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31 maggio: giornata mondiale senza tabacco

La giornata mondiale senza tabacco si celebra il 31 maggio 2026 con una campagna dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) dedicata alla protezione dei giovani dalle strategie commerciali dell’industria del tabacco e della nicotina.

La ricorrenza, promossa ogni anno dall’OMS, richiama l’attenzione sugli effetti del consumo di tabacco e nicotina sulla salute e sulle politiche necessarie per ridurre il numero di fumatori e prevenire l’avvicinamento dei più giovani a sigarette tradizionali, prodotti a tabacco riscaldato, sigarette elettroniche e altri dispositivi contenenti nicotina.

L’edizione 2025 della giornata mondiale senza tabacco aveva richiamato l’attenzione sulle strategie dell’industria del tabacco rivolte ai giovani; la campagna OMS 2026 approfondisce ulteriormente il tema della protezione delle nuove generazioni dal marketing dei prodotti contenenti nicotina.

Per l’edizione 2026, l’OMS pone particolare attenzione alle modalità con cui l’industria utilizza marketing, packaging, aromi e strumenti digitali per rendere questi prodotti più attrattivi soprattutto per adolescenti e giovani adulti.

Secondo l’OMS, milioni di giovani nel mondo utilizzano prodotti contenenti tabacco o nicotina e l’età di inizio del consumo rimane particolarmente bassa in molti Paesi. La campagna evidenzia che la diffusione di aromi, design accattivanti, influencer marketing e pubblicità sui social media contribuisce a rendere questi prodotti più accessibili e percepiti come meno rischiosi.

L’OMS, inoltre, richiama l’attenzione sui rischi legati alla dipendenza da nicotina e sugli effetti che il consumo di tabacco può avere sulla salute cardiovascolare, respiratoria e mentale e invita governi, istituzioni e società civile ad adottare misure più efficaci per limitare l’esposizione dei giovani al marketing del tabacco e rafforzare le politiche di prevenzione.

La campagna 2026 promuove anche una maggiore regolamentazione dei prodotti contenenti nicotina e sottolinea l’importanza di ambienti liberi dal fumo, tassazione, avvertenze sanitarie e limitazioni pubblicitarie come strumenti di tutela della salute pubblica.

L’OMS evidenzia la necessità di contrastare le strategie commerciali che puntano a normalizzare il consumo di nicotina tra i più giovani, anche attraverso l’utilizzo di linguaggi e strumenti digitali pensati specificamente per il pubblico adolescente.

GIORNATA MONDIALE SENZA TABACCO E PREVENZIONE SANITARIA

La campagna 2026 sottolinea che la riduzione del consumo di tabacco rappresenta uno degli strumenti più efficaci per prevenire malattie cardiovascolari, respiratorie e oncologiche, oltre a contribuire alla sostenibilità dei sistemi sanitari.

L’iniziativa rientra nelle attività promosse dall’OMS nell’ambito della Convenzione quadro per il controllo del tabacco (WHO Framework Convention on Tobacco Control – WHO FCTC), il trattato internazionale adottato per sostenere politiche pubbliche dedicate alla riduzione del consumo di tabacco e alla protezione della salute pubblica, per rafforzare la consapevolezza sui rischi legati al tabacco e alla nicotina e a promuovere interventi mirati soprattutto nei confronti delle nuove generazioni.

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Disturbi neurologici: nuovo rapporto OMS

I disturbi neurologici rappresentano oggi la principale causa di cattiva salute e disabilità a livello globale, interessando oltre un terzo della popolazione mondiale. È quanto emerge dal rapporto esecutivo Global status report on neurology dell’OMS, che fotografa una situazione in rapido peggioramento e mette in evidenza profonde disuguaglianze tra Paesi ad alto reddito e Paesi a basso e medio reddito.

Secondo il rapporto, il peso sanitario, sociale ed economico delle patologie neurologiche continua ad aumentare, aggravato da carenze nelle politiche sanitarie, nella disponibilità di risorse, nell’accesso ai servizi di prevenzione e cura, e nella consapevolezza pubblica.

