Categorie
lotta contro il cancro comunicazione in salute

14 ottobre, prima Giornata europea dell’alfabetizzazione sul cancro

Il 14 ottobre 2026 si celebra la prima Giornata europea dell’alfabetizzazione sul cancro (Cancer Literacy Day), un’iniziativa promossa dal progetto europeo CURTAIN (Beating Cancer Inequalities through Literacy in Europe) con l’obiettivo di favorire un accesso equo alle conoscenze sul cancro e contribuire alla riduzione delle disuguaglianze oncologiche.

La Giornata nasce dalla collaborazione tra progetti europei finanziati nell’ambito del programma EU4Health e della Missione Cancro dell’Unione europea e si inserisce negli obiettivi del Piano europeo di lotta contro il cancro (Europe’s Beating Cancer Plan) e della stessa Missione Cancro.

L’alfabetizzazione sul cancro riguarda la capacità delle persone di trovare, comprendere, valutare e utilizzare le informazioni relative alle patologie oncologiche. Livelli insufficienti di conoscenza possono limitare la partecipazione alle attività di prevenzione e ai programmi di screening, rendere più difficile la comprensione delle diagnosi e ostacolare decisioni informate sui trattamenti, contribuendo ad aggravare le disuguaglianze esistenti.

Alfabetizzazione sul cancro, gli obiettivi della Giornata europea

La prima edizione del Cancer Literacy Day rappresenta l’avvio di un’iniziativa destinata a diventare un appuntamento annuale permanente a livello europeo, dedicato alla sensibilizzazione, alla collaborazione e alla promozione di azioni concrete per migliorare l’accesso alle informazioni oncologiche.

Tra gli obiettivi principali figura la costruzione di una comunità europea di esperienze e competenze sull’alfabetizzazione sul cancro, capace di rafforzare la collaborazione tra settori diversi e promuovere l’importanza di informazioni sanitarie affidabili, comprensibili e culturalmente appropriate.

L’iniziativa intende inoltre favorire il riconoscimento dell’accesso a informazioni di qualità come componente fondamentale dell’assistenza oncologica, sostenendo una maggiore consapevolezza delle persone nelle scelte relative alla prevenzione, agli screening e ai percorsi di cura.

La Giornata è sostenuta da una rete di progetti europei accomunati dall’impegno nella riduzione delle disuguaglianze oncologiche. Tra questi figurano 4P-PCAN, dedicato alla prevenzione primaria personalizzata del cancro attraverso la partecipazione dei cittadini e l’innovazione digitale, CAREWAY, focalizzato sulla sensibilizzazione e sulle risorse educative, e iNTERVENE, impegnato nel rafforzamento dell’alfabetizzazione sanitaria per la prevenzione e l’assistenza oncologica.

Partecipano inoltre BClear, dedicato all’alfabetizzazione sul tumore della vescica, CLEAR-PC, incentrato sull’informazione e sulla sensibilizzazione sul tumore della prostata, e CHOICE, dedicato all’alfabetizzazione sul tumore della mammella.

La rete rimane aperta alla partecipazione di altri progetti europei, organizzazioni, associazioni di pazienti, professionisti sanitari, ricercatori, decisori politici e rappresentanti delle comunità interessati a contribuire alla crescita dell’iniziativa.

Attraverso questa collaborazione, la Giornata europea dell’alfabetizzazione sul cancro intende consolidarsi come un momento annuale di confronto, sensibilizzazione e azione condivisa, mantenendo nel tempo l’attenzione sull’accesso equo alle informazioni e sulla riduzione delle disuguaglianze nella prevenzione e nell’assistenza oncologica.

 

Per maggiori informazioni si prega di consultare il seguente LINK.

Categorie
lotta contro il cancro comunicazione in salute Salute Globale

Nuovo policy brief OMS, indicazioni per aumentare la partecipazione agli screening

L’Ufficio regionale per l’Europa dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha pubblicato il nuovo policy brief OMS “Increasing cancer screening uptake, evidence and considerations from the behavioural sciences”, dedicato alle strategie per aumentare la partecipazione agli screening oncologici. Il documento, sviluppato nell’ambito della serie Behavioural and Cultural Insights (BCI), approfondisce il contributo delle conoscenze comportamentali e culturali e si basa su una revisione delle evidenze relative agli screening del tumore del colon retto, della cervice uterina e della mammella.

