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Progetto COMPASS: 26-27 marzo 2026 il kick off meeting del nuovo partenariato

Il 26 e 27 marzo 2026 durante il kick off meeting ospitato da King’s College London, è stato ufficialmente presentato a Londra il progetto COMPASS, aprendo un nuovo capitolo della ricerca europea nel campo della cardio oncologia. Il progetto COMPASS, sostenuto dalla Innovative Health Initiative Joint Undertaking del programma Horizon Europe, inaugura un percorso quinquennale volto a migliorare la salute cardiovascolare dei pazienti oncologici e dei sopravvissuti al cancro attraverso un modello di cura coordinato, multidisciplinare e centrato sulla persona, integrando la dimensione cardiovascolare nei percorsi di cura oncologici

Il progetto COMPASS nasce per rispondere a una criticità sempre più evidente, poiché la cardiotossicità rappresenta una conseguenza crescente e spesso sottodiagnosticata delle moderne terapie oncologiche, con implicazioni di lungo periodo sulla sopravvivenza, sulla qualità della vita e sull’organizzazione dei sistemi sanitari. L’iniziativa interviene su questo snodo con l’obiettivo di superare la frammentazione tra oncologia e cardiologia, apportando un contributo significativo alla lotta contro il cancro, promuovendo una valutazione del rischio più personalizzata lungo l’intero percorso di cura.

Il progetto COMPASS punta infatti a migliorare la previsione precoce del rischio di cardiotossicità, a favorire l’identificazione anticipata delle complicanze cardiovascolari e a sostenere decisioni terapeutiche più personalizzate, insieme a un monitoraggio di lungo periodo più efficace. Per raggiungere questi obiettivi, il consorzio integra competenze che spaziano dalla pratica clinica alla ricerca biomedica, dall’imaging medico all’intelligenza artificiale in modo da contribuire allo sviluppo di sistemi sanitari più integrati ed efficaci.

Il progetto COMPASS e il futuro dell’assistenza cardiovascolare nei pazienti oncologici

Il kick off meeting ha definito le basi operative del lavoro progettuale e ha consentito ai partner di approfondire i contenuti dei pacchetti di lavoro lungo l’intero percorso del paziente. Dalla fase iniziale è emersa la volontà di costruire un percorso clinico completo, capace di integrare previsione del rischio, diagnosi precoce, trattamento personalizzato e monitoraggio a lungo termine, con l’obiettivo di ridurre la frammentazione che ancora limita l’efficacia dell’assistenza in cardio oncologia.

Sul piano scientifico e tecnologico, il progetto prevede l’identificazione e la validazione di nuovi biomarcatori per individuare i segni precoci di cardiotossicità prima che si producano danni cardiaci irreversibili e lo sviluppo di modelli predittivi basati sull’intelligenza artificiale, costruiti attraverso l’integrazione di dati multimodali, tra cui imaging, biomarcatori, dati genomici e informazioni cliniche, per stratificare il rischio cardiovascolare individuale in modo più accurato.

Il progetto include inoltre soluzioni di monitoraggio continuo e non invasivo della salute cardiaca attraverso nuove tecnologie indossabili e strumenti di digital health, così da sostenere interventi clinici più tempestivi e mirati. Accanto a questi elementi, è previsto anche un lavoro dedicato alla sostenibilità, alla valutazione costo efficacia e agli aspetti regolatori, essenziali per accompagnare l’innovazione non soltanto sul piano scientifico, ma anche su quello organizzativo e applicativo, così da favorirne la trasferibilità nella pratica clinica.

Con 62 organizzazioni provenienti da 25 Paesi in Europa, il progetto si fonda su una rete multidisciplinare che sostiene le diverse attività previste lungo l’intero percorso di lavoro. Il consorzio comprende ospedali, centri di ricerca, università, aziende MedTech, piccole e medie imprese e organizzazioni di pazienti, a conferma di un’impostazione che unisce ricerca, clinica, innovazione industriale e partecipazione dei destinatari finali delle cure.

Il kick off meeting ha confermato l’importanza della collaborazione tra professionisti sanitari, ricercatori e rappresentanti dei pazienti per favorire un approccio più integrato tra ricerca, innovazione e assistenza, valorizzando il confronto tra competenze diverse e la costruzione di percorsi di lavoro condivisi. Il progetto COMPASS si propone di tradurre la ricerca in applicazioni concrete, migliorando la qualità e la sicurezza dell’assistenza attraverso percorsi di cura più completi, tempestivi e personalizzati.

