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Progetto SITE: rafforzare la partecipazione italiana ai programmi UE a gestione diretta

Il Progetto Sistema Italia in Europa (SITE) nasce con l’ambizione di costruire una strategia nazionale di approccio ai bandi europei, basata su coordinamento tra livelli di governo e attori del sistema Paese, utilizzo sistematico dei dati, sviluppo di portafogli progettuali tematici e attivazione di servizi di accompagnamento e rafforzamento delle capacità progettuali.

In particolare, il progetto mira a:

  • migliorare il presidio delle opportunità europee, anche nella fase di definizione dei programmi di lavoro;
  • rafforzare il coordinamento tra amministrazioni centrali, Regioni, enti territoriali, università, centri di ricerca e sistema produttivo;
  • ridurre i divari territoriali e settoriali nella partecipazione;
  • promuovere la costruzione di pipeline progettuali integrate e partenariati europei solidi;
  • favorire la complementarità tra fondi europei diretti, politiche di coesione e risorse nazionali, anche attraverso il coinvolgimento di capitali privati.

La futura strategia si articola su tre pilastri principali:

  • programmazione e specificità dei programmi UE;
  • governance e coordinamento multilivello;
  • fattori economici, finanziari e di ecosistema.

 

Per maggiori informazioni sul lancio di SITE si prega di consultare il seguente LINK.

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La 5° newsletter della Joint Action HEROES è online

È stata pubblicata la 5° newsletter della Joint Action HEROES, l’iniziativa europea coordinata da AGENAS e sostenuta, per l’Italia, dal Ministero della Salute e da ProMIS. Questo numero si apre con l’editoriale di Ines-Kuniko Mogami (coordination team/AGENAS), che celebra lo straordinario metodo di collaborazione orientato alle persone che ha guidato il progetto in questi anni, ponendo la questione centrale di questa fase: come garantire che il grande lavoro svolto finora prosegua anche dopo la fine del progetto.

LA SOSTENIBILITÀ E L’IMPATTO CONCRETO DELLA JOINT ACTION

La comunità di HEROES ha sviluppato collaborativamente un quadro di sostenibilità (sustainability framework) per supportare i Paesi membri nel rafforzamento dei loro approcci a lungo termine. L’attenzione si sta concentrando sulle implicazioni politiche e sulle strutture di governance, sia a livello nazionale che europeo. I Paesi coinvolti stanno lavorando intensamente per trasformare la teoria in azioni concrete, traducendo piani e quadri programmatici in progressi reali sul campo per una pianificazione sostenibile del personale sanitario.

La newsletter offre una panoramica sulle esperienze e sull’attuazione pratica a livello locale in diversi contesti come quello dell’Ungheria, del Belgio e dell’Irlanda.

È presente, inoltre, il contributo di esperti che evidenzia come la pianificazione sostenibile stia diventando realtà grazie al passaggio dall’analisi all’azione.

ISCRIZIONI APERTE PER LA CONFERENZA FINALE

Con il progetto HEROES ormai quasi giunto al termine, sono state ufficialmente aperte le iscrizioni per partecipare online alla Conferenza Finale, che si terrà il 7 e 8 luglio 2026. Sarà l’occasione per scoprire i risultati chiave di oltre tre anni di collaborazione transnazionale.

 

Per maggiori informazioni si invita a consultare il seguente LINK.

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HaDEA: gara d’appalto per riserva di vaccini contro i focolai di filovirus

HaDEA ha pubblicato il bando di gara HADEA/2026/OP/0019: Prontezza allo studio clinico attraverso l’istituzione di una riserva sperimentale pilota di vaccini contro il filovirus.

L’invito mira a garantire la preparazione alle sperimentazioni cliniche per i focolai di filovirus attraverso la creazione di una riserva di vaccini sperimentali con sede nell’UE, data la natura sporadica ma ad alte conseguenze di questi agenti patogeni.

Nello specifico, l’invito ha l’obiettivo di istituire, pilotare e mantenere una riserva di vaccini candidati contro i filovirus patogeni per l’uomo (Ebola Sudan (SUDV), Ebola Bundibugyo (BDBV) e Marburg (MARV)). In caso di epidemia, i vaccini potrebbero essere utilizzati per far progredire il loro sviluppo incorporandoli in studi clinici associati all’epidemia. Tali disposizioni consentirebbero la rapida diffusione dei vaccini candidati per il loro sviluppo in una fase successiva.

