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Salute mentale

10 ottobre 2026: giornata mondiale della salute mentale

Il 10 ottobre 2026 si celebra la Giornata mondiale della salute mentale, promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per sensibilizzare sull’importanza della salute mentale e sulla necessità di garantire servizi di assistenza accessibili, rispettosi dei diritti e rispondenti ai bisogni delle persone.

L’edizione 2026, dedicata al tema “Lived experiences heard: real voices, real change” (Ascoltare le esperienze vissute: voci autentiche, cambiamenti concreti), richiama l’attenzione sul contributo delle persone che hanno vissuto direttamente condizioni di disagio o disturbi mentali.

L’OMS sottolinea che queste esperienze costituiscono una forma di conoscenza essenziale – complementare alle competenze professionali e scientifiche – che può contribuire a individuare criticità nell’accesso all’assistenza, ostacoli nei percorsi di cura e bisogni non adeguatamente riconosciuti.

Il coinvolgimento delle persone con esperienza diretta non dovrebbe quindi limitarsi alla raccolta di testimonianze, ma tradursi in una partecipazione effettiva alla definizione delle politiche, alla progettazione dei servizi, alla loro attuazione e alla valutazione dei risultati.

I dati del WHO Mental Health Atlas 2024, richiamati nella campagna, mostrano tuttavia che questa partecipazione non è ancora una pratica consolidata.

Tra i Paesi che hanno risposto all’indagine, il 45% ha dichiarato di collaborare stabilmente con organizzazioni rappresentative delle persone con esperienza diretta e dei familiari o caregiver nella pianificazione, erogazione o valutazione dei servizi di salute mentale.

Il 37% ha coinvolto queste persone nella formazione degli operatori dell’assistenza sanitaria primaria, mentre il 59% ha riferito di aver sviluppato la legislazione sulla salute mentale attraverso processi di consultazione.

La percentuale sale all’80% tra i Paesi dotati di una politica o di un piano nazionale per la salute mentale, con riferimento alla consultazione delle persone direttamente interessate durante la loro elaborazione.

I dati evidenziano la necessità di rafforzare forme di partecipazione continuative, capaci di incidere concretamente sulle decisioni.

SALUTE MENTALE: PARTECIPAZIONE E SVILUPPO DELL’ASSISTENZA TERRITORIALE

Un secondo ambito prioritario della campagna 2026 riguarda il superamento dei modelli di assistenza basati sulla permanenza prolungata nelle istituzioni psichiatriche, a favore di servizi territoriali, centrati sulla persona e rispettosi dei diritti umani.

Secondo l’OMS, l’assistenza istituzionale può comportare isolamento, limitazioni dell’autonomia e, in alcuni contesti, pratiche coercitive e violazioni dei diritti.

La deistituzionalizzazione richiede pertanto una trasformazione programmata dei sistemi di assistenza, accompagnata da investimenti nei servizi di comunità e da forme di sostegno che consentano alle persone di vivere nel proprio ambiente sociale, mantenendo relazioni familiari, opportunità educative e lavorative e capacità di scelta.

La necessità di garantire continuità assistenziale e rafforzare le reti di sostegno locali era stata richiamata anche in occasione della Giornata mondiale della salute mentale 2025, dedicata alla tutela della salute mentale nelle emergenze umanitarie.

Anche in questo ambito, i dati del Mental Health Atlas 2024 mostrano progressi ancora limitati: soltanto il 9% dei Paesi ha completato la transizione da un modello istituzionale a uno basato sull’assistenza territoriale, mentre il 53% si trova ancora nelle fasi iniziali.

Inoltre, circa il 49% dei ricoveri psichiatrici segnalati avviene senza il consenso della persona e il 23% delle degenze supera un anno.

Per l’OMS, il passaggio a modelli di assistenza comunitaria non consiste semplicemente nel ridurre il ricorso alle strutture residenziali, ma richiede la disponibilità di servizi di qualità, sostegni adeguati e percorsi che promuovano autonomia, inclusione e partecipazione sociale.

