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Salute mentale Salute Globale

L’OMS lancia una nuova guida per ampliare l’accesso all’auto-aiuto psicologico

L’OMS ha pubblicato una nuova guida operativa per supportare governi, organizzazioni sanitarie e operatori comunitari nell’implementazione e nell’ampliamento degli interventi di auto-aiuto psicologico. L’obiettivo è rendere più accessibili servizi di salute mentale efficaci e basati sull’evidenza, contribuendo a ridurre il divario tra bisogni di assistenza e disponibilità di cure.

Secondo l’OMS, oltre un miliardo di persone nel mondo convive con una condizione di salute mentale, ma molte non riescono ad accedere a trattamenti adeguati a causa della carenza di professionisti, delle limitazioni economiche o delle difficoltà geografiche. In questo contesto, gli interventi di auto-aiuto psicologico rappresentano una soluzione promettente per raggiungere un numero maggiore di persone utilizzando risorse limitate.

La nuova guida, intitolata “Psychological Self-Help Interventions: Delivering Self-Help for Individuals“, fornisce indicazioni pratiche per pianificare, adattare e realizzare programmi di auto-aiuto sia in modalità autonoma sia con il supporto di operatori formati non specialisti. La guida è destinata a responsabili di programmi, supervisori, operatori sanitari e organizzazioni attive nei settori della salute, dell’assistenza umanitaria e dello sviluppo comunitario.

Particolare attenzione viene dedicata ai modelli di auto-aiuto guidato, nei quali le persone ricevono un supporto regolare ma limitato da parte di operatori adeguatamente formati. Questo approccio consente di mantenere elevata l’efficacia degli interventi senza richiedere un ampio coinvolgimento di specialisti della salute mentale.

La guida si basa sull’esperienza maturata dall’OMS attraverso due interventi già ampiamente sperimentati: Step-by-Step, un programma digitale rivolto principalmente alle persone con sintomi di depressione, e Doing What Matters in Times of Stress, uno strumento di gestione dello stress basato su tecniche psicologiche validate. Entrambi gli interventi sono stati valutati attraverso studi scientifici e hanno dimostrato risultati positivi nel ridurre sintomi di depressione, ansia e distress psicologico.

Uno degli aspetti più innovativi della guida è la possibilità di implementare gli interventi in diversi contesti, compresi i servizi territoriali, l’assistenza primaria, i programmi comunitari e le piattaforme digitali. Questo approccio può risultare particolarmente utile nelle aree rurali, nei Paesi a basso e medio reddito e nelle situazioni di emergenza umanitaria, dove l’accesso ai servizi specialistici è spesso limitato.

L’iniziativa si inserisce nel più ampio impegno dell’OMS per rafforzare la salute mentale come componente essenziale della copertura sanitaria universale.

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Salute Globale

OMS: pubblicata una guida per integrare la salute pubblica nei sistemi sanitari

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha pubblicato il documento Improving public health in health systems: guidance for country-level policies and actions, una guida rivolta ai decisori politici, ai professionisti della salute e a tutti gli attori coinvolti nella pianificazione e nell’organizzazione dei servizi sanitari.

La pubblicazione parte dalla consapevolezza che i sistemi sanitari si trovano oggi ad affrontare sfide sempre più complesse e interconnesse: l’aumento delle malattie non trasmissibili, il persistere delle minacce infettive, gli effetti dei cambiamenti climatici sulla salute, l’invecchiamento della popolazione, le crisi umanitarie e le crescenti disuguaglianze sociali e territoriali.

A queste criticità si aggiungono le conseguenze lasciate dalla pandemia di COVID-19, che ha evidenziato l’importanza di disporre di solide capacità di salute pubblica e, al tempo stesso, la fragilità di molti sistemi sanitari nel garantire una risposta coordinata ed efficace.

Secondo l’OMS, una delle principali lezioni apprese negli ultimi anni è che la salute pubblica non può essere considerata un ambito separato dall’assistenza sanitaria.