Attraverso una revisione della letteratura scientifica, il policy brief OMS identifica le principali barriere alla partecipazione e gli interventi efficaci basati sulle evidenze, applicabili quando i programmi di screening oncologico sono solidi e funzionano adeguatamente. Il documento ricorda infatti che un programma di screening non coincide con il solo test, ma comprende l’identificazione delle persone eleggibili, la diagnosi, il trattamento, i controlli periodici, la registrazione degli esiti e la valutazione dell’efficacia.

Tra le barriere individuate figurano scarsa consapevolezza, paura, stigma e limitazioni fisiche o sociali. A queste possono aggiungersi difficoltà di accesso ai servizi, costi, tempi di attesa e scarsa flessibilità nell’offerta degli screening. Il policy brief evidenzia inoltre che una maggiore alfabetizzazione sanitaria può favorire la partecipazione, ma che agire esclusivamente sulle conoscenze spesso non è sufficiente ad aumentare l’adesione.

Policy brief OMS e strategie per aumentare la partecipazione

Tra le strategie indicate rientrano il miglioramento della comunicazione sanitaria, l’integrazione di approcci partecipativi, l’attenzione alle sensibilità culturali e la garanzia di un accesso equo. Gli interventi devono tenere conto delle caratteristiche dei diversi gruppi di popolazione, con particolare attenzione alle persone più svantaggiate. Stato socioeconomico, livello di alfabetizzazione sanitaria, condizione migratoria e appartenenza a gruppi minoritari possono infatti incidere sulla partecipazione.

Questa attenzione all’equità assume particolare rilievo nella lotta contro il cancro, poiché il documento evidenzia come i gruppi più svantaggiati possano registrare una maggiore morbilità e mortalità per alcuni tumori e incontrare, allo stesso tempo, maggiori ostacoli nell’accesso agli screening.

Il policy brief OMS indica tra gli interventi efficaci messaggi personalizzati, procedure semplificate, attività educative mirate e sostegno sociale e comunitario. Lettere, messaggi e telefonate di promemoria possono favorire la partecipazione, mentre la navigazione del paziente può facilitare la prenotazione degli screening, ricordare gli appuntamenti e fornire indicazioni per raggiungere i servizi.

Particolare attenzione viene riservata nel policy brief OMS agli approcci che combinano più interventi. La riorganizzazione degli ambienti sanitari e la rimozione delle barriere logistiche e finanziarie possono affiancare informazione ed educazione. Gli interventi con più componenti risultano generalmente più efficaci rispetto a quelli basati su un singolo elemento, evitando però di sovraccaricare le persone con troppe informazioni o iniziative contemporaneamente.

Le indicazioni contenute nel policy brief OMS sottolineano infine l’importanza di valutare l’efficacia e la sostenibilità degli interventi adottati. Il monitoraggio permette di individuare le strategie efficaci o inefficaci, adattarle e fornire evidenze utili alle politiche. L’applicazione dei principi delle scienze comportamentali può così contribuire a ottimizzare i programmi di screening oncologico, aumentare la partecipazione e ridurre la morbilità e la mortalità per cancro.

Per maggiori informazioni si prega di consultare il seguente LINK.

Categorie
lotta contro il cancro comunicazione in salute Salute Globale

Nuovo questionario sull’alfabetizzazione oncologica: 10 domande per rafforzare la prevenzione

L’International Agency for Research on Cancer (IARC), l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, insieme alle istituzioni partner, ha sviluppato e validato il Cancer Prevention Literacy Questionnaire (CPL Q), il Questionario sull’alfabetizzazione in materia di prevenzione del cancro, rivolto agli adulti della popolazione generale. Migliorare l’alfabetizzazione oncologica rappresenta una componente importante delle strategie di sanità pubblica per la lotta contro il cancro, con l’obiettivo di contribuire alla riduzione dell’incidenza della malattia e alla promozione dell’equità nella salute.

