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Salute Globale

Pubblicazione OMS: Un linguaggio comune per contrastare l’ipertensione

L’Organizzazione mondiale della sanità ha pubblicato il “Compendium of essential clinical terminology for hypertension-control programmes”, un nuovo documento pensato per rendere più omogeneo il linguaggio utilizzato nei programmi di prevenzione e controllo dell’ipertensione.Il compendio si inserisce nell’ambito dell’iniziativa WHO HEARTS e punta a favorire una maggiore coerenza tra Paesi e diversi livelli dei sistemi sanitari.

Il documento raccoglie definizioni standardizzate relative alla diagnosi e classificazione dell’ipertensione, alla misurazione e al monitoraggio della pressione arteriosa, alla valutazione e gestione clinica, agli interventi sugli stili di vita, allo screening e alla presa in carico dei pazienti. Include inoltre indicatori fondamentali per il monitoraggio e la valutazione dei programmi.

Un linguaggio comune per migliorare i programmi

L’obiettivo non è soltanto terminologico. Utilizzare definizioni condivise può facilitare la formazione degli operatori, la raccolta e il confronto dei dati, il monitoraggio della qualità e la valutazione delle performance dei programmi di controllo dell’ipertensione.

Il compendio è rivolto in particolare a responsabili dei programmi sanitari, équipe delle cure primarie, esperti di monitoraggio e valutazione, specialisti dei sistemi informativi sanitari, decisori politici e partner tecnici. Le definizioni possono essere adattate ai diversi contesti nazionali, mantenendo però la coerenza concettuale necessaria per garantire la comparabilità dei dati.

Dalla misurazione alla continuità delle cure

L’approccio proposto dall’OMS considera quindi l’ipertensione lungo l’intero percorso assistenziale: dall’identificazione e diagnosi della condizione fino alla gestione clinica, agli interventi sugli stili di vita, alla registrazione dei pazienti e alla continuità delle cure.

Per i sistemi sanitari territoriali, uno strumento di questo tipo può contribuire a collegare meglio attività cliniche, sistemi informativi e monitoraggio degli esiti, favorendo una lettura più uniforme delle performance dei programmi di prevenzione e controllo dell’ipertensione.

Il compendio costituisce un riferimento operativo per l’implementazione dei programmi basati sul WHO HEARTS Technical Package.

 

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Salute Globale

28 settembre 2026: Giornata Mondiale del cuore

Il 29 settembre si celebra la Giornata Mondiale del cuore, promossa dalla World Heart Federation (WHF) per sensibilizzare cittadini, organizzazioni e decisori sull’impatto delle malattie cardiovascolari (MCV) e sulla necessità di rafforzarne prevenzione, diagnosi e trattamento.

Ogni anno la ricorrenza riunisce la rete globale della WHF in una campagna comune dedicata alla salute cardiovascolare.

Le MCV rappresentano la principale causa di morte a livello mondiale, con oltre 20,5 milioni di decessi ogni anno; l’85% di questi è riconducibile a malattie coronariche, come l’infarto, e cerebrovascolari, come l’ictus.

Nel 2026 prosegue la campagna “Don’t Miss a Beat”, avviata in occasione della Giornata Mondiale del cuore 2025 – che ha segnato il 25° anniversario della ricorrenza – con un’attenzione specifica al riconoscimento dei segni e dei sintomi delle malattie cardiovascolari.

Alcuni segnali possono passare inosservati e le MCV possono interessare persone di età, condizioni fisiche e stili di vita diversi. La campagna richiama, tra gli esempi, le cardiopatie congenite nei giovani, i sintomi che possono essere sottovalutati nelle donne e i rischi legati all’ipertensione non controllata.

Allo stesso tempo, la World Heart Federation ricorda che gran parte delle malattie cardiache è prevenibile e che molti decessi sono associati a fattori di rischio che possono essere prevenuti o gestiti.

GIORNATA MONDIALE DEL CUORE: RICONOSCERE I SEGNALI E AGIRE SULLA PREVENZIONE

La campagna 2026 si sviluppa lungo tre direttrici: riconoscere i segnali delle malattie cardiovascolari, proteggere la propria salute attraverso la prevenzione e promuovere un maggiore impegno dei sistemi e dei decisori pubblici.

Secondo la World Heart Federation, nonostante le MCV siano la principale causa di morte nel mondo, meno di 20 Paesi dispongono di un piano nazionale autonomo specificamente dedicato al loro contrasto.