Gli offerenti dovranno garantire il rapido impiego delle dosi sperimentali, purché siano soddisfatte condizioni specifiche (quali il verificarsi di un focolaio e il consenso espresso dell’amministrazione aggiudicatrice).

Questa azione sostiene la priorità politica di migliorare la disponibilità e l’accessibilità delle contromisure mediche e dei medicinali critici, sostenere l’innovazione e l’accesso a tali prodotti e, in ultima analisi, migliorare la preparazione alle future emergenze sanitarie in sinergia con Horizon Europe. Attua l’obiettivo generale del programma EU4Health di migliorare la disponibilità, l’accessibilità e l’accessibilità economica dei medicinali e dei dispositivi medici e dei prodotti di rilevanza per le crisi.

Bilancio indicativo: 16 000 000 EUR

Le parti interessate sono invitate a consultare il portale F&T dell’UE.

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Evento TEAMCARE – Shaping the Future of Integrated Healthcare Together

A seguito dell’Open Forum tenutosi il 29 aprile, il percorso di TEAMCARE prosegue con un evento di follow-up dedicato il 29 maggio, volto ad approfondire ulteriormente il quadro formativo europeo del progetto e la sua attuazione pratica.

L’evento offrirà l’opportunità di esaminare più da vicino la logica alla base del pacchetto TEAMCARE e di discutere in che modo il suo programma di studi flessibile possa sostenere lo sviluppo dei professionisti della sanità e dell’assistenza sociale in tutta Europa.

TEAMCARE mira a rafforzare le competenze trasversali, digitali e di base tra i professionisti della sanità e dell’assistenza sociale, consentendo un lavoro di squadra più efficace, valutazioni multidimensionali dei pazienti e una pianificazione personalizzata dell’assistenza. Il programma di studi è stato testato e convalidato attraverso corsi pilota di istruzione superiore in Grecia, Irlanda, Italia e Polonia.

Il quadro affronta specificamente quattro aree chiave: competenze trasversali, tra cui il lavoro di squadra, il processo decisionale e la comunicazione; competenze digitali, a sostegno dell’adozione di soluzioni digitali per la salute e l’assistenza; competenze di resilienza, che promuovono il benessere professionale; e assistenza integrata, incentrata sulla pianificazione di servizi sanitari incentrati sulla persona.

L’evento di follow-up rappresenterà quindi un passo importante per condividere i progressi del progetto, presentare il valore dell’approccio formativo TEAMCARE e promuovere un’ulteriore discussione su come l’assistenza integrata, incentrata sulla persona e supportata dal digitale possa essere rafforzata attraverso l’istruzione e lo sviluppo professionale.

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Salute Globale

Webinar EUHPP: collaborazione nella ricerca One Health

Il 28 maggio 2026, dalle 11:00 alle 12:30, l’Associazione europea One Health co-organizzerà un webinar in diretta streaming sulla Piattaforma europea per le politiche sanitarie – EUHPP, nell’ambito della rete tematica PEITHO

Il webinar “One Health research collaboration: a glimpse at European R&I and One Health outcomes applied to real world scenarios,” verterà sulla ricerca e l’innovazione nell’ambito di One Health, partendo dalle riflessioni del partenariato UE BE READY, dedicato alla preparazione alle pandemie. BE READY analizzerà gli obiettivi del partenariato, l’integrazione di One Health nelle sue attività, gli ostacoli alla collaborazione intersettoriale e transfrontaliera e le modalità per superarli o prevenirli, nonché i piani per rendere operative le soluzioni sviluppate.

La seconda parte del webinar metterà in evidenza come gli approcci e le soluzioni di ricerca One Health possano essere applicati a scenari reali, sulla base delle lezioni apprese da una recente esercitazione di simulazione sull’influenza aviaria condotta da Sciensano in Belgio.

