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Quadro Finanziario Pluriennale dell’UE: il voto in commissione BUDG del Parlamento europeo

Un rapporto del Parlamento europeo chiarisce la posizione dell’istituzione sul prossimo bilancio a lungo termine dell’UE, il Quadro finanziario pluriennale (QFP) 2028–2034. Il documento sottolinea che l’attuale bilancio si è rivelato insufficiente per affrontare crisi recenti e nuove sfide geopolitiche, chiedendo un quadro più ambizioso e flessibile.

La proposta della Commissione europea è giudicata poco ambiziosa

Il Parlamento europeo critica la proposta della Commissione europea sul nuovo QFP ritenendola poco ambiziosa. In particolare, contesta l’enfasi sul dato di un bilancio totale di “2 trilioni di euro”, calcolato a prezzi correnti e quindi gonfiato dall’inflazione. Se si considerano i prezzi costanti (più adatti a valutare il potere reale di spesa), il bilancio scende a circa 1.763 miliardi, pari a poco più dell’1,26% del reddito lordo dell’UE. Inoltre, una quota non trascurabile è destinata al rimborso del debito di NextGenerationEU, riducendo ulteriormente le risorse disponibili per nuove politiche.

Di conseguenza, secondo il Parlamento, l’aumento reale dei fondi per i programmi europei è praticamente nullo, inferiore a 0,01 punti percentuali. Questo viene giudicato insufficiente rispetto alle crescenti sfide che l’Unione deve affrontare, dalla sicurezza alla competitività, fino alla transizione climatica e digitale. Per questo motivo, gli eurodeputati chiedono un bilancio significativamente più elevato e trasparente, capace di sostenere concretamente le priorità strategiche dell’UE. Gli eurodeputati propongono un aumento di circa il 10%, fissando il livello ad almeno l’1,27% del reddito lordo europeo (1,38% includendo il rimborso del debito).

Priorità strategiche e governance del bilancio

Il Parlamento insiste affinché il bilancio resti uno strumento di investimento europeo con un chiaro valore aggiunto, sostenendo innovazione, difesa, autonomia strategica e azione esterna, senza indebolire politiche tradizionali come coesione e agricoltura. Allo stesso tempo, respinge un approccio “nazionalizzato” (un piano per Stato membro), ritenuto rischioso per la trasparenza, la coerenza delle politiche UE e la solidarietà.

Viene inoltre ribadita l’importanza di mantenere linee di finanziamento chiare per garantire controllo democratico e prevedibilità, nonché il coinvolgimento di autorità regionali e locali nell’attuazione.

Nuove risorse e sostenibilità finanziaria

Il Parlamento chiede l’introduzione di nuove risorse proprie per rafforzare la sostenibilità del bilancio e ridurre la dipendenza dai contributi nazionali, ipotizzando anche strumenti fiscali innovativi. Sottolinea inoltre che il rimborso del debito NextGenerationEU dovrebbe restare separato dal QFP, per non comprimere i finanziamenti ai programmi.

Nel complesso, il Parlamento definisce così il proprio mandato negoziale, puntando a un bilancio UE più ampio, trasparente e orientato alle priorità strategiche, capace di rispondere a un contesto globale sempre più complesso.

 

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EMA: I nuovi strumenti PRIME per accelerare lo sviluppo di farmaci nell’UE

L’Agenzia europea per i medicinali (EMA) ha annunciato l’introduzione di nuovi strumenti nell’ambito del programma PRIME (PRIority MEdicines), con l’obiettivo di accelerare lo sviluppo e l’accesso a farmaci innovativi nell’Unione europea.

Il programma PRIME, lanciato nel 2016, supporta lo sviluppo di medicinali destinati a rispondere a bisogni clinici non ancora soddisfatti, strutturando un dialogo continuo tra regolatori e sviluppatori. Dall’esperienza maturata negli ultimi anni EMA ha individuato dei nuovi strumenti e misure finalizzati a migliorare la collaborazione tra autorità regolatorie e industria, semplificare e velocizzare i processi di sviluppo, e favorire un accesso più precoce dei pazienti a terapie innovative. 

