Summer School del ProMIS – Napoli, 30 giugno – 1-2 luglio 2026

Il Programma Mattone Internazionale Salute – ProMIS sta organizzando la 6° Edizione della Summer School del ProMIS dal titolo “Equità e integrazione nei sistemi di salute pubblica. Dalle politiche europee all’implementazione territoriale: strumenti, pratiche e approcci integrati tra ricerca, comunicazione e apprendimento collaborativo“.

L’evento, rivolto a professionisti del sistema salute (policy makers, dirigenti sanitari, referenti di progetto, tecnici, amministrativi, clinici, ricercatori e professionisti della comunicazione) quali attori dell’equità e dell’integrazione nei sistemi di salute pubblica, si svolgerà in forma ibrida a Napoli dal 30 GIUGNO al 2 LUGLIO pp.vv.

Per partecipare ONSITE all’evento, i candidati dovranno essere selezionati dal proprio referente regionale ProMIS di riferimento.

Sarà invece possibile partecipare ONLINE alle sole SESSIONI PLENARIE. Nei prossimi giorni sarà reso disponibile, su questa pagina, il LINK per le iscrizioni.
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cure integrate

Presentazione di un nuovo studio sulla ricerca e l’innovazione sanitaria centrata sul paziente nell’UE

La ricerca sanitaria centrata sul paziente è al centro del nuovo studio “Patient-centred health research and innovation in the EU”, dedicato all’analisi di come preferenze, bisogni ed esperienze dei pazienti vengano integrati nei processi di ricerca e innovazione sanitaria nell’Unione europea.

Lo studio, richiesto dalla Commissione per la sanità pubblica del Parlamento europeo (SANT), evidenzia come il concetto di patient-centredness stia assumendo un ruolo crescente nel panorama europeo della salute, pur rimanendo ancora applicato in modo disomogeneo tra Stati membri, programmi di finanziamento e contesti di ricerca.

Il documento – basato su casi analizzati in Germania, Paesi Bassi e Belgio, oltre che su interviste e contributi provenienti da diversi stakeholder del settore sanitario e della ricerca – definisce la ricerca sanitaria centrata sul paziente come «l’integrazione intenzionale e sistematica delle preferenze, delle prospettive e delle esperienze vissute dai pazienti lungo tutto il ciclo della ricerca e innovazione sanitaria».

Il report sottolinea come questo approccio rappresenti un progressivo superamento del modello esclusivamente biomedico, storicamente focalizzato soprattutto sull’evidenza scientifica e sulla malattia, per riconoscere invece il paziente come persona portatrice di bisogni, valori ed esperienza diretta. In questo contesto, il coinvolgimento dei pazienti non viene descritto soltanto come consultazione occasionale, ma come partecipazione attiva alla definizione delle priorità di ricerca, alla progettazione degli studi, alla governance e alla valutazione dei risultati.

Uno degli aspetti centrali evidenziati dal documento riguarda la frammentazione del panorama europeo. Secondo lo studio, non esiste ancora una definizione condivisa di patient-centredness e termini come “patient engagement”, “patient involvement” e “patient-centred care” vengono spesso utilizzati in modo intercambiabile nei diversi contesti nazionali e istituzionali.

Anche il livello di coinvolgimento dei pazienti varia notevolmente: si passa da modelli limitati alla semplice informazione o consultazione fino a forme più avanzate di partnership e co-creazione. Il report richiama inoltre il principio “nothing about us without us”, sottolineando l’importanza di includere i pazienti fin dalle prime fasi decisionali della ricerca sanitaria.

RICERCA SANITARIA CENTRATA SUL PAZIENTE: IMPLICAZIONI PER L’INNOVAZIONE EUROPEA

Lo studio dedica ampio spazio anche agli strumenti europei di finanziamento, evidenziando come programmi quali Horizon Europe, Innovative Health Initiative (IHI) Innovative Health Initiative (IHI) ed EU4Health stiano progressivamente rafforzando l’attenzione verso approcci patient-centred.

