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La Commissione europea lancia il bando 2026 per gli Affiliated Partners delle ERN

Questo bando per i partner affiliati è rivolto ai paesi che non sono ancora rappresentati in tutte le Reti di riferimento europee (European Reference Networks (ERN)), né come membri a pieno titolo né come partner affiliati. Ai fini del presente bando, possono presentare domanda i seguenti paesi: Bulgaria, Cipro, Croazia, Cechia, Estonia, Grecia, Irlanda, Lettonia, Norvegia, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia e Slovacchia. La scadenza per presentare la propria candidatura è fissata al 1° settembre 2026.

Il bando 2026 per gli Affiliated Partners delle ERN

Il bando mira a:

  • Migliorare la copertura geografica delle competenze delle reti europee di riferimento (ERN) negli Stati membri e in Norvegia
  • Facilitare l’accesso alle cure specialistiche nei paesi o nei settori patologici in cui non è ancora presente una piena adesione alle ERN
  • Rafforzare l’integrazione delle ERN nei sistemi sanitari nazionali
  • Sostenere lo scambio transfrontaliero di conoscenze e la collaborazione clinica

Per la procedura di selezione del bando, i coordinatori delle ERN valuteranno le candidature presentate dalle autorità nazionali competenti, a seguito delle verifiche di ammissibilità documentale effettuate dalla DG SANTE. A seguito della valutazione delle candidature, i coordinatori ERN registreranno una valutazione finale (positiva o negativa) nella piattaforma informatica dedicata alle candidature. Facoltativamente, potranno allegare documenti giustificativi a sostegno della loro valutazione, se ritenuto necessario.

La DG SANTE trasmetterà la valutazione effettuata dai coordinatori ERN all’autorità nazionale competente e il consiglio degli Stati membri dell’ERN si riunirà per l’approvazione definitiva delle candidature, tenendo conto della valutazione dei suoi coordinatori.

Infine, la DG SANTE pubblicherà l’esito dell’approvazione del consiglio degli Stati membri sul suo sito web dedicato alle malattie rare e alle ERN.

 

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IHI call 13: pubblicati i draft dei topic del prossimo bando

Le bozze dei temi che dovrebbero essere inclusi nel bando n. 13 dell’IHI sono ora disponibili nel sito web dell’IHI. Il lancio del bando è previsto per l’estate del 2026, ma sono state pubblicate le bozze dei temi per dare ai candidati più tempo per preparare una proposta solida e per unirsi o costituire un consorzio vincente.

IL BANDO n.13 dell’IHI

Questo bando sarà una call standard in due fasi con i seguenti temi:

Gli argomenti del bando sono attualmente in fase di consultazione con il Gruppo dei Rappresentanti degli Stati (States’ Representatives Group (SRG)) e il Comitato per la Scienza e l’Innovazione (Science and Innovation Panel (SIP)). Potrebbero quindi subire modifiche tra la versione pubblicata e il lancio del bando stesso.

IHI terrà delle sessioni informative sul bando in prossimità del suo lancio che tratteranno gli argomenti, nonché le regole e procedure.

 

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Malattie cardiovascolari, EFPIA: screening e follow-up per ridurre la mortalità

Le malattie cardiovascolari causano circa 1,7 milioni di decessi l’anno; per affrontare questo impatto, la Commissione europea ha lanciato il piano “Safe Hearts”, che punta su diagnosi precoce e prevenzione attraverso controlli sanitari mirati. Studi evidenziano che controlli cardiovascolari ben progettati, integrati nei percorsi di cura e accompagnati da un follow-up efficace, possono ridurre significativamente la mortalità evitabile nell’UE.

L’importanza della prevenzione e cura delle malattie cardiovascolari

Tramite controlli sanitari frequenti è possibile prevenire diverse malattie cardiovascolari. L’obiettivo è quello di individuare i primi segni di potenziali rischi per la salute e orientare la prevenzione o il trattamento tempestivo. Se uno qualsiasi dei risultati è al di fuori dell’intervallo raccomandato, l’operatore sanitario suggerirà un piano chiaro per affrontarli, che può includere cambiamenti nello stile di vita, trattamenti e cure di follow-up.