Nuovi strumenti del programma PRIME

Le nuove funzionalità introdotte, descritte dettagliatamente in un documento tecnico, mirano a rendere il percorso di sviluppo più efficiente e coordinato e si declinano in:

  • Una Roadmap regolatoria e tracker di sviluppo: consentirà di monitorare l’avanzamento del medicinale e individuare tempestivamente eventuali criticità.
  • Una consulenza scientifica accelerata: offrirà agli sviluppatori risposte rapide e mirate su questioni chiave del processo di sviluppo.
  • Il rafforzamento del dialogo continuo tra EMA e sviluppatori, per migliorare la preparazione delle domande di autorizzazione all’immissione in commercio.
Un passo avanti per il sistema europeo dei farmaci

Con l’integrazione di questi nuovi strumenti, l’EMA punta a rendere il programma PRIME ancora più efficace nel supportare lo sviluppo di medicinali innovativi, in particolare in aree dove le opzioni terapeutiche sono limitate o inesistenti.

In un contesto di crescente domanda di innovazione e rapidità, queste misure rappresentano un ulteriore passo verso un sistema regolatorio più agile, capace di rispondere meglio alle esigenze dei pazienti e dei sistemi sanitari europei.

 

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comunicazione in salute lotta contro il cancro

Guida pratica ECDC 2026 per la risposta alle emergenze sanitarie

Le emergenze sanitarie pubbliche che hanno interessato l’Europa negli ultimi anni hanno mostrato quanto sia essenziale trasformare l’esperienza maturata sul campo in misure operative stabili. La nuova guida pratica ECDC intende aiutare organizzazioni e istituzioni a tradurre le lezioni apprese in azioni concrete per rafforzare la preparazione e la risposta a livello europeo.

La guida pratica ECDC definisce un percorso strutturato che ricostruisce eventi e azioni, individua buone pratiche e criticità, e porta alla stesura di un report finale da cui sviluppare un piano d’azione. Il documento indica anche gli ambiti che possono essere rafforzati con questo processo, tra cui tempestività ed efficacia della risposta, coordinamento, comunicazione e sistemi esistenti.

guida pratica ECDC: come progettare in action review e after action review

La guida prende in esame due strumenti di revisione strutturata, pensati per esaminare una risposta sanitaria, individuare ciò che ha funzionato e ciò che richiede correzioni, e tradurre l’analisi in azioni di miglioramento. Le in action review vengono utilizzate mentre l’emergenza è ancora in corso, con l’obiettivo di individuare problemi urgenti e possibili correzioni immediate della risposta. Le after action review, invece, vengono realizzate dopo la conclusione dell’evento per esaminare quanto è stato fatto, valutarne i risultati e definire gli interventi successivi.

Il documento fornisce un quadro metodologico unitario corredato da istruzioni operative, da un workshop strutturato e da modelli modificabili dei principali strumenti di supporto, offrendo un supporto operativo anche ai Paesi che intendono allinearsi al piano dell’Unione europea per la prevenzione, la preparazione e la risposta alle crisi sanitarie e al regolamento sulle gravi minacce per la salute a carattere transfrontaliero.

La guida pratica ECDC consolida un metodo operativo che consente di trasformare l’analisi della risposta in indicazioni concrete per il miglioramento delle attività future, rafforzando così la preparedness e la capacità di intervento.

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Salute Globale

Parità di genere: la nuova strategia UE 2026-2030

La Commissione Europea ha presentato la nuova Strategia per la parità di genere 2026-2030, un piano ambizioso che mira a integrare l’uguaglianza in ogni aspetto della vita pubblica e privata, sia online che offline. Nonostante i progressi compiuti, le stime attuali indicano che, al ritmo odierno, l’UE impiegherebbe ancora 50 anni per raggiungere una piena parità di genere. La nuova strategia punta ad accelerare questo processo, trasformando la Roadmap per i diritti delle donne del 2025 in azioni concrete.