Al contrario, le funzioni essenziali di sanità pubblica devono essere integrate nella governance, nel finanziamento, nell’organizzazione e nell’erogazione dei servizi. In questo senso, il documento si propone di fornire un quadro operativo per sostenere i Paesi nel rafforzamento delle Essential Public Health Functions (EPHFs), ossia quell’insieme di attività indispensabili per proteggere e promuovere la salute delle popolazioni.

Tra queste rientrano la sorveglianza epidemiologica, la preparazione e la risposta alle emergenze sanitarie, la promozione della salute, la prevenzione delle malattie, la protezione della salute ambientale, il coinvolgimento delle comunità, la produzione e l’utilizzo delle evidenze scientifiche e lo sviluppo di politiche pubbliche orientate all’equità.

OMS E SISTEMI SANITARI: INTEGRARE LE FUNZIONI ESSENZIALI DI SALUTE PUBBLICA

Uno degli elementi più rilevanti della guida riguarda l’utilizzo del modello dei sei building blocks dei sistemi sanitari, elaborato dall’OMS, come strumento per individuare modalità concrete di integrazione della salute pubblica nelle strutture e nei processi esistenti.

Il documento, infatti, propone una serie di azioni operative riferite a ciascun building block: leadership e governance, finanziamento, personale sanitario, sistemi informativi, accesso ai prodotti sanitari essenziali ed erogazione dei servizi.

Per quanto riguarda la governance, l’OMS sottolinea la necessità di definire chiaramente ruoli e responsabilità, promuovendo meccanismi di coordinamento intersettoriale e adottando approcci whole-of-government e whole-of-society, in grado di coinvolgere istituzioni, professionisti, comunità e altri settori che incidono sui determinanti della salute.

Sul piano del finanziamento, viene evidenziata l’importanza di garantire investimenti adeguati e sostenibili per le attività di sanità pubblica, superando logiche emergenziali e assicurando continuità alle azioni di prevenzione e promozione della salute.

Un’attenzione particolare è dedicata inoltre alla workforce, riconosciuta come una componente fondamentale per il rafforzamento dei sistemi sanitari. Il documento invita i Paesi a investire nello sviluppo di competenze specifiche in ambito di salute pubblica, nella formazione continua e nella pianificazione strategica del personale.

Analogamente, viene ribadito il ruolo cruciale dei sistemi informativi sanitari, che devono essere in grado di raccogliere, integrare e utilizzare dati affidabili per orientare le decisioni e monitorare l’efficacia degli interventi.

Anche l’erogazione dei servizi rappresenta un ambito centrale della guida. Viene richiamata la necessità di integrare le funzioni essenziali di sanità pubblica nei percorsi di assistenza e nei servizi territoriali, affinché prevenzione, promozione della salute, sorveglianza e risposta ai rischi non siano considerate attività separate, ma parte dell’organizzazione ordinaria dei sistemi sanitari. Questo significa rafforzare il collegamento tra sanità pubblica, cure primarie, servizi di comunità e altri livelli di assistenza, con l’obiettivo di garantire interventi più accessibili, continui e coerenti con i bisogni della popolazione.

La guida non propone un modello unico valido per tutti i contesti, ma incoraggia ciascun Paese ad adattare le raccomandazioni alle proprie caratteristiche istituzionali, organizzative e socioeconomiche.

L’obiettivo finale è favorire la costruzione di sistemi sanitari più resilienti, equi e orientati ai bisogni delle persone, nei quali le funzioni essenziali di salute pubblica siano riconosciute come una componente strutturale e non come un insieme di attività aggiuntive.

In questa prospettiva, il documento rappresenta uno strumento utile per accompagnare i processi di trasformazione dei sistemi sanitari e rafforzarne la capacità di rispondere sia alle emergenze sia alle sfide di lungo periodo legate alla salute delle popolazioni.

 

 

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Salute Globale

OMS/Europa: nuovo sistema per monitorare i progressi su clima e salute

La Pan-European Commission on Climate and Health ha sviluppato un articolato Call to Action Progress Measures Dashboard, cioè un quadro operativo su clima e salute che mira a trasformare le raccomandazioni strategiche in indicatori concreti e misurabili. L’obiettivo è valutare in modo sistematico i progressi dei Paesi della regione europea nel fronteggiare gli impatti del cambiamento climatico sulla salute.

