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Conferenza globale OMS “Shaping AI in Health”

Il 15 e 16 luglio 2026 si terrà a Lisbona, Portogallo, la Global WHO Conference: Shaping AI in Health, una conferenza internazionale di alto livello organizzata congiuntamente dall’Ufficio regionale dell’OMS Europa e dal Governo del Portogallo. L’evento rappresenta uno dei principali appuntamenti globali dedicati al ruolo dell’intelligenza artificiale nella trasformazione dei sistemi sanitari.

La conferenza riunirà ministri della salute, decisori politici, autorità di regolamentazione, professionisti sanitari, ricercatori, organizzazioni internazionali, rappresentanti dell’industria, società civile e mondo accademico per discutere come sviluppare e governare l’intelligenza artificiale affinché contribuisca a migliorare la salute delle popolazioni in modo sicuro, equo e responsabile.

Tra i principali temi al centro del dibattito figurano:

  • la governance internazionale dell’intelligenza artificiale applicata alla salute;
  • lo sviluppo di sistemi di IA affidabili, sicuri e trasparenti;
  • gli aspetti etici e regolatori legati all’utilizzo delle nuove tecnologie;
  • l’integrazione dell’IA nella pratica clinica e nell’organizzazione dei servizi sanitari;
  • la tutela della privacy, della sicurezza dei dati e dell’equità nell’accesso alle innovazioni digitali.

L’obiettivo della conferenza è favorire una collaborazione internazionale per orientare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale verso applicazioni che migliorino gli esiti di salute.

In un contesto caratterizzato da una rapida evoluzione tecnologica, il confronto tra governi, comunità scientifica e settore privato sarà fondamentale per definire standard condivisi e favorire un’adozione dell’IA che contribuisca a rendere i sistemi sanitari più efficienti, resilienti ed equi.

Alcune sessione della Conferenza “Shaping AI in Health” potranno essere seguite in streaming.

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Linee guida TEHDAS2 per l’EHDS

TEHDAS2 ha pubblicato dieci nuove linee guida e specifiche tecniche per supportare l’attuazione operativa dello European Health Data Space (EHDS) negli Stati membri.

I documenti forniscono indicazioni pratiche sull’applicazione delle disposizioni relative al riutilizzo secondario dei dati sanitari elettronici e rappresentano uno strumento di riferimento per le organizzazioni che si stanno preparando all’implementazione del nuovo quadro europeo.

Le pubblicazioni affrontano alcuni degli aspetti più rilevanti previsti dal regolamento EHDS, offrendo orientamenti destinati sia agli Health Data Access Bodies, responsabili della gestione delle richieste di accesso ai dati, sia agli Health Data Holders, ossia gli enti che detengono i dati sanitari.

Tra i temi trattati figurano le tariffe e le sanzioni in caso di mancato rispetto delle disposizioni del regolamento, le categorie minime di dati riutilizzabili e le relative limitazioni, le modalità di messa a disposizione dei dati sanitari personali e non personali, le procedure e i formati per la richiesta di accesso ai dati, la gestione delle domande attraverso il sistema Data Access Application Management System (DAAMS) e gli aspetti legati alla minimizzazione dei dati, alla pseudonimizzazione, all’anonimizzazione e all’utilizzo di dati sintetici.

Le specifiche tecniche riguardano inoltre l’implementazione dell’infrastruttura informatica comune e degli ambienti sicuri per il trattamento dei dati.

Altre linee guida forniscono indicazioni su come gli Stati membri debbano applicare il diritto dei cittadini di opporsi al riutilizzo dei propri dati sanitari per finalità secondarie (opt-out) e sulle modalità con cui informarli qualora dall’utilizzo di tali dati emergano risultati di particolare rilevanza per la loro salute.

TEHDAS2 ACCOMPAGNA L’ATTUAZIONE DELL’EHDS

Con queste nuove pubblicazioni, TEHDAS2 amplia il pacchetto di strumenti già resi disponibili nel corso del progetto, mettendo a disposizione degli Stati membri una raccolta di documenti operativi pensati per favorire un’applicazione armonizzata dello European Health Data Space.

L’obiettivo è supportare le autorità competenti e le organizzazioni coinvolte nell’adozione di procedure comuni, rafforzando al tempo stesso la tutela dei diritti dei cittadini, la sicurezza delle infrastrutture digitali e la qualità dei processi di accesso e riutilizzo dei dati sanitari.

