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Presentazione di un nuovo studio sulla ricerca e l’innovazione sanitaria centrata sul paziente nell’UE

La ricerca sanitaria centrata sul paziente è al centro del nuovo studio “Patient-centred health research and innovation in the EU”, dedicato all’analisi di come preferenze, bisogni ed esperienze dei pazienti vengano integrati nei processi di ricerca e innovazione sanitaria nell’Unione europea.

Lo studio, richiesto dalla Commissione per la sanità pubblica del Parlamento europeo (SANT), evidenzia come il concetto di patient-centredness stia assumendo un ruolo crescente nel panorama europeo della salute, pur rimanendo ancora applicato in modo disomogeneo tra Stati membri, programmi di finanziamento e contesti di ricerca.

Il documento – basato su casi analizzati in Germania, Paesi Bassi e Belgio, oltre che su interviste e contributi provenienti da diversi stakeholder del settore sanitario e della ricerca – definisce la ricerca sanitaria centrata sul paziente come «l’integrazione intenzionale e sistematica delle preferenze, delle prospettive e delle esperienze vissute dai pazienti lungo tutto il ciclo della ricerca e innovazione sanitaria».

Il report sottolinea come questo approccio rappresenti un progressivo superamento del modello esclusivamente biomedico, storicamente focalizzato soprattutto sull’evidenza scientifica e sulla malattia, per riconoscere invece il paziente come persona portatrice di bisogni, valori ed esperienza diretta. In questo contesto, il coinvolgimento dei pazienti non viene descritto soltanto come consultazione occasionale, ma come partecipazione attiva alla definizione delle priorità di ricerca, alla progettazione degli studi, alla governance e alla valutazione dei risultati.

Uno degli aspetti centrali evidenziati dal documento riguarda la frammentazione del panorama europeo. Secondo lo studio, non esiste ancora una definizione condivisa di patient-centredness e termini come “patient engagement”, “patient involvement” e “patient-centred care” vengono spesso utilizzati in modo intercambiabile nei diversi contesti nazionali e istituzionali.

Anche il livello di coinvolgimento dei pazienti varia notevolmente: si passa da modelli limitati alla semplice informazione o consultazione fino a forme più avanzate di partnership e co-creazione. Il report richiama inoltre il principio “nothing about us without us”, sottolineando l’importanza di includere i pazienti fin dalle prime fasi decisionali della ricerca sanitaria.

RICERCA SANITARIA CENTRATA SUL PAZIENTE: IMPLICAZIONI PER L’INNOVAZIONE EUROPEA

Lo studio dedica ampio spazio anche agli strumenti europei di finanziamento, evidenziando come programmi quali Horizon Europe, Innovative Health Initiative (IHI) Innovative Health Initiative (IHI) ed EU4Health stiano progressivamente rafforzando l’attenzione verso approcci patient-centred.

Tuttavia, secondo il report, il coinvolgimento dei pazienti rimane ancora troppo spesso confinato a singoli progetti o attività specifiche, senza essere integrato in modo sistematico nei processi di governance e nelle decisioni strategiche della ricerca sanitaria.

Il documento richiama inoltre un dato significativo: l’investimento pubblico europeo nella ricerca e innovazione sanitaria ammonta a circa 11 miliardi di euro l’anno, ma attualmente non esistono dati consolidati sulla quota realmente destinata ad attività patient-centred.

Tra le principali criticità individuate figurano la mancanza di metodologie standardizzate per misurare l’impatto del coinvolgimento dei pazienti, l’assenza di indicatori comuni e il rischio che alcune attività di engagement restino esercizi formali più che processi realmente partecipativi.

Lo studio evidenzia inoltre come il coinvolgimento dei pazienti possa migliorare rilevanza, qualità e applicabilità concreta della ricerca sanitaria, contribuendo a definire priorità più vicine ai bisogni reali delle persone e favorendo maggiore adesione ai trattamenti, soddisfazione dei pazienti e qualità dei risultati.

Il report richiama anche il ruolo crescente di organismi europei come EMA e delle organizzazioni di pazienti nello sviluppo di pratiche di partecipazione più strutturate, nonché l’importanza di strumenti di formazione e capacity building come quelli sviluppati da EUPATI per rafforzare il coinvolgimento dei pazienti nella ricerca e sviluppo dei medicinali.