Tuttavia, secondo il report, il coinvolgimento dei pazienti rimane ancora troppo spesso confinato a singoli progetti o attività specifiche, senza essere integrato in modo sistematico nei processi di governance e nelle decisioni strategiche della ricerca sanitaria.

Il documento richiama inoltre un dato significativo: l’investimento pubblico europeo nella ricerca e innovazione sanitaria ammonta a circa 11 miliardi di euro l’anno, ma attualmente non esistono dati consolidati sulla quota realmente destinata ad attività patient-centred.

Tra le principali criticità individuate figurano la mancanza di metodologie standardizzate per misurare l’impatto del coinvolgimento dei pazienti, l’assenza di indicatori comuni e il rischio che alcune attività di engagement restino esercizi formali più che processi realmente partecipativi.

Lo studio evidenzia inoltre come il coinvolgimento dei pazienti possa migliorare rilevanza, qualità e applicabilità concreta della ricerca sanitaria, contribuendo a definire priorità più vicine ai bisogni reali delle persone e favorendo maggiore adesione ai trattamenti, soddisfazione dei pazienti e qualità dei risultati.

Il report richiama anche il ruolo crescente di organismi europei come EMA e delle organizzazioni di pazienti nello sviluppo di pratiche di partecipazione più strutturate, nonché l’importanza di strumenti di formazione e capacity building come quelli sviluppati da EUPATI per rafforzare il coinvolgimento dei pazienti nella ricerca e sviluppo dei medicinali.

Il tema si inserisce nel più ampio dibattito europeo sulla trasformazione dei sistemi sanitari verso modelli maggiormente integrati, partecipativi e orientati al valore, nei quali la prospettiva dei pazienti viene considerata sempre più un elemento strategico per la definizione delle politiche di salute e innovazione sanitaria.

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comunicazione in salute cure integrate digital health lotta contro il cancro Salute Globale Salute mentale workforce

European Public Health Week – EUPHW 2026

Dal 4 all’8 maggio 2026 si svolge la European Public Health Week (EUPHW), iniziativa annuale promossa dalla European Public Health Association (EUPHA) che coinvolge istituzioni, ricercatori, professionisti e comunità in tutta Europa per promuovere la salute pubblica, condividere conoscenze e stimolare azioni concrete sui principali determinanti di salute.

EUPHW 2026: focus su investimenti per la salute sostenibile

L’edizione 2026 è dedicata al tema “investing for sustainable health and well-being”, con l’obiettivo di rafforzare sistemi sanitari, prevenzione e benessere a lungo termine attraverso politiche integrate e basate sull’evidenza.

La settimana prevede centinaia di eventi tra conferenze, workshop e iniziative locali distribuite in diversi Paesi europei, con il coinvolgimento di organizzazioni pubbliche, università, società scientifiche e cittadini.

Ogni giornata è dedicata a un tema specifico, tra cui: integrazione della salute in tutte le politiche, equità negli investimenti sanitari, salute mentale, contrasto alla disinformazione e rafforzamento della forza lavoro sanitaria.

L’iniziativa rappresenta uno strumento di coordinamento e sensibilizzazione a livello europeo, volto a rafforzare la collaborazione tra Paesi e a rendere più visibile il ruolo della sanità pubblica nel rispondere alle sfide contemporanee, tra cui disuguaglianze, crisi sociali e cambiamenti ambientali.

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Salute mentale

Nuova Fact Sheet informativa dell’OMS Europa sulla salute mentale

La salute mentale rappresenta una componente fondamentale della salute e del benessere delle persone ed è oggi una priorità crescente per i sistemi sanitari europei. L’Ufficio regionale per l’Europa della World Health Organization (OMS) ha pubblicato una nuova fact sheet informativa sulla salute mentale, che offre una panoramica aggiornata dei principali dati e delle sfide che interessano la Regione europea.

