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OMS e UE insieme per rafforzare i sistemi sanitari attraverso il TSI

Il TSI (Technical Support Instrument) è lo strumento attraverso il quale l’Unione europea sostiene gli Stati membri nella progettazione e realizzazione di riforme strutturali.

In un recente approfondimento, l’OMS Europa ha illustrato le attività sviluppate con il supporto del TSI per rispondere ad alcune delle principali sfide che interessano i sistemi sanitari europei, tra cui l’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle malattie non trasmissibili e le criticità emerse durante la pandemia di COVID-19.

Secondo l’OMS, questi cambiamenti stanno mettendo sotto pressione i sistemi sanitari e rendono necessario adottare approcci innovativi e basati su evidenze. In questo contesto, il TSI supporta attualmente un progetto che coinvolge diversi Stati membri e che affronta alcune priorità strategiche per il futuro dei sistemi sanitari europei.

L’iniziativa, finanziata dalla Commissione europea e della durata di 24 mesi, si basa sull’esperienza maturata con il progetto multicountry “EU Health Resources Hub“, realizzato nel 2022 insieme ad Austria, Belgio e Slovenia.

TSI E COLLABORAZIONE TRA I PAESI EUROPEI

Le attività attualmente in corso sono organizzate in tre cluster tematici.

Il primo riguarda il rafforzamento della workforce sanitaria in Italia e Spagna. L’OMS evidenzia come entrambi i Paesi si confrontino con una riduzione del personale disponibile e con una crescente difficoltà nel rispondere ai bisogni assistenziali, in particolare a causa della carenza di infermieri. Il progetto supporta quindi lo sviluppo di riforme nazionali adattate alle specificità dei due contesti.

Sul tema della workforce sanitaria, ProMIS è coinvolto anche nel progetto “TSI Health Hub – The Italian EU Resources Hub for sustainable investing in health: a case study on health workforce and smart programming tool using AI“, che supporta la pianificazione e la governance del personale sanitario attraverso attività di capacity building, coordinamento tecnico e sviluppo di strategie per gli investimenti nel settore salute.

Il secondo cluster coinvolge Germania e Svezia e affronta il ruolo degli ospedali nella promozione della prevenzione. In entrambi i Paesi l’invecchiamento della popolazione aumenta la pressione sui sistemi sanitari, mentre i servizi preventivi risultano ancora sottoutilizzati nonostante il loro contributo alla sostenibilità dei sistemi di salute e welfare.

Il terzo cluster è dedicato a Malta e al rafforzamento dell’assistenza a lungo termine. In questo caso il progetto prevede l’elaborazione di una proposta di aggiornamento del quadro normativo per favorire servizi accessibili, di qualità e centrati sulla persona per la popolazione anziana.

Accanto alle attività nazionali, il progetto prevede iniziative comuni coordinate dall’European Observatory on Health Systems and Policies per favorire lo scambio di conoscenze, esperienze ed evidenze tra i Paesi coinvolti.

Queste attività contribuiscono inoltre a creare sinergie con altri progetti europei e nazionali e con iniziative già avviate dall’OMS e dall’Unione europea in materia di personale sanitario e invecchiamento della popolazione.

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comunicazione in salute Salute Globale

31 maggio: giornata mondiale senza tabacco

La giornata mondiale senza tabacco si celebra il 31 maggio 2026 con una campagna dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) dedicata alla protezione dei giovani dalle strategie commerciali dell’industria del tabacco e della nicotina.

La ricorrenza, promossa ogni anno dall’OMS, richiama l’attenzione sugli effetti del consumo di tabacco e nicotina sulla salute e sulle politiche necessarie per ridurre il numero di fumatori e prevenire l’avvicinamento dei più giovani a sigarette tradizionali, prodotti a tabacco riscaldato, sigarette elettroniche e altri dispositivi contenenti nicotina.

L’edizione 2025 della giornata mondiale senza tabacco aveva richiamato l’attenzione sulle strategie dell’industria del tabacco rivolte ai giovani; la campagna OMS 2026 approfondisce ulteriormente il tema della protezione delle nuove generazioni dal marketing dei prodotti contenenti nicotina.