Di qui, l’invito rivolto ai governi a dare priorità alla salute cardiovascolare e a sviluppare e attuare piani nazionali dedicati. Sul piano individuale, la campagna incoraggia invece piccoli cambiamenti costanti nelle abitudini quotidiane, dalla maggiore attività fisica a scelte alimentari favorevoli alla salute del cuore.

Per tutto il mese di settembre,“Keep the Beat” invita le persone ad assumere piccoli impegni concreti, come camminare, andare al lavoro in bicicletta o modificare alcune scelte a tavola, registrando i propri progressi attraverso il sito o l’app della Giornata Mondiale del cuore.

Tra le altre iniziative proposte figurano lo Heart Smart Quiz, dedicato alla conoscenza della salute cardiovascolare, la condivisione delle proprie Heart Stories e l’invito a integrare più movimento nella vita quotidiana.

 

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Malattie cardiovascolari UE: al via la consultazione sui controlli sanitari

La Commissione europea ha avviato una consultazione pubblica sui controlli sanitari per le malattie cardiovascolari, con l’obiettivo di rafforzare prevenzione, diagnosi precoce e gestione di patologie che rappresentano la principale causa di morte nell’Unione europea, con circa 1,7 milioni di decessi ogni anno.

L’iniziativa, pubblicata sul portale “Have Your Say”, mira a raccogliere contributi da cittadini, professionisti sanitari, organizzazioni e stakeholder per definire future azioni a livello europeo.

Malattie cardiovascolari UE: focus su screening e diagnosi precoce

I controlli sanitari sono considerati uno strumento chiave per individuare precocemente condizioni come ipertensione e ipercolesterolemia, consentendo interventi tempestivi ed efficaci. Tuttavia, persistono criticità rilevanti: meno della metà degli Stati membri dispone di programmi strutturati di screening cardiovascolare e oltre un terzo della popolazione tra i 25 e i 64 anni non ha effettuato controlli di base, come la misurazione della pressione arteriosa, nell’ultimo anno.

La consultazione si inserisce nel più ampio quadro del piano europeo “Safe Hearts”, la prima strategia organica dell’UE dedicata alla salute cardiovascolare, che punta a migliorare prevenzione, diagnosi e trattamento e a ridurre le disuguaglianze tra Paesi e gruppi di popolazione.

Attraverso questo processo partecipativo, la Commissione intende raccogliere evidenze su criticità, buone pratiche e possibili soluzioni operative, con l’obiettivo di definire politiche più efficaci e coordinate a livello europeo. La consultazione è aperta fino a maggio 2026 e rappresenta un passaggio preliminare per future iniziative legislative e di policy nel campo delle malattie non trasmissibili.

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OECD: Lancio del rapporto sullo stato della salute cardiovascolare nell’UE

Il 10 febbraio 2026 si è tenuto il webinar “State of Cardiovascular Health in the European Union” organizzato dall’OECD, incentrato sulla discussione delle strategie europee per contrastare l’impatto delle malattie cardiovascolari. A moderare l’incontro è stata Francesca Colombo, Responsabile della Divisione Salute della Direzione per l’Occupazione, il Lavoro e gli Affari Sociali dell’OECD, che ha guidato il confronto tra relatori istituzionali, esperti scientifici e rappresentanti delle organizzazioni dei pazienti.

Il ProMIS ha preso parte al webinar e ne propone di seguito una sintesi dei principali punti emersi.

IL RAPPORTO OECD: DATI E PRINCIPALI EVIDENZE

Antonio Parenti, Direttore per la Salute pubblica, il cancro e la sicurezza sanitaria presso la DG SANTE della Commissione europea e Mark Pearson, Vicedirettore della Direzione per l’Occupazione, il Lavoro e gli Affari Sociali dell’OECD, hanno illustrato i punti salienti del rapporto “The State of Cardiovascular Health in the European Union”, pubblicato dall’OECD nel dicembre 2025.

Il rapporto, che costituisce la base scientifica del “Safe Hearts Plan” – il primo piano europeo dedicato alla salute cardiovascolare – si fonda su tre pilastri: prevenzione e promozione della salute, diagnosi precoce e screening, ricerca e innovazione.

