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Bilancio a lungo termine: si chiede un aumento del 10% per sostenere le priorità dell’UE

Il 28 aprile u.s, il Parlamento europeo ha definito la sua posizione in vista dei negoziati con gli Stati membri sulle principali cifre e sulla struttura del quadro finanziario pluriennale (MFF) 2028-2034.

Nella posizione negoziale del Parlamento, approvata con 370 voti a favore, 201 contrari e 84 astensioni, gli eurodeputati propongono un budget per il periodo 2028-2034 di 1.780 miliardi di euro (a prezzi costanti 2025, pari a 2.010 miliardi di euro a prezzi correnti). Ciò rappresenterebbe un aumento di 175,11 miliardi di euro (197,30 miliardi di euro a prezzi correnti) rispetto alla proposta della Commissione del luglio 2025, ossia di circa il 10%. Tale aumento è calcolato escludendo dal bilancio il rimborso del debito del fondo NextGenerationEU (0,11 % dell’RNL), che i deputati chiedono sia gestito separatamente, senza intaccare i fondi UE, come invece proposto dalla Commissione.

Quest’incremento attenuerebbe le pressioni inflazionistiche e andrebbe ripartito equamente tra le tre linee di bilancio destinate alle priorità dell’UE, affermano i deputati, senza fondi extra destinati all’amministrazione e le agenzie.

I deputati sottolineano inoltre che il prossimo bilancio a lungo termine deve rimanere uno strumento di investimento a sostegno delle politiche dell’Unione, dei cittadini, delle regioni e delle imprese, comprese le piccole e medie imprese (PMI), garantendo un valore aggiunto dell’UE rispetto alla spesa nazionale. Il Parlamento si oppone fermamente a qualsiasi frammentazione o rinazionalizzazione, respingendo un approccio “à la carte” e avvertendo che il modello della Commissione “un unico piano per Stato membro” potrebbe indebolire le politiche dell’UE, ridurre la trasparenza e creare concorrenza tra i beneficiari.

Finanziamenti distinti e più consistenti per i programmi chiave

I deputati chiedono politiche forti e finanziate adeguatamente, con fondi distinti per le politiche previste nell’ambito dei piani di partenariato nazionali e regionali, comprese la politica agricola comune (PAC) e la politica per la pesca, e anche per le regioni ultraperiferiche, la politica di coesione, il Fondo sociale europeo e gli affari interni. Sottolineano inoltre che gli enti regionali e locali dovrebbero essere pienamente coinvolti nella pianificazione e attuazione dei programmi.

I deputati accolgono con favore la proposta della Commissione di raddoppiare i finanziamenti per la competitività, la difesa, l’innovazione, le transizioni digitale e verde, le infrastrutture, la sanità, l’istruzione e la cultura. Chiedono però un rafforzamento di programmi chiave, tra cui il Fondo europeo per la competitività (ECF), Horizon Europe, il meccanismo per collegare l’Europa (MCE), Erasmus+, AgoraEU e il meccanismo di protezione civile, nonché finanziamenti specifici per il programma EU4Health e le azioni relative al programma LIFE nell’ambito dell’ECF.

Sebbene sostengano l’aumento delle risorse per l’azione esterna proposte dalla CE, i deputati ritengono insufficiente il livello proposto e chiedono maggiori finanziamenti per l’allargamento, lo sviluppo, il sostegno all’Ucraina, la cooperazione multilaterale e gli aiuti umanitari.

Proteggere la trasparenza e controllo democratico

I deputati sottolineano che la semplificazione non deve compromettere la trasparenza, l’accertamento delle responsabilità o il controllo democratico. Avvertono che un ricorso massiccio a finanziamenti non collegati ai costi potrebbe ostacolare una revisione contabile adeguata. Sottolineano inoltre che il rispetto dei valori dell’UE e dello Stato di diritto è una condizione preliminare per accedere ai fondi dell’Unione, ma bisogna evitare di penalizzare i beneficiari finali per violazioni dello Stato di diritto commesse dai loro governi.

