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Evento finale del progetto TEAMCARE: roadmap per la sostenibilità del curriculum europeo e la replicabilità dei risultati

Il 10 settembre 2026 si terrà a Napoli (e online), presso il Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi Federico II, la conferenza finale del progetto europeo TEAMCARE, dal titolo “From Pilot Implementation to Sustainable Adoption: Scaling Up Interprofessional Training for Community-Based Person-Centred Care. L’evento ha l’obiettivo di fare il punto sui risultati ottenuti e di definire le modalità di integrazione e adozione sostenibile dei nuovi modelli formativi rivolti ai professionisti dei settori sanitario e sociale.

Finanziato dal programma europeo ERASMUS+, il progetto TEAMCARE (inTerprofessional EuropeAn curriculuM for health and social Care staff) ha avuto l’obiettivo di sviluppare un modello formativo e un curriculum europeo incentrati sull’assistenza integrata, interprofessionale e personalizzata all’interno delle comunità locali. In questo contesto, ProMIS, partner di progetto, ha messo a disposizione (e continuerà a farlo) la propria rete per facilitare il raccordo tra le iniziative europee e i contesti regionali sanitari italiani, promuovendo la valorizzazione, la diffusione e la sostenibilità a lungo termine delle metodologie e degli strumenti didattici sviluppati.

Durante la conferenza finale di Napoli verranno presentati i prodotti realizzati da TEAMCARE, tra cui il Quadro Integrato delle Competenze, il Curriculum Europeo, i moduli di e-learning basati su micro-credenziali e gli strumenti didattici open source. Verranno inoltre analizzati i dati e gli elementi di valutazione raccolti nei quattro siti pilota del progetto (tra cui quello italiano gestito dall’Università di Genova), relativi all’efficacia della formazione interprofessionale.

In questa occasione, ProMIS parteciperà alla tavola rotonda intitolata “The adoption challenge from national and regional perspectives” insieme a rappresentanti di istituzioni pubbliche, enti di formazione e strutture sanitarie. Il confronto sarà focalizzato sull’analisi dei requisiti tecnici, organizzativi e finanziari necessari affinché i servizi sanitari regionali possano recepire e mantenere nel tempo i pacchetti formativi e le metodologie sviluppate durante il progetto.

 

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Salute Globale digital health

L’OMS lancia la roadmap GIS 2025-2030 per la sanità pubblica

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha lanciato una nuova roadmap per rafforzare l’uso dei sistemi informativi geografici (GIS) in sanità pubblica nella Regione Europea dell’OMS. I sistemi GIS si sono già rivelati uno strumento importante per raccogliere e visualizzare dati durante le recenti ondate di calore e gli incendi boschivi nella Regione, fornendo indicazioni operative concrete ai professionisti della sanità pubblica.

Gli specialisti dell’European Geospatial Coordination Hub, hanno utilizzato i sistemi GIS per creare mappe di calore e rappresentazioni dell’andamento degli incendi nella Regione, dimostrando come questa tecnologia possa migliorare il processo decisionale in sanità pubblica, la preparazione alle emergenze e l’equità di accesso ai servizi sanitari.

La roadmap GIS 2025-2030

Il documento offre agli Stati membri e ai partner una visione condivisa per espandere l’uso dei dati geospaziali, al fine di comprendere meglio dove i bisogni sanitari sono maggiori, dove i servizi sono disponibili e dove permangono le lacune più critiche.

La roadmap GIS individua cinque aree prioritarie di intervento: rafforzare la governance e il coordinamento, sviluppare le competenze della forza lavoro in sanità pubblica, migliorare la gestione dei dati e l’interoperabilità, investire in software, strumenti e infrastrutture, e promuovere una collaborazione più solida tra istituzioni e settori.

Un potenziale GIS ancora da sbloccare

I sistemi GIS aiutano le autorità sanitarie a rispondere a domande cruciali su quali comunità siano più distanti dai servizi sanitari, dove emergano rischi di malattia e come impiegare in modo più efficace i team di vaccinazione, sorveglianza e risposta alle emergenze. Collegando i dati sanitari a informazioni geolocalizzate, i sistemi GIS offrono ai decisori una comprensione più chiara dei bisogni della popolazione.