Il quadro tracciato evidenzia che le malattie cardiovascolari rappresentano la prima causa di morte e disabilità nell’UE, con 1,7 milioni di decessi annui – un terzo di tutti i decessi – e 62 milioni di persone colpite. L’onere economico ha raggiunto i 282 miliardi di euro annui, circa il 2% del PIL UE, tra costi sanitari diretti, perdita di produttività e mortalità prematura.

Tra il 2012 e il 2022 si registra un calo medio della mortalità del 20% negli uomini e del 22% nelle donne. Tuttavia, la pandemia ha invertito alcuni progressi: i paesi con maggiore mortalità pre-pandemica come Bulgaria, Romania e Lettonia hanno subito incrementi del 10-21% nel 2019-2021, ampliando il divario con l’Europa occidentale. Oggi i tassi di mortalità variano di sei-sette volte tra gli Stati membri: si va da 222 decessi per 100.000 uomini in Francia a 1.338 in Bulgaria.

Quanto ai fattori di rischio, l’ipertensione colpisce il 22% della popolazione, l’obesità il 15%, il diabete l’8%. A questi si aggiungono la sedentarietà – il 45% degli europei non svolge mai attività fisica – e il fumo, con tendenze in aumento tra i giovani.

Allineare le pratiche di ricovero agli standard OECD migliori potrebbe generare un risparmio fino a 45 miliardi di euro nella sola spesa ospedaliera UE.

COSA FANNO GLI STATI: SVEZIA, SPAGNA, LA JOINT ACTION JACARDI E LA VOCE DEI PAZIENTI

Thomas Linden, proveniente dal Consiglio Nazionale della Salute e del Benessere svedese,  ha presentato il “National Heart Health Action Plan” svedese, approvato a novembre 2025, volto a tradurre le ambizioni europee in azioni statali. Il piano si basa su gestione dei fattori di rischio, equità, prevenzione, coinvolgimento dei pazienti, monitoraggio e valutazione. Le sfide identificate includono il sottoutilizzo della prevenzione e della diagnosi precoce, le disuguaglianze regionali nella gestione degli stili di vita, l’accesso ineguale ai trattamenti basati su evidenze e il limitato coinvolgimento strutturato dei pazienti.

Hector Bueno, membro del Comitato spagnolo per lo sviluppo della strategia sanitaria cardiovascolare, ha illustrato la strategia spagnola, che adotta un approccio “lungo tutto l’arco della vita”, incentrato su prevenzione e sensibilizzazione fin dalle scuole, equità, continuità delle cure, qualità, sostenibilità e integrazione tecnologica. Ha sottolineato l’importanza del continuo coinvolgimento di pazienti, cittadini, professionisti e decisori politici: l’allineamento di tutte le parti interessate è, a suo avviso, la condizione necessaria per qualsiasi riforma efficace.

Benedetta Armocida, coordinatrice di JACARDI (Joint Action on Cardiovascular diseases and Diabetes), ha ribadito che la gestione delle malattie cardiovascolari non è responsabilità esclusiva del sistema sanitario, ma dell’intera società. Ha concordato sull’importanza della sensibilizzazione non solo nelle scuole ma anche nei luoghi di lavoro, e sull’urgenza di integrare le considerazioni sanitarie nelle decisioni politiche economiche e sociali. Riguardo alla tecnologia, ha sottolineato il potenziale dell’intelligenza artificiale e del monitoraggio remoto.

Konstantina Boumaki, dell’European Patients’ Forum, ha sottolineato la necessità di superare il divario nell’accesso alle cure, chiedendo standard minimi uniformi che non dipendano dal luogo di residenza né dalle condizioni socio-economiche. Ha inoltre richiesto azioni mirate per ridurre il gender gap nella ricerca e nelle cure, ed evidenziato l’importanza di un supporto psicologico per i pazienti.

COSA CAMBIA ADESSO: CINQUE PRIORITÀ PER L’EUROPA

Al termine del confronto è emersa con chiarezza la necessità di un cambio di paradigma. Curare senza prevenire, investire senza monitorare, agire senza coinvolgere i pazienti e gli altri settori della società non è più sufficiente.