La Commissione è un gruppo consultivo indipendente istituito e convocato dall’OMS/Europa che non ha funzioni normative, ma che mira a orientare l’agenda politica e scientifica, mettendo in evidenza le connessioni tra crisi climatica, salute pubblica e resilienza dei sistemi. Il documento prodotto rappresenta un passaggio chiave verso una maggiore accountability delle politiche clima–salute, definendo non solo cosa dovrebbe essere fatto, ma anche come misurarlo, con quali fonti dati e attraverso quali meccanismi istituzionali.

CLIMA E SALUTE: Quattro macro-aree di intervento

Il framework si articola in quattro grandi aree di intervento:

  1. Riconoscimento del cambiamento climatico come minaccia sistemica alla salute pubblica, con indicatori che monitorano l’integrazione del tema nelle strategie nazionali, nei meccanismi di sicurezza e nei sistemi di governance multilivello, inclusa la cooperazione ONU.
  2. Trasformazione dei sistemi sanitari, promuovendo infrastrutture resilienti e sostenibili, la riduzione delle emissioni del settore sanitario, la riforma della formazione del personale sanitario e l’integrazione della sostenibilità nei modelli di cura e nella procurement sanitaria.
  3. Il livello locale e urbano, riconoscendo il ruolo centrale delle città nella gestione degli impatti climatici. Il dashboard include indicatori su piani locali su clima e salute, sistemi di allerta precoce, infrastrutture verdi e azioni di salute pubblica implementate da reti di città come WHO Healthy Cities, C40 e ICLEI.
  4. Le riforme economiche e finanziarie, con particolare attenzione alla rimozione dei sussidi ai combustibili fossili, all’aumento degli investimenti in clima e salute, al rafforzamento degli standard sulla qualità dell’aria e allo sviluppo di indicatori di benessere oltre il PIL.

Un elemento trasversale del framework è l’enfasi sull’equità, con la richiesta di disaggregare i dati per gruppi di popolazione e garantire la partecipazione effettiva di gruppi vulnerabili nei processi decisionali, passando da una logica consultiva a una governance condivisa.

Nel complesso, il documento propone una visione altamente strutturata e operativa: non solo una strategia politica, ma un vero e proprio sistema di monitoraggio che collega evidenze scientifiche, governance e risultati misurabili.

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Salute Globale

L’OMS lancia un piano globale sul clima, inquinamento e povertà energetica

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha varato un piano per il periodo 2025-2028 volto a porre la salute al centro delle politiche in materia di clima, qualità dell’aria ed energia, in seguito ai mandati adottati dagli Stati membri in occasione della 78ª Assemblea mondiale della sanità. La strategia mira a rafforzare le attività di sensibilizzazione, le partnership, l’accesso ai finanziamenti e i sistemi sanitari resilienti ai cambiamenti climatici, al fine di tradurre gli impegni globali in benefici tangibili per le persone, i sistemi sanitari e il pianeta.

Il piano globale sul clima

L’OMS ha lanciato oggi il suo piano di sensibilizzazione, comunicazione e partnership, “WHO at the heart of the health response to climate change, air pollution and energy poverty (2025–2028)”. Il piano traduce l’ultimo mandato adottato dagli Stati membri in un programma d’azione coordinato, progettato per porre la salute al centro delle agende globali relative al clima, all’aria pulita e all’energia.

Nel maggio 2025, gli Stati membri hanno adottato il Piano d’azione globale ( Global Action Plan (GAP)) sui cambiamenti climatici e la salute (2025–2028), in risposta alla risoluzione WHA77.14, nonché la tabella di marcia aggiornata sull’inquinamento atmosferico e la salute (EB156/24), a seguito della risoluzione WHA68/18 sull’affrontare gli impatti sulla salute dell’inquinamento atmosferico. Il nuovo piano rende operativi questi impegni fornendo strategie pratiche per creare slancio, rafforzare i partenariati e sostenere l’attuazione.

