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Commissione europea: pubblicato il documento “Tassonomia dei materiali avanzati”

La Commissione europea ha sviluppato una nuova “Tassonomia dei materiali avanzati” (Advanced Materials Taxonomy), un quadro strutturato per classificare e organizzare i progetti e i temi di ricerca relativi ai materiali avanzati e alle tecnologie industriali nell’ambito di Horizon Europe, in particolare del Cluster 4. Il documento, elaborato dalla European Health and Digital Executive Agency (HaDEA), nasce dall’esperienza dell’Unità B3 (Industry) nella gestione dei portafogli di progetti e punta a rafforzare il collegamento tra attività di ricerca e innovazione, priorità politiche e trasformazione industriale.

Una tassonomia pensata per collegare ricerca e politiche industriali

L’obiettivo non è semplicemente catalogare i materiali in funzione dei settori industriali di applicazione. La tassonomia adotta infatti un approccio basato sui temi e sulle funzioni, classificando le attività in base alla loro principale finalità innovativa. Questo consente di rappresentare meglio la natura trasversale e interdisciplinare della ricerca sui materiali avanzati, che interessa contemporaneamente mobilità, energia, elettronica, costruzioni, industria manifatturiera e numerosi altri ambiti.

Il sistema è costruito su tre livelli gerarchici, che rispondono alle domande “COME”, “COSA”, e “PER COSA”: il primo individua l’ampio dominio dell’innovazione o il percorso di trasformazione; il secondo identifica l’area tecnologica o funzionale; il terzo specifica l’applicazione, l’obiettivo industriale o il meccanismo di attuazione. La struttura è inoltre coerente con la direzionalità della catena del valore sviluppata dalla partnership IAM4EU.

Il documento sottolinea che la tassonomia è stata sviluppata attraverso un’analisi iterativa degli argomenti e dei progetti di Horizon Europe e delle attività di clustering dei portafogli. Il sistema è concepito come una struttura scalabile e dinamica, alla quale potranno essere aggiunte nuove categorie qualora emergano temi ricorrenti non classificabili nelle categorie esistenti.

Dalla classificazione al governo dei portafogli

Uno degli aspetti più interessanti del documento è che la tassonomia viene concepita non come un semplice strumento descrittivo, ma come uno strumento di gestione strategica. La sua applicazione dovrebbe consentire di costruire e analizzare i portafogli di progetti, monitorare l’evoluzione tecnologica e industriale, fornire dei riscontri alle politiche europee e individuare nuove tendenze.

La struttura permette inoltre di collegare più sistematicamente i portafogli gestiti da HaDEA con i temi dei programmi di finanziamento di Horizon Europe, contribuendo a una rappresentazione più strutturata dello stato di sviluppo delle politiche. 

Sostenibilità e autonomia tecnologica al centro

Dalla classificazione emerge una visione dei materiali avanzati strettamente collegata alle principali trasformazioni dell’industria europea. La sostenibilità attraversa numerose categorie: dai materiali riciclabili e bio-based alle alternative alle sostanze pericolose, dalla riduzione dell’impiego di materie prime critiche nei magneti alla decarbonizzazione dei processi industriali, fino all’economia circolare e all’efficienza energetica.

Parallelamente, la tassonomia evidenzia l’importanza delle tecnologie digitali e delle nuove capacità computazionali. Intelligenza artificiale, machine learning, digital twins, infrastrutture di dati e tecnologie quantistiche sono presentati come strumenti destinati ad accelerare la scoperta dei materiali, ottimizzare i processi produttivi e migliorare le prestazioni e la sostenibilità delle tecnologie industriali.

Un documento destinato a evolvere

La nuova tassonomia viene esplicitamente descritta come un documento “vivo”. Sebbene sia stata sviluppata principalmente per l’area dei materiali avanzati e per i relativi portafogli di progetti, gli autori suggeriscono di valutarne l’applicabilità anche ad altri settori di policy, introducendo nuove categorie in funzione delle esigenze emergenti.

