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Salute Globale

Rapporto OCSE su malattie non trasmissibili in aumento: impatti su società ed economia

Le malattie non trasmissibili (Non-Communicable Diseases – NCDs), come diabete, tumori, malattie cardiovascolari e respiratorie croniche, continuano a crescere nei Paesi dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) e dell’Unione europea, nonostante decenni di strategie di prevenzione e politiche sanitarie. È quanto emerge dal nuovo rapporto dell’OCSE, intitolato The Health and Economic Benefits of Tackling Non-Communicable Diseases.

Secondo il documento, tra il 1990 e il 2023 la prevalenza del diabete è aumentata dell’86% nei Paesi OCSE e del 64% nell’UE. Oggi una persona su dieci nell’area OCSE convive con il diabete, mentre una su otto soffre di malattie cardiovascolari. Nello stesso periodo, i casi di tumore sono cresciuti del 36% e quelli di broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) del 49%.

Perché le malattie croniche continuano a crescere

Il rapporto individua tre grandi fattori che stanno alimentando questa tendenza.

Il primo è l’aumento dell’obesità, che ha annullato parte dei progressi ottenuti nella riduzione di fattori di rischio come il fumo, l’inquinamento atmosferico, il consumo dannoso di alcol e la sedentarietà.

Il secondo elemento riguarda un apparente paradosso: i miglioramenti nelle cure e nella sopravvivenza rappresentano un successo della sanità pubblica, ma fanno sì che sempre più persone convivano a lungo con patologie croniche, aumentando la domanda di assistenza e la complessità dei servizi sanitari.

Infine, pesa il rapido invecchiamento della popolazione. Anche mantenendo invariati i livelli di rischio e i tassi di sopravvivenza, il numero di nuovi casi di malattie croniche aumenterà del 31% entro il 2050 nei Paesi OCSE semplicemente per effetto della struttura demografica.

Particolarmente preoccupante è la crescita prevista delle multimorbilità, cioè la presenza simultanea di più patologie croniche nella stessa persona: l’OCSE stima un incremento del 75% entro il 2050.

Un costo enorme per economia e società

Le conseguenze delle malattie croniche non riguardano solo la salute individuale. Le malattie non trasmissibili incidono sulla produttività del lavoro, aumentano la spesa sanitaria, aggravano le disuguaglianze sociali e riducono il benessere collettivo.

Secondo il rapporto, oltre quattro morti premature su dieci — cioè prima dei 75 anni — sono legate a malattie prevenibili attraverso interventi di sanità pubblica.

L’impatto economico è altrettanto significativo. Utilizzando il modello SPHeP dell’OCSE, gli autori stimano che, in assenza di malattie croniche, la spesa sanitaria sarebbe circa il 40% più bassa e il PIL medio quasi il 4% più alto nei prossimi 25 anni. Tra tutti i fattori di rischio, l’obesità emerge come la principale leva di intervento.

Tre pilastri per affrontare le malattie croniche

L’OCSE individua tre pilastri fondamentali per strategie efficaci contro le NCDs.

  1. Informazione ed educazione: Le persone devono essere messe nelle condizioni di comprendere i rischi e adottare comportamenti più salutari.
  2. Ambienti che favoriscano scelte sane: le politiche pubbliche devono creare contesti favorevoli alla salute.
  3. Sistemi sanitari orientati alla prevenzione: l’assistenza primaria viene indicata come il cuore della risposta alle malattie croniche.

Il rapporto arriva in un momento in cui molti sistemi sanitari europei sono già sotto pressione per carenza di personale, aumento della domanda assistenziale e crescita della spesa pubblica.

Per l’OCSE, la lotta alle malattie croniche non rappresenta soltanto una priorità sanitaria, ma anche una scelta economica e sociale strategica. Investire nella prevenzione oggi potrebbe evitare milioni di casi di malattia, ridurre drasticamente i costi futuri e migliorare qualità della vita, produttività e sostenibilità dei sistemi sanitari europei.

 

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Altro

Sottocommissione SANT: pubblicato un report per affrontare l’obesità in UE

Nel corso della riunione della Sottocommissione per la Salute Pubblica (SANT) al Parlamento Europeo, tenutasi il 17 ottobre, il Dipartimento per le Politiche economiche, scientifiche e per la qualità della vita ha presentato uno studio sulle “Sfide e opportunità attuali per affrontare l’obesità”.

Obesità e sovrappeso sono problemi multifattoriali complessi, con impatto significativo sulla salute pubblica e i suoi costi, la cui mitigazione richiede un approccio integrato.