La necessità di agire è evidente. Ogni anno più di sette milioni di persone muoiono a causa dell’inquinamento atmosferico, mentre i sistemi sanitari sono responsabili di quasi il cinque per cento delle emissioni globali di gas a effetto serra. Allo stesso tempo, solo circa lo 0,5 per cento dei finanziamenti multilaterali per il clima è destinato a progetti che proteggono o migliorano esplicitamente la salute umana.

Sebbene gli Stati membri abbiano stabilito un chiaro mandato in materia di clima e salute, permangono notevoli lacune in termini di finanziamenti, sensibilizzazione e coinvolgimento del pubblico. Il piano mira ad affrontare queste sfide attraverso partnership strategiche, una comunicazione basata su dati concreti e un’azione di sensibilizzazione coordinata.

 

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lotta contro il cancro

Test del sangue per migliorare lo screening del tumore al polmone

Lo screening del tumore al polmone potrebbe essere potenziato grazie all’utilizzo di un semplice esame del sangue. È quanto emerge da un nuovo studio coordinato dall’International Agency for Research on Cancer (IARC), l’agenzia specializzata dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) per la ricerca sul cancro, e realizzato insieme ai partner del Lung Cancer Cohort Consortium (LC3).

I risultati, pubblicati sul Journal of the American Medical Association (JAMA), suggeriscono che un test basato sull’analisi di specifici biomarcatori presenti nel sangue potrebbe contribuire a individuare con maggiore precisione le persone che dovrebbero essere indirizzate ai programmi di screening mediante tomografia computerizzata a basso dosaggio (Low-Dose Computed Tomography – LDCT).

Attualmente, la LDCT rappresenta uno degli strumenti più efficaci per la diagnosi precoce del tumore al polmone nelle persone considerate ad alto rischio sulla base della storia di fumo ed è associata a una riduzione della mortalità legata alla malattia.

Tuttavia, molti casi di tumore polmonare vengono diagnosticati in persone con una storia di fumo che non rientrano nei criteri di eleggibilità previsti dai programmi di screening, limitando così l’impatto complessivo di questi interventi di prevenzione secondaria.

Lo studio ha validato il modello INTEGRAL-Risk, uno strumento sviluppato a partire da biomarcatori proteici circolanti nel sangue, con l’obiettivo di valutare se il suo impiego possa migliorare la selezione delle persone da sottoporre alla TC a basso dosaggio. Secondo i ricercatori, l’integrazione di approcci innovativi basati sui biomarcatori potrebbe consentire di identificare un numero maggiore di soggetti ad elevato rischio di sviluppare il tumore al polmone.

COME POTREBBE EVOLVERE LO SCREENING DEL TUMORE AL POLMONE

I risultati dello studio aprono nuove prospettive nell’ambito della diagnosi precoce, suggerendo che strategie di screening più personalizzate potrebbero contribuire ad aumentare l’efficacia dei programmi esistenti.

I ricercatori sottolineano tuttavia che saranno necessari ulteriori studi per comprendere come integrare concretamente questi strumenti nella pratica clinica e nei sistemi sanitari.

Il test del sangue non sostituisce infatti la tomografia computerizzata a basso dosaggio, ma potrebbe rappresentare un supporto aggiuntivo per identificare in modo più accurato le persone che potrebbero trarre beneficio dallo screening.

In un contesto in cui il tumore al polmone continua a rappresentare una delle principali cause di morte per cancro a livello globale, l’individuazione di nuovi approcci per migliorare l’accesso alla diagnosi precoce assume particolare rilevanza per la salute pubblica.

Secondo IARC, queste evidenze potrebbero contribuire al dibattito internazionale sull’evoluzione delle strategie di screening, favorendo lo sviluppo di modelli sempre più mirati e basati sul rischio individuale.

Lo studio conferma inoltre il crescente interesse della comunità scientifica verso l’impiego dei biomarcatori nella prevenzione oncologica, con l’obiettivo di rendere gli interventi di screening più efficaci e in grado di intercettare precocemente la malattia nelle persone maggiormente esposte al rischio.