Il Cancer Prevention Literacy Questionnaire consente di monitorare e valutare nel tempo la diffusione dei Codici regionali contro il cancro nelle regioni in cui tali Codici sono presenti e, parallelamente, di misurare i fattori che incidono sull’alfabetizzazione oncologica.

La valutazione considera fattori cognitivi e attitudinali quali le convinzioni sul cancro, la percezione del rischio, la consapevolezza sulla prevenzione, la conoscenza della prevenzione e dei fattori di rischio e l’intenzione di modificare i propri comportamenti. A questi si aggiungono i fattori legati alla messa in pratica delle conoscenze acquisite, come l’adesione a comportamenti salutari.

L’Alfabetizzazione oncologica rappresenta un importante determinante della salute e comprende le capacità cognitive e sociali che incidono sulla possibilità di accedere alle informazioni, comprenderle e utilizzarle per promuovere e mantenere una buona salute. Nell’ambito oncologico, l’alfabetizzazione comprende le conoscenze necessarie per comprendere le informazioni e le indicazioni fornite dal sistema sanitario sulla prevenzione, la diagnosi e il trattamento del cancro.

Nel World Code Against Cancer Framework, l’alfabetizzazione in materia di prevenzione del cancro riunisce diversi concetti tra loro collegati, derivati da teorie e modelli sul cambiamento dei comportamenti. A supporto della ricerca in diverse regioni sono inoltre disponibili questionari, documenti di orientamento, risorse metodologiche e altri materiali destinati a facilitarne un utilizzo appropriato in contesti differenti. Tra questi figurano versioni del Cancer Prevention Literacy Questionnaire adattate alla quinta edizione del Codice europeo contro il cancro e alla prima edizione del Codice contro il cancro per l’America Latina e i Caraibi.

La costruzione del questionario si basa inoltre su quattro modelli teorici utilizzati per comprendere i processi che influenzano i comportamenti legati alla salute. Il modello delle credenze sulla salute, la teoria della motivazione alla protezione, la teoria del comportamento pianificato e il modello transteorico permettono di considerare diversi aspetti che possono incidere sulle decisioni individuali. Questa impostazione amplia la valutazione dell’alfabetizzazione oncologica, includendo elementi legati alle convinzioni, alla percezione del rischio, alle intenzioni e al cambiamento dei comportamenti.

Alfabetizzazione oncologica per individuare lacune e monitorare i progressi

Il Questionario sull’alfabetizzazione in materia di prevenzione del cancro comprende 10 domande articolate in 58 elementi ed è accompagnato da una serie di materiali che ne guidano l’implementazione in Europa, in America Latina e potenzialmente in altre regioni del mondo, in particolare dove è prevista l’elaborazione di un nuovo Codice contro il cancro.

L’alfabetizzazione oncologica può essere valutata attraverso questo strumento anche per individuare eventuali lacune all’interno di specifiche popolazioni. Il questionario può inoltre supportare confronti internazionali e valutazioni longitudinali, contribuendo alla costruzione di evidenze per le politiche di prevenzione del cancro.

Il Cancer Prevention Literacy Questionnaire è stato sviluppato a supporto del World Code Against Cancer Framework, programma di punta dell’International Agency for Research on Cancer che mira a tradurre le evidenze scientifiche sulla prevenzione del cancro in raccomandazioni per la prevenzione primaria e secondaria, rivolte sia agli individui sia alla popolazione.

La possibilità di valutare conoscenze, percezioni e comportamenti nelle diverse popolazioni consente di monitorare nel tempo l’alfabetizzazione oncologica, individuare le aree in cui permangono lacune e seguire la diffusione dei Codici regionali contro il cancro, contribuendo alle evidenze utili per le politiche di prevenzione.

 

Per maggiori informazioni si prega di consultare il seguente LINK.

Categorie
lotta contro il cancro Salute Globale

Tumori digestivi, pubblicato il volume 1 della classificazione OMS

Dal 29 luglio 2026 è disponibile in formato cartaceo il primo volume della sesta edizione della classificazione dei tumori dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO), dedicato ai tumori digestivi. Il volume inaugura la nuova edizione della serie dei Blue Books e introduce aggiornamenti pensati per colmare alcune lacune nelle evidenze disponibili, integrando i progressi scientifici con una prospettiva di rilevanza globale.