Per affrontare questa crescente crisi, nel 2022 gli Stati membri dell’OMS hanno adottato all’unanimità l’Intersectoral Global Action Plan (IGAP) on Epilepsy and Other Neurological Disorders 2022–2031, un piano d’azione globale decennale che mira a ridurre stigma, mortalità, disabilità e impatto socioeconomico delle malattie neurologiche, promuovendo al contempo la salute del cervello lungo tutto l’arco della vita.

Il nuovo rapporto rappresenta il primo grande monitoraggio globale dell’attuazione dell’IGAP e definisce i valori di riferimento per i 10 obiettivi globali fissati per il 2031. Il documento raccoglie dati su governance, finanziamenti, servizi sanitari, forza lavoro, accesso a farmaci e tecnologie, prevenzione, ricerca e sistemi informativi sanitari, offrendo una mappa dettagliata della risposta di salute pubblica ai disturbi neurologici.

Tra le patologie monitorate figurano epilessia, ictus, malattia di Parkinson, meningite, cefalee e disturbi del neurosviluppo. Il rapporto esclude invece la demenza, che viene monitorata separatamente attraverso il Global Dementia Observatory.

L’indagine è stata condotta in collaborazione con gli uffici regionali e nazionali dell’OMS attraverso un questionario inviato ai ministeri della salute dei 194 Stati membri. Hanno partecipato 102 Paesi, pari al 53% degli Stati membri e al 71% della popolazione mondiale. Sebbene il livello di partecipazione sia considerato significativo, il rapporto evidenzia anche importanti limiti nella raccolta e qualità dei dati, soprattutto nei Paesi con sistemi informativi sanitari fragili o frammentati.

Uno degli aspetti centrali evidenziati dall’OMS è il forte squilibrio globale nell’accesso ai servizi neurologici. Nei Paesi a basso e medio reddito persistono gravi carenze di specialisti, strutture, tecnologie diagnostiche e farmaci essenziali. Molte persone con disturbi neurologici non ricevono diagnosi tempestive né trattamenti adeguati, con un impatto particolarmente grave sulle popolazioni più vulnerabili.

L’OMS conclude sottolineando che i prossimi anni saranno decisivi per accelerare l’attuazione dell’IGAP e ridurre il crescente peso globale delle malattie neurologiche.

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Integrare la riabilitazione visiva nei sistemi sanitari: una nuova guida OMS

Una nuova pubblicazione dell’OMS, Planning guide for integrated vision rehabilitation, rappresenta uno strumento pratico per supportare i Paesi nello sviluppo e nell’integrazione dei servizi di riabilitazione visiva all’interno dei sistemi sanitari nazionali. La guida nasce dalla consapevolezza che la disabilità visiva e la cecità incidono profondamente sulla qualità della vita delle persone.

La riabilitazione visiva viene definita come una componente essenziale dell’assistenza oftalmologica, rivolta alle persone con deficit visivi irreversibili ma con una residua capacità visiva. L’obiettivo è aiutare le persone a massimizzare le proprie capacità funzionali attraverso un insieme di interventi che comprendono supporto psicologico, ausili ottici ed elettronici, dispositivi per la mobilità, adattamenti ambientali e training specifici per l’uso della visione residua e per l’orientamento.

La guida distingue inoltre la riabilitazione visiva dai percorsi di riabilitazione rivolti alle persone cieche. Nel primo caso, il focus è sull’ottimizzazione della visione residua; nel secondo, invece, l’attenzione è rivolta allo sviluppo di competenze che non dipendono dalla vista, come l’utilizzo del Braille, le tecniche avanzate di orientamento e mobilità o le tecnologie assistive non visive. Questo approccio evidenzia la necessità di creare percorsi integrati tra servizi sanitari, sociali ed educativi, per garantire continuità assistenziale e inclusione.

Il documento sottolinea anche il carattere multidisciplinare della riabilitazione visiva, che coinvolge oftalmologi, optometristi, ortottisti, psicologi, terapisti occupazionali, fisioterapisti, insegnanti specializzati, assistenti sociali e altri professionisti sanitari. Questo modello integrato consente di accompagnare la persona verso una maggiore autonomia nella mobilità, nella lettura, nel lavoro e nella partecipazione sociale.

