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Diplomazia scientifica: nuovo quadro strategico 2026 per l’UE

Il Consiglio dell’Unione europea ha adottato il 29 maggio 2026 una raccomandazione che definisce un nuovo quadro europeo per la diplomazia scientifica, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo dell’Unione come leader globale nella scienza e nella tecnologia. La diplomazia scientifica viene posta al centro di una visione strategica che collega cooperazione scientifica, politica estera, competitività, valori europei e sicurezza della ricerca, in una fase segnata da frammentazione geopolitica e rapidi cambiamenti tecnologici.

La raccomandazione considera la scienza un bene pubblico globale e riconosce nella collaborazione scientifica uno strumento capace di costruire fiducia, favorire il dialogo con i paesi terzi e sostenere gli obiettivi dell’azione esterna dell’Unione. Il nuovo quadro punta a rendere più incisiva la diplomazia scientifica europea, valorizzando la cooperazione internazionale aperta e sicura nella ricerca e nell’innovazione, anche attraverso l’associazione dei paesi terzi a Horizon Europe e iniziative come Choose Europe for Science.

Al centro dell’approccio europeo vi è la necessità di promuovere e salvaguardare i valori dell’Unione, tra cui libertà, democrazia, uguaglianza, Stato di diritto e rispetto dei diritti umani. La diplomazia scientifica diventa così un canale per sostenere gli interessi economici e competitivi dell’UE, ma anche per bilanciare le finalità scientifiche con le priorità di politica estera e di sicurezza, soprattutto nei settori ad alta trasformazione come l’intelligenza artificiale e le tecnologie quantistiche.

Diplomazia scientifica per partenariati più forti e sicuri

Il quadro europeo attribuisce particolare rilievo al rafforzamento dei partenariati con il Sud globale, con l’obiettivo di sostenere le capacità di ricerca e affrontare sfide condivise a livello internazionale. Tra le indicazioni più rilevanti figura la creazione di un centro mediterraneo per la diplomazia scientifica, pensato per consolidare il dialogo e la cooperazione in un’area strategica per l’Unione.

Gli Stati membri sono incoraggiati a sviluppare sistemi di supporto per coordinare la diplomazia scientifica a livello governativo e con i diversi portatori di interesse. Il Consiglio promuove inoltre un legame più stretto tra servizi diplomatici, organizzazioni che svolgono attività di ricerca, università, istituti di istruzione superiore e alleanze delle università europee, affinché conoscenza scientifica e azione diplomatica possano procedere in modo più integrato.

La formazione assume un ruolo centrale nel nuovo quadro, poiché l’integrazione della diplomazia scientifica nei programmi educativi e formativi è considerata essenziale per accrescere la consapevolezza delle future generazioni. La Commissione è inoltre invitata a rafforzare il monitoraggio degli sviluppi globali più innovativi nella ricerca, nella tecnologia e nell’innovazione, compreso l’uso crescente dell’intelligenza artificiale nella scienza, valutandone le implicazioni per l’Unione.

Il nuovo orientamento sottolinea anche l’importanza della sicurezza della ricerca, che deve accompagnare gli sforzi di diplomazia scientifica e rimanere coerente con l’azione esterna europea. La cooperazione internazionale viene quindi concepita come apertura responsabile, capace di favorire il progresso scientifico senza trascurare rischi, interessi strategici e tutela dei valori fondamentali.

Nel quadro definito dal Consiglio, la diplomazia scientifica comprende l’uso diretto o indiretto della scienza, delle evidenze scientifiche e della cooperazione scientifica per informare e sostenere la politica estera a diversi livelli. Allo stesso tempo, include l’impiego della diplomazia per promuovere la cooperazione internazionale e il progresso scientifico, rafforzando la capacità dell’UE di esercitare soft power, rispondere all’interesse dei paesi partner e valorizzare il proprio ruolo di potenza della ricerca e dell’innovazione.

La raccomandazione adottata rientra in un percorso più ampio sulla cooperazione internazionale aperta e sicura nella ricerca e nell’innovazione. La Commissione aveva presentato la proposta il 27 febbraio 2026 e il Consiglio, attraverso questo atto non vincolante previsto dall’articolo 288 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, offre un orientamento politico per rendere la diplomazia scientifica uno strumento più strutturato, coerente e strategico per l’Unione.

 

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Pubblicato il report CINEA 2026 su innovazione e competitività – LIFE

CINEA, l’Agenzia esecutiva europea per il Clima, le Infrastrutture e l’Ambiente della Commissione europea, ha pubblicato il Report CINEA “LIFE and the EU’s Competitiveness Agenda”, dedicato al contributo del Programma LIFE alla competitività europea. Il documento analizza il ruolo del Programma LIFE nel sostenere innovazione, autonomia strategica e resilienza, indicati dalla Commissione europea come elementi prioritari per rafforzare crescita economica e dinamismo dell’Unione.