In occasione della Giornata mondiale, l’Organizzazione prevede inoltre la pubblicazione di indicazioni pratiche sulla deistituzionalizzazione.

La campagna richiama governi, sistemi sanitari e organizzazioni a riconoscere le persone con esperienza diretta come partner a pieno titolo nei processi decisionali, anche attraverso gli strumenti proposti dal WHO Framework for Meaningful Engagement.

L’obiettivo è favorire politiche e servizi costruiti insieme alle persone che li utilizzano, affinché la loro esperienza possa contribuire a migliorare concretamente qualità, accessibilità e capacità di risposta dei sistemi di salute mentale.

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lotta contro il cancro

Ottobre 2026: mese della consapevolezza sul tumore al seno

Dal 1° al 31 ottobre 2026 si celebra il Breast Cancer Awareness Month, la campagna globale dedicata alla consapevolezza sul tumore al seno e alla necessità di migliorare l’accesso alla diagnosi tempestiva e a cure di qualità.

Per il 2026, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) conferma il tema “Every story is unique, every journey matters” (“Ogni storia è unica, ogni percorso conta”), già adottato per la campagna 2025, per sottolineare come ogni esperienza della malattia sia diversa e possa essere influenzata dalla diagnosi, dal trattamento, dalle reti di supporto e dall’accesso all’assistenza.

Secondo i dati riportati dall’OMS, nel 2024 circa 2,4 milioni di donne hanno ricevuto una diagnosi di tumore al seno a livello globale, 694.000 sono decedute a causa della malattia e 8,2 milioni convivevano con una diagnosi alla fine dell’anno.

Il tumore al seno è il tumore più comune tra le donne a livello mondiale e, sempre nel 2024, è risultato il più frequente tra le donne in 164 Paesi su 186.

Circa l’80% dei tumori al seno si manifesta inoltre in donne che non presentano fattori di rischio specifici oltre al sesso e all’età.

L’OMS richiama quindi l’importanza di conoscere i fattori di rischio e i possibili segni della malattia, prestare attenzione ai cambiamenti del seno e rivolgersi tempestivamente ai servizi sanitari in presenza di anomalie.

Nonostante il miglioramento degli esiti registrato in molti Paesi, persistono infatti differenze significative nell’accesso alla diagnosi precoce e a trattamenti efficaci, con conseguenti disuguaglianze nella sopravvivenza.

TUMORE AL SENO: DIAGNOSI TEMPESTIVA E ACCESSO ALLE CURE

Ridurre queste disuguaglianze è uno degli obiettivi della Global Breast Cancer Initiative (GBCI) dell’OMS, che riunisce Paesi e partner per migliorare gli esiti del tumore al seno e contribuire alla riduzione della mortalità.

L’iniziativa individua tre target: raggiungere almeno il 60% dei tumori invasivi diagnosticati allo stadio I o II; contenere entro 60 giorni l’intervallo tra la prima rilevazione della malattia o la presentazione dei sintomi presso una struttura sanitaria e la diagnosi; assicurare che almeno l’80% delle persone diagnosticate riceva il trattamento completo raccomandato.

L’OMS, inoltre, indica per tutti i Paesi l’obiettivo di ridurre la mortalità per tumore al seno del 2,5% ogni anno, contribuendo così a evitare 2,5 milioni di decessi entro il 2040.

Le disuguaglianze restano rilevanti: la sopravvivenza a cinque anni è stimata al 41% nei Paesi a basso reddito, rispetto all’87% nei Paesi ad alto reddito, mentre circa il 70% dei decessi per tumore al seno si verifica nei Paesi a basso e medio reddito.

Durante il mese di ottobre, l’OMS invita individui e comunità, professionisti sanitari, organizzazioni e partner, Paesi e sistemi sanitari a contribuire secondo i rispettivi ruoli: condividendo informazioni affidabili, sostenendo le persone colpite dalla malattia, favorendo la diagnosi precoce e tempestiva, rimuovendo gli ostacoli all’accesso a trattamenti di qualità e rafforzando i servizi dedicati al tumore al seno.