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EUROGIN 2026: nuove raccomandazioni sullo screening cervicale

Le nuove evidenze scientifiche e l’evoluzione delle tecnologie diagnostiche stanno ridefinendo il ruolo dello screening cervicale nelle politiche sanitarie europee, come emerso chiaramente durante EUROGIN 2026, occasione in cui la International Agency for Research on Cancer (IARC) ha presentato a Vienna, il 20 marzo 2026, un aggiornamento delle raccomandazioni europee sullo screening del tumore cervicale, in coincidenza con la pubblicazione delle nuove indicazioni sul portale della Commissione europea

Nel corso di EUROGIN 2026 è stato evidenziato che le raccomandazioni introducono per la prima volta strategie differenziate per le popolazioni vaccinate contro l’HPV, segnando un passaggio rilevante nelle politiche di prevenzione e rafforzando l’impegno europeo nella lotta contro il cancro attraverso approcci più mirati e basati sul rischio

EUROGIN 2026 e strategie differenziate per lo screening cervicale

Le nuove indicazioni presentate a EUROGIN 2026 suggeriscono che nelle popolazioni con copertura vaccinale superiore al cinquanta per cento è possibile adottare intervalli di screening più lunghi, prevedendo fino a dieci anni dopo un risultato negativo al test HPV senza comprometterne l’efficacia complessiva

Per le popolazioni con una copertura vaccinale inferiore al cinquanta per cento, le raccomandazioni indicano che le strategie di screening devono rimanere allineate a quelle della popolazione generale, mantenendo un livello adeguato di protezione sanitaria

I risultati illustrati durante EUROGIN 2026 si basano su una modellizzazione matematica di 118800 strategie di screening simulate, dalla quale emerge che gli intervalli quinquennali non risultano efficienti sotto il profilo dei costi nelle popolazioni altamente vaccinate, mentre intervalli più lunghi consentono di mantenere l’efficacia riducendo il rischio di sovratrattamento

Secondo IARC, queste nuove raccomandazioni rappresentano un passaggio significativo verso programmi di screening più efficienti e contribuiscono all’obiettivo di eliminare il tumore cervicale come problema di salute pubblica

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17-18 febbraio 2026: Vertice europeo sulle politiche di screening e diagnosi precoce del cancro

Negli ultimi anni l’agenda dell’Unione europea sullo screening oncologico si è progressivamente rafforzata, riconoscendo la diagnosi precoce come elemento centrale delle strategie di lotta contro il cancro. In questo quadro si colloca il Vertice europeo sulle politiche di screening e diagnosi precoce del cancro, in programma il 17 e 18 febbraio 2026 a Bruxelles, con possibilità di partecipazione anche da remoto. Il Vertice europeo è promosso dalla European Cancer Organisation e rappresenta una sede di confronto istituzionale sulle politiche di prevenzione oncologica a livello dell’Unione europea.

L’evento è finalizzato alla valutazione dei progetti pilota europei sullo screening oncologico e all’individuazione dei requisiti operativi, organizzativi e politici per la loro attuazione come programmi strutturati. Il Vertice europeo prende in esame in particolare le iniziative europee per lo screening del cancro alla prostata, al polmone e allo stomaco, sviluppate attraverso progetti finanziati dall’Unione europea quali PRAISE-U, SOLACE e TOGAS, basati su approcci adattati al rischio e ai diversi contesti sanitari nazionali.

Il contributo del Vertice europeo al rafforzamento delle politiche di screening e diagnosi precoce

Il Vertice europeo riunisce rappresentanti delle istituzioni dell’Unione europea, autorità sanitarie nazionali, comunità scientifica, professionisti della sanità pubblica e stakeholder del settore oncologico. L’iniziativa è promossa dalla European Cancer Organisation come piattaforma di confronto tra decisori pubblici ed esperti in ambito oncologico. Il confronto è orientato alla definizione di raccomandazioni operative per programmi di screening di elevata qualità, fondati su evidenze scientifiche solide e su modelli organizzativi sostenibili, contribuendo in modo strutturale alla lotta contro il cancro.

Nel corso delle due giornate vengono affrontati anche i temi della raccolta e condivisione dei dati, nonché le implicazioni economiche e organizzative dell’ampliamento dei programmi di screening oncologico. Il Vertice europeo costituisce un’occasione di confronto sulle condizioni di sostenibilità delle politiche di screening nel lungo periodo e sul rafforzamento del coordinamento tra gli Stati membri nell’ambito delle iniziative europee di lotta contro il cancro.