Per l’edizione 2026, l’OMS pone particolare attenzione alle modalità con cui l’industria utilizza marketing, packaging, aromi e strumenti digitali per rendere questi prodotti più attrattivi soprattutto per adolescenti e giovani adulti.

Secondo l’OMS, milioni di giovani nel mondo utilizzano prodotti contenenti tabacco o nicotina e l’età di inizio del consumo rimane particolarmente bassa in molti Paesi. La campagna evidenzia che la diffusione di aromi, design accattivanti, influencer marketing e pubblicità sui social media contribuisce a rendere questi prodotti più accessibili e percepiti come meno rischiosi.

L’OMS, inoltre, richiama l’attenzione sui rischi legati alla dipendenza da nicotina e sugli effetti che il consumo di tabacco può avere sulla salute cardiovascolare, respiratoria e mentale e invita governi, istituzioni e società civile ad adottare misure più efficaci per limitare l’esposizione dei giovani al marketing del tabacco e rafforzare le politiche di prevenzione.

La campagna 2026 promuove anche una maggiore regolamentazione dei prodotti contenenti nicotina e sottolinea l’importanza di ambienti liberi dal fumo, tassazione, avvertenze sanitarie e limitazioni pubblicitarie come strumenti di tutela della salute pubblica.

L’OMS evidenzia la necessità di contrastare le strategie commerciali che puntano a normalizzare il consumo di nicotina tra i più giovani, anche attraverso l’utilizzo di linguaggi e strumenti digitali pensati specificamente per il pubblico adolescente.

GIORNATA MONDIALE SENZA TABACCO E PREVENZIONE SANITARIA

La campagna 2026 sottolinea che la riduzione del consumo di tabacco rappresenta uno degli strumenti più efficaci per prevenire malattie cardiovascolari, respiratorie e oncologiche, oltre a contribuire alla sostenibilità dei sistemi sanitari.

L’iniziativa rientra nelle attività promosse dall’OMS nell’ambito della Convenzione quadro per il controllo del tabacco (WHO Framework Convention on Tobacco Control – WHO FCTC), il trattato internazionale adottato per sostenere politiche pubbliche dedicate alla riduzione del consumo di tabacco e alla protezione della salute pubblica, per rafforzare la consapevolezza sui rischi legati al tabacco e alla nicotina e a promuovere interventi mirati soprattutto nei confronti delle nuove generazioni.

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cure integrate

Malattie cardiovascolari, EFPIA: screening e follow-up per ridurre la mortalità

Le malattie cardiovascolari causano circa 1,7 milioni di decessi l’anno; per affrontare questo impatto, la Commissione europea ha lanciato il piano “Safe Hearts”, che punta su diagnosi precoce e prevenzione attraverso controlli sanitari mirati. Studi evidenziano che controlli cardiovascolari ben progettati, integrati nei percorsi di cura e accompagnati da un follow-up efficace, possono ridurre significativamente la mortalità evitabile nell’UE.

L’importanza della prevenzione e cura delle malattie cardiovascolari

Tramite controlli sanitari frequenti è possibile prevenire diverse malattie cardiovascolari. L’obiettivo è quello di individuare i primi segni di potenziali rischi per la salute e orientare la prevenzione o il trattamento tempestivo. Se uno qualsiasi dei risultati è al di fuori dell’intervallo raccomandato, l’operatore sanitario suggerirà un piano chiaro per affrontarli, che può includere cambiamenti nello stile di vita, trattamenti e cure di follow-up.

Per sostenere questo slancio e rafforzare la base di evidenze sui controlli cardiovascolari, la Piattaforma per la Salute Cardiovascolare dell’EFPIA (Federazione Europea delle Associazioni e delle Industrie Farmaceutiche) ha commissionato uno studio che fornisce una revisione strutturata ed esaustiva del valore clinico, economico e sociale dei controlli di salute cardiovascolare, attingendo alla letteratura recente e all’esperienza dei programmi nel mondo reale.

Lo studio si distingue per aver riunito queste dimensioni in un’unica analisi rilevante dal punto di vista politico, evidenziando al contempo un’intuizione fondamentale: il valore dei controlli di salute cardiovascolare non dipende solo dallo screening, ma da una progettazione ponderata del programma, da un follow-up efficace e dall’integrazione nei percorsi di cura. In questo modo, contribuisce a orientare il dibattito pubblico su come i controlli sanitari possano essere attuati per garantire i massimi benefici.

