DIRETTA STREAMING le sole SESSIONI PLENARIE, secondo il seguente programma:
  • 30 GIUGNO 2026 (14.00 – 16.30) – Sessione plenaria introduttiva: equità, integrazione e salute pubblica nelle politiche europee
  • 30 GIUGNO 2026 (17.00 – 18.45) – Sessione plenaria: comprendere le disuguaglianze e gli strumenti europei di contrasto
  • 01 LUGLIO 2026 (09.30 – 11.00) – Sessione plenaria: immagini, narrazioni e linguaggi visivi a supporto della ricerca
  • 02 LUGLIO 2026 (09.30 – 11.45) – Sessione plenaria: equità e programmazione europea post-2027

La diretta verrà trasmetta nella pagina “LIVE” del canale YouTube del ProMIS.

DOCUMENTI UTILI
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cure integrate

Presentazione di un nuovo studio sulla ricerca e l’innovazione sanitaria centrata sul paziente nell’UE

La ricerca sanitaria centrata sul paziente è al centro del nuovo studio “Patient-centred health research and innovation in the EU”, dedicato all’analisi di come preferenze, bisogni ed esperienze dei pazienti vengano integrati nei processi di ricerca e innovazione sanitaria nell’Unione europea.

Lo studio, richiesto dalla Commissione per la sanità pubblica del Parlamento europeo (SANT), evidenzia come il concetto di patient-centredness stia assumendo un ruolo crescente nel panorama europeo della salute, pur rimanendo ancora applicato in modo disomogeneo tra Stati membri, programmi di finanziamento e contesti di ricerca.

Il documento – basato su casi analizzati in Germania, Paesi Bassi e Belgio, oltre che su interviste e contributi provenienti da diversi stakeholder del settore sanitario e della ricerca – definisce la ricerca sanitaria centrata sul paziente come «l’integrazione intenzionale e sistematica delle preferenze, delle prospettive e delle esperienze vissute dai pazienti lungo tutto il ciclo della ricerca e innovazione sanitaria».

Il report sottolinea come questo approccio rappresenti un progressivo superamento del modello esclusivamente biomedico, storicamente focalizzato soprattutto sull’evidenza scientifica e sulla malattia, per riconoscere invece il paziente come persona portatrice di bisogni, valori ed esperienza diretta. In questo contesto, il coinvolgimento dei pazienti non viene descritto soltanto come consultazione occasionale, ma come partecipazione attiva alla definizione delle priorità di ricerca, alla progettazione degli studi, alla governance e alla valutazione dei risultati.

Uno degli aspetti centrali evidenziati dal documento riguarda la frammentazione del panorama europeo. Secondo lo studio, non esiste ancora una definizione condivisa di patient-centredness e termini come “patient engagement”, “patient involvement” e “patient-centred care” vengono spesso utilizzati in modo intercambiabile nei diversi contesti nazionali e istituzionali.

Anche il livello di coinvolgimento dei pazienti varia notevolmente: si passa da modelli limitati alla semplice informazione o consultazione fino a forme più avanzate di partnership e co-creazione. Il report richiama inoltre il principio “nothing about us without us”, sottolineando l’importanza di includere i pazienti fin dalle prime fasi decisionali della ricerca sanitaria.

RICERCA SANITARIA CENTRATA SUL PAZIENTE: IMPLICAZIONI PER L’INNOVAZIONE EUROPEA

Lo studio dedica ampio spazio anche agli strumenti europei di finanziamento, evidenziando come programmi quali Horizon Europe, Innovative Health Initiative (IHI) Innovative Health Initiative (IHI) ed EU4Health stiano progressivamente rafforzando l’attenzione verso approcci patient-centred.

Tuttavia, secondo il report, il coinvolgimento dei pazienti rimane ancora troppo spesso confinato a singoli progetti o attività specifiche, senza essere integrato in modo sistematico nei processi di governance e nelle decisioni strategiche della ricerca sanitaria.

Il documento richiama inoltre un dato significativo: l’investimento pubblico europeo nella ricerca e innovazione sanitaria ammonta a circa 11 miliardi di euro l’anno, ma attualmente non esistono dati consolidati sulla quota realmente destinata ad attività patient-centred.

Tra le principali criticità individuate figurano la mancanza di metodologie standardizzate per misurare l’impatto del coinvolgimento dei pazienti, l’assenza di indicatori comuni e il rischio che alcune attività di engagement restino esercizi formali più che processi realmente partecipativi.

Lo studio evidenzia inoltre come il coinvolgimento dei pazienti possa migliorare rilevanza, qualità e applicabilità concreta della ricerca sanitaria, contribuendo a definire priorità più vicine ai bisogni reali delle persone e favorendo maggiore adesione ai trattamenti, soddisfazione dei pazienti e qualità dei risultati.

Il report richiama anche il ruolo crescente di organismi europei come EMA e delle organizzazioni di pazienti nello sviluppo di pratiche di partecipazione più strutturate, nonché l’importanza di strumenti di formazione e capacity building come quelli sviluppati da EUPATI per rafforzare il coinvolgimento dei pazienti nella ricerca e sviluppo dei medicinali.

Il tema si inserisce nel più ampio dibattito europeo sulla trasformazione dei sistemi sanitari verso modelli maggiormente integrati, partecipativi e orientati al valore, nei quali la prospettiva dei pazienti viene considerata sempre più un elemento strategico per la definizione delle politiche di salute e innovazione sanitaria.