 

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Salute Globale

17 settembre 2026: Giornata Mondiale della sicurezza del paziente

Il 17 settembre si celebra la Giornata Mondiale della sicurezza del paziente (World Patient Safety Day), promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per aumentare la consapevolezza sui rischi legati all’assistenza sanitaria e promuovere azioni volte a ridurre i danni evitabili.

L’edizione 2026 è dedicata alla sicurezza delle cure per le persone con malattie non trasmissibili (Noncommunicable Diseases – NCDs) e adotta lo slogan “Safe care for life!”.

Le malattie non trasmissibili, tra cui patologie cardiovascolari, tumori, diabete e malattie respiratorie croniche, interessano miliardi di persone e sono responsabili del 74% dei decessi a livello mondiale. Si tratta spesso di condizioni di lunga durata, che richiedono un’assistenza continuativa e frequenti interazioni con i servizi sanitari.

Proprio questa continuità espone le persone a rischi che possono presentarsi in momenti diversi del percorso di cura. Secondo i dati richiamati dall’OMS, a livello globale 1 paziente su 10 subisce un danno durante l’assistenza sanitaria e circa la metà di questi danni è considerata prevenibile.

Le persone con malattie non trasmissibili risultano particolarmente esposte per la durata e la complessità delle loro condizioni, la necessità di trattamenti continuativi e i ripetuti contatti con i sistemi sanitari. In alcune patologie, come il cancro, fino a un paziente su tre può sperimentare eventi avversi durante l’assistenza.

Il rischio può inoltre aumentare in presenza di più condizioni croniche contemporaneamente. La campagna 2026 richiama quindi la necessità di garantire cure sicure e di qualità lungo tutto il percorso, dalla prevenzione e diagnosi precoce al trattamento e alla gestione a lungo termine, considerando non soltanto i servizi sanitari, ma anche l’assistenza prestata a domicilio e nelle comunità.

SICUREZZA DEL PAZIENTE: SISTEMI INTEGRATI E PARTECIPAZIONE ALLE CURE

Tra i messaggi principali della campagna, l’OMS evidenzia la necessità di intervenire sui rischi presenti lungo l’intero continuum assistenziale e di rafforzare sistemi sanitari integrati e orientati all’assistenza sanitaria primaria.

La frammentazione delle cure, insieme a fattori più ampi che possono ostacolare l’accesso a un’assistenza sicura, tra cui povertà e discriminazione, può infatti aumentare il rischio di danno per le persone con malattie non trasmissibili.

Un ruolo essenziale è attribuito anche al personale sanitario, che deve essere adeguatamente sostenuto per rafforzare pratiche quali la sicurezza della diagnosi, la sicurezza nell’uso dei farmaci e il coinvolgimento significativo dei pazienti.

La Giornata Mondiale 2026 sottolinea inoltre che le persone che vivono con malattie non trasmissibili devono essere considerate partner nella sicurezza delle cure: il loro coinvolgimento, la valorizzazione delle esperienze vissute e il sostegno all’alfabetizzazione sanitaria possono contribuire a ridurre i rischi e a migliorare qualità e sicurezza dell’assistenza.

Su queste basi l’OMS invita governi, professionisti sanitari, organizzazioni, decisori, comunità e persone con esperienza diretta a collaborare nell’individuazione dei rischi e nello sviluppo di soluzioni, integrando i principi della sicurezza del paziente nelle politiche, nelle strategie e nei programmi dedicati alle malattie non trasmissibili.

In occasione del 17 settembre sono previste in tutto il mondo campagne di sensibilizzazione, dialoghi sulle politiche, eventi tecnici e iniziative promosse dalle comunità e l’OMS parteciperà all’iniziativa illuminando il Jet d’Eau di Ginevra.