Controlli cardiovascolari ben progettati, integrati in solidi sistemi di assistenza primaria e collegati a un follow-up efficace, possono costituire una potente leva per la prevenzione e un importante motore per la riduzione della mortalità cardiovascolare evitabile in tutta l’UE, in linea con le ambizioni definite nel Piano “Safe Hearts”.

 

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Altro

Malattie cardiovascolari UE: al via la consultazione sui controlli sanitari

La Commissione europea ha avviato una consultazione pubblica sui controlli sanitari per le malattie cardiovascolari, con l’obiettivo di rafforzare prevenzione, diagnosi precoce e gestione di patologie che rappresentano la principale causa di morte nell’Unione europea, con circa 1,7 milioni di decessi ogni anno.

L’iniziativa, pubblicata sul portale “Have Your Say”, mira a raccogliere contributi da cittadini, professionisti sanitari, organizzazioni e stakeholder per definire future azioni a livello europeo.

Malattie cardiovascolari UE: focus su screening e diagnosi precoce

I controlli sanitari sono considerati uno strumento chiave per individuare precocemente condizioni come ipertensione e ipercolesterolemia, consentendo interventi tempestivi ed efficaci. Tuttavia, persistono criticità rilevanti: meno della metà degli Stati membri dispone di programmi strutturati di screening cardiovascolare e oltre un terzo della popolazione tra i 25 e i 64 anni non ha effettuato controlli di base, come la misurazione della pressione arteriosa, nell’ultimo anno.

La consultazione si inserisce nel più ampio quadro del piano europeo “Safe Hearts”, la prima strategia organica dell’UE dedicata alla salute cardiovascolare, che punta a migliorare prevenzione, diagnosi e trattamento e a ridurre le disuguaglianze tra Paesi e gruppi di popolazione.

Attraverso questo processo partecipativo, la Commissione intende raccogliere evidenze su criticità, buone pratiche e possibili soluzioni operative, con l’obiettivo di definire politiche più efficaci e coordinate a livello europeo. La consultazione è aperta fino a maggio 2026 e rappresenta un passaggio preliminare per future iniziative legislative e di policy nel campo delle malattie non trasmissibili.

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comunicazione in salute cure integrate digital health lotta contro il cancro Salute Globale Salute mentale workforce

European Public Health Week – EUPHW 2026

Dal 4 all’8 maggio 2026 si svolge la European Public Health Week (EUPHW), iniziativa annuale promossa dalla European Public Health Association (EUPHA) che coinvolge istituzioni, ricercatori, professionisti e comunità in tutta Europa per promuovere la salute pubblica, condividere conoscenze e stimolare azioni concrete sui principali determinanti di salute.

EUPHW 2026: focus su investimenti per la salute sostenibile

L’edizione 2026 è dedicata al tema “investing for sustainable health and well-being”, con l’obiettivo di rafforzare sistemi sanitari, prevenzione e benessere a lungo termine attraverso politiche integrate e basate sull’evidenza.

La settimana prevede centinaia di eventi tra conferenze, workshop e iniziative locali distribuite in diversi Paesi europei, con il coinvolgimento di organizzazioni pubbliche, università, società scientifiche e cittadini.

Ogni giornata è dedicata a un tema specifico, tra cui: integrazione della salute in tutte le politiche, equità negli investimenti sanitari, salute mentale, contrasto alla disinformazione e rafforzamento della forza lavoro sanitaria.

L’iniziativa rappresenta uno strumento di coordinamento e sensibilizzazione a livello europeo, volto a rafforzare la collaborazione tra Paesi e a rendere più visibile il ruolo della sanità pubblica nel rispondere alle sfide contemporanee, tra cui disuguaglianze, crisi sociali e cambiamenti ambientali.

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Salute Globale

Torna la European Immunization Week per proteggere ogni generazione

Dal 19 al 25 aprile torna la European Immunization Week (EIW), l’iniziativa annuale promossa dall’Ufficio Regionale dell’OMS per l’Europa per sensibilizzare sull’importanza dei vaccini nella prevenzione delle malattie e nella protezione della vita. L’edizione 2026 assume un valore speciale: si tratta infatti del 20° anniversario della campagna, che quest’anno lancia il potente messaggio: “Per ogni generazione, i vaccini funzionano” (For every generation, vaccines work).

