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Salute Globale

Report regionale dell’OMS/Europa su acqua, igiene e servizi igienico-sanitari nelle strutture sanitarie

Garantire cure sanitarie di qualità significa offrire servizi efficaci, sicuri e centrati sulle persone. In questo contesto, l’accesso adeguato ad acqua, servizi igienico-sanitari e igiene (WASH), insieme alla gestione dei rifiuti e alla pulizia ambientale nelle strutture sanitarie, rappresenta una componente fondamentale e spesso sottovalutata. Questi elementi non sono semplici aspetti infrastrutturali, ma pilastri essenziali per la sicurezza dei pazienti, la protezione degli operatori sanitari e la resilienza complessiva dei sistemi sanitari.

WASH come fondamento della qualità delle cure

I servizi WASH sono strettamente integrati nelle strategie di prevenzione e controllo delle infezioni (IPC) e svolgono un ruolo cruciale nel contrasto alla resistenza antimicrobica (AMR). Senza condizioni igieniche adeguate, anche le migliori pratiche cliniche rischiano di essere compromesse.

In particolare, la disponibilità di acqua sicura, servizi igienici funzionali e ambienti puliti consente di garantire cure sicure, dignitose ed eque, e sono indispensabili per proteggere il personale sanitario e rafforzare la salute occupazionale.

Sistemi sanitari sotto pressione

Negli ultimi anni, le strutture sanitarie si sono trovate ad affrontare pressioni senza precedenti. La pandemia di COVID-19 ha messo in luce fragilità strutturali, mentre eventi climatici estremi – come siccità, alluvioni e ondate di calore – stanno diventando sempre più frequenti, aggravando ulteriormente la situazione.

A queste sfide si aggiungono vincoli economici e una crescente carenza di personale sanitario, che rendono sempre più difficile rispondere alla domanda crescente di servizi. In questo scenario complesso, il rafforzamento dei servizi WASH emerge come una leva strategica per aumentare la capacità di risposta e la resilienza dei sistemi sanitari.

I Paesi hanno ribadito il proprio impegno a garantire l’accesso universale a servizi essenziali e a migliorare la qualità delle cure attraverso il WASH, anche nell’ambito del Protocollo su Acqua e Salute, uno strumento giuridico multilaterale che ha supportato l’adozione di obiettivi e piani nazionali.

Progressi disomogenei e sfide persistenti

Nonostante i progressi, la situazione nella regione europea resta disomogenea e ancora insufficiente per garantire standard adeguati di sicurezza e qualità delle cure. Molti Paesi hanno condotto analisi della situazione e sviluppato piani nazionali, ma persistono lacune significative, sia in termini di copertura dei servizi sia di governance.

La disponibilità di dati affidabili è essenziale per pianificare interventi efficaci, definire priorità e mobilitare risorse. Il rapporto analizza le evidenze disponibili nella regione, concentrandosi non solo sulla copertura dei servizi, ma anche sugli aspetti di governance, come politiche, standard, monitoraggio e responsabilità istituzionale.

Utilizzando il quadro operativo sviluppato da OMS e UNICEF, il documento identifica una serie di passaggi pratici per raggiungere l’accesso universale a servizi WASH di qualità nelle strutture sanitarie. Sebbene i dati siano limitati, l’analisi consente di individuare tendenze emergenti, evidenziare buone pratiche e identificare aree prioritarie di intervento.

Accelerare l’azione verso il 2030

Il raggiungimento dell’accesso universale ai servizi WASH nelle strutture sanitarie entro il 2030 rappresenta un obiettivo ambizioso ma imprescindibile. Secondo il rapporto OMS, per colmare le lacune esistenti, è necessario:

  • rafforzare la governance e l’integrazione del WASH nelle politiche sanitarie;
  • migliorare la raccolta e l’utilizzo dei dati;
  • aumentare gli investimenti e il coordinamento tra stakeholder;
  • valorizzare le esperienze positive e le buone pratiche a livello nazionale.

Colmare le lacune esistenti non è solo una necessità operativa, ma un imperativo etico e politico per assicurare che ogni persona, ovunque si trovi, possa accedere a cure sicure e dignitose.

 

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Salute Globale

ECDC: Tre nuovi laboratori di riferimento in UE per malattie da alimenti e acqua

Dal 1° gennaio 2026 sono operativi tre nuovi laboratori di riferimento dell’Unione europea dedicati alle malattie trasmesse da alimenti e acqua. Le nuove strutture rafforzano il supporto ai laboratori nazionali di sanità pubblica e contribuiscono a migliorare la capacità dell’UE di individuare, monitorare e rispondere a minacce sanitarie transfrontaliere.