Come nelle precedenti edizioni, monumenti, edifici e spazi pubblici saranno illuminati di arancione, colore simbolo della Giornata, per testimoniare l’impegno condiviso verso cure più sicure.

 

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workforce

Nuovo corso online dell’OMS per la gestione sicura e sostenibile dei rifiuti sanitari

La gestione sicura dei rifiuti sanitari è essenziale per proteggere i pazienti, gli operatori sanitari e le comunità, prevenire l’inquinamento e garantire servizi sanitari sicuri e di alta qualità. Per aiutare i paesi e le strutture sanitarie a migliorare le proprie pratiche, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha lanciato un nuovo corso online gratuito, intitolato “Gestione avanzata dei rifiuti sanitari, comprese le considerazioni relative al trattamento, al mercurio e ai rifiuti farmaceutici”, disponibile sulla piattaforma di apprendimento online dell’Accademia dell’OMS.

Sviluppato dall’OMS e dall’UNICEF con il contributo di diversi partner, il corso, che può essere seguito secondo i propri ritmi, fornisce indicazioni pratiche a chi è responsabile della pianificazione, della gestione e del miglioramento dei servizi relativi ai rifiuti sanitari. Il corso copre l’intero percorso dei rifiuti, dalla classificazione e separazione allo stoccaggio, al trasporto, al trattamento e infine allo smaltimento, oltre a trattare la riduzione dei rifiuti, il riciclaggio, la capacità di trattamento, la pianificazione delle infrastrutture e la gestione sicura dei dispositivi contenenti mercurio e dei rifiuti farmaceutici. Il corso, articolato in sei moduli, prevede verifiche delle conoscenze, una valutazione finale e il rilascio di un attestato di partecipazione.

Il corso è rivolto al personale e ai dirigenti delle strutture sanitarie, agli operatori che si occupano di rifiuti sanitari, ai pianificatori sanitari, ai professionisti della salute ambientale, ai responsabili politici e ai partner tecnici. Non sono richieste conoscenze preliminari. È disponibile in inglese e può essere generalmente completato in due ore o meno, in un’unica sessione o in più sessioni.

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Salute mentale Salute Globale

Nuovo studio OMS: forti lacune nella misurazione della salute mentale in Europa

Un nuovo studio pubblicato dall’OMS Europa mette in evidenza importanti criticità nel modo in cui la salute mentale viene misurata nella Regione europea, sottolineando la necessità di sviluppare un quadro condiviso di indicatori per migliorare il monitoraggio, la comparabilità dei dati e il supporto alle politiche sanitarie.

La ricerca, basata su una scoping review della letteratura scientifica, ha analizzato 75 studi condotti nella Regione europea dell’OMS, identificando circa 450 diversi indicatori utilizzati per valutare la salute mentale. L’elevata eterogeneità degli strumenti e degli approcci adottati rende difficile confrontare i risultati tra Paesi e monitorare in modo coerente l’evoluzione dello stato di salute mentale delle popolazioni.

Lo studio evidenzia che la maggior parte degli indicatori oggi disponibili si concentra sulla prevalenza dei disturbi mentali e sui relativi fattori di rischio, mentre risultano meno sviluppati gli indicatori dedicati al benessere mentale positivo, alla qualità dei servizi, all’accessibilità delle cure, agli esiti degli interventi e all’esperienza delle persone che usufruiscono dei servizi di salute mentale. Inoltre, emergono differenze significative nella disponibilità dei dati tra le diverse aree della Regione europea, con una maggiore concentrazione delle evidenze nei Paesi dell’Europa settentrionale e occidentale.

Secondo gli autori, questa frammentazione limita la capacità dei decisori politici di valutare l’efficacia delle strategie di prevenzione, promozione del benessere e assistenza, rendendo più complesso identificare le priorità di intervento e monitorare i progressi nel tempo. Per questo motivo, si sottolinea l’importanza di sviluppare un sistema armonizzato di indicatori che permetta confronti affidabili tra Paesi e supporti decisioni fondate su evidenze scientifiche.

