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ERDERA finanzia 18 nuovi progetti preclinici sulle malattie rare

ERDERA (European Rare Diseases Research Alliance) ha annunciato i 18 progetti multinazionali selezionati nell’ambito della sua prima Joint Transnational Call 2025 (JTC 2025), dedicata a studi preclinici di terapie per malattie rare utilizzando piccole molecole e biologici.

Questa iniziativa rappresenta un importante passo avanti nella ricerca collaborativa per malattie rare in Europa e oltre. La call, lanciata il 10 dicembre 2024, ha raccolto 161 proposte da gruppi di ricerca transnazionali. 48 team sono stati invitati a presentare domanda completa; di questi, 18 progetti sono stati approvati per il finanziamento.

Il budget complessivo stanziato si aggira intorno ai 29 milioni di euro, e deriva dal sostegno congiunto di 29 organizzazioni di finanziamento nazionali e regionali provenienti da 23 paesi e cofinanziati dalla Commissione Europea.

Il portfolio selezionato affronta un ampio spettro di condizioni rare spesso gravi e con forte impatto sulla qualità di vita, tra cui epilessie ad esordio precoce, disturbi neuroevolutivi, cardiomiopatie rare, malattie del sistema immunitario, disturbi metabolici, disordini del tessuto connettivo, sordità genetiche, nonché malattie epatiche e cardiopolmonari fibrotiche.

Ciascun progetto mira a generare evidenze precliniche solide, fondamentali per preparare e accelerare future sperimentazioni cliniche sicure ed efficaci.

I consorzi selezionati devono affrontare almeno due degli obiettivi principali della Call, come lo sviluppo di nuove terapie in un contesto preclinico, la creazione e la validazione di biomarcatori predittivi, la replica dei risultati o la fornitura di prove precliniche di concetto per la prontezza alla terapia.

Nel loro insieme, i 18 progetti finanziati da ERDERA coprono più sistemi d’organo e differenti meccanismi patologici, ma condividono un obiettivo comune: rafforzare la fase preclinica della ricerca per accelerare il passaggio verso future sperimentazioni cliniche sicure ed efficaci nelle malattie rare.

ERDERA: i Progetti con coinvolgimento italiano nella JTC 2025

Tra i 18 progetti finanziati da ERDERA nell’ambito della call dedicata a studi preclinici di terapie per malattie rare, diversi consorzi includono partner italiani, dimostrando un forte impegno della comunità scientifica e clinica italiana nella ricerca europea sulle malattie rare.

Di seguito i progetti con partecipazione di istituzioni italiane, insieme alla loro area terapeutica di riferimento:

1. VALidating the efficacy of a repUrposEd KCNQ opener (VALUEKCNQ)

  • Area: Epilessie rare e encefalopatie epilettiche
  • Partner italiani:
    • Università degli Studi di Napoli “Federico II”
    • Dravet Italia Onlus
    • European KCNQ2 Association
  • Obiettivo: Validare efficacia e sicurezza di un attivatore di canali Kv7 in modelli preclinici di epilessie gravi ad esordio precoce.

2. SynLeigh – Towards synergistic treatments for Leigh Syndrome Spectrum disorders

  • Area: Disturbi neurodegenerativi (Leigh syndrome)
  • Partner italiani:
    • Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta
    • Associazione Mitocon – Insieme per lo studio e la cura delle Malattie Mitocondriali
  • Obiettivo: Identificare interventi terapeutici sinergici per sindromi di Leigh, mediante approcci preclinici avanzati.

3. PROOF – Repurposing 4-phenylbutyrate as new treatment for osteogenesis imperfecta

  • Area: Malattia ossea rara (Osteogenesis imperfecta)
  • Partner italiani:
    • Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo (Pavia)
    • IRCCS Istituto Ortopedico Rizzoli – Dipartimento di Disturbi Scheletrici Rari (Bologna)
  • Obiettivo: Valutare l’efficacia del farmaco RAVICTI (4-phenylbutyrate) su modelli preclinici di osteogenesi imperfetta.