Il volume sui tumori digestivi comprende nuove immagini, nuovi codici e criteri diagnostici aggiornati. La pubblicazione è stata curata dal comitato editoriale della classificazione dei tumori dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e costituisce il primo volume della sesta edizione della serie.

Nuovi standard internazionali per i tumori digestivi

I Blue Books dell’Organizzazione Mondiale della Sanità rappresentano un riferimento di eccellenza per la diagnosi dei tumori e offrono una sintesi di patologia istologica, digitale e molecolare. Attraverso questa integrazione forniscono standard internazionali per i professionisti coinvolti nella cura delle persone con cancro e per chi opera nella ricerca oncologica.

Questi standard sostengono il trattamento individuale dei pazienti e la ricerca dedicata a diversi aspetti del cancro, comprese le cause della malattia, la prevenzione, la terapia e la formazione. Il nuovo volume dedicato ai tumori digestivi si inserisce quindi in un sistema di classificazione che accompagna sia l’attività diagnostica sia la ricerca e contribuisce alla più ampia lotta contro il cancro attraverso criteri condivisi e aggiornati.

Con la pubblicazione del primo volume sui tumori digestivi prende avvio la sesta edizione dei Blue Books dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che prosegue il proprio ruolo di riferimento internazionale per la diagnosi dei tumori e per la ricerca oncologica.

 

Per maggiori informazioni si prega di consultare il seguente LINK.

Categorie
lotta contro il cancro

Evento ECHoS: kick-off meeting del progetto

Il 10 settembre 2026, a Lisbona, in lingua inglese, si terrà la sessione pubblica del kick-off meeting di ECHoS (Establishing Cancer Mission Hubs: Networks and Synergies), organizzato per presentare le priorità e la roadmap del progetto per gli anni a venire.

Il progetto europeo finanziato con 6 milioni di euro e finalizzato a sostenere l’attuazione della EU Mission on Cancer attraverso una rete di supporto e coordinamento tra ricerca, innovazione, sistemi sanitari e processi decisionali presenterà le priorità e la roadmap del progetto e riunirà rappresentanti della Commissione europea, partner, stakeholder e comunità oncologica.

E’ possibile partecipare all’evento previa iscrizione entro e non oltre il 31 agosto 2026, ore 12:00 CEST.

ECHoS: una rete europea per sostenere la Missione UE sul cancro

Il progetto ECHoS mira a coordinare le azioni di ricerca e innovazione e quelle sanitarie in materia di cancro con i processi decisionali, promuovendo sistemi sanitari e di ricerca maggiormente incentrati sulla persona.

Il consorzio riunisce le competenze di oltre 50 organizzazioni governative, sanitarie, accademiche e non profit provenienti da 28 Paesi. Nell’ambito del progetto saranno inoltre creati, in ciascun Paese partecipante, i National Cancer Mission Hubs (NCMH), con l’obiettivo di coinvolgere un’ampia gamma di stakeholder, pubblici e privati, in iniziative collaborative e dialoghi politici sul cancro a livello nazionale, regionale e locale.

 

Per maggiori informazioni si prega di consultare il seguente LINK.

Categorie
lotta contro il cancro Salute Globale

Statistiche sul cancro: stime GLOBOCAN 2024 e allarme OMS per il 2050

Nel 2024 le statistiche sul cancro stimano 20,6 milioni di nuove diagnosi e 9,8 milioni di decessi, oltre 26 mila ogni giorno, confermando il cancro come la seconda causa di morte nel mondo, dopo le malattie cardiovascolari.

Le statistiche sul cancro GLOBOCAN sull’incidenza e sulla mortalità oncologica mondiale sono state elaborate da ricercatori dell’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) e dell’American Cancer Society (ACS), e riguardano 34 tumori in 186 Paesi. Le statistiche sul cancro indicano che una persona su cinque sviluppa la malattia nel corso della vita, mentre un uomo su nove e una donna su tredici muoiono per una neoplasia. Entro il 2050 i nuovi casi annuali potrebbero raggiungere 34,4 milioni, con un aumento del 67 per cento rispetto al 2024.

