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Salute Globale

Nuova pubblicazione OMS su salute di rifugiati e migranti per un nuovo quadro globale di monitoraggio

Di fronte a sfide sempre più complesse – dalla riduzione dei finanziamenti alla diffusione di narrative negative sulla migrazione, fino alle difficoltà nella raccolta dei dati – la pubblicazione dell’OMS pone un obiettivo chiaro: rafforzare l’attuazione del Global Action Plan (GAP) per la salute di migranti e rifugiati (2019-2030) attraverso azioni concrete, coordinate e sostenibili. Questo nuovo rapporto monitora i progressi realizzati nel tradurre la visione del GAP in azioni concrete.

Un aspetto incoraggiante è che molti Paesi hanno iniziato a integrare la salute di rifugiati e migranti nelle strategie nazionali, istituendo meccanismi di coordinamento e promuovendo equità e inclusione. Tuttavia, permangono lacune, in particolare nella raccolta e nell’uso dei dati sanitari legati alla migrazione, nel garantire la partecipazione di rifugiati e migranti ai processi decisionali e nell’assicurare l’accesso alle cure per tutti, indipendentemente dallo status giuridico.

L’OMS promuove anche un approccio più inclusivo, in grado di integrare la dimensione migratoria nelle strategie sanitarie generali, coinvolgendo direttamente le comunità interessate nei processi decisionali. Un’attenzione particolare è rivolta ai gruppi più vulnerabili: le esperienze migratorie non sono tutte uguali, e alcuni gruppi – come donne, bambini o lavoratori in condizioni precarie – affrontano rischi maggiori. Riconoscere queste differenze è fondamentale per evitare che le disuguaglianze si amplifichino.

Per rendere più operativo il GAP, l’OMS invita poi i Paesi a tradurre gli impegni globali in piani nazionali concreti, con obiettivi chiari e strumenti di monitoraggio. Questo passaggio è essenziale per trasformare le dichiarazioni politiche in risultati misurabili.

Un altro elemento chiave è il rafforzamento della collaborazione tra settori. La salute dei migranti non dipende solo dai servizi sanitari, ma anche da politiche in ambiti come lavoro, istruzione e alloggio. Da qui l’importanza di creare meccanismi di coordinamento e partenariati ampi, che coinvolgano diversi attori istituzionali e sociali.

Nel loro insieme, questi obiettivi delineano un’agenda ambiziosa ma necessaria: rendere i sistemi sanitari più inclusivi, più informati e più capaci di rispondere a una realtà globale sempre più caratterizzata dalla mobilità umana.

Per maggiori informazioni si prega di consultare il seguente LINK.

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Il ruolo delle autorità locali nella protezione dei bambini migranti e rifugiati disponibile la registrazione

Il 22 novembre 2023, la rete Città e regioni per l’integrazione dei migranti del Comitato europeo delle regioni ha tenuto a Bruxelles un seminario dal titolo “Giornata mondiale dell’infanzia: il ruolo delle autorità locali nella protezione e nell’emancipazione dei bambini migranti e rifugiati“.

Organizzato in stretta collaborazione con il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia (UNICEF), l’evento si è concentrato sull’obiettivo di garantire il necessario rafforzamento delle capacità e lo scambio di buone pratiche tra le città e le regioni coinvolte nella tutela dei minori.

I partecipanti al seminario hanno condiviso la loro esperienza sul campo e hanno affrontato la necessità di soluzioni a lungo termine, volte a promuovere una collaborazione efficiente nelle misure di protezione dell’infanzia. L’obiettivo è quello di spianare la strada per un’inclusione più efficace dei bambini migranti e rifugiati vulnerabili nelle comunità locali.

La registrazione dell’evento è stata ora resa disponibile al pubblico online, e può essere consultata e scaricata presso il seguente LINK.

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20 Giugno: Giornata Mondiale del rifugiato

Il 20 giugno l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) in collaborazione con l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) – l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati – celebra la Giornata Mondiale del Rifugiato. La campagna prevista per quest’anno riguarda l’inclusione sanitaria e le soluzioni per i rifugiati e le comunità che li ospitano.

In tutto il mondo, sono oltre 100 milioni le persone sfollate con la forza. In questo dato sono incluse oltre 8 milioni di persone – principalmente bambini, donne ed anziani – le quali sono fuggite dall’Ucraina assediata dal febbraio 2022 e oltre 3,6 milioni di siriani che vivono in Turchia, molti dei quali sono anche rimasti coinvolti nella serie di terremoti del 2023.