4. ALP-RARE – Pre-clinical target validation and therapy studies pipeline for human Alport spectrum

  • Area: Malattia renale genetica (Alport spectrum disorders)
  • Partner italiani:
    • Meyer Children’s Hospital IRCCS – Nefrologia e Dialisi (Firenze)
  • Obiettivo: Sviluppare e testare nuovi potenziali trattamenti per le patologie Alport, utilizzando modelli preclinici avanzati.

5. TREATYNG – Treating Arrhythmogenic cardiomyopathy

  • Area: Cardiomiopatie rare (Arrhythmogenic cardiomyopathy)
  • Partner italiani:
    • Università degli Studi di Padova
    • GECA ONLUS, Giovani e Cuore Aritmico Onlus
    • AICARM APS – Associazione Italiana Cardiomiopatie
  • Obiettivo: Sviluppare un approccio terapeutico innovativo in modelli di cardiomiopatia aritmogena.

6. MT2-ASD – Melatonin MT2-Selective Agonists as a Novel Treatment for Fragile X Syndrome and Phelan-McDermid Syndrome

  • Area: Disturbi dello spettro autistico associati a sindromi genetiche
  • Partner italiani:
    • Università degli Studi di Padova
    • Ospedale San Raffaele (Milano)
  • Obiettivo: Sviluppare un agonista selettivo del recettore MT2 della melatonina per migliorare sintomi comportamentali e fisiologici associati a sindrome di Fragile X e Phelan-McDermid.

7. iSNARE – Improving SNAREopathy Perspectives

  • Area: Disturbi neurologici rari legati a SNAREopathies
  • Partner italiani:
    • IRCCS Istituto Giannina Gaslini – Unità di Genetica Medica (Genova)
    • Associazione STXBP1 Italia
  • Obiettivo: Testare potenziali terapie per patologie neurologiche rare causate da disfunzioni nei complessi SNARE, utilizzando modelli cellulari e animali.

Attraverso la JTC 2025, ERDERA consolida il proprio ruolo nel promuovere una ricerca collaborativa, transnazionale e orientata all’impatto, rafforzando le sinergie tra comunità scientifica, enti finanziatori e, ove possibile, organizzazioni di pazienti.

L’obiettivo ultimo è contribuire allo sviluppo di nuove terapie che possano migliorare concretamente le prospettive di cura e la qualità di vita delle persone che convivono con una malattia rara.

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OBS e OMS/Europa: Esiti del 2^ webinar del ciclo “Strengthening Rehabilitation Care”

Lo scorso 25 novembre si è tenuto il secondo webinarStrengthening Rehabilitation Care: the Evidence on Optimizing Financing” della serie dedicata al tema delle cure riabilitative, organizzata dall’European Observatory on Health Systems (OBS). 

L’incontro prende ispirazione dal report Strengthening rehabilitation care: Learning from countries’ experiences on organizing service delivery and financing prodotto da OBS e OMS Europa, che sottolinea come le cure riabilitative siano fondamentali per la tutela di fasce vulnerabili della popolazione, ma rimangano spesso frammentate e insufficientemente finanziate. 

Gli esiti del webinar “Strengthening Rehabilitation Care: the Evidence on Optimizing Financing”

I temi di discussione principali hanno riguardato i diversi modelli di finanziamento dei servizi riabilitativi, la redistribuzione dei fondi per un miglioramento dei servizi di principale accesso e una tutela maggiore delle fasce di popolazione più bisognose, e il miglioramento delle performance dei percorsi di cura attraverso l’utilizzo di meccanismi premiali finanziari.

Durante l’incontro, sono state presentate le ragioni che hanno portato alla pubblicazione del report: dalle sfide strutturali e trasversali come il progressivo declino demografico, il conseguente aumento dell’incidenza delle comorbidità e quindi la necessità di cure riabilitative, all’esperienza di un Paese in conflitto come l’Ucraina. 