Lo studio contribuirà alla definizione di un futuro framework regionale per la misurazione della salute mentale, destinato a rafforzare la raccolta e l’utilizzo dei dati nei sistemi sanitari europei. Un sistema di monitoraggio più completo consentirebbe infatti di valutare non solo la diffusione dei disturbi mentali, ma anche il benessere della popolazione, la qualità dell’assistenza, l’equità nell’accesso ai servizi e l’impatto delle politiche pubbliche.

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comunicazione in salute Salute Globale

31 maggio: giornata mondiale senza tabacco

La giornata mondiale senza tabacco si celebra il 31 maggio 2026 con una campagna dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) dedicata alla protezione dei giovani dalle strategie commerciali dell’industria del tabacco e della nicotina.

La ricorrenza, promossa ogni anno dall’OMS, richiama l’attenzione sugli effetti del consumo di tabacco e nicotina sulla salute e sulle politiche necessarie per ridurre il numero di fumatori e prevenire l’avvicinamento dei più giovani a sigarette tradizionali, prodotti a tabacco riscaldato, sigarette elettroniche e altri dispositivi contenenti nicotina.

L’edizione 2025 della giornata mondiale senza tabacco aveva richiamato l’attenzione sulle strategie dell’industria del tabacco rivolte ai giovani; la campagna OMS 2026 approfondisce ulteriormente il tema della protezione delle nuove generazioni dal marketing dei prodotti contenenti nicotina.

Per l’edizione 2026, l’OMS pone particolare attenzione alle modalità con cui l’industria utilizza marketing, packaging, aromi e strumenti digitali per rendere questi prodotti più attrattivi soprattutto per adolescenti e giovani adulti.

Secondo l’OMS, milioni di giovani nel mondo utilizzano prodotti contenenti tabacco o nicotina e l’età di inizio del consumo rimane particolarmente bassa in molti Paesi. La campagna evidenzia che la diffusione di aromi, design accattivanti, influencer marketing e pubblicità sui social media contribuisce a rendere questi prodotti più accessibili e percepiti come meno rischiosi.

L’OMS, inoltre, richiama l’attenzione sui rischi legati alla dipendenza da nicotina e sugli effetti che il consumo di tabacco può avere sulla salute cardiovascolare, respiratoria e mentale e invita governi, istituzioni e società civile ad adottare misure più efficaci per limitare l’esposizione dei giovani al marketing del tabacco e rafforzare le politiche di prevenzione.

La campagna 2026 promuove anche una maggiore regolamentazione dei prodotti contenenti nicotina e sottolinea l’importanza di ambienti liberi dal fumo, tassazione, avvertenze sanitarie e limitazioni pubblicitarie come strumenti di tutela della salute pubblica.

L’OMS evidenzia la necessità di contrastare le strategie commerciali che puntano a normalizzare il consumo di nicotina tra i più giovani, anche attraverso l’utilizzo di linguaggi e strumenti digitali pensati specificamente per il pubblico adolescente.

GIORNATA MONDIALE SENZA TABACCO E PREVENZIONE SANITARIA

La campagna 2026 sottolinea che la riduzione del consumo di tabacco rappresenta uno degli strumenti più efficaci per prevenire malattie cardiovascolari, respiratorie e oncologiche, oltre a contribuire alla sostenibilità dei sistemi sanitari.

L’iniziativa rientra nelle attività promosse dall’OMS nell’ambito della Convenzione quadro per il controllo del tabacco (WHO Framework Convention on Tobacco Control – WHO FCTC), il trattato internazionale adottato per sostenere politiche pubbliche dedicate alla riduzione del consumo di tabacco e alla protezione della salute pubblica, per rafforzare la consapevolezza sui rischi legati al tabacco e alla nicotina e a promuovere interventi mirati soprattutto nei confronti delle nuove generazioni.

