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Ricerca e innovazione: l’UE rafforza il ruolo di città e regioni

La Commissione Europea e il Comitato delle regioni hanno varato un piano d’azione congiunto volto a rafforzare il ruolo delle città e delle regioni nella ricerca e nell’innovazione. Il piano si concentra sull’innovazione, sulla transizione verde e digitale, sull’accesso ai finanziamenti e sulla crescita sostenibile in tutta Europa.

IL NUOVO PIANO PER LE REGIONI

Questo nuovo piano d’azione congiunto servirà a rafforzare il ruolo delle città e delle regioni nella ricerca e nell’innovazione (R&I). La partnership mira a rafforzare la dimensione locale e regionale delle politiche dell’UE in materia di R&I, a sostenere l’attuazione a livello regionale e a migliorare la condivisione di conoscenze e dati tra le istituzioni.

Il piano si concentra su quattro priorità: costruire solidi ecosistemi di innovazione a livello locale e regionale, sostenere la transizione verde e digitale, migliorare la consapevolezza e l’accesso alle opportunità di finanziamento di Horizon Europe e promuovere l’elaborazione di politiche basate su dati concreti attraverso strategie di previsione e resilienza.

Ponendo le regioni al centro dell’agenda dell’UE in materia di R&I, l’iniziativa mira a promuovere la competitività, la sostenibilità e la crescita inclusiva, rafforzando al contempo la governance multilivello e il ruolo attivo delle autorità locali e regionali nella definizione delle politiche di innovazione.

 

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Pubblicato il report CINEA 2026 su innovazione e competitività – LIFE

CINEA, l’Agenzia esecutiva europea per il Clima, le Infrastrutture e l’Ambiente della Commissione europea, ha pubblicato il Report CINEA “LIFE and the EU’s Competitiveness Agenda”, dedicato al contributo del Programma LIFE alla competitività europea. Il documento analizza il ruolo del Programma LIFE nel sostenere innovazione, autonomia strategica e resilienza, indicati dalla Commissione europea come elementi prioritari per rafforzare crescita economica e dinamismo dell’Unione.

Il Report CINEA sul Programma LIFE e la competitività europea

Il Report CINEA descrive il ruolo del Programma LIFE nel collegare ricerca e applicazione concreta delle soluzioni, trasformando idee promettenti in tecnologie pronte per il mercato e interventi operativi sul territorio. Oltre al sostegno ai progetti, il Programma LIFE mobilita investimenti pubblici e privati, promuovendo la diffusione su larga scala di tecnologie pulite e favorendo lo sviluppo di nuovi mercati in grado di rafforzare il vantaggio competitivo europeo. Il report collega inoltre il Programma LIFE al quadro europeo per la transizione verde, richiamando il Green Deal europeo, la strategia dell’UE per la neutralità climatica, e il Clean Industrial Deal, orientato a sostenere decarbonizzazione industriale, tecnologie pulite e competitività, come riferimenti per una crescita sostenibile e competitiva.

Tra il 2014 e il 2023 il Programma LIFE ha mobilitato oltre 4 miliardi di euro di investimenti complessivi per progetti dedicati a innovazione verde, resilienza e competitività. Circa il 40 per cento dei progetti sostiene piccole e medie imprese, quasi 230 innovazioni cofinanziate sono presenti sulla piattaforma europea Innovation Radar, oltre 200 progetti hanno ricevuto supporto attraverso l’iniziativa Close to Market e quasi 150 progetti di adattamento sono inclusi nella piattaforma Climate ADAPT.

Il Report CINEA evidenzia i risultati di 26 progetti finanziati dall’Unione europea e organizzati attorno ai tre ambiti dell’innovazione, dell’autonomia strategica e della resilienza. Gli esempi illustrano soluzioni che spaziano dall’efficienza energetica alla mobilità a zero emissioni, dall’economia circolare della plastica al recupero di materie prime critiche, fino ad arrivare a iniziative dedicate alla biodiversità, alla qualità dell’acqua e alla resilienza climatica urbana.