Il valore del nuovo strumento risiede quindi non soltanto nella capacità di mettere ordine in un settore tecnologico estremamente ampio e interdisciplinare, ma soprattutto nella possibilità di creare un linguaggio comune tra ricerca, finanziamento europeo, politica industriale e innovazione. In questo senso, la tassonomia può diventare uno strumento utile per comprendere dove si concentrano gli investimenti europei, quali tecnologie stanno emergendo e quali condizioni sono necessarie perché i risultati della ricerca sui materiali avanzati arrivino effettivamente all’industria e al mercato.

 

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digital health Salute Globale

OMS Europa: servono regole più forti per governare l’intelligenza artificiale in sanità

L’intelligenza artificiale sta trasformando rapidamente i sistemi sanitari europei. Dalla diagnostica assistita agli strumenti di supporto alle decisioni cliniche, fino ai chatbot per i pazienti, le applicazioni dell’IA sono ormai sempre più diffuse. Tuttavia, secondo l’OMS Europa, la velocità con cui queste tecnologie vengono adottate supera di gran lunga quella con cui vengono definite regole, responsabilità e meccanismi di controllo.

È questo il messaggio lanciato dal Direttore regionale dell’OMS per l’Europa, il dott. Hans Kluge, in occasione della conferenza internazionale “Shaping AI in Health”, svoltasi a Lisbona il 15 luglio 2026. Nel suo intervento, Kluge ha invitato governi e istituzioni ad agire rapidamente per evitare che il divario tra innovazione tecnologica e governance diventi irreversibile.

L’IA è già una realtà negli ospedali europei

I dati presentati dall’OMS mostrano che l’intelligenza artificiale è già ampiamente utilizzata nella Regione europea. Circa due terzi dei Paesi impiegano strumenti di IA per supportare la diagnostica e numerosi sistemi sanitari stanno introducendo assistenti virtuali e altre applicazioni basate sull’intelligenza artificiale.

Nonostante questa rapida diffusione, la governance rimane ancora insufficiente. Solo una piccola parte dei Paesi dispone infatti di una strategia nazionale specifica sull’IA in sanità, mentre in molti casi mancano linee guida etiche, standard di responsabilità e percorsi strutturati di formazione per i professionisti sanitari.

Innovazione sì, ma con regole chiare

Per l’OMS, il problema non è rallentare l’innovazione, bensì accompagnarla con strumenti adeguati di governo. L’obiettivo è garantire che l’IA migliori realmente la qualità dell’assistenza, riduca le disuguaglianze e rafforzi la fiducia dei cittadini nei sistemi sanitari. Secondo l’Organizzazione, una governance efficace dovrebbe poggiare su tre pilastri fondamentali:

  1. regole chiare che definiscano responsabilità, sicurezza e trasparenza;
  2. infrastrutture e strumenti che consentano un utilizzo affidabile delle tecnologie;
  3. formazione del personale sanitario.
Il rischio di ampliare le disuguaglianze

L’OMS sottolinea inoltre che l’intelligenza artificiale non è neutrale. Se sviluppata o implementata senza adeguati controlli, può amplificare disuguaglianze già esistenti, introdurre bias nei processi decisionali e compromettere la tutela dei dati personali.

Per questo motivo, la supervisione umana deve rimanere centrale. L’IA deve rappresentare uno strumento di supporto ai professionisti sanitari e non sostituire il giudizio clinico, soprattutto nelle decisioni che incidono direttamente sulla salute delle persone.

Un’agenda comune per l’Europa

Il messaggio dell’OMS arriva in un momento cruciale, mentre l’Unione europea sta implementando l’AI Act e molti Paesi stanno definendo le proprie strategie nazionali sull’intelligenza artificiale. La sfida sarà trasformare i principi normativi in pratiche concrete all’interno dei sistemi sanitari, assicurando che innovazione, sicurezza ed equità procedano di pari passo.

Per l’OMS Europa, il tempo per agire è adesso: governare l’intelligenza artificiale significa costruire sistemi sanitari più sicuri, resilienti e orientati ai bisogni delle persone, prima che il divario tra sviluppo tecnologico e capacità di regolamentazione diventi troppo ampio per essere colmato.