Per approfondire le iniziative, le politiche europee e le opportunità di collaborazione sul tema della lotta contro il cancro, è possibile consultare la piattaforma tematica dedicata del ProMIS.

 

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comunicazione in salute Salute Globale

31 maggio: giornata mondiale senza tabacco

La giornata mondiale senza tabacco si celebra il 31 maggio 2026 con una campagna dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) dedicata alla protezione dei giovani dalle strategie commerciali dell’industria del tabacco e della nicotina.

La ricorrenza, promossa ogni anno dall’OMS, richiama l’attenzione sugli effetti del consumo di tabacco e nicotina sulla salute e sulle politiche necessarie per ridurre il numero di fumatori e prevenire l’avvicinamento dei più giovani a sigarette tradizionali, prodotti a tabacco riscaldato, sigarette elettroniche e altri dispositivi contenenti nicotina.

L’edizione 2025 della giornata mondiale senza tabacco aveva richiamato l’attenzione sulle strategie dell’industria del tabacco rivolte ai giovani; la campagna OMS 2026 approfondisce ulteriormente il tema della protezione delle nuove generazioni dal marketing dei prodotti contenenti nicotina.

Per l’edizione 2026, l’OMS pone particolare attenzione alle modalità con cui l’industria utilizza marketing, packaging, aromi e strumenti digitali per rendere questi prodotti più attrattivi soprattutto per adolescenti e giovani adulti.

Secondo l’OMS, milioni di giovani nel mondo utilizzano prodotti contenenti tabacco o nicotina e l’età di inizio del consumo rimane particolarmente bassa in molti Paesi. La campagna evidenzia che la diffusione di aromi, design accattivanti, influencer marketing e pubblicità sui social media contribuisce a rendere questi prodotti più accessibili e percepiti come meno rischiosi.

L’OMS, inoltre, richiama l’attenzione sui rischi legati alla dipendenza da nicotina e sugli effetti che il consumo di tabacco può avere sulla salute cardiovascolare, respiratoria e mentale e invita governi, istituzioni e società civile ad adottare misure più efficaci per limitare l’esposizione dei giovani al marketing del tabacco e rafforzare le politiche di prevenzione.

La campagna 2026 promuove anche una maggiore regolamentazione dei prodotti contenenti nicotina e sottolinea l’importanza di ambienti liberi dal fumo, tassazione, avvertenze sanitarie e limitazioni pubblicitarie come strumenti di tutela della salute pubblica.

L’OMS evidenzia la necessità di contrastare le strategie commerciali che puntano a normalizzare il consumo di nicotina tra i più giovani, anche attraverso l’utilizzo di linguaggi e strumenti digitali pensati specificamente per il pubblico adolescente.

GIORNATA MONDIALE SENZA TABACCO E PREVENZIONE SANITARIA

La campagna 2026 sottolinea che la riduzione del consumo di tabacco rappresenta uno degli strumenti più efficaci per prevenire malattie cardiovascolari, respiratorie e oncologiche, oltre a contribuire alla sostenibilità dei sistemi sanitari.

L’iniziativa rientra nelle attività promosse dall’OMS nell’ambito della Convenzione quadro per il controllo del tabacco (WHO Framework Convention on Tobacco Control – WHO FCTC), il trattato internazionale adottato per sostenere politiche pubbliche dedicate alla riduzione del consumo di tabacco e alla protezione della salute pubblica, per rafforzare la consapevolezza sui rischi legati al tabacco e alla nicotina e a promuovere interventi mirati soprattutto nei confronti delle nuove generazioni.

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Salute mentale Salute Globale

Disturbi neurologici: nuovo rapporto OMS

I disturbi neurologici rappresentano oggi la principale causa di cattiva salute e disabilità a livello globale, interessando oltre un terzo della popolazione mondiale. È quanto emerge dal rapporto esecutivo Global status report on neurology dell’OMS, che fotografa una situazione in rapido peggioramento e mette in evidenza profonde disuguaglianze tra Paesi ad alto reddito e Paesi a basso e medio reddito.