Per sostenere questo slancio e rafforzare la base di evidenze sui controlli cardiovascolari, la Piattaforma per la Salute Cardiovascolare dell’EFPIA (Federazione Europea delle Associazioni e delle Industrie Farmaceutiche) ha commissionato uno studio che fornisce una revisione strutturata ed esaustiva del valore clinico, economico e sociale dei controlli di salute cardiovascolare, attingendo alla letteratura recente e all’esperienza dei programmi nel mondo reale.

Lo studio si distingue per aver riunito queste dimensioni in un’unica analisi rilevante dal punto di vista politico, evidenziando al contempo un’intuizione fondamentale: il valore dei controlli di salute cardiovascolare non dipende solo dallo screening, ma da una progettazione ponderata del programma, da un follow-up efficace e dall’integrazione nei percorsi di cura. In questo modo, contribuisce a orientare il dibattito pubblico su come i controlli sanitari possano essere attuati per garantire i massimi benefici.

Controlli cardiovascolari ben progettati, integrati in solidi sistemi di assistenza primaria e collegati a un follow-up efficace, possono costituire una potente leva per la prevenzione e un importante motore per la riduzione della mortalità cardiovascolare evitabile in tutta l’UE, in linea con le ambizioni definite nel Piano “Safe Hearts”.

 

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Ricerca e innovazione: l’UE rafforza il ruolo di città e regioni

La Commissione Europea e il Comitato delle regioni hanno varato un piano d’azione congiunto volto a rafforzare il ruolo delle città e delle regioni nella ricerca e nell’innovazione. Il piano si concentra sull’innovazione, sulla transizione verde e digitale, sull’accesso ai finanziamenti e sulla crescita sostenibile in tutta Europa.

IL NUOVO PIANO PER LE REGIONI

Questo nuovo piano d’azione congiunto servirà a rafforzare il ruolo delle città e delle regioni nella ricerca e nell’innovazione (R&I). La partnership mira a rafforzare la dimensione locale e regionale delle politiche dell’UE in materia di R&I, a sostenere l’attuazione a livello regionale e a migliorare la condivisione di conoscenze e dati tra le istituzioni.

Il piano si concentra su quattro priorità: costruire solidi ecosistemi di innovazione a livello locale e regionale, sostenere la transizione verde e digitale, migliorare la consapevolezza e l’accesso alle opportunità di finanziamento di Horizon Europe e promuovere l’elaborazione di politiche basate su dati concreti attraverso strategie di previsione e resilienza.

Ponendo le regioni al centro dell’agenda dell’UE in materia di R&I, l’iniziativa mira a promuovere la competitività, la sostenibilità e la crescita inclusiva, rafforzando al contempo la governance multilivello e il ruolo attivo delle autorità locali e regionali nella definizione delle politiche di innovazione.

 

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Digital Europe: pubblicata l’analisi 2025 sulle competenze digitali avanzate

HaDEA ha pubblicato il “Portafoglio delle competenze digitali avanzate nell’ambito del programma Digital Europe nel 2025” (Advanced Digital Skills (ADS) portfolio under the Digital Europe Programme in 2025). Questa pubblicazione presenta le principali conclusioni e i risultati dei progetti nel campo delle competenze digitali avanzate, finanziati nell’ambito del programma Digital Europe.

Portafoglio delle competenze digitali ADS 2025

Le competenze digitali avanzate, uno degli obiettivi specifici chiave del programma Digital Europe, con progetti gestiti principalmente dall’Agenzia esecutiva europea per la salute e il digitale (HaDEA), sono diventate la spina dorsale del programma DIGITAL grazie alla loro complessa interazione con settori digitali chiave quali l’intelligenza artificiale, la sicurezza informatica, l’informatica quantistica e le tecnologie cloud.L’obiettivo è sostenere l’eccellenza degli istituti di istruzione e formazione dell’UE nei settori digitali, anche incoraggiando la loro cooperazione con la ricerca e le imprese nell’Unione Europea.