 

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digital health

EDIH Summit 2026: Strengthening the AI Innovation Ecosystem

I prossimi 9 e 10 giugno si terrà a Bruxelles l’EDIH Summit 2026 dal titolo “Rafforzare l’ecosistema dell’innovazione nell’intelligenza artificiale”. Si cercherà di esaminare come funziona nella pratica l’ecosistema europeo dell’IA, condividere approcci, rafforzare il coordinamento e definire come le strutture di supporto e gli EDIH debbano evolversi in un panorama tecnologico e normativo in rapida evoluzione. Sono già aperte le iscrizioni per poter partecipare.

L’EDIH Summit 2026

L’ambizione europea nel campo dell’intelligenza artificiale si sta espandendo. Con l’entrata in vigore della legge sull’IA, l’adozione del piano d’azione “AI Continent” e l’attuazione della strategia “Apply AI”, c’è un quadro politico consolidato. La domanda fondamentale è se l’ecosistema funzioni in modo efficace: se le PMI e le amministrazioni pubbliche possano accedere alle infrastrutture adeguate, ottenere una guida affidabile e passare dall’interesse iniziale a un’adozione concreta dell’IA. Questa è la questione centrale che il Summit di quest’anno intende affrontare.

L’EDIH Summit 2026 riunisce l’intera rete degli European Digital Innovation Hubs (EDIH), le istituzioni dell’UE, gli Stati membri, le infrastrutture di IA e gli attori dell’innovazione per esaminare come funziona nella pratica l’ecosistema europeo dell’IA. Le sessioni esploreranno il modo in cui gli EDIH mettono in contatto le organizzazioni con altri attori dell’ecosistema dell’innovazione dell’IA dell’UE, quali le fabbriche di IA, le strutture di test e sperimentazione (TEF) e i sandbox normativi; il modo in cui strumenti comuni e quadri di valutazione sostengono questo lavoro; e il modo in cui approcci collaudati possono essere estesi a tutte le regioni e a tutti i settori.

 

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digital health cure integrate

Evento CoMPaSS-NMD: etica e regolamentazione nell’IA per l’assistenza sanitaria

Il prossimo 3 marzo 2026, dalle ore 11:00 alle 13:00 CET avrà luogo presso il Parque Científico y Tecnológico de Gipuzkoa (TECNALIA) l’evento “Risks and opportunities of AI in precision medicine”, una sessione dedicata all’analisi approfondita delle sfide etiche, regolatorie e operative legate all’impiego dell’intelligenza artificiale (IA) in ambito sanitario e di precision medicine.

L’evento si svolgerà in lingua inglese e in modalità ibrida, ed è aperto alla partecipazione, previa registrazione gratuita tramite il seguente LINK.

L’iniziativa è promossa da TECNALIA, organizzazione di ricerca e innovazione di livello internazionale, insieme al progetto CoMPaSS-NMD. Questo evento si svolgerà in modalità ibrida, consentendo la partecipazione sia in presenza che da remoto per tutti gli stakeholder interessati alla trasformazione digitale della salute e alla governance responsabile dei dati clinici.

La sessione si concentrerà su tematiche cruciali per il futuro dell’assistenza sanitaria, come la governance dei dati, il rispetto dei diritti dei pazienti, la trasparenza e la responsabilità degli algoritmi.

Relatori esperti provenienti da diversi contesti internazionali – tra cui rappresentanti scientifici come il Dr. Michael Obach e la D.ssa Ainara Garzo di TECNALIA – discuteranno di come l’IA possa migliorare l’analisi combinata di dati clinici, genetici e immagini diagnostiche per supportare diagnosi e percorsi terapeutici personalizzati, bilanciando tali opportunità con i rischi etici e legali.

L’evento si propone anche come momento di confronto su best practice e standard internazionali di sviluppo e utilizzo responsabile delle tecnologie basate su intelligenza artificiale in sanità.