Il Vertice europeo rappresenta infine un momento di sintesi politica e tecnica a livello dell’Unione europea volto a sostenere il mantenimento di un impegno strutturale in materia di prevenzione oncologica. Attraverso il confronto tra esperienze nazionali e i risultati dei progetti finanziati nell’ambito del programma EU4Health, il Vertice europeo contribuisce a delineare orientamenti condivisi per l’evoluzione dei programmi di screening e per l’integrazione della diagnosi precoce nei sistemi sanitari degli Stati membri.

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Disuguaglianze nella cura del cancro: nuova pubblicazione dell’Osservatorio Europeo

Le disuguaglianze nella cura del cancro continuano a rappresentare una sfida centrale per i sistemi sanitari europei, nonostante i progressi scientifici e tecnologici registrati negli ultimi decenni. La recente pubblicazione dell’Osservatorio Europeo sui Sistemi e le Politiche Sanitarie analizza in modo sistematico come le disuguaglianze nella cura del cancro non siano fenomeni inevitabili, ma il risultato di scelte di policy, assetti organizzativi e livelli di performance dei sistemi sanitari. Le disuguaglianze nella cura del cancro incidono sull’intero percorso assistenziale, dalla prevenzione alla diagnosi, dal trattamento ai servizi di supporto.

Il documento evidenzia che, sebbene i determinanti sociali della salute influenzino in modo significativo il rischio di ammalarsi e gli esiti clinici, i sistemi sanitari hanno un margine di azione determinante per ridurre le disuguaglianze nella cura del cancro. Governance, finanziamento, organizzazione dei servizi, forza lavoro, accesso a medicinali e tecnologie e sistemi informativi costituiscono leve fondamentali attraverso cui i sistemi possono tradurre l’innovazione scientifica in benefici equi per la popolazione.

Approcci di sistema per affrontare le disuguaglianze nella cura del cancro

La pubblicazione adotta una prospettiva basata sui principali componenti del sistema sanitario, sottolineando come una governance forte e orientata all’equità sia essenziale per affrontare le disuguaglianze nella cura del cancro. I governi sono chiamati a definire priorità chiare, basate su evidenze, a garantire coerenza tra politiche nazionali e sovranazionali e a coinvolgere attivamente i portatori di interesse, incluse le organizzazioni dei pazienti, nei processi decisionali.

Il finanziamento sostenibile emerge come un altro elemento chiave. Meccanismi equi di raccolta delle risorse, coperture adeguate e strategie di acquisto efficaci sono indicati come strumenti essenziali per assicurare l’accesso ai servizi oncologici e alle terapie innovative, evitando che i costi elevati contribuiscano ad ampliare le disuguaglianze nella cura del cancro. Parallelamente, l’organizzazione dei servizi deve garantire accesso tempestivo, sicurezza e continuità lungo l’intero percorso assistenziale.

Particolare attenzione viene dedicata alla forza lavoro sanitaria. La pubblicazione sottolinea come la carenza di personale specializzato, le disuguaglianze territoriali e la mancanza di competenze multidisciplinari rappresentino fattori critici che alimentano le disuguaglianze nella cura del cancro. Investire nella formazione, nella pianificazione del personale e nell’integrazione tra professionisti è considerato fondamentale per migliorare l’equità delle cure.

Il documento affronta inoltre il ruolo dei sistemi informativi e della digitalizzazione, evidenziando che la disponibilità di dati di qualità è cruciale per monitorare le disuguaglianze e orientare le decisioni di policy. Allo stesso tempo, viene segnalato il rischio che le innovazioni digitali e tecnologiche, se non governate in modo inclusivo, possano rafforzare le disuguaglianze esistenti. La pubblicazione conclude che solo un approccio sistemico, coordinato e orientato all’equità può consentire ai sistemi sanitari di ridurre in modo efficace e duraturo le disuguaglianze nella cura del cancro.

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Europe’s Beating Cancer Plan: pubblicata la valutazione dei risultati nel periodo 2021-2024

Lanciato nel 2021 dalla Commissione europea, Europe’s Beating Cancer Plan costituisce il quadro strategico dell’Unione per le politiche di prevenzione, diagnosi precoce, trattamento e qualità della vita dei pazienti oncologici. La recente valutazione dei risultati di Europe’s Beating Cancer Plan, realizzata dal Servizio di Ricerca del Parlamento europeo (EPRS) e completata nell’ottobre 2025, fornisce un’analisi strutturata dell’attuazione delle iniziative previste nel periodo 2021-2024. Il rapporto, pubblicato nell’ambito delle attività conoscitive del Parlamento europeo, esamina il livello di implementazione delle misure del piano, approfondendo aspetti di governance, strumenti finanziari e coordinamento tra istituzioni europee e Stati membri.

