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Report 2025 su ricerca, innovazione e Horizon Europe

Horizon Europe continua a rappresentare il principale strumento dell’Unione europea per sostenere la ricerca e l’innovazione.

La Commissione europea ha pubblicato il Report 2025 su ricerca e innovazione, che offre una panoramica delle principali iniziative realizzate nel corso dell’anno, dello stato di attuazione di Horizon Europe e dei risultati conseguiti dal Programma nel periodo 2021-2025.

Il documento evidenzia il contributo della ricerca e dell’innovazione al rafforzamento della competitività europea, alla transizione verde e digitale e alla capacità dell’Unione di affrontare le principali sfide economiche e sociali.

Nel corso del 2025 sono stati adottati i Programmi di lavoro 2025 e 2026-2027, con particolare attenzione alla semplificazione delle procedure di partecipazione.

Tra le principali novità figurano l’estensione del finanziamento tramite lump sum, la riduzione degli oneri amministrativi per i beneficiari, programmi di lavoro più sintetici, un maggiore ricorso a topic aperti, procedure di valutazione in due fasi per alcuni bandi e nuovi strumenti digitali, tra cui l’applicazione mobile “EU funding & me“, sviluppata per facilitare l’accesso alle opportunità di finanziamento europee.

Parallelamente, è proseguito il processo di associazione dei Paesi terzi al Programma, che a fine 2025 ha raggiunto 22 Paesi associati.

HORIZON EUROPE: RISULTATI, PARTENARIATI E PROSPETTIVE FUTURE

I dati di monitoraggio confermano il forte interesse nei confronti del Programma.

Tra il 2021 e il 2025 sono stati pubblicati 787 bandi, relativi a oltre 3.000 topic di ricerca, per una dotazione complessiva di 67,9 miliardi di euro.

Nello stesso periodo sono state presentate 148.884 proposte ammissibili, delle quali 21.329 sono state selezionate per il finanziamento, con un tasso di successo del 14% e oltre 19.400 grant firmati per un contributo dell’UE pari a circa 52,8 miliardi di euro.

I progetti coinvolgono più di 31.000 partecipanti provenienti da 175 Paesi, con una presenza significativa di piccole e medie imprese e una quota crescente di nuovi partecipanti al Programma.

Il Report evidenzia inoltre gli impatti scientifici, economici e sociali già osservabili. I progetti finanziati hanno prodotto oltre 18.000 pubblicazioni scientifiche, coinvolto più di 126.000 ricercatori a inizio carriera, generato migliaia di risultati innovativi e sostenuto quasi 96.000 posti di lavoro presso gli enti partecipanti.

Più del 99% degli output del Programma contribuisce ad almeno una priorità strategica dell’Unione europea, mentre il 41% dei progetti prevede meccanismi strutturati di coinvolgimento dei cittadini o degli utenti finali nelle attività di ricerca e innovazione.

Un’attenzione particolare è dedicata ai Partenariati europei, che a fine 2025 risultano 54, con oltre 1.300 grant firmati e un contributo europeo complessivo di 12,5 miliardi di euro.

Per quanto riguarda i Partenariati co-finanziati, risultano firmati 18 grant agreement, per un contributo di circa 1,5 miliardi di euro.

Il Report richiama inoltre il ruolo delle Missioni dell’UE, che nel periodo 2021-2025 hanno finanziato 321 progetti, per un valore complessivo di 2,48 miliardi di euro, e ricorda la pubblicazione della valutazione intermedia di Horizon Europe e della proposta relativa al futuro Programma quadro 2028-2034, attualmente all’esame dei co-legislatori europei.

 

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Salute Globale

26 settembre: Giornata mondiale della salute ambientale (WEHD)

Il 26 settembre si celebra l’annuale WEHD – Giornata mondiale della Salute Ambientale (World Environmental Health Day), istituita dall’International Federation of Environmental Health (IFEH).