Saranno condivise le esperienze nell’organizzazione di tale esercitazione intersettoriale One Health, con particolare attenzione agli ostacoli che sono stati identificati e alle soluzioni che sono state implementate.

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Bilancio a lungo termine: si chiede un aumento del 10% per sostenere le priorità dell’UE

Il 28 aprile u.s, il Parlamento europeo ha definito la sua posizione in vista dei negoziati con gli Stati membri sulle principali cifre e sulla struttura del quadro finanziario pluriennale (MFF) 2028-2034.

Nella posizione negoziale del Parlamento, approvata con 370 voti a favore, 201 contrari e 84 astensioni, gli eurodeputati propongono un budget per il periodo 2028-2034 di 1.780 miliardi di euro (a prezzi costanti 2025, pari a 2.010 miliardi di euro a prezzi correnti). Ciò rappresenterebbe un aumento di 175,11 miliardi di euro (197,30 miliardi di euro a prezzi correnti) rispetto alla proposta della Commissione del luglio 2025, ossia di circa il 10%. Tale aumento è calcolato escludendo dal bilancio il rimborso del debito del fondo NextGenerationEU (0,11 % dell’RNL), che i deputati chiedono sia gestito separatamente, senza intaccare i fondi UE, come invece proposto dalla Commissione.

Quest’incremento attenuerebbe le pressioni inflazionistiche e andrebbe ripartito equamente tra le tre linee di bilancio destinate alle priorità dell’UE, affermano i deputati, senza fondi extra destinati all’amministrazione e le agenzie.

I deputati sottolineano inoltre che il prossimo bilancio a lungo termine deve rimanere uno strumento di investimento a sostegno delle politiche dell’Unione, dei cittadini, delle regioni e delle imprese, comprese le piccole e medie imprese (PMI), garantendo un valore aggiunto dell’UE rispetto alla spesa nazionale. Il Parlamento si oppone fermamente a qualsiasi frammentazione o rinazionalizzazione, respingendo un approccio “à la carte” e avvertendo che il modello della Commissione “un unico piano per Stato membro” potrebbe indebolire le politiche dell’UE, ridurre la trasparenza e creare concorrenza tra i beneficiari.

Finanziamenti distinti e più consistenti per i programmi chiave

I deputati chiedono politiche forti e finanziate adeguatamente, con fondi distinti per le politiche previste nell’ambito dei piani di partenariato nazionali e regionali, comprese la politica agricola comune (PAC) e la politica per la pesca, e anche per le regioni ultraperiferiche, la politica di coesione, il Fondo sociale europeo e gli affari interni. Sottolineano inoltre che gli enti regionali e locali dovrebbero essere pienamente coinvolti nella pianificazione e attuazione dei programmi.

I deputati accolgono con favore la proposta della Commissione di raddoppiare i finanziamenti per la competitività, la difesa, l’innovazione, le transizioni digitale e verde, le infrastrutture, la sanità, l’istruzione e la cultura. Chiedono però un rafforzamento di programmi chiave, tra cui il Fondo europeo per la competitività (ECF), Horizon Europe, il meccanismo per collegare l’Europa (MCE), Erasmus+, AgoraEU e il meccanismo di protezione civile, nonché finanziamenti specifici per il programma EU4Health e le azioni relative al programma LIFE nell’ambito dell’ECF.

Sebbene sostengano l’aumento delle risorse per l’azione esterna proposte dalla CE, i deputati ritengono insufficiente il livello proposto e chiedono maggiori finanziamenti per l’allargamento, lo sviluppo, il sostegno all’Ucraina, la cooperazione multilaterale e gli aiuti umanitari.

Proteggere la trasparenza e controllo democratico

I deputati sottolineano che la semplificazione non deve compromettere la trasparenza, l’accertamento delle responsabilità o il controllo democratico. Avvertono che un ricorso massiccio a finanziamenti non collegati ai costi potrebbe ostacolare una revisione contabile adeguata. Sottolineano inoltre che il rispetto dei valori dell’UE e dello Stato di diritto è una condizione preliminare per accedere ai fondi dell’Unione, ma bisogna evitare di penalizzare i beneficiari finali per violazioni dello Stato di diritto commesse dai loro governi.