Il tema si inserisce nel più ampio dibattito europeo sulla trasformazione dei sistemi sanitari verso modelli maggiormente integrati, partecipativi e orientati al valore, nei quali la prospettiva dei pazienti viene considerata sempre più un elemento strategico per la definizione delle politiche di salute e innovazione sanitaria.

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Altro bandi

Bilancio a lungo termine: si chiede un aumento del 10% per sostenere le priorità dell’UE

Il 28 aprile u.s, il Parlamento europeo ha definito la sua posizione in vista dei negoziati con gli Stati membri sulle principali cifre e sulla struttura del quadro finanziario pluriennale (MFF) 2028-2034.

Nella posizione negoziale del Parlamento, approvata con 370 voti a favore, 201 contrari e 84 astensioni, gli eurodeputati propongono un budget per il periodo 2028-2034 di 1.780 miliardi di euro (a prezzi costanti 2025, pari a 2.010 miliardi di euro a prezzi correnti). Ciò rappresenterebbe un aumento di 175,11 miliardi di euro (197,30 miliardi di euro a prezzi correnti) rispetto alla proposta della Commissione del luglio 2025, ossia di circa il 10%. Tale aumento è calcolato escludendo dal bilancio il rimborso del debito del fondo NextGenerationEU (0,11 % dell’RNL), che i deputati chiedono sia gestito separatamente, senza intaccare i fondi UE, come invece proposto dalla Commissione.

Quest’incremento attenuerebbe le pressioni inflazionistiche e andrebbe ripartito equamente tra le tre linee di bilancio destinate alle priorità dell’UE, affermano i deputati, senza fondi extra destinati all’amministrazione e le agenzie.

I deputati sottolineano inoltre che il prossimo bilancio a lungo termine deve rimanere uno strumento di investimento a sostegno delle politiche dell’Unione, dei cittadini, delle regioni e delle imprese, comprese le piccole e medie imprese (PMI), garantendo un valore aggiunto dell’UE rispetto alla spesa nazionale. Il Parlamento si oppone fermamente a qualsiasi frammentazione o rinazionalizzazione, respingendo un approccio “à la carte” e avvertendo che il modello della Commissione “un unico piano per Stato membro” potrebbe indebolire le politiche dell’UE, ridurre la trasparenza e creare concorrenza tra i beneficiari.

Finanziamenti distinti e più consistenti per i programmi chiave

I deputati chiedono politiche forti e finanziate adeguatamente, con fondi distinti per le politiche previste nell’ambito dei piani di partenariato nazionali e regionali, comprese la politica agricola comune (PAC) e la politica per la pesca, e anche per le regioni ultraperiferiche, la politica di coesione, il Fondo sociale europeo e gli affari interni. Sottolineano inoltre che gli enti regionali e locali dovrebbero essere pienamente coinvolti nella pianificazione e attuazione dei programmi.

I deputati accolgono con favore la proposta della Commissione di raddoppiare i finanziamenti per la competitività, la difesa, l’innovazione, le transizioni digitale e verde, le infrastrutture, la sanità, l’istruzione e la cultura. Chiedono però un rafforzamento di programmi chiave, tra cui il Fondo europeo per la competitività (ECF), Horizon Europe, il meccanismo per collegare l’Europa (MCE), Erasmus+, AgoraEU e il meccanismo di protezione civile, nonché finanziamenti specifici per il programma EU4Health e le azioni relative al programma LIFE nell’ambito dell’ECF.

Sebbene sostengano l’aumento delle risorse per l’azione esterna proposte dalla CE, i deputati ritengono insufficiente il livello proposto e chiedono maggiori finanziamenti per l’allargamento, lo sviluppo, il sostegno all’Ucraina, la cooperazione multilaterale e gli aiuti umanitari.

Proteggere la trasparenza e controllo democratico

I deputati sottolineano che la semplificazione non deve compromettere la trasparenza, l’accertamento delle responsabilità o il controllo democratico. Avvertono che un ricorso massiccio a finanziamenti non collegati ai costi potrebbe ostacolare una revisione contabile adeguata. Sottolineano inoltre che il rispetto dei valori dell’UE e dello Stato di diritto è una condizione preliminare per accedere ai fondi dell’Unione, ma bisogna evitare di penalizzare i beneficiari finali per violazioni dello Stato di diritto commesse dai loro governi.