Secondo il rapporto, il peso sanitario, sociale ed economico delle patologie neurologiche continua ad aumentare, aggravato da carenze nelle politiche sanitarie, nella disponibilità di risorse, nell’accesso ai servizi di prevenzione e cura, e nella consapevolezza pubblica.

Per affrontare questa crescente crisi, nel 2022 gli Stati membri dell’OMS hanno adottato all’unanimità l’Intersectoral Global Action Plan (IGAP) on Epilepsy and Other Neurological Disorders 2022–2031, un piano d’azione globale decennale che mira a ridurre stigma, mortalità, disabilità e impatto socioeconomico delle malattie neurologiche, promuovendo al contempo la salute del cervello lungo tutto l’arco della vita.

Il nuovo rapporto rappresenta il primo grande monitoraggio globale dell’attuazione dell’IGAP e definisce i valori di riferimento per i 10 obiettivi globali fissati per il 2031. Il documento raccoglie dati su governance, finanziamenti, servizi sanitari, forza lavoro, accesso a farmaci e tecnologie, prevenzione, ricerca e sistemi informativi sanitari, offrendo una mappa dettagliata della risposta di salute pubblica ai disturbi neurologici.

Tra le patologie monitorate figurano epilessia, ictus, malattia di Parkinson, meningite, cefalee e disturbi del neurosviluppo. Il rapporto esclude invece la demenza, che viene monitorata separatamente attraverso il Global Dementia Observatory.

L’indagine è stata condotta in collaborazione con gli uffici regionali e nazionali dell’OMS attraverso un questionario inviato ai ministeri della salute dei 194 Stati membri. Hanno partecipato 102 Paesi, pari al 53% degli Stati membri e al 71% della popolazione mondiale. Sebbene il livello di partecipazione sia considerato significativo, il rapporto evidenzia anche importanti limiti nella raccolta e qualità dei dati, soprattutto nei Paesi con sistemi informativi sanitari fragili o frammentati.

Uno degli aspetti centrali evidenziati dall’OMS è il forte squilibrio globale nell’accesso ai servizi neurologici. Nei Paesi a basso e medio reddito persistono gravi carenze di specialisti, strutture, tecnologie diagnostiche e farmaci essenziali. Molte persone con disturbi neurologici non ricevono diagnosi tempestive né trattamenti adeguati, con un impatto particolarmente grave sulle popolazioni più vulnerabili.

L’OMS conclude sottolineando che i prossimi anni saranno decisivi per accelerare l’attuazione dell’IGAP e ridurre il crescente peso globale delle malattie neurologiche.

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cure integrate comunicazione in salute workforce

Integrare la riabilitazione visiva nei sistemi sanitari: una nuova guida OMS

Una nuova pubblicazione dell’OMS, Planning guide for integrated vision rehabilitation, rappresenta uno strumento pratico per supportare i Paesi nello sviluppo e nell’integrazione dei servizi di riabilitazione visiva all’interno dei sistemi sanitari nazionali. La guida nasce dalla consapevolezza che la disabilità visiva e la cecità incidono profondamente sulla qualità della vita delle persone.

La riabilitazione visiva viene definita come una componente essenziale dell’assistenza oftalmologica, rivolta alle persone con deficit visivi irreversibili ma con una residua capacità visiva. L’obiettivo è aiutare le persone a massimizzare le proprie capacità funzionali attraverso un insieme di interventi che comprendono supporto psicologico, ausili ottici ed elettronici, dispositivi per la mobilità, adattamenti ambientali e training specifici per l’uso della visione residua e per l’orientamento.

La guida distingue inoltre la riabilitazione visiva dai percorsi di riabilitazione rivolti alle persone cieche. Nel primo caso, il focus è sull’ottimizzazione della visione residua; nel secondo, invece, l’attenzione è rivolta allo sviluppo di competenze che non dipendono dalla vista, come l’utilizzo del Braille, le tecniche avanzate di orientamento e mobilità o le tecnologie assistive non visive. Questo approccio evidenzia la necessità di creare percorsi integrati tra servizi sanitari, sociali ed educativi, per garantire continuità assistenziale e inclusione.