L’obiettivo di questa settimana è celebrare decenni di protezione che hanno garantito sicurezza a famiglie e comunità, guardando al contempo alle sfide del futuro. La campagna si concentra su quattro pilastri fondamentali:

  • Protezione generazionale: evidenziare come i vaccini abbiano protetto in sicurezza intere generazioni e continuino a salvaguardare il nostro domani.
  • Supporto agli operatori sanitari: fornire a medici e infermieri gli strumenti per comunicare in modo chiaro e comprensivo, aiutando le famiglie esitanti a sentirsi ascoltate e informate.
  • Cultura della sicurezza: rafforzare la comprensione pubblica della scienza che sta alla base dell’efficacia dei vaccini, permettendo scelte consapevoli.
  • Fiducia e innovazione: promuovere la trasparenza e la ricerca continua per garantire un accesso equo alle innovazioni vaccinali per i giovani di oggi e di domani.

La European Immunization Week ci ricorda che l’immunizzazione è una responsabilità condivisa. Investire nella ricerca e mantenere alta l’attenzione sulla prevenzione è l’unico modo per proteggere le generazioni future da minacce prevedibili.

 

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Salute Globale

13 marzo 2026: Giornata Mondiale del Rene e della salute renale

Il 13 marzo 2026 si celebra la Giornata Mondiale del Rene (WKD), che quest’anno segna il traguardo del suo 20° anniversario. Si tratta di un momento storico per la salute renale pubblica: durante la 78esima Assemblea Mondiale della Sanità, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha adottato la sua prima risoluzione in assoluto dedicata alle malattie renali, riconoscendo ufficialmente la salute renale come priorità globale.

La malattia renale cronica (MRC) colpisce 1 persona su 10 nel mondo. Spesso silenziosa, se non rilevata precocemente può progredire fino all’insufficienza renale, rendendo necessari trattamenti salvavita come la dialisi o il trapianto.

Per combattere questa sfida, la campagna ribadisce l’importanza delle 8 regole d’oro della prevenzione:

  1. Mantenersi attivi
  2. Dieta sana
  3. Controllare la glicemia
  4. Monitorare la pressione
  5. Bere acqua a sufficienza
  6. Non fumare
  7. Evitare l’abuso di farmaci da banco
  8. Fare test se si è a rischio (diabete, ipertensione, obesità)

Un aspetto centrale del 2026 è il legame indissolubile tra salute renale e cambiamento climatico. I rischi ambientali (stress termico, inquinamento, disidratazione) accelerano la progressione della MRC. Al contempo, i trattamenti per lo stadio terminale, come l’emodialisi, hanno un forte impatto ecologico: una singola sessione consuma enormi quantità di acqua ed energia, producendo emissioni pari a un viaggio in auto di 240 km.

La Call to Action 2026 invita governi e sistemi sanitari a:

  • Dare priorità alla prevenzione e diagnosi precoce: test del sangue e delle urine economici possono salvare vite e ridurre il ricorso a cure ospedaliere costose.
  • Promuovere l’accesso equo al trapianto: opzione che migliora la qualità della vita e riduce l’impronta ecologica rispetto alla dialisi.
  • Trasformare la dialisi in senso sostenibile: innovare verso la “dialisi verde”, incentivando le opzioni domiciliari e il riciclo dei materiali, senza mai compromettere la qualità delle cure.
  • Salvaguardare i bisogni dei pazienti nelle cure “green”: la sostenibilità non deve mai andare a scapito del paziente. Le iniziative devono mirare alle inefficienze del sistema (macchinari a basso consumo, forniture prive di tossine) e includere la voce dei pazienti per garantire fiducia e trasparenza.
  • Investire in percorsi attuabili per tutti i contesti: supportare le aree a basse risorse con cliniche mobili e soluzioni pratiche.