Il tumore del polmone è il più diagnosticato, con circa 2,6 milioni di nuovi casi, seguito dai tumori della mammella femminile, del colon retto, della prostata e dello stomaco. Il tumore del polmone rimane la principale causa di morte oncologica, con 1,9 milioni di decessi e il 19,1 per cento della mortalità.

Questi dati si collegano al Global Status Report on Cancer 2026 dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), sviluppato con l’IARC, che analizza progressi e disuguaglianze nell’assistenza oncologica. Nel 2024 l’Asia ha concentrato il 50,7 per cento dei casi e il 56,5 per cento dei decessi, mentre l’Europa ha registrato il 21 per cento dei casi e il 20 per cento delle morti, pur rappresentando circa il 9 per cento della popolazione mondiale.

Secondo le ultime statistiche sul cancro le disuguaglianze territoriali incidono sulle possibilità di sopravvivenza, poiché nei Paesi ad alto reddito l’87 per cento delle donne con tumore della mammella è in vita cinque anni dopo la diagnosi, rispetto al 42 per cento nei Paesi a basso reddito. Meno di un Paese su tre include l’assistenza oncologica nella copertura sanitaria universale.

Quasi quattro casi su dieci sono collegati a fattori di rischio prevenibili, tra cui tabacco, alcol, eccesso di peso, scarsa attività fisica e infezioni provocate dal papillomavirus umano (HPV), dai virus dell’epatite B e C e dall’Helicobacter pylori. La prevenzione può evitare milioni di diagnosi e decessi futuri.

Le ULTIME statistiche sul cancro e le priorità per il 2050

Secondo le statistiche sul cancro il consumo di tabacco è diminuito del 27 per cento dal 2010, mentre vaccinazioni, servizi igienici e misure di controllo delle infezioni contribuiscono a ridurre diversi tumori associati ad agenti infettivi. L’82 per cento dei Paesi dispone di un piano nazionale di controllo del cancro, rispetto al 50 per cento del 2010, ma i progressi restano diseguali.

La disponibilità dei venti medicinali oncologici prioritari varia dal 9 al 54 per cento nei Paesi a basso reddito e a reddito medio basso, mentre nei Paesi ad alto reddito è compresa tra il 68 e il 94 per cento.

La prima indagine dell’OMS sulle persone colpite dalla malattia segnala che almeno il 45 per cento affronta difficoltà finanziarie, più della metà riferisce problemi di salute mentale e quasi tutti i caregiver subiscono conseguenze rilevanti. Le statistiche sul cancro confermano la necessità di investimenti stabili, competenze professionali, ricerca orientata alla salute pubblica e accesso equo all’innovazione.

Il rapporto dell’OMS presenta raccomandazioni ed orientamenti strategici, chiedendo di integrare il controllo dei tumori nella copertura sanitaria universale, coinvolgere le persone con esperienza diretta della malattia e allineare ricerca e innovazione ai bisogni della salute pubblica. La lotta contro il cancro richiede sistemi sanitari più equi e centrati sulle persone, capaci di integrare prevenzione, diagnosi, trattamento e protezione sociale. Le decisioni prese oggi determineranno il carico oncologico delle generazioni future e richiederanno una risposta globale condivisa.

 

Per maggiori informazioni si prega di consultare il seguente LINK.

Categorie
lotta contro il cancro cure integrate

Progetto COMPASS: 26-27 marzo 2026 il kick off meeting del nuovo partenariato

Il 26 e 27 marzo 2026 durante il kick off meeting ospitato da King’s College London, è stato ufficialmente presentato a Londra il progetto COMPASS, aprendo un nuovo capitolo della ricerca europea nel campo della cardio oncologia. Il progetto COMPASS, sostenuto dalla Innovative Health Initiative Joint Undertaking del programma Horizon Europe, inaugura un percorso quinquennale volto a migliorare la salute cardiovascolare dei pazienti oncologici e dei sopravvissuti al cancro attraverso un modello di cura coordinato, multidisciplinare e centrato sulla persona, integrando la dimensione cardiovascolare nei percorsi di cura oncologici

Il progetto COMPASS nasce per rispondere a una criticità sempre più evidente, poiché la cardiotossicità rappresenta una conseguenza crescente e spesso sottodiagnosticata delle moderne terapie oncologiche, con implicazioni di lungo periodo sulla sopravvivenza, sulla qualità della vita e sull’organizzazione dei sistemi sanitari. L’iniziativa interviene su questo snodo con l’obiettivo di superare la frammentazione tra oncologia e cardiologia, apportando un contributo significativo alla lotta contro il cancro, promuovendo una valutazione del rischio più personalizzata lungo l’intero percorso di cura.