Il documento sottolinea anche il carattere multidisciplinare della riabilitazione visiva, che coinvolge oftalmologi, optometristi, ortottisti, psicologi, terapisti occupazionali, fisioterapisti, insegnanti specializzati, assistenti sociali e altri professionisti sanitari. Questo modello integrato consente di accompagnare la persona verso una maggiore autonomia nella mobilità, nella lettura, nel lavoro e nella partecipazione sociale.

Nonostante l’esistenza di interventi efficaci, l’accesso ai servizi di riabilitazione visiva rimane ancora molto limitato, soprattutto nei Paesi a basso e medio reddito. Tra le principali barriere individuate dalla WHO vi sono la carenza di personale formato, la limitata disponibilità di servizi al di fuori dei centri specialistici, i costi elevati degli ausili, la scarsa integrazione nelle politiche sanitarie nazionali e la ridotta consapevolezza delle opportunità di riabilitazione sia tra i professionisti sanitari sia tra i pazienti.

La guida propone infine un percorso operativo in tre fasi: analizzare i bisogni e i servizi esistenti, implementare interventi prioritari e integrare stabilmente la riabilitazione visiva nei piani sanitari nazionali e nei sistemi di monitoraggio.

 

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Salute Globale

La 79ª Assemblea Mondiale della Sanità: la salute globale a un punto di svolta

Le delegazioni provenienti da tutto il mondo si riuniranno tra il 18 e il 23 maggio a Ginevra per la 79ª Assemblea Mondiale della Sanità (World Health Assembly – WHA), il principale organo decisionale dell’OMS. L’incontro si svolge in un momento particolarmente importante per la salute globale, segnata da conflitti, nuove pressioni legate ai cambiamenti climatici, alle trasformazioni demografiche, alle disuguaglianze sanitarie e all’incertezza economica.

Cos’è l’Assemblea Mondiale della Sanità?

L’Assemblea Mondiale della Sanità è l’organo di governo dell’OMS e riunisce ogni anno a Ginevra le delegazioni di tutti gli Stati Membri dell’Organizzazione. L’Assemblea definisce le politiche dell’OMS, approva il programma e il bilancio, supervisiona le politiche finanziarie e nomina il Direttore Generale. Rappresenta inoltre il principale forum globale nel quale i Paesi negoziano priorità e coordinano le azioni internazionali in materia di salute.

I principali temi all’ordine del giorno

Secondo il rapporto consolidato preparato dall’OMS in vista dell’Assemblea, i delegati saranno chiamati a discutere una vasta gamma di sfide interconnesse, tra le quali:

  1. Il rallentamento dei progressi nell’ambito delle vaccinazioni: l’OMS avverte che molti Paesi non sono sulla buona strada per raggiungere gli obiettivi dell’Agenda per l’Immunizzazione 2030, a causa delle persistenti disuguaglianze nell’accesso ai vaccini, della crescente diffusione della disinformazione e dell’esitazione vaccinale, nonché delle difficoltà nel raggiungere le popolazioni più vulnerabili, soprattutto nei contesti fragili e colpiti da conflitti.
  2. Anche la tubercolosi continuerà a occupare un posto centrale nell’agenda politica. L’OMS sottolinea che i progressi nella lotta contro la TB richiederanno sistemi sanitari più solidi, un maggiore accesso alla diagnosi e ai trattamenti e una maggiore attenzione ai determinanti sociali ed economici della salute. Gli Stati Membri stanno inoltre iniziando a guardare oltre l’attuale strategia “End TB”, lavorando a una futura strategia post-2030.
  3. I cambiamenti climatici saranno un altro tema destinato a influenzare molte delle discussioni dell’Assemblea. L’OMS considera sempre più il cambiamento climatico non soltanto come una questione ambientale, ma come una vera e propria minaccia per la salute pubblica, già in grado di modificare la diffusione delle malattie, colpire le comunità più vulnerabili e mettere sotto pressione la resilienza dei sistemi sanitari. Crescono le preoccupazioni legate alle ondate di calore, alle malattie trasmesse da vettori e al degrado ambientale.
  4. Parallelamente, l’OMS invita i Paesi ad accelerare gli sforzi verso la copertura sanitaria universale, garantendo però che l’innovazione tecnologica non contribuisca ad ampliare le disuguaglianze. Le discussioni sulla salute digitale, la medicina di precisione e l’accesso ai servizi diagnostici metteranno in evidenza la necessità di garantire un accesso equo alle nuove tecnologie, in particolare nei Paesi a basso e medio reddito.
Finanziamenti e futuro della cooperazione internazionale