Il Programma LIFE sostiene inoltre interventi orientati alla riduzione delle dipendenze strategiche, promuovendo processi e tecnologie che favoriscono riuso, recupero delle risorse, efficienza energetica e decarbonizzazione. Una parte rilevante del report riguarda anche la resilienza ambientale e climatica, con iniziative dedicate alla protezione delle risorse naturali, all’adattamento ai cambiamenti climatici e al rafforzamento della capacità dei territori di affrontare eventi estremi.

Attivo da oltre trent’anni, il Programma LIFE ha cofinanziato più di 6.400 progetti nell’Unione europea e il Report CINEA evidenzia come sostenibilità e competitività possano procedere insieme. Dal 2014 i progetti sostenuti dal programma hanno ricevuto 4,95 miliardi di euro di contributi europei, con investimenti attesi pari a 8,23 miliardi di euro.

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Bilancio UE post-2027: il paper ERRIN rilancia il ruolo strategico delle EU Missions

Le EU Missions rappresentano, secondo ERRIN (European Regions Research and Innovation Network), uno strumento da mantenere e rafforzare nel futuro bilancio a lungo termine dell’Unione europea e nel prossimo Programma quadro FP10 per ricerca e innovazione.

Con il paper pubblicato lo scorso aprile (“EU Missions – Looking towards the next EU long-term budget”), la rete europea delle regioni attive su ricerca e innovazione interviene nel dibattito sul futuro quadro finanziario pluriennale dell’UE (MFF post-2027), evidenziando il contributo che l’approccio mission-oriented può offrire alla competitività europea, alla resilienza dei territori e alla capacità di affrontare sfide complesse attraverso soluzioni integrate e collaborative.

Nel documento, ERRIN sottolinea che le Missions hanno introdotto un modello diverso rispetto ai tradizionali programmi di finanziamento europei, puntando su obiettivi concreti, misurabili e orientati all’impatto.

Secondo la rete, uno degli elementi più rilevanti riguarda la capacità delle Missions di coinvolgere contemporaneamente istituzioni europee, regioni, città, università, centri di ricerca, imprese, PMI e cittadini, favorendo la costruzione di ecosistemi territoriali dell’innovazione.

Questo approccio avrebbe già contribuito ad accelerare sperimentazione e implementazione di nuove soluzioni nei territori, facilitando anche il coordinamento tra diversi strumenti e livelli di governance.

ERRIN evidenzia inoltre che le EU Missions si trovano ancora in una fase relativamente iniziale del loro percorso di implementazione e che, proprio per questo, non sarebbe opportuno interromperle prima di averne valutato pienamente risultati e impatti.

Nel paper viene quindi proposta la prosecuzione delle Missions almeno fino al 2030, sottolineando come continuità temporale e stabilità finanziaria siano elementi necessari per consolidare reti, investimenti e collaborazioni già avviate. Secondo il documento, una chiusura anticipata rischierebbe infatti di disperdere competenze e capacità costruite negli ultimi anni nei diversi ecosistemi territoriali europei.

EU MISSIONS E FUTURO DEL BILANCIO UE POST-2027

Una parte significativa del paper è dedicata anche al ruolo che le EU Missions potrebbero avere nella futura architettura europea per ricerca e innovazione.

ERRIN propone infatti un’integrazione più forte tra Missions, European Partnerships, European Competitiveness Fund (ECF), National and Regional Partnership Plans (NRPPs) e altre iniziative strategiche europee, con l’obiettivo di creare percorsi più coerenti tra ricerca, innovazione, deployment e scale-up.

Secondo ERRIN, le Missions hanno dimostrato di poter contribuire non soltanto allo sviluppo scientifico e tecnologico, ma anche alla definizione di modelli di governance multilivello e processi di coinvolgimento territoriale più strutturati.

Per questo motivo, il documento richiama la necessità di rafforzare il ruolo delle regioni europee e degli ecosistemi locali nell’attuazione delle priorità strategiche dell’UE, favorendo una maggiore connessione tra politiche europee e bisogni concreti dei territori.