Presentata nel contesto della Giornata internazionale della donna dell’8 marzo, questa Strategia si basa sulla legislazione fondamentale adottata nell’ambito della Strategia per la parità di genere 2020-2025. Tra i traguardi principali figurano le norme sulla lotta alla violenza contro le donne, sulla trasparenza salariale e sul miglioramento dell’equilibrio di genere nei consigli di amministrazione delle società, oltre all’attuazione delle norme sull’equilibrio tra vita professionale e vita familiare per promuovere la condivisione paritaria delle responsabilità di cura.

Una strategia rinnovata per i prossimi cinque anni

La nuova Strategia rafforzerà l’azione dell’UE in aree chiave, affronterà le questioni emergenti e intensificherà il lavoro di attuazione delle legislazioni e delle politiche esistenti attraverso:

  • Continuare la lotta contro la violenza di genere: con un forte accento sulla lotta alla cyberviolence, che colpisce in modo sproporzionato donne e ragazze. Ciò include misure per contrastare i sexually explicit deepfakes e i deepnudes, e migliorare la protezione delle donne online. Questo sarà fatto attraverso un dialogo normativo strutturato con le very large online platforms basato sulle robuste salvaguardie del Digital Services Act. La Commissione sosterrà inoltre la piena attuazione della Violence Against Women Directive e del nuovo Action Plan on Cyberbullying presentato a febbraio 2026.
  • Coinvolgere uomini e ragazzi: nella lotta per la parità di genere, riconoscendone i benefici per loro e il loro importante ruolo nel determinare il cambiamento sociale. La Strategia si concentrerà su come contrastare la manipolazione delle informazioni e la disinformazione per evitare la crescente polarizzazione tra donne e uomini, in particolare tra i giovani. La Commissione condurrà uno studio sulle reti e narrazioni online che colpiscono i giovani uomini e ragazzi e li coinvolgerà in iniziative di costruzione della comunità.
  • Promuovere gli standard più elevati di salute e sistemi sanitari costruiti per tutti: per la prima volta, la sanità è coperta come area politica dedicata, inclusa una iniziativa faro insieme alla World Health Organization per migliorare la qualità e l’accessibilità dell’assistenza sanitaria femminile. La Strategia presenta nuove misure per affrontare la mancanza di ricerca medica, diagnostica e trattamenti sensibili al genere; ad esempio, la Commissione lavorerà con la European Medicines Agency per studiare la fattibilità di un controllo sensibile al genere durante la formulazione, l’approvazione e la somministrazione dei farmaci. La proposta di revisione del Clinical Trials Regulation nell’ambito dell’EU Biotech Act richiederà inoltre che i nuovi trial riflettano la diversità della popolazione, incluse donne e gruppi vulnerabili.
  • Stimolare la prosperità promuovendo la parità di genere nei settori economici: la Strategia lancerà un nuovo Action Plan on Women in Research, Innovation & Startups per attirare più donne in questo settore. In parallelo, verranno presentate azioni per attirare le donne verso le carriere STEM e un nuovo approccio “Boys in HEAL”, per incoraggiare gli uomini a studiare e lavorare nei settori della salute, dell’istruzione, dell’amministrazione e dell’alfabetizzazione.
  • Affrontare il divario retributivo e pensionistico di genere: sostenendo gli Stati membri nell’attuazione piena ed efficace della Pay Transparency Directive e collaborando con la Banca europea per gli investimenti per migliorare l’accesso ai finanziamenti per le donne imprenditrici. La Commissione organizzerà inoltre uno scambio di buone pratiche sulle misure per combattere efficacemente la povertà mestruale e della menopausa a livello nazionale.
  • Compiere ulteriori passi per sostenere la partecipazione paritaria e sicura delle donne alla politica: la Commissione aggiornerà la mappatura delle misure che promuovono la leadership femminile per affrontare l’attuale mancanza di rappresentanza. Oltre a presentare una Raccomandazione sulla sicurezza in politica con attenzione specifica alle donne, la Commissione promuoverà la partecipazione alla vita pubblica e contrasterà la manipolazione delle informazioni online che alimenta la polarizzazione.
  • Continuare a promuovere la parità di genere sulla scena mondiale: sviluppando un nuovo Gender Action Plan IV per il 2028-2034 e un nuovo Piano d’azione per le donne, la pace e la sicurezza. L’UE lancerà inoltre l’iniziativa faro “SHIELD” per migliorare l’accessibilità alla salute sessuale e riproduttiva e sostenere le sopravvissute alla violenza di genere.
Background