Sul versante delle entrate

Il Parlamento ribadisce il suo forte impegno volto a introdurre nuove risorse proprie per rimborsare il debito di NextGenerationEU e finanziare il bilancio e sostiene l'”approccio a paniere” proposto dalla Commissione, sottolineando che le nuove fonti di entrate dovrebbero essere adottate nell’ambito del prossimo quadro finanziario pluriennale e generare circa 60 miliardi di EUR all’anno. Qualora alcune proposte venissero abbandonate, i deputati chiedono che vengano prese in considerazione alternative per generare entrate, come un prelievo sui servizi digitali, un prelievo sul gioco d’azzardo online, un’estensione del meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM) o un prelievo sulle plusvalenze delle criptovalute. Per le cifre nel dettaglio, consultare l’allegato II della relazione.

Prossime tappe – NEGOZIATI DI BILANCIO

Il Parlamento ha ora definito la propria posizione sul regolamento che stabilisce la struttura e le cifre principali per il bilancio 2028-2034. I negoziati con il Consiglio potranno avere inizio una volta che gli Stati membri avranno raggiunto un accordo su una posizione comune completa.

 

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Salute mentale

Cyberbullismo: la Commissione Europea lancia un nuovo piano d’azione per la salute mentale

La Commissione Europea ha presentato un nuovo Piano d’Azione contro il Cyberbullismo finalizzato a proteggere la salute mentale di bambini e adolescenti nell’UE. L’iniziativa si articola attorno a tre pilastri: lo sviluppo di un’app europea per facilitare le richieste di aiuto, il coordinamento degli approcci nazionali e la promozione di pratiche digitali più sicure.

APP EUROPEA PER SEGNALARE IL CYBERBULLISMO 

Elemento essenziale del piano è il rilascio di un’applicazione accessibile per segnalare il cyberbullismo direttamente alle helplines nazionali. Lo strumento permetterà ai giovani di ricevere supporto e di archiviare e inviare prove delle molestie in modo sicuro. La Commissione svilupperà un modello dell’app che gli Stati membri potranno adattare, tradurre e connettere ai propri servizi nazionali.

approccio coordinato

Al fine di garantire una protezione uniforme in tutta l’Unione, il piano invita gli Stati membri a sviluppare strategie nazionali basate su definizioni comuni per il monitoraggio dei dati. Parallelamente, la Commissione rafforzerà le iniziative esistenti attraverso:

  • la revisione delle linee guida del Digital Services Act (DSA) sulla protezione dei minori;
  • l’adozione di linee guida DSA sui “trusted flaggers” per il contrasto ai contenuti illegali;
  • l’integrazione del tema nella direttiva AVMSD sui servizi media audiovisivi;
  • l’attuazione dell’AI Act, con particolare riferimento agli obblighi di trasparenza dell’IA per contrastare i contenuti generati artificialmente e i deepfake.
prevenzione

Il piano incentiva pratiche digitali responsabili fin dalla tenera età. La prevenzione sarà il fulcro della prossima revisione delle linee guida per gli educatori sulla digital literacy nell’ambito dell’Unione delle Competenze. Saranno inoltre potenziate le risorse fornite dai Safer Internet Centres e dalla piattaforma Better Internet for Kids.

‘Safer Internet Day’

La Commissione continuerà a promuovere i diritti e il benessere dei minori online attraverso il Safer Internet Day. Lanciata nel 2004, la giornata è oggi celebrata in circa 160 paesi per sostenere un ambiente digitale più sicuro a livello globale.

Next steps

L’attuazione del piano coinvolgerà Stati membri, industria, società civile e gli stessi minori. Sono previste ulteriori iniziative, tra cui soluzioni di verifica dell’età che rispettino la privacy e un’indagine sull’impatto dei social media sulla salute mentale.

Background

Si stima che circa un adolescente su sei, nella fascia di età tra gli 11 e i 15 anni, riferisca di essere stato vittima di cyberbullismo. Secondo un recente sondaggio Eurobarometro, oltre il 90% degli europei ritiene urgente un intervento delle autorità pubbliche per proteggere i minori dall’impatto negativo dei social media sulla salute mentale (93%) e dalle molestie online (92%). Il Piano d’Azione è stato sviluppato sulla base di una consultazione mirata con oltre 6.000 bambini e si integra con gli strumenti normativi già attivi. Tra questi, il Digital Services Act (DSA) impone alle piattaforme elevati standard di sicurezza, supportati dalle linee guida per la protezione dei minori che raccomandano misure come il blocco degli utenti e restrizioni sui gruppi. Parallelamente, la Direttiva AVMSD obbliga le piattaforme di video-sharing a prevenire l’accesso a contenuti dannosi, mentre l’Artificial Intelligence Act stabilisce regole sulla marcatura dei deepfake per prevenire l’inganno. Il Piano potenzierà infine la visibilità delle risorse offerte dai Safer Internet Centres e dalla piattaforma Better Internet for Kids, i cui strumenti sono stati utilizzati da circa 48 milioni di cittadini nel 2025.