Il Report CINEA sul Programma LIFE e la competitività europea

Il Report CINEA descrive il ruolo del Programma LIFE nel collegare ricerca e applicazione concreta delle soluzioni, trasformando idee promettenti in tecnologie pronte per il mercato e interventi operativi sul territorio. Oltre al sostegno ai progetti, il Programma LIFE mobilita investimenti pubblici e privati, promuovendo la diffusione su larga scala di tecnologie pulite e favorendo lo sviluppo di nuovi mercati in grado di rafforzare il vantaggio competitivo europeo. Il report collega inoltre il Programma LIFE al quadro europeo per la transizione verde, richiamando il Green Deal europeo, la strategia dell’UE per la neutralità climatica, e il Clean Industrial Deal, orientato a sostenere decarbonizzazione industriale, tecnologie pulite e competitività, come riferimenti per una crescita sostenibile e competitiva.

Tra il 2014 e il 2023 il Programma LIFE ha mobilitato oltre 4 miliardi di euro di investimenti complessivi per progetti dedicati a innovazione verde, resilienza e competitività. Circa il 40 per cento dei progetti sostiene piccole e medie imprese, quasi 230 innovazioni cofinanziate sono presenti sulla piattaforma europea Innovation Radar, oltre 200 progetti hanno ricevuto supporto attraverso l’iniziativa Close to Market e quasi 150 progetti di adattamento sono inclusi nella piattaforma Climate ADAPT.

Il Report CINEA evidenzia i risultati di 26 progetti finanziati dall’Unione europea e organizzati attorno ai tre ambiti dell’innovazione, dell’autonomia strategica e della resilienza. Gli esempi illustrano soluzioni che spaziano dall’efficienza energetica alla mobilità a zero emissioni, dall’economia circolare della plastica al recupero di materie prime critiche, fino ad arrivare a iniziative dedicate alla biodiversità, alla qualità dell’acqua e alla resilienza climatica urbana.

Il Programma LIFE sostiene inoltre interventi orientati alla riduzione delle dipendenze strategiche, promuovendo processi e tecnologie che favoriscono riuso, recupero delle risorse, efficienza energetica e decarbonizzazione. Una parte rilevante del report riguarda anche la resilienza ambientale e climatica, con iniziative dedicate alla protezione delle risorse naturali, all’adattamento ai cambiamenti climatici e al rafforzamento della capacità dei territori di affrontare eventi estremi.

Attivo da oltre trent’anni, il Programma LIFE ha cofinanziato più di 6.400 progetti nell’Unione europea e il Report CINEA evidenzia come sostenibilità e competitività possano procedere insieme. Dal 2014 i progetti sostenuti dal programma hanno ricevuto 4,95 miliardi di euro di contributi europei, con investimenti attesi pari a 8,23 miliardi di euro.

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Bilancio UE post-2027: il paper ERRIN rilancia il ruolo strategico delle EU Missions

Le EU Missions rappresentano, secondo ERRIN (European Regions Research and Innovation Network), uno strumento da mantenere e rafforzare nel futuro bilancio a lungo termine dell’Unione europea e nel prossimo Programma quadro FP10 per ricerca e innovazione.

Con il paper pubblicato lo scorso aprile (“EU Missions – Looking towards the next EU long-term budget”), la rete europea delle regioni attive su ricerca e innovazione interviene nel dibattito sul futuro quadro finanziario pluriennale dell’UE (MFF post-2027), evidenziando il contributo che l’approccio mission-oriented può offrire alla competitività europea, alla resilienza dei territori e alla capacità di affrontare sfide complesse attraverso soluzioni integrate e collaborative.

Nel documento, ERRIN sottolinea che le Missions hanno introdotto un modello diverso rispetto ai tradizionali programmi di finanziamento europei, puntando su obiettivi concreti, misurabili e orientati all’impatto.

Secondo la rete, uno degli elementi più rilevanti riguarda la capacità delle Missions di coinvolgere contemporaneamente istituzioni europee, regioni, città, università, centri di ricerca, imprese, PMI e cittadini, favorendo la costruzione di ecosistemi territoriali dell’innovazione.

Questo approccio avrebbe già contribuito ad accelerare sperimentazione e implementazione di nuove soluzioni nei territori, facilitando anche il coordinamento tra diversi strumenti e livelli di governance.

ERRIN evidenzia inoltre che le EU Missions si trovano ancora in una fase relativamente iniziale del loro percorso di implementazione e che, proprio per questo, non sarebbe opportuno interromperle prima di averne valutato pienamente risultati e impatti.

Nel paper viene quindi proposta la prosecuzione delle Missions almeno fino al 2030, sottolineando come continuità temporale e stabilità finanziaria siano elementi necessari per consolidare reti, investimenti e collaborazioni già avviate. Secondo il documento, una chiusura anticipata rischierebbe infatti di disperdere competenze e capacità costruite negli ultimi anni nei diversi ecosistemi territoriali europei.

