Categorie
cure integrate

OMS: lanciato un toolkit per la trasformazione dei sistemi di assistenza a lungo termine

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO-OMS) ha lanciato un nuovo toolkit pensato per aiutare i paesi a trasformare i sistemi di assistenza a lungo termine (LTC).

Il toolkit rappresenta una risposta alle sfide sempre più pressanti legate all’invecchiamento della popolazione e alle crescenti esigenze di servizi di assistenza integrati e accessibili.

UN toolkit PRATICO PER la trasformazione dei sistemi di LTC

Il toolkit, progettato per guidare governi e stakeholder, fornisce strumenti pratici e risorse per affrontare le principali sfide dei sistemi LTC, tra cui:

  • Accessibilità: Garantire che i servizi siano disponibili per tutti, indipendentemente dalle condizioni economiche.
  • Qualità dei servizi: Promuovere standard elevati nella cura e nel supporto a lungo termine.
  • Sostenibilità: Sviluppare sistemi finanziari e organizzativi che possano resistere nel tempo.

La guida è strutturata per essere adattabile ai diversi contesti nazionali, tenendo conto delle specificità dei sistemi sanitari locali e delle risorse disponibili.

Con questo strumento, l’OMS mira a rafforzare la capacità dei paesi di offrire assistenza a lungo termine che sia dignitosa, inclusiva e centrata sulla persona. Il toolkit supporta inoltre l’adozione di politiche integrate, ponendo particolare attenzione alla collaborazione tra sanità, servizi sociali e comunità locali.

Per maggiori informazioni si prega di consultare il seguente LINK.

Categorie
workforce cure integrate

OMS: nuovo documento tecnico per migliorare la qualità dell’LTC

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) Europa ha pubblicato un documento tecnico volto a supportare gli Stati membri nel rafforzamento della gestione della qualità e nella promozione di un miglioramento continuo nell’ambito dell’assistenza a lungo termine (LTC).

Il nuovo documento tecnico per migliorare la