Le priorità individuate, dunque, sono cinque:

  1. Equità di accesso: colmare il divario di sei-sette volte tra i paesi europei non è più rinviabile, e servono standard uniformi con attenzione strutturale alle disparità di genere;
  2. Coinvolgimento dei pazienti: non come destinatari passivi ma come partner attivi, con un supporto che non sia solo farmacologico ma anche psicologico e sociale;
  3. Tecnologia: intelligenza artificiale e monitoraggio remoto possono fare la differenza, ma bisogna passare dalla sperimentazione all’adozione su larga scala; 
  4. Allineamento delle politiche, dal livello europeo a quello locale, coinvolgendo istruzione, welfare ed economia: la salute si fa anche fuori dagli ospedali; 
  5. Prevenzione primaria: combattere la sedentarietà del 45% degli europei significa ripensare le città, il lavoro, la scuola e rappresenta una sfida sia sanitaria che culturale.

Il webinar del 10 febbraio 2026 ha confermato che la sfida cardiovascolare europea richiede una risposta integrata e coordinata. Il Safe Hearts Plan rappresenta il quadro strategico, il rapporto OECD la base scientifica, le esperienze nazionali il banco di prova. Resta ora da trasformare le priorità in azioni concrete.

 

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Piano europeo per la salute cardiovascolare: lanciato il Safe Hearts Plan

Tramite il piano Safe Hearts la Commissione europea sta intensificando il proprio impegno nella prevenzione delle malattie cardiovascolari che sono la principale causa di morte nell’UE, con 1,7 milioni di vittime ogni anno. Contribuiscono inoltre in modo significativo alla disabilità, al pensionamento anticipato e all’assenteismo, riducendo la qualità della vita e l’aspettativa di vita. Queste malattie costano all’UE oltre 282 miliardi di euro all’anno a causa della diminuzione della produttività e del rendimento economico.

Piano dell’UE per la salute cardiovascolare: il piano “Safe Hearts”

Il piano Safe Hearts è stato presentato dalla Commissione europea il 16 dicembre 2025, nell’ambito di un pacchetto globale sulla salute. Si tratta del primo approccio dell’UE volto a combattere le malattie cardiovascolari, la prima causa di morte in Europa.

Il piano Safe Hearts affronta le principali sfide in tutta l’UE relative alle malattie cardiovascolari, concentrandosi sulle esigenze specifiche dei gruppi di popolazione vulnerabili come i bambini, i giovani e le donne. Il Safe Hearts Plan mira, inoltre, a sostenere gli Stati membri e gli stakeholder nella promozione della salute e nella prevenzione, nella diagnosi precoce e nello screening, nel trattamento e nella cura (compresa la riabilitazione) delle malattie cardiovascolari.

Il piano Safe Hearts contiene le seguenti 10 iniziative faro:

  1. Un programma di prevenzione personalizzato, digitale e permanente: L’UE si preoccupa del tuo cuore (EU cares for your heart).
  2. Responsabilizzazione dei consumatori attraverso l’informazione sulla trasformazione degli alimenti nell’UE.
  3. Modernizzazione della legislazione sul controllo del tabacco.
  4. La Commissione esaminerà quali strumenti adeguati, comprese eventuali azioni finanziarie, potrebbero essere utilizzati per sostenere/finanziare azioni di sanità pubblica nel campo della prevenzione primaria e stimolare la riformulazione degli alimenti e scelte di consumo più sane.
  5. Proposta di raccomandazione del Consiglio sulla vaccinazione contro le infezioni respiratorie come misura preventiva per le malattie cardiovascolari.
  6. Protocollo UE sui controlli sanitari per le malattie cardiovascolari.
  7. Proposta di raccomandazione del Consiglio sul trattamento personalizzato e il monitoraggio delle malattie cardiovascolari.
  8. Incubatore per l’innovazione e l’integrazione dell’IA e delle tecnologie digitali nell’assistenza sanitaria cardiovascolare.
  9. Pannello di controllo dell’UE sulle disuguaglianze nella salute cardiovascolare.
  10. Tabella di marcia per la ricerca e l’innovazione nel campo delle malattie cardiovascolari.

La prevenzione è il modo più efficace in termini di costi per affrontare il peso delle malattie cardiovascolari e i principali fattori di rischio, quali il diabete e l’obesità. Poiché in alcuni Stati membri i decessi per cause cardiovascolari sono otto volte superiori rispetto ad altri, il piano Safe Hearts sosterrà gli Stati membri nell’elaborazione di piani nazionali per la salute cardiovascolare e aiuterà quelli che dispongono già di un piano nazionale ad attuarlo ulteriormente.