Sul versante delle entrate

Il Parlamento ribadisce il suo forte impegno volto a introdurre nuove risorse proprie per rimborsare il debito di NextGenerationEU e finanziare il bilancio e sostiene l'”approccio a paniere” proposto dalla Commissione, sottolineando che le nuove fonti di entrate dovrebbero essere adottate nell’ambito del prossimo quadro finanziario pluriennale e generare circa 60 miliardi di EUR all’anno. Qualora alcune proposte venissero abbandonate, i deputati chiedono che vengano prese in considerazione alternative per generare entrate, come un prelievo sui servizi digitali, un prelievo sul gioco d’azzardo online, un’estensione del meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM) o un prelievo sulle plusvalenze delle criptovalute. Per le cifre nel dettaglio, consultare l’allegato II della relazione.

Prossime tappe – NEGOZIATI DI BILANCIO

Il Parlamento ha ora definito la propria posizione sul regolamento che stabilisce la struttura e le cifre principali per il bilancio 2028-2034. I negoziati con il Consiglio potranno avere inizio una volta che gli Stati membri avranno raggiunto un accordo su una posizione comune completa.

 

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HERA–HaDEA: In arrivo quattro nuove call per rafforzare la risposta europea alle emergenze sanitarie

La Commissione europea, attraverso la Direzione Generale – DG HERA, in stretta collaborazione con l’HaDEA, si prepara a lanciare quattro nuove azioni di finanziamento volte a rafforzare la capacità dell’Unione Europea di prevenire e rispondere alle emergenze sanitarie.

Le iniziative riguardano lo sviluppo di contromisure mediche innovative, la preparazione a trial clinici, il rafforzamento delle capacità produttive e lo stoccaggio strategico di principi attivi.

Nuove terapie di prossima generazione contro le malattie infettive

La prima call, Next Generation Therapeutics for Infectious Diseases” (HADEA/2026/OP/0015-PIN), mira ad accelerare lo sviluppo di terapie innovative attraverso un approccio di appalto pre-commerciale (PCP) basato su fasi competitive.

L’obiettivo è sostenere lo sviluppo di trattamenti avanzati per infezioni virali, sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS) e sepsi. La call si concentrerà su:

  • terapie mirate al patogeno (escluse piccole molecole e anticorpi monoclonali),
  • terapie mirate all’ospite,
  • antivirali diretti e indiretti,
  • nuovi modulatori immunitari,
  • terapie combinate e soluzioni innovative per somministrazioni alternative alla via endovenosa.

Particolare attenzione sarà riservata a terapie ad ampio spettro, indipendenti dal patogeno e capaci di contrastare la resistenza virale.

La pubblicazione del bando è prevista per il 27 maggio 2026, con un budget indicativo di 244 milioni di euro e una durata complessiva di 108 mesi.

Preparazione ai trial clinici per filovirus

La seconda iniziativa, Clinical Trial Readiness through a Pilot Filovirus Vaccine Reserve” (HADEA/2026/OP/0019-PIN), intende rafforzare la preparazione dell’UE rispetto a focolai di filovirus, come Marburg ed Ebola Sudan.

Il progetto prevede la creazione e gestione di una riserva europea di vaccini sperimentali, pronti per essere impiegati rapidamente in caso di epidemie e integrati in studi clinici emergenziali. Questo approccio consentirà di accelerare lo sviluppo clinico dei vaccini, a partire dalla fase 2.

La call, con un budget indicativo di 16 milioni di euro e durata di 48 mesi, dovrebbe essere pubblicata il 18 maggio 2026.

Rafforzamento delle capacità produttive per DPI

Tra le ulteriori azioni previste, DG HERA lancerà il progetto EU FAB+ PPE Pilot (HADEA/2026/OP/0020-PIN), volto a migliorare la disponibilità di dispositivi di protezione individuale (DPI) nell’UE/SEE.

L’iniziativa prevede contratti per la riserva di capacità produttiva e scorte gestite dai fornitori per:

  • guanti in nitrile,
  • maschere respiratorie FFP2.

Il lancio è previsto per il 19 maggio 2026, con una durata di 36 mesi e un budget di circa 34 milioni di euro.

Stoccaggio avanzato di API e produzione rapida

Infine, il progetto Long-term API stockpiling and rapid finished dose manufacture” (HADEA/2026/OP/0021-PIN) esplorerà soluzioni innovative per lo stoccaggio a lungo termine dei principi attivi farmaceutici (API) e la produzione rapida di farmaci finiti.