 

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Salute mentale

Presidenza cipriota dell’UE: la salute mentale e l’inclusione al centro del futuro dell’Europa

Il 27 gennaio 2026, nell’ambito della Presidenza cipriota del Consiglio dell’Unione europea, si è tenuta a Lefkosia la High-Level Conference on “Mental Health and Inclusion, dedicata al ruolo strategico della salute mentale per la coesione sociale, la resilienza e lo sviluppo sostenibile dell’Unione europea.

Nel corso dei lavori è emersa la necessità di considerare la salute mentale non solo come una priorità sanitaria, ma come una leva trasversale di politica sociale ed economica, che richiede un approccio coordinato, intersettoriale e centrato sulla persona. La conferenza ha posto al centro i principi di dignità, inclusione, prevenzione e partecipazione, in coerenza con la visione di un’Unione europea della salute più forte e autonoma.

È stato sottolineato come la salute mentale sia influenzata da molteplici ambiti di policy, tra cui lavoro, istruzione, digitalizzazione, pianificazione urbana, cultura e politiche climatiche, richiedendo pertanto interventi integrati e coerenti a livello europeo e nazionale. In questo contesto, la prevenzione è stata indicata come elemento centrale delle future strategie.

Un’attenzione specifica è stata dedicata ai modelli di assistenza basati sulla comunità, evidenziando l’importanza dell’accesso all’abitazione, all’occupazione, all’istruzione e alla partecipazione attiva alla vita sociale come determinanti fondamentali del benessere mentale. È stata inoltre ribadita la necessità di un coinvolgimento strutturato delle persone con esperienza vissuta e delle associazioni di pazienti nei processi decisionali, al fine di rendere le politiche più eque ed efficaci.

I lavori della presidenza cipriota hanno infine posto un forte accento sui giovani, riconosciuti come uno dei gruppi maggiormente esposti alle nuove pressioni sociali, educative e digitali. È stata condivisa l’importanza di promuovere la resilienza attraverso comunità di supporto e di garantire un accesso tempestivo ai servizi di salute mentale, come priorità condivisa a livello europeo.

 

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bandi workforce

Horizon Europe “ERA Talents”: oltre 43 milioni di euro per carriere e mobilità dei ricercatori

La Commissione europea ha assegnato oltre 43 milioni di euro a 15 nuovi progetti selezionati nell’ambito del bando Horizon Europe – ERA Talents, volto a sostenere lo sviluppo delle carriere, la mobilità e l’occupabilità dei ricercatori. I grant agreement, firmati nel dicembre 2025, avranno una durata fino a quattro anni.

Il bando, chiuso a settembre 2025, ha registrato un forte aumento di interesse rispetto all’edizione precedente del 2022, passando da 16 a 117 proposte presentate, a conferma della crescente attenzione verso il rafforzamento del capitale umano nella ricerca e innovazione.

I progetti finanziati in ERA Talents contribuiranno in particolare a:
  • rafforzare la base di talenti per la ricerca e l’innovazione nei Paesi Widening, ossia i paesi con prestazioni inferiori in R&I, sostenendo ricercatori, innovatori e research manager;
  • promuovere una maggiore mobilità geografica e intersettoriale dei professionisti R&I;
  • migliorare l’accesso delle entità private alle istituzioni, infrastrutture e competenze pubbliche di ricerca;
  • aumentare l’occupabilità e le opportunità di carriera a lungo termine, sia in ambito accademico sia non accademico.
Prossimi appuntamenti

Per i soggetti interessati alle opportunità di finanziamento ERA Talents nei Paesi Widening, si è tenuto un infoday online dedicato il 22 gennaio 2026, durante il quale sono state presentate le novità sui topic, gli aggiornamenti del programma e le future opportunità di partecipazione.

