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Commissione europea: pubblicato l’edizione 2026 dello European Innovation Scoreboard (EIS)

La Commissione europea ha pubblicato l’edizione 2026 dello European Innovation Scoreboard (EIS), il principale strumento di monitoraggio delle performance in ricerca e innovazione degli Stati membri. Dal 2001, l’EIS fornisce una valutazione comparativa delle performance in materia di ricerca e innovazione degli Stati membri dell’UE, di altri Paesi europei e di alcuni competitor globali. Lo strumento aiuta i decisori politici a individuare punti di forza, criticità e aree che richiedono ulteriori interventi. Nel tempo, l’EIS si è affermato come un punto di riferimento per lo sviluppo di politiche dell’innovazione basate su dati ed evidenze. I risultati sono calcolati rispetto alla media UE del 2019 e del 2026, consentendo di monitorare l’evoluzione delle performance e le tendenze nel tempo.

Il rapporto 2026 conferma una crescita costante della capacità innovativa dell’Unione europea, con un incremento medio dell’indice di innovazione dell’1,7% rispetto al 2025 e un miglioramento generalizzato rispetto al 2019.

Tra i risultati più significativi emerge la performance dell’Italia, che registra il secondo maggiore incremento annuale (+5 punti percentuali), dietro soltanto a Malta. Nel confronto con il 2019, il nostro Paese ha migliorato il proprio indice del 15%, collocandosi tra gli Stati membri con la crescita più sostenuta degli ultimi anni.

Nonostante questi progressi, l’Italia rimane nel gruppo dei “Moderate Innovators”, insieme a Spagna, Portogallo, Cipro, Slovenia, Lituania, Repubblica Ceca, Grecia e Ungheria. Ai vertici della classifica europea si confermano invece Svezia, Danimarca e Paesi Bassi, mentre Svizzera e Corea del Sud guidano rispettivamente i confronti europeo allargato e globale.

Lo European Innovation Scoreboard rappresenta un importante strumento di supporto alle politiche pubbliche, poiché valuta le prestazioni dei sistemi nazionali di innovazione attraverso 32 indicatori che misurano capitale umano, investimenti, attività innovative e impatti economici e sociali. I risultati costituiscono un riferimento fondamentale per orientare le strategie europee e nazionali in materia di ricerca, innovazione e competitività.

Per maggiori informazioni sullo European Innovation Scoreboard 2026 si prega di consultare il seguente LINK.

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AIFA finanzia 19 studi sulle malattie rare con 17,5 milioni

Le malattie rare e la ricerca indipendente ricevono un nuovo impulso grazie all’approvazione della graduatoria del Bando AIFA 2025 dedicato alle malattie rare.

Con la Determina n. 816 del 15 giugno 2026, l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha ammesso al finanziamento 19 progetti, per un investimento complessivo di 17.554.208 euro, utilizzando le risorse previste dal Testo unico sulle malattie rare (Legge 175/2021).

L’iniziativa sostiene studi indipendenti in un ambito caratterizzato da un elevato bisogno clinico e da limitate opportunità di sviluppo terapeutico, dove la complessità della ricerca e il ridotto numero di pazienti rendono più difficile attrarre investimenti privati.

Secondo il presidente dell’AIFA, Robert Nisticò, il sostegno alla ricerca indipendente rappresenta una componente fondamentale della missione istituzionale dell’Agenzia e può contribuire ad ampliare le conoscenze disponibili e a favorire nuove opportunità terapeutiche per persone che spesso dispongono di opzioni di cura limitate o assenti.

Anche il direttore tecnico-scientifico Pierluigi Russo ha evidenziato il valore della ricerca indipendente nel produrre evidenze scientifiche in settori che trovano scarso interesse nei tradizionali percorsi di sviluppo industriale, valorizzando approcci innovativi, tra cui l’impiego di farmaci già autorizzati per il trattamento di patologie diverse da quelle per cui sono stati sviluppati (repurposing), oltre allo sviluppo di nuove strategie terapeutiche.

MALATTIE RARE: I PROGETTI FINANZIATI IN ITALIA

La graduatoria evidenzia una rete della ricerca italiana altamente specializzata, con competenze distribuite su tutto il territorio nazionale e progetti dedicati a un ampio spettro di patologie rare, neurologiche, oncologiche, immunologiche, metaboliche ed ematologiche.