Il paper, inoltre, sottolinea che l’approccio mission-oriented potrebbe rappresentare uno strumento utile per aumentare coerenza e coordinamento tra le diverse iniziative europee, riducendo frammentazione e sovrapposizioni tra programmi.

In questo senso, ERRIN invita le istituzioni europee a valorizzare ulteriormente le Missions nel dibattito sul futuro del bilancio UE post-2027 e sul prossimo FP10, considerandole non soltanto strumenti di finanziamento, ma veri e propri catalizzatori di innovazione sistemica e trasformazione territoriale.

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COST Open Call 2026 per reti di ricerca e innovazione in Europa

COST Action è una rete di ricerca interdisciplinare che riunisce ricercatori e innovatori per studiare un determinato tema per la durata di quattro anni. Aperte a tutti i campi della scienza e della tecnologia, le COST Action seguono un approccio “bottom-up”, permettendo di proporre network basati sui propri interessi e idee. Il finanziamento copre le spese di networking, eventi, missioni scientifiche a breve termine, scuole di formazione e attività di comunicazione, con un budget stimato di circa 150.000 € per il primo anno e una media di 180.000 € per i successivi tre.

La COST Open Call 2026 aprirà ufficialmente questa estate, ma sono state introdotte alcune importanti novità nelle procedure di sottomissione e valutazione:

  • Ampliamento del network: oltre alla presenza minima di sette membri (di cui almeno il 50% provenienti da Inclusiveness Target Countries), ora almeno il 40% dei proponenti deve essere composto da giovani ricercatori e innovatori;
  • Un solo ruolo per bando: ogni individuo può partecipare come proponente principale o secondario in una sola proposta per ogni bando;
  • Nuovo strumento di sottomissione (e-COST): l’allegato tecnico è ora integrato direttamente nella piattaforma e-COST. Il sistema impedirà l’invio di proposte che superano i limiti di pagine e testo, garantendo l’ammissibilità;
  • Più opportunità di finanziamento: nel 2026 verranno finanziate fino a 80 COST Action, rispetto alle 70 dello scorso anno, migliorando il tasso di successo per i candidati.
Cronoprogramma e scadenze
  • 16 giugno 2026 (10:00 – 12:00 CEST): Info Day online per informare la comunità scientifica su come partecipare (registrazione disponibile sul sito ufficiale).
  • 31 luglio 2026 (ore 12:00 CEST): Apertura ufficiale delle sottomissioni su e-COST.
  • 28 ottobre 2026 (ore 12:00 CET): Chiusura del bando.

È già possibile iniziare a costruire il proprio network consultando le linee guida per i proponenti e l’annuncio ufficiale del bando nella sezione Documenti e Linee Guida del sito COST.

 

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Pubblicato l’EIC Tech Report 2026

L’EIC Tech Report 2026 è il rapporto pubblicato dall’European Innovation Council (EIC) che individua e analizza i principali segnali emergenti nel panorama delle tecnologie deep tech in Europa.

Il report identifica 25 segnali emergenti, selezionati attraverso un’attività sistematica di scouting tecnologico basata sull’analisi di dati provenienti dai progetti finanziati dall’EIC, da fonti scientifiche e da attività di monitoraggio dell’innovazione.

L’obiettivo dell’EIC Tech Report 2026 è intercettare in anticipo sviluppi tecnologici ancora in fase iniziale ma con un potenziale elevato di crescita e impatto, contribuendo così a orientare le politiche europee e le future strategie di investimento.

I segnali individuati non rappresentano tecnologie già consolidate, ma piuttosto traiettorie emergenti che stanno iniziando a svilupparsi e che potrebbero trasformare diversi settori nel medio-lungo periodo. Il report evidenzia, inoltre, come il riconoscimento precoce di queste dinamiche consenta di ridurre il rischio di ritardi competitivi e di rafforzare l’autonomia strategica europea in ambiti tecnologici chiave.