Secondo l’OMS, circa una persona su sei nella Regione europea – circa 140 milioni di persone – vive con una condizione di salute mentale. I disturbi mentali comprendono un ampio spettro di condizioni che possono influenzare il modo in cui le persone pensano, percepiscono la realtà, gestiscono le emozioni o interagiscono con gli altri.

Nonostante l’elevato impatto sulla salute e sulla qualità della vita, l’accesso ai servizi rimane ancora limitato e molte persone con disturbi mentali non ricevono il supporto o il trattamento adeguato: fino a una persona su tre con una condizione di salute mentale non riceve il trattamento necessario, mentre tra le persone con psicosi, circa una su quattro non riceve alcuna forma di assistenza formale..

La fact sheet evidenzia inoltre il forte impatto della salute mentale sulla mortalità. Nella Regione europea dell’OMS oltre 120mila persone muoiono ogni anno per suicidio, pari a più di 300 decessi al giorno. Il suicidio rappresenta una delle principali cause di morte tra i giovani di età compresa tra i 15 e i 29 anni, evidenziando la necessità di rafforzare gli interventi di prevenzione e i servizi di supporto psicologico.

L’OMS sottolinea come la salute mentale sia influenzata da molteplici fattori, tra cui condizioni socio-economiche, ambiente di vita, relazioni sociali, lavoro, istruzione e accesso ai servizi sanitari.

Gli adolescenti sono particolarmente esposti ai rischi digitali: secondo i dati riportati nella fact sheet, oltre l’11% degli adolescenti segnala comportamenti problematici legati all’uso dei social media, un fenomeno che può influenzare negativamente il benessere psicologico.

La solitudine rappresenta un fattore di rischio crescente e l’OMS evidenzia livelli significativi di isolamento sociale: il 28% delle ragazze di 15 anni riferisce di sentirsi sola, mentre circa una persona su quattro oltre i 60 anni segnala sentimenti di solitudine.

Per questo motivo, la promozione del benessere mentale richiede un approccio multisettoriale, che coinvolga non solo il settore sanitario ma anche politiche sociali, educative e del lavoro.

SALUTE MENTALE E SISTEMI SANITARI: LE PRIORITÀ PER IL FUTURO

La nuova fact sheet evidenzia come il rafforzamento della salute mentale richieda sistemi sanitari più accessibili, inclusivi e orientati alla comunità. In molti Paesi europei i servizi di salute mentale sono ancora concentrati in strutture specialistiche o ospedaliere, mentre l’OMS promuove modelli di assistenza basati sulla comunità e integrati nell’assistenza sanitaria primaria.

Tra le priorità indicate figurano il miglioramento dell’accesso ai servizi, la riduzione dello stigma e della discriminazione associati ai disturbi mentali, il rafforzamento delle politiche pubbliche e la promozione della prevenzione lungo tutto l’arco della vita. L’OMS evidenzia, inoltre, l’importanza di coinvolgere attivamente le persone con esperienza diretta di disturbi mentali, le comunità e le organizzazioni della società civile nello sviluppo delle politiche e dei servizi.

Il tema della salute mentale è al centro di numerose iniziative europee e rappresenta un ambito sempre più rilevante anche per le politiche sanitarie nazionali. La fact sheet sottolinea la necessità di rafforzare modelli di assistenza alla salute mentale basati sulla comunità e integrati nell’assistenza sanitaria primaria, promuovendo servizi più accessibili e vicini alle persone.

 

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Altro

HTA: pubblicato il Rapporto Annuale 2025 del Gruppo di Coordinamento

Il Gruppo di coordinamento degli Stati membri sulla valutazione delle tecnologie sanitarie (HTACG) ha pubblicato il suo Rapporto Annuale 2025, fornendo una panoramica dettagliata del primo anno di applicazione del Regolamento UE sulla Valutazione delle Tecnologie Sanitarie. Il documento illustra i principali traguardi raggiunti dall’HTACG e dai suoi quattro sottogruppi, coprendo le valutazioni cliniche congiunte, le consultazioni scientifiche e il coinvolgimento degli esperti.