Dodici dei 19 studi finanziati sono coordinati da strutture del Nord Italia, mentre i restanti sette fanno capo a enti del Centro e del Sud, con Lombardia e Piemonte tra le regioni maggiormente rappresentate.

In Lombardia sono stati finanziati, tra gli altri, studi sulla polineuropatia demielinizzante infiammatoria cronica (CIDP), sulla mastocitosi sistemica, sull’epatite autoimmune, sul carcinoma midollare della tiroide, sull’amiloidosi AL e sulla distrofia miotonica di tipo 1 (malattia di Steinert).

In Piemonte i progetti riguardano le RASopatie, la sclerosi laterale amiotrofica (SLA) e le neoplasie mielodisplastiche, mentre Veneto e Friuli Venezia Giulia contribuiscono con studi dedicati, rispettivamente, alla mucopolisaccaridosi di tipo II, all’ernia diaframmatica congenita e alla malattia di Kawasaki.

Anche il Centro Italia partecipa con progetti sulla miastenia gravis, sull’angiosarcoma cutaneo, sui feocromocitomi e tumori neuroendocrini, sulle encefalopatie epilettiche, sulla leucemia linfoblastica acuta, sul linfoma a cellule T e sulla sclerosi sistemica.

Il Sud è rappresentato dall’IRCCS “S. De Bellis” di Bari con uno studio dedicato alla colangite sclerosante primitiva.

I progetti classificati oltre il diciannovesimo posto sono stati giudicati pienamente idonei dalla Commissione scientifica, ma non hanno ottenuto il finanziamento per l’esaurimento della dotazione economica disponibile.

L’AIFA ha inoltre reso noto che è in corso la validazione del secondo Bando Ricerca Indipendente 2025 dedicato all’antimicrobico-resistenza e alla medicina di precisione, confermando l’impegno dell’Agenzia nel rafforzare il contributo della ricerca pubblica all’innovazione e al miglioramento dell’assistenza ai pazienti.

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RAISE: bando per esperti per entrare a far parte dell’High-Level Academic Advisory Board

RAISEResource for AI Science in Europe – apre le candidature per entrare a far parte del nuovo High-Level Academic Advisory Board, il gruppo di esperti che affiancherà la Commissione europea nello sviluppo dell’iniziativa dedicata alla ricerca scientifica supportata dall’intelligenza artificiale.

La call, pubblicata dalla Direzione generale per la Ricerca e l’Innovazione della Commissione europea, rimarrà aperta fino al 4 settembre 2026 ed è rivolta a ricercatori di alto profilo che operano nell’ambito della ricerca fondamentale sull’intelligenza artificiale o che utilizzano l’IA nelle proprie attività scientifiche.

Lanciato nel novembre 2025 e attualmente nella fase pilota, RAISE è un istituto virtuale finanziato dal programma Horizon Europe, nato con l’obiettivo di riunire competenze scientifiche, capacità di calcolo, dati e finanziamenti per accelerare la ricerca sull’intelligenza artificiale e favorirne l’applicazione nei diversi ambiti scientifici, dalla medicina alle scienze del clima fino ai materiali avanzati.

Il nuovo High-Level Academic Advisory Board rappresenterà uno degli elementi chiave della governance dell’iniziativa e fornirà consulenza scientifica indipendente per orientarne lo sviluppo e sostenere l’attuazione della Strategia europea per l’AI nella scienza.

Tra i compiti del gruppo rientrano la formulazione di raccomandazioni strategiche e contributi alle future iniziative politiche, oltre al supporto nella definizione dei programmi di lavoro europei, dell’organizzazione di RAISE, delle condizioni necessarie al suo sviluppo e degli indicatori per valutarne i risultati.

RAISE: CHI PUÒ CANDIDARSI E COME SARÀ COMPOSTO L’ADVISORY BOARD

La Commissione europea selezionerà da 10 a 15 esperti, nominati a titolo personale e chiamati a operare in piena indipendenza e nell’interesse pubblico.

L’incarico avrà una durata di due anni, con possibilità di rinnovo. Il gruppo sarà presieduto da un Chair e da un Vice-Chair nominati dalla Commissione e si riunirà almeno una volta l’anno in presenza e due volte online.