Il report di OMS Europa e OBS trae spunto da questi elementi per raccogliere le informazioni dei 14 Paesi analizzati, condividere l’esperienza ucraina, e rafforzare l’organizzazione e il finanziamento dei sistemi riabilitativi. Dai risultati della ricerca, emerge un primo elemento fondamentale: nonostante i servizi di riabilitazione siano spesso garantiti a livello programmatico, soprattutto nei Paesi più abbienti, si riscontra una generale frammentazione delle prestazioni, aggravata da lunghi tempi d’attesa e da discontinuità tra le cure ospedaliere e il periodo post-dimissioni. Tuttavia, si osserva un aumento degli investimenti dei Paesi coinvolti nel coordinamento dei servizi attraverso l’introduzione di figure come i case-manager, gruppi di supporto per le dimissioni precoci, sistemi di condivisione dei dati, elementi che contribuiscono a migliorare la continuità dei servizi di cura e a migliorare la capacità di guarigione dei pazienti. 

Oltre alla presentazione dei risultati del report, i relatori hanno presentato le peculiarità strutturali dei rispettivi sistemi di cure riabilitative nazionali. 

  • Jarno Habicht di OMS Ucraina ha fornito un quadro generale della situazione del Paese dopo il 2022: il rapido aumento della domanda delle cure riabilitative ha reso necessario un adattamento altrettanto veloce dei servizi preposti, portando alla formazione di nuovo personale, al raddoppio dei finanziamenti destinati all’ambito e all’efficientamento della risposta del sistema sanitario ai bisogni della popolazione. 
  • Solomiya Kasyanchuk, delegata OMS per l’Ucraina, ha elencato le soluzioni ipotizzate per far fronte ad una richiesta sempre crescente di accesso alle cure riabilitative: l’impostazione di un sistema di cure su priorità scalabili e criteri di ammissibilità calibrati sulle attuali carenze economiche; il miglioramento del sistema di raccolta informazioni per una più accurata valutazione dei profili di cura e per l’adozione di modelli di presa in carico basati sulla funzionalità reale, invece che sulla diagnosi; maggiori investimenti nei percorsi domiciliari, invece che ospedalieri.
  • Melissa D’Agostino, Università Cattolica di Roma, ha presentato il sistema italiano, organizzato sulla base di un modello misto che mette insieme strutture pubbliche e strutture private convenzionate con il servizio pubblico: la coesistenza tra pubblico e privato contribuisce ad aumentare la capacità generale del servizio, dove il contributo delle strutture accreditate serve a ridurre le liste d’attesa e ad apportare competenze specialistiche e tecnologie innovative nel percorso terapeutico. Rimangono tuttavia diverse criticità, tra cui una iniqua distribuzione delle prestazioni sul piano territoriale, amministrativo e di coordinamento tra enti pubblici e privati.
  • Erik Svanfeldt, Associazione della autorità locali e regionali svedesi (SALAR), ha spiegato come il sistema sanitario svedese si basi su un modello decentralizzato e universale, finanziato attraverso il sistema fiscale. Le regioni sono responsabili dei servizi sanitari e di cura, mentre i comuni sono responsabili dell’assistenza socio-sanitaria e delle cure ambulatoriali, oltre che del sistema di cure domiciliari. Con l’approvazione di una riforma in materia di riorganizzazione del SSN nel 2018, sono state ridefiniti i ruoli e l’entità della presa in carico dei diversi livelli territoriali con l’intento di migliorare il coordinamento e la collaborazione tra i fornitori regionali e locali per ridurre il periodo di ospedalizzazione dei pazienti e promuoverne le dimissioni. La riforma ha così permesso una riduzione delle ospedalizzazioni e una maggiore responsabilizzazione e coordinamento tra servizi ospedalieri e territoriali.