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European Public Health Week – EUPHW 2026

Dal 4 all’8 maggio 2026 si svolge la European Public Health Week (EUPHW), iniziativa annuale promossa dalla European Public Health Association (EUPHA) che coinvolge istituzioni, ricercatori, professionisti e comunità in tutta Europa per promuovere la salute pubblica, condividere conoscenze e stimolare azioni concrete sui principali determinanti di salute.

EUPHW 2026: focus su investimenti per la salute sostenibile

L’edizione 2026 è dedicata al tema “investing for sustainable health and well-being”, con l’obiettivo di rafforzare sistemi sanitari, prevenzione e benessere a lungo termine attraverso politiche integrate e basate sull’evidenza.

La settimana prevede centinaia di eventi tra conferenze, workshop e iniziative locali distribuite in diversi Paesi europei, con il coinvolgimento di organizzazioni pubbliche, università, società scientifiche e cittadini.

Ogni giornata è dedicata a un tema specifico, tra cui: integrazione della salute in tutte le politiche, equità negli investimenti sanitari, salute mentale, contrasto alla disinformazione e rafforzamento della forza lavoro sanitaria.

L’iniziativa rappresenta uno strumento di coordinamento e sensibilizzazione a livello europeo, volto a rafforzare la collaborazione tra Paesi e a rendere più visibile il ruolo della sanità pubblica nel rispondere alle sfide contemporanee, tra cui disuguaglianze, crisi sociali e cambiamenti ambientali.

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Salute mentale

Nuova Fact Sheet informativa dell’OMS Europa sulla salute mentale

La salute mentale rappresenta una componente fondamentale della salute e del benessere delle persone ed è oggi una priorità crescente per i sistemi sanitari europei. L’Ufficio regionale per l’Europa della World Health Organization (OMS) ha pubblicato una nuova fact sheet informativa sulla salute mentale, che offre una panoramica aggiornata dei principali dati e delle sfide che interessano la Regione europea.

Secondo l’OMS, circa una persona su sei nella Regione europea – circa 140 milioni di persone – vive con una condizione di salute mentale. I disturbi mentali comprendono un ampio spettro di condizioni che possono influenzare il modo in cui le persone pensano, percepiscono la realtà, gestiscono le emozioni o interagiscono con gli altri.

Nonostante l’elevato impatto sulla salute e sulla qualità della vita, l’accesso ai servizi rimane ancora limitato e molte persone con disturbi mentali non ricevono il supporto o il trattamento adeguato: fino a una persona su tre con una condizione di salute mentale non riceve il trattamento necessario, mentre tra le persone con psicosi, circa una su quattro non riceve alcuna forma di assistenza formale..

La fact sheet evidenzia inoltre il forte impatto della salute mentale sulla mortalità. Nella Regione europea dell’OMS oltre 120mila persone muoiono ogni anno per suicidio, pari a più di 300 decessi al giorno. Il suicidio rappresenta una delle principali cause di morte tra i giovani di età compresa tra i 15 e i 29 anni, evidenziando la necessità di rafforzare gli interventi di prevenzione e i servizi di supporto psicologico.

L’OMS sottolinea come la salute mentale sia influenzata da molteplici fattori, tra cui condizioni socio-economiche, ambiente di vita, relazioni sociali, lavoro, istruzione e accesso ai servizi sanitari.

Gli adolescenti sono particolarmente esposti ai rischi digitali: secondo i dati riportati nella fact sheet, oltre l’11% degli adolescenti segnala comportamenti problematici legati all’uso dei social media, un fenomeno che può influenzare negativamente il benessere psicologico.

La solitudine rappresenta un fattore di rischio crescente e l’OMS evidenzia livelli significativi di isolamento sociale: il 28% delle ragazze di 15 anni riferisce di sentirsi sola, mentre circa una persona su quattro oltre i 60 anni segnala sentimenti di solitudine.

Per questo motivo, la promozione del benessere mentale richiede un approccio multisettoriale, che coinvolga non solo il settore sanitario ma anche politiche sociali, educative e del lavoro.

SALUTE MENTALE E SISTEMI SANITARI: LE PRIORITÀ PER IL FUTURO

La nuova fact sheet evidenzia come il rafforzamento della salute mentale richieda sistemi sanitari più accessibili, inclusivi e orientati alla comunità. In molti Paesi europei i servizi di salute mentale sono ancora concentrati in strutture specialistiche o ospedaliere, mentre l’OMS promuove modelli di assistenza basati sulla comunità e integrati nell’assistenza sanitaria primaria.

Tra le priorità indicate figurano il miglioramento dell’accesso ai servizi, la riduzione dello stigma e della discriminazione associati ai disturbi mentali, il rafforzamento delle politiche pubbliche e la promozione della prevenzione lungo tutto l’arco della vita. L’OMS evidenzia, inoltre, l’importanza di coinvolgere attivamente le persone con esperienza diretta di disturbi mentali, le comunità e le organizzazioni della società civile nello sviluppo delle politiche e dei servizi.

Il tema della salute mentale è al centro di numerose iniziative europee e rappresenta un ambito sempre più rilevante anche per le politiche sanitarie nazionali. La fact sheet sottolinea la necessità di rafforzare modelli di assistenza alla salute mentale basati sulla comunità e integrati nell’assistenza sanitaria primaria, promuovendo servizi più accessibili e vicini alle persone.

 

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