I progetti sulle competenze digitali avanzate dovrebbero contribuire agli obiettivi del Decennio digitale fissati dalla Commissione europea, in particolare per raggiungere “l’occupazione di 20 milioni di specialisti ICT nell’UE entro il 2030”. A tal fine, la Commissione europea ha stanziato 400,5 milioni di euro per lo sviluppo di competenze digitali avanzate per il periodo 2021-2027.

Nel 2025, il portafoglio delle competenze digitali avanzate del programma DIGITAL ha continuato ad espandersi e conta attualmente 57 progetti in totale gestiti da HaDEA.

 

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Rapporto OMS/Europa “Artificial intelligence is reshaping health systems: state of readiness across the European Union”

L’indagine dell’OMS per il periodo 2024-2025 mostra che gli Stati membri dell’UE stanno promuovendo l’adozione dell’intelligenza artificiale (IA) nel settore sanitario attraverso strategie nazionali, una governance dei dati più rigorosa e un crescente utilizzo di strumenti di intelligenza artificiale, quali sistemi diagnostici e di assistenza ai pazienti.

Sebbene siano stati compiuti progressi significativi, il rapporto sottolinea la necessità di una regolamentazione più chiara, maggiori investimenti, la formazione del personale e un coinvolgimento inclusivo delle parti interessate per garantire un’integrazione sicura, etica ed efficace dell’intelligenza artificiale nei sistemi sanitari europei.

Il rapporto “Artificial intelligence is reshaping health systems: state of readiness across the European Union”

Nel 2025, l’intelligenza artificiale è diventata una priorità fondamentale per i sistemi sanitari in tutta la Regione europea dell’OMS e, in particolare, all’interno dell’Unione Europea (UE). Con l’adozione da parte dell’UE della prima legislazione globale in materia di IA, l’attenzione mondiale è sempre più concentrata sul modo in cui l’Europa sta definendo la governance, la regolamentazione e l’implementazione dell’IA nel settore sanitario. Il piano d’azione regionale dell’OMS per la sanità digitale 2023–2030 continua a fornire un quadro di riferimento importante per l’integrazione dell’IA nei sistemi sanitari, garantendo al contempo che la trasformazione digitale favorisca migliori risultati sanitari, sostenibilità ed equità.

Il presente rapporto si basa sull’indagine dell’OMS 2024–2025 sull’IA per la salute, che ha raccolto le risposte di 50 dei 53 Stati membri della Regione europea dell’OMS, compresi tutti i 27 Stati membri dell’UE. I risultati forniscono una panoramica dettagliata di come i paesi dell’UE stanno affrontando l’IA in ambito sanitario attraverso strategie nazionali, quadri normativi, coinvolgimento degli stakeholder, sviluppo della forza lavoro, governance dei dati e adozione dell’IA.

La maggior parte degli Stati membri dell’UE ha adottato o sta sviluppando strategie nazionali intersettoriali in materia di IA, sebbene solo pochi abbiano definito strategie specifiche per la sanità. I governi riconoscono sempre più l’importanza di chiari meccanismi di supervisione, responsabilità e coordinamento tra i settori. Anche il coinvolgimento degli stakeholder sta diventando sempre più comune, in particolare con gli attori governativi, le istituzioni accademiche e gli operatori sanitari, sebbene le associazioni di pazienti e il pubblico in generale rimangano meno coinvolti nelle discussioni politiche.

Il rapporto evidenzia progressi significativi nell’adozione dell’IA in tutta l’UE. La diagnostica assistita dall’IA e gli strumenti di conversazione per il supporto ai pazienti sono tra le applicazioni più diffuse, trainate da obiettivi quali il miglioramento dell’assistenza ai pazienti, l’aumento dell’efficienza e la riduzione delle pressioni sul personale. Tuttavia, permangono alcune sfide, tra cui l’accessibilità economica, l’incertezza giuridica, la qualità dei dati e la disponibilità limitata di formazione sull’IA per gli operatori sanitari.

La governance dei dati sanitari è un’altra area critica di sviluppo. Molti Stati membri hanno introdotto strategie sui dati sanitari e hub nazionali di dati, preparandosi al contempo all’attuazione dello Spazio europeo dei dati sanitari entro il 2029. Allo stesso tempo, i paesi stanno lavorando per rafforzare i quadri etici e giuridici per l’IA, comprese le linee guida in materia di trasparenza, responsabilità e protezione dei dati.