 

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Salute Globale

08-14 MARZO 2026: settimana mondiale del glaucoma

Dall’8 al 14 marzo 2026 si celebra la Settimana Mondiale del Glaucoma, un’iniziativa globale promossa dalla World Glaucoma Association (WGA) per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della prevenzione. Il glaucoma è infatti una delle principali cause di cecità irreversibile al mondo, ma se diagnosticato in tempo, il danno alla vista può essere limitato o arrestato.

Definito spesso come il “ladro silenzioso della vista”, il glaucoma solitamente non presenta sintomi premonitori finché non raggiunge uno stadio avanzato. Poiché il danno al nervo ottico è progressivo e irreversibile, l’unico strumento efficace di difesa è la diagnosi precoce. La campagna 2026 invita cittadini, operatori sanitari e istituzioni a “pensare globale e agire locale”, organizzando attività di screening, conferenze e iniziative simboliche, come l’illuminazione di edifici in verde, il colore simbolo della lotta alla patologia.

Un punto centrale della campagna di quest’anno riguarda l’ereditarietà: i familiari di persone affette da glaucoma hanno una probabilità dieci volte superiore di sviluppare la malattia e sono caldamente invitati a sottoporsi a esami regolari. Guardando al futuro, la World Glaucoma Association sottolinea come l’innovazione tecnologica, la genetica e l’intelligenza artificiale stiano rivoluzionando lo screening su larga scala, permettendo interpretazioni sempre più accurate delle immagini del nervo ottico.

Oltre allo screening, l’informazione resta un’arma fondamentale. Negli ultimi anni la WGA ha ampliato l’offerta di corsi formativi gratuiti per oftalmologi e materiali educativi per i pazienti, con l’obiettivo di creare una rete globale consapevole e informata. Sottoporsi a un controllo oculistico semplice e regolare è il primo passo per preservare la propria vista.

 

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Salute mentale

Cyberbullismo: la Commissione Europea lancia un nuovo piano d’azione per la salute mentale

La Commissione Europea ha presentato un nuovo Piano d’Azione contro il Cyberbullismo finalizzato a proteggere la salute mentale di bambini e adolescenti nell’UE. L’iniziativa si articola attorno a tre pilastri: lo sviluppo di un’app europea per facilitare le richieste di aiuto, il coordinamento degli approcci nazionali e la promozione di pratiche digitali più sicure.

APP EUROPEA PER SEGNALARE IL CYBERBULLISMO 

Elemento essenziale del piano è il rilascio di un’applicazione accessibile per segnalare il cyberbullismo direttamente alle helplines nazionali. Lo strumento permetterà ai giovani di ricevere supporto e di archiviare e inviare prove delle molestie in modo sicuro. La Commissione svilupperà un modello dell’app che gli Stati membri potranno adattare, tradurre e connettere ai propri servizi nazionali.

approccio coordinato

Al fine di garantire una protezione uniforme in tutta l’Unione, il piano invita gli Stati membri a sviluppare strategie nazionali basate su definizioni comuni per il monitoraggio dei dati. Parallelamente, la Commissione rafforzerà le iniziative esistenti attraverso:

  • la revisione delle linee guida del Digital Services Act (DSA) sulla protezione dei minori;
  • l’adozione di linee guida DSA sui “trusted flaggers” per il contrasto ai contenuti illegali;
  • l’integrazione del tema nella direttiva AVMSD sui servizi media audiovisivi;
  • l’attuazione dell’AI Act, con particolare riferimento agli obblighi di trasparenza dell’IA per contrastare i contenuti generati artificialmente e i deepfake.
prevenzione

Il piano incentiva pratiche digitali responsabili fin dalla tenera età. La prevenzione sarà il fulcro della prossima revisione delle linee guida per gli educatori sulla digital literacy nell’ambito dell’Unione delle Competenze. Saranno inoltre potenziate le risorse fornite dai Safer Internet Centres e dalla piattaforma Better Internet for Kids.

‘Safer Internet Day’

La Commissione continuerà a promuovere i diritti e il benessere dei minori online attraverso il Safer Internet Day. Lanciata nel 2004, la giornata è oggi celebrata in circa 160 paesi per sostenere un ambiente digitale più sicuro a livello globale.