Il piano consentirà alle persone di avere un maggiore controllo sulla propria salute cardiaca, sostenendo strumenti e approcci personalizzati, affrontando al contempo i fattori di rischio a livello di popolazione. Safe Hearts mira a colmare le lacune esistenti nella ricerca e nell’innovazione, a sfruttare le opportunità offerte dalle tecnologie digitali e innovative, come l’intelligenza artificiale, e a ridurre le disuguaglianze sanitarie tra gli Stati membri, le regioni e i gruppi di popolazione.

Oltre a questi importanti benefici per la salute pubblica, il piano Safe Hearts mira a contribuire a un’UE più forte, più resiliente e più competitiva, riducendo l’impatto delle malattie cardiovascolari (nonché del diabete e dell’obesità, poiché strettamente correlate) sull’economia e stimolando l’innovazione dell’UE in questo campo.

 

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Trials4Health 2026: nuovo bando europeo per studi clinici multi-paese

“Trials4Health 2026: Multi-country Investigator-Initiated Clinical Trials in Cardiovascular, Autoimmune and Metabolic diseases” è il titolo della nuova call transnazionale lanciata da ERA4Health, la partnership europea finanziata nell’ambito di Horizon Europe per sostenere la ricerca collaborativa in Europa.

Pubblicata il 6 novembre 2025, la call Trials4Health 2026 è dedicata al finanziamento di studi clinici interventistici, randomizzati e avviati da ricercatori (IICS – Investigator-Initiated Clinical Studies), condotti in più Paesi europei e focalizzati su malattie cardiovascolari, malattie metaboliche e malattie autoimmuni.

Gli studi richiesti devono essere preferibilmente di fase III, cioè in una fase avanzata della ricerca clinica, pensati per valutare l’efficacia comparativa (pragmatic comparative-effectiveness trials) oppure per esplorare il riposizionamento di farmaci già autorizzati (drug repurposing), purché fuori brevetto.

La call Trials4Health 2026 non finanzia studi osservazionali, studi di coorte, studi clinici di fase I–II, meta-analisi o progetti con finalità commerciali, poiché l’obiettivo è sostenere studi indipendenti, basati su solide domande cliniche e privi di interessi industriali diretti.

Le proposte devono dimostrare un chiaro valore aggiunto della collaborazione transnazionale, ad esempio grazie all’arruolamento in più Paesi e alla maggiore rappresentatività dei pazienti, e devono garantire un impatto sostanziale sulla salute pubblica.

La call rientra tra le attività principali della partnership ERA4Health e promuove una cooperazione transnazionale strutturata tra centri clinici, ospedali, istituti di ricerca e organizzazioni sanitarie pubbliche.

Trials4Health 2026: Presentazione delle Proposte e Cronoprogramma

Le condizioni generali per la presentazione delle proposte alla call Trials4Health 2026 richiedono particolare attenzione agli aspetti etici e all’approccio responsabile alla ricerca. I progetti devono:

  • avere una durata massima di 48 mesi;

  • rispettare i principi della Responsible Research and Innovation (RRI), integrando aspetti sociali, etici, culturali e politici nel disegno dello studio;

  • non essere sottoposti contemporaneamente a più call per la stessa attività (nessun double funding);

  • includere una griglia etica (ethical grid) che identifichi potenziali rischi e misure di tutela per i partecipanti, in conformità con il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (General Data Protection Regulation – GDPR) e con le normative cliniche nazionali ed europee;

  • adottare un disegno clinico robusto, giustificato e realistico, comprensivo di strategia di reclutamento, dimensione campionaria, gestione dei dati e piano di analisi;

  • garantire equità, diversità e parità di genere, sia nella composizione del team che nel reclutamento dei pazienti;

  • dimostrare come il progetto genererà benefici per utenti finali, pazienti e sistemi sanitari.

L’Italia vede la partecipazione del Ministero della Salute (IT-MOH) della Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica (FRRB) come enti finanziatori.

Gli enti italiani interessati (ospedali, IRCCS, università, istituti di ricerca, ASL) devono verificare attentamente i requisiti nazionali di ammissibilità e assicurare la conformità alle procedure italiane e regionali.

Il cronoprogramma ufficiale prevede la presentazione delle pre-proposte entro il 27 gennaio 2026; la comunicazione degli ammessi alla fase successiva il 17 aprile 2026; la presentazione delle proposte complete entro il 17 giugno 2026; la fase di rebuttal tra agosto e settembre 2026, e le decisioni finali entro fine ottobre 2026.