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Salute mentale

Esiti Conferenza WHO-WONCA 2026 su salute mentale nelle cure primarie

La salute mentale è stata al centro della Conferenza WHO-WONCA 2026, che ha individuato una serie di ambiti prioritari di intervento per rafforzare l’integrazione dei servizi di salute mentale nelle cure primarie.

L’iniziativa, promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dalla World Organization of Family Doctors (WONCA), si è concentrata in particolare sul passaggio dagli impegni politici già esistenti alla loro implementazione concreta nei sistemi sanitari.

Tra gli esiti principali emerge il riconoscimento condiviso della necessità di integrare in modo sistematico la salute mentale all’interno della primary care, superando la tradizionale separazione tra assistenza fisica e psicologica.

In questo contesto, viene ribadito il ruolo strategico dei professionisti delle cure primarie, in particolare dei medici di medicina generale, nella prevenzione, identificazione precoce e gestione dei disturbi mentali, nonché nel coordinamento dei percorsi di cura.

La Conferenza ha inoltre evidenziato l’importanza di adottare modelli di assistenza centrati sulla persona, orientati alla comunità e basati su un approccio lungo tutto l’arco della vita, tenendo conto anche dei determinanti sociali della salute.

Salute mentale nelle cure primarie: azioni e priorità operative

Gli esiti della Conferenza WHO-WONCA delineano alcune priorità operative chiave per rendere effettiva l’integrazione della salute mentale nei sistemi sanitari:

  • Riorganizzazione dei modelli di assistenza, con l’inclusione strutturale dei servizi di salute mentale all’interno della primary care.

  • Miglioramento dell’accesso ai servizi territoriali e comunitari, per garantire una presa in carico più precoce e vicina ai bisogni delle persone.

  • Rafforzamento delle competenze della workforce sanitaria, attraverso percorsi di formazione specifici sulla salute mentale nelle cure primarie.

  • Sviluppo di modelli di finanziamento sostenibili, in grado di supportare servizi integrati nel lungo periodo.

  • Promozione dell’uso responsabile delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale, a supporto della prevenzione e della gestione dei disturbi mentali.

  • Miglioramento del coordinamento tra i diversi livelli di assistenza, per assicurare continuità e integrazione nei percorsi di cura.

  • Promozione dell’equità nell’accesso ai servizi, con particolare attenzione ai contesti più vulnerabili.

Nel complesso, la Conferenza ha ribadito la centralità della primary care come punto di accesso privilegiato ai servizi di salute mentale e ha posto le basi per un rafforzamento dell’azione a livello globale, orientata a sistemi sanitari più integrati, resilienti ed equi.

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digital health Salute Globale

L’OMS lancia l’ICD-11 2026

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha pubblicato la versione 2026 della International Classification of Diseases (ICD-11), lo standard internazionale per la classificazione delle malattie, delle cause di morte e delle condizioni di salute.

L’ICD è uno strumento globale di riferimento per la raccolta, l’analisi, l’interpretazione e la comparazione dei dati sanitari tra Paesi e sistemi sanitari diversi, e questa nuova versione integra ulteriori aggiornamenti clinici e funzionali pensati per rispondere alle esigenze dei sistemi sanitari moderni e digitali.

La classificazione, sviluppata dall’OMS come parte della WHO Family of International Classifications (WHO-FIC), mette a disposizione professionisti sanitari, policy maker e ricercatori di tutto il mondo un linguaggio standardizzato per descrivere malattie, lesioni, fattori sociali, condizioni di salute legate alla funzione corporea e altro ancora.

Fondata su una struttura digitale moderna e interoperabile, ICD-11 supera l’ex ICD-10, offrendo una base più ampia, flessibile e allineata alle tecnologie digitali, compresa la possibilità di accesso via API e strumenti di codifica avanzata.

Nel corso degli anni, l’ICD ha evoluto il suo ruolo: da elenco di cause di morte, a sistema complesso di classificazione che riflette non solo aspetti clinici, ma anche contesti sociali e funzionali dei pazienti, favorendo l’analisi epidemiologica, la pianificazione delle risorse sanitarie e il monitoraggio delle politiche sanitarie a livello nazionale e internazionale.

