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Ottobre 2026: mese della consapevolezza sul tumore al seno

Dal 1° al 31 ottobre 2026 si celebra il Breast Cancer Awareness Month, la campagna globale dedicata alla consapevolezza sul tumore al seno e alla necessità di migliorare l’accesso alla diagnosi tempestiva e a cure di qualità.

Per il 2026, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) conferma il tema “Every story is unique, every journey matters” (“Ogni storia è unica, ogni percorso conta”), già adottato per la campagna 2025, per sottolineare come ogni esperienza della malattia sia diversa e possa essere influenzata dalla diagnosi, dal trattamento, dalle reti di supporto e dall’accesso all’assistenza.

Secondo i dati riportati dall’OMS, nel 2024 circa 2,4 milioni di donne hanno ricevuto una diagnosi di tumore al seno a livello globale, 694.000 sono decedute a causa della malattia e 8,2 milioni convivevano con una diagnosi alla fine dell’anno.

Il tumore al seno è il tumore più comune tra le donne a livello mondiale e, sempre nel 2024, è risultato il più frequente tra le donne in 164 Paesi su 186.

Circa l’80% dei tumori al seno si manifesta inoltre in donne che non presentano fattori di rischio specifici oltre al sesso e all’età.

L’OMS richiama quindi l’importanza di conoscere i fattori di rischio e i possibili segni della malattia, prestare attenzione ai cambiamenti del seno e rivolgersi tempestivamente ai servizi sanitari in presenza di anomalie.

Nonostante il miglioramento degli esiti registrato in molti Paesi, persistono infatti differenze significative nell’accesso alla diagnosi precoce e a trattamenti efficaci, con conseguenti disuguaglianze nella sopravvivenza.

TUMORE AL SENO: DIAGNOSI TEMPESTIVA E ACCESSO ALLE CURE

Ridurre queste disuguaglianze è uno degli obiettivi della Global Breast Cancer Initiative (GBCI) dell’OMS, che riunisce Paesi e partner per migliorare gli esiti del tumore al seno e contribuire alla riduzione della mortalità.

L’iniziativa individua tre target: raggiungere almeno il 60% dei tumori invasivi diagnosticati allo stadio I o II; contenere entro 60 giorni l’intervallo tra la prima rilevazione della malattia o la presentazione dei sintomi presso una struttura sanitaria e la diagnosi; assicurare che almeno l’80% delle persone diagnosticate riceva il trattamento completo raccomandato.

L’OMS, inoltre, indica per tutti i Paesi l’obiettivo di ridurre la mortalità per tumore al seno del 2,5% ogni anno, contribuendo così a evitare 2,5 milioni di decessi entro il 2040.

Le disuguaglianze restano rilevanti: la sopravvivenza a cinque anni è stimata al 41% nei Paesi a basso reddito, rispetto all’87% nei Paesi ad alto reddito, mentre circa il 70% dei decessi per tumore al seno si verifica nei Paesi a basso e medio reddito.

Durante il mese di ottobre, l’OMS invita individui e comunità, professionisti sanitari, organizzazioni e partner, Paesi e sistemi sanitari a contribuire secondo i rispettivi ruoli: condividendo informazioni affidabili, sostenendo le persone colpite dalla malattia, favorendo la diagnosi precoce e tempestiva, rimuovendo gli ostacoli all’accesso a trattamenti di qualità e rafforzando i servizi dedicati al tumore al seno.

 

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Salute Globale

Pubblicazione OMS: Un linguaggio comune per contrastare l’ipertensione

L’Organizzazione mondiale della sanità ha pubblicato il “Compendium of essential clinical terminology for hypertension-control programmes”, un nuovo documento pensato per rendere più omogeneo il linguaggio utilizzato nei programmi di prevenzione e controllo dell’ipertensione.Il compendio si inserisce nell’ambito dell’iniziativa WHO HEARTS e punta a favorire una maggiore coerenza tra Paesi e diversi livelli dei sistemi sanitari.