I laboratori, attivi per un periodo di sette anni, coprono tre ambiti prioritari:

  • batteri trasmessi da alimenti e acqua;
  • elminti e protozoi trasmessi da alimenti, acqua e vettori;
  • virus trasmessi da alimenti e acqua.
LABORATORI DI RIFERIMENTO: Contesto normativo

I laboratori di riferimento UE in sanità pubblica sono stati istituiti nell’ambito del Regolamento (UE) 2022/2371 sulle gravi minacce transfrontaliere per la salute. La rete è coordinata dall’ECDC.

Supporto ai sistemi di sorveglianza e alla qualità dei dati

I laboratori di riferimento UE collaborano con le reti europee esistenti per le malattie infettive, fornendo assistenza tecnica e scientifica ai laboratori nazionali. Il loro ruolo principale è garantire che i dati e i risultati dei test siano affidabili, comparabili e coerenti in tutti gli Stati membri.

Le attività includono test specialistici e diagnostica avanzata, l’armonizzazione dei metodi di laboratorio per la sorveglianza, il rafforzamento delle competenze tecniche, il supporto alla corretta notifica dei casi e la condivisione delle migliori pratiche a livello europeo. Questo approccio contribuisce a migliorare l’individuazione precoce dei focolai e la qualità complessiva dei dati di sorveglianza.

Con l’avvio dei nuovi laboratori, salgono a nove le strutture operative: sei attive dal gennaio 2025, tre dal gennaio 2026. Un decimo laboratorio entrerà in funzione nel gennaio 2027, mentre ulteriori designazioni sono previste nei prossimi anni, a sostegno della resilienza sanitaria europea.

 

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22 marzo: Giornata Mondiale dell’Acqua

I ghiacciai si stanno sciogliendo più velocemente che mai, e man mano che il pianeta si riscalda il ciclo dell’acqua diventa più imprevedibile. Per miliardi di persone, i flussi delle acque di scioglimento dei ghiacci stanno cambiando, provocando inondazioni, siccità, frane e innalzamento del livello del mare: innumerevoli comunità ed ecosistemi sono a rischio di devastazione.

Messaggi chiave per la Giornata mondiale dell’acqua 2025

I ghiacciai sono essenziali per la vita: l’acqua che si scioglie dai ghiacciai è fondamentale per l’acqua potabile, l’agricoltura, l’industria, la produzione di energia pulita e gli ecosistemi sani. Il rapido scioglimento dei ghiacciai sta causando incertezza nei flussi d’acqua, con profonde ripercussioni sulla vita e la salute delle persone, e sul pianeta. Sono necessarie riduzioni globali delle emissioni di carbonio e strategie locali per adattarsi al ritiro dei ghiacciai.

Per la Giornata mondiale dell’acqua, che si terrà il prossimo 22 marzo con il tema “Conservazione dei ghiacciai”, occorre lavorare insieme per porre la salvaguardia dei ghiacciai al centro dei piani mondiali per affrontare il cambiamento climatico e la crisi idrica globale. Nel lavorare insieme per mitigare e adattare la popolazione ai cambiamenti climatici è necessario sia ridurre le emissioni di gas serra per rallentare il ritiro dei ghiacciai, che gestire le acque di disgelo in modo più sostenibile. Salvare i ghiacciai è una strategia di sopravvivenza per le persone e per il pianeta.

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L’UE eroga all’Italia la quinta rata del PNRR da 11 miliardi

La Commissione UE ha erogato all’Italia gli undici miliardi di euro della quinta tranche del PNRR. L’erogazione fa seguito al via libera alla richiesta della quinta tranche arrivato dalla Commissione il 2 luglio scorso.

Con l’incasso della quinta rata, l’Italia si conferma lo Stato membro che ha ricevuto l’ammontare maggiore di finanziamento, pari a 113,5 miliardi di euro, corrispondente al 58,4% delle risorse complessive del Piano.

COSA IMPLICA PER L’ITALIA LA QUINTA RATA

La quinta richiesta di pagamento riguarda 54 tappe e obiettivi. Queste includono tappe fondamentali per l’attuazione di 14 riforme e 22 investimenti, in settori quali il diritto della concorrenza, gli appalti pubblici, la gestione dei rifiuti e dell’acqua, la giustizia, il quadro di revisione della spesa e l’istruzione.

Gli obiettivi che il Governo italiano si pone per i prossimi mesi, come attività di assessment propedeutica al pagamento della sesta rata, prevedono l’intensificazione del monitoraggio circa l’attuazione del Piano. In un ottica costruttiva e in collaborazione con la Commissione UE e con tutte le Amministrazioni titolari, l’Italia mira al conseguimento degli obiettivi della settima rata e riserva particolare attenzione alle misure inserite nelle ultime tre rate, all’allineamento della piattaforma ReGiS, all’incremento della spesa e all’avanzamento procedurale e finanziario del Piano.

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