EU MISSIONS E FUTURO DEL BILANCIO UE POST-2027

Una parte significativa del paper è dedicata anche al ruolo che le EU Missions potrebbero avere nella futura architettura europea per ricerca e innovazione.

ERRIN propone infatti un’integrazione più forte tra Missions, European Partnerships, European Competitiveness Fund (ECF), National and Regional Partnership Plans (NRPPs) e altre iniziative strategiche europee, con l’obiettivo di creare percorsi più coerenti tra ricerca, innovazione, deployment e scale-up.

Secondo ERRIN, le Missions hanno dimostrato di poter contribuire non soltanto allo sviluppo scientifico e tecnologico, ma anche alla definizione di modelli di governance multilivello e processi di coinvolgimento territoriale più strutturati.

Per questo motivo, il documento richiama la necessità di rafforzare il ruolo delle regioni europee e degli ecosistemi locali nell’attuazione delle priorità strategiche dell’UE, favorendo una maggiore connessione tra politiche europee e bisogni concreti dei territori.

Il paper, inoltre, sottolinea che l’approccio mission-oriented potrebbe rappresentare uno strumento utile per aumentare coerenza e coordinamento tra le diverse iniziative europee, riducendo frammentazione e sovrapposizioni tra programmi.

In questo senso, ERRIN invita le istituzioni europee a valorizzare ulteriormente le Missions nel dibattito sul futuro del bilancio UE post-2027 e sul prossimo FP10, considerandole non soltanto strumenti di finanziamento, ma veri e propri catalizzatori di innovazione sistemica e trasformazione territoriale.

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Adottata la Dichiarazione di Varsavia con il sostegno unanime dei 27 paesi membri dell’UE

I ministri europei della scienza, riuniti a Varsavia, hanno adottato l’11 marzo scorso la “Dichiarazione di Varsavia”, un documento che chiede un programma di finanziamento per la Ricerca e l’Innovazione.

Questa iniziativa, proposta dalla presidenza polacca, sottolinea l’importanza di rafforzare la competitività dell’UE, le economie nazionali e la capacità di affrontare sfide globali.

La Dichiarazione di Varsavia: un impegno condiviso per scienza e innovazione

La Dichiarazione evidenzia che scienza e innovazione hanno avuto un ruolo chiave nel superare le crisi del passato e continueranno a essere fondamentali per la resilienza e la competitività dell’Europa. Marcin Kulasek, Ministro polacco della Scienza e dell’Istruzione Superiore, ha ribadito questo concetto, ricordando che: “La scienza e l’innovazione ci hanno guidato attraverso molte crisi e continueranno a farlo. I nostri ricercatori e innovatori sono il nostro vantaggio competitivo: dobbiamo fidarci di loro e creare le migliori condizioni possibili per il loro lavoro”.

La Dichiarazione di Varsavia ha ricevuto ampio sostegno dalle comunità scientifiche di tutta Europa, sottolineando la consapevolezza condivisa che investire maggiormente nella ricerca e nell’innovazione è essenziale per mantenere la leadership europea nell’innovazione e nella competitività globale.

L’attuale programma quadro Horizon Europe rappresenta il più grande programma di finanziamento scientifico al mondo, con un budget di 95 miliardi di euro per il periodo 2021-2027.

Entro la fine dell’anno, la Commissione Europea presenterà proposte per il finanziamento della Ricerca e dell’Innovazione che saranno al centro dei negoziati politici nell’ambito del prossimo quadro finanziario pluriennale dell’UE, definendo il futuro degli investimenti europei in questo ambito.

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Commissione UE: il Competitiveness Compass per il futuro della competitività europea

La Commissione europea ha ufficialmente presentato il piano Competitiveness Compass for the EU, il documento strategico per la competitività europea, costruito sulla base degli studi commissionati in precedenza a Enrico Letta e Mario Draghi.

Il Competitiveness Compass europeo

Il documento di orientamento traccia un percorso affinché l’Europa sia il luogo di invenzione, produzione e immissione nel mercato di tecnologie, servizi e prodotti sostenibili e puliti, diventando al contempo il primo continente a essere neutrale dal punto di vista climatico.

L’UE intende invertire la tendenza precedente e stare al passo con le economie mondiali, grazie alla sua forza lavoro istruita e di talento, i suoi capitali, i suoi risparmi, il suo Mercato unico e le sue infrastrutture sociali uniche, a patto che agisca con urgenza per affrontare le barriere di lunga data e le debolezze strutturali che la frenano.