Europe’s Beating Cancer Plan: valutazione dei risultati e principali evidenze

Europe’s Beating Cancer Plan è articolato in quattro pilastri: prevenzione, diagnosi precoce, diagnosi e trattamento, e qualità della vita, i quali costituiscono la struttura portante dell’intera strategia e orientano l’attuazione delle iniziative previste. Nel documento vengono analizzati gli interventi avviati in ciascuna area, evidenziando la necessità di un consolidamento ulteriore delle misure, in particolare per quanto riguarda l’armonizzazione tra Stati membri.

Il rapporto rileva che, nonostante le risorse europee significative destinate al piano, permangono differenze rilevanti nell’implementazione delle politiche di prevenzione e screening oncologico. Rimangono inoltre significative disparità nell’accesso alle tecnologie diagnostiche avanzate e ai trattamenti innovativi, con impatti diversi sui sistemi sanitari nazionali. L’analisi presenta anche una selezione di buone pratiche trasferibili, utili per sostenere gli Stati membri nel miglioramento della qualità dei servizi oncologici e nella riduzione delle disuguaglianze.

Tra gli elementi richiamati emergono l’importanza del monitoraggio epidemiologico, il potenziamento del coordinamento interistituzionale e un impegno più strutturato per ridurre le differenze territoriali nella lotta contro il cancro. L’EPRS formula inoltre raccomandazioni orientate a incrementare l’efficacia complessiva dell’attuazione del piano, garantendone sostenibilità e omogeneità nel lungo periodo.

La valutazione dei risultati di Europe’s Beating Cancer Plan si configura come uno strumento essenziale per orientare le future priorità dell’Unione in materia di salute pubblica. Il documento contribuisce a delineare un percorso di rafforzamento delle capacità nazionali ed europee, sostenendo l’evoluzione delle politiche oncologiche verso una maggiore integrazione, equità e qualità delle cure nei prossimi anni.

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EUBCP: avviato il EU Network of Comprehensive Cancer Centres

L’avvio ufficiale del EU Network of Comprehensive Cancer Centres segna una delle più rilevanti tappe attuative dell’Europe’s Beating Cancer Plan (EUBCP), contribuendo in modo significativo al rafforzamento delle azioni europee nella lotta contro il cancro. Con il lancio della nuova rete europea, la Commissione europea punta a creare un’infrastruttura coordinata di centri oncologici completi in tutti gli Stati membri, affinché ogni paziente possa accedere a percorsi assistenziali di alta qualità fondati su standard omogenei.

I centri oncologici completi (Comprehensive Cancer Centres, CCC) sono strutture altamente specializzate che integrano cura, ricerca, innovazione, prevenzione e servizi di supporto, garantendo un approccio multidisciplinare lungo tutto il percorso oncologico.

Obiettivi strategici del EU Network of Comprehensive Cancer Centres

La strutturazione del EU Network of Comprehensive Cancer Centres rientra tra gli obiettivi centrali della Joint Action EUnetCCC, finanziata dal programma EU4Health, che prevede l’adozione di un quadro comune di certificazione, la definizione di requisiti organizzativi condivisi e la creazione di Comprehensive Cancer Care Networks. Il progetto coinvolge 163 partner in 31 Paesi, con una durata 2024-2028 e un budget complessivo superiore ai 110 milioni di euro. Tra le attività previste rientrano la valutazione dei centri oncologici completi, il rafforzamento delle capacità dei sistemi sanitari e la predisposizione di strumenti di governance e sostenibilità per garantire continuità alla rete nel lungo periodo.

Il network è stato ufficialmente lanciato il 6 novembre 2025 a Parigi, durante l’EUnetCCC Annual Meeting, nel corso del quale è stato presentato anche il White Paper che definisce la visione strategica e operativa della rete. L’istituzione del EU Network of Comprehensive Cancer Centres rappresenta un passaggio strategico per il panorama europeo e un’opportunità rilevante per il sistema oncologico italiano, che potrà beneficiare di maggiore integrazione, standard comuni e valorizzazione delle competenze cliniche e scientifiche.