Nonostante i progressi, le capacità GIS restano disomogenee nella Regione; mentre alcuni Paesi dispongono di sistemi GIS avanzati e integrati nella pianificazione sanitaria, altri affrontano difficoltà legate a competenze della forza lavoro, condivisione dei dati, interoperabilità, infrastrutture e governance. Un elemento chiave della roadmap è il modello di implementazione a livelli, che riconosce come i Paesi partano da gradi diversi di maturità GIS, consentendo un rafforzamento progressivo dei sistemi.

Collaborazione multisettoriale

L’uso efficace dei sistemi GIS in sanità pubblica richiede legami solidi tra ministeri della salute, istituti nazionali di sanità pubblica, uffici statistici, agenzie cartografiche, autorità di gestione delle emergenze, mondo accademico e partner internazionali. La dottoressa Zeynep Ozguler, funzionaria dell’ufficio OMS in Turchia, ha sottolineato come la roadmap GIS rappresenti un passo importante per rendere l’intelligence geospaziale parte sistematica delle decisioni di sanità pubblica.

Entro il 2030, la roadmap GIS punta a sostenere lo sviluppo di un solido ecosistema regionale per la salute, capace di rafforzare le decisioni basate sull’evidenza, migliorare l’allocazione delle risorse e contribuire a sistemi sanitari più resilienti, equi e preparati in tutta la Regione.

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Salute Globale

OMS: priorità globali di ricerca su clima e migrazione

Per fare il punto sulle priorità di ricerca globali su clima e migrazione, il programma OMS Health and Migration, in collaborazione con il programma OMS Climate Change, Energy and Air Quality, ha lanciato l’Action plan “Global research prioritization and action plan on health, migration and displacement in the context of climate change”.

Colmare la mancanza di evidenze su clima e migrazione

Nonostante la crescente consapevolezza del legame tra clima e migrazione e i suoi effetti sulla salute, permangono significative lacune nelle evidenze su come la mobilità legata al cambiamento climatico influisca su salute, benessere e accesso alle cure. Il cambiamento climatico è sempre più riconosciuto come fattore che contribuisce alla migrazione e agli sfollamenti, con un forte impatto sulle popolazioni già vulnerabili e con limitate capacità di adattamento.

Il dottor Santino Severoni, a capo del programma Health and Migration, ha sottolineato come colmare le lacune in ambito di ricerca sia anzitutto una questione di equità; per raggiungere la copertura sanitaria universale e rafforzare la resilienza climatica, le popolazioni migranti e sfollate devono far parte della soluzione fin dall’inizio, non essere un’aggiunta successiva.

L’esercizio di definizione delle priorità

Il Global Research Prioritization Exercise (GRPE), primo approfondimento tematico nell’ambito del Global research agenda on health, migration and displacement dell’OMS, è stato sviluppato attraverso un percorso strutturato e partecipativo che ha coinvolto una revisione della letteratura, una mappatura degli stakeholder, consultazioni tecniche e un sondaggio online, con il contributo di diversi esperti provenienti da ambito accademico, politico e operativo.

Sono state individuate aree di ricerca prioritarie su clima e migrazione lungo tre temi principali (determinanti sociali della salute, copertura sanitaria universale ed emergenze) insieme a due aree trasversali riguardanti gli esiti di salute e i dati per le politiche e gli interventi. Tra le priorità emerse figurano il contrasto alle disuguaglianze sociali, il rafforzamento dell’accesso ai sistemi sanitari, il miglioramento della preparazione alle emergenze climatiche, il potenziamento dei sistemi di dati sensibili alla migrazione, e la produzione di evidenze su salute mentale, salute materno-infantile, malattie croniche e impatti a lungo termine della mobilità climatica.

Il dottor Diarmid Campbell-Lendrum, a capo del programma Climate Change, Energy and Air Quality, ha evidenziato come il cambiamento climatico stia già influenzando la salute e la mobilità delle popolazioni a livello globale, rendendo essenziale rafforzare la base di evidenze su clima e migrazione per orientare politiche efficaci.