Tema della WEHD 2025: “Clean Air, Healthy People”

Per il 2025 IFEH ha scelto come slogan “Clean Air, Healthy People”, sottolineando il legame stretto tra la qualità dell’aria e la salute umana. L’obiettivo è promuovere consapevolezza e mobilitare azioni concrete su politiche ambientali, monitoraggio, prevenzione sanitaria e collaborazione istituzionale.

L’intento è anche di evidenziare come l’inquinamento atmosferico contribuisca all’emergere o al peggioramento di malattie respiratorie, cardiovascolari e altre patologie croniche, e di stimolare interventi per ridurre le emissioni nocive.

Per quanto concerne l’Italia, dove molte città affrontano livelli elevati di smog, la ricorrenza offre un’occasione per interrogarsi su politiche ambientali, standard di qualità dell’aria e competenze sanitarie ambientali. La salute non può essere disgiunta dall’ambiente in cui viviamo.

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Salute Globale

L’OMS/Europa rafforza la sicurezza sanitaria per la poliomielite attraverso il suo Laboratory Network

Migliorare il monitoraggio della poliomielite e la preparazione dei laboratori di ricerca è fondamentale, poiché i recenti casi rilevati evidenziano i rischi persistenti nella Regione europea dell’OMS. Il mantenimento delle prestazioni dei laboratori, la rapida condivisione dei dati e un’elevata copertura vaccinale sono elementi chiave per preservare lo status di regione libera dalla poliomielite.

LA poliomielite IN EUROPA

In risposta all’aumento dei casi di poliovirus rilevati in campioni ambientali in sei paesi, l’OMS/Europa ha organizzato una consultazione con i laboratori regionali di riferimento dell’OMS e i laboratori specializzati globali per la poliomielite il 12-13 agosto 2025 a Londra.

Esperti provenienti da tutta la regione si sono riuniti per valutare le attuali tendenze epidemiologiche e virologiche e sviluppare strategie volte a mantenere elevate le prestazioni dei laboratori nonostante le limitazioni delle risorse. Tra le azioni chiave concordate figurano la garanzia di una tempestiva comunicazione dei dati, la sicurezza delle catene di approvvigionamento dei reagenti e della capacità dei laboratori oltre il 2026 e il rafforzamento della collaborazione tra i laboratori per una più rapida condivisione delle informazioni.

Sebbene la regione sia stata dichiarata libera dalla poliomielite nel 2002, continuano a verificarsi importazioni del virus. Nel luglio 2025, la Germania ha segnalato 8 campioni ambientali positivi al poliovirus. La copertura vaccinale non ottimale in alcune aree espone a rischio le popolazioni vulnerabili, sottolineando l’importanza di una rapida individuazione e risposta.

La rete regionale europea di laboratori per la poliomielite dell’OMS (Polio Laboratory Network), che comprende 47 laboratori in 37 paesi, svolge un ruolo centrale in questo sforzo. Questi laboratori effettuano test sui virus, sequenziamenti e accreditamenti annuali dell’OMS per garantire la qualità e la prontezza, sostenendo l’obiettivo della Regione di mantenere il suo status di area libera dalla poliomielite.

 

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Malattie infettive: ISS laboratorio di riferimento in Ue per infezioni da elminti e protozoi

L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) è stato recentemente designato come laboratorio di riferimento europeo per le infezioni da elminti e protozoi, agenti responsabili di malattie gravi come toxoplasmosi e malaria. La designazione, assegnata dall’Unione Europea, sottolinea l’eccellenza scientifica e tecnica dell’ISS in un settore critico per la salute pubblica.

L’Istituto svolgerà un ruolo chiave nel monitoraggio, nella diagnosi e nella prevenzione di queste infezioni parassitarie, fornendo supporto tecnico e scientifico alle autorità sanitarie nazionali e internazionali.

Competenze e attività del laboratorio ISS di riferimento europeo

Come laboratorio di riferimento, l’Istituto Superiore di Sanità sarà responsabile di:

  • Sviluppare e standardizzare metodi diagnostici per identificare le infezioni da elminti e protozoi.
  • Monitorare la diffusione e l’impatto di queste infezioni, con particolare attenzione alle zoonosi e alle malattie trasmissibili all’uomo.
  • Fornire formazione e supporto agli altri laboratori europei per migliorare la capacità di risposta.
  • Collaborare con reti europee e internazionali per rafforzare il coordinamento nella prevenzione e nella gestione delle infezioni parassitarie.