ICD-11: INNOVAZIONI, INTEROPERABILITÀ E USO NEI SISTEMI SANITARI

Con oltre 6,3 milioni di combinazioni di codici ricercabili e supporto multilingue, questa release rappresenta un importante passo verso una migliore comprensione globale dei trend di malattia, delle dinamiche di mortalità e dei profili di salute delle popolazioni. Tra gli elementi più importanti:

  • Miglioramenti tecnici e digitali: l’ICD-11 è progettato per integrarsi facilmente con i moderni sistemi informativi sanitari attraverso strumenti digitali come le Application Programming Interfaces (API), consentendo la codifica e lo scambio di dati in modo più rapido e standardizzato tra software, registri sanitari e sistemi di sorveglianza. Questa interoperabilità rappresenta un avanzamento rispetto alle precedenti versioni, facilitando l’applicazione dell’ICD non solo per fini statistici, ma anche per decision support e gestione clinica.
  • Estendibilità e precisione dei dati: la release 2026 comprende un aggiornamento della struttura di codifica, con ampliamenti dei codici di estensione che consentono descrizioni cliniche più dettagliate e specifiche. Questi miglioramenti permettono di codificare in modo più fine situazioni cliniche complesse, migliorando la qualità dei dati raccolti a livello epidemiologico, clinico e amministrativo.
  • Supporto alla salute pubblica e alla ricerca: l’ampiezza delle categorie incluse nella classificazione – che coprono migliaia di entità, dai disturbi clinici alle condizioni sociali che influenzano la salute – offre alle autorità sanitarie strumenti più solidi per progettare interventi, monitorare trend, allocare risorse e supportare la ricerca comparativa tra Paesi. Questo è particolarmente utile nel contesto delle grandi sfide sanitarie globali, epidemiologiche e demografiche.

Inoltre, l’ICD-11 promuove una maggiore coerenza semantica nei dati sanitari. Ciò significa che i termini utilizzati per codificare diagnosi e condizioni sono definiti in modo rigoroso e uniforme, migliorando la comparabilità dei dati stessi.

L’aggiornamento 2026 dell’ICD-11 continua il percorso di transizione verso strumenti digitali per la salute, facilitando l’armonizzazione dei dati tra sistemi diversi, l’utilizzo di tecnologie interoperabili e la standardizzazione dei processi di documentazione sanitaria.

 

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Salute Globale

One Health: FAO, UNEP, WHO e WOAH rinnovano il Memorandum d’intesa

Con il rinnovo del Memorandum d’intesa (MoU) sull’approccio One Health, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEP), l’Organizzazione mondiale della sanità (WHO/OMS) e l’Organizzazione mondiale per la salute animale (WOAH) ribadiscono il loro impegno comune a promuovere l’attuazione dell’approccio One Health.

Basandosi su una cooperazione di lunga data e su iniziative congiunte di successo, e riconoscendo l’intrinseca interconnessione tra la salute degli esseri umani, degli animali, delle piante, degli ecosistemi e dell’ambiente in generale, le quattro organizzazioni rimangono impegnate in un’azione coordinata e multisettoriale per affrontare le sfide sanitarie attuali ed emergenti nell’ambito di tale interfaccia.

CONTENUTI MEMORANDUM 2030

Il documento continua a fornire il quadro giuridico e operativo per la collaborazione, sfruttando i rispettivi mandati e i vantaggi comparativi di ciascuna organizzazione. Rafforza le possibilità di cooperazione in settori prioritari chiave, tra cui:

  • rafforzamento dei sistemi sanitari;
  • prevenzione, preparazione e risposta alle epidemie e alle pandemie;
  • controllo delle malattie endemiche e trascurate;
  • resistenza agli antimicrobici;
  • sicurezza alimentare;
  • integrazione sistematica delle considerazioni ambientali nelle politiche e nelle azioni One Health.