EIC Tech Report 2026: segnali emergenti, metodo e ruolo strategico

L’EIC Tech Report 2026 non si limita a elencare i segnali emergenti, ma propone anche un approccio metodologico basato sull’analisi combinata di indicatori qualitativi e quantitativi, con l’obiettivo di identificare pattern ricorrenti e dinamiche di sviluppo nel panorama deep tech.

I 25 segnali sono stati selezionati tenendo conto della loro novità, del potenziale impatto e della loro connessione con le priorità strategiche dell’Unione europea, offrendo così una visione strutturata delle traiettorie tecnologiche emergenti. Tra gli esempi riportati nel documento si evidenziano innovazioni che potrebbero contribuire a migliorare l’efficienza dei sistemi produttivi, supportare la transizione verde e sviluppare nuove soluzioni nel campo della salute e delle scienze della vita.

Il documento sottolinea il ruolo centrale del deep tech come ambito caratterizzato da una forte integrazione tra ricerca scientifica e innovazione, con tempi di sviluppo più lunghi ma con un elevato potenziale trasformativo.

In questo contesto, l’EIC svolge una funzione chiave nel sostenere lo sviluppo di queste tecnologie attraverso strumenti di finanziamento, accompagnamento e supporto all’innovazione. In questo contesto, le priorità individuate dal report trovano applicazione concreta anche nelle iniziative di finanziamento promosse dall’EIC, come le Advanced Innovation Challenges previste nel Work Programme 2026.

Il report si configura quindi come uno strumento utile per policy maker, ricercatori e stakeholder, in quanto consente di comprendere meglio le tendenze emergenti e di orientare decisioni strategiche in un contesto tecnologico in rapida evoluzione.

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Aperte le candidature per il programma EIT Jumpstarter 2026

Sono ufficialmente aperte le candidature per l’edizione 2026 di EIT Jumpstarter, il programma d’eccellenza che aiuta gli innovatori nelle fasi iniziali a trasformare idee basate sulla scienza in startup fattibili. Attraverso un percorso strutturato di formazione e mentoring, i partecipanti vengono accompagnati in un viaggio imprenditoriale che culmina in una competizione internazionale di pitch.

Il programma offre un supporto concreto che va ben oltre il semplice finanziamento:

  • Sostegno economico: oltre 240.000 € in premi totali, con riconoscimenti fino a 10.000 € per i migliori team di ogni categoria.
  • Formazione e Mentoring: più di 55 ore di training imprenditoriale con esperti del settore e sviluppo professionale del pitch.
  • Network Europeo: accesso privilegiato alla rete di innovazione paneuropea dell’EIT (European Institute of Innovation and Technology).
  • Premi Speciali: riconoscimenti dedicati a progetti provenienti dai Balcani occidentali, Ucraina e soluzioni allineate al New European Bauhaus.
Le aree tematiche dell’edizione 2026

Per l’edizione 2026, gli innovatori potranno sviluppare i propri progetti all’interno di aree tematiche strategiche allineate alle priorità europee. Il programma accoglie infatti soluzioni dedicate alla Salute (EIT Health), al settore Food & Agritech, all’Energia e fonti rinnovabili, alla Produzione manifatturiera avanzata, ai Materiali grezzi e alla Mobilità urbana intelligente. Questa struttura permette ai partecipanti di confrontarsi con esperti di settore e validare la propria idea in mercati specifici, accelerando il passaggio verso l’investment readiness.

Dalla sua nascita, EIT Jumpstarter ha già formato più di 1.500 innovatori, contribuendo alla creazione di oltre 150 startup e generato più di 2.600 posti di lavoro, dimostrando un impatto crescente nell’ecosistema dell’innovazione in Europa.

Le domande possono essere inviate fino all’8 maggio 2026 (ore 23:59 CET). È un’opportunità unica per validare la propria idea e accelerare l’ingresso sul mercato con il supporto dei migliori esperti europei.

 

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Horizon Europe e FP10: nuovo report di analisi sulle regole del programma

Nel dibattito sul futuro di Horizon Europe e del prossimo Programma Quadro per la ricerca e l’innovazione (FP10), una nuova analisi europea contribuisce con evidenze concrete basate sull’esperienza diretta dei beneficiari.