INTELLIGENZA ARTIFICIALE NELLA SALUTE: SFIDE ETICHE E PROSPETTIVE DI INNOVAZIONE

Durante l’incontro saranno affrontati anche gli aspetti normativi e di compliance, con un focus particolare su come le normative europee e internazionali influenzano l’implementazione dell’intelligenza artificiale nei sistemi sanitari.

Verrà esplorato il ruolo di criteri etici nell’adozione di modelli IA, con attenzione alla tutela della privacy dei pazienti, alla qualità dei dati e alla sicurezza dei processi decisionali automatizzati. I partecipanti potranno approfondire come strutturare un approccio all’IA che sia allineato alle aspettative di affidabilità, accountability e sostenibilità tecnologica nel contesto medico.

L’evento rappresenta un’opportunità importante per portare alla luce temi essenziali legati all’intersezione tra tecnologia e salute, stimolando il dialogo tra ricercatori, sviluppatori tecnologici, professionisti sanitari e decisori politici.

La partecipazione di esperti internazionali permetterà di confrontarsi su casi concreti e strategie emergenti, con l’obiettivo di favorire un percorso di innovazione responsabile dell’intelligenza artificiale nella medicina di precisione.

Attraverso interventi specialistici e momenti di confronto, i partecipanti potranno acquisire una comprensione più profonda delle dinamiche che guidano oggi l’adozione dell’IA in sanità e delle prospettive normative che accompagneranno questo sviluppo nei prossimi anni.

 

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digital health

La Commissione europea potenzia la rete degli European Digital Innovation Hubs – EDIH

La Commissione europea ha annunciato un significativo finanziamento per diversi centri europei per l’innovazione digitale nell’ambito del programma Digital Europe. Questi hub aiuteranno le PMI e gli enti pubblici a testare e implementare soluzioni di IA, garantire la conformità alla legge sull’IA e rafforzare l’ecosistema europeo dell’IA.

Gli European Digital Innovation Hubs – EDIH

La Commissione europea ha annunciato ulteriori finanziamenti per 83 centri europei per l’innovazione digitale (European Digital Innovation Hubs – EDIH) al fine di rafforzare la rete tra gli Stati membri dell’UE e i paesi associati. Questi hub, che fanno parte di un totale di 102 EDIH che ricevono sostegno nell’ambito del programma Europa digitale (2025-2027) con un bilancio di 342 milioni di euro, opereranno ora come centri di esperienza per l’IA. In possesso del marchio STEP per l’eccellenza nelle tecnologie strategiche, promuoveranno la politica AI first dell’UE aiutando le aziende e le organizzazioni pubbliche a testare e implementare soluzioni di IA, garantire la conformità con l’AI Act e integrare le tecnologie europee di IA.

Gli EDIH assistono già migliaia di PMI e amministrazioni pubbliche nella digitalizzazione e ora fungeranno da helpdesk di prima linea per l’IA al fine di promuovere l’ecosistema di IA dell’UE. Un secondo bando di finanziamento è previsto per novembre 2025 al fine di espandere e consolidare ulteriormente la rete.

 

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digital health lotta contro il cancro

EIC Pathfinder Challenges 2025: focus su diagnosi e trattamento dei tumori

Il Consiglio Europeo per l’Innovazione (EIC) ha avviato ufficialmente le Pathfinder Challenges 2025, uno strumento cardine di Horizon Europe dedicato alla ricerca di frontiera nel deep-tech. Con un budget complessivo di 120 milioni di euro, l’iniziativa sostiene portafogli di progetti ad alto rischio e impatto, capaci di sviluppare tecnologie radicalmente nuove e di rispondere alle grandi sfide globali, tra cui quelle in ambito sanitario.

EIC Pathfinder Challenges 2025: Il focus sull’oncologia e l’AI generativa

Tra le sfide lanciate quest’anno spicca il tema “Generative-AI based Agents to Revolutionize Medical Diagnosis and Treatment of Cancer”, che mira a sfruttare l’intelligenza artificiale generativa per trasformare la diagnosi e le terapie oncologiche. Si tratta di un ambito ad alto potenziale, in grado di aprire nuovi scenari per la medicina personalizzata e di rafforzare la capacità dei sistemi sanitari di rispondere efficacemente al carico delle malattie oncologiche.