Secondo le conclusioni del report “Strengthening rehabilitation care: Learning from countries’ experiences on organizing service delivery and financing”, un primo passo per rendere più eque e funzionali le cure riabilitative è la costituzione di livelli scalabili di prestazioni e l’adozione di criteri clinici standardizzati di ammissibilità, partendo da servizi base universali, fino a livelli di copertura per gruppi con esigenze specifiche, con l’obiettivo di transitare da un modello di ricovero ospedaliero ad una presa in carico di comunità. Per realizzarlo, sarà quindi necessario incentivare le prestazioni ambulatoriali e domiciliari sostitutive al ricovero, utilizzando scale cliniche per determinare la necessità di un intervento ospedaliero e momenti di rivalutazione del percorso di cura per un migliore e più accurato monitoraggio dei bisogni dei pazienti. I modelli finanziari adottati dai Paesi oggetto di studio sono svariati, dai budget globali ai Diagnosis Related Groups, ai bundle payments (pagamenti a pacchetto).

In generale, dai risultati del report emerge un messaggio chiave: la riabilitazione non è un lusso, né una voce residua dei bilanci nazionali, ma un elemento di redistribuzione del welfare che contribuisce a ridurre i costi a lungo termine per i settori sociale ed economico. 

Il team del ProMIS dopo aver seguito l’evento ha prodotto una sintesi dei contenuti che sono stati affrontati.

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DOCUMENTI UTILI

SINTESI

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bandi

Webinar Commissione UE: Lump Sum Funding in Horizon Europe

Il 12 febbraio 2026, dalle 10:00 alle 12:00, la Commissione europea organizza un webinar informativo dal titolo “Lump Sum Funding in Horizon Europe: How does it work? How to write a proposal?”.

L’incontro farà luce sul funzionamento del meccanismo di finanziamento a somma forfettaria — una delle innovazioni introdotte per semplificare la gestione dei progetti europei — e guiderà i partecipanti nella preparazione delle proposte. Il programma include una sessione introduttiva, un intervento tecnico sulle modalità di redazione delle proposte, una tavola rotonda con beneficiari già attivi e una sessione di Q&A in diretta su Slido; l’evento sarà trasmesso in streaming su YouTube.

Cosa sono i “Lump Sum Funding”

Secondo la guida ufficiale della Commissione, le “lump sum grants” sono forme di finanziamento in cui l’importo del contributo — fisso e definito in anticipo — viene assegnato sulla base della descrizione delle azioni previste (nel DoA, Annex 1 del grant agreement).

Ciò significa che non è richiesta la rendicontazione dei costi reali come nei tradizionali grant «a costi reali»: al loro posto, il pagamento è legato al completamento dei pacchetti di lavoro (work packages) previsti nel progetto.

Le principali caratteristiche spiegate dalla Commissione sono:

  • L’importo è stabilito dall’inizio e rimane invariato, garantendo trasparenza e prevedibilità per i beneficiari.
  • I pagamenti avvengono al termine delle attività convenute, non in relazione a risultati scientifici specifici.
  • Questo approccio semplificato è pensato per agevolare in particolare organismi con minore esperienza nella gestione di fondi europei (piccole realtà, nuovi applicant, enti che non hanno grandi strutture amministrative), rendendo Horizon Europe più accessibile.

Pertanto, i lump sum permettono di concentrare le energie progettuali sull’obiettivo scientifico o tecnico del progetto, riducendo l’onere burocratico e il carico amministrativo legato alla rendicontazione dettagliata dei costi.

 

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bandi

EU Funding & me: la nuova app per seguire il portale Funding & Tenders

La Commissione europea ha lanciato “EU funding & me”, la nuova app mobile pensata per rendere l’accesso alle opportunità di finanziamento e ai servizi del Portale Funding & Tenders più intuitivo ed efficiente per candidati e beneficiari.

Totalmente sincronizzata con il portale web, l’app consente di ricercare bandi, seguire i propri progetti e ricevere aggiornamenti in tempo reale direttamente da smartphone o tablet, in qualunque momento e luogo.

EU funding & me: numeri e funzionalità:

EU funding & me è progettata per migliorare l’esperienza quotidiana di oltre due milioni di utenti abituali secondo le stime della Commissione europea, tra potenziali partecipanti, beneficiari e nuovi utenti.