La parità di genere è un diritto fondamentale e uno dei valori cardine dell’UE, basato sui trattati fondativi e sulla Carta dei diritti fondamentali dell’UE. La Roadmap per i diritti delle donne ha riaffermato l’impegno della Commissione presentando una visione a lungo termine; tuttavia, i risultati del Gender Equality Index 2025 e della Relazione annuale sulla parità di genere evidenziano la necessità continua di agire per raggiungere una società equa a ogni livello.

 

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La Commissione risponde all’iniziativa dei cittadini sulla riduzione degli aborti non sicuri

La Commissione europea ha risposto all’iniziativa dei cittadini europei “My Voice, My Choice: For Safe and Accessible Abortion” (“La mia voce, la mia scelta: per un aborto sicuro e accessibile”), sottolineando che gli Stati membri possono utilizzare i finanziamenti UE esistenti, in particolare il Fondo sociale europeo Plus (FSE+), per sostenere l’accesso a servizi di aborto sicuri e legali in linea con le leggi nazionali.

Poiché questi strumenti consentono già il finanziamento volontario di tali misure sanitarie, la Commissione ha concluso che non è necessario proporre una nuova legislazione UE in questa fase.

Iniziativa “My Voice, My Choice”

L’iniziativa “My Voice, My Choice” ha raccolto più di 1,1 milioni di firme in tutta l’UE ed è stata formalmente presentata alla Commissione il 1° settembre 2025. Essa chiedeva un sostegno finanziario per garantire che chiunque in Europa non abbia accesso all’aborto sicuro e legale possa ottenere assistenza in conformità con la legislazione nazionale.

La Commissione europea ha adottato una comunicazione in risposta all’iniziativa dell’European Citizens’ Initiatives, ECI, (Iniziativa dei cittadini europei) “My Voice, My Choice”. Si tratta della dodicesima iniziativa che riceve una risposta formale dalla Commissione da quando è stato avviato il meccanismo dell’iniziativa dei cittadini europei nel 2012. Questa riflette la crescente preoccupazione dell’opinione pubblica in tutta l’Unione Europea riguardo all’accesso a servizi di aborto sicuri e alle più ampie implicazioni per la salute pubblica e la parità di genere.

Secondo l’OMS, ogni anno in Europa si verificano circa 483 000 aborti non sicuri. L’aborto non sicuro è ampiamente riconosciuto come un grave problema di salute pubblica, in quanto può portare a gravi complicazioni fisiche, problemi di salute a lungo termine e un significativo stress psicologico. In casi estremi, possono persino mettere a rischio la vita delle donne. Sebbene le leggi sull’aborto e i sistemi sanitari siano principalmente di competenza dei singoli Stati membri, l’Unione Europea può svolgere un ruolo di sostegno nella promozione della salute pubblica e nell’agevolazione dell’accesso ai servizi sanitari.

Dopo aver analizzato attentamente l’iniziativa e aver valutato i limiti di competenza dell’UE ai sensi dei trattati dell’Unione, la Commissione ha sottolineato che gli strumenti esistenti dell’UE possono già sostenere gli Stati membri nel migliorare l’accesso a un’assistenza sanitaria legalmente disponibile e accessibile, compresi i servizi di aborto sicuro. In particolare, il programma FSE+ potrebbe fornire un sostegno finanziario se gli Stati membri decidessero di utilizzarlo a tal fine.

Nell’ambito del FSE+, i paesi possono assegnare o riassegnare volontariamente fondi per migliorare l’accesso a servizi di aborto sicuri, legali e accessibili per le donne in gravidanza, a condizione che tali misure siano conformi alle loro leggi nazionali. Questo finanziamento potrebbe contribuire a rafforzare i sistemi sanitari, ampliare i servizi e garantire che le donne che necessitano di cure possano accedervi in modo sicuro, in linea con l’iniziativa.