Uno dei temi ricorrenti del rapporto dell’OMS riguarda la sostenibilità dei finanziamenti per la salute globale. L’Organizzazione avverte che molti obiettivi sanitari internazionali rischiano di non essere raggiunti a causa di finanziamenti insufficienti e instabili, in un momento in cui i sistemi sanitari sono già sottoposti a forti pressioni. L ’Organizzazione stessa continua a subire le conseguenze finanziarie legate all’uscita degli Stati Uniti e dell’Argentina dall’OMS, con effetti sul suo funzionamento complessivo.

Più in generale, la 79ª Assemblea Mondiale della Sanità rifletterà una crescente consapevolezza del fatto che le grandi sfide della salute globale siano ormai profondamente interconnesse. Malattie infettive, cambiamenti climatici, resilienza economica e disuguaglianze sociali non possono più essere affrontati separatamente. Mentre i governi si preparano a riunirsi a Ginevra, l’Assemblea offrirà un’importante indicazione sulla volontà dei Paesi di rafforzare la cooperazione internazionale e investire in sistemi sanitari più equi e resilienti per il futuro.

 

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Meningite batterica: pubblicata la nuova guida pratica OMS 2026

La meningite batterica resta una priorità rilevante per la salute globale, soprattutto nei Paesi a basso e medio reddito e nei contesti con risorse limitate, dove il carico della malattia rimane elevato e la capacità di risposta sanitaria può incidere in modo determinante sugli esiti clinici. L’ Organizzazione Mondiale della Sanità ha pubblicato un nuovo toolkit dedicato alla preparazione e alla risposta alle epidemie di meningite batterica, con l’obiettivo di trasformare raccomandazioni basate sulle evidenze in indicazioni pratiche da utilizzare direttamente nel punto di cura.

Il documento, intitolato Preparedness and response to bacterial meningitis outbreaks: toolkit for frontline healthcare workers, pubblicato il 28 aprile 2026 come guida normativa, si rivolge ai professionisti sanitari di prima linea impegnati nella gestione della meningite batterica acuta. La pubblicazione si presenta come una raccolta di strumenti operativi pensati per supportare il lavoro clinico e organizzativo nei contesti in cui il rischio di epidemie e mortalità in eccesso è più alto.

La risposta OMS alla meningite batterica

Il toolkit è stato sviluppato dopo la pubblicazione delle linee guida OMS su diagnosi, trattamento e assistenza della meningite, con una finalità applicativa precisa: rendere più semplice l’uso delle raccomandazioni nella pratica quotidiana degli operatori sanitari. Il focus principale riguarda la meningite batterica acuta nei bambini con più di un mese di età, negli adolescenti e negli adulti, offrendo indicazioni cliniche sui patogeni responsabili, sulle manifestazioni cliniche, sulle indagini diagnostiche, sulla terapia antibiotica, sui trattamenti aggiuntivi e sull’assistenza di supporto.

La guida include anche indicazioni sulla profilassi antibiotica dopo esposizione e sulle misure di prevenzione e controllo delle infezioni nelle strutture sanitarie, aspetti essenziali quando la risposta deve essere rapida, coordinata e coerente con le esigenze del punto di cura. Con 34 pagine e numero di riferimento OMS B09660, il toolkit rappresenta una risorsa sintetica per rafforzare la capacità dei servizi sanitari di affrontare le epidemie di meningite batterica, sostenendo decisioni tempestive e fondate su raccomandazioni condivise.

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