Questa designazione rappresenta un passo significativo per migliorare la lotta alle malattie parassitarie, che continuano a rappresentare una minaccia globale, soprattutto in contesti di emergenze sanitarie e cambiamenti climatici.

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Invito a manifestare interesse per partecipare all’azione preparatoria 2030CATALYSTS

L’implementazione degli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) rimane disomogenea nei territori europei e la necessità di strategie SDG coese e trasformative è pressante.

Tutte le regioni che si impegnano per un mondo più sostenibile, resiliente e inclusivo e che cercano di migliorare le proprie politiche SDG locali possono ora presentare domanda per partecipare al progetto “2030CATALYSTS: Implementation of the SDGs in the regions – from monitoring to action”. L’invito a presentare candidature è stato lanciato dal Centro comune di ricerca della Commissione europea (Joint Research Centre-JRC), dal Comitato Europeo delle Regioni (CdR) e sostenuto dal Parlamento europeo.

Gli obiettivi di 2030CATALYSTS

2030CATALYSTS mira a dotare tutte le regioni delle conoscenze e degli strumenti necessari per implementare gli SDG attraverso strategie basate sul luogo, localizzate in ogni contesto regionale. Così facendo, il progetto consentirà alle regioni di perfezionare il loro approccio al monitoraggio e al raggiungimento degli SDG intrecciandoli nei loro tessuti sociali unici.

Un massimo di 20 regioni avranno l’opportunità di partecipare a 2030CATALYSTS, impegnandosi attivamente nelle attività, come fornire set di dati, report e altre risorse pertinenti per il monitoraggio e l’implementazione degli SDG, nonché approfondimenti regionali sui loro progressi stessi. I candidati selezionati apriranno la strada a un ecosistema di collaborazione, in cui ogni regione contribuisce e trae vantaggio dalla conoscenza collettiva e dalle strategie basate sui dati.

Il progetto è sviluppato dal Centro comune di ricerca della Commissione europea e sostenuto dal Parlamento europeo.

Sarà possibile inviare la propria manifestazione di interesse per partecipare al progetto entro il 31 ottobre 2024.

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BMR: seconda Relazione Biennale di Monitoraggio sui partenariati europei di Horizon Europe

Il 19 settembre 2024 si terrà il lancio della seconda Relazione Biennale di Monitoraggio 2024 (BMR 2024) sui partenariati nell’ambito del programma Horizon Europe. L’evento si concentrerà sui principali risultati emersi dal monitoraggio dell’efficacia dei partenariati europei. Saranno presenti esperti che discuteranno il contributo di tali partenariati agli obiettivi dell’UE e il ruolo della BMR come strumento per valutare i progressi.

Caratteristiche della BMR 2024

La BMR 2024 fornisce un’analisi approfondita dell’efficacia del nuovo approccio strategico ai partenariati europei, con un focus su come queste collaborazioni contribuiscano al raggiungimento degli obiettivi dell’UE. La relazione esamina i risultati ottenuti sia a livello nazionale che europeo, valutando la capacità dei partenariati di produrre impatti concreti rispetto ai tradizionali bandi del programma quadro.

In particolare, viene posto l’accento sui fattori chiave che favoriscono o ostacolano il raggiungimento degli impatti, come la collaborazione e l’apertura dei partenariati, nonché i contributi alle transizioni verde e digitale. Quest’anno, viene inoltre esplorato il ruolo dei partenariati nella sovranità tecnologica e nel posizionamento della ricerca e innovazione europea a livello globale.

Durante l’evento, sarà presentata una sintesi dei risultati del BMR 2024 e si terrà una tavola rotonda con esperti di spicco, tra cui rappresentanti di vari partenariati europei.