I risultati del progetto saranno presentati durante la Conferenza finale TEHDAS2, in programma il 16 novembre 2026 a Bruxelles, dal titolo “Shaping the EHDS together – from guidelines to implementation”.

L’evento riunirà decisori politici, esperti e stakeholder europei per discutere i risultati raggiunti e confrontarsi sui prossimi passi necessari per l’attuazione dello European Health Data Space. Tutte le linee guida, comprese quelle pubblicate in precedenza, sono disponibili nella sezione dedicata ai risultati del progetto sul sito di TEHDAS2.

TEHDAS2, di cui ProMIS è Ente affiliato del Ministero della Salute italiano (partner dell’azione congiunta stessa), ha l’obiettivo di sviluppare linee guida e specifiche tecniche utilizzabili da parte di tutti gli Stati membri e da parte della Commissione Europea per facilitare l’implementazione armonizzata e condivisa dell’European Health Data Space, in particolare sull’uso secondario dei dati sanitari, e migliorare la collaborazione tra tutti i principali stakeholder.

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L’Italia avvia la Cabina di regia per lo Spazio europeo dei dati sanitari

Lo Spazio europeo dei dati sanitari entra nella fase operativa anche in Italia.

Il 5 maggio 2026 si è infatti insediata presso il Ministero della Salute la Cabina di regia nazionale per l’attuazione del Regolamento (UE) 2025/327 sullo European Health Data Space (EHDS), il nuovo quadro normativo europeo dedicato alla gestione, alla condivisione e al riutilizzo dei dati sanitari elettronici.

La Cabina di regia, istituita con decreto del Ministro della Salute del 20 febbraio 2026, ha il compito di coordinare e indirizzare le attività nazionali necessarie all’attuazione del regolamento europeo, garantendo il coinvolgimento delle amministrazioni e degli enti competenti in materia di sanità, digitalizzazione, protezione dei dati, ricerca e innovazione.

Tra i soggetti coinvolti figurano, tra gli altri, Ministero della Salute, MEF, Agenas, Istituto Superiore di Sanità, AIFA, Istat, AgID, Dipartimento per la trasformazione digitale e rappresentanti delle Regioni.

L’EHDS rappresenta una delle principali iniziative europee nel campo della sanità digitale e punta a creare un quadro comune per l’uso e lo scambio dei dati sanitari elettronici all’interno dell’Unione europea.

L’obiettivo è duplice: da un lato migliorare l’accesso dei cittadini ai propri dati sanitari e favorire la continuità assistenziale anche a livello transfrontaliero; dall’altro consentire il riutilizzo sicuro dei dati per ricerca scientifica, innovazione, programmazione sanitaria e attività regolatorie.

Il regolamento prevede inoltre specifiche garanzie in materia di privacy, sicurezza e interoperabilità dei sistemi, integrandosi con strumenti già esistenti come il GDPR e promuovendo standard comuni europei per le cartelle cliniche elettroniche. Secondo la Commissione europea, il nuovo sistema potrà contribuire a migliorare l’efficienza dei servizi sanitari, sostenere la ricerca e favorire lo sviluppo della sanità digitale nei Paesi membri.

SPAZIO EUROPEO DEI DATI SANITARI: IL RUOLO DELL’ITALIA

Nel percorso di attuazione dello Spazio europeo dei dati sanitari, l’Italia punta a rafforzare l’integrazione tra le infrastrutture nazionali già esistenti e quelle europee, con particolare attenzione al Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0 e ai sistemi MyHealth@EU e HealthData@EU.

La Cabina di regia nazionale dovrà accompagnare questo processo, assicurando coordinamento istituzionale, interoperabilità e coerenza con gli obiettivi europei della trasformazione digitale in sanità. L’avvio dell’organismo si inserisce inoltre nel più ampio contesto degli investimenti del PNRR dedicati alla digitalizzazione del Servizio sanitario nazionale e allo sviluppo dell’ecosistema dei dati sanitari.

Secondo il calendario europeo, le principali disposizioni dell’EHDS entreranno progressivamente in applicazione nei prossimi anni. Dal 2029 dovrebbero diventare operative le prime categorie prioritarie di dati sanitari elettronici per l’uso primario e secondario, mentre ulteriori categorie di dati saranno integrate entro il 2031.