Le indicazioni dall’Info Day

Durante l’EIC Pathfinder Challenges Info Day, la Commissione europea ha illustrato in dettaglio le modalità di candidatura e le specificità della sfida dedicata alla salute. L’evento ha offerto chiarimenti pratici su criteri di eleggibilità, requisiti per la costruzione dei consorzi e strumenti a supporto dei partecipanti, fornendo indicazioni utili a tutti gli interessati a presentare proposte progettuali.

Candidature e scadenze

Le proposte possono essere presentate da consorzi composti da almeno tre entità giuridiche indipendenti di diversi Stati membri o Paesi associati, mentre candidature singole o a due partner sono ammesse esclusivamente nell’ambito dei Pathfinder Challenges.

Il termine per l’invio delle candidature è fissato al 29 ottobre 2025, tramite il Funding and Tenders Portal.

 

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digital health

Save the date: European Research & Innovation Days 2025

La Commissione Europea ha annunciato che la sesta edizione degli European Research & Innovation Days, l’evento di punta dedicato a ricerca e innovazione, si terrà il 16 e 17 settembre 2025 presso The Square a Bruxelles, con possibilità di partecipazione anche online.

L’edizione 2025 si colloca in un momento strategico per il dibattito sul prossimo bilancio pluriennale dell’UE e per lo sviluppo di iniziative chiave come la Startup and Scaleup Strategy, la European Life Sciences Strategy, l’AI in Science Strategy e gli atti normativi sull’European Innovation Area e sull’European Research Area.

L’evento riunirà responsabili politici, ricercatori, imprese, stakeholder e cittadini per discutere il ruolo della ricerca e dell’innovazione nel rafforzare la competitività, la sostenibilità e la leadership industriale dell’Europa. Sono previsti panel tematici, discussioni di alto livello e opportunità di networking per contribuire a definire le priorità future dell’agenda europea R&I.

 

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Altro

FP10: pubblicato il position paper di EARTO su ricerca e innovazione in campo sanitario

Il 12 dicembre 2024, EARTO (European Association of Research and Technology Organisations) ha pubblicato il proprio position paper, che evidenzia le priorità per la ricerca e l’innovazione sanitaria nel prossimo Programma Quadro Europeo FP10.

Il documento, intitolato “EARTO Input on Health Research and Innovation for the next European Framework Programme (FP10)”, sottolinea il ruolo centrale delle Organizzazioni di Ricerca e Tecnologia (RTO) nel promuovere il trasferimento di tecnologie emergenti al mercato, migliorando l’efficacia della catena di innovazione sanitaria. In particolare, tali tecnologie trovano applicazione nella biomedicina, nei prodotti farmaceutici, nei dispositivi medici e negli strumenti digitali per la salute.

Il position paper di EARTO

Il settore sanitario europeo è sottoposto a crescenti pressioni a causa di fattori quali l’invecchiamento della popolazione, le malattie croniche, i problemi di salute legati al clima, le sfide per la salute mentale, la resistenza antimicrobica, le potenziali pandemie future e la sostenibilità economica dei sistemi sanitari.

EARTO propone sette priorità strategiche per affrontare queste sfide, tra le quali il potenziamento dei finanziamenti per le tecnologie sanitarie, il sostegno alle PMI innovative e lo sviluppo di soluzioni trasversali basate sull’intelligenza artificiale applicata alla ricerca medica. Questi interventi mirano a creare un ecosistema innovativo in grado di rispondere alle importanti esigenze sanitarie europee.

Il position paper intende stimolare il dialogo tra ricercatori, imprese, policy maker e altri attori chiave per orientare le politiche europee verso soluzioni concrete e sostenibili.

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digital health

La Commissione pubblica la prima bozza del Codice di Condotta per l’IA ad uso generale

La Commissione Europea ha reso disponibile la prima bozza del Codice di Condotta per l’Intelligenza Artificiale ad uso generale, uno strumento volto a supportare l’implementazione del AI Act e a promuovere lo sviluppo sicuro e affidabile dei sistemi di IA in Europa.