L’app offre un’interfaccia chiara e funzionalità integrate, ed è disponibile per dispositivi Android e iOS, inclusi i tablet, garantendo un accesso flessibile e personalizzato ai servizi di finanziamento dell’Unione europea.

Con la nuova app è possibile:

  • Navigare rapidamente tra le opportunità di finanziamento UE;
  • Consultare notizie ed eventi aggiornati;
  • Salvare ricerche e iscriversi a temi di interesse per ricevere avvisi personalizzati;
  • Ricevere notifiche in tempo reale;
  • Integrare facilmente strumenti come calendari e condivisione rapida;
  • Controllare lo stato delle proposte e dei progetti in corso;
  • Comunicare direttamente tra coordinatori di progetto e project officer.
  • Inviare feedback per contribuire al miglioramento dell’app.

 

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cure integrate

Cronicità: più fondi dal PNRR, ma peggiorano i LEA

In Italia oltre 24 milioni di persone, pari al 40,5% della popolazione, convivono con almeno una patologia cronica. Di queste, 12,2 milioni presentano due o più malattie, e il trend è in crescita costante. È il quadro tracciato dal nuovo rapporto “Equity Group Cronicità” elaborato da Salutequità, che analizza lo stato della presa in carico dei pazienti cronici e l’impatto delle riforme territoriali finanziate dal PNRR.

I dati del rapporto “Equity Group Cronicità”

Nonostante un incremento di risorse e investimenti significativi, i risultati dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) mostrano un peggioramento, soprattutto nelle componenti distrettuali. Una tendenza che mette in evidenza come l’aumento dei finanziamenti non si traduca automaticamente in un miglioramento dell’assistenza sul territorio.

La realizzazione delle infrastrutture previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza procede con ritardi significativi. Solo circa 660 “Case della Comunità” risultano attivate su 1723 programmate, e meno di una su dieci è pienamente operativa con tutti i servizi obbligatori. Anche la riorganizzazione delle Centrali Operative Territoriali (COT) e degli Ospedali di Comunità avanza lentamente, con forti differenze tra Nord e Sud. Ciò genera un sistema sanitario frammentato, dove l’accesso alle cure e la continuità assistenziale dipendono in larga misura dal luogo di residenza.

Il report sottolinea inoltre che i risultati dei LEA distrettuali sono peggiorati in 12 regioni su 21, segnale di una crisi strutturale dell’assistenza territoriale. Le criticità maggiori riguardano la carenza di personale sanitario, l’assenza di modelli di presa in carico integrata e il ritardo nell’attuazione della digital health e della telemedicina, strumenti centrali per la gestione delle patologie croniche in modo più efficiente e uniforme.

Salutequità invita quindi a un cambio di paradigma: occorre non solo finanziare, ma monitorare e valutare la capacità reale del sistema di migliorare l’equità nell’accesso e nella qualità delle cure. Viene ribadita la necessità di investire nella formazione e valorizzazione del personale, di potenziare la medicina di prossimità e di garantire la piena operatività delle nuove strutture territoriali. Senza questi interventi, si rischia di ampliare le disuguaglianze sanitarie e compromettere la sostenibilità stessa del sistema.

Per affrontare concretamente le criticità emerse dal rapporto, il Ministero della Salute e il ProMIS – Programma Mattone Internazionale Salute stanno lavorando in sinergia nell’ambito del Programma Nazionale “Equità nella Salute”, finanziato con le risorse del PNRR. Questo programma mira a ridurre le disuguaglianze sanitarie territoriali e sociali, promuovendo modelli di presa in carico più omogenei e orientati alla prossimità. Ministero della Salute e ProMIS stanno lavorando nella realizzazione di percorsi di capacity building rivolti alle Regioni, nel monitoraggio dell’attuazione delle riforme e nella diffusione di buone pratiche per rendere più equo l’accesso ai servizi territoriali.