I rifugiati necessitano di molteplici diverse esigenze sanitarie che devono essere soddisfatte dando loro pieno accesso ai servizi essenziali, tra cui:

  • salute mentale
  • salute materna e infantile
  • immunizzazione
  • salute sessuale e riproduttiva
  • gestione delle malattie croniche e delle disabilità.

Spesso la realtà è che il rifugiato fatica a ricevere assistenza quando ne ha bisogno, durante i suoi viaggi e dopo essere arrivato ​​nei paesi ospitanti, a causa di fattori quali la mancanza di diritti, le barriere linguistiche, nonché gli ostacoli di carattere amministrativo, burocratico e finanziario.

Navigare in un nuovo sistema sanitario può risultare talvolta molto complesso senza il giusto supporto.

L’integrazione dei rifugiati nei sistemi sanitari avvantaggia sia la comunità di accoglienza che quella del rifugiato

Consentire ai rifugiati di avere pieno accesso all’assistenza sanitaria non si limita alla concessione di diritti formali, ma richiede servizi sanitari inclusivi e non discriminatori che siano culturalmente sensibili. Le prove hanno dimostrato che includere un rifugiato nei sistemi sanitari del paese ospitante:

  • riduce i costi sanitari a lungo termine
  • contribuisce alla crescita economica
  • promuove la coesione sociale e l’integrazione.

In generale, l’inclusione sociale e l’integrazione dei rifugiati nelle società possono promuovere una migliore salute fisica e mentale e il benessere, riducendo la discriminazione e l’esclusione, che contribuiscono alla cattiva salute.

Soluzioni innovative per costruire sistemi sanitari più inclusivi 

Alcuni paesi della regione europea dell’OMS, supportati da OMS/Europa, hanno esplorato soluzioni promettenti e innovative per rendere i loro sistemi sanitari più inclusivi.

  • La Polonia ha avviato una hotline per fornire informazioni complete su come ottenere una licenza medica temporanea, nonché informazioni ai rifugiati ucraini su come navigare nel sistema sanitario nazionale polacco.
  • La Grecia ha prodotto podcast e una stazione radio online, lavorando con rifugiati per fornire informazioni sanitarie in cinque lingue diverse (inglese, greco, farsi, arabo e francese), compresi argomenti come la salute materna e neonatale, l’abuso di droghe e le pratiche igieniche.
  • La Romania e la Grecia hanno impiegato i rifugiati come mediatori culturali per aiutare i rifugiati in arrivo a orientarsi nei sistemi sanitari.

 

Integrare i rifugiati qualificati nel personale sanitario e come mediatori culturali ha molti vantaggi dal momento che:

  • Possono aiutare i rifugiati del loro paese di origine a navigare efficacemente nel nuovo sistema sanitario, anche riducendo le barriere culturali e linguistiche.
  • Possono supportare sistemi sanitari tesi in tempi di carenza di operatori sanitari a livello regionale.
  • Le loro competenze rimangono aggiornate. Man mano che tornano nel loro paese di origine, la loro formazione e competenza possono essere fondamentali per ricostruire i servizi sanitari.

Il sostegno dell’OMS ai paesi che accolgono i rifugiati 

L’OMS intende aumentare sostanzialmente il suo sostegno ai paesi ospitanti. Attualmente, oltre 8 milioni di persone devono essere raggiunte nei paesi che accolgono rifugiati dall’Ucraina. Allo stesso tempo, i terremoti del 2023 in Turchia e nella Repubblica araba siriana hanno devastato aree che già ospitavano una significativa popolazione di sfollati. L’UNHCR riferisce che tra gli oltre 15 milioni di persone colpite in Turchia, 1,7 milioni sono rifugiati siriani che vivono sotto protezione temporanea, insieme alle comunità che li hanno ospitati, molti dei quali ora sono anch’essi sfollati.

Le principali priorità della risposta dell’OMS nei paesi che accolgono rifugiati saranno rafforzare ulteriormente l’accesso dei rifugiati ai servizi sanitari primari e di emergenza, compresa la fornitura di prodotti medici essenziali, vaccini e tecnologie.

L’OMS/Europa continuerà a:

  • sostenere la leadership sanitaria ei meccanismi di governance per facilitare le riforme del settore sanitario per i rifugiati;
  • fornire supporto tecnico e operativo al personale sanitario, per facilitare la fornitura di servizi ai rifugiati;
  • fornire la gestione delle informazioni, la sorveglianza per il processo decisionale basato sull’evidenza nella salute pubblica, la comunicazione del rischio e il coinvolgimento della comunità.

 

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