Guidato dai principi di cooperazione, responsabilità condivisa, inclusività, equità e uguaglianza di genere, il Memorandum “Quadripartito” continuerà a promuovere politiche basate su dati concreti e un sostegno coordinato ai paesi e ai partner per accelerare l’attuazione dell’approccio One Health.

Attraverso questo protocollo d’intesa rinnovato, la FAO, l’UNEP, l’OMS e la WOAH ribadiscono la loro determinazione collettiva a ridurre i rischi per la salute e a promuovere risultati sostenibili in materia di salute per gli esseri umani, gli animali, le piante, gli ecosistemi e l’ambiente in generale in tutto il mondo.

Il Memorandum rimarrà in vigore fino al 28 novembre 2030.

 

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Salute mentale

OMS: nuove linee guida per promuovere la salute mentale in tutti i settori governativi

La salute mentale è al centro di una nuova iniziativa dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che il 24 novembre 2025 ha lanciato un pacchetto aggiornato di linee guida per promuovere e proteggere il benessere mentale in tutti i settori governativi.

Le nuove linee guida costituiscono un passo significativo verso un approccio di tipo “mental health in all policies”, ovvero la piena integrazione delle considerazioni sulla salute mentale nelle politiche pubbliche a livello nazionale e locale. Per la prima volta, l’OMS definisce in modo chiaro cosa possono fare singoli ministeri, agenzie e settori governativi — sia autonomamente sia in collaborazione tra loro — per promuovere la salute mentale della popolazione e il benessere collettivo.

Partendo dalle precedenti Guidance on Mental Health Policy and Strategic Action Plans pubblicate quest’anno, che hanno tracciato gli elementi essenziali dei sistemi di salute mentale basati sui diritti umani e di alta qualità, il nuovo orientamento estende il focus oltre il settore sanitario, coinvolgendo tutti i principali ambiti delle politiche pubbliche.

Dieci settori chiave e approccio “whole-of-government” per la salute mentale

Le linee guida dell’OMS forniscono indicazioni operative per stabilire iniziative intersettoriali ad alto livello sulla salute mentale e il benessere, con istruzioni dettagliate per:

  • promuovere leadership, priorità, responsabilità e finanziamenti;
  • integrare la salute mentale nelle strategie, nei piani e nei programmi settoriali;
  • misurare progressi e adattare le azioni in base ai contesti locali e nazionali.

La guida copre dieci settori governativi chiave, ciascuno con indicazioni specifiche su priorità politiche, azioni strategiche e possibili indicatori di monitoraggio. I settori inclusi sono:

  • Cultura, arte e sport
  • Difesa e veterani
  • Istruzione
  • Occupazione
  • Ambiente, conservazione e protezione climatica
  • Salute
  • Interno
  • Giustizia
  • Protezione sociale
  • Sviluppo urbano e rurale

Questa impostazione riflette la convinzione che il benessere mentale non sia determinato solo da fattori sanitari, ma sia profondamente influenzato da condizioni sociali, economiche, educative e ambientali. Le linee guida sottolineano inoltre l’importanza di un approccio “whole-of-government” e “whole-of-society” che unisca dirigenti pubblici, comunità e partner per promuovere un impegno sostenibile, responsabilità trasversale e risorse adeguate.

Il pacchetto comprende un documento quadro e pubblicazioni dedicate a ciascun settore, con esempi concreti di azioni, buone pratiche e spunti per l’adattamento a diverse realtà nazionali.

Con queste nuove linee guida, l’OMS intende colmare un vuoto storico nella governance delle politiche per il benessere mentale, spingendo i governi a considerare la salute mentale non più come un tema esclusivamente sanitario, ma come una responsabilità condivisa trasversale a tutta l’azione pubblica.

Le linee guida OMS sulle politiche e azioni strategiche per proteggere e promuovere la salute mentale nei settori governativi sono disponibili al seguente LINK.

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