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5^ incontro del Ciclo di Seminari dedicati alla lotta contro il cancro

ProMIS e APRE organizzano il quinto e ultimo incontro del Ciclo di Seminari dedicati alla lotta contro il cancro, dal titolo “Sinergie tra Italia ed Europa nella lotta contro il cancro: garantire l’accesso universale a cure oncologiche e ridurre le disuguaglianze”.

L’evento si terrà online il 19 novembre 2025, dalle 10:00 alle 12:00 CET.

Per partecipare all’evento, che si terrà in ITALIANO, è necessario registrarsi QUI.

Il FOCUS DEL 5^ SEMINARIO “Garantire l’Accesso Universale a Cure Oncologiche e Ridurre le Disuguaglianze”

L’iniziativa si colloca nell’ambito di un percorso di workshop volto a rafforzare il dialogo tra istituzioni italiane ed europee, promuovendo la condivisione di esperienze, buone pratiche e strumenti concreti per migliorare la prevenzione, la diagnosi e il trattamento del cancro.

Alla base del ciclo vi è la convinzione che solo un approccio coordinato e sinergico tra i diversi attori coinvolti possa generare risposte efficaci a una delle sfide più urgenti per la salute pubblica.

L’ultimo appuntamento sarà dedicato al tema dell’accesso equo alle cure oncologiche, approfondendo le disuguaglianze in oncologia e le politiche adottate a livello europeo e nazionale per garantire inclusione, equità e qualità nei percorsi terapeutici.

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OMS: nuove analisi globali R&D evidenziano lacune e disuguaglianze nella ricerca sul cancro

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha pubblicato un nuovo rapporto che presenta analisi globali R&D (Ricerca e Sviluppo) sulla ricerca oncologica, evidenziando lacune e disuguaglianze che ostacolano la capacità del sistema scientifico mondiale di rispondere ai bisogni reali delle popolazioni. Le nuove analisi mostrano come gli investimenti e gli studi sul cancro rimangano fortemente concentrati in alcune aree geografiche, tralasciando i contesti a basso e medio reddito, dove il carico della malattia è in aumento.

Secondo l’OMS, le analisi globali R&D dimostrano che, nonostante i progressi tecnologici e terapeutici, la ricerca oncologica globale continua a riflettere priorità economiche e geografiche piuttosto che epidemiologiche. Questa situazione produce squilibri significativi nell’accesso alle cure, nella rappresentatività dei dati clinici e nella capacità di innovazione dei paesi con risorse limitate.

Analisi globali R&D: le principali evidenze del rapporto OMS

Le analisi globali R&D mostrano che oltre l’80% degli studi clinici sul cancro si concentra nei paesi ad alto reddito, con una minima partecipazione delle popolazioni africane, asiatiche e latinoamericane. Tale distribuzione diseguale limita la generalizzabilità dei risultati scientifici e riduce l’impatto globale delle scoperte.

Il rapporto segnala inoltre la concentrazione di infrastrutture di ricerca, tecnologie avanzate e risorse economiche in pochi centri accademici, generando lacune e disuguaglianze profonde nella produzione di conoscenza. Tumori ad alto impatto nei paesi a basso e medio reddito (come quelli al fegato, alla cervice uterina e all’esofago) ricevono un’attenzione marginale rispetto al loro peso epidemiologico.

Per affrontare tali criticità, l’OMS propone cinque azioni strategiche:

  • riequilibrare gli investimenti verso aree e tipi di cancro trascurati;
  • rafforzare le capacità di ricerca nei paesi a basso e medio reddito;
  • ampliare la partecipazione e la diversità negli studi clinici;
  • promuovere la condivisione dei dati e la collaborazione internazionale;
  • sviluppare una governance globale più equa e trasparente.

Le analisi globali R&D rappresentano un riferimento cruciale per orientare le politiche di ricerca e favorire una maggiore equità nella lotta contro il cancro. L’OMS sottolinea che solo attraverso un approccio coordinato e inclusivo sarà possibile ridurre le disuguaglianze e garantire che i progressi scientifici beneficino tutte le popolazioni, indipendentemente dal contesto socioeconomico.

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Settembre è il mese della sensibilizzazione sul cancro infantile

Settembre, mese della sensibilizzazione sul cancro infantile, rappresenta un appuntamento cruciale per la comunità internazionale. Ogni anno, infatti, vengono diagnosticati circa 400 000 casi di cancro infantile, con una forte disparità tra i Paesi ad alto reddito, dove i tassi di sopravvivenza superano l’80 %, e quelli a basso reddito, dove sopravvive solo un bambino su cinque. Questo divario sostanziale mette in luce l’importanza di rafforzare i sistemi sanitari, rendere più accessibili le cure e promuovere un impegno globale condiviso.