Next steps

L’attuazione del piano coinvolgerà Stati membri, industria, società civile e gli stessi minori. Sono previste ulteriori iniziative, tra cui soluzioni di verifica dell’età che rispettino la privacy e un’indagine sull’impatto dei social media sulla salute mentale.

Background

Si stima che circa un adolescente su sei, nella fascia di età tra gli 11 e i 15 anni, riferisca di essere stato vittima di cyberbullismo. Secondo un recente sondaggio Eurobarometro, oltre il 90% degli europei ritiene urgente un intervento delle autorità pubbliche per proteggere i minori dall’impatto negativo dei social media sulla salute mentale (93%) e dalle molestie online (92%). Il Piano d’Azione è stato sviluppato sulla base di una consultazione mirata con oltre 6.000 bambini e si integra con gli strumenti normativi già attivi. Tra questi, il Digital Services Act (DSA) impone alle piattaforme elevati standard di sicurezza, supportati dalle linee guida per la protezione dei minori che raccomandano misure come il blocco degli utenti e restrizioni sui gruppi. Parallelamente, la Direttiva AVMSD obbliga le piattaforme di video-sharing a prevenire l’accesso a contenuti dannosi, mentre l’Artificial Intelligence Act stabilisce regole sulla marcatura dei deepfake per prevenire l’inganno. Il Piano potenzierà infine la visibilità delle risorse offerte dai Safer Internet Centres e dalla piattaforma Better Internet for Kids, i cui strumenti sono stati utilizzati da circa 48 milioni di cittadini nel 2025.

 

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comunicazione in salute cure integrate Salute Globale

OECD: Lancio del rapporto sullo stato della salute cardiovascolare nell’UE

Il 10 febbraio 2026 si è tenuto il webinar “State of Cardiovascular Health in the European Union” organizzato dall’OECD, incentrato sulla discussione delle strategie europee per contrastare l’impatto delle malattie cardiovascolari. A moderare l’incontro è stata Francesca Colombo, Responsabile della Divisione Salute della Direzione per l’Occupazione, il Lavoro e gli Affari Sociali dell’OECD, che ha guidato il confronto tra relatori istituzionali, esperti scientifici e rappresentanti delle organizzazioni dei pazienti.

Il ProMIS ha preso parte al webinar e ne propone di seguito una sintesi dei principali punti emersi.

IL RAPPORTO OECD: DATI E PRINCIPALI EVIDENZE

Antonio Parenti, Direttore per la Salute pubblica, il cancro e la sicurezza sanitaria presso la DG SANTE della Commissione europea e Mark Pearson, Vicedirettore della Direzione per l’Occupazione, il Lavoro e gli Affari Sociali dell’OECD, hanno illustrato i punti salienti del rapporto “The State of Cardiovascular Health in the European Union”, pubblicato dall’OECD nel dicembre 2025.

Il rapporto, che costituisce la base scientifica del “Safe Hearts Plan” – il primo piano europeo dedicato alla salute cardiovascolare – si fonda su tre pilastri: prevenzione e promozione della salute, diagnosi precoce e screening, ricerca e innovazione.

Il quadro tracciato evidenzia che le malattie cardiovascolari rappresentano la prima causa di morte e disabilità nell’UE, con 1,7 milioni di decessi annui – un terzo di tutti i decessi – e 62 milioni di persone colpite. L’onere economico ha raggiunto i 282 miliardi di euro annui, circa il 2% del PIL UE, tra costi sanitari diretti, perdita di produttività e mortalità prematura.

Tra il 2012 e il 2022 si registra un calo medio della mortalità del 20% negli uomini e del 22% nelle donne. Tuttavia, la pandemia ha invertito alcuni progressi: i paesi con maggiore mortalità pre-pandemica come Bulgaria, Romania e Lettonia hanno subito incrementi del 10-21% nel 2019-2021, ampliando il divario con l’Europa occidentale. Oggi i tassi di mortalità variano di sei-sette volte tra gli Stati membri: si va da 222 decessi per 100.000 uomini in Francia a 1.338 in Bulgaria.

Quanto ai fattori di rischio, l’ipertensione colpisce il 22% della popolazione, l’obesità il 15%, il diabete l’8%. A questi si aggiungono la sedentarietà – il 45% degli europei non svolge mai attività fisica – e il fumo, con tendenze in aumento tra i giovani.