Promuovere l’Innovazione nel Settore Sanitario

Nel documento è evidenziata l’importanza di colmare il divario di produttività e innovazione rispetto ad altre economie globali come il settore sanitario, dove l’UE mira a tradurre le idee innovative in tecnologie commercializzabili e integrarle nel proprio tessuto industriale. Questo approccio è fondamentale per garantire un sistema sanitario efficiente e competitivo, capace di affrontare le sfide attuali e future.

Nel dettaglio, le tre aree di intervento in cui si articola il Compass vengono riprese dal Rapporto Draghi e sono innovazione, decarbonizzazione e sicurezza. Il Competitiveness Compass definisce un approccio e una selezione di misure flagship per l’attuazione e il raggiungimento degli obiettivi in questi campi:

  1. Colmare il divario di innovazione

L’UE intende creare un ambiente favorevole per le giovani start-up innovative, promuovere la leadership industriale in settori ad alta crescita basati sulle deep technologies e favorire la diffusione delle tecnologie tra le aziende consolidate e le PMI. La Commissione presenterà:

    • le iniziative “Gigafactories AI” e “Apply AI” per promuovere lo sviluppo e l’adozione industriale dell’AI in settori chiave;
    • piani d’azione per i materiali avanzati, le tecnologie quantistiche, biotecnologiche, robotiche e spaziali;
    • una strategia specifica dell’UE per l’avviamento e la scalabilità affronterà gli ostacoli che impediscono alle nuove imprese di emergere e scalare;
    • una proposta per un 28° regime giuridico semplificherà le norme applicabili, compresi gli aspetti rilevanti del diritto societario, fallimentare, del lavoro e fiscale, e ridurrà i costi del fallimento. Ciò consentirà alle imprese innovative di beneficiare di un unico insieme di norme ovunque investano e operino nel mercato unico.
  1. Roadmap congiunta per la decarbonizzazione e la competitività

Il Compass individua nei prezzi elevati e volatili dell’energia una sfida fondamentale e definisce le aree di intervento per facilitare l’accesso a un’energia pulita e conveniente. Per questo motivo la Commissione presenterà:

    • l’imminente Clean Industrial Deal, che definirà un approccio alla decarbonizzazione orientato alla competitività, volto a garantire che l’UE sia un luogo attraente per la produzione, anche per le industrie ad alta intensità energetica, e che promuoverà la tecnologia pulita e nuovi modelli di business circolari;
    • un piano d’azione per l’energia accessibile che contribuirà a ridurre i prezzi e i costi dell’energia;
    • una Legge sull’accelerazione della decarbonizzazione industriale che estenderà l’autorizzazione accelerata ai settori in transizione;
    • Piani d’azione su misura per i settori ad alta intensità energetica, come l’acciaio, i metalli e la chimica, settori che costituiscono la spina dorsale del sistema manifatturiero europeo, ma che sono i più vulnerabili.

3. Ridurre le dipendenze eccessive e incrementare la sicurezza

La capacità dell’UE di diversificare e ridurre le dipendenze dipenderà da partenariati efficaci. La Commissione presenterà:

    • una nuova serie di partenariati per il commercio e gli investimenti clean per garantire l’approvvigionamento di materie prime, energia pulita, carburanti per il trasporto sostenibile e tecnologie pulite da tutto il mondo;
    • nel mercato interno, la revisione delle norme sugli appalti pubblici consentirà l’introduzione di una preferenza europea negli appalti pubblici per i settori e le tecnologie critiche.

I tre pilastri sono poi integrati da cinque fattori orizzontali, con azioni dedicate considerate essenziali per sostenere la competitività in tutti i settori:

    1. Semplificazione: una proposta “omnibus” per ridurre drasticamente gli oneri normativi e amministrativi;
    2. Riduzione delle barriere al Mercato unico: una strategia orizzontale dedicata per modernizzare il quadro di governance, rimuovere le barriere intra-UE e prevenire la creazione di nuove;
    3. Finanziamento della competitività: una nuova “European Savings and Investments Union” per creare nuovi prodotti di risparmio e investimento, fornire incentivi per il capitale di rischio e garantire che gli investimenti fluiscano senza intoppi in tutta l’UE;
    4. Promozione di competenze e lavori di qualità: per garantire una buona corrispondenza tra competenze e richieste del mercato del lavoro, la Commissione presenterà un’iniziativa per costruire un’Unione delle competenze;
    5. Migliore coordinamento nella governance multilivello: uno strumento di coordinamento della competitività, che permetterà la collaborazione con gli Stati membri per garantire l’attuazione a livello nazionale e dell’UE degli obiettivi politici condivisi dell’UE. Inoltre, nel prossimo Quadro finanziario pluriennale, verrà istituito un nuovo Fondo per la competitività che sostituirà i molteplici strumenti finanziari esistenti dell’UE con obiettivi simili, fornendo sostegno finanziario all’attuazione delle azioni nell’ambito dello strumento di coordinamento della competitività.

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