L’avvio dei progetti selezionati è previsto tra gennaio e maggio 2027, in base alle procedure nazionali di implementazione.

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29 SETTEMBRE: Giornata mondiale del cuore

La Giornata mondiale del cuore 2025, con lo slogan “Non perderti un colpo”, esorta Stati membri, organizzazioni sanitarie e cittadini a rafforzare gli sforzi per ridurre i decessi prevenibili prematuri da malattie cardiovascolari (MCV).

Cuore: progressi, gap e priorità per la prevenzione

Tra i fattori di rischio principali figurano ipertensione, diabete, fumo, consumo eccessivo di sale, diete poco sane e inattività fisica. Numerosi adulti convivono con ipertensione e diabete, e molti ignorano di avere queste condizioni.

Negli ultimi due anni, alcuni paesi hanno ampliato la copertura sanitaria tramite protocolli per ipertensione e diabete: più di 90 milioni di persone in strutture sanitarie pubbliche ricevono cure basate su protocolli.

Tuttavia restano sfide rilevanti: la scarsa consapevolezza pubblica sui fattori di rischio, risorse sanitarie limitate, debole applicazione normativa, carenza di strumenti diagnostici e farmaci essenziali nei servizi primari.

Per rallentare la tendenza e migliorare la salute del cuore, sono raccomandati interventi coordinati che coinvolgano governi, società civile, ambiente accademico e settore privato. A livello individuale, smettere di fumare, ridurre il consumo di sale, fare attività fisica e gestire lo stress sono pratiche chiave. A livello politico, priorità dovrebbero essere l’adozione di leggi per eliminare i grassi trans, ridurre il contenuto di sale nei cibi e rafforzare le politiche di controllo del tabacco.

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Rapporto globale OMS: Maggiore connessione sociale per migliorare la salute pubblica

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha pubblicato un policy brief che evidenzia come il rafforzamento dei legami sociali rappresenti una priorità globale di salute pubblica.

In particolare, il documento sottolinea che l’isolamento sociale e la solitudine colpiscono una persona su quattro a livello globale aumentando significativamente il rischio di numerosi problemi di salute, tra cui malattie cardiovascolari, ictus, ansia, depressione e demenza.

Il rapporto dell’OMS: fattori di richiscio e raccomandazioni per MIGLIORARE LA CONNESSIONE SOCIALE

Il documento “From loneliness to social connection” evidenzia come una carente rete sociale aumenti del 30% il rischio di morte precoce, comportando anche gravi implicazioni economiche dovute a maggiori spese sanitarie, perdita di produttività e conseguenze sulla salute mentale. Il report segnala che la mancanza di legami sociali può essere dannosa quanto altri fattori di rischio noti, con un impatto paragonabile a quello del fumo, dell’obesità o dell’inquinamento atmosferico.

Inoltre, il policy brief sottolinea che investire in iniziative che favoriscono le connessioni sociali, come spazi pubblici accessibili, servizi di supporto comunitario e la promozione della partecipazione civica, rappresenta una strategia efficace e sostenibile per rafforzare la resilienza dei sistemi sanitari.

Tra le principali raccomandazioni del documento si citano:

  • riconoscere la rete sociale come determinante fondamentale della salute;
  • adottare approcci multisettoriali per promuovere legami sociali in tutte le fasi della vita;
  • sviluppare politiche pubbliche e ambienti di vita che incentivino l’inclusione e le relazioni sociali;
  • integrare la prevenzione della solitudine nei servizi sanitari, educativi e comunitari.

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Parlamento UE: lanciato il MEP CVH Group e la nuova roadmap per le malattie cardiovascolari

Il 23 aprile scorso si è tenuto presso il Parlamento europeo un importante incontro per il lancio del Gruppo Europarlamentare MEP Cardiovascular Health (CVH) Group focalizzato sulle malattie cardiovascolari.

In questa occasione, l’Alleanza Europea per la Salute Cardiovascolare (each alliance), che riunisce 21 Paesi europei, ha presentato congiuntamente una proposta di un nuovo piano salute dedicato alla prevenzione e alla riduzione della mortalità per patologie cardiovascolari. 

GLI ESITI dell’ incontro degli europarlamentari E LA NUOVA ROADMAP PER LA LOTTA CONTRO LE MALATTIE CARDIOVASCOLARI

Durante l’incontro del MEP CVH è stata presentata anche la roadmap del nuovo piano che avrà come obiettivo la diminuzione del 30% delle morti causate da malattie cardiovascolari da raggiungersi entro il 2030.