Nel corso del 2025, l’HTACG ha avviato 13 valutazioni cliniche congiunte focalizzate su nuovi prodotti oncologici e medicinali per terapie avanzate. Il rapporto evidenzia inoltre il lavoro preparatorio svolto per estendere, a partire dal 2026, le valutazioni cliniche congiunte anche ai dispositivi medici e ai dispositivi medico-diagnostici in vitro. Per quanto riguarda le consultazioni scientifiche congiunte, il Gruppo ne ha selezionate sette in due diversi periodi di richiesta, completandone quattro entro la fine dell’anno; quattro di queste consultazioni si sono svolte in parallelo con la consulenza scientifica fornita dall’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA).

Un aspetto rilevante del 2025 è stato il coinvolgimento diretto di 38 tra pazienti, caregiver e medici nelle valutazioni cliniche congiunte, oltre a 10 esperti nelle consultazioni scientifiche. Il rapporto annuale, oltre a soddisfare gli obblighi previsti dall’Articolo 6(4) del Regolamento, garantisce la massima trasparenza sul funzionamento del nuovo quadro normativo dell’UE per l’HTA. Il lavoro del Gruppo ha riguardato anche l’identificazione di tecnologie sanitarie emergenti e lo sviluppo di linee guida metodologiche e procedurali.

Per approfondire è possibile consultare i seguenti link ufficiali:

 

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Salute Globale

La Commissione investe 225 milioni di euro nei vaccini antinfluenzali di nuova generazione

La Commissione Europea ha stanziato 225 milioni di euro per accelerare lo sviluppo di vaccini antinfluenzali di nuova generazione. L’obiettivo è offrire una protezione più ampia contro diverse varianti del virus dell’influenza e garantire una rapida capacità di adattamento qualora emergesse un ceppo pandemico.

Il finanziamento sosterrà lo sviluppo di vaccini progettati per essere più facili da somministrare tramite naso, bocca o cerotti cutanei e che possano essere prodotti su larga scala rapidamente in caso di emergenza.

I virus dell’influenza si evolvono costantemente, rendendo necessario che la tecnologia vaccinale mantenga il passo. Questo investimento mira a rafforzare la capacità di risposta dell’Europa e a ampliare la pipeline di prodotti in fase di sviluppo, aumentando le probabilità che scoperte di laboratorio si trasformino in soluzioni concrete per i programmi di vaccinazione nazionali.

I contratti firmati avranno una durata di 98 mesi e copriranno l’intero sviluppo clinico fino all’autorizzazione all’immissione in commercio. Si tratta della prima volta che la Commissione utilizza il modello dell’appalto pre-commerciale per far avanzare i prodotti attraverso i test clinici, garantendo standard rigorosi di sicurezza, qualità ed efficacia e sostenendo innovazioni che potrebbero altrimenti arrestarsi senza l’intervento pubblico. Espandendo la capacità di produzione di vaccini e introducendo trattamenti innovativi, questo investimento aiuterà l’Europa e il mondo a essere più preparati per future epidemie o pandemie.

Hadja Lahbib, Commissaria per la Preparazione e la Gestione delle Crisi, ha evidenziato come questo investimento record metta l’innovazione al centro della sicurezza sanitaria. L’uso di tecnologie d’avanguardia e nuovi metodi di somministrazione faciliterà l’accesso ai vaccini per i gruppi vulnerabili, potenziando la competitività dell’industria farmaceutica UE e la resilienza contro future minacce globali.