 

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digital health

EMA e FDA stabiliscono principi comuni per l’intelligenza artificiale nello sviluppo dei medicinali

L’EMA (European Medicines Agency) e la FDA (Food and Drug Administration) hanno concordato su dieci principi per una buona pratica dell’IA nell’intero ciclo di vita dei medicinali, che guidano un uso sicuro, etico ed efficace dell’IA dalla ricerca e dalle sperimentazioni alla produzione e al monitoraggio della sicurezza.

Questi principi mirano a sostenere l’innovazione, la conformità normativa e la collaborazione internazionale, gestendo al contempo i rischi e sostenendo le future linee guida dell’UE e globali in materia di IA nei medicinali.

I principi per una buona pratica dell’IA

I principi forniscono indicazioni generali sull’uso dell’IA nella generazione e nel monitoraggio delle prove in tutte le fasi di un medicinale, dalla ricerca iniziale e dalle sperimentazioni cliniche alla produzione e al monitoraggio della sicurezza.

I principi sono rilevanti per chi sviluppa medicinali, nonché per i richiedenti e i titolari di autorizzazioni all’immissione in commercio. Essi costituiranno la base delle future linee guida sull’IA nelle diverse giurisdizioni e sosterranno una maggiore collaborazione internazionale tra le autorità di regolamentazione, le organizzazioni che stabiliscono gli standard tecnici e altre parti interessate. L’elaborazione delle linee guida nell’Unione europea (UE) è già in corso, sulla base del documento di riflessione dell’EMA sull’IA pubblicato nel 2024.

L’uso delle tecnologie di IA nel ciclo di vita dei medicinali è aumentato in modo significativo negli ultimi anni. Come sottolineato nella proposta di legge sulle biotecnologie della Commissione europea, l’IA è uno strumento molto promettente per accelerare il percorso dall’innovazione a medicinali sicuri ed efficaci. La nuova legislazione farmaceutica tiene conto del più ampio uso dell’IA nel ciclo di vita dei medicinali nel processo decisionale normativo e crea ulteriori possibilità di testare metodi innovativi basati sull’IA per i medicinali in un ambiente controllato.

Per realizzare questi benefici, l’IA deve essere gestita in modo esperto, compresa la mitigazione dei rischi. Con la continua evoluzione dell’IA, un approccio basato su principi aiuterà le autorità di regolamentazione, le aziende farmaceutiche e gli sviluppatori di medicinali a sfruttare il potenziale di queste tecnologie, garantendo al contempo la sicurezza dei pazienti e degli animali e la conformità normativa. Nel corso del tempo, questi principi saranno integrati da ulteriori orientamenti dell’UE che terranno conto dei requisiti giuridici applicabili e della nuova legislazione UE pertinente nel settore dei medicinali.

Ponendo l’etica in primo piano, l’Agenzia continuerà a esplorare le opportunità di convergenza globale sui temi dell’IA per facilitare l’innovazione responsabile a livello mondiale, in stretta collaborazione con i partner internazionali nel campo della sanità pubblica.

I dieci principi sono:

  1. Progettazione incentrata sull’uomo (Human-centric by design).
  2. Approccio basato sul rischio (Risk-based approach).
  3. Rispetto degli standard (Adherence to standards).
  4. Contesto di utilizzo chiaro (Clear context of use).
  5. Competenze multidisciplinari (Multidisciplinary expertise).
  6. Governance dei dati e documentazione (Data governance and documentation).
  7. Pratiche di progettazione e sviluppo dei modelli (Model design and development practices).
  8. Valutazione delle prestazioni basata sul rischio (Risk-based performance assessment).
  9. Gestione del ciclo di vita (Life cycle management).
  10. Informazioni chiare ed essenziali (Clear, essential information).

 

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Altro

Medicinali critici: il Parlamento verso il voto in plenaria sulle nuove misure UE

Il 19 gennaio 2026 gli eurodeputati discuteranno e il 20 gennaio voteranno in sessione plenaria la proposta legislativa, sulla base del testo adottato lo scorso dicembre dalla commissione parlamentare per la sanità pubblica (SANT). L’obiettivo è rafforzare la sicurezza dell’approvvigionamento nell’UE, ridurre la dipendenza da Paesi terzi e sostenere la competitività del settore farmaceutico europeo.

Contesto

Nel marzo 2025 la Commissione europea ha presentato una proposta di regolamento sui medicinali critici per rafforzarne la disponibilità nell’Unione europea e migliorare l’accesso a farmaci essenziali soggetti a fallimenti di mercato. Oltre il 50% delle carenze segnalate nell’UE è infatti legato a problemi di produzione, comprese le difficoltà nell’approvvigionamento delle sostanze attive. Le misure riguardano, tra gli altri, antibiotici, insulina, vaccini e medicinali per le malattie croniche.