Ai partecipanti sarà garantita la possibilità di interagire con i relatori, ponendo domande e contribuendo alla discussione sul futuro dei partenariati nel contesto delle priorità dell’UE.

 

Per seguire l’evento in Live si prega di consultare il seguente LINK.

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Pubblicato il Report annuale sulle attività di ricerca e innovazione 2023 dell’UE

E’ online il Report annuale sulle attività di ricerca e sviluppo tecnologico dell’UE e il Monitoraggio di Horizon Europe e Horizon 2020 nel 2023.

Il Report annuale

Il report dalla Commissione UE al Consiglio e al Parlamento fornisce una panoramica non esaustiva delle attività di ricerca nel 2023 e monitoraggio di Horizon UE, Horizon 2020 e del programma Euratom di Ricerca e Formazione.

La relazione indica come la policy di ricerca abbia rafforzato l’autonomia strategica aperta, la sicurezza economica e la cooperazione internazionale, nonché il sostegno alle transizioni verde e digitale.

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JPND: bando a sostegno della ricerca sulle malattie neurodegenerative

È noto che l’insorgenza delle malattie neurodegenerative avviene anni prima della comparsa dei primi sintomi clinici, rendendo difficile la loro rilevazione precoce e il monitoraggio della progressione della malattia stessa. Questa limitata comprensione contribuisce ai fallimenti nei trial clinici. In questo contesto, è necessario migliorare la nostra comprensione dei meccanismi biologici cruciali e dei fattori psicosociali che determinano il rischio e la resilienza delle malattie neurodegenerative, insieme a una maggiore misurabilità della progressione della malattia attraverso la creazione di marcatori biologici e psicosociali avanzati.

Per affrontare questa sfida, il Joint Programme Neurodegenerative Disease Research – JPND, Programma Congiunto per la ricerca delle malattie neurodegenerative, ha lanciato un invito a presentare proposte transnazionale per migliorare la comprensione dei meccanismi della malattia e migliorarne la misurabilità della progressione nelle fasi iniziali e pre-sintomatiche delle malattie neurodegenerative.

Le proposte per questo invito devono essere ambiziose, innovative, multidisciplinari e multinazionali, ovvero includere gruppi di ricerca provenienti da almeno tre paesi diversi.

L’importo totale messo a disposizione per questo bando è di circa 18 milioni di euro, la deadline è fissata al 5 Marzo 2024 e l’Italia può partecipare in quanto paese finanziatore dell’iniziativa.

 

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Video in pillole sui Fondi Strutturali Europei realizzati dal ProMIS

Il team del ProMIS ha realizzato alcuni video formativi in pillole – “microlearning” di brevissima durata che sintetizzano efficacemente il Modulo 3 di formazione del ProMIS dal titolo “Fondi Strutturali Europei Programmazione Comunitaria 2021-2027”.

E’ possibile accedere ai video, suddivisi per argomenti, attraverso il canale YouTube del ProMIS, oppure cliccando direttamente i seguenti LINK:

Il modulo di formazione sui Fondi SIE (Programmazione 2021-2027), si è focalizzato nello specifico sui fondi FESR e FSE+, e ha avuto i seguenti obiettivi:

  • Fornire elementi di conoscenza sulla Politica di Coesione e i suoi strumenti attuativi.
  • Trasferire competenze sui processi di programmazione, attuazione, monitoraggio e controllo dei fondi strutturali comunitari.
  • Offrire opportunità/occasioni di trasferimento delle competenze e di condivisione delle modalità di lavoro tra i partecipanti.

Il percorso formativo articolato in sessioni online e on-site, è stato organizzato per Unità Formative (UF) tematiche:

  1. UF1 “Politica di Coesione: attori, obiettivi e strumenti”
  2. UF2 “Le Funzioni di Gestione”
  3. UF3 “Gestione finanziaria e ammissibilità della spesa”
  4. UF4 “Il Monitoraggio”
  5. UF5 “Il Controllo”

E’ possibile consultare tutta la documentazione presentata durante i vari appuntamenti cliccando sul seguente LINK.