Il progetto COMPASS punta infatti a migliorare la previsione precoce del rischio di cardiotossicità, a favorire l’identificazione anticipata delle complicanze cardiovascolari e a sostenere decisioni terapeutiche più personalizzate, insieme a un monitoraggio di lungo periodo più efficace. Per raggiungere questi obiettivi, il consorzio integra competenze che spaziano dalla pratica clinica alla ricerca biomedica, dall’imaging medico all’intelligenza artificiale in modo da contribuire allo sviluppo di sistemi sanitari più integrati ed efficaci.

Il progetto COMPASS e il futuro dell’assistenza cardiovascolare nei pazienti oncologici

Il kick off meeting ha definito le basi operative del lavoro progettuale e ha consentito ai partner di approfondire i contenuti dei pacchetti di lavoro lungo l’intero percorso del paziente. Dalla fase iniziale è emersa la volontà di costruire un percorso clinico completo, capace di integrare previsione del rischio, diagnosi precoce, trattamento personalizzato e monitoraggio a lungo termine, con l’obiettivo di ridurre la frammentazione che ancora limita l’efficacia dell’assistenza in cardio oncologia.

Sul piano scientifico e tecnologico, il progetto prevede l’identificazione e la validazione di nuovi biomarcatori per individuare i segni precoci di cardiotossicità prima che si producano danni cardiaci irreversibili e lo sviluppo di modelli predittivi basati sull’intelligenza artificiale, costruiti attraverso l’integrazione di dati multimodali, tra cui imaging, biomarcatori, dati genomici e informazioni cliniche, per stratificare il rischio cardiovascolare individuale in modo più accurato.

Il progetto include inoltre soluzioni di monitoraggio continuo e non invasivo della salute cardiaca attraverso nuove tecnologie indossabili e strumenti di digital health, così da sostenere interventi clinici più tempestivi e mirati. Accanto a questi elementi, è previsto anche un lavoro dedicato alla sostenibilità, alla valutazione costo efficacia e agli aspetti regolatori, essenziali per accompagnare l’innovazione non soltanto sul piano scientifico, ma anche su quello organizzativo e applicativo, così da favorirne la trasferibilità nella pratica clinica.

Con 62 organizzazioni provenienti da 25 Paesi in Europa, il progetto si fonda su una rete multidisciplinare che sostiene le diverse attività previste lungo l’intero percorso di lavoro. Il consorzio comprende ospedali, centri di ricerca, università, aziende MedTech, piccole e medie imprese e organizzazioni di pazienti, a conferma di un’impostazione che unisce ricerca, clinica, innovazione industriale e partecipazione dei destinatari finali delle cure.

Il kick off meeting ha confermato l’importanza della collaborazione tra professionisti sanitari, ricercatori e rappresentanti dei pazienti per favorire un approccio più integrato tra ricerca, innovazione e assistenza, valorizzando il confronto tra competenze diverse e la costruzione di percorsi di lavoro condivisi. Il progetto COMPASS si propone di tradurre la ricerca in applicazioni concrete, migliorando la qualità e la sicurezza dell’assistenza attraverso percorsi di cura più completi, tempestivi e personalizzati.

Per maggiori informazioni si prega di consultare il seguente LINK.