Sul versante delle entrate

Il Parlamento ribadisce il suo forte impegno volto a introdurre nuove risorse proprie per rimborsare il debito di NextGenerationEU e finanziare il bilancio e sostiene l'”approccio a paniere” proposto dalla Commissione, sottolineando che le nuove fonti di entrate dovrebbero essere adottate nell’ambito del prossimo quadro finanziario pluriennale e generare circa 60 miliardi di EUR all’anno. Qualora alcune proposte venissero abbandonate, i deputati chiedono che vengano prese in considerazione alternative per generare entrate, come un prelievo sui servizi digitali, un prelievo sul gioco d’azzardo online, un’estensione del meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM) o un prelievo sulle plusvalenze delle criptovalute. Per le cifre nel dettaglio, consultare l’allegato II della relazione.

Prossime tappe – NEGOZIATI DI BILANCIO

Il Parlamento ha ora definito la propria posizione sul regolamento che stabilisce la struttura e le cifre principali per il bilancio 2028-2034. I negoziati con il Consiglio potranno avere inizio una volta che gli Stati membri avranno raggiunto un accordo su una posizione comune completa.

 

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HERA–HaDEA: In arrivo quattro nuove call per rafforzare la risposta europea alle emergenze sanitarie

La Commissione europea, attraverso la Direzione Generale – DG HERA, in stretta collaborazione con l’HaDEA, si prepara a lanciare quattro nuove azioni di finanziamento volte a rafforzare la capacità dell’Unione Europea di prevenire e rispondere alle emergenze sanitarie.

Le iniziative riguardano lo sviluppo di contromisure mediche innovative, la preparazione a trial clinici, il rafforzamento delle capacità produttive e lo stoccaggio strategico di principi attivi.

Nuove terapie di prossima generazione contro le malattie infettive

La prima call, Next Generation Therapeutics for Infectious Diseases” (HADEA/2026/OP/0015-PIN), mira ad accelerare lo sviluppo di terapie innovative attraverso un approccio di appalto pre-commerciale (PCP) basato su fasi competitive.

L’obiettivo è sostenere lo sviluppo di trattamenti avanzati per infezioni virali, sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS) e sepsi. La call si concentrerà su:

  • terapie mirate al patogeno (escluse piccole molecole e anticorpi monoclonali),
  • terapie mirate all’ospite,
  • antivirali diretti e indiretti,
  • nuovi modulatori immunitari,
  • terapie combinate e soluzioni innovative per somministrazioni alternative alla via endovenosa.

Particolare attenzione sarà riservata a terapie ad ampio spettro, indipendenti dal patogeno e capaci di contrastare la resistenza virale.

La pubblicazione del bando è prevista per il 27 maggio 2026, con un budget indicativo di 244 milioni di euro e una durata complessiva di 108 mesi.

Preparazione ai trial clinici per filovirus

La seconda iniziativa, Clinical Trial Readiness through a Pilot Filovirus Vaccine Reserve” (HADEA/2026/OP/0019-PIN), intende rafforzare la preparazione dell’UE rispetto a focolai di filovirus, come Marburg ed Ebola Sudan.

Il progetto prevede la creazione e gestione di una riserva europea di vaccini sperimentali, pronti per essere impiegati rapidamente in caso di epidemie e integrati in studi clinici emergenziali. Questo approccio consentirà di accelerare lo sviluppo clinico dei vaccini, a partire dalla fase 2.

La call, con un budget indicativo di 16 milioni di euro e durata di 48 mesi, dovrebbe essere pubblicata il 18 maggio 2026.

Rafforzamento delle capacità produttive per DPI

Tra le ulteriori azioni previste, DG HERA lancerà il progetto EU FAB+ PPE Pilot (HADEA/2026/OP/0020-PIN), volto a migliorare la disponibilità di dispositivi di protezione individuale (DPI) nell’UE/SEE.

L’iniziativa prevede contratti per la riserva di capacità produttiva e scorte gestite dai fornitori per:

  • guanti in nitrile,
  • maschere respiratorie FFP2.

Il lancio è previsto per il 19 maggio 2026, con una durata di 36 mesi e un budget di circa 34 milioni di euro.