Il documento raccoglie definizioni standardizzate relative alla diagnosi e classificazione dell’ipertensione, alla misurazione e al monitoraggio della pressione arteriosa, alla valutazione e gestione clinica, agli interventi sugli stili di vita, allo screening e alla presa in carico dei pazienti. Include inoltre indicatori fondamentali per il monitoraggio e la valutazione dei programmi.

Un linguaggio comune per migliorare i programmi

L’obiettivo non è soltanto terminologico. Utilizzare definizioni condivise può facilitare la formazione degli operatori, la raccolta e il confronto dei dati, il monitoraggio della qualità e la valutazione delle performance dei programmi di controllo dell’ipertensione.

Il compendio è rivolto in particolare a responsabili dei programmi sanitari, équipe delle cure primarie, esperti di monitoraggio e valutazione, specialisti dei sistemi informativi sanitari, decisori politici e partner tecnici. Le definizioni possono essere adattate ai diversi contesti nazionali, mantenendo però la coerenza concettuale necessaria per garantire la comparabilità dei dati.

Dalla misurazione alla continuità delle cure

L’approccio proposto dall’OMS considera quindi l’ipertensione lungo l’intero percorso assistenziale: dall’identificazione e diagnosi della condizione fino alla gestione clinica, agli interventi sugli stili di vita, alla registrazione dei pazienti e alla continuità delle cure.

Per i sistemi sanitari territoriali, uno strumento di questo tipo può contribuire a collegare meglio attività cliniche, sistemi informativi e monitoraggio degli esiti, favorendo una lettura più uniforme delle performance dei programmi di prevenzione e controllo dell’ipertensione.

Il compendio costituisce un riferimento operativo per l’implementazione dei programmi basati sul WHO HEARTS Technical Package.

 

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Salute Globale

28 settembre 2026: Giornata Mondiale del cuore

Il 29 settembre si celebra la Giornata Mondiale del cuore, promossa dalla World Heart Federation (WHF) per sensibilizzare cittadini, organizzazioni e decisori sull’impatto delle malattie cardiovascolari (MCV) e sulla necessità di rafforzarne prevenzione, diagnosi e trattamento.

Ogni anno la ricorrenza riunisce la rete globale della WHF in una campagna comune dedicata alla salute cardiovascolare.

Le MCV rappresentano la principale causa di morte a livello mondiale, con oltre 20,5 milioni di decessi ogni anno; l’85% di questi è riconducibile a malattie coronariche, come l’infarto, e cerebrovascolari, come l’ictus.

Nel 2026 prosegue la campagna “Don’t Miss a Beat”, avviata in occasione della Giornata Mondiale del cuore 2025 – che ha segnato il 25° anniversario della ricorrenza – con un’attenzione specifica al riconoscimento dei segni e dei sintomi delle malattie cardiovascolari.

Alcuni segnali possono passare inosservati e le MCV possono interessare persone di età, condizioni fisiche e stili di vita diversi. La campagna richiama, tra gli esempi, le cardiopatie congenite nei giovani, i sintomi che possono essere sottovalutati nelle donne e i rischi legati all’ipertensione non controllata.

Allo stesso tempo, la World Heart Federation ricorda che gran parte delle malattie cardiache è prevenibile e che molti decessi sono associati a fattori di rischio che possono essere prevenuti o gestiti.

GIORNATA MONDIALE DEL CUORE: RICONOSCERE I SEGNALI E AGIRE SULLA PREVENZIONE

La campagna 2026 si sviluppa lungo tre direttrici: riconoscere i segnali delle malattie cardiovascolari, proteggere la propria salute attraverso la prevenzione e promuovere un maggiore impegno dei sistemi e dei decisori pubblici.

Secondo la World Heart Federation, nonostante le MCV siano la principale causa di morte nel mondo, meno di 20 Paesi dispongono di un piano nazionale autonomo specificamente dedicato al loro contrasto.