Il report “Horizon Europe’s Legal, Financial & Administrative Rules – A Report on Their Practical Use”, elaborato dalla rete dei National Contact Points (NCP) nell’ambito del progetto Horizon Academy, si fonda su un’indagine su larga scala che ha raccolto 1.360 risposte da organizzazioni di tutta Europa, tra cui università, enti di ricerca, imprese e organizzazioni pubbliche.

Lo studio offre una prospettiva basata sui dati sull’applicazione pratica delle regole del programma, combinando evidenze statistiche e l’esperienza quotidiana di coordinatori di progetto, ricercatori e personale amministrativo.

Tra gli elementi valutati positivamente emerge l’armonizzazione delle regole di finanziamento tra i programmi europei (corporate approach), considerata utile per semplificare la gestione dei progetti. Anche strumenti come l’Annotated Grant Agreement sono apprezzati per il supporto operativo, e il sistema di presentazione delle proposte e la fase di preparazione del Grant Agreement sono generalmente percepiti come chiari e gestibili. Positiva anche la valutazione del processo di modifica dei progetti in corso.

Parallelamente, l’analisi evidenzia alcune criticità persistenti. In fase di candidatura, molti partecipanti segnalano difficoltà nell’individuare call adeguate all’interno del portale della Commissione europea, ritenuto non sempre intuitivo. La preparazione delle proposte è considerata particolarmente complessa e richiede spesso il supporto di consulenti esterni. Inoltre, pur riconoscendo la solidità del sistema di valutazione peer-review, alcuni rispondenti evidenziano margini di incertezza legati alla possibile soggettività del processo.

Durante l’implementazione dei progetti, emergono difficoltà nell’applicazione pratica di principi quali open science, uguaglianza di genere, etica e protezione dei dati, spesso a causa di limitate risorse interne o carichi amministrativi elevati.

Horizon Europe: semplificazione e modelli di finanziamento

Un aspetto particolarmente rilevante riguarda i costi del personale, che rappresentano la quota principale dei budget di progetto e risultano anche l’area più critica. Oltre la metà dei rispondenti considera complesso il calcolo dei costi ammissibili, evidenziando problematiche legate alla determinazione delle tariffe giornaliere, alla registrazione del tempo di lavoro e all’applicazione delle diverse metodologie di calcolo. Queste difficoltà si manifestano soprattutto nella fase di implementazione, più che nella pianificazione iniziale dei budget.

I risultati si inseriscono nel più ampio dibattito europeo sulla semplificazione delle regole di finanziamento. In questo contesto, emerge una crescente apertura verso modelli semplificati, in particolare il lump sum funding, considerato uno strumento efficace per ridurre gli oneri amministrativi e il rischio di errori finanziari.

L’analisi, tuttavia, evidenzia anche alcune criticità nella sua applicazione pratica – ad esempio nella pianificazione dei budget o nei processi di audit – indicando la necessità di ulteriori chiarimenti metodologici e della diffusione di buone pratiche. Più cauta, invece, la valutazione del modello dei Personnel Unit Costs, che nella sua forma attuale non è ancora considerato pienamente efficace dai beneficiari.

Il report sottolinea infine il ruolo centrale dei National Contact Points, che attraverso il supporto ai partecipanti e la raccolta di evidenze pratiche contribuiscono non solo alla partecipazione ai programmi europei, ma anche al loro miglioramento. In un momento in cui il dibattito su FP10 è in pieno sviluppo, queste evidenze rappresentano un contributo importante per la definizione di regole più efficaci e rispondenti alle esigenze degli attori coinvolti.

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La Commissione investe 225 milioni di euro nei vaccini antinfluenzali di nuova generazione

La Commissione Europea ha stanziato 225 milioni di euro per accelerare lo sviluppo di vaccini antinfluenzali di nuova generazione. L’obiettivo è offrire una protezione più ampia contro diverse varianti del virus dell’influenza e garantire una rapida capacità di adattamento qualora emergesse un ceppo pandemico.