L’impegno globale per contrastare il cancro infantile

La campagna mira ad aumentare la consapevolezza pubblica sul cancro infantile, a favorire la diagnosi precoce e a ridurre le disuguaglianze nell’accesso ai trattamenti. Durante il mese di sensibilizzazione, l’OMS e i partner internazionali organizzano iniziative di comunicazione, attività formative e momenti di confronto tra esperti, operatori sanitari e rappresentanti delle famiglie. Il supporto alle famiglie è un aspetto fondamentale, perché il peso della malattia non è solo clinico, ma anche psicologico ed economico.

Il WHO Regional Office for the Eastern Mediterranean ha recentemente riunito in Egitto sopravvissuti al cancro infantile, professionisti sanitari e associazioni, per condividere esperienze e definire azioni concrete a favore di chi affronta la malattia. Le testimonianze dirette dei giovani sopravvissuti hanno sottolineato quanto sia prezioso il supporto offerto da chi ha già affrontato la malattia, insieme al ruolo delle comunità nel sostenere i bambini e le famiglie durante e dopo i trattamenti.

Global Initiative for Childhood Cancer

Particolare rilievo assume la Global Initiative for Childhood Cancer (GICC), lanciata nel 2018 dall’OMS in collaborazione con il St. Jude Children’s Research Hospital. L’obiettivo è ambizioso: portare il tasso globale di sopravvivenza al cancro infantile almeno al 60 % entro il 2030, riducendo la sofferenza e garantendo un futuro migliore ai bambini colpiti.

Nella Regione del Mediterraneo Orientale, otto Paesi hanno già aderito al CureAll Framework, impegnandosi ad adottare protocolli oncologici pediatrici standardizzati e a rafforzare le capacità dei sistemi sanitari. Alcuni esempi concreti: in Pakistan, Marocco, Siria e Libia sono stati avviati programmi di formazione per migliorare la diagnosi precoce del cancro infantile; in Egitto sono in fase di sviluppo politiche assicurative per alleviare il carico finanziario delle famiglie; in Giordania e Pakistan sono stati implementati protocolli pediatrici armonizzati; in Libano è stato istituito un Comitato Pediatrico per il Cancro, con la partecipazione di sopravvissuti, infermieri, rappresentanti OMS e assistenti sociali.

Settembre come mese della sensibilizzazione sul cancro infantile non è soltanto un momento simbolico: è un richiamo all’azione per istituzioni, professionisti e società civile affinché la lotta contro la malattia e il superamento delle disuguaglianze diventino una priorità condivisa.

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OBS‑PACE: un hub che analizza l’attuazione del Piano europeo per la lotta contro il cancro

È online OBS‑PACE, la nuova piattaforma sviluppata dall’European Observatory on Health Systems and Policies in collaborazione con la Direzione Generale per la Salute e la Sicurezza Alimentare (DG SANTE) della Commissione Europea. Il sito rappresenta un punto di accesso strategico a conoscenze ed esperienze maturate nei diversi paesi europei nell’ambito dell’attuazione del Piano Europeo di Lotta contro il Cancro (European Beating Cancer Plan – EBCP).

cos’è OBS‑PACE

OBS‑PACE, acronimo di Learning from Progress in Addressing Cancer in Europe, mette a disposizione un archivio strutturato di studi di caso riguardanti interventi concreti nella prevenzione, diagnosi, trattamento e miglioramento della qualità della vita dei pazienti oncologici. Le buone pratiche sono descritte in modo omogeneo attraverso template condivisi, facilitando confronti tra paesi e regioni.

La piattaforma è arricchita da analisi tematiche trasversali, articoli di approfondimento e contributi video che evidenziano tendenze, opportunità e sfide comuni nei sistemi sanitari europei. Inoltre, OBS‑PACE svolge un ruolo complementare rispetto al Cancer Inequalities Registry, offrendo elementi qualitativi che aiutano a comprendere e affrontare le disparità esistenti nell’accesso e nella qualità delle cure oncologiche.

Uno degli obiettivi centrali è favorire una cultura della condivisione e dell’apprendimento tra i diversi attori del settore salute – decisori, clinici, ricercatori e stakeholder della società civile – contribuendo a rendere più efficaci e sostenibili le politiche sanitarie contro il cancro.

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