Progetti strategici e capacità produttiva europea

La proposta definisce un quadro per l’istituzione di “progetti strategici” nell’industria farmaceutica, finalizzati a creare, modernizzare e potenziare la capacità produttiva di medicinali critici e delle loro sostanze di base all’interno dell’UE. È previsto un ruolo centrale della Commissione nella definizione di linee guida comuni per garantire un approccio coordinato e maggiore certezza giuridica per gli investimenti.

Appalti congiunti e filiere più resilienti

Un altro pilastro dell’iniziativa riguarda il rafforzamento degli appalti pubblici collaborativi tra Stati membri, per favorire la diversificazione delle fonti di approvvigionamento e sostenere l’accesso a medicinali innovativi, ad alto costo o destinati a patologie rare. Le nuove misure puntano anche a rendere le filiere europee più robuste e meglio distribuite sul territorio.

Scorte e gestione delle emergenze

Il testo prevede inoltre il miglioramento del coordinamento delle scorte nazionali di medicinali critici e l’istituzione di meccanismi europei per affrontare situazioni di grave carenza. In casi eccezionali, la Commissione potrebbe essere chiamata a intervenire per facilitare la redistribuzione dei medicinali tra Stati membri.

Prossime tappe

Se approvata in plenaria, la posizione del Parlamento costituirà il mandato negoziale per l’avvio del confronto con il Consiglio dell’UE sul futuro regolamento.

 

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comunicazione in salute

UE: nuovo piano per rafforzare preparazione alle crisi sanitarie transfrontaliere

La preparazione alle crisi sanitarie è al centro del nuovo piano lanciato dall’Unione Europea (UE) per rafforzare la capacità collettiva di affrontare le crisi sanitarie transfrontaliere, siano esse di origine naturale, accidentale o intenzionale.

Il Piano di prevenzione, preparazione e risposta alle crisi sanitarie, presentato dalla Commissione europea, punta a migliorare la protezione delle persone nei 27 Stati membri, garantendo la continuità dei servizi essenziali e facilitando una risposta rapida e coordinata in situazioni di emergenza.

Il documento, introdotto dal comunicato della Commissione del 28 novembre u.s., fornisce strumenti concreti come lo scambio di informazioni, competenze e assistenza tecnica tra autorità pubbliche, gestori delle crisi e stakeholder, con l’obiettivo di un’azione comune in caso di eventi sanitari critici.

Basato sugli insegnamenti tratti dalla pandemia di COVID-19, il piano dell’UE definisce un quadro di governance delle crisi sanitarie che include capacità e risorse disponibili, meccanismi di sostegno e sistemi di sorveglianza per tutte le fasi della gestione delle crisi.

Inoltre, invita gli Stati membri a sviluppare piani nazionali in linea con il quadro UE e prevede esercizi di simulazione periodici per testare e affinare l’efficacia delle misure.

PREPARAZIONE ALLE CRISI SANITARIE: I PUNTI CHIAVE DEL PIANO EUROPEO

Il piano europeo per la preparazione alle crisi sanitarie affronta tutti i potenziali rischi per la salute, introducendo una serie di strumenti a sostegno di Stati membri, autorità sanitarie e parti coinvolte:

  • Prevenzione e preparazione: incentiva piani nazionali robusti, rafforzamento della resilienza dei sistemi sanitari e disponibilità di contromisure mediche.

  • Rilevamento e sorveglianza: potenziamento dei sistemi d’allerta e monitoraggio dei rischi a livello europeo per favorire un intervento tempestivo.

  • Risposta coordinata: definizione di ruoli operativi chiari in caso di emergenza, con strumenti condivisi per attivare misure rapide e mirate.

  • Feedback e recupero: valutazione delle risposte alle crisi per imparare dalle esperienze e aggiornare il piano sulla base di nuove sfide e minacce.

Attraverso questa strategia di preparazione alle crisi sanitarie, l’Unione Europea intende costruire un sistema più resiliente, inclusivo e capace di salvaguardare la salute pubblica anche di fronte a crisi complesse e imprevedibili.