Poiché questi meccanismi sono già in atto, la Commissione ha concluso che al momento non è necessario creare un nuovo strumento giuridico a livello dell’UE. Gli Stati membri che desiderano utilizzare le risorse dell’FSE+ a tal fine potrebbero invece dover prima aggiornare o modificare i loro programmi nazionali o regionali dell’FSE+ per includere tali azioni tra le loro priorità di finanziamento.

 

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Presidenza di Cipro del Consiglio dell’UE: focus sulle malattie rare

L’Istituto di Neurologia e Genetica di Cipro e il Vice Ministero della Ricerca, Innovazione e Politica Digitale cipriota stanno organizzando la conferenza “Advancement of Treatments for Rare Diseases” (Progressi nei trattamenti delle malattie rare) che si terrà il 5-6 marzo 2026 presso l’Anfiteatro dell’Istituto di Neurologia e Genetica di Cipro a Nicosia, Cipro, e che potrà essere seguita anche online.

L’Advancement of Treatments for Rare Diseases a Cipro

Le malattie rare colpiscono circa 30 milioni di persone in tutta l’Unione Europea e presentano sfide uniche a causa della loro complessità, rarità e limitate opzioni terapeutiche. Il progresso della ricerca, il miglioramento dell’accesso a terapie innovative e il rafforzamento della collaborazione in tutta Europa sono essenziali per migliorare i risultati per i pazienti e le loro famiglie.

L’evento di due giorni metterà in evidenza l’ambizione dell’UE di rendere l’Europa leader mondiale nel campo delle scienze entro il 2030 e si concentrerà sulla traduzione delle iniziative di ricerca e politiche in benefici tangibili per i pazienti affetti da malattie rare attraverso una migliore prevenzione, diagnosi e trattamento.

La conferenza a Cipro tratterà i seguenti temi chiave:

  • Rafforzare la collaborazione dell’UE per le malattie rare
  • Promuovere la ricerca, l’innovazione e lo sviluppo terapeutico
  • Migliorare i quadri normativi per i farmaci orfani
  • Garantire l’accessibilità, l’equità e l’assistenza incentrata sul paziente
  • Migliorare l’infrastruttura dei dati, la sicurezza e l’innovazione digitale

Il pubblico previsto a Cipro comprende ministeri governativi e autorità pubbliche; operatori sanitari ed esperti clinici; ricercatori e comunità scientifica; rappresentanti dell’industria farmaceutica e biotecnologica; organizzazioni di pazienti e gruppi di sostegno; specialisti in materia di dati, sanità digitale e tecnologia; esperti di economia sanitaria, etica e diritto; organismi di finanziamento e agenzie di ricerca europei; ONG; e altri rappresentanti di alto livello di diverse parti interessate.

 

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Lotta contro il cancro: il Parlamento chiede un programma sanitario UE dedicato

Il programma sanitario UE dedicato alla lotta contro il cancro è al centro dell’iniziativa con cui il Parlamento europeo invita a prevedere uno strumento specifico nel prossimo quadro finanziario pluriennale dell’Unione per il periodo 2028 2034. Secondo i deputati, il programma sanitario UE rappresenta una leva essenziale per assicurare continuità agli investimenti e rafforzare prevenzione diagnosi precoce accesso equo alle cure e tutela dei pazienti oncologici in tutti gli Stati membri. Il programma sanitario UE viene indicato come elemento chiave per sostenere l’attuazione del Piano europeo di lotta contro il cancro attraverso finanziamenti prevedibili e un maggiore coordinamento a livello europeo.

Il Parlamento evidenzia la necessità di considerare la salute come investimento sociale a lungo termine e invita a rafforzare infrastrutture strategiche, tra cui programmi di vaccinazione e screening, il rafforzamento delle capacità dei sistemi sanitari e sistemi avanzati di raccolta e condivisione dei dati oncologici. In questo quadro viene sottolineato anche il ruolo della digitalizzazione sanitaria e dell’uso dei dati per migliorare prevenzione, ricerca e qualità dell’assistenza.