In questa prospettiva, la Cabina di regia nazionale rappresenta uno degli strumenti attraverso cui l’Italia intende preparare il sistema sanitario nazionale all’attuazione del regolamento europeo, promuovendo una gestione più strutturata, interoperabile e sicura dei dati sanitari.

 

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Intelligenza artificiale in salute: nuovo report OBS per i decisori politici

L’intelligenza artificiale applicata alla salute è oggetto della pubblicazione Demystifying artificial intelligence in health: what health policy-makers need to know, realizzata dall’European Observatory on Health Systems and Policies nella collana Health Policy Series.

Il documento è concepito come guida per decisori pubblici e stakeholder del settore sanitario, con l’obiettivo di fornire una comprensione chiara delle caratteristiche, delle potenzialità e dei limiti dell’intelligenza artificiale nei sistemi sanitari. In particolare, il report mira a supportare processi decisionali informati, offrendo una base per valutare quando e come l’intelligenza artificiale possa essere utilizzata in modo appropriato.

La pubblicazione approfondisce il funzionamento dell’intelligenza artificiale, distinguendo tra sistemi basati su regole e modelli di apprendimento automatico, inclusi quelli generativi.

Viene chiarito che tali tecnologie non “pensano” né comprendono il contesto come un essere umano, ma producono risultati sulla base di pattern individuati nei dati. Il documento sottolinea come le prestazioni dei sistemi dipendano in modo determinante dalla qualità, rappresentatività e completezza dei dati utilizzati per l’addestramento.

Inoltre, viene evidenziato il tema della “scatola nera” di alcuni modelli di intelligenza artificiale, che rende difficile comprendere i processi decisionali degli algoritmi, con implicazioni rilevanti in termini di trasparenza, responsabilità e fiducia nei sistemi sanitari.

Successivamente, vengono analizzate le principali aree di applicazione dell’intelligenza artificiale nei sistemi sanitari. Tra queste, il supporto alla diagnosi e alle decisioni cliniche, l’analisi dei dati sanitari su larga scala, la gestione delle risorse e l’organizzazione dei servizi, nonché l’impiego in sanità pubblica e ricerca.

Il documento evidenzia che i benefici potenziali includono maggiore efficienza, miglioramento degli esiti e supporto ai professionisti, ma sottolinea anche che l’impatto reale dipende dall’integrazione nei processi esistenti e dalla capacità dei sistemi sanitari di adottare queste tecnologie in modo appropriato.

Intelligenza artificiale, governance e sistemi sanitari

L’ultimo capitolo del report si concentra sulle implicazioni di governance dell’intelligenza artificiale, evidenziando come l’adozione di queste tecnologie richieda un approccio sistemico.

Il documento richiama l’attenzione sui principali rischi, tra cui bias nei dati e negli algoritmi, problemi di sicurezza, mancanza di trasparenza e possibili effetti negativi sull’equità nell’accesso alle cure. Viene sottolineato come l’intelligenza artificiale possa amplificare disuguaglianze esistenti se non adeguatamente regolata e monitorata.

In questo contesto, il report evidenzia la necessità di sviluppare quadri di governance chiari, che includano standard per la qualità dei dati, meccanismi di valutazione delle tecnologie e sistemi di monitoraggio continuo.

Un ruolo centrale è attribuito ai decisori pubblici, chiamati a definire politiche e regolazioni in grado di garantire un utilizzo sicuro, trasparente e responsabile dell’intelligenza artificiale. Viene inoltre evidenziata l’importanza di rafforzare le competenze all’interno dei sistemi sanitari, sia a livello tecnico sia decisionale, per consentire una valutazione critica delle tecnologie e delle loro implicazioni.

La pubblicazione propone un approccio pragmatico all’intelligenza artificiale in salute, orientato a comprendere non solo le opportunità, ma anche i limiti e le condizioni necessarie per un’adozione efficace.

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EIT Health: pubblicate 2 nuove call a supporto dell’ecosistema sanitario europeo

EIT Health ha annunciato l’apertura di due nuove call dedicate a sostenere lo sviluppo e la validazione di soluzioni innovative nel settore sanitario, con scadenza fissata al 6 maggio 2026.