L’investimento utilizza un modello di appalto pre-commerciale che finanzia la ricerca e lo sviluppo a condizioni favorevoli per favorire un mercato inclusivo, in particolare per le PMI. Il processo copre tre fasi di appalto pre-commerciale, inclusi lo sviluppo dei test clinici di fase I, II e III e lo sviluppo pre-mercato finalizzato all’autorizzazione all’immissione in commercio.

Queste azioni sono finanziate dall’Autorità per la preparazione e la risposta alle emergenze sanitarie della Commissione (Health Emergency Preparedness and Response Authority – HERA) nell’ambito del programma EU4Health e gestite dall’Agenzia esecutiva europea per la salute e il digitale (European Health and Digital Executive Agency – HaDEA).

I contratti sono stati siglati con i seguenti partner: Nivi Development P/S, Ethris Gmbh, Statens Serum Institut, Vismederi Srl, Stichting European Clinical Research Alliance On Infectious Diseases, Bavarian Nordic As, Evonik Operations Gmbh, Idt Biologika Gmbh, Sanofi Pasteur Sa e Sclavo Vaccines Association.

 

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Salute Globale

ECDC: azione di sostegno all’adesione per i paesi candidati UE – lotta alle malattie trasmissibili

L’ECDC (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie) ha ufficialmente avviato una nuova Azione di Sostegno all’Adesione per il periodo 2026-2029. L’iniziativa è stata formalizzata lo scorso 5 gennaio 2026 attraverso un accordo con la Commissione Europea (DG ENEST).

Il programma è rivolto ai paesi che beneficiano degli strumenti di assistenza pre-adesione (IPA) e di vicinato (NDICI), tra cui Albania, Bosnia ed Erzegovina, Kosovo, Montenegro, Macedonia del Nord, Serbia, Turchia, Moldova e Ucraina.

L’obiettivo principale dell’ECDC è supportare questi paesi partner nel rafforzamento delle loro capacità tecniche per implementare l’acquis dell’UE (l’insieme dei diritti e degli obblighi comuni) in tre aree cruciali:

  • Sorveglianza delle malattie trasmissibili;
  • Preparazione alle emergenze di sanità pubblica;
  • Approcci One Health per contrastare la resistenza antimicrobica (AMR).

Il 26 gennaio 2026 si è tenuto un primo incontro online con i referenti nazionali dei paesi beneficiari per presentare il piano di lavoro per il primo anno e coordinare le attività previste. I paesi coinvolti hanno già confermato il proprio impegno formale firmando delle “Lettere di Intenti”, assicurando così una collaborazione stabile e duratura per tutto il quadriennio.

Attraverso questa azione, l’ECDC mira a garantire che i sistemi sanitari dei futuri Stati membri siano pronti e integrati negli standard di sicurezza europei.

Per maggiori informazioni e per consultare il piano d’azione è possibile visitare il seguente LINK.

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comunicazione in salute

UE: nuovo piano per rafforzare preparazione alle crisi sanitarie transfrontaliere

La preparazione alle crisi sanitarie è al centro del nuovo piano lanciato dall’Unione Europea (UE) per rafforzare la capacità collettiva di affrontare le crisi sanitarie transfrontaliere, siano esse di origine naturale, accidentale o intenzionale.

Il Piano di prevenzione, preparazione e risposta alle crisi sanitarie, presentato dalla Commissione europea, punta a migliorare la protezione delle persone nei 27 Stati membri, garantendo la continuità dei servizi essenziali e facilitando una risposta rapida e coordinata in situazioni di emergenza.

Il documento, introdotto dal comunicato della Commissione del 28 novembre u.s., fornisce strumenti concreti come lo scambio di informazioni, competenze e assistenza tecnica tra autorità pubbliche, gestori delle crisi e stakeholder, con l’obiettivo di un’azione comune in caso di eventi sanitari critici.

Basato sugli insegnamenti tratti dalla pandemia di COVID-19, il piano dell’UE definisce un quadro di governance delle crisi sanitarie che include capacità e risorse disponibili, meccanismi di sostegno e sistemi di sorveglianza per tutte le fasi della gestione delle crisi.