L’obiettivo è valutare tecnologie in grado di:

  • prolungare la shelf-life degli API,
  • consentire una produzione flessibile e veloce in caso di emergenze sanitarie,
  • migliorare sostenibilità e resilienza dei sistemi sanitari.

La call è attesa per il 29 maggio 2026, con una durata di 36 mesi e un budget indicativo di 6 milioni di euro.

Per maggiori informazioni sui bandi relativi alle emergenze sanitarie si prega di consultare il seguente LINK.

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EU4Health: bando per l’implementazione del nuovo regolamento sulle sostanze di origine umana

HaDEA ha pubblicato il bando di gara EU4Health HADEA/2026/OP/0001 – Attuazione del nuovo regolamento SoHO: formazione e creazione di reti tra il personale delle autorità competenti in materia di SoHO ai fini della vigilanza.

Le attività di formazione previste dal presente contratto quadro unico (FWC) sono rivolte in particolare a ispettori, funzionari di vigilanza e valutatori del processo di preparazione, al fine di rafforzare l’attuazione della vigilanza nel settore delle sostanze di origine umana (SoHO) nei paesi dell’UE, nei paesi EFTA e nei paesi candidati.

I risultati attesi mirano ad aumentare e standardizzare le competenze di ispettori, funzionari di vigilanza e valutatori in questo settore in tutta l’UE, nonché a costruire una rete di personale junior e senior delle autorità competenti, facilitando possibili ispezioni congiunte, valutazioni congiunte dei processi di preparazione e audit tra pari tra gli Stati membri, e a rafforzare la fiducia tra di essi per facilitare lo scambio di SoHO.

Budget indicativo: 4.000.000 €.

Le parti interessate sono invitate a presentare la propria candidatura tramite il Portale Funding and Tenders dell’UE entro il 27 aprile 2026, alle ore 16:00 (CEST).

Per maggiori informazioni sul bando e sul programma EU4Health si prega di consultare il seguente LINK.

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Salute Globale

Nuova pubblicazione “Action for climate change: examples from the WHO Regions for Health Network”

Una recente pubblicazione della World Health Organization (WHO) analizza il contributo delle regioni europee nell’affrontare il cambiamento climatico come sfida di sanità pubblica. Il documento, sviluppato nell’ambito del WHO Regions for Health Network (RHN), raccoglie sei casi studio—Andalusia, Emilia-Romagna, Fiandre, Mosca, Ticino e Galles—e offre una panoramica delle strategie adottate a livello subnazionale.

Il cambiamento climatico come questione di salute

Il report “Action for climate change: examples from the WHO Regions for Health Network” evidenzia come il cambiamento climatico abbia impatti sempre più rilevanti sulla salute delle popolazioni. Tra questi figurano l’aumento delle ondate di calore, la scarsità idrica, le alluvioni, il peggioramento della qualità dell’aria e la diffusione di malattie trasmesse da vettori.

A questi effetti si aggiungono conseguenze meno immediate ma significative, come l’incremento dei problemi di salute mentale. Il documento sottolinea inoltre che tali impatti tendono a colpire in modo più marcato le fasce di popolazione più vulnerabili, contribuendo ad ampliare le disuguaglianze esistenti.

Il livello regionale come ambito di intervento

Secondo la pubblicazione, le regioni rappresentano un livello particolarmente rilevante per l’azione climatica e sanitaria. La gestione di servizi essenziali, la prossimità alle comunità e la possibilità di adattare le politiche ai contesti locali consentono infatti interventi mirati. I casi analizzati mostrano diverse tipologie di azioni:

  • misure di adattamento, come piani per la gestione delle ondate di calore e sistemi di risposta alle alluvioni
    interventi di mitigazione, inclusa la riduzione delle emissioni nei sistemi sanitari
  • iniziative per rafforzare la resilienza dei servizi sanitari
  • attività di coinvolgimento delle comunità locali
Indicazioni per il futuro

Le esperienze evidenziano sia elementi comuni, come il rischio legato al caldo estremo, sia differenze legate ai contesti territoriali, ad esempio per quanto riguarda la scarsità d’acqua o il rischio idrogeologico. Dall’analisi emergono inoltre alcune indicazioni ricorrenti:

  • Viene evidenziata la necessità di integrare in modo sistematico la salute nelle politiche climatiche, al fine di migliorare l’efficacia degli interventi.
  • Si sottolinea l’importanza di considerare l’equità, tenendo conto dei determinanti sociali della salute nella definizione delle strategie.
  • Si considera il rafforzamento dei sistemi di sorveglianza e allerta precoce, attraverso l’integrazione di dati ambientali e sanitari.
  • Si nota anche il ruolo dei sistemi sanitari, chiamati non solo a rispondere agli impatti del cambiamento climatico, ma anche a contribuire alla riduzione delle emissioni e alla transizione verso modelli più sostenibili.
  • Infine, il documento richiama l’importanza della collaborazione interregionale e multisettoriale, anche per favorire lo scambio di buone pratiche e l’accesso a risorse finanziarie.

Le esperienze analizzate mostrano la necessità di adattare le strategie ai contesti locali, senza però dimenticare l’importanza trasversale del rafforzamento dei sistemi e l’attenzione alle disuguaglianze quali elementi centrali per sostenere risposte efficaci e durature nel tempo.

 

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Salute mentale

Rapporto MHE: verso sistemi di salute mentale basati sui diritti e sul genere in Europa

Il rapporto, Rethink To Rebuild: Towards Rights-Based and Gender-Just Mental Health Systems in Europe, evidenzia come il genere influenzi profondamente il modo in cui le persone vivono, esprimono e affrontano il disagio psicologico. Questa dimensione resta spesso marginale nelle politiche di salute mentale, benchè dalle condizioni sociali e dai traumi fino all’accesso ai servizi, il genere incide in modo decisivo sugli esiti di salute.

GRUPPI SOCIALI COINVOLTI

Emergono differenze marcate tra gruppi. Le donne sono più esposte ad ansia, depressione e stress, anche a causa del carico di cura non retribuito, della violenza di genere e delle disuguaglianze strutturali. Gli uomini, invece, risentono delle pressioni legate ai modelli dominanti di mascolinità, come la repressione delle emozioni, che possono ostacolare la richiesta di aiuto e favorire consumo di sostanze e suicidio. Si osserva inoltre un aumento del disagio mentale tra uomini anziani e giovani donne. Il rapporto considera anche le esperienze delle donne LBTI+, che affrontano rischi più elevati legati a stigma, discriminazione e violenza.

VIOLENZA DI GENERE E SALUTE MENTALE

Il documento pone al centro i determinanti sociali e strutturali, come violenza e discriminazione. Il legame tra violenza di genere e salute mentale è particolarmente critico: le donne che hanno subito violenza hanno almeno tre volte più probabilità di sviluppare disturbi mentali, mentre chi vive già una condizione di disagio è più esposto al rischio di violenza. Stigma, colpevolizzazione ed esclusione sociale aggravano ulteriormente queste dinamiche, ostacolando l’accesso alle cure e il recupero. Le sopravvissute affrontano spesso anche processi di ri-traumatizzazione nei contatti con istituzioni sanitarie, legali e giudiziarie. Affrontare questi impatti richiede approcci centrati sulle persone e sull’esperienza vissuta, che integrino supporto psicologico accessibile con interventi legali, sanitari e sociali, agendo al contempo sulle cause strutturali e culturali della violenza.

AZIONI DI ADVOCACY

L’obiettivo del rapporto è portare il genere al centro delle politiche europee sulla salute mentale, promuovendo sistemi più equi e inclusivi. Accanto alle criticità, emergono segnali positivi: alcune iniziative europee e numerose realtà della società civile stanno sviluppando servizi innovativi e basati sulla comunità.

Mettere il genere al centro significa, in definitiva, trasformare le strutture che generano disuguaglianze e costruire sistemi di salute mentale più giusti e rispondenti ai bisogni reali delle persone.

 

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Altro

State of Interreg 2025: pubblicata l’analisi sullo stato di avanzamento dei programmi

I dati INTERREG aggiornati a fine 2025

Il report evidenzia un livello molto avanzato di impegni finanziari raggiunto da Interreg alla fine del 2025: circa il 70–75% del budget complessivo, pari a oltre 7,5 miliardi di euro, è stato già destinato all’implementazione di quasi 6.000 progetti.