Le opportunità attualmente aperte – “Innovation Validation” e “New Models of Delivery of Healthcare (NMDH)” – mirano a rafforzare l’ecosistema europeo dell’innovazione in salute, supportando progetti ad alto impatto in grado di migliorare l’efficacia, l’accessibilità e la sostenibilità dei sistemi sanitari.

La call “Innovation Validation” è rivolta a innovazioni già sviluppate che necessitano di essere validate in contesti reali, con l’obiettivo di facilitarne l’adozione nei sistemi sanitari e sul mercato. Il programma promuove la creazione di consorzi multidisciplinari e internazionali, favorendo la collaborazione tra diversi attori dell’ecosistema.

Parallelamente, la call “NMDH” si concentra sullo sviluppo di nuovi modelli organizzativi e assistenziali, con particolare attenzione alla trasformazione dei servizi sanitari e alla creazione di soluzioni scalabili e replicabili.

Le call sono rivolte a un’ampia platea di attori dell’ecosistema sanitario, tra cui startup, PMI, università, centri di ricerca, ospedali e fornitori di servizi sanitari, promuovendo la collaborazione tra innovazione, ricerca e sistemi di cura per accelerare l’adozione di soluzioni ad alto impatto.

Le due call prevedono inoltre un supporto finanziario significativo per i progetti selezionati, secondo specifiche modalità di co-finanziamento. In particolare, nell’ambito della call “Innovation Validation”, EIT Health finanzia fino al 50% del budget totale di progetto, per un contributo massimo pari a 850mila euro per progetto. È inoltre previsto che l’entità responsabile della commercializzazione sottoscriva un Financial Sustainability Contribution Agreement e, nel caso di micro o piccole imprese, riceva una quota del finanziamento compresa tra 400mila e 500mila euro.

Per quanto riguarda la call “NMDH”, il finanziamento copre fino al 50% del budget totale di progetto, con un contributo massimo pari a 700mila euro per progetto. Anche in questo caso, è richiesto che l’entità responsabile della commercializzazione sottoscriva un Financial Sustainability Contribution Agreement, con l’indicazione che, qualora si tratti di una micro o piccola impresa, debba ricevere una quota di finanziamento compresa tra 400mila e 500mila euro.

EIT Health e innovazione sanitaria: scadenze e cronoprogramma

Le due call lanciate da EIT Health seguono un cronoprogramma definito, che accompagna i proponenti lungo tutte le fasi di candidatura. Entrambe le opportunità sono state aperte il 25 febbraio 2026 e prevedono come scadenza per la presentazione delle proposte il 6 maggio 2026.

Nel periodo di apertura, sono state organizzate attività di supporto ai candidati, tra cui due sessioni di domande e risposte (Q&A) – previste, ripettivamente, l’8 aprile e il 22 aprile 2026 per la call “Innovation Validation” e il 7 aprile e il 21 aprile 2026 per la call “NMDH” – con l’obiettivo di facilitare la preparazione delle proposte.

Il processo di candidatura prevede inoltre una fase di registrazione dell’organizzazione nel portale europeo Funding & Tenders per l’ottenimento del PIC, seguita dalla presentazione della proposta attraverso la piattaforma EIT Health. Successivamente alla chiusura della call, le proposte saranno sottoposte a valutazione competitiva da parte di esperti indipendenti, finalizzata alla selezione dei progetti con maggiore maturità e potenziale di impatto.

Nel complesso, il cronoprogramma riflette l’approccio di EIT Health orientato a supportare l’innovazione lungo tutto il percorso, dalla candidatura alla validazione e implementazione delle soluzioni nei sistemi sanitari europei.

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Edizione 2026 del Premio Internazionale “Lombardia è Ricerca”

Il Premio “Lombardia è Ricerca“torna anche nel 2026 con una nuova edizione dedicata alle scoperte scientifiche più significative nell’ambito delle Scienze della Vita.

Promosso da Regione Lombardia, il Premio rappresenta uno dei riconoscimenti internazionali più rilevanti nel panorama della ricerca biomedica, con una dotazione complessiva di 1 milione di euro destinata a valorizzare contributi scientifici di particolare impatto e a sostenere lo sviluppo di nuove linee di ricerca.