Inoltre, invita gli Stati membri a sviluppare piani nazionali in linea con il quadro UE e prevede esercizi di simulazione periodici per testare e affinare l’efficacia delle misure.

PREPARAZIONE ALLE CRISI SANITARIE: I PUNTI CHIAVE DEL PIANO EUROPEO

Il piano europeo per la preparazione alle crisi sanitarie affronta tutti i potenziali rischi per la salute, introducendo una serie di strumenti a sostegno di Stati membri, autorità sanitarie e parti coinvolte:

  • Prevenzione e preparazione: incentiva piani nazionali robusti, rafforzamento della resilienza dei sistemi sanitari e disponibilità di contromisure mediche.

  • Rilevamento e sorveglianza: potenziamento dei sistemi d’allerta e monitoraggio dei rischi a livello europeo per favorire un intervento tempestivo.

  • Risposta coordinata: definizione di ruoli operativi chiari in caso di emergenza, con strumenti condivisi per attivare misure rapide e mirate.

  • Feedback e recupero: valutazione delle risposte alle crisi per imparare dalle esperienze e aggiornare il piano sulla base di nuove sfide e minacce.

Attraverso questa strategia di preparazione alle crisi sanitarie, l’Unione Europea intende costruire un sistema più resiliente, inclusivo e capace di salvaguardare la salute pubblica anche di fronte a crisi complesse e imprevedibili.

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bandi

Pubblicata la valutazione intermedia del Programma EU4Health

La Commissione Europea rende noti i risultati preliminari della valutazione intermedia del Programma EU4Health offrendo una visione aggiornata sull’avanzamento delle attività avviate per rafforzare i sistemi sanitari europei e migliorare la capacità dell’Unione di rispondere alle emergenze. Il Programma EU4Health, che dispone di un bilancio complessivo di 4,6 miliardi di euro per il periodo 2021-2027, continua a rappresentare uno dei pilastri fondamentali del percorso verso un’ sistema in grado di sostenere interventi coordinati, sostenibili e orientati alla prevenzione.

La valutazione intermedia analizza le azioni avviate dal Programma EU4Health tra gennaio 2021 e aprile 2024, mettendo in evidenza una progressione costante delle attività e un utilizzo crescente degli strumenti messi a disposizione dal programma. I dati pubblicati mostrano la firma di 726 contratti che coinvolgono una rete ampia e diversificata di soggetti, tra cui ministeri della salute, istituzioni pubbliche, organizzazioni scientifiche, enti non governativi e realtà del settore privato. Le iniziative sostenute hanno visto la partecipazione di 22 Paesi e 499 organizzazioni impegnati nelle azioni congiunte, contribuendo a creare un ecosistema sanitario collaborativo in cui competenze, risorse e conoscenze vengono condivise nell’interesse collettivo.

Gli ambiti in cui sono stati registrati avanzamenti particolarmente rilevanti comprendono la preparazione e la risposta alle crisi sanitarie, la promozione della salute, la prevenzione delle malattie non trasmissibili e trasmissibili, l’implementazione di iniziative strutturate nell’ambito della lotta contro il cancro e il sostegno continuativo alle reti europee di riferimento dedicate alle malattie rare. La valutazione rileva inoltre come il Programma EU4Health stia progressivamente consolidando il proprio ruolo quale motore dell’innovazione sanitaria europea anche attraverso il supporto a progetti che favoriscono l’utilizzo di nuove tecnologie, il miglioramento della capacità di raccolta dei dati e l’adozione di modelli di assistenza più integrati.