Questo dato conferma una chiara accelerazione rispetto agli anni precedenti e dimostra come la maggior parte degli 86 programmi Interreg abbia ormai raggiunto una fase di maturità avanzata, pur con differenze significative tra loro. In particolare:

  • 15 programmi hanno già impegnato oltre il 90% delle risorse disponibili;
  • solo 6 programmi restano sotto la soglia del 40%.

Si tratta di un miglioramento sostanziale rispetto alla fine del 2024, quando erano ancora 33 i programmi sotto il 40%, segno di un netto rafforzamento delle performance complessive.

Rispetto al ciclo precedente (2014–2020), emerge inoltre una tendenza verso progetti meno numerosi ma di maggiore dimensione finanziaria, suggerendo un possibile orientamento verso interventi più strutturati e strategici.

Dal finanziamento all’impatto sui territori

Nonostante queste tendenze generali, Interreg si conferma uno strumento estremamente flessibile, capace di adattarsi a contesti territoriali, priorità politiche e modelli di governance molto diversi tra loro. Con l’avanzare del periodo di programmazione, le opportunità di finanziamento sono destinate a ridursi progressivamente: si stima che a fine 2025, 27 programmi siano già chiusi o in fase di chiusura.

Di conseguenza, l’attenzione si sposterà sempre più dalla selezione dei progetti alla loro attuazione concreta. Gli ultimi anni del ciclo 2021–2027 saranno decisivi per dimostrare il reale valore aggiunto della cooperazione territoriale europea e il suo impatto tangibile sui territori.

In sintesi, il rapporto State of Interreg 2025 restituisce l’immagine di un programma dinamico e in evoluzione, capace di mobilitare rapidamente risorse a favore della cooperazione territoriale europea, e che si avvia verso la fase finale di implementazione.

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La Presidenza cipriota dell’UE rilancia l’eccellenza clinica europea

Nel quadro della Presidenza di turno del Consiglio dell’Unione europea, ruolo ricoperto attualmente da Cipro, si è svolto a Lefkosia il 26 febbraio 2026, un Consiglio informale dei ministri della salute. L’incontro ha rappresentato un momento chiave per rafforzare la costruzione della futura Unione europea della salute, in linea con le priorità della Presidenza, orientate a maggiore autonomia, resilienza e integrazione dei sistemi sanitari europei.

Un Centro europeo di eccellenza clinica

Al centro del dibattito vi è la proposta di istituire un Centro europeo di eccellenza clinica per i farmaci, concepito come strumento di coordinamento e rafforzamento delle capacità scientifiche a livello europeo.

L’iniziativa, di natura non vincolante, mira a rafforzare il ruolo dell’UE nella politica farmaceutica globale e promuovere un approccio più integrato e centrato sul paziente.

Secondo la Presidenza cipriota, il Centro potrebbe contribuire a ridurre frammentazioni tra Stati membri e sostenere lo sviluppo di un sistema sanitario europeo più coeso. 

Le altre priorità strategiche: la salute mentale e l’interoperabilità dei dati sanitari

Il Consiglio informale ha anche posto l’accento sulla salute mentale e l’inclusione, con particolare attenzione ai giovani. I ministri hanno sottolineato la necessità di integrare queste dimensioni nelle politiche nazionali e di rafforzare la cooperazione europea per affrontare disuguaglianze e determinanti sociali della salute.

L’attuazione dello Spazio europeo dei dati sanitari, considerato una componente fondamentale per il futuro della sanità europea, ha rappresentato il terzo argomento discusso. In questo ambito, è stata evidenziata l’importanza dell’interoperabilità dei dati e del loro utilizzo su larga scala per sostenere innovazione, intelligenza artificiale e politiche basate sull’evidenza.

Un’agenda sanitaria orientata all’autonomia europea

L’iniziativa si inserisce in una visione più ampia promossa dalla Presidenza cipriota, che punta a rafforzare l’autonomia strategica dell’Unione anche nel settore della salute, migliorando l’accesso ai medicinali, sostenendo l’innovazione e aumentando la capacità di risposta alle crisi.