Nel dettaglio la roadmap propone 4 pilastri chiave su cui si fonda l’azione della each alliance: prevenzione, interventi precoci, riabilitazione e qualità della vita. Il nuovo piano è pertanto orientato all’inclusività e all’equità, in accordo al principio del leave no one and no country behind. 

Inoltre, durante l’incontro è stata sottolineata l’insufficienza delle risorse finanziarie attualmente allocate dall’Unione Europea nel campo della salute, e a tal proposito, è stato ribadito il mandato e l’impegno della Commissione Europea ad implementare le politiche a sostegno nella battaglia contro le malattie cardiovascolari. Infine, è stato menzionato come esempio di iniziative europee il Progetto Jacardi – Prevention of CVD and Diabetes implementato dal Promis, sul tema delle malattie cardiovascolari e del diabete.

NEXT STEPS

La rappresentante della Commissione Europea, Laura Alonso, ha affermato che il 24 settembre 2025 verrà adottata una convenzione sulle malattie non trasmissibili (NCD) che proporrà una nuova visione per la prevenzione e il trattamento di queste malattie, tra le quali rientrano per l’appunto le patologie cardiovascolari. Inoltre, il coinvolgimento dei pazienti si rivela fondamentale nel processo di policy e nel rafforzamento della fiducia nei confronti del sistema di salute pubblico. Allo stesso modo, si sottolinea come la salute mentale rivesta un ruolo centrale nella prevenzione e nel trattamento delle malattie cardiovascolari. 

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13 MARZO: Giornata mondiale del rene 2025

Il 13 marzo 2025 si celebra la Giornata Mondiale del Rene (WKD), un’iniziativa globale volta a sensibilizzare sull’importanza della salute renale e della diagnosi precoce delle malattie renali croniche (MRC). Con il tema “I tuoi reni stanno bene? – Rileva precocemente, proteggi la salute renale”, la campagna 2025 mira a evidenziare i fattori di rischio, promuovere test di screening, e incoraggiare strategie di prevenzione per ridurre l’incidenza delle patologie renali.

Giornata mondiale del rene 2025

Le malattie renali croniche colpiscono circa 850 milioni di persone al mondo, spesso in maniera silenziosa fino agli stadi più avanzati. Le principali cause includono diabete, ipertensione, malattie cardiovascolari, obesità e storia familiare di patologie renali. La diagnosi tempestiva, attraverso test semplici come l’analisi delle urine, la misurazione della pressione arteriosa e specifici esami del sangue, può prevenire complicanze gravi e rallentare la progressione della malattia.

In occasione della Giornata Mondiale del Rene 2025, in diversi paesi saranno organizzati eventi di screening gratuito, incontri informativi e iniziative di sensibilizzazione per promuovere la prevenzione delle malattie renali.

In Italia, in occasione della Giornata Mondiale del Rene, molte sono le iniziative gratuite di screening e di sensibilizzazione promosse dalla Fondazione Italiana del Rene e dalla Società Italiana di Nefrologia:

  • DIRETTA FB “IL NEFROLOGO RISPONDE” SUL CANALE FB DELLA SOCIETÀ ITALIANA DI NEFROLOGIA
  • PORTE APERTE IN NEFROLOGIA: attività di screening gratuiti nei Centri di Nefrologia e/o Dialisi (visita, misurazione pressione arteriosa, esame urine).
  • SCREENING E CONSULTI GRATUITI: attività di screening gratuiti (visita, misurazione pressione arteriosa, esame urine) negli ospedali, nei centri commerciali, nelle piazze, nei centri di accoglienza, nei centri sportivi/palestre.
  • PROGETTO SCUOLE E INFORMAZIONE: attività di screening gratuiti (visita, misurazione pressione arteriosa, esame urine) e di informazione negli istituti scolastici aderenti all’iniziativa.
  • ATTIVITÀ DI SENSIBILIZZAZIONE PRESSO FARMACIE E MMG con distribuzione di materiali informativi.
  • PUNTI INFORMATIVI.

Per i dettagli sulle iniziative previste in ogni regione è possibile consultare la mappa interattiva sul sito della Fondazione Italiana del Rene.

Per maggiori informazioni si prega di consultare il seguente LINK.