Il lancio ha rafforzato l’impegno condiviso a favorire la collaborazione interdisciplinare, superando i compartimenti stagni tra i settori salute, clima e migrazione, e a tradurre le evidenze in politiche e interventi concreti. È stata inoltre sottolineata l’importanza di partenariati duraturi e di legami più stretti tra ricerca, politica e attuazione.

Attraverso il GRPE, l’OMS ribadisce il proprio impegno a sostenere Stati membri e partner nel tradurre le priorità di ricerca su clima e migrazione in azioni concrete, integrando la roadmap nelle agende regionali e nazionali e rafforzando le capacità per sistemi sanitari più resilienti e inclusivi verso le popolazioni migranti.

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Altro

Aperta la consultazione europea sulla revisione del Regolamento dell’European Institute of Innovation and Technology

È aperta fino al 23 settembre 2026 la consultazione della Commissione europea sulla revisione del Regolamento dell’European Institute of Innovation and Technology (EIT) e della relativa Strategic Innovation Agenda per il periodo 2028–2034.

LA CONSULTAZIONE SULLA REVISIONE DEl regolamento EIT

La consultazione rappresenta un’opportunità per organizzazioni, stakeholder e soggetti interessati di contribuire alla definizione del futuro quadro strategico e normativo dell’EIT, fornendo osservazioni e contributi in vista del prossimo periodo di programmazione.

L’EIT svolge un ruolo nel rafforzamento degli ecosistemi europei dell’innovazione, mettendo in relazione ricerca, istruzione, imprese e attori pubblici attraverso le proprie Knowledge and Innovation Communities (KIC). Le European Partnerships riconoscono alle KIC dell’EIT un ruolo specifico nell’integrazione di istruzione, ricerca e imprenditorialità.

La consultazione assume particolare rilevanza anche per il settore dell’assistenza e della cura, in considerazione del potenziale contributo dell’innovazione allo sviluppo di soluzioni efficaci, al rafforzamento delle competenze e della forza lavoro e al miglioramento dei sistemi di cura.

La revisione si inserisce inoltre nel più ampio quadro della programmazione europea per la ricerca e l’innovazione 2028–2034. La Commissione ha infatti proposto un nuovo Horizon Europe per il periodo 2028–2034, con l’obiettivo di rafforzare la competitività e l’impatto della ricerca e dell’innovazione europee.

Gli stakeholder interessati sono invitati a condividere direttamente il proprio contributo attraverso il portale della Commissione europea Have Your Say, dove sono disponibili le informazioni e la documentazione relative all’iniziativa.

Scadenza per l’invio dei contributi: 23 settembre 2026.

 

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Salute Globale

La JA Stockpile pubblica due diverse call for experts

Nell’ambito del Work Package 6 della Joint Action Stockpile (JA Stockpile) sono state avviate due distinte call rivolte a esperti, con l’obiettivo di raccogliere competenze e contributi su specifici aspetti legati alla preparazione e alla gestione delle minacce sanitarie e delle scorte di contromisure mediche.

Le due call hanno finalità, profili di expertise e scadenze differenti. Si invita pertanto a prestare attenzione ai termini per la registrazione.

Call 1 – Health threat prioritization

La prima call, già lanciata all’inizio dell’estate, riguarda il coinvolgimento di esperti nel processo di valutazione, scoring e ranking delle minacce sanitarie a livello UE.

La consultazione è rivolta a esperti nelle seguenti categorie di minacce:

  • biologiche naturali e di origine umana;
  • ambientali;
  • chimiche;
  • radiologiche e nucleari;
  • minacce di origine umana non CBRN, inclusi gli eventi con un elevato numero di vittime (mass-casualty events).

Per individuare gli esperti idonei è stato predisposto un modulo, che deve essere compilato entro il 31 agosto.

Call 2 – Supply chain instruments e qualificazione e quantificazione delle MCM per lo stockpiling

La seconda call è nuova e riguarda la realizzazione di interviste con esperti, della durata massima di 1 ora e 30 minuti, dedicate agli strumenti per la gestione della supply chain e alla qualificazione e quantificazione delle Medical Countermeasures (MCM), in generale o con specifico riferimento allo stockpiling.