Nonostante l’esistenza di interventi efficaci, l’accesso ai servizi di riabilitazione visiva rimane ancora molto limitato, soprattutto nei Paesi a basso e medio reddito. Tra le principali barriere individuate dalla WHO vi sono la carenza di personale formato, la limitata disponibilità di servizi al di fuori dei centri specialistici, i costi elevati degli ausili, la scarsa integrazione nelle politiche sanitarie nazionali e la ridotta consapevolezza delle opportunità di riabilitazione sia tra i professionisti sanitari sia tra i pazienti.

La guida propone infine un percorso operativo in tre fasi: analizzare i bisogni e i servizi esistenti, implementare interventi prioritari e integrare stabilmente la riabilitazione visiva nei piani sanitari nazionali e nei sistemi di monitoraggio.

 

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Salute Globale

La 79ª Assemblea Mondiale della Sanità: la salute globale a un punto di svolta

Le delegazioni provenienti da tutto il mondo si riuniranno tra il 18 e il 23 maggio a Ginevra per la 79ª Assemblea Mondiale della Sanità (World Health Assembly – WHA), il principale organo decisionale dell’OMS. L’incontro si svolge in un momento particolarmente importante per la salute globale, segnata da conflitti, nuove pressioni legate ai cambiamenti climatici, alle trasformazioni demografiche, alle disuguaglianze sanitarie e all’incertezza economica.

Cos’è l’Assemblea Mondiale della Sanità?

L’Assemblea Mondiale della Sanità è l’organo di governo dell’OMS e riunisce ogni anno a Ginevra le delegazioni di tutti gli Stati Membri dell’Organizzazione. L’Assemblea definisce le politiche dell’OMS, approva il programma e il bilancio, supervisiona le politiche finanziarie e nomina il Direttore Generale. Rappresenta inoltre il principale forum globale nel quale i Paesi negoziano priorità e coordinano le azioni internazionali in materia di salute.

I principali temi all’ordine del giorno

Secondo il rapporto consolidato preparato dall’OMS in vista dell’Assemblea, i delegati saranno chiamati a discutere una vasta gamma di sfide interconnesse, tra le quali:

  1. Il rallentamento dei progressi nell’ambito delle vaccinazioni: l’OMS avverte che molti Paesi non sono sulla buona strada per raggiungere gli obiettivi dell’Agenda per l’Immunizzazione 2030, a causa delle persistenti disuguaglianze nell’accesso ai vaccini, della crescente diffusione della disinformazione e dell’esitazione vaccinale, nonché delle difficoltà nel raggiungere le popolazioni più vulnerabili, soprattutto nei contesti fragili e colpiti da conflitti.
  2. Anche la tubercolosi continuerà a occupare un posto centrale nell’agenda politica. L’OMS sottolinea che i progressi nella lotta contro la TB richiederanno sistemi sanitari più solidi, un maggiore accesso alla diagnosi e ai trattamenti e una maggiore attenzione ai determinanti sociali ed economici della salute. Gli Stati Membri stanno inoltre iniziando a guardare oltre l’attuale strategia “End TB”, lavorando a una futura strategia post-2030.
  3. I cambiamenti climatici saranno un altro tema destinato a influenzare molte delle discussioni dell’Assemblea. L’OMS considera sempre più il cambiamento climatico non soltanto come una questione ambientale, ma come una vera e propria minaccia per la salute pubblica, già in grado di modificare la diffusione delle malattie, colpire le comunità più vulnerabili e mettere sotto pressione la resilienza dei sistemi sanitari. Crescono le preoccupazioni legate alle ondate di calore, alle malattie trasmesse da vettori e al degrado ambientale.
  4. Parallelamente, l’OMS invita i Paesi ad accelerare gli sforzi verso la copertura sanitaria universale, garantendo però che l’innovazione tecnologica non contribuisca ad ampliare le disuguaglianze. Le discussioni sulla salute digitale, la medicina di precisione e l’accesso ai servizi diagnostici metteranno in evidenza la necessità di garantire un accesso equo alle nuove tecnologie, in particolare nei Paesi a basso e medio reddito.
Finanziamenti e futuro della cooperazione internazionale

Uno dei temi ricorrenti del rapporto dell’OMS riguarda la sostenibilità dei finanziamenti per la salute globale. L’Organizzazione avverte che molti obiettivi sanitari internazionali rischiano di non essere raggiunti a causa di finanziamenti insufficienti e instabili, in un momento in cui i sistemi sanitari sono già sottoposti a forti pressioni. L ’Organizzazione stessa continua a subire le conseguenze finanziarie legate all’uscita degli Stati Uniti e dell’Argentina dall’OMS, con effetti sul suo funzionamento complessivo.