Di qui, l’invito rivolto ai governi a dare priorità alla salute cardiovascolare e a sviluppare e attuare piani nazionali dedicati. Sul piano individuale, la campagna incoraggia invece piccoli cambiamenti costanti nelle abitudini quotidiane, dalla maggiore attività fisica a scelte alimentari favorevoli alla salute del cuore.

Per tutto il mese di settembre,“Keep the Beat” invita le persone ad assumere piccoli impegni concreti, come camminare, andare al lavoro in bicicletta o modificare alcune scelte a tavola, registrando i propri progressi attraverso il sito o l’app della Giornata Mondiale del cuore.

Tra le altre iniziative proposte figurano lo Heart Smart Quiz, dedicato alla conoscenza della salute cardiovascolare, la condivisione delle proprie Heart Stories e l’invito a integrare più movimento nella vita quotidiana.

 

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26 settembre 2026: Giornata Mondiale della salute ambientale

Il 26 settembre 2026 si celebra la Giornata Mondiale della salute ambientale (World Environmental Health Day – WEHD), promossa dall’International Federation of Environmental Health (IFEH).

La ricorrenza offre ogni anno un’occasione per promuovere iniziative dedicate alla salute ambientale, tenendo conto anche delle priorità e delle esigenze dei diversi contesti locali e regionali.

Il tema scelto per il 2026 è “Environmental Health: Standing with Science to Protect Communities”, che richiama il ruolo delle evidenze scientifiche nella protezione della salute delle comunità.

Il messaggio proposto da IFEH pone l’accento sulla necessità di tradurre la ricerca in politiche, regolamentazione e interventi concreti, valorizzando il contributo dei professionisti della salute ambientale come punto di collegamento tra conoscenza scientifica e applicazione sul campo.

La campagna individua tre messaggi principali: la pratica della salute ambientale costituisce un’azione di sanità pubblica basata sulle evidenze; la scienza contribuisce a proteggere le comunità dai rischi ambientali; i professionisti della salute ambientale svolgono un ruolo di raccordo tra le conoscenze scientifiche e la loro attuazione.

Il tema 2026 si collega inoltre, come indicato da IFEH, all’attenzione posta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità sui processi decisionali fondati sulle evidenze scientifiche.

La Giornata intende dare visibilità a temi di salute ambientale particolarmente rilevanti nei diversi territori. IFEH invita infatti le organizzazioni aderenti, i membri associati e accademici, ma anche istituzioni e organizzazioni esterne alla Federazione, a sviluppare iniziative legate al tema del 2026 o, più in generale, alla salute ambientale e a condividerle attraverso la pagina ufficiale del World Environmental Health Day.

SALUTE AMBIENTALE: DALLA RICERCA ALLA PROTEZIONE DELLE COMUNITÀ

Per tradurre il tema della Giornata in attività concrete, IFEH propone diverse iniziative che possono essere sviluppate a livello nazionale, professionale e locale.

Tra quelle rivolte alle istituzioni figurano l’organizzazione di incontri nazionali sulle evidenze in materia di salute ambientale, in collaborazione con le autorità competenti per salute e ambiente, la predisposizione di rapporti nazionali sui rischi ambientali e sugli interventi disponibili e momenti di confronto istituzionale dedicati al rapporto tra salute ambientale e politiche basate sulle evidenze.

Per le associazioni professionali, le proposte comprendono webinar dedicati all’applicazione pratica delle conoscenze scientifiche, la pubblicazione di casi di studio su interventi di salute ambientale basati sulle evidenze e iniziative di riconoscimento dell’innovazione nel settore.

A livello locale e comunitario, IFEH suggerisce giornate aperte dedicate alla “Science in Action”, dimostrazioni pratiche sul controllo della qualità dell’acqua e dell’aria e sulla sicurezza alimentare, oltre ad attività nelle scuole per mostrare come le conoscenze scientifiche applicate alla salute ambientale contribuiscano alla protezione delle comunità.