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Altro

Commissione: priorità per rafforzare la competitività dell’UE nel pacchetto autunnale del semestre europeo 2026

Il pacchetto autunnale 2026 del semestre europeo della Commissione europea stabilisce le priorità per stimolare la competitività, rafforzare la sostenibilità fiscale, affrontare le sfide strutturali e migliorare la produttività, l’innovazione, le competenze e gli investimenti, anche in salute, in tutta l’UE. Valuta, inoltre, la conformità fiscale degli Stati membri, formula raccomandazioni per l’area dell’euro, esamina gli squilibri macroeconomici ed evidenzia la carenza di manodopera e di competenze attraverso la relazione congiunta sull’occupazione e le relative relazioni di sorveglianza.

Il pacchetto autunnale 2026

La Commissione europea ha adottato il pacchetto autunnale del semestre europeo 2026, che delinea le priorità in materia di politica economica e occupazionale volte a rafforzare la competitività dell’UE in un contesto geopolitico difficile. Il pacchetto autunnale avvia il ciclo del semestre 2026, che sarà caratterizzato da strumenti analitici migliorati, un dialogo rafforzato tra gli Stati membri e gli stakeholder e una maggiore attenzione all’attuazione (sono state pubblicate anche un serie di domande e risposte in merito al pacchetto).

Il pacchetto si basa sulle previsioni economiche dell’autunno 2025, che riflettono un’economia dell’UE resiliente, sostenuta dalla domanda interna, dagli investimenti, da un mercato del lavoro solido e da un rallentamento dell’inflazione. Ciononostante, l’Europa continua ad affrontare sfide strutturali quali la bassa produttività, le pressioni demografiche e l’aumento della domanda di finanze pubbliche legate alla difesa e alla doppia transizione verde e digitale.

Un elemento centrale del semestre è una nuova raccomandazione a livello UE sul capitale umano, che sottolinea l’urgente necessità di aumentare la produttività, sviluppare le competenze e preparare i mercati del lavoro alle esigenze future, comprese: la transizione verde, l’economia circolare e la decarbonizzazione industriale, la salute e le biotecnologie.

La Commissione ha inoltre valutato la conformità degli Stati membri al quadro di bilancio dell’UE, concentrandosi sulla crescita della spesa netta. Dodici progetti di piani di bilancio per il 2026 nell’area dell’euro sono stati ritenuti conformi, mentre diversi altri sono stati giudicati a rischio di non conformità. Per nove Stati membri soggetti alla procedura per i disavanzi eccessivi, il processo rimane in sospeso in attesa dei dati relativi al 2025.

La raccomandazione per il 2026 relativa all’area dell’euro invita a salvaguardare la sostenibilità di bilancio, affrontare i punti critici nel settore della difesa, completare i piani di ripresa e resilienza entro agosto 2026, rafforzare i mercati del lavoro, migliorare l’innovazione e l’efficienza del mercato unico e promuovere un’Unione del risparmio e degli investimenti.

Il pacchetto autunnale comprende anche la relazione sul meccanismo di allerta, che invita a effettuare revisioni approfondite per sette Stati membri che presentano squilibri macroeconomici persistenti. La nuova relazione macroeconomica europea analizza le vulnerabilità dell’UE, le sfide in materia di produttività e le opportunità per rafforzare la competitività, compresi mercati dei capitali più profondi e una maggiore capacità industriale. Inoltre, le relazioni di sorveglianza post-programma confermano il mantenimento della capacità di servizio del debito in cinque Stati membri precedentemente assistiti, mentre la relazione congiunta sull’occupazione proposta evidenzia la persistente carenza di manodopera e di competenze e individua nove Stati membri che necessitano di un’analisi più approfondita della convergenza sociale.

 

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lotta contro il cancro

Policy paper ECO: Cancer survivor e qualità di vita in Europa

La sopravvivenza al cancro e la qualità della vita sono diventate centrali nel Piano europeo di lotta contro il cancro, ma i progressi rimangono disomogenei, con molti pazienti che continuano ad affrontare cure frammentarie, lacune psicosociali e barriere socioeconomiche nonostante gli importanti impegni a livello dell’UE.

L’ultimo policy paper dell’European Cancer Organisation (ECO) esamina i risultati raggiunti, le carenze persistenti e le priorità future in materia di politiche, ricerca e assistenza sanitaria, gettando le basi per una Carta europea sulla sopravvivenza al cancro e la qualità della vita (European Cancer Survivorship and Quality-of-Life Charter) volta a garantire un sostegno equo e sostenibile a tutte le persone colpite dal cancro.