Per l’edizione 2026 il tema scelto è “Medicina predittiva basata su intelligenza artificiale e big data”, con l’obiettivo di promuovere e valorizzare ricerche in grado di anticipare l’insorgenza e l’evoluzione delle malattie attraverso l’utilizzo di tecnologie avanzate e l’analisi di grandi quantità di dati. In particolare, gli ambiti di interesse individuati includono:

  • intelligenza artificiale, machine learning e modelli predittivi, applicati all’analisi dei dati sanitari e alla previsione dei rischi di malattia;

  • genomica, epigenomica e biomarcatori predittivi, finalizzati all’identificazione precoce di condizioni patologiche;

  • digital health e sistemi di monitoraggio continuo, utili per raccogliere e analizzare dati clinici e comportamentali nel tempo.

Le candidature al Premio Lombardia è Ricerca possono essere presentate da scienziati di qualsiasi nazionalità che abbiano una produzione scientifica significativa, comprovata da un h-index – indice bibliometrico utilizzato per valutare l’impatto della produzione scientifica di un ricercatore – pari almeno a 50.

Le candidature possono essere presentate in forma individuale o congiunta; nel caso di candidature collettive è richiesto che almeno uno dei ricercatori coinvolti possieda il requisito dell’h-index pari a 50. Sono inoltre ammesse autocandidature.

Oltre alla valorizzazione dei risultati scientifici già ottenuti, il Premio richiede ai candidati di presentare anche un progetto di ricerca traslazionale finalizzato a consolidare e sviluppare ulteriormente le proprie attività scientifiche. Tale progetto dovrà essere realizzato in collaborazione con uno o più organismi di ricerca pubblici o privati con sede in Lombardia, con l’obiettivo di favorire il trasferimento delle conoscenze scientifiche verso applicazioni concrete in ambito sanitario.

Premio Lombardia è Ricerca: candidatura e assegnazione

Le candidature per il Premio Lombardia è Ricerca 2026 possono essere presentate dal 2 marzo al 16 giugno 2026 attraverso la piattaforma dedicata. Il processo di selezione mira a individuare scoperte scientifiche di elevato valore e con un impatto potenziale significativo sulla salute e sulla medicina del futuro.

Il Premio prevede una distribuzione delle risorse finalizzata sia alla valorizzazione dei risultati scientifici sia al sostegno della ricerca futura. In particolare, il 30% del premio sarà assegnato al vincitore o ai vincitori, mentre il restante 70% sarà destinato al finanziamento del progetto di ricerca traslazionale associato alla candidatura.

Questo meccanismo consente di rafforzare il legame tra eccellenza scientifica e sviluppo di nuove attività di ricerca applicata, promuovendo al tempo stesso la collaborazione con il sistema della ricerca lombardo.

La cerimonia di premiazione si terrà il 10 novembre 2026 presso il Teatro alla Scala di Milano, nell’ambito della Giornata della Ricerca di Regione Lombardia, iniziativa istituita per valorizzare il contributo della ricerca scientifica allo sviluppo sociale ed economico.

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Studio OMS: la telemedicina migliora l’assistenza ai malati di demenza

Un nuovo studio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) evidenzia come la telemedicina e gli strumenti di telesalute possano rappresentare un supporto concreto e crescente per le persone con demenza e per i loro caregiver.

Lo studio, intitolato “An overview of reviews on telemedicine and telehealth in dementia care: evidence across clinical, psychological, behavioral, social, and economic domains. Applicability of telemedicine in dementia care”, chiarisce la distinzione tra i concetti di “telemedicina” e “telesalute”.

La telemedicina, secondo la definizione dell’OMS, rappresenta “l’erogazione di servizi sanitari in cui la distanza è un fattore critico, da parte di tutti gli operatori sanitari che utilizzano le tecnologie dell’informazione e della comunicazione per lo scambio di informazioni valide per la diagnosi, il trattamento e la prevenzione di malattie e infortuni, il tutto nell’interesse del miglioramento della salute degli individui e delle loro comunità”.

La telesalute – di cui la telemedicina è una componente – include anche strumenti digitali non strettamente clinici (come promemoria per i farmaci, sistemi di monitoraggio e soluzioni di supporto quotidiano) e ha una finalità principalmente “educativa”, insieme alle diverse applicazioni in cui le tecnologie dell’informazione e della comunicazione vengono utilizzate per migliorare i servizi sanitari.