Il documento propone, inoltre, alcune possibili iniziative di più ampio respiro per rafforzare l’impatto globale della WEHD: una dichiarazione internazionale sulle evidenze in materia di salute ambientale, una dashboard globale dedicata ai rischi ambientali, la raccolta di casi di studio nazionali “Environmental Health in Action” e una competizione video rivolta agli studenti sul contributo della scienza alla salute ambientale.

Si tratta di proposte indicate da IFEH per l’edizione 2026, che affiancano le attività che potranno essere organizzate nei singoli Paesi e nelle comunità.

Attraverso il tema di quest’anno, la Giornata richiama quindi l’attenzione sul passaggio dalle evidenze all’azione: produrre conoscenza scientifica è essenziale, ma altrettanto importante è renderla utilizzabile nei processi decisionali, nella regolamentazione e negli interventi di sanità pubblica.

In questo percorso, IFEH attribuisce ai professionisti della salute ambientale un ruolo specifico nel collegare ricerca e applicazione e nel contribuire alla protezione delle comunità dai rischi ambientali.

 

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25 settembre 2026: Giornata Mondiale del polmone

Il 25 settembre 2026 si celebra la Giornata Mondiale del polmone (World Lung Day), campagna internazionale promossa dal Forum of International Respiratory Societies (FIRS) e dai suoi partner per sensibilizzare sull’importanza della salute del polmone e sulla necessità di ridurre il peso delle malattie respiratorie a livello globale.

La Giornata richiama ogni anno governi, organizzazioni e cittadini ad agire sulla prevenzione, sulla ricerca e sull’accesso equo all’assistenza, con particolare attenzione a fattori quali l’inquinamento atmosferico e il fumo.

Per il 2026 FIRS ha scelto il tema “A Lifetime of Lung Health”, sottolineando come la tutela della salute respiratoria riguardi ogni fase della vita.

Dallo sviluppo di polmoni sani durante l’infanzia al mantenimento della salute respiratoria nell’età adulta e in quella più avanzata, la campagna evidenzia il contributo che le azioni di prevenzione e promozione della salute possono offrire nel corso del tempo.

Il World Lung Day rappresenta quindi un’occasione per aumentare la consapevolezza sulle patologie respiratorie e promuovere un impegno condiviso per migliorare la salute polmonare.

FIRS invita professionisti sanitari, decisori politici, organizzazioni e comunità di tutto il mondo a partecipare alla campagna e a contribuire alla diffusione dei suoi messaggi.

La rete coinvolta nella Giornata comprende oltre 250 membri FIRS e partner del World Lung Day, chiamati a sostenere una maggiore attenzione alla salute respiratoria e a incoraggiare comunità e governi a investire in questo ambito.

SALUTE DEL POLMONE: AZIONI QUOTIDIANE E ACCESSO ALLE CURE

La campagna 2026 accompagna il messaggio generale della Giornata con indicazioni concrete per la tutela della salute respiratoria.

FIRS propone una serie di comportamenti da promuovere nella vita quotidiana: respirare aria pulita, non fumare, mantenersi fisicamente attivi, vaccinarsi e seguire un’alimentazione sana, richiamando l’attenzione sul rapporto tra salute respiratoria e cambiamento climatico.

Accanto alle azioni individuali, la campagna affronta anche aspetti che riguardano i sistemi sanitari e sottolinea la necessità di migliorare la diagnosi, l’accesso e l’advocacy nell’assistenza respiratoria, evidenziando quindi come la tutela della salute polmonare richieda interventi che vadano oltre i comportamenti individuali.

La Giornata richiama, infatti, l’importanza di un’azione congiunta per ridurre il peso delle malattie respiratorie e migliorare l’accesso alle cure.

In questa prospettiva, la prevenzione, la ricerca e l’equità nell’assistenza costituiscono ambiti di intervento complementari, sui quali FIRS invita governi, organizzazioni e cittadini a collaborare per migliorare la salute respiratoria a livello globale.

Per favorire la partecipazione alla campagna, FIRS mette inoltre a disposizione materiali di comunicazione dedicati alla Giornata Modiale del polmone 2026, pensati per essere condivisi sui social media e utilizzati per diffondere indicazioni pratiche sulla tutela della salute respiratoria.