Stoccaggio avanzato di API e produzione rapida

Infine, il progetto Long-term API stockpiling and rapid finished dose manufacture” (HADEA/2026/OP/0021-PIN) esplorerà soluzioni innovative per lo stoccaggio a lungo termine dei principi attivi farmaceutici (API) e la produzione rapida di farmaci finiti.

L’obiettivo è valutare tecnologie in grado di:

  • prolungare la shelf-life degli API,
  • consentire una produzione flessibile e veloce in caso di emergenze sanitarie,
  • migliorare sostenibilità e resilienza dei sistemi sanitari.

La call è attesa per il 29 maggio 2026, con una durata di 36 mesi e un budget indicativo di 6 milioni di euro.

Per maggiori informazioni sui bandi relativi alle emergenze sanitarie si prega di consultare il seguente LINK.

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EU4Health: bando per l’implementazione del nuovo regolamento sulle sostanze di origine umana

HaDEA ha pubblicato il bando di gara EU4Health HADEA/2026/OP/0001 – Attuazione del nuovo regolamento SoHO: formazione e creazione di reti tra il personale delle autorità competenti in materia di SoHO ai fini della vigilanza.

Le attività di formazione previste dal presente contratto quadro unico (FWC) sono rivolte in particolare a ispettori, funzionari di vigilanza e valutatori del processo di preparazione, al fine di rafforzare l’attuazione della vigilanza nel settore delle sostanze di origine umana (SoHO) nei paesi dell’UE, nei paesi EFTA e nei paesi candidati.

I risultati attesi mirano ad aumentare e standardizzare le competenze di ispettori, funzionari di vigilanza e valutatori in questo settore in tutta l’UE, nonché a costruire una rete di personale junior e senior delle autorità competenti, facilitando possibili ispezioni congiunte, valutazioni congiunte dei processi di preparazione e audit tra pari tra gli Stati membri, e a rafforzare la fiducia tra di essi per facilitare lo scambio di SoHO.

Budget indicativo: 4.000.000 €.

Le parti interessate sono invitate a presentare la propria candidatura tramite il Portale Funding and Tenders dell’UE entro il 27 aprile 2026, alle ore 16:00 (CEST).

Per maggiori informazioni sul bando e sul programma EU4Health si prega di consultare il seguente LINK.

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Salute Globale

Nuova pubblicazione “Action for climate change: examples from the WHO Regions for Health Network”

Una recente pubblicazione della World Health Organization (WHO) analizza il contributo delle regioni europee nell’affrontare il cambiamento climatico come sfida di sanità pubblica. Il documento, sviluppato nell’ambito del WHO Regions for Health Network (RHN), raccoglie sei casi studio—Andalusia, Emilia-Romagna, Fiandre, Mosca, Ticino e Galles—e offre una panoramica delle strategie adottate a livello subnazionale.

Il cambiamento climatico come questione di salute

Il report “Action for climate change: examples from the WHO Regions for Health Network” evidenzia come il cambiamento climatico abbia impatti sempre più rilevanti sulla salute delle popolazioni. Tra questi figurano l’aumento delle ondate di calore, la scarsità idrica, le alluvioni, il peggioramento della qualità dell’aria e la diffusione di malattie trasmesse da vettori.

A questi effetti si aggiungono conseguenze meno immediate ma significative, come l’incremento dei problemi di salute mentale. Il documento sottolinea inoltre che tali impatti tendono a colpire in modo più marcato le fasce di popolazione più vulnerabili, contribuendo ad ampliare le disuguaglianze esistenti.

Il livello regionale come ambito di intervento

Secondo la pubblicazione, le regioni rappresentano un livello particolarmente rilevante per l’azione climatica e sanitaria. La gestione di servizi essenziali, la prossimità alle comunità e la possibilità di adattare le politiche ai contesti locali consentono infatti interventi mirati. I casi analizzati mostrano diverse tipologie di azioni:

  • misure di adattamento, come piani per la gestione delle ondate di calore e sistemi di risposta alle alluvioni
    interventi di mitigazione, inclusa la riduzione delle emissioni nei sistemi sanitari
  • iniziative per rafforzare la resilienza dei servizi sanitari
  • attività di coinvolgimento delle comunità locali
Indicazioni per il futuro