Categorie
lotta contro il cancro Salute Globale

EUROGIN 2026: nuove raccomandazioni sullo screening cervicale

Le nuove evidenze scientifiche e l’evoluzione delle tecnologie diagnostiche stanno ridefinendo il ruolo dello screening cervicale nelle politiche sanitarie europee, come emerso chiaramente durante EUROGIN 2026, occasione in cui la International Agency for Research on Cancer (IARC) ha presentato a Vienna, il 20 marzo 2026, un aggiornamento delle raccomandazioni europee sullo screening del tumore cervicale, in coincidenza con la pubblicazione delle nuove indicazioni sul portale della Commissione europea

Nel corso di EUROGIN 2026 è stato evidenziato che le raccomandazioni introducono per la prima volta strategie differenziate per le popolazioni vaccinate contro l’HPV, segnando un passaggio rilevante nelle politiche di prevenzione e rafforzando l’impegno europeo nella lotta contro il cancro attraverso approcci più mirati e basati sul rischio

EUROGIN 2026 e strategie differenziate per lo screening cervicale

Le nuove indicazioni presentate a EUROGIN 2026 suggeriscono che nelle popolazioni con copertura vaccinale superiore al cinquanta per cento è possibile adottare intervalli di screening più lunghi, prevedendo fino a dieci anni dopo un risultato negativo al test HPV senza comprometterne l’efficacia complessiva

Per le popolazioni con una copertura vaccinale inferiore al cinquanta per cento, le raccomandazioni indicano che le strategie di screening devono rimanere allineate a quelle della popolazione generale, mantenendo un livello adeguato di protezione sanitaria

I risultati illustrati durante EUROGIN 2026 si basano su una modellizzazione matematica di 118800 strategie di screening simulate, dalla quale emerge che gli intervalli quinquennali non risultano efficienti sotto il profilo dei costi nelle popolazioni altamente vaccinate, mentre intervalli più lunghi consentono di mantenere l’efficacia riducendo il rischio di sovratrattamento

Secondo IARC, queste nuove raccomandazioni rappresentano un passaggio significativo verso programmi di screening più efficienti e contribuiscono all’obiettivo di eliminare il tumore cervicale come problema di salute pubblica

Per maggiori informazioni si prega di consultare il seguente LINK.

Categorie
lotta contro il cancro

17-18 febbraio 2026: Vertice europeo sulle politiche di screening e diagnosi precoce del cancro

Negli ultimi anni l’agenda dell’Unione europea sullo screening oncologico si è progressivamente rafforzata, riconoscendo la diagnosi precoce come elemento centrale delle strategie di lotta contro il cancro. In questo quadro si colloca il Vertice europeo sulle politiche di screening e diagnosi precoce del cancro, in programma il 17 e 18 febbraio 2026 a Bruxelles, con possibilità di partecipazione anche da remoto. Il Vertice europeo è promosso dalla European Cancer Organisation e rappresenta una sede di confronto istituzionale sulle politiche di prevenzione oncologica a livello dell’Unione europea.

L’evento è finalizzato alla valutazione dei progetti pilota europei sullo screening oncologico e all’individuazione dei requisiti operativi, organizzativi e politici per la loro attuazione come programmi strutturati. Il Vertice europeo prende in esame in particolare le iniziative europee per lo screening del cancro alla prostata, al polmone e allo stomaco, sviluppate attraverso progetti finanziati dall’Unione europea quali PRAISE-U, SOLACE e TOGAS, basati su approcci adattati al rischio e ai diversi contesti sanitari nazionali.

Il contributo del Vertice europeo al rafforzamento delle politiche di screening e diagnosi precoce

Il Vertice europeo riunisce rappresentanti delle istituzioni dell’Unione europea, autorità sanitarie nazionali, comunità scientifica, professionisti della sanità pubblica e stakeholder del settore oncologico. L’iniziativa è promossa dalla European Cancer Organisation come piattaforma di confronto tra decisori pubblici ed esperti in ambito oncologico. Il confronto è orientato alla definizione di raccomandazioni operative per programmi di screening di elevata qualità, fondati su evidenze scientifiche solide e su modelli organizzativi sostenibili, contribuendo in modo strutturale alla lotta contro il cancro.

Nel corso delle due giornate vengono affrontati anche i temi della raccolta e condivisione dei dati, nonché le implicazioni economiche e organizzative dell’ampliamento dei programmi di screening oncologico. Il Vertice europeo costituisce un’occasione di confronto sulle condizioni di sostenibilità delle politiche di screening nel lungo periodo e sul rafforzamento del coordinamento tra gli Stati membri nell’ambito delle iniziative europee di lotta contro il cancro.