La campagna invita a utilizzare l’hashtag #WorldLungDay e a coinvolgere le comunità nella promozione della salute del polmone lungo tutto l’arco della vita.

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24 settembre 2026: Giornata Mondiale della ricerca sul cancro

Il 24 settembre 2026 si celebra la Giornata Mondiale della ricerca sul cancro (World Cancer Research Day – WCRD), iniziativa internazionale dedicata a promuovere la ricerca sul cancro e a rafforzare la consapevolezza sul ruolo che il progresso scientifico svolge nella prevenzione, nella diagnosi e nel trattamento delle patologie oncologiche.

La ricorrenza, istituita nel 2016 e celebrata ogni anno il 24 settembre, rappresenta un appuntamento internazionale per riunire gli sforzi, favorire la collaborazione e sostenere i progressi nella lotta contro il cancro.

Nel 2026 la Giornata celebra il suo 10° anniversario.

Nata dalla visione condivisa di dieci organizzazioni, nel corso di un decennio l’iniziativa si è sviluppata in un movimento internazionale che coinvolge ricercatori, pazienti, professionisti sanitari, finanziatori, organizzazioni e comunità.

Il messaggio scelto per l’edizione di quest’anno, “Advancing Cancer Research Together”, richiama proprio il valore della collaborazione: mettere in relazione conoscenze, esperienze e prospettive diverse può contribuire a rendere la ricerca più significativa, inclusiva e capace di migliorare la vita delle persone.

La campagna sottolinea come i progressi scientifici abbiano aperto la strada a nuovi trattamenti e al miglioramento degli esiti per i pazienti, ma richiama anche le sfide ancora da affrontare.

La ricerca sulle cause del cancro, sulla prevenzione e sulla diagnosi precoce rimane fondamentale, così come lo sviluppo di trattamenti più accessibili e con minori effetti collaterali.

Tra le priorità indicate figurano, inoltre, il rafforzamento della collaborazione internazionale, finanziamenti di lungo periodo e maggiori opportunità di formazione nella ricerca.

RICERCA SUL CANCRO: 10 ANNI DI COLLABORAZIONE INTERNAZIONALE

Alla vigilia della Giornata, il 23 settembre 2026, ricercatori, rappresentanti dei pazienti, finanziatori e professionisti sanitari provenienti da diversi Paesi si riuniranno a Bruxelles per un evento internazionale dedicato al ruolo della collaborazione nella ricerca oncologica e alle principali sfide e opportunità per il futuro.

L’incontro potrà essere seguito anche online attraverso una diretta streaming, che permetterà di prendere parte alla discussione anche a distanza.

La Giornata Mondiale della ricerca sul cancro richiama anche l’attenzione sull’impatto crescente del cancro: secondo i dati riportati dall’iniziativa, entro il 2030 si prevedono 24,1 milioni di nuovi casi ogni anno a livello mondiale.

Un dato che evidenzia non solo la portata della sfida per i sistemi sanitari, ma anche le conseguenze per le persone, le famiglie e le comunità, a cui si aggiungono i costi economici legati ai trattamenti e all’assistenza, alla perdita di produttività, alla disabilità e alla mortalità prematura.

La Giornata Mondiale della ricerca sul cancro riunisce una rete internazionale di cittadini, ricercatori, società scientifiche, università, associazioni di pazienti e organizzazioni impegnate nella ricerca oncologica.

La dimensione globale dell’iniziativa è testimoniata dalle numerose realtà che la sostengono in diversi Paesi; tra queste, per l’Italia, figura anche la Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro.

Per il 2026 la campagna invita ricercatori, pazienti, familiari, caregiver, professionisti sanitari, organizzazioni e comunità a contribuire alla diffusione del messaggio della Giornata, utilizzando i materiali messi a disposizione sul sito e partecipando alla conversazione attraverso l’hashtag #WorldCancerResearchDay.