Allineare le pratiche di ricovero agli standard OECD migliori potrebbe generare un risparmio fino a 45 miliardi di euro nella sola spesa ospedaliera UE.

COSA FANNO GLI STATI: SVEZIA, SPAGNA, LA JOINT ACTION JACARDI E LA VOCE DEI PAZIENTI

Thomas Linden, proveniente dal Consiglio Nazionale della Salute e del Benessere svedese,  ha presentato il “National Heart Health Action Plan” svedese, approvato a novembre 2025, volto a tradurre le ambizioni europee in azioni statali. Il piano si basa su gestione dei fattori di rischio, equità, prevenzione, coinvolgimento dei pazienti, monitoraggio e valutazione. Le sfide identificate includono il sottoutilizzo della prevenzione e della diagnosi precoce, le disuguaglianze regionali nella gestione degli stili di vita, l’accesso ineguale ai trattamenti basati su evidenze e il limitato coinvolgimento strutturato dei pazienti.

Hector Bueno, membro del Comitato spagnolo per lo sviluppo della strategia sanitaria cardiovascolare, ha illustrato la strategia spagnola, che adotta un approccio “lungo tutto l’arco della vita”, incentrato su prevenzione e sensibilizzazione fin dalle scuole, equità, continuità delle cure, qualità, sostenibilità e integrazione tecnologica. Ha sottolineato l’importanza del continuo coinvolgimento di pazienti, cittadini, professionisti e decisori politici: l’allineamento di tutte le parti interessate è, a suo avviso, la condizione necessaria per qualsiasi riforma efficace.

Benedetta Armocida, coordinatrice di JACARDI (Joint Action on Cardiovascular diseases and Diabetes), ha ribadito che la gestione delle malattie cardiovascolari non è responsabilità esclusiva del sistema sanitario, ma dell’intera società. Ha concordato sull’importanza della sensibilizzazione non solo nelle scuole ma anche nei luoghi di lavoro, e sull’urgenza di integrare le considerazioni sanitarie nelle decisioni politiche economiche e sociali. Riguardo alla tecnologia, ha sottolineato il potenziale dell’intelligenza artificiale e del monitoraggio remoto.

Konstantina Boumaki, dell’European Patients’ Forum, ha sottolineato la necessità di superare il divario nell’accesso alle cure, chiedendo standard minimi uniformi che non dipendano dal luogo di residenza né dalle condizioni socio-economiche. Ha inoltre richiesto azioni mirate per ridurre il gender gap nella ricerca e nelle cure, ed evidenziato l’importanza di un supporto psicologico per i pazienti.

COSA CAMBIA ADESSO: CINQUE PRIORITÀ PER L’EUROPA

Al termine del confronto è emersa con chiarezza la necessità di un cambio di paradigma. Curare senza prevenire, investire senza monitorare, agire senza coinvolgere i pazienti e gli altri settori della società non è più sufficiente.

Le priorità individuate, dunque, sono cinque:

  1. Equità di accesso: colmare il divario di sei-sette volte tra i paesi europei non è più rinviabile, e servono standard uniformi con attenzione strutturale alle disparità di genere;
  2. Coinvolgimento dei pazienti: non come destinatari passivi ma come partner attivi, con un supporto che non sia solo farmacologico ma anche psicologico e sociale;
  3. Tecnologia: intelligenza artificiale e monitoraggio remoto possono fare la differenza, ma bisogna passare dalla sperimentazione all’adozione su larga scala; 
  4. Allineamento delle politiche, dal livello europeo a quello locale, coinvolgendo istruzione, welfare ed economia: la salute si fa anche fuori dagli ospedali; 
  5. Prevenzione primaria: combattere la sedentarietà del 45% degli europei significa ripensare le città, il lavoro, la scuola e rappresenta una sfida sia sanitaria che culturale.

Il webinar del 10 febbraio 2026 ha confermato che la sfida cardiovascolare europea richiede una risposta integrata e coordinata. Il Safe Hearts Plan rappresenta il quadro strategico, il rapporto OECD la base scientifica, le esperienze nazionali il banco di prova. Resta ora da trasformare le priorità in azioni concrete.

 

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