Più in generale, la 79ª Assemblea Mondiale della Sanità rifletterà una crescente consapevolezza del fatto che le grandi sfide della salute globale siano ormai profondamente interconnesse. Malattie infettive, cambiamenti climatici, resilienza economica e disuguaglianze sociali non possono più essere affrontati separatamente. Mentre i governi si preparano a riunirsi a Ginevra, l’Assemblea offrirà un’importante indicazione sulla volontà dei Paesi di rafforzare la cooperazione internazionale e investire in sistemi sanitari più equi e resilienti per il futuro.

 

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Meningite batterica: pubblicata la nuova guida pratica OMS 2026

La meningite batterica resta una priorità rilevante per la salute globale, soprattutto nei Paesi a basso e medio reddito e nei contesti con risorse limitate, dove il carico della malattia rimane elevato e la capacità di risposta sanitaria può incidere in modo determinante sugli esiti clinici. L’ Organizzazione Mondiale della Sanità ha pubblicato un nuovo toolkit dedicato alla preparazione e alla risposta alle epidemie di meningite batterica, con l’obiettivo di trasformare raccomandazioni basate sulle evidenze in indicazioni pratiche da utilizzare direttamente nel punto di cura.

Il documento, intitolato Preparedness and response to bacterial meningitis outbreaks: toolkit for frontline healthcare workers, pubblicato il 28 aprile 2026 come guida normativa, si rivolge ai professionisti sanitari di prima linea impegnati nella gestione della meningite batterica acuta. La pubblicazione si presenta come una raccolta di strumenti operativi pensati per supportare il lavoro clinico e organizzativo nei contesti in cui il rischio di epidemie e mortalità in eccesso è più alto.

La risposta OMS alla meningite batterica

Il toolkit è stato sviluppato dopo la pubblicazione delle linee guida OMS su diagnosi, trattamento e assistenza della meningite, con una finalità applicativa precisa: rendere più semplice l’uso delle raccomandazioni nella pratica quotidiana degli operatori sanitari. Il focus principale riguarda la meningite batterica acuta nei bambini con più di un mese di età, negli adolescenti e negli adulti, offrendo indicazioni cliniche sui patogeni responsabili, sulle manifestazioni cliniche, sulle indagini diagnostiche, sulla terapia antibiotica, sui trattamenti aggiuntivi e sull’assistenza di supporto.

La guida include anche indicazioni sulla profilassi antibiotica dopo esposizione e sulle misure di prevenzione e controllo delle infezioni nelle strutture sanitarie, aspetti essenziali quando la risposta deve essere rapida, coordinata e coerente con le esigenze del punto di cura. Con 34 pagine e numero di riferimento OMS B09660, il toolkit rappresenta una risorsa sintetica per rafforzare la capacità dei servizi sanitari di affrontare le epidemie di meningite batterica, sostenendo decisioni tempestive e fondate su raccomandazioni condivise.

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digital health

Rapporto OMS/Europa “Artificial intelligence is reshaping health systems: state of readiness across the European Union”

L’indagine dell’OMS per il periodo 2024-2025 mostra che gli Stati membri dell’UE stanno promuovendo l’adozione dell’intelligenza artificiale (IA) nel settore sanitario attraverso strategie nazionali, una governance dei dati più rigorosa e un crescente utilizzo di strumenti di intelligenza artificiale, quali sistemi diagnostici e di assistenza ai pazienti.

Sebbene siano stati compiuti progressi significativi, il rapporto sottolinea la necessità di una regolamentazione più chiara, maggiori investimenti, la formazione del personale e un coinvolgimento inclusivo delle parti interessate per garantire un’integrazione sicura, etica ed efficace dell’intelligenza artificiale nei sistemi sanitari europei.