Nel complesso, il rapporto dimostra che l’UE sta compiendo progressi sostanziali nell’integrazione dell’IA nell’assistenza sanitaria, sottolineando al contempo la necessità di investimenti continui, una governance più forte e una collaborazione inclusiva per garantire un’implementazione sicura, etica ed efficace dell’IA in tutti i sistemi sanitari.

 

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Digital Europe: disponibili i nuovi bandi 2026 su competenze avanzate e tecnologie digitali

La Commissione europea ha pubblicato nuovi inviti a presentare proposte su competenze avanzate e tecnologie digitali sotto Digital Europe per il 2026, elencati a seguire.

Le call su Competenze digitali avanzate e lo sfruttamento delle tecnologie

La destinazione “Competenze digitali avanzate” (Advanced Digital Skills) comprende tre temi:

  • DIGITAL-2026-SKILLS-10-DIGITAL-HEALTH-STEPCompetenze digitali avanzate per l’adozione dell’IA nel settore sanitario: questo bando mira ad ampliare l’offerta di istruzione e formazione in materia di intelligenza artificiale nel settore sanitario. Budget: 7,8 milioni di euro.
  • DIGITAL-2026-SKILLS-10-NATIONAL-COALITIONS Piattaforma per le competenze digitali e l’occupazione: Le coalizioni nazionali per le competenze digitali e l’occupazione: questo bando sostiene la creazione di nuove coalizioni nazionali per le competenze digitali e l’occupazione e di piattaforme nazionali negli Stati membri. Budget: 2 milioni di euro.
  • DIGITAL-2026-SKILLS-10-EDTECHAcceleratore EdTech: questo tema aiuta le startup e le PMI europee del settore EdTech a trasformare i concetti di soluzioni educative in applicazioni e soluzioni mature e completamente testate. Budget: 2,7 milioni di euro.

La destinazione “Accelerare il pieno sfruttamento delle tecnologie” (Accelerating Best Use of Technologies) comprende due temi:

  • DIGITAL-2026-BESTUSE-10-EHDSSviluppo delle capacità per l’implementazione dell’EEHRxF e dei servizi e sistemi sanitari digitali a sostegno dei diritti dei cittadini e del riutilizzo dei dati sanitari nell’ambito dell’EHDS: Questo bandi mira a sviluppare le capacità per implementare il formato europeo di scambio delle cartelle cliniche elettroniche (EEHRxF) e i servizi e sistemi sanitari digitali a sostegno dei diritti dei cittadini e del riutilizzo dei dati sanitari nell’ambito dello Spazio europeo dei dati sanitari (EHDS). Budget: 14,4 milioni di euro.
  • DIGITAL-2026-BESTUSE-10-NETWORKSICsGarantire una copertura geografica completa della rete dei Centri per un Internet più sicuro (SIC): Questo bando mira a contribuire alla protezione e all’empowerment dei minori online, una priorità fondamentale dell’UE, attraverso una copertura geografica completa della rete nazionale dei Centri per un Internet più sicuro (Safer Internet Centres (SIC)) nell’UE. Budget: 10 milioni di euro.

 

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lotta contro il cancro

Malattie immunomediate e rischio tumorale: pubblicata la prima indagine italiana sul tema

Questo ampio studio italiano ha rilevato che le persone affette da malattie infiammatorie immunomediate presentano un rischio maggiore di sviluppare un tumore, soprattutto nel primo anno successivo alla diagnosi, probabilmente a causa dell’infiammazione piuttosto che del trattamento. Il rischio diminuisce con il passare del tempo, ma i risultati sottolineano l’importanza di monitorare e gestire tempestivamente l’infiammazione per migliorare gli esiti di salute a lungo termine.

