L’indagine dell’OMS per il periodo 2024-2025 mostra che gli Stati membri dell’UE stanno promuovendo l’adozione dell’intelligenza artificiale (IA) nel settore sanitario attraverso strategie nazionali, una governance dei dati più rigorosa e un crescente utilizzo di strumenti di intelligenza artificiale, quali sistemi diagnostici e di assistenza ai pazienti.
Sebbene siano stati compiuti progressi significativi, il rapporto sottolinea la necessità di una regolamentazione più chiara, maggiori investimenti, la formazione del personale e un coinvolgimento inclusivo delle parti interessate per garantire un’integrazione sicura, etica ed efficace dell’intelligenza artificiale nei sistemi sanitari europei.
Il rapporto “Artificial intelligence is reshaping health systems: state of readiness across the European Union”
Nel 2025, l’intelligenza artificiale è diventata una priorità fondamentale per i sistemi sanitari in tutta la Regione europea dell’OMS e, in particolare, all’interno dell’Unione Europea (UE). Con l’adozione da parte dell’UE della prima legislazione globale in materia di IA, l’attenzione mondiale è sempre più concentrata sul modo in cui l’Europa sta definendo la governance, la regolamentazione e l’implementazione dell’IA nel settore sanitario. Il piano d’azione regionale dell’OMS per la sanità digitale 2023–2030 continua a fornire un quadro di riferimento importante per l’integrazione dell’IA nei sistemi sanitari, garantendo al contempo che la trasformazione digitale favorisca migliori risultati sanitari, sostenibilità ed equità.
Il presente rapporto si basa sull’indagine dell’OMS 2024–2025 sull’IA per la salute, che ha raccolto le risposte di 50 dei 53 Stati membri della Regione europea dell’OMS, compresi tutti i 27 Stati membri dell’UE. I risultati forniscono una panoramica dettagliata di come i paesi dell’UE stanno affrontando l’IA in ambito sanitario attraverso strategie nazionali, quadri normativi, coinvolgimento degli stakeholder, sviluppo della forza lavoro, governance dei dati e adozione dell’IA.
La maggior parte degli Stati membri dell’UE ha adottato o sta sviluppando strategie nazionali intersettoriali in materia di IA, sebbene solo pochi abbiano definito strategie specifiche per la sanità. I governi riconoscono sempre più l’importanza di chiari meccanismi di supervisione, responsabilità e coordinamento tra i settori. Anche il coinvolgimento degli stakeholder sta diventando sempre più comune, in particolare con gli attori governativi, le istituzioni accademiche e gli operatori sanitari, sebbene le associazioni di pazienti e il pubblico in generale rimangano meno coinvolti nelle discussioni politiche.
Il rapporto evidenzia progressi significativi nell’adozione dell’IA in tutta l’UE. La diagnostica assistita dall’IA e gli strumenti di conversazione per il supporto ai pazienti sono tra le applicazioni più diffuse, trainate da obiettivi quali il miglioramento dell’assistenza ai pazienti, l’aumento dell’efficienza e la riduzione delle pressioni sul personale. Tuttavia, permangono alcune sfide, tra cui l’accessibilità economica, l’incertezza giuridica, la qualità dei dati e la disponibilità limitata di formazione sull’IA per gli operatori sanitari.
La governance dei dati sanitari è un’altra area critica di sviluppo. Molti Stati membri hanno introdotto strategie sui dati sanitari e hub nazionali di dati, preparandosi al contempo all’attuazione dello Spazio europeo dei dati sanitari entro il 2029. Allo stesso tempo, i paesi stanno lavorando per rafforzare i quadri etici e giuridici per l’IA, comprese le linee guida in materia di trasparenza, responsabilità e protezione dei dati.
Nel complesso, il rapporto dimostra che l’UE sta compiendo progressi sostanziali nell’integrazione dell’IA nell’assistenza sanitaria, sottolineando al contempo la necessità di investimenti continui, una governance più forte e una collaborazione inclusiva per garantire un’implementazione sicura, etica ed efficace dell’IA in tutti i sistemi sanitari.
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