Il finanziamento sosterrà lo sviluppo di vaccini progettati per essere più facili da somministrare tramite naso, bocca o cerotti cutanei e che possano essere prodotti su larga scala rapidamente in caso di emergenza.

I virus dell’influenza si evolvono costantemente, rendendo necessario che la tecnologia vaccinale mantenga il passo. Questo investimento mira a rafforzare la capacità di risposta dell’Europa e a ampliare la pipeline di prodotti in fase di sviluppo, aumentando le probabilità che scoperte di laboratorio si trasformino in soluzioni concrete per i programmi di vaccinazione nazionali.

I contratti firmati avranno una durata di 98 mesi e copriranno l’intero sviluppo clinico fino all’autorizzazione all’immissione in commercio. Si tratta della prima volta che la Commissione utilizza il modello dell’appalto pre-commerciale per far avanzare i prodotti attraverso i test clinici, garantendo standard rigorosi di sicurezza, qualità ed efficacia e sostenendo innovazioni che potrebbero altrimenti arrestarsi senza l’intervento pubblico. Espandendo la capacità di produzione di vaccini e introducendo trattamenti innovativi, questo investimento aiuterà l’Europa e il mondo a essere più preparati per future epidemie o pandemie.

Hadja Lahbib, Commissaria per la Preparazione e la Gestione delle Crisi, ha evidenziato come questo investimento record metta l’innovazione al centro della sicurezza sanitaria. L’uso di tecnologie d’avanguardia e nuovi metodi di somministrazione faciliterà l’accesso ai vaccini per i gruppi vulnerabili, potenziando la competitività dell’industria farmaceutica UE e la resilienza contro future minacce globali.

L’investimento utilizza un modello di appalto pre-commerciale che finanzia la ricerca e lo sviluppo a condizioni favorevoli per favorire un mercato inclusivo, in particolare per le PMI. Il processo copre tre fasi di appalto pre-commerciale, inclusi lo sviluppo dei test clinici di fase I, II e III e lo sviluppo pre-mercato finalizzato all’autorizzazione all’immissione in commercio.

Queste azioni sono finanziate dall’Autorità per la preparazione e la risposta alle emergenze sanitarie della Commissione (Health Emergency Preparedness and Response Authority – HERA) nell’ambito del programma EU4Health e gestite dall’Agenzia esecutiva europea per la salute e il digitale (European Health and Digital Executive Agency – HaDEA).

I contratti sono stati siglati con i seguenti partner: Nivi Development P/S, Ethris Gmbh, Statens Serum Institut, Vismederi Srl, Stichting European Clinical Research Alliance On Infectious Diseases, Bavarian Nordic As, Evonik Operations Gmbh, Idt Biologika Gmbh, Sanofi Pasteur Sa e Sclavo Vaccines Association.

 

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Best Practice Award: PRECISEU lancia la call per la seconda edizione

Il progetto PRECISEU invita ufficialmente gli stakeholder europei a partecipare alla seconda edizione del PRECISEU Best Practice Recognition. L’iniziativa è volta a valorizzare risultati di eccellenza, approcci innovativi e modelli esemplari nell’utilizzo dei dati sanitari per il miglioramento della sanità pubblica e dei servizi sanitari, con particolare riferimento alle Advanced Therapy Medicinal Products (ATMPs).

Il riconoscimento offerto da PRECISEU permette ai partecipanti selezionati di presentare metodologie già validate, entrare in contatto con una rete qualificata di attori europei e confrontarsi con esperti di alto livello nel settore. Le organizzazioni premiate dal network PRECISEU beneficeranno inoltre di una visibilità dedicata attraverso le pubblicazioni ufficiali e la piattaforma del progetto.