Lo studio sulle malattie infiammatorie immunomediate avviato dal Gruppo di Onco-Reumatologia del Collegio Reumatologi Italiani (CReI)

Lo studio esamina la relazione tra le malattie infiammatorie immunomediate (Immune-mediated inflammatory diseases (IMID)) e il rischio di sviluppare un tumore, utilizzando i dati provenienti da un’ampia coorte nazionale italiana. Le IMID comprendono un’ampia gamma di patologie, quali l’artrite reumatoide e altre malattie del tessuto connettivo, spesso caratterizzate da infiammazione cronica e disfunzione del sistema immunitario. Nel corso di un periodo di follow-up di cinque anni, i ricercatori hanno analizzato i dati relativi a oltre 350.000 pazienti ospedalizzati, confrontando quelli affetti da malattie infiammatorie immunomediate con quelli privi di tali patologie.

I risultati mostrano che le persone con IMID hanno una maggiore probabilità di sviluppare il cancro rispetto a quelle senza queste malattie. Nello specifico, lo studio ha riscontrato un aumento del 32% del rischio complessivo di cancro tra i pazienti con malattie infiammatorie immunomediate. Ciò non significa che tutti gli individui con queste condizioni svilupperanno il cancro, ma suggerisce un’associazione significativa che merita attenzione sia in ambito di ricerca che sanitario.

Una delle osservazioni più importanti è che il rischio di cancro non è costante nel tempo. È più elevato durante il primo anno dopo la diagnosi di una IMID e poi diminuisce gradualmente negli anni successivi. Questo andamento suggerisce che la fase iniziale di queste malattie possa essere particolarmente critica. I ricercatori ipotizzano che sia l’infiammazione stessa, piuttosto che i farmaci utilizzati per trattare queste condizioni, a svolgere un ruolo chiave nell’aumento del rischio di cancro. L’infiammazione cronica può creare nell’organismo un ambiente che favorisce lo sviluppo dei tumori.

Lo studio evidenzia inoltre che non tutte le malattie immunomediate comportano lo stesso livello di rischio. I pazienti affetti da malattie diffuse del tessuto connettivo hanno mostrato un’associazione più marcata con il cancro rispetto a quelli affetti da artrite reumatoide. Inoltre, alcuni tipi di tumore sono risultati più comunemente associati alle IMID, tra cui il cancro ai polmoni, i tumori del sangue come la leucemia e il linfoma, il cancro alla vescica e il melanoma. Questi modelli sono in linea con ricerche precedenti e suggeriscono che l’infiammazione e l’attività del sistema immunitario possano influenzare alcuni organi o sistemi specifici più di altri.

Un altro aspetto importante è il ruolo dell’età e dello stato di salute generale. Gli individui più anziani e quelli con altre patologie erano più inclini a sviluppare il cancro, indipendentemente dal fatto che avessero o meno una IMID. Ciò rafforza l’idea che il rischio di cancro sia influenzato da molteplici fattori, tra cui l’invecchiamento e lo stato di salute generale.

Lo studio ha implicazioni pratiche per l’assistenza sanitaria. Suggerisce che le persone con diagnosi di malattie infiammatorie immunomediate potrebbero trarre beneficio da un monitoraggio più attento per il cancro, specialmente durante il primo anno dopo la diagnosi. Le strategie di diagnosi precoce e i controlli regolari potrebbero aiutare a identificare prima i potenziali problemi. Allo stesso tempo, un trattamento efficace dell’infiammazione potrebbe non solo migliorare i sintomi delle IMID, ma anche ridurre il rischio di cancro nel tempo.

La ricerca fornisce prove concrete dell’esistenza di un legame tra le malattie infiammatorie immunomediate e il cancro. Sebbene i meccanismi biologici esatti siano ancora oggetto di studio, i risultati sottolineano l’importanza di gestire l’infiammazione e di sottoporsi a regolari controlli medici. Questo approccio potrebbe contribuire a migliorare gli esiti a lungo termine per i pazienti affetti da queste patologie complesse.

 

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Evento Salute digitale GIDH: verso sistemi più resilienti e collaborativi

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e il Segretariato della GIDH sono lieti di annunciare le date del terzo incontro globale della Global Initiative on Digital Health (GIDH), che si terrà dal 22 al 24 giugno 2026 presso la sede dell’OMS a Ginevra, in Svizzera. Sarà possibile partecipare sia di persona che online.