L’obiettivo è mantenere visibile e sostenuto nel tempo il valore della ricerca, riconoscendo il contributo delle persone e delle collaborazioni che rendono possibili nuovi progressi nella prevenzione, nella diagnosi e nella cura del cancro.

 

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lotta contro il cancro Salute Globale

Webinar: Prevenzione delle malattie non trasmissibili nello State of Health in the EU

Il 15 settembre 2026, dalle 12:00 alle 13:00 CET, si terrà il webinar “Stepping up prevention of non-communicable diseases in Europe: a State of Health in the EU”, organizzato dall’European Observatory on Health Systems and Policies, in collaborazione con l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) e la Commissione europea.

L’incontro approfondirà come i Paesi europei possano rafforzare le politiche di prevenzione delle malattie non trasmissibili (NCDs), adattandole alle nuove sfide e promuovendo interventi capaci di produrre benefici misurabili sia per la salute sia per l’economia.

Prevenzione delle malattie non trasmissibili: evidenze e politiche europee

Le malattie non trasmissibili, tra cui cancro, malattie cardiovascolari, diabete e malattie respiratorie croniche, rappresentano le principali cause di malattia e morte prevenibili nell’Unione europea. Secondo i dati richiamati dagli organizzatori, nel 2022 la mortalità prematura per NCD nella popolazione in età lavorativa ha determinato nell’UE una perdita stimata di 2,4 milioni di anni potenziali di vita produttiva.

Il webinar analizzerà le azioni multisettoriali adottate dai Paesi europei, comprese politiche fiscali, normative, di comunicazione e ambientali, e approfondirà come rafforzare gli interventi di prevenzione, mantenerne l’impulso attraverso diversi settori e valutarne i risultati in termini sanitari ed economici. Una prevenzione efficace può infatti contribuire a contenere la crescita dei costi dell’assistenza sanitaria e, allo stesso tempo, favorire la partecipazione al mercato del lavoro e la produttività.

L’incontro prende le mosse dal Synthesis Report dello State of Health in the EU, che raccoglie evidenze trasversali tra i Paesi e le colloca nel più ampio contesto delle tendenze di riforma delle politiche sanitarie. Lo State of Health in the EU, gestito dalla Commissione europea con il contributo dell’OCSE e dell’European Observatory on Health Systems and Policies e finanziato dal programma EU4Health, mette a disposizione evidenze e analisi a supporto delle politiche sanitarie europee.

La partecipazione al webinar è previa registrazione online.

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Evento: 5 years EU Cancer Mission – Stronger Through Connection

EU Cancer Mission celebra cinque anni di attività con l’evento “5 Years EU Cancer Mission: Stronger Through Connection”, organizzato dalla Commissione europea dal 29 settembre al 1° ottobre 2026 a Bruxelles, presso The EGG, Rue Bara 175.

L’iniziativa riunirà ricercatori, professionisti clinici, decisori politici, pazienti, innovatori, finanziatori e rappresentanti dell’industria per fare il punto sui risultati raggiunti e guardare alle prossime tappe verso il pieno conseguimento degli obiettivi della Missione al 2030, in parallelo con l’Europe’s Beating Cancer Plan.

Per tre giornate, discussioni, sessioni interattive, workshop e presentazioni di progetti offriranno uno spazio di confronto sulle esperienze e sulle collaborazioni che stanno contribuendo all’evoluzione della ricerca e dell’assistenza oncologica in Europa.

Il programma affronta le diverse fasi del percorso oncologico e dedica particolare attenzione al ruolo della collaborazione tra ricerca, innovazione, politiche e attori coinvolti.

EU CANCER MISSION: PREVENZIONE, QUALITÀ DELLA VITA E INNOVAZIONE

La prima giornata, il 29 settembre, sarà incentrata sull’importanza dello scambio dei dati: le sessioni approfondiranno la costruzione di un ecosistema coerente dei dati oncologici, il miglioramento dell’accesso e della condivisione dei dati, lo sviluppo di modelli per la ricerca e la cura e l’impiego di strumenti basati sui dati nell’oncologia di precisione.