L’analisi mostra come l’integrazione delle tecnologie digitali all’interno di comunità inclusive e ambienti “age-friendly” possa ridurre depressione, ansia e senso di isolamento sociale, migliorando significativamente qualità di vita, sicurezza e partecipazione. Il rapporto sottolinea, inoltre, che la telemedicina è più efficace quando affiancata da un forte sostegno comunitario – soprattutto nelle aree rurali – al fine di contribuire a mantenere le persone con demenza attive all’interno del proprio contesto sociale.

Il documento, basato su quasi 100 revisioni sistematiche e circa 3000 studi, segnala anche la necessità di rafforzare la ricerca per guidare un’implementazione efficace e inclusiva delle soluzioni digitali.

Telemedicina per l’inclusione e la sicurezza

Secondo lo studio OMS, la popolazione europea sta invecchiando rapidamente: entro il 2050 le persone con più di 80 anni raddoppieranno e aumenterà di conseguenza la domanda di servizi di cura.

Le tecnologie digitali possono svolgere un ruolo chiave nel rispondere a questa sfida, non solo facilitando la gestione dei sintomi della demenza, ma anche rafforzando indipendenza, dignità e connessione sociale.

Tra i benefici osservati rientrano la riduzione dello stress dei caregiver, il miglioramento del benessere psicologico e un significativo incremento della sicurezza domestica, con una diminuzione delle cadute in casa fino al 63%.

Restano tuttavia alcune criticità, tra cui affaticamento e difficoltà d’uso degli strumenti digitali da parte di utenti meno esperti, evidenziando l’importanza di soluzioni accessibili e progettate per tutte le età e tutti i livelli di alfabetizzazione tecnologica.

L’approccio delineato dallo studio si inserisce nel quadro del Regional Digital Health Action Plan for the WHO European Region 2023-2030, che promuove strumenti digitali centrati sulla persona e scalabili a livello nazionale e regionale.

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IHI Call 11: nuovo bando con scadenza 9 ottobre 2025

La Call 11 dell’Innovative Health Initiative (IHI) è stata pubblicata ufficialmente il 17 giugno 2025 con una procedura a due fasi che prevede la presentazione di una prima una short proposal entro il 9 ottobre 2025, poi, per i progetti selezionati, una full proposal entro il 29 aprile 2026.

IHI Call 11

Il bando copre cinque tematiche principali:

  • Piattaforma di stratificazione transdiagnostica per disturbi cerebrali (Towards precision medicine: platform for transdiagnostic stratification of brain dysfunction)

  • Il ruolo delle infezioni nell’insorgenza di malattie non trasmissibili (Understanding how infections foster and induce non-communicable diseases)

  • Rilevamento con IA nella farmacovigilanza (AI-powered signal detection in pharmacovigilance)

  • Terapia cellulare per il diabete di tipo 1 (Leveraging Europe’s expertise to accelerate cell therapy for type 1 diabetes)

  • Creazione di centri chirurgici ambulatoriali ortopedici e cardiologici in Europa (Establishing ortho and cardiology ambulatory surgical centres in Europe)

Il finanziamento totale messo a disposizione da IHI per i cinque temi è di 57,4 milioni di euro, con contributi finanziari da parte dei Contributing Partners pari a 63,2 milioni di euro.

L’invito a partecipare è rivolto a consorzi internazionali composti da almeno 3 entità legali provenienti da Paesi UE o associati; sono ammessi università, centri di ricerca, industrie (incluse PMI), ospedali e organizzazioni della società civile. Il Regno Unito ed il Canada possono essere finanziati solo per il primo tema (Towards precision medicine: platform for transdiagnostic stratification of brain dysfunction), mentre Svizzera e Sud Corea non possono ricevere finanziamenti in questa call, sebbene possano partecipare a loro spese come partner associati.

IHI Call Days: approfondimenti e supporto

Dal 23 al 30 giugno 2025 si sono svolti gli IHI Call Days, sessioni informative online su ciascuna tematica e sulle regole operative del bando. Le registrazioni e le presentazioni sono disponibili sul sito ufficiale e un documento Q&A sulla IHI Call 11 è stato pubblicato da Health NCP Network.