Il 3° incontro globale GIDH

L’incontro si svolgerà all’insegna del tema “Rafforzare la resilienza dei sistemi sanitari e le capacità locali attraverso le basi digitali, l’apprendimento e le partnership” (Building health systems resilience and local capacity through Digital Foundations, Learning and Partnerships). Riunirà i membri della GIDH, i paesi, i partner, la società civile, il mondo accademico, il settore privato e gli operatori della sanità digitale per scambiare esperienze sulle priorità nazionali in materia di sanità digitale e promuovere sforzi collaborativi verso una trasformazione digitale dei sistemi sanitari basata su standard. Durante i tre giorni, la leadership dei paesi, l’imprenditorialità locale e gli standard saranno messi in evidenza come pilastri fondamentali per una trasformazione della sanità digitale sostenibile e incentrata sulla persona.

Il programma:

  • Il primo giorno, 22 giugno 2026, sarà aperto solo agli attuali membri del GIDH.
  • Il secondo e terzo giorno, 23-24 giugno 2026, saranno aperti al pubblico.

 

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OMS lancia HISGOV, il database per valutare sistemi informativi e governance dei dati nei Paesi della Regione Europea

L’OMS ha lanciato il database Health Information Systems Governance (HISGOV), che raccoglie circa 70 indicatori per aiutare i paesi della Regione europea a comprendere, confrontare e migliorare le modalità di raccolta, gestione e utilizzo dei dati sanitari. Mettendo in evidenza i progressi, le lacune e le sfide in settori quali le strategie digitali, la governance dei dati e l’interoperabilità, la banca dati favorisce un processo decisionale più chiaro e l’adozione di politiche sanitarie più efficaci e basate su dati concreti.

Il database HISGOV

I sistemi informativi sanitari sono fondamentali per il buon funzionamento dei sistemi sanitari. Per favorirne il miglioramento, l’OMS ha lanciato un nuovo database destinato ai responsabili politici, agli esperti e al pubblico in tutta la Regione europea dell’OMS. Questo strumento è stato concepito per aiutare gli utenti a comprendere meglio il funzionamento dei sistemi informativi sanitari e le modalità con cui è possibile rafforzare la governance dei dati. La banca dati raccoglie quasi 70 indicatori, offrendo una panoramica chiara e accessibile sulle modalità con cui i paesi raccolgono, gestiscono e utilizzano i dati sanitari.

Cofinanziato dall’Unione Europea, il database HISGOV fornisce informazioni sia sui progressi compiuti che sulle sfide ancora in corso. Il suo scopo è quello di evidenziare le aree in cui potrebbero essere necessari ulteriori interventi o investimenti. Presentando informazioni comparabili tra i vari paesi, consente agli utenti di identificare le lacune e monitorare gli sviluppi nel tempo.

I sistemi di informazione sanitaria sono di per sé complessi e operano su più livelli. Essi generano informazioni sanitarie che guidano il processo decisionale attraverso processi quali la raccolta dei dati, l’analisi, la rendicontazione, la gestione delle conoscenze e la governance. Affinché questi sistemi siano efficaci ed efficienti, essi dipendono da dati coerenti e di alta qualità provenienti da un’ampia gamma di fonti. Queste includono cartelle cliniche, indagini, registri delle malattie, interviste, indagini di screening, programmi di prevenzione e dati provenienti da settori esterni a quello sanitario, quali i dati ambientali o sociali.

Questo database è strutturato attorno a componenti chiave che riflettono la solidità dei sistemi, tra cui strategie digitali, quadri di governance, cartelle cliniche elettroniche, utilizzo dei dati e interoperabilità. Esplora inoltre le sfide legate all’implementazione delle cartelle cliniche elettroniche e all’adozione di analisi avanzate. Le informazioni sono presentate attraverso tabelle riassuntive e mappe per facilitare la comprensione dei confronti e delle tendenze.

Attingendo a sondaggi e valutazioni dei sistemi, il database supporta un processo decisionale più efficace, chiarendo come i dati possano essere utilizzati per l’azione e lo sviluppo delle politiche nei vari paesi della regione.

 

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