La ricerca è rivolta a esperti con competenze in:

  • supply chain instruments;
  • qualificazione e quantificazione delle MCM in generale;
  • qualificazione e quantificazione delle MCM specificamente per lo stockpiling.

Per individuare gli esperti idonei è stato predisposto un apposito modulo online che gli interessati a questa call sono invitati a compilare il modulo entro l’11 settembre 2026.

 

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digital health

Webinar: L’intelligenza artificiale nella cura delle malattie cardiovascolari, dalle prospettive all’impatto clinico

Sono aperte le iscrizioni per l’#EUHPP LIVE WEBINAR – AI in cardiovascular care: from promise to clinical impact (L’intelligenza artificiale nella cura delle malattie cardiovascolari, dalle prospettive all’impatto clinico). Questo incontro online che si terrà il 9 settembre p.v. presenterà i risultati chiave sull’intelligenza artificiale nell’assistenza cardiovascolare e discuterà le priorità politiche dell’UE.

L’intelligenza artificiale e le malattie cardiovascolari

Le malattie cardiovascolari causano ogni anno 1,7 milioni di decessi in Europa e l’intelligenza artificiale sta iniziando a ridefinire le modalità di prevenzione, diagnosi e trattamento di tali patologie. Sebbene alcune applicazioni siano già di uso clinico corrente, altre rimangono limitate alla ricerca ed è necessario un lavoro significativo per garantire che l’intelligenza artificiale offra benefici sicuri, equi ed efficaci in tutti i sistemi sanitari.

Questo webinar, organizzato dal JRC in collaborazione con la DG SANTE e la DG CNECT, presenterà i principali risultati del rapporto del JRC sull’intelligenza artificiale nell’assistenza cardiovascolare e riunirà esperti della Società Europea di Cardiologia (European Society of Cardiology), del mondo accademico e della Commissione Europea per discutere le priorità politiche future dell’UE.

 

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digital health

Il progetto QUANTUM ed il suo ruolo nell’European Health Data Space

Dopo quattro anni di attività si conclude il progetto europeo QUANTUM, iniziativa che ha contribuito allo sviluppo di metodologie, strumenti e competenze per migliorare la qualità e l’utilità dei dati sanitari destinati al riutilizzo per ricerca, innovazione e supporto alle politiche sanitarie.

Il progetto ha affrontato una delle principali sfide poste dalla trasformazione digitale della sanità europea: garantire che i dati sanitari siano affidabili, interoperabili e di qualità, così da poter essere utilizzati in modo efficace e sicuro nel contesto dello European Health Data Space (EHDS).

L’obiettivo di QUANTUM e la sua Academy

L’obiettivo di QUANTUM è quello di creare un sistema comune di etichettatura per l’Europa che ne consenta l’utilizzo in tutti i paesi a fini di innovazione scientifica e sanitaria. Queste etichette consentiranno ai ricercatori di utilizzare i dati con una chiara percezione della loro qualità e utilità, garantendo così che la loro ricerca e le loro innovazioni siano efficaci e apportino valore alla società.

Ciò sarà conforme agli standard stabiliti nell’articolo 78 della proposta di regolamento sullo Spazio europeo dei dati sanitari, che impone l’etichettatura dei set di dati sanitari all’interno dell’UE per indicarne la qualità e l’utilità. Questa iniziativa promuove la trasparenza e la fiducia nella condivisione dei dati sanitari in tutta l’UE per finalità secondarie, a vantaggio della ricerca, dell’innovazione e dei sistemi sanitari nel loro complesso.

Tra i principali risultati del progetto figura la QUANTUM Academy, un programma di formazione online dedicato alla qualità e all’utilità dei dati sanitari nel contesto dell’EHDS.

La piattaforma mette a disposizione corsi e risorse rivolti a ricercatori, professionisti sanitari, data manager, decisori pubblici e altri stakeholder interessati ad approfondire metodologie e strumenti per la valutazione e il miglioramento della qualità dei dati sanitari.

Il percorso formativo affronta temi fondamentali quali:

  • le dimensioni della qualità dei dati;
  • i modelli di maturità organizzativa;
  • i sistemi di valutazione della qualità;
  • l’applicazione pratica degli strumenti sviluppati dal progetto.