Il policy paper di ECO

La sopravvivenza al cancro e la qualità della vita rappresentano una sfida importante per i sistemi sanitari e la resilienza sociale dell’Europa. I progressi nell’innovazione medica hanno trasformato il cancro da una malattia uniformemente fatale a una malattia con cui milioni di europei convivono o sopravvivono a lungo termine. Questo progresso, tuttavia, comporta una nuova responsabilità: garantire che i malati di cancro, i sopravvissuti e coloro che assistono possano vivere bene – fisicamente, mentalmente, socialmente ed economicamente – durante e dopo il trattamento.

Questo policy paper esamina in che misura l’Europa abbia rispettato gli impegni politici assunti dal 2021 attraverso il piano europeo di lotta contro il cancro e la missione dell’UE contro il cancro. Analizza i progressi compiuti in materia di politiche, ricerca e prestazione di cure e mette in evidenza le lacune che continuano a limitare il sostegno equo alle persone colpite dal cancro. Il policy paper si basa su dati concreti, analisi di esperti e contributi delle società membri dell’Organizzazione europea contro il cancro, delle reti tematiche specializzate e delle comunità di pazienti. Offre sia una rassegna dei risultati raggiunti sia un invito a rinnovare l’impegno.

La sopravvivenza e la qualità della vita hanno acquisito visibilità nella politica dell’UE, ma l’attuazione rimane disomogenea, lenta e sottovalutata nella pratica. Esistono molti quadri normativi, ma la loro applicazione è incoerente e permangono disparità tra gli Stati membri. Troppi cittadini europei che convivono con il cancro o lo hanno superato continuano a ricevere cure frammentarie, un follow-up a lungo termine inadeguato, servizi di assistenza psicosociale o di supporto limitati e hanno esigenze insoddisfatte in settori quali la salute mentale, il reinserimento lavorativo e la protezione finanziaria. Sebbene siano state mobilitate risorse, la realtà sul campo spesso non riflette le ambizioni politiche.

Il documento esamina inoltre gli sviluppi registrati da quando la sopravvivenza e la qualità della vita sono state riconosciute per la prima volta nelle politiche dell’UE nel 2007-2008. Solo a partire dal 2019, con il lancio della Missione contro il cancro e successivamente del Piano europeo di lotta contro il cancro, la sopravvivenza ha ottenuto un’attenzione politica costante. La Missione contro il cancro sottolinea l’importanza di consentire alle persone non solo di vivere più a lungo dopo il cancro, ma anche di vivere meglio, promuovendo programmi di ricerca che affrontino gli effetti a lungo termine, le complicanze tardive, gli impatti psicosociali e lo stigma.

Il policy paper valuta, inoltre, in che misura gli Stati membri abbiano adottato o allineato le priorità a livello dell’UE. Poiché l’organizzazione dell’assistenza sanitaria rimane una competenza nazionale, le disparità in Europa sono notevoli. Una minoranza di paesi dispone di bilanci dedicati o di strutture formalizzate per l’assistenza ai sopravvissuti. Molti pazienti devono affrontare transizioni mal coordinate tra oncologia e assistenza primaria, accesso limitato alla riabilitazione o alla psico-oncologia e mancanza di piani personalizzati di assistenza a lungo termine per i sopravvissuti. Queste lacune dimostrano che senza un impegno a livello nazionale, le ambizioni dell’UE da sole non possono garantire progressi.

Infine, il policy paper delinea ciò che il prossimo capitolo della politica sulla sopravvivenza e sulla qualità della vita deve affrontare. Ciò include il rafforzamento dell’assistenza incentrata sul paziente, il miglioramento dell’assistenza primaria e di supporto, l’affrontare gli effetti e i sintomi a lungo termine – fisici, psicosociali e socioeconomici – e garantire che la sopravvivenza diventi una priorità clinica e politica riconosciuta oltre il 2027.

Le intuizioni e le raccomandazioni costituiranno la base di una Carta europea sulla sopravvivenza al cancro e sulla qualità della vita, che sarà lanciata nel 2026. Questa Carta fornirà una visione condivisa per integrare la sopravvivenza e la qualità della vita come pilastri essenziali della politica sul cancro in tutta Europa e unirà politici, medici, ricercatori e sostenitori nell’obiettivo di garantire che ogni persona affetta da cancro possa accedere a cure eque e sostenibili, ovunque viva.

 

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