Il processo di elaborazione del Codice di Condotta

La bozza è stata realizzata con il contributo di esperti indipendenti, selezionati dall’AI Office per guidare i gruppi di lavoro dedicati. Questo documento è frutto di una consultazione di stakeholder appartenenti a differenti settori della società e di un workshop che ha coinvolto i fornitori di modelli di IA ad uso generale.

Obiettivi del Codice di Condotta

Il Codice di Condotta ha l’obiettivo di facilitare l’applicazione delle regole previste per i modelli di IA ad uso generale, in vista dell’entrata in vigore delle disposizioni dell’AI Act ad agosto 2025.

Il Codice di Condotta si concentra su alcuni aspetti chiave, tra cui:

  • Trasparenza e rispetto delle norme sul copyright, fondamentali per i fornitori di modelli di IA;
  • Valutazione e mitigazione dei rischi sistemici, con l’obiettivo di individuare e affrontare le possibili criticità derivanti dai modelli più avanzati di IA ad uso generale.

La pubblicazione finale del Codice di Condotta è prevista per maggio 2025.

 

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AI ACT: La Commissione Europea apre una consultazione pubblica per definire le linee guida

La Commissione Europea, attraverso il suo Ufficio per l’Intelligenza Artificiale (AI Office), ha avviato una consultazione pubblica per raccogliere contributi sul rafforzamento del quadro normativo dell’Intelligenza Artificiale (IA). Questo processo mira a migliorare l’Artificial Intelligence Act (AI Act), definendo in modo più chiaro i sistemi di IA e le pratiche vietate, per garantire che lo sviluppo tecnologico rispetti i diritti fondamentali e la sicurezza dei cittadini dell’Unione.

Una regolamentazione più precisa per il futuro dell’IA

L’AI Act, la prima normativa completa sull’intelligenza artificiale al mondo, entrerà in vigore il 2 febbraio 2025. Per prepararsi a questa scadenza, la consultazione punta a elaborare linee guida che aiutino autorità nazionali, fornitori di IA e operatori a comprendere meglio i requisiti previsti dalla normativa.

Un’attenzione particolare è riservata ai modelli di IA generativa (GPAI), come i chatbot e i generatori di contenuti, che saranno regolamentati con un codice di condotta specifico. Tra i temi al centro del dibattito ci sono:

  • Trasparenza, per garantire che gli utenti siano informati sull’interazione con sistemi di IA.
  • Gestione del copyright, per tutelare i diritti dei creatori di contenuti.
  • Mitigazione dei rischi, per prevenire utilizzi impropri o dannosi della tecnologia.
Gli obiettivi della consultazione pubblica

Aperta fino all’11 dicembre 2024, la consultazione coinvolge una vasta gamma di attori, tra cui:

  • Fornitori di tecnologie di IA
  • Imprese e organizzazioni
  • Autorità pubbliche
  • Istituti di ricerca
  • Rappresentanti della società civile.

I contributi raccolti aiuteranno la Commissione a fornire indicazioni pratiche su casi d’uso concreti, migliorando la definizione dei sistemi di IA e delle pratiche proibite. L’obiettivo è arricchire l’AI Act con esempi applicabili che supportino una regolamentazione efficace e condivisa.

L’approccio dell’AI Act

L’AI Act si basa su un sistema a quattro livelli di rischio, concepito per bilanciare innovazione e tutela dei diritti fondamentali:

  1. Rischio minimo: Sistemi come i filtri anti-spam, per cui non sono previsti obblighi particolari.
  2. Rischio specifico: Richiede trasparenza per applicazioni come chatbot, che devono dichiarare la loro natura non umana.
  3. Rischio elevato: Include software per la sanità o il reclutamento, soggetti a rigorose misure di sicurezza e supervisione.
  4. Rischio inaccettabile: Applicazioni vietate, come il “social scoring” o l’uso indiscriminato del riconoscimento biometrico, in quanto minacciano i diritti fondamentali.

 

Per accedere al modulo della consultazione, si prega di consultare il seguente LINK.

 

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