Il Vertice europeo rappresenta infine un momento di sintesi politica e tecnica a livello dell’Unione europea volto a sostenere il mantenimento di un impegno strutturale in materia di prevenzione oncologica. Attraverso il confronto tra esperienze nazionali e i risultati dei progetti finanziati nell’ambito del programma EU4Health, il Vertice europeo contribuisce a delineare orientamenti condivisi per l’evoluzione dei programmi di screening e per l’integrazione della diagnosi precoce nei sistemi sanitari degli Stati membri.

Per maggiori informazioni si prega di consultare il seguente LINK.

Categorie
lotta contro il cancro

Disuguaglianze nella cura del cancro: nuova pubblicazione dell’Osservatorio Europeo

Le disuguaglianze nella cura del cancro continuano a rappresentare una sfida centrale per i sistemi sanitari europei, nonostante i progressi scientifici e tecnologici registrati negli ultimi decenni. La recente pubblicazione dell’Osservatorio Europeo sui Sistemi e le Politiche Sanitarie analizza in modo sistematico come le disuguaglianze nella cura del cancro non siano fenomeni inevitabili, ma il risultato di scelte di policy, assetti organizzativi e livelli di performance dei sistemi sanitari. Le disuguaglianze nella cura del cancro incidono sull’intero percorso assistenziale, dalla prevenzione alla diagnosi, dal trattamento ai servizi di supporto.

Il documento evidenzia che, sebbene i determinanti sociali della salute influenzino in modo significativo il rischio di ammalarsi e gli esiti clinici, i sistemi sanitari hanno un margine di azione determinante per ridurre le disuguaglianze nella cura del cancro. Governance, finanziamento, organizzazione dei servizi, forza lavoro, accesso a medicinali e tecnologie e sistemi informativi costituiscono leve fondamentali attraverso cui i sistemi possono tradurre l’innovazione scientifica in benefici equi per la popolazione.

Approcci di sistema per affrontare le disuguaglianze nella cura del cancro

La pubblicazione adotta una prospettiva basata sui principali componenti del sistema sanitario, sottolineando come una governance forte e orientata all’equità sia essenziale per affrontare le disuguaglianze nella cura del cancro. I governi sono chiamati a definire priorità chiare, basate su evidenze, a garantire coerenza tra politiche nazionali e sovranazionali e a coinvolgere attivamente i portatori di interesse, incluse le organizzazioni dei pazienti, nei processi decisionali.

Il finanziamento sostenibile emerge come un altro elemento chiave. Meccanismi equi di raccolta delle risorse, coperture adeguate e strategie di acquisto efficaci sono indicati come strumenti essenziali per assicurare l’accesso ai servizi oncologici e alle terapie innovative, evitando che i costi elevati contribuiscano ad ampliare le disuguaglianze nella cura del cancro. Parallelamente, l’organizzazione dei servizi deve garantire accesso tempestivo, sicurezza e continuità lungo l’intero percorso assistenziale.

Particolare attenzione viene dedicata alla forza lavoro sanitaria. La pubblicazione sottolinea come la carenza di personale specializzato, le disuguaglianze territoriali e la mancanza di competenze multidisciplinari rappresentino fattori critici che alimentano le disuguaglianze nella cura del cancro. Investire nella formazione, nella pianificazione del personale e nell’integrazione tra professionisti è considerato fondamentale per migliorare l’equità delle cure.

Il documento affronta inoltre il ruolo dei sistemi informativi e della digitalizzazione, evidenziando che la disponibilità di dati di qualità è cruciale per monitorare le disuguaglianze e orientare le decisioni di policy. Allo stesso tempo, viene segnalato il rischio che le innovazioni digitali e tecnologiche, se non governate in modo inclusivo, possano rafforzare le disuguaglianze esistenti. La pubblicazione conclude che solo un approccio sistemico, coordinato e orientato all’equità può consentire ai sistemi sanitari di ridurre in modo efficace e duraturo le disuguaglianze nella cura del cancro.

Per maggiori informazioni si prega di consultare il seguente LINK.