Grazie a questa collaborazione, il Programma “Equità nella Salute” rappresenta un tassello strategico per tradurre gli investimenti del PNRR in risultati concreti per i cittadini, favorendo una sanità territoriale più integrata e sostenibile. L’obiettivo è garantire che gli interventi — dalle Case della Comunità alla telemedicina — non rimangano solo infrastrutture o sperimentazioni isolate, ma diventino parte di un sistema realmente capace di migliorare la qualità dell’assistenza per le persone con malattie croniche e di ridurre i divari regionali nei Livelli Essenziali di Assistenza.

 

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Salute mentale

OMS: due nuovi report evidenziano lacune nell’affrontare i problemi di salute mentale

Secondo dati aggiornati pubblicati il 2 settembre 2025 sulla salute mentale, l’OMS afferma che oltre un miliardo di persone nel mondo vivono con disturbi mentali come ansia e depressione. I report World Mental Health Today e Mental Health Atlas 2024 evidenziano non solo il forte impatto umano e sociale, ma anche ostacoli strutturali tali da richiedere interventi su vasta scala.

I rapporti rappresentano strumenti fondamentali per orientare le strategie nazionali e plasmare il dialogo globale in vista della Riunione di Alto Livello delle Nazioni Unite del 2025 sulle malattie non trasmissibili e la promozione della salute mentale e del benessere , che si terrà a New York il 25 settembre 2025.

Salute mentale: che cosa rivelano i nuovi report

I documenti sottolineano che i disturbi mentali rappresentano la seconda causa principale di disabilità di lungo termine a livello globale, con costi economici enormi per cure, produttività persa e sostegno sociale.

I rapporti mostrano che, sebbene la prevalenza dei disturbi mentali possa variare a seconda del sesso, le donne ne sono colpite in modo sproporzionato. I disturbi d’ansia e depressivi sono i tipi di disturbi mentali più comuni sia tra gli uomini che tra le donne.

Il suicidio rimane una conseguenza devastante, con circa 727.000 vittime nel solo 2021. È una delle principali cause di morte tra i giovani in tutti i paesi e in tutti i contesti socioeconomici.

Inoltre, nonostante i progressi compiuti da alcuni Paesi nelle politiche e nei programmi, persistono significative lacune in:

  • finanziamenti: la spesa media governativa per la salute mentale rimane al 2 % dei bilanci sanitari totali, dato stabile dal 2017; le differenze tra Paesi ad alto e basso reddito sono molto marcate;
  • legislazione e diritti umani: poche nazioni hanno normative pienamente allineate con gli standard internazionali, e molte leggi non sono applicate efficacemente;
  • forza lavoro e servizi: carenze diffuse di professionisti, assistenza basata su strutture comunitarie poco sviluppate, uso di ospedali psichiatrici ancora prevalente in molti contesti. L’integrazione della salute mentale nell’assistenza primaria è migliorata, ma resta molto da fare, soprattutto nei Paesi con risorse minime.

L’OMS invita i governi e i partner globali a intensificare urgentemente gli sforzi per una trasformazione sistemica dei sistemi di salute mentale in tutto il mondo. Ciò include:

  • finanziamento equo dei servizi di salute mentale;
  • riforma giuridica e politica per sostenere i diritti umani;
  • investimenti sostenuti nella forza lavoro della salute mentale;
  • espansione dell’assistenza sanitaria centrata sulla persona e basata sulla comunità.

L’OMS sottolinea che le iniziative globali e nazionali, anche recentemente avviate, non sono ancora sufficienti per raggiungere gli obiettivi fissati, come quelli delle Nazioni Unite sulla sanità mentale e le malattie non trasmissibili. La trasformazione sistemica è indispensabile.

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Salute Globale

OMS: webinar focus sul Global Action Plan on Climate Change and Health 2025–2028

L’OMS ha convocato un webinar pubblico di debriefing, il 10 luglio 2025 dalle 14:00 alle 16:00 CEST, dedicato al Global Action Plan on Climate Change and Health 2025–2028, adottato durante l’78ª Assemblea Mondiale della Sanità (WHA78) svoltasi lo scorso maggio a Ginevra.

un Global Action Plan on Climate Change and Health 2025–2028 per prepararsi alle sfide future

Il piano d’azione dell’OMS nasce dal riconoscimento della crisi climatica come emergenza sanitaria globale. Basato sulla risoluzione WHA77.14 (2024), il documento propone un approccio trasversale per rafforzare i sistemi sanitari di fronte ai rischi derivanti dai cambiamenti climatici e per favorire sinergie con le politiche ambientali.