L’analisi sottolinea le esigenze di progettare ambienti di supporto agli sforzi di prevenzione e di migliorare l’assistenza sanitaria fornita alle persone affette da questa malattia.

Lo studio sulle “Sfide e opportunità attuali per affrontare l’obesità”

Una ricerca dell’Eurostat, pubblicata nella European Health Interview Survey (EHIS, 2019), ha rilevato che il 16,5% della popolazione adulta in UE soffre di obesità, mentre il 36,2% è in sovrappeso. L’eccesso di peso è quindi un problema per oltre la metà della popolazione europea (53%).

L’OMS/Europa (2022) stima a sua volta che la prevalenza di questa condizione nella macro-regione sia più che raddoppiata, tra il 1975 e il 2015, fino a raggiungere il 21% nel decennio 2005-2015 (+138%). L’OMS rileva altresì come:
– i tassi di obesità aumentano con l’età, con un picco nella fascia di età 65-74 anni;
– i determinanti socioeconomici (e.g. reddito, istruzione, occupazione, luogo di residenza) hanno un ruolo significativo e contribuiscono alle disuguaglianze nella prevalenza di questa malattia;
– i bambini sono più esposti e più vulnerabili agli ambienti obesogeni.

Basandosi su questi dati, lo studio evidenzia come questa malattia possa causare gravi problemi di salute come: disturbi metabolici, muscolo-scheletrici, psichici, NCDs – Non-Communicable Disease (diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari, renali ed epatiche), molteplici tipologie di cancro, aumentando il rischio di mortalità prematura per tutte le cause

Nel dettaglio, il documento si divide nei seguenti focus:

  1. Che cos’è l’obesità, come diagnosticarla e i rischi per la salute correlati;
  2. I costi umani, sanitari e sociali derivanti dalla malattia;
  3. L’importanza di una solida politica di prevenzione, utilizzata anche come investimento;
  4. Le strategie e piani d’azione messi in atto dall’UE per contrastare la malattia;
  5. L’importanza dell’introduzione di un sistema di FOPL (Front-of-Pack Nutrition Labelling) sugli alimenti per favorire scelte di acquisto consapevoli;
  6. Gli interventi locali integrati basati sulla comunità, concentrandosi sulle cause dell’obesità a livello sociale;
  7. L’importanza di sviluppare ambienti favorevoli a una nutrizione equilibrata.
Le conclusioni del rapporto

Lo studio evidenzia l’esigenza di invertire la rotta in continua crescita verso l’obesità della popolazione. Si richiede alla politica di accelerare il processo di attuazione alle misure necessarie. È fondamentale adottare sforzi coordinati e sostenuti per creare ambienti che facilitino scelte salutari e riducano l’impatto dell’obesità e delle malattie correlate sulla società.

Nonostante l’Unione Europea e i suoi Stati membri abbiano adottato alcune misure contro l’obesità, è necessaria una strategia strutturale e globale. Rapporti come Heavy Burden of Obesity dell’OCSE e il Rapporto Europeo sull’Obesità 2022 dell’OMS evidenziano come le politiche attuali sono in realtà insufficienti. Per affrontare questa sfida l’Europa necessita di policy che creino ambienti salutari e interventi a livello strutturale, superando gli approcci individualistici ed adottando una gestione multidisciplinare della malattia, centrata sul paziente.

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digital health

Rapporto OMS: il digitale contro le malattie non trasmissibili

La task force dell’OMS sulle malattie non trasmissibili e l’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni hanno congiuntamente pubblicato un report, che evidenzia l’urgenza di adottare tecnologie digitali per migliorare i servizi sanitari.

Il rapporto, intitolato “Going digital for noncommunicable diseases: the case for action” sottolinea come strumenti digitali come chatbot, telemedicina e messaggi mobili possano aiutare a prevenire e gestire meglio le malattie non trasmissibili (NCDs).

Tali strumenti, insieme ad una proficua raccolta di dati in tempo reale, permettono ai professionisti sanitari di prendere decisioni informate sui pazienti.

La situazione del digitale nei paesi dell’OMS: la fotografia del Report

Nonostante oltre il 60% dei Paesi abbia sviluppato strategie di salute digitale, c’è ancora una mancanza di integrazione nelle infrastrutture sanitarie esistenti. La Task Force dell’OMS sta collaborando con i Paesi per sviluppare investimenti nazionali in tecnologie digitali per le NCDs e sostenere il processo di trasformazione digitale.

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