Il programma sanitario UE e l’accesso alle cure oncologiche in Europa

Un capitolo centrale riguarda il miglioramento dell’accesso equo tempestivo e sostenibile ai medicinali oncologici e alle terapie innovative. Il Parlamento chiede misure per facilitare l’accesso alle cure transfrontaliere e alle sperimentazioni cliniche soprattutto per i tumori rari o complessi, promuovendo una maggiore cooperazione tra gli Stati membri. Viene inoltre richiesto di favorire appalti congiunti volontari e maggiore trasparenza dei prezzi per garantire la disponibilità dei trattamenti salvavita nell’Unione europea.

Tra le priorità indicate figura anche il rafforzamento della prevenzione attraverso la riduzione dell’esposizione ai principali fattori di rischio come prodotti del tabacco, consumo eccessivo di alcol, inquinamento atmosferico e sostanze nocive tra cui PFAS e interferenti endocrini. Il Parlamento invita inoltre a promuovere l’approccio One Health, un modello integrato che collega salute umana, ambiente e sistemi sanitari, al fine di migliorare la prevenzione delle malattie non trasmissibili.

L’iniziativa richiama infine la necessità di tutelare i diritti dei sopravvissuti al cancro attraverso il rafforzamento del diritto all’oblio al fine di prevenire discriminazioni nell’accesso a prestiti mutui e assicurazioni. Nel complesso il Parlamento considera il programma sanitario UE uno strumento strategico per integrare prevenzione innovazione terapeutica e qualità della vita dei pazienti lungo tutto il percorso di cura.

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Lancio ufficiale partenariato BE READY per preparazione pandemica europea

La Commissione europea ha annunciato il lancio ufficiale del partenariato BE READY, iniziativa strategica pensata per rafforzare la preparazione europea alle pandemie attraverso la ricerca e l’innovazione. BE READY sostiene un approccio coordinato tra Paesi e istituzioni scientifiche con l’obiettivo di migliorare la capacità di anticipare, prevenire e rispondere rapidamente a epidemie e crisi sanitarie. Il partenariato BE READY si concentra sullo studio dei patogeni emergenti e riemergenti e sullo sviluppo di strumenti diagnostici, trattamenti e vaccini, contribuendo a rafforzare la resilienza dei sistemi sanitari europei.

Finanziato con circa 120 milioni di euro nell’ambito del programma Horizon Europe, BE READY mira a costruire una capacità di ricerca stabile e attiva sia durante le emergenze sia nei periodi tra un’epidemia e l’altra. L’iniziativa favorisce il coordinamento tra finanziamenti nazionali ed europei e promuove la trasformazione dei risultati scientifici in soluzioni operative, sostenendo la collaborazione tra organizzazioni di diversi Paesi.

Il partenariato BE READY rafforza cooperazione scientifica e preparazione sanitaria europea

Tra gli elementi centrali di BE READY rientrano l’allineamento delle priorità di ricerca tra i Paesi partecipanti e la definizione di un’agenda strategica comune per la preparazione pandemica. Il partenariato sostiene progetti multinazionali attraverso bandi congiunti e finanziamenti coordinati, rafforzando la collaborazione tra diverse discipline scientifiche e contribuendo a creare un ecosistema europeo della ricerca più integrato e pronto ad affrontare future minacce sanitarie.

BE READY è coordinato dall’Agenzia nazionale francese per la ricerca sull’AIDS, le epatiti virali e le malattie infettive emergenti (ANRS MIE), organismo pubblico che finanzia e coordina programmi scientifici dedicati alle infezioni e alla preparazione alle crisi sanitarie. Il partenariato coinvolge 81 organizzazioni provenienti da 27 Paesi e rappresenta il risultato di un percorso preparatorio avviato tra il 2022 e il 2025, inserendosi in un impegno europeo più ampio volto a rafforzare la ricerca sulla preparazione alle pandemie e la capacità di risposta dell’Unione europea.