Il piano si articola in tre aree di intervento:

  • Leadership, coordinamento e advocacy
  • Produzione e monitoraggio delle evidenze scientifiche
  • Azioni a livello nazionale e rafforzamento delle capacità

Tra gli obiettivi principali vi sono l’inclusione sistematica della salute nelle politiche climatiche (e viceversa), il sostegno all’adattamento climatico delle strutture sanitarie, e il potenziamento delle capacità locali, con un focus su equità, partecipazione e giustizia climatica.

In particolare, il piano invita gli Stati a:

  • condurre valutazioni periodiche sui rischi sanitari legati al clima;
  • sviluppare strategie nazionali integrate salute-clima;
  • migliorare la resilienza delle strutture sanitarie, anche in termini di sostenibilità e riduzione delle emissioni;
  • rafforzare la raccolta dati, la ricerca e la collaborazione intersettoriale.

Pertanto, l’incontro virtuale dell’OMS, aperto a policy maker, istituzioni nazionali, partner dello sviluppo e ONG, offrirà un’analisi approfondita del piano, che delinea una strategia globale per rendere i sistemi sanitari resilienti al cambiamento climatico:

  • potenziamento di sistemi di allerta precoce;
  • realizzazione di strutture sanitarie a basso impatto ambientale;
  • protezione delle popolazioni vulnerabili;
  • integrazione della salute nelle politiche climatiche e nei finanziamenti pubblici.

L’evento evidenzia la volontà dell’OMS di coinvolgere in modo proattivo Stati membri e stakeholder, promuovendo la collaborazione intersettoriale per tradurre obiettivi strategici in azioni operative a livello nazionale e locale. Il webinar del 10 luglio offrirà una panoramica delle azioni previste, con particolare attenzione alle modalità di implementazione del piano nei contesti nazionali, coinvolgendo rappresentanti istituzionali, operatori sanitari, esperti e partner internazionali.

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24 marzo: Giornata Mondiale della Tubercolosi (TBC)

La tubercolosi continua a colpire milioni di persone in tutto il mondo, infliggendo gravi conseguenze sanitarie, sociali ed economiche. Per combattere questa malattia, la Giornata mondiale contro la tubercolosi (TBC), celebrata ogni anno il 24 marzo, ha scelto come tema per il 2025 “Sì! Possiamo porre fine alla tubercolosi: impegno, investimento, consegna”, un appello alla speranza, all’urgenza e alla responsabilità. 

la Giornata mondiale contro la tubercolosi (TBC) 2025

In occasione del TBC Day 2025 l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) chiede un investimento urgente di risorse per proteggere e mantenere i servizi di assistenza e supporto per le persone malate di TBC in tutte le regioni e paesi. La tubercolosi rimane la malattia infettiva più mortale al mondo, che colpisce oltre 1 milione di persone all’anno, con impatti devastanti su famiglie e comunità.

Gli sforzi globali per combattere la TBC hanno salvato circa 79 milioni di vite dal 2000. Tuttavia, i drastici e bruschi tagli ai finanziamenti per la salute globale in atto minacciano di invertire questa tendenza. La crescente resistenza ai farmaci, soprattutto in Europa, e i conflitti in corso in Medio Oriente, Africa ed Europa orientale, stanno ulteriormente esacerbando la situazione per i soggetti più vulnerabili.

I primi rapporti all’OMS rivelano che gravi interruzioni nella risposta alla tubercolosi sono state osservate in diversi dei paesi più colpiti a seguito dei tagli ai finanziamenti. I paesi nella regione africana dell’OMS stanno subendo il maggiore impatto, seguiti dai paesi nelle regioni del Sud-Est asiatico e del Pacifico occidentale dell’OMS.