L’obiettivo è contribuire allo sviluppo delle competenze necessarie per rendere il riutilizzo secondario dei dati sanitari sempre più affidabile, interoperabile e responsabile, favorendo una cultura della qualità dei dati all’interno delle organizzazioni sanitarie e della ricerca.

Il contributo di QUANTUM nel percorso di attuazione dell’EHDS

La conclusione di QUANTUM coincide con una fase particolarmente significativa per l’attuazione dello European Health Data Space in Italia.

Il Ministero della Salute ha infatti istituito la Cabina di regia nazionale per l’attuazione del Regolamento (UE) 2025/327 sullo Spazio europeo dei dati sanitari (EHDS), con il compito di coordinare le attività nazionali, assicurare l’allineamento tra le amministrazioni coinvolte, monitorare l’attuazione del Regolamento e promuovere lo scambio di informazioni e buone pratiche a livello nazionale ed europeo.

Tra i quattro gruppi tecnici istituiti dalla Cabina di regia figura anche quello dedicato all’uso secondario dei dati, ambito nel quale la disponibilità di dati sanitari di elevata qualità rappresenta un elemento essenziale per sostenere ricerca, innovazione e sviluppo delle politiche pubbliche.

In questo contesto, i risultati sviluppati dal progetto QUANTUM — dalle metodologie per la valutazione della qualità dei dati agli strumenti operativi e ai percorsi formativi della QUANTUM Academy — rappresentano un patrimonio di conoscenze che potrà costituire un utile riferimento per gli stakeholder impegnati nell’attuazione dello European Health Data Space.

Con la conclusione del progetto, QUANTUM lascia quindi una base di strumenti, competenze e buone pratiche destinata a continuare nel tempo, contribuendo a promuovere una gestione dei dati sanitari sempre più orientata alla qualità, all’interoperabilità e al loro utilizzo responsabile a beneficio della ricerca, dell’innovazione e dei sistemi sanitari europei.

 

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AI-powered advanced screening centres: aperta la call europea per aderire alla rete

La Commissione europea coinvolge organizzazioni sanitarie all’avanguardia che implementano, sperimentano o valutano soluzioni basate sull’intelligenza artificiale (IA) in ambito sanitario o di ricerca clinica tramite questo bando sull’AI-powered advanced screening centres. Di particolare interesse sono le soluzioni basate sull’IA nella prevenzione, nella diagnosi precoce o nella diagnosi di tumori o malattie cardiovascolari, ad esempio software basati sull’IA per l’individuazione di tumori o soluzioni di IA a supporto dell’analisi degli elettrocardiogrammi (ECG).

Gli AI-powered advanced screening centres

L’idea è che facendo parte della rete degli AI-powered advanced screening centres, sarà possibile far parte di una comunità europea che sostiene l’uso sicuro ed efficace dell’IA nel settore sanitario beneficiando di

  • Scambio di conoscenze e condivisione di esperienze con i colleghi
  • Attività di rafforzamento delle capacità, tra cui formazione sulla validazione dell’IA, l’etica, l’interoperabilità, la qualità dei dati e altre aree correlate.
  • Opportunità di partecipare a studi e progetti pilota sull’IA, contribuendo alla valutazione di soluzioni AI-powered nel campo dell’oncologia e delle malattie cardiovascolari
  • Accesso alle linee guida a livello UE e ai risultati delle iniziative europee sull’IA affidabile nel settore sanitario

Viene inoltre specificato che la maggior parte delle attività sarà organizzata in formato online o ibrido, consentendo la partecipazione a distanza. Per far parte del bando sull’AI-powered advanced screening centres bisogna registrarsi entro il 10 settembre 2026; mentre il prossimo incontro della rete sarà organizzato nell’ottobre 2026 in formato online.