Le esperienze evidenziano sia elementi comuni, come il rischio legato al caldo estremo, sia differenze legate ai contesti territoriali, ad esempio per quanto riguarda la scarsità d’acqua o il rischio idrogeologico. Dall’analisi emergono inoltre alcune indicazioni ricorrenti:

  • Viene evidenziata la necessità di integrare in modo sistematico la salute nelle politiche climatiche, al fine di migliorare l’efficacia degli interventi.
  • Si sottolinea l’importanza di considerare l’equità, tenendo conto dei determinanti sociali della salute nella definizione delle strategie.
  • Si considera il rafforzamento dei sistemi di sorveglianza e allerta precoce, attraverso l’integrazione di dati ambientali e sanitari.
  • Si nota anche il ruolo dei sistemi sanitari, chiamati non solo a rispondere agli impatti del cambiamento climatico, ma anche a contribuire alla riduzione delle emissioni e alla transizione verso modelli più sostenibili.
  • Infine, il documento richiama l’importanza della collaborazione interregionale e multisettoriale, anche per favorire lo scambio di buone pratiche e l’accesso a risorse finanziarie.

Le esperienze analizzate mostrano la necessità di adattare le strategie ai contesti locali, senza però dimenticare l’importanza trasversale del rafforzamento dei sistemi e l’attenzione alle disuguaglianze quali elementi centrali per sostenere risposte efficaci e durature nel tempo.

 

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Rapporto MHE: verso sistemi di salute mentale basati sui diritti e sul genere in Europa

Il rapporto, Rethink To Rebuild: Towards Rights-Based and Gender-Just Mental Health Systems in Europe, evidenzia come il genere influenzi profondamente il modo in cui le persone vivono, esprimono e affrontano il disagio psicologico. Questa dimensione resta spesso marginale nelle politiche di salute mentale, benchè dalle condizioni sociali e dai traumi fino all’accesso ai servizi, il genere incide in modo decisivo sugli esiti di salute.

GRUPPI SOCIALI COINVOLTI

Emergono differenze marcate tra gruppi. Le donne sono più esposte ad ansia, depressione e stress, anche a causa del carico di cura non retribuito, della violenza di genere e delle disuguaglianze strutturali. Gli uomini, invece, risentono delle pressioni legate ai modelli dominanti di mascolinità, come la repressione delle emozioni, che possono ostacolare la richiesta di aiuto e favorire consumo di sostanze e suicidio. Si osserva inoltre un aumento del disagio mentale tra uomini anziani e giovani donne. Il rapporto considera anche le esperienze delle donne LBTI+, che affrontano rischi più elevati legati a stigma, discriminazione e violenza.

VIOLENZA DI GENERE E SALUTE MENTALE

Il documento pone al centro i determinanti sociali e strutturali, come violenza e discriminazione. Il legame tra violenza di genere e salute mentale è particolarmente critico: le donne che hanno subito violenza hanno almeno tre volte più probabilità di sviluppare disturbi mentali, mentre chi vive già una condizione di disagio è più esposto al rischio di violenza. Stigma, colpevolizzazione ed esclusione sociale aggravano ulteriormente queste dinamiche, ostacolando l’accesso alle cure e il recupero. Le sopravvissute affrontano spesso anche processi di ri-traumatizzazione nei contatti con istituzioni sanitarie, legali e giudiziarie. Affrontare questi impatti richiede approcci centrati sulle persone e sull’esperienza vissuta, che integrino supporto psicologico accessibile con interventi legali, sanitari e sociali, agendo al contempo sulle cause strutturali e culturali della violenza.

AZIONI DI ADVOCACY

L’obiettivo del rapporto è portare il genere al centro delle politiche europee sulla salute mentale, promuovendo sistemi più equi e inclusivi. Accanto alle criticità, emergono segnali positivi: alcune iniziative europee e numerose realtà della società civile stanno sviluppando servizi innovativi e basati sulla comunità.

Mettere il genere al centro significa, in definitiva, trasformare le strutture che generano disuguaglianze e costruire sistemi di salute mentale più giusti e rispondenti ai bisogni reali delle persone.

 

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