La rilevanza strategica del programma emerge anche dal contributo fornito alla costruzione di sistemi sanitari più equi ed efficienti. Le iniziative finanziate hanno sostenuto interventi volti a migliorare l’accesso alle cure, la disponibilità di competenze specialistiche, l’armonizzazione degli standard e la diffusione di buone pratiche tra gli Stati membri. La valutazione evidenzia inoltre una crescente attenzione al rafforzamento delle capacità dei professionisti sanitari e alla diffusione di politiche orientate al benessere e alla prevenzione attraverso interventi mirati che coinvolgono diversi livelli della governance sanitaria.

Evidenze emerse sul Programma EU4Health nella valutazione intermedia

Sono stati registrati miglioramenti nella governance, nei processi di coordinamento tra Stati membri e nella capacità di adottare strumenti basati su evidenze scientifiche per l’analisi e la gestione delle emergenze. Risultano inoltre significativi i progressi nel potenziamento dei sistemi di raccolta dati, nel miglioramento delle infrastrutture digitali e nello sviluppo di metodologie utili per il monitoraggio delle condizioni di salute della popolazione.

La valutazione intermedia del Programma EU4Health individua inoltre alcune aree che richiedono un ulteriore consolidamento. Tra queste rientrano la semplificazione delle procedure amministrative, l’ottimizzazione dei processi di gestione e il rafforzamento delle sinergie con altri programmi e fondi europei. Una maggiore complementarità con iniziative affini permetterebbe di aumentare l’efficacia degli interventi, ridurre la frammentazione e valorizzare al meglio i risultati ottenuti. L’analisi sottolinea inoltre l’importanza di continuare a perfezionare i meccanismi di monitoraggio e valutazione per garantire una misurazione più accurata dell’impatto delle azioni finanziate.

Nel quadro delineato dalla valutazione intermedia il Programma EU4Health si conferma un elemento chiave della strategia dell’Unione volta a promuovere sistemi sanitari resilienti, moderni e capaci di rispondere alle esigenze in evoluzione della popolazione europea. Le evidenze raccolte orientano la definizione delle priorità della seconda fase del programma e costituiscono un riferimento essenziale per consolidare i risultati raggiunti, migliorare ulteriormente la qualità degli interventi e promuovere un approccio sempre più coordinato alle politiche di salute pubblica.

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Altro

EMA: aggiornate le consulenze per i medicinali contro le minacce alla salute pubblica

L’Emergency Task Force (ETF) dell’European Medicines Agency (EMA) sta migliorando il proprio approccio alla consulenza scientifica per i medicinali e i vaccini più promettenti in fase di sviluppo per le minacce alla salute pubblica.

In base alla nuova procedura, gli sviluppatori di medicinali che rientrano nell’ambito delle attività dell’ETF, compresi i medicinali per la resistenza antimicrobica (AMR) e altre minacce alla salute che potrebbero causare emergenze sanitarie pubbliche, possono richiedere una consulenza scientifica combinata all’EMA, nonché a esperti di sperimentazione clinica ed etica a livello nazionale. Di conseguenza, i requisiti per le sperimentazioni cliniche e l’autorizzazione all’immissione in commercio di medicinali e vaccini per le minacce alla salute pubblica saranno allineati in una fase precoce, il che dovrebbe portare a un’autorizzazione più rapida delle sperimentazioni cliniche e di questi medicinali.

Il nuovo approccio dell’EMA

Questo approccio sarà fondamentale per accelerare lo sviluppo e l’approvazione dei medicinali prima e durante le emergenze sanitarie pubbliche. L’obiettivo generale è garantire l’allineamento tra i requisiti normativi per l’approvazione e la prospettiva nazionale o etica sulle domande di sperimentazione clinica.

Il coinvolgimento di esperti di etica in questo processo è reso possibile grazie al nuovo gruppo consultivo sull’etica nelle emergenze sanitarie pubbliche istituito nell’ambito dell’iniziativa Accelerating Clinical Trials in the EU (ACT EU) in collaborazione con MedEthicsEU.

Per maggiori informazioni si prega di consultare la pagina sul sito dell’EMA presso il seguente LINK.