Il rapporto “Artificial intelligence is reshaping health systems: state of readiness across the European Union”

Nel 2025, l’intelligenza artificiale è diventata una priorità fondamentale per i sistemi sanitari in tutta la Regione europea dell’OMS e, in particolare, all’interno dell’Unione Europea (UE). Con l’adozione da parte dell’UE della prima legislazione globale in materia di IA, l’attenzione mondiale è sempre più concentrata sul modo in cui l’Europa sta definendo la governance, la regolamentazione e l’implementazione dell’IA nel settore sanitario. Il piano d’azione regionale dell’OMS per la sanità digitale 2023–2030 continua a fornire un quadro di riferimento importante per l’integrazione dell’IA nei sistemi sanitari, garantendo al contempo che la trasformazione digitale favorisca migliori risultati sanitari, sostenibilità ed equità.

Il presente rapporto si basa sull’indagine dell’OMS 2024–2025 sull’IA per la salute, che ha raccolto le risposte di 50 dei 53 Stati membri della Regione europea dell’OMS, compresi tutti i 27 Stati membri dell’UE. I risultati forniscono una panoramica dettagliata di come i paesi dell’UE stanno affrontando l’IA in ambito sanitario attraverso strategie nazionali, quadri normativi, coinvolgimento degli stakeholder, sviluppo della forza lavoro, governance dei dati e adozione dell’IA.

La maggior parte degli Stati membri dell’UE ha adottato o sta sviluppando strategie nazionali intersettoriali in materia di IA, sebbene solo pochi abbiano definito strategie specifiche per la sanità. I governi riconoscono sempre più l’importanza di chiari meccanismi di supervisione, responsabilità e coordinamento tra i settori. Anche il coinvolgimento degli stakeholder sta diventando sempre più comune, in particolare con gli attori governativi, le istituzioni accademiche e gli operatori sanitari, sebbene le associazioni di pazienti e il pubblico in generale rimangano meno coinvolti nelle discussioni politiche.

Il rapporto evidenzia progressi significativi nell’adozione dell’IA in tutta l’UE. La diagnostica assistita dall’IA e gli strumenti di conversazione per il supporto ai pazienti sono tra le applicazioni più diffuse, trainate da obiettivi quali il miglioramento dell’assistenza ai pazienti, l’aumento dell’efficienza e la riduzione delle pressioni sul personale. Tuttavia, permangono alcune sfide, tra cui l’accessibilità economica, l’incertezza giuridica, la qualità dei dati e la disponibilità limitata di formazione sull’IA per gli operatori sanitari.

La governance dei dati sanitari è un’altra area critica di sviluppo. Molti Stati membri hanno introdotto strategie sui dati sanitari e hub nazionali di dati, preparandosi al contempo all’attuazione dello Spazio europeo dei dati sanitari entro il 2029. Allo stesso tempo, i paesi stanno lavorando per rafforzare i quadri etici e giuridici per l’IA, comprese le linee guida in materia di trasparenza, responsabilità e protezione dei dati.

Nel complesso, il rapporto dimostra che l’UE sta compiendo progressi sostanziali nell’integrazione dell’IA nell’assistenza sanitaria, sottolineando al contempo la necessità di investimenti continui, una governance più forte e una collaborazione inclusiva per garantire un’implementazione sicura, etica ed efficace dell’IA in tutti i sistemi sanitari.

 

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OMS: lanciato il primo centro dedicato alla sanità pubblica digitale

Il 15 aprile 2026 l’Organizzazione mondiale della sanità – OMS ha designato il “Centre for Digital Public Health in Emergencies” dell’University College London (UCL) come nuovo “WHO Collaborating Centre” per la sanità pubblica digitale e la preparazione alle pandemie.

L’iniziativa rafforza la cooperazione internazionale sull’uso di strumenti digitali e dati sanitari per prevenire, individuare e gestire le emergenze sanitarie, con un focus sulla resilienza dei sistemi sanitari nella Regione europea e a livello globale.