Inoltre, i tagli ai finanziamenti del 2025 aggravano ulteriormente un sottofinanziamento già esistente per la risposta globale a questa malattia. Nel 2023, era disponibile solo il 26% dei 22 miliardi di dollari annualmente necessari per la prevenzione e la cura della TBC, lasciando un deficit enorme. Il settore della ricerca è pertanto in crisi, ricevendo solo un quinto dell’obiettivo annuale di 5 miliardi di dollari nel 2022, ritardando gravemente i progressi nella diagnosi, nei trattamenti e nei vaccini. L’OMS sta guidando gli sforzi per accelerare lo sviluppo del vaccino contro la tubercolosi attraverso il TBC Vaccine Accelerator Council, ma i progressi rimangono a rischio senza impegni finanziari urgenti.

In occasione della Giornata mondiale contro la tubercolosi, l’OMS invita tutti gli attori della società a fare la loro parte per porre fine a questa malattia. Senza un’azione concertata da parte di tutte le parti interessate, la risposta alla tubercolosi sarà decimata, invertendo decenni di progressi, mettendo a rischio milioni di vite e minacciando la sicurezza sanitaria.

 

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Interreg: evento “From Results to Impact: Cooperation Takes Synergies Forward”

Il 27 maggio 2025, a Vienna e online, nell’ambito di Interreg Central Europe si terrà la conferenza “From Results to Impact: Cooperation Takes Synergies Forward”, un evento per discutere di come rafforzare l’impatto dei finanziamenti Interreg e valorizzare i risultati ottenuti.

L’evento INTERREG “From Results to Impact: Cooperation Takes Synergies Forward”

L’evento sarà un’occasione per:

  • esplorare le sinergie tra progetti transfrontalieri e transnazionali, promuovendo nuove reti di collaborazione;
  • presentare il nuovo bando strategico per la capitalizzazione dei risultati, volto a rafforzare le connessioni funzionali e affrontare le sfide comuni nell’Europa centrale;
  • coinvolgere esperti e operatori del settore, con panel di discussione sulle migliori pratiche di cooperazione e il loro impatto territoriale;
  • partecipare a workshop tematici per approfondire specifici progetti e creare nuove opportunità di networking.

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HERA: Giornata informativa 2025

Il prossimo 21 gennaio 2025, si terrà a Roma, con possibilità di partecipazione online, l’Info Day organizzato dall’Autorità per la preparazione e la risposta alle emergenze sanitarie (HERA) della Commissione europea. L’evento, ultimo di una serie di appuntamenti promossi in vari paesi europei, ha l’obiettivo di accrescere la consapevolezza sul ruolo di HERA, illustrandone il funzionamento, le finalità e le opportunità di collaborazione offerte nel contesto della sicurezza sanitaria.

L’incontro rappresenta un’occasione preziosa per esperti, organizzazioni e imprese coinvolte nella gestione delle emergenze sanitarie per approfondire le iniziative dell’Autorità, conoscere i finanziamenti disponibili, creare nuove partnership e condividere idee per affrontare congiuntamente le sfide del settore.

Programma e interventi dell’Info Day HERA

Durante la mattinata, Laurent Muschel, Direttore Generale di HERA, presenterà il ruolo dell’Agenzia nel rafforzare la sicurezza sanitaria globale, evidenziando alcune delle sue principali esperienze di successo. Seguiranno interventi dedicati al funzionamento di HERA e ai suoi ambiti di attività prioritari, tra cui la capacità di sviluppare e assicurare la disponibilità di contromisure mediche in risposta a pandemie e altre gravi minacce sanitarie.

L’evento vedrà anche la partecipazione di Marina Zanchi, Direttrice dell’Agenzia esecutiva europea per la salute e il digitale (HaDEA), che illustrerà le principali opportunità di finanziamento a disposizione dei soggetti interessati al settore.

La registrazione è obbligatoria e aperta fino al 10 gennaio 2025 tramite questo LINK.

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