Sono inoltre previsti due workshop paralleli dedicati allo sviluppo dei National Cancer Data Nodes e all’utilizzo dei dati di imaging e dell’intelligenza artificiale in ambito oncologico.

La seconda giornata, il 30 settembre, sarà dedicata alla prevenzione, alla diagnosi precoce e alla qualità della vita.

Le sessioni affronteranno sia le strategie di prevenzione sia gli approcci innovativi per la diagnosi precoce, mentre un workshop multi-stakeholder sarà dedicato alla costruzione condivisa di soluzioni su temi quali equità nella salute, genere ed età, tumori negli adolescenti e nei giovani adulti e survivorship.

Nel pomeriggio, l’attenzione si sposterà sui modelli di assistenza orientati alla qualità della vita, sul coinvolgimento dei pazienti e sulle cure palliative, con uno specifico approfondimento sulla loro integrazione lungo l’intero percorso oncologico.

Il 1° ottobre, giornata conclusiva, il programma si concentrerà invece su diagnosi e trattamento, con sessioni dedicate all’innovazione, all’oncologia personalizzata e all’accessibilità delle cure.

Tra gli approfondimenti previsti figurano un workshop sui benefici dell’innovazione nell’oncologia personalizzata per i pazienti, un forum dedicato ai tumori rari e una sessione sul contributo della ricerca clinica nell’ambito della EU Cancer Mission.

Nel corso delle tre giornate, le sessioni saranno affiancate da momenti dedicati alla presentazione dei progetti e al networking; diverse sessioni plenarie sono inoltre indicate nel programma come disponibili in live streaming.

L’evento intende così mettere in collegamento esperienze, competenze e soluzioni sviluppate nell’ecosistema europeo del cancro e contribuire alla riflessione sul percorso della Missione verso il 2030.

Il confronto tra progetti, istituzioni e stakeholder prosegue il percorso di collaborazione promosso dalla Missione anche attraverso iniziative come la European Cancer Mission Fair di ECHoS, che nel 2025 ha riunito a Varsavia la comunità europea impegnata nell’attuazione della Missione e nel rafforzamento delle sinergie tra progetti.

La partecipazione richiede la registrazione, disponibile al seguente LINK e aperta fino all’11 settembre 2026.

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cure integrate Salute Globale Salute mentale

OMS: Fino al 45% del rischio di demenza è prevenibile

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha pubblicato nuove linee guida per la riduzione del rischio di declino cognitivo e demenza, fornendo ai Paesi raccomandazioni basate sull’evidenza per prevenire o ritardare l’insorgenza della patologia lungo l’intero arco della vita.

La demenza, condizione causata da malattie cerebrali che compromette memoria, pensiero e capacità funzionali, colpisce oggi oltre 57 milioni di persone nel mondo, con quasi 10 milioni di nuove diagnosi ogni anno. La malattia di Alzheimer resta la forma più diffusa, rappresentando tra il 60 e il 70% dei casi.

Pur in assenza di una cura, fino al 45% del rischio di demenza è riconducibile a fattori modificabili quali fumo, consumo di alcol, isolamento sociale, sedentarietà, inquinamento atmosferico e patologie non trasmissibili come ipertensione e diabete. Il Direttore Generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha sottolineato come le nuove linee guida per prevenire la demenza traducono le conoscenze scientifiche disponibili in raccomandazioni operative che i Paesi possono adottare da subito.

Le linee guida, che aggiornano quelle emesse dall’OMS nel 2019, indicano interventi su più fronti. Per gli adulti con capacità cognitive nella norma o con lieve decadimento, vengono raccomandati stimolazione mentale e partecipazione ad attività sociali. Per ridurre i fattori di rischio legati alle patologie non trasmissibili si indicano invece attività fisica regolare, cessazione del fumo, riduzione del consumo di alcol, dieta sana e – nuova raccomandazione – minore esposizione all’inquinamento atmosferico.