WHO Collaborating Centre: rafforzare prevenzione e risposta alle emergenze sanitarie

Il centro UCL è il primo nella rete globale dei centri collaboratori OMS dedicato specificamente alla sanità pubblica digitale per la preparedness pandemica. Entrerà a far parte di una rete di oltre 800 centri in più di 80 Paesi che supportano l’OMS attraverso ricerca, formazione e cooperazione tecnica.

Tra le principali aree di lavoro figurano l’utilizzo di approcci “One Health” per integrare dati su salute umana, animale e ambientale, il miglioramento dei sistemi di sorveglianza e allerta precoce e l’impiego di tecnologie digitali, inclusa l’intelligenza artificiale, per supportare decisioni rapide e basate su evidenze.

Il centro contribuirà inoltre ad affrontare sfide emergenti come la resistenza antimicrobica, la disinformazione durante le crisi sanitarie e la gestione dei dati sanitari, rafforzando la capacità dei Paesi di prevenire e rispondere a future emergenze.

Questa designazione si inserisce nel più ampio impegno dell’OMS per consolidare la sicurezza sanitaria globale dopo la pandemia di COVID-19, promuovendo soluzioni digitali innovative e una maggiore integrazione tra sistemi sanitari e ricerca.

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Salute Globale

Nuova pubblicazione OMS su salute di rifugiati e migranti per un nuovo quadro globale di monitoraggio

Di fronte a sfide sempre più complesse – dalla riduzione dei finanziamenti alla diffusione di narrative negative sulla migrazione, fino alle difficoltà nella raccolta dei dati – la pubblicazione dell’OMS pone un obiettivo chiaro: rafforzare l’attuazione del Global Action Plan (GAP) per la salute di migranti e rifugiati (2019-2030) attraverso azioni concrete, coordinate e sostenibili. Questo nuovo rapporto monitora i progressi realizzati nel tradurre la visione del GAP in azioni concrete.

Un aspetto incoraggiante è che molti Paesi hanno iniziato a integrare la salute di rifugiati e migranti nelle strategie nazionali, istituendo meccanismi di coordinamento e promuovendo equità e inclusione. Tuttavia, permangono lacune, in particolare nella raccolta e nell’uso dei dati sanitari legati alla migrazione, nel garantire la partecipazione di rifugiati e migranti ai processi decisionali e nell’assicurare l’accesso alle cure per tutti, indipendentemente dallo status giuridico.

L’OMS promuove anche un approccio più inclusivo, in grado di integrare la dimensione migratoria nelle strategie sanitarie generali, coinvolgendo direttamente le comunità interessate nei processi decisionali. Un’attenzione particolare è rivolta ai gruppi più vulnerabili: le esperienze migratorie non sono tutte uguali, e alcuni gruppi – come donne, bambini o lavoratori in condizioni precarie – affrontano rischi maggiori. Riconoscere queste differenze è fondamentale per evitare che le disuguaglianze si amplifichino.

Per rendere più operativo il GAP, l’OMS invita poi i Paesi a tradurre gli impegni globali in piani nazionali concreti, con obiettivi chiari e strumenti di monitoraggio. Questo passaggio è essenziale per trasformare le dichiarazioni politiche in risultati misurabili.

Un altro elemento chiave è il rafforzamento della collaborazione tra settori. La salute dei migranti non dipende solo dai servizi sanitari, ma anche da politiche in ambiti come lavoro, istruzione e alloggio. Da qui l’importanza di creare meccanismi di coordinamento e partenariati ampi, che coinvolgano diversi attori istituzionali e sociali.

Nel loro insieme, questi obiettivi delineano un’agenda ambiziosa ma necessaria: rendere i sistemi sanitari più inclusivi, più informati e più capaci di rispondere a una realtà globale sempre più caratterizzata dalla mobilità umana.

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Evento Salute digitale GIDH: verso sistemi più resilienti e collaborativi

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e il Segretariato della GIDH sono lieti di annunciare le date del terzo incontro globale della Global Initiative on Digital Health (GIDH), che si terrà dal 22 al 24 giugno 2026 presso la sede dell’OMS a Ginevra, in Svizzera. Sarà possibile partecipare sia di persona che online.