I componenti saranno coinvolti nella preparazione di documenti strategici, nella formulazione di pareri e raccomandazioni e nello scambio di esperienze e buone pratiche nel campo dell’AI Science. Per ogni giornata di attività è previsto un compenso pari a 450 euro (225 euro per mezza giornata), oltre al rimborso delle spese di viaggio e soggiorno.

Possono presentare candidatura ricercatori con dottorato di ricerca e almeno sette anni di esperienza accademica nell’ambito dell’intelligenza artificiale, con un curriculum che dimostri eccellenza scientifica e riconoscimento a livello europeo o internazionale.

Saranno valutati, tra gli altri elementi, la qualità della produzione scientifica, l’impatto della ricerca, la partecipazione alla comunità scientifica internazionale e la capacità di operare in contesti multidisciplinari. Costituirà inoltre un elemento preferenziale aver svolto attività presso laboratori o istituti di ricerca dell’Unione europea per almeno cinque anni precedenti alla candidatura.

Le domande dovranno essere inviate entro il 4 settembre 2026 all’indirizzo EC-RAISE@ec.europa.eu, corredate della documentazione richiesta, tra cui lettera motivazionale, curriculum vitae in formato Europass, modulo relativo ai criteri di selezione e dichiarazione di assenza di conflitti di interesse.

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Pubblicato l’EIC Impact Report 2026

Il Consiglio europeo per l’innovazione (EIC) conferma il rafforzamento dell’ecosistema europeo dell’innovazione deep tech.

È quanto emerge dall’EIC Impact Report 2026, pubblicato dall’European Innovation Council e dalla European Innovation Council and SMEs Executive Agency (EISMEA), che analizza i risultati raggiunti dalle imprese sostenute dall’EIC e l’evoluzione del contesto europeo dell’innovazione tecnologica.

Secondo il rapporto, l’Europa sta consolidando la propria capacità di accompagnare la crescita di imprese deep tech fino a una dimensione globale, grazie a una combinazione di investimenti pubblici e privati, una maggiore collaborazione tra Stati membri e un ecosistema dell’innovazione sempre più maturo.

I dati riportati mostrano che le aziende sostenute dall’EIC hanno raccolto complessivamente 15,5 miliardi di euro. Il rapporto segnala inoltre la nascita di tre nuove imprese deep tech valutate oltre un miliardo di euro (i cosiddetti deep tech unicorns).

Il report evidenzia inoltre dodici operazioni di investimento superiori a 100 milioni di euro e un tasso di rilocalizzazione pari ad appena l’1%, indicatore che suggerisce una forte capacità dell’Europa di trattenere le imprese innovative sul proprio territorio.

Il documento sottolinea come questi risultati contribuiscano a superare la percezione secondo cui l’Europa avrebbe difficoltà a trasformare la ricerca e l’innovazione in imprese tecnologiche competitive a livello globale. Secondo l’EIC, i dati indicano invece un cambiamento strutturale che vede un numero crescente di aziende deep tech scegliere l’Europa come luogo in cui sviluppare e far crescere le proprie attività.

Parallelamente, il rapporto evidenzia una crescente attività di espansione transfrontaliera e una maggiore integrazione tra gli ecosistemi nazionali dell’innovazione.

EIC E IL RAFFORZAMENTO DELL’ECOSISTEMA EUROPEO DELL’INNOVAZIONE

Il rapporto dedica particolare attenzione anche all’evoluzione del sistema europeo di finanziamento dell’innovazione deep tech.

Gli investimenti dell’EIC hanno raggiunto 6,5 miliardi di euro e hanno contribuito a mobilitare ulteriori 5 miliardi di euro di co-investimenti privati. Per ogni euro investito dall’EIC Fund sono stati generati 3,5 euro aggiuntivi, mentre oltre mille investitori hanno partecipato a operazioni di co-investimento insieme all’EIC.

Un ulteriore elemento evidenziato dal rapporto riguarda la crescente dimensione europea degli investimenti: l’80% delle operazioni coinvolge infatti flussi finanziari transfrontalieri, segnale di una progressiva riduzione della frammentazione del mercato europeo del capitale per l’innovazione.

L’EIC Impact Report 2026, inoltre, richiama il ruolo strategico della ricerca scientifica come fattore di competitività. Il 45% dei finanziamenti europei nel campo delle tecnologie quantistiche coinvolge imprese sostenute dall’EIC, mentre il 25% degli investimenti europei nel settore spaziale è collegato ad aziende del portafoglio EIC.

Il rapporto evidenzia anche alcuni dati relativi all’inclusività dell’ecosistema: il 30% delle imprese sostenute è guidato da donne e il 25% degli investimenti in equity riguarda aziende fondate da donne.

Nel complesso, le imprese supportate dall’EIC sono presenti in 31 Paesi e gli investimenti dell’EIC Fund interessano 26 Paesi europei, confermando una crescente integrazione dell’ecosistema dell’innovazione e una maggiore collaborazione tra attori pubblici e privati a sostegno della crescita delle tecnologie emergenti.

 

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Ricerca e innovazione: l’UE rafforza il ruolo di città e regioni

La Commissione Europea e il Comitato delle regioni hanno varato un piano d’azione congiunto volto a rafforzare il ruolo delle città e delle regioni nella ricerca e nell’innovazione. Il piano si concentra sull’innovazione, sulla transizione verde e digitale, sull’accesso ai finanziamenti e sulla crescita sostenibile in tutta Europa.

IL NUOVO PIANO PER LE REGIONI

Questo nuovo piano d’azione congiunto servirà a rafforzare il ruolo delle città e delle regioni nella ricerca e nell’innovazione (R&I). La partnership mira a rafforzare la dimensione locale e regionale delle politiche dell’UE in materia di R&I, a sostenere l’attuazione a livello regionale e a migliorare la condivisione di conoscenze e dati tra le istituzioni.

Il piano si concentra su quattro priorità: costruire solidi ecosistemi di innovazione a livello locale e regionale, sostenere la transizione verde e digitale, migliorare la consapevolezza e l’accesso alle opportunità di finanziamento di Horizon Europe e promuovere l’elaborazione di politiche basate su dati concreti attraverso strategie di previsione e resilienza.

Ponendo le regioni al centro dell’agenda dell’UE in materia di R&I, l’iniziativa mira a promuovere la competitività, la sostenibilità e la crescita inclusiva, rafforzando al contempo la governance multilivello e il ruolo attivo delle autorità locali e regionali nella definizione delle politiche di innovazione.

 

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Pubblicato il report CINEA 2026 su innovazione e competitività – LIFE

CINEA, l’Agenzia esecutiva europea per il Clima, le Infrastrutture e l’Ambiente della Commissione europea, ha pubblicato il Report CINEA “LIFE and the EU’s Competitiveness Agenda”, dedicato al contributo del Programma LIFE alla competitività europea. Il documento analizza il ruolo del Programma LIFE nel sostenere innovazione, autonomia strategica e resilienza, indicati dalla Commissione europea come elementi prioritari per rafforzare crescita economica e dinamismo dell’Unione.

Il Report CINEA sul Programma LIFE e la competitività europea

Il Report CINEA descrive il ruolo del Programma LIFE nel collegare ricerca e applicazione concreta delle soluzioni, trasformando idee promettenti in tecnologie pronte per il mercato e interventi operativi sul territorio. Oltre al sostegno ai progetti, il Programma LIFE mobilita investimenti pubblici e privati, promuovendo la diffusione su larga scala di tecnologie pulite e favorendo lo sviluppo di nuovi mercati in grado di rafforzare il vantaggio competitivo europeo. Il report collega inoltre il Programma LIFE al quadro europeo per la transizione verde, richiamando il Green Deal europeo, la strategia dell’UE per la neutralità climatica, e il Clean Industrial Deal, orientato a sostenere decarbonizzazione industriale, tecnologie pulite e competitività, come riferimenti per una crescita sostenibile e competitiva.

Tra il 2014 e il 2023 il Programma LIFE ha mobilitato oltre 4 miliardi di euro di investimenti complessivi per progetti dedicati a innovazione verde, resilienza e competitività. Circa il 40 per cento dei progetti sostiene piccole e medie imprese, quasi 230 innovazioni cofinanziate sono presenti sulla piattaforma europea Innovation Radar, oltre 200 progetti hanno ricevuto supporto attraverso l’iniziativa Close to Market e quasi 150 progetti di adattamento sono inclusi nella piattaforma Climate ADAPT.

Il Report CINEA evidenzia i risultati di 26 progetti finanziati dall’Unione europea e organizzati attorno ai tre ambiti dell’innovazione, dell’autonomia strategica e della resilienza. Gli esempi illustrano soluzioni che spaziano dall’efficienza energetica alla mobilità a zero emissioni, dall’economia circolare della plastica al recupero di materie prime critiche, fino ad arrivare a iniziative dedicate alla biodiversità, alla qualità dell’acqua e alla resilienza climatica urbana.

Il Programma LIFE sostiene inoltre interventi orientati alla riduzione delle dipendenze strategiche, promuovendo processi e tecnologie che favoriscono riuso, recupero delle risorse, efficienza energetica e decarbonizzazione. Una parte rilevante del report riguarda anche la resilienza ambientale e climatica, con iniziative dedicate alla protezione delle risorse naturali, all’adattamento ai cambiamenti climatici e al rafforzamento della capacità dei territori di affrontare eventi estremi.

Attivo da oltre trent’anni, il Programma LIFE ha cofinanziato più di 6.400 progetti nell’Unione europea e il Report CINEA evidenzia come sostenibilità e competitività possano procedere insieme. Dal 2014 i progetti sostenuti dal programma hanno ricevuto 4,95 miliardi di euro di contributi europei, con investimenti attesi pari a 8,23 miliardi di euro.

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Bilancio UE post-2027: il paper ERRIN rilancia il ruolo strategico delle EU Missions

Le EU Missions rappresentano, secondo ERRIN (European Regions Research and Innovation Network), uno strumento da mantenere e rafforzare nel futuro bilancio a lungo termine dell’Unione europea e nel prossimo Programma quadro FP10 per ricerca e innovazione.

Con il paper pubblicato lo scorso aprile (“EU Missions – Looking towards the next EU long-term budget”), la rete europea delle regioni attive su ricerca e innovazione interviene nel dibattito sul futuro quadro finanziario pluriennale dell’UE (MFF post-2027), evidenziando il contributo che l’approccio mission-oriented può offrire alla competitività europea, alla resilienza dei territori e alla capacità di affrontare sfide complesse attraverso soluzioni integrate e collaborative.

Nel documento, ERRIN sottolinea che le Missions hanno introdotto un modello diverso rispetto ai tradizionali programmi di finanziamento europei, puntando su obiettivi concreti, misurabili e orientati all’impatto.

Secondo la rete, uno degli elementi più rilevanti riguarda la capacità delle Missions di coinvolgere contemporaneamente istituzioni europee, regioni, città, università, centri di ricerca, imprese, PMI e cittadini, favorendo la costruzione di ecosistemi territoriali dell’innovazione.

Questo approccio avrebbe già contribuito ad accelerare sperimentazione e implementazione di nuove soluzioni nei territori, facilitando anche il coordinamento tra diversi strumenti e livelli di governance.

ERRIN evidenzia inoltre che le EU Missions si trovano ancora in una fase relativamente iniziale del loro percorso di implementazione e che, proprio per questo, non sarebbe opportuno interromperle prima di averne valutato pienamente risultati e impatti.

Nel paper viene quindi proposta la prosecuzione delle Missions almeno fino al 2030, sottolineando come continuità temporale e stabilità finanziaria siano elementi necessari per consolidare reti, investimenti e collaborazioni già avviate. Secondo il documento, una chiusura anticipata rischierebbe infatti di disperdere competenze e capacità costruite negli ultimi anni nei diversi ecosistemi territoriali europei.

EU MISSIONS E FUTURO DEL BILANCIO UE POST-2027

Una parte significativa del paper è dedicata anche al ruolo che le EU Missions potrebbero avere nella futura architettura europea per ricerca e innovazione.

ERRIN propone infatti un’integrazione più forte tra Missions, European Partnerships, European Competitiveness Fund (ECF), National and Regional Partnership Plans (NRPPs) e altre iniziative strategiche europee, con l’obiettivo di creare percorsi più coerenti tra ricerca, innovazione, deployment e scale-up.

Secondo ERRIN, le Missions hanno dimostrato di poter contribuire non soltanto allo sviluppo scientifico e tecnologico, ma anche alla definizione di modelli di governance multilivello e processi di coinvolgimento territoriale più strutturati.

Per questo motivo, il documento richiama la necessità di rafforzare il ruolo delle regioni europee e degli ecosistemi locali nell’attuazione delle priorità strategiche dell’UE, favorendo una maggiore connessione tra politiche europee e bisogni concreti dei territori.

Il paper, inoltre, sottolinea che l’approccio mission-oriented potrebbe rappresentare uno strumento utile per aumentare coerenza e coordinamento tra le diverse iniziative europee, riducendo frammentazione e sovrapposizioni tra programmi.

In questo senso, ERRIN invita le istituzioni europee a valorizzare ulteriormente le Missions nel dibattito sul futuro del bilancio UE post-2027 e sul prossimo FP10, considerandole non soltanto strumenti di finanziamento, ma veri e propri catalizzatori di innovazione sistemica e trasformazione territoriale.

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COST Open Call 2026 per reti di ricerca e innovazione in Europa

COST Action è una rete di ricerca interdisciplinare che riunisce ricercatori e innovatori per studiare un determinato tema per la durata di quattro anni. Aperte a tutti i campi della scienza e della tecnologia, le COST Action seguono un approccio “bottom-up”, permettendo di proporre network basati sui propri interessi e idee. Il finanziamento copre le spese di networking, eventi, missioni scientifiche a breve termine, scuole di formazione e attività di comunicazione, con un budget stimato di circa 150.000 € per il primo anno e una media di 180.000 € per i successivi tre.

La COST Open Call 2026 aprirà ufficialmente questa estate, ma sono state introdotte alcune importanti novità nelle procedure di sottomissione e valutazione:

  • Ampliamento del network: oltre alla presenza minima di sette membri (di cui almeno il 50% provenienti da Inclusiveness Target Countries), ora almeno il 40% dei proponenti deve essere composto da giovani ricercatori e innovatori;
  • Un solo ruolo per bando: ogni individuo può partecipare come proponente principale o secondario in una sola proposta per ogni bando;
  • Nuovo strumento di sottomissione (e-COST): l’allegato tecnico è ora integrato direttamente nella piattaforma e-COST. Il sistema impedirà l’invio di proposte che superano i limiti di pagine e testo, garantendo l’ammissibilità;
  • Più opportunità di finanziamento: nel 2026 verranno finanziate fino a 80 COST Action, rispetto alle 70 dello scorso anno, migliorando il tasso di successo per i candidati.
Cronoprogramma e scadenze
  • 16 giugno 2026 (10:00 – 12:00 CEST): Info Day online per informare la comunità scientifica su come partecipare (registrazione disponibile sul sito ufficiale).
  • 31 luglio 2026 (ore 12:00 CEST): Apertura ufficiale delle sottomissioni su e-COST.
  • 28 ottobre 2026 (ore 12:00 CET): Chiusura del bando.

È già possibile iniziare a costruire il proprio network consultando le linee guida per i proponenti e l’annuncio ufficiale del bando nella sezione Documenti e Linee Guida del sito COST.

 

Per maggiori informazioni sulla COST Open Call 2026 si prega di consultare il seguente LINK.

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Pubblicato l’EIC Tech Report 2026

L’EIC Tech Report 2026 è il rapporto pubblicato dall’European Innovation Council (EIC) che individua e analizza i principali segnali emergenti nel panorama delle tecnologie deep tech in Europa.

Il report identifica 25 segnali emergenti, selezionati attraverso un’attività sistematica di scouting tecnologico basata sull’analisi di dati provenienti dai progetti finanziati dall’EIC, da fonti scientifiche e da attività di monitoraggio dell’innovazione.

L’obiettivo dell’EIC Tech Report 2026 è intercettare in anticipo sviluppi tecnologici ancora in fase iniziale ma con un potenziale elevato di crescita e impatto, contribuendo così a orientare le politiche europee e le future strategie di investimento.