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PREDI‑LYNCH: il nuovo progetto UE per la diagnosi precoce del cancro nella sindrome di Lynch

La Commissione Europea lo scorso maggio ha ufficialmente lanciato il progetto europeo PREDI‑LYNCH (Validated Non-Invasive Liquid Biopsy Tests for Cancer PREDIction in Lynch Syndrome), finanziato nell’ambito della missione Horizon Europe sul cancro.

Questo progetto mira a sviluppare e implementare test non invasivi basati sulla biopsia liquida per la diagnosi precoce dei tumori del colon-retto, dell’endometrio e dell’uroteliale nelle persone affette dalla sindrome di Lynch, la sindrome ereditaria monogenica predisponente al cancro più comune al mondo.

Il progetto PREDI‑LYNCH

Il consorzio è guidato dall’Ospedale Universitario di Oslo e conta 28 partner provenienti da 16 paesi europei, tra cui ricercatori, medici, aziende biotecnologiche e organizzazioni di pazienti. Ha una durata di 6 anni (2025-2031) con un 13,6 milioni €. L’obiettivo a lungo termine è quello di offrire una soluzione multi-omica (un approccio che integra più fonti di informazioni biologiche, consentendo una visione più completa della malattia), per test più accessibili, più efficaci e a basso costo, garantendo la diagnosi precoce del cancro nelle persone con sindrome di Lynch.

Il progetto utilizzerà inoltre l’intelligenza artificiale per identificare i marcatori tumorali e garantire che i metodi siano applicabili a diversi sistemi sanitari. Inoltre, saranno valutate le implicazioni socioeconomiche ed etiche per garantire che le soluzioni siano in linea con le esigenze dei pazienti e della società e che siano implementabili in diversi contesti sanitari.

Nel dettaglio, PREDI‑LYNCH prevede le seguenti attività chiave:

  • sviluppo e validazione di test predittivi basati su sangue e urine;

  • approcci multi-omici con supporto di intelligenza artificiale;

  • creazione di una biobanca europea e svolgimento di trial clinici multinazionali;

  • valutazione dell’impatto etico, economico e sociale dei test;

  • diffusione dei risultati e supporto politico per l’adozione su base europea

Tra i partner di progetto, per quanto riguarda l’Italia, partecipa la Fondazione IRCCS – Istituto Nazionale dei Tumori.

 

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WEBINAR OMS: Understanding and Addressing Digital Determinants of Health

Il 29 gennaio l’OMS/Europa ospiterà un webinar per approfondire il ruolo dei determinanti digitali della salute, il loro impatto sui sistemi sanitari, e come possano influire sulla configurazione di nuove linee politiche in merito.

DETTAGLI DEL WEBINAR

Sarà il 12° webinar della serie Decoding Data and Digital Health, che affronta importanti questioni di salute digitale all’interno della regione europea dell’OMS. I determinanti digitali della salute si riferiscono a fattori radicati nel mondo digitale, come l’accesso a Internet e l’alfabetizzazione digitale, che possono influenzare i risultati sanitari direttamente o indirettamente. Man mano che la tecnologia diventa più integrata nella vita quotidiana, questi determinanti digitali rimodellano le relazioni tra salute e altri fattori sociali, politici o commerciali e possono creare nuovi modi per influenzare la salute individuale o della popolazione. Uno studio congiunto dell’OMS/Europa e della London School of Economics ha identificato questi determinanti digitali, e data la loro complessità è essenziale un approccio completo alla governance.

Il webinar di un’ora riunirà esperti internazionali per discutere del ruolo della salute digitale nei sistemi sanitari, del suo potenziale di diminuire o aumentare le disparità sanitarie e della necessità di un uso etico delle tecnologie sanitarie digitali. I partecipanti avranno l’opportunità di prendere parte a una sessione di domande e risposte. Questo evento è in linea con il “Regional Digital Health Action Plan 2023-2030” della regione europea dell’OMS e con la “Global Strategy on Digital Health 2020-2025”. L’evento si svolgerà in inglese e russo ed è aperto al pubblico.

 

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Documenti utili

Sintesi ProMIS_WEBINAR WHO DECODING DATA AND DIGITAL HEALTH, COMPRENDERE E AFFRONTARE I DETERMINANTI DIGITALI DELLA SALUTE