Il 3° incontro globale GIDH

L’incontro si svolgerà all’insegna del tema “Rafforzare la resilienza dei sistemi sanitari e le capacità locali attraverso le basi digitali, l’apprendimento e le partnership” (Building health systems resilience and local capacity through Digital Foundations, Learning and Partnerships). Riunirà i membri della GIDH, i paesi, i partner, la società civile, il mondo accademico, il settore privato e gli operatori della sanità digitale per scambiare esperienze sulle priorità nazionali in materia di sanità digitale e promuovere sforzi collaborativi verso una trasformazione digitale dei sistemi sanitari basata su standard. Durante i tre giorni, la leadership dei paesi, l’imprenditorialità locale e gli standard saranno messi in evidenza come pilastri fondamentali per una trasformazione della sanità digitale sostenibile e incentrata sulla persona.

Il programma:

  • Il primo giorno, 22 giugno 2026, sarà aperto solo agli attuali membri del GIDH.
  • Il secondo e terzo giorno, 23-24 giugno 2026, saranno aperti al pubblico.

 

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OMS lancia HISGOV, il database per valutare sistemi informativi e governance dei dati nei Paesi della Regione Europea

L’OMS ha lanciato il database Health Information Systems Governance (HISGOV), che raccoglie circa 70 indicatori per aiutare i paesi della Regione europea a comprendere, confrontare e migliorare le modalità di raccolta, gestione e utilizzo dei dati sanitari. Mettendo in evidenza i progressi, le lacune e le sfide in settori quali le strategie digitali, la governance dei dati e l’interoperabilità, la banca dati favorisce un processo decisionale più chiaro e l’adozione di politiche sanitarie più efficaci e basate su dati concreti.

Il database HISGOV

I sistemi informativi sanitari sono fondamentali per il buon funzionamento dei sistemi sanitari. Per favorirne il miglioramento, l’OMS ha lanciato un nuovo database destinato ai responsabili politici, agli esperti e al pubblico in tutta la Regione europea dell’OMS. Questo strumento è stato concepito per aiutare gli utenti a comprendere meglio il funzionamento dei sistemi informativi sanitari e le modalità con cui è possibile rafforzare la governance dei dati. La banca dati raccoglie quasi 70 indicatori, offrendo una panoramica chiara e accessibile sulle modalità con cui i paesi raccolgono, gestiscono e utilizzano i dati sanitari.

Cofinanziato dall’Unione Europea, il database HISGOV fornisce informazioni sia sui progressi compiuti che sulle sfide ancora in corso. Il suo scopo è quello di evidenziare le aree in cui potrebbero essere necessari ulteriori interventi o investimenti. Presentando informazioni comparabili tra i vari paesi, consente agli utenti di identificare le lacune e monitorare gli sviluppi nel tempo.

I sistemi di informazione sanitaria sono di per sé complessi e operano su più livelli. Essi generano informazioni sanitarie che guidano il processo decisionale attraverso processi quali la raccolta dei dati, l’analisi, la rendicontazione, la gestione delle conoscenze e la governance. Affinché questi sistemi siano efficaci ed efficienti, essi dipendono da dati coerenti e di alta qualità provenienti da un’ampia gamma di fonti. Queste includono cartelle cliniche, indagini, registri delle malattie, interviste, indagini di screening, programmi di prevenzione e dati provenienti da settori esterni a quello sanitario, quali i dati ambientali o sociali.

Questo database è strutturato attorno a componenti chiave che riflettono la solidità dei sistemi, tra cui strategie digitali, quadri di governance, cartelle cliniche elettroniche, utilizzo dei dati e interoperabilità. Esplora inoltre le sfide legate all’implementazione delle cartelle cliniche elettroniche e all’adozione di analisi avanzate. Le informazioni sono presentate attraverso tabelle riassuntive e mappe per facilitare la comprensione dei confronti e delle tendenze.

Attingendo a sondaggi e valutazioni dei sistemi, il database supporta un processo decisionale più efficace, chiarendo come i dati possano essere utilizzati per l’azione e lo sviluppo delle politiche nei vari paesi della regione.

 

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