In un contesto segnato da crescenti sfide globali, dalla sicurezza sanitaria alle catene di approvvigionamento, la sanità emerge come uno degli ambiti chiave per consolidare la resilienza europea.

 

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Progetto BRIGHTskills: a marzo 2026 organizzati focus group sulle competenze nel settore salute

Il progetto BRIGHTskills organizza per i professionisti del settore Life Science e Digital Health una serie di focus group dedicati all’analisi dei fabbisogni di competenze (Workplace Skills Gap Analysis).

L’obiettivo dell’iniziativa è allineare l’offerta formativa futura alle reali necessità del comparto sanitario, garantendo che le competenze della forza lavoro siano pronte ad affrontare le sfide tecnologiche ed ecologico-ambientali dei prossimi anni.

Le discussioni approfondiranno temi critici come la trasformazione digitale, la sicurezza informatica e l’integrazione dei sistemi per le soluzioni di salute digitale. Particolare attenzione sarà rivolta all’intelligenza artificiale e alla “data literacy”, esplorando non solo gli aspetti tecnici ma anche la governance dell’IA e l’innovazione di prodotto. Inoltre, i tavoli di lavoro affronteranno l’eccellenza normativa, la gestione della qualità e l’urgente transizione verso un’industria sanitaria ecosostenibile, senza trascurare l’importanza delle competenze trasversali e della leadership multidisciplinare nel contesto lavorativo moderno.

L’iniziativa si rivolge a un’ampia platea di stakeholder, tra cui professionisti IT, esperti di affari regolatori e compliance, specialisti in data science e responsabili della gestione del mercato. La partecipazione attiva di queste figure permetterà di mappare con precisione i “gap” formativi attuali e di influenzare direttamente lo sviluppo dei futuri moduli didattici europei, garantendo che i programmi siano pertinenti e immediatamente applicabili.

Le discussioni si concentreranno su cinque aree tematiche fondamentali, distribuite in brevi sessioni online di un’ora:

  • 17 Marzo: Focus Group 1 – Digital Transformation
  • 18 Marzo: Focus Group 2 – AI, Data Literacy, and Analytics
  • 19 Marzo: Focus Group 3 – Regulatory & Quality Excellence
  • 25 Marzo: Focus Group 4 – Green & Environmentally Sustainable Health Industry
  • 26 Marzo: Focus Group 5 – Leadership & Transversal Skills

 

Per maggiori informazioni si prega di consultare il sito BRIGHTskills presso il seguente LINK.

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Salute mentale

La nuova Partnership Brain Health si presenta alla Brain Awareness Week

Nel quadro della Brain Awareness Week 2026, la European Partnership for Brain Health organizza un evento pubblico e interattivo in programma il 19 marzo 2026 a Bruxelles.

L’incontro, della durata di mezza giornata (8:30–13:30), offrirà l’occasione per conoscere più da vicino la visione e le priorità della Partnership e per confrontarsi su come la collaborazione interdisciplinare stia contribuendo a rafforzare la ricerca e l’innovazione sulla salute del cervello in Europa.

Nel corso dell’evento verranno inoltre presentate le opportunità di finanziamento della Partnership, incluse le due Joint Transnational Calls (JTC) 2026, attualmente aperte, e dedicate a progetti di ricerca transnazionali e interdisciplinari in ambito salute mentale. 

Ricordiamo che ProMIS partecipa alla Partnership Brain Health in qualità di ente affiliato del Ministero della Salute, con l’obiettivo di promuovere la partecipazione degli stakeholder italiani alle opportunità di finanziamento offerte dalla Partnership e di rafforzare l’interesse e il coinvolgimento sui temi della salute mentale e della ricerca sul cervello.

 

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Horizon Europe: bandi 2026 per supportare la Missione cancro

La Commissione europea ha pubblicato gli inviti a presentare proposte per il 2026 a sostegno della missione dell’UE sul cancro:

 

La scadenza per tutte le call Horizon Europe elencate è il 15 settembre 2026, ore 17:00 (CET).

Per maggiori informazioni sui bandi Horizon Europe di cui sopra si prega di consultare il seguente LINK.

Per maggiori informazioni su Horizon Europe si prega di consultare il seguente LINK.

Per informazioni sui bandi Horizon Europe 2026 a tema salute, si prega di consultare il seguente LINK.