 

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Advanced Grants ERC: quasi 840 milioni di euro per sostenere ricercatori leader in Europa

Il Consiglio europeo della ricerca (European Research Council – ERC) ha annunciato che, nell’ultima edizione del bando Advanced Grants, i finanziamenti, per un valore complessivo di 838 milioni di euro, saranno destinati a 319 ricercatori di spicco in tutta Europa. Le sovvenzioni Advanced Grants offrono ai ricercatori di alto livello l’opportunità di portare avanti progetti ambiziosi e guidati dalla curiosità, che potrebbero portare a importanti scoperte scientifiche. Le sovvenzioni fanno parte del programma Horizon Europe dell’Unione Europea.

Le Advanced Grants dell’ERC

Queste Advanced Grants dell’ERC coprono un’ampia gamma di argomenti, quali lo studio delle diverse forme di vulnerabilità delle persone che soffrono di tossicodipendenza, il miglioramento della fertilità e della salute delle donne o l’analisi dei meccanismi cerebrali alla base della balbuzie. Altre ricerche cercheranno di sviluppare nuovi strumenti matematici e algoritmici per affrontare la crescente complessità delle reti su larga scala, dai sistemi di trasporto a Internet.

I nuovi beneficiari opereranno presso università e centri di ricerca in 24 Stati membri dell’UE e paesi associati, in particolare nel Regno Unito (62 sovvenzioni), in Germania (46), in Svizzera (32), in Spagna (29) e in Francia (26). Tra i vincitori delle Advanced Grants figurano 52 tedeschi, 45 britannici e 29 italiani, oltre a ricercatori di altre 30 nazionalità. Questo bando delle Advanced Grants dell’ERC è il primo dei tre per cui sono stati annunciati i risultati.

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Per accedere alle Advanced Grants 2026, con scadenza il 27.08.26, si prega di consultare il seguente LINK.

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ERC Plus Grants: aperta la prima call per progetti di ricerca trasformativa

La sovvenzione ERC Plus sostiene ricercatori principali di eccellenza che affrontano sfide scientifiche di grande rilevanza. Le candidature per le sovvenzioni ERC Plus devono riguardare progetti che non potrebbero essere realizzati con una normale sovvenzione del Consiglio europeo della ricerca. I candidati devono spiegare in che modo il progetto proposto vada oltre l’ambito di un normale progetto ERC, ad esempio perché mira a trasformare il settore o ad aprire nuove vie di ricerca. La deadline per presentare le candidature è fissata al 2 settembre 2026.

LE ERC Plus Grants

Le proposte per le ERC Plus Grants vengono valutate da revisori internazionali selezionati, che le esaminano sulla base dell’eccellenza come unico criterio. Tale criterio verrà applicato alla valutazione sia del progetto di ricerca che del responsabile scientifico, considerati congiuntamente.

Le commissioni per i bandi ERC Plus valuteranno principalmente:

  • la natura innovativa e l’ambizione del progetto di ricerca.

Allo stesso tempo, le commissioni valuteranno:

  • la capacità intellettuale e la creatività del o dei ricercatori principali, concentrandosi in particolare sulla misura in cui il o i ricercatori principali dispongono delle competenze scientifiche e delle capacità necessarie per portare a termine con successo il progetto.

Per le sovvenzioni ERC Plus, verrà attribuita maggiore importanza ai risultati ottenuti in passato dai candidati rispetto alle sovvenzioni ordinarie: ci si aspetta che i candidati siano figure di spicco nel proprio settore. Poiché le sovvenzioni ERC Plus sono aperte a candidati in tutte le fasi della carriera, le commissioni di valutazione valuteranno ciascun candidato in base alla fase della propria carriera.

Le proposte di sovvenzione ERC Plus saranno valutate in due fasi, con colloqui che si terranno nella Fase 2. La valutazione è effettuata da commissioni di revisione tra pari. Non vi sarà alcuna sovrapposizione tra i membri delle commissioni della Fase 1 e della Fase 2. Le commissioni potranno essere coadiuvate da esperti esterni indipendenti che operano a distanza.

Le proposte raccomandate per il finanziamento vengono finanziate dall’ERC se sono disponibili fondi sufficienti. Le proposte vengono finanziate in ordine di posizione nella graduatoria.

Tutte le proposte raccomandate per il finanziamento dei bandi ERC Plus sono soggette a una revisione etica e, se del caso, devono essere sottoposte a una valutazione di sicurezza.

 

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