Anche la gestione di condizioni cardiometaboliche come ipertensione, diabete e colesterolo può contribuire a ridurre il rischio di demenza. Le linee guida prevedono inoltre la responsabilità di offrire apparecchi acustici come parte delle strategie di prevenzione. Sconsigliata invece la supplementazione di vitamine B ed E, acidi grassi omega-3 e multivitaminici in assenza di carenze diagnosticate, poiché non vi sono evidenze sufficienti a dimostrare che i benefici superino i possibili effetti avversi.

Oltre alle conseguenze sulla qualità di vita e sull’autonomia delle persone, la demenza rappresenta un costo economico globale stimato di 1.300 miliardi di dollari l’anno, di cui circa la metà è legata all’assistenza informale fornita da familiari e caregiver.

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OMS e UE insieme per rafforzare i sistemi sanitari attraverso il TSI

Il TSI (Technical Support Instrument) è lo strumento attraverso il quale l’Unione europea sostiene gli Stati membri nella progettazione e realizzazione di riforme strutturali.

In un recente approfondimento, l’OMS Europa ha illustrato le attività sviluppate con il supporto del TSI per rispondere ad alcune delle principali sfide che interessano i sistemi sanitari europei, tra cui l’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle malattie non trasmissibili e le criticità emerse durante la pandemia di COVID-19.

Secondo l’OMS, questi cambiamenti stanno mettendo sotto pressione i sistemi sanitari e rendono necessario adottare approcci innovativi e basati su evidenze. In questo contesto, il TSI supporta attualmente un progetto che coinvolge diversi Stati membri e che affronta alcune priorità strategiche per il futuro dei sistemi sanitari europei.

L’iniziativa, finanziata dalla Commissione europea e della durata di 24 mesi, si basa sull’esperienza maturata con il progetto multicountry “EU Health Resources Hub“, realizzato nel 2022 insieme ad Austria, Belgio e Slovenia.

TSI E COLLABORAZIONE TRA I PAESI EUROPEI

Le attività attualmente in corso sono organizzate in tre cluster tematici.

Il primo riguarda il rafforzamento della workforce sanitaria in Italia e Spagna. L’OMS evidenzia come entrambi i Paesi si confrontino con una riduzione del personale disponibile e con una crescente difficoltà nel rispondere ai bisogni assistenziali, in particolare a causa della carenza di infermieri. Il progetto supporta quindi lo sviluppo di riforme nazionali adattate alle specificità dei due contesti.

Sul tema della workforce sanitaria, ProMIS è coinvolto anche nel progetto “TSI Health Hub – The Italian EU Resources Hub for sustainable investing in health: a case study on health workforce and smart programming tool using AI“, che supporta la pianificazione e la governance del personale sanitario attraverso attività di capacity building, coordinamento tecnico e sviluppo di strategie per gli investimenti nel settore salute.

Il secondo cluster coinvolge Germania e Svezia e affronta il ruolo degli ospedali nella promozione della prevenzione. In entrambi i Paesi l’invecchiamento della popolazione aumenta la pressione sui sistemi sanitari, mentre i servizi preventivi risultano ancora sottoutilizzati nonostante il loro contributo alla sostenibilità dei sistemi di salute e welfare.

Il terzo cluster è dedicato a Malta e al rafforzamento dell’assistenza a lungo termine. In questo caso il progetto prevede l’elaborazione di una proposta di aggiornamento del quadro normativo per favorire servizi accessibili, di qualità e centrati sulla persona per la popolazione anziana.

Accanto alle attività nazionali, il progetto prevede iniziative comuni coordinate dall’European Observatory on Health Systems and Policies per favorire lo scambio di conoscenze, esperienze ed evidenze tra i Paesi coinvolti.

Queste attività contribuiscono inoltre a creare sinergie con altri progetti europei e nazionali e con iniziative già avviate dall’OMS e dall’Unione europea in materia di personale sanitario e invecchiamento della popolazione.

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