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ECDC: azione di sostegno all’adesione per i paesi candidati UE – lotta alle malattie trasmissibili

L’ECDC (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie) ha ufficialmente avviato una nuova Azione di Sostegno all’Adesione per il periodo 2026-2029. L’iniziativa è stata formalizzata lo scorso 5 gennaio 2026 attraverso un accordo con la Commissione Europea (DG ENEST).

Il programma è rivolto ai paesi che beneficiano degli strumenti di assistenza pre-adesione (IPA) e di vicinato (NDICI), tra cui Albania, Bosnia ed Erzegovina, Kosovo, Montenegro, Macedonia del Nord, Serbia, Turchia, Moldova e Ucraina.

L’obiettivo principale dell’ECDC è supportare questi paesi partner nel rafforzamento delle loro capacità tecniche per implementare l’acquis dell’UE (l’insieme dei diritti e degli obblighi comuni) in tre aree cruciali:

  • Sorveglianza delle malattie trasmissibili;
  • Preparazione alle emergenze di sanità pubblica;
  • Approcci One Health per contrastare la resistenza antimicrobica (AMR).

Il 26 gennaio 2026 si è tenuto un primo incontro online con i referenti nazionali dei paesi beneficiari per presentare il piano di lavoro per il primo anno e coordinare le attività previste. I paesi coinvolti hanno già confermato il proprio impegno formale firmando delle “Lettere di Intenti”, assicurando così una collaborazione stabile e duratura per tutto il quadriennio.

Attraverso questa azione, l’ECDC mira a garantire che i sistemi sanitari dei futuri Stati membri siano pronti e integrati negli standard di sicurezza europei.

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lotta contro il cancro comunicazione in salute Salute Globale

Ultimo aggiornamento del Codice europeo contro il cancro

Il 4 febbraio 2026, in occasione della Giornata mondiale contro il cancro, la Commissione europea ha presentato l’Aggiornamento del Codice europeo contro il cancro, uno strumento centrale per rafforzare la prevenzione oncologica nell’Unione europea. Il documento riflette le più recenti evidenze scientifiche disponibili e fornisce raccomandazioni pratiche per ridurre il rischio di sviluppare la malattia.

L’aggiornamento rappresenta la quinta edizione del Codice europeo contro il cancro ed è stato elaborato dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro per conto della Commissione europea, al termine di oltre quattro anni di lavoro scientifico. Il processo ha coinvolto più di sessanta esperti europei di sanità pubblica, garantendo un approccio basato su dati solidi e condivisi a livello internazionale.

L’Aggiornamento del Codice europeo contro il cancro e il ruolo della prevenzione

Il Codice aggiornato comprende quattordici raccomandazioni rivolte alla popolazione generale, con l’obiettivo di promuovere comportamenti salutari a sostegno della lotta contro il cancro e di rafforzare politiche pubbliche efficaci in materia di prevenzione.

Le raccomandazioni coprono ambiti chiave della prevenzione oncologica. In particolare riguardano la prevenzione e l’eliminazione del consumo di tabacco e dell’esposizione al fumo passivo, la promozione di un’alimentazione equilibrata e dell’attività fisica regolare, la riduzione del consumo di alcol, la prevenzione del sovrappeso e dell’obesità, la protezione dall’esposizione alle radiazioni ultraviolette e ionizzanti, la riduzione dell’esposizione a sostanze cancerogene presenti nell’ambiente e nei luoghi di lavoro, la tutela della salute riproduttiva, la partecipazione alle vaccinazioni contro infezioni che possono causare il cancro e l’adesione ai programmi di screening oncologico raccomandati.

Il Codice è concepito non solo come strumento informativo per i cittadini, ma anche come riferimento per i decisori politici e le autorità sanitarie degli Stati membri, in linea con gli obiettivi del Piano europeo di lotta contro il cancro.

La Commissione europea ha sottolineato che molte forme di cancro possono essere prevenute attraverso azioni mirate e politiche pubbliche adeguate, rafforzando così l’approccio integrato alla prevenzione a livello europeo.

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