I segnali individuati non rappresentano tecnologie già consolidate, ma piuttosto traiettorie emergenti che stanno iniziando a svilupparsi e che potrebbero trasformare diversi settori nel medio-lungo periodo. Il report evidenzia, inoltre, come il riconoscimento precoce di queste dinamiche consenta di ridurre il rischio di ritardi competitivi e di rafforzare l’autonomia strategica europea in ambiti tecnologici chiave.

EIC Tech Report 2026: segnali emergenti, metodo e ruolo strategico

L’EIC Tech Report 2026 non si limita a elencare i segnali emergenti, ma propone anche un approccio metodologico basato sull’analisi combinata di indicatori qualitativi e quantitativi, con l’obiettivo di identificare pattern ricorrenti e dinamiche di sviluppo nel panorama deep tech.

I 25 segnali sono stati selezionati tenendo conto della loro novità, del potenziale impatto e della loro connessione con le priorità strategiche dell’Unione europea, offrendo così una visione strutturata delle traiettorie tecnologiche emergenti. Tra gli esempi riportati nel documento si evidenziano innovazioni che potrebbero contribuire a migliorare l’efficienza dei sistemi produttivi, supportare la transizione verde e sviluppare nuove soluzioni nel campo della salute e delle scienze della vita.

Il documento sottolinea il ruolo centrale del deep tech come ambito caratterizzato da una forte integrazione tra ricerca scientifica e innovazione, con tempi di sviluppo più lunghi ma con un elevato potenziale trasformativo.

In questo contesto, l’EIC svolge una funzione chiave nel sostenere lo sviluppo di queste tecnologie attraverso strumenti di finanziamento, accompagnamento e supporto all’innovazione. In questo contesto, le priorità individuate dal report trovano applicazione concreta anche nelle iniziative di finanziamento promosse dall’EIC, come le Advanced Innovation Challenges previste nel Work Programme 2026.

Il report si configura quindi come uno strumento utile per policy maker, ricercatori e stakeholder, in quanto consente di comprendere meglio le tendenze emergenti e di orientare decisioni strategiche in un contesto tecnologico in rapida evoluzione.

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Aperte le candidature per il programma EIT Jumpstarter 2026

Sono ufficialmente aperte le candidature per l’edizione 2026 di EIT Jumpstarter, il programma d’eccellenza che aiuta gli innovatori nelle fasi iniziali a trasformare idee basate sulla scienza in startup fattibili. Attraverso un percorso strutturato di formazione e mentoring, i partecipanti vengono accompagnati in un viaggio imprenditoriale che culmina in una competizione internazionale di pitch.

Il programma offre un supporto concreto che va ben oltre il semplice finanziamento:

  • Sostegno economico: oltre 240.000 € in premi totali, con riconoscimenti fino a 10.000 € per i migliori team di ogni categoria.
  • Formazione e Mentoring: più di 55 ore di training imprenditoriale con esperti del settore e sviluppo professionale del pitch.
  • Network Europeo: accesso privilegiato alla rete di innovazione paneuropea dell’EIT (European Institute of Innovation and Technology).
  • Premi Speciali: riconoscimenti dedicati a progetti provenienti dai Balcani occidentali, Ucraina e soluzioni allineate al New European Bauhaus.
Le aree tematiche dell’edizione 2026

Per l’edizione 2026, gli innovatori potranno sviluppare i propri progetti all’interno di aree tematiche strategiche allineate alle priorità europee. Il programma accoglie infatti soluzioni dedicate alla Salute (EIT Health), al settore Food & Agritech, all’Energia e fonti rinnovabili, alla Produzione manifatturiera avanzata, ai Materiali grezzi e alla Mobilità urbana intelligente. Questa struttura permette ai partecipanti di confrontarsi con esperti di settore e validare la propria idea in mercati specifici, accelerando il passaggio verso l’investment readiness.

Dalla sua nascita, EIT Jumpstarter ha già formato più di 1.500 innovatori, contribuendo alla creazione di oltre 150 startup e generato più di 2.600 posti di lavoro, dimostrando un impatto crescente nell’ecosistema dell’innovazione in Europa.

Le domande possono essere inviate fino all’8 maggio 2026 (ore 23:59 CET). È un’opportunità unica per validare la propria idea e accelerare l’ingresso sul mercato con il supporto dei migliori esperti europei.

 

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