Le categorie del premio PRECISEU

La seconda edizione del premio prevede quattro categorie specifiche:

  • IMPACT: per organizzazioni che dimostrano un impatto significativo sui sistemi sanitari attraverso partnership tra mondo accademico e industria sostenute da PRECISEU.
  • INNOVATION: per chi innova radicalmente la presa in carico dei pazienti nel campo degli ATMPs grazie a soluzioni di frontiera nell’ecosistema PRECISEU.
  • EXCELLENCE: per modelli di eccellenza nella gestione dei dati sanitari (accessibilità, sicurezza e qualità) promossi da PRECISEU.
  • CULTURE: per realtà che si distinguono nel coinvolgimento dei pazienti e nella comunicazione culturale dell’uso dei dati in sanità secondo i valori PRECISEU.

I vincitori, oltre alla promozione mirata a livello internazionale, saranno invitati a partecipare alla cerimonia ufficiale di premiazione che si terrà a giugno 2026 a Sofia, durante la Spinoff Europa Conference 2026. Avranno inoltre la possibilità di contribuire a iniziative formative rivolte ai decisori pubblici, condividendo le proprie esperienze come punto di riferimento nel panorama dell’innovazione sanitaria europea grazie a PRECISEU.

La call per la presentazione delle candidature è aperta fino al 1° marzo 2026.

 

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Knowledge Hub THCS: webinar informativo il 20 febbraio

Il Knowledge Hub THCS sarà protagonista del webinar in programma il 20 febbraio 2026, dalle 14:00 alle 15:00 (CET), organizzato da ProMIS in collaborazione con il Work Package 10 del Partenariato europeo Transforming Health and Care Systems (THCS).

L’incontro, in lingua inglese, sarà dedicato alla presentazione del Knowledge Hub di THCS, una piattaforma digitale sviluppata per raccogliere, organizzare e rendere accessibili conoscenze, strumenti, buone pratiche ed evidenze a supporto della trasformazione dei sistemi sanitari e socio-sanitari a livello europeo.

Durante l’evento sarà disponibile il servizio di interpretariato ENG <> ITA.

Il Knowledge Hub è concepito come uno spazio dinamico di apprendimento e scambio, rivolto a policy maker, professionisti, ricercatori e stakeholder del settore sanitario e socio-sanitario.

La piattaforma mira a facilitare la condivisione strutturata di esperienze e soluzioni sviluppate nei diversi Paesi, l’accesso a risorse tematiche sull’innovazione dei sistemi di salute e assistenza, nonché il collegamento tra ricerca, politiche e pratica, favorendo l’utilizzo delle evidenze nei processi decisionali.

Knowledge Hub THCS: contenuti, funzionalità e coinvolgimento

Durante il webinar verranno illustrate la struttura e le principali funzionalità del Knowledge Hub, le tipologie di contenuti disponibili – tra cui risorse, strumenti, casi studio e output dei progetti THCS – e le modalità di navigazione e utilizzo della piattaforma. Particolare attenzione sarà dedicata alle opportunità di coinvolgimento attivo per i diversi attori a livello nazionale ed europeo.

Il Knowledge Hub valorizza evidenze, esperienze e buone pratiche attraverso diverse componenti: la sezione “Resources”, dedicata a strumenti, metodi, casi studio, webinar e materiali di supporto; la sezione “Capacity Building”, con opportunità formative e attività di trasferimento della conoscenza; le funzionalità di “Community”, che favoriscono networking e scambio tra organizzazioni ed esperti; la componente “Synergies”, orientata a segnalare iniziative e risorse esterne e a promuovere collaborazioni; e il supporto personalizzato, pensato per accompagnare i processi di trasformazione dei sistemi sanitari.

La presentazione del Knowledge Hub sarà curata da Andrea Pavlickova (Scottish Government, THCS WP10 Leader).

THCS – Transforming Health and Social Care Systems, di cui ProMIS è Ente affiliato del Ministero della Salute italiano (coordinatore del Partenariato stesso), è cofinanziato nell’ambito del programma Horizon Europe. THCS sostiene programmi coordinati di ricerca e innovazione nazionali e regionali ed altre attività chiave a supporto della trasformazione dei sistemi sanitari e assistenziali.

 

È possibile iscriversi al webinar entro il 17 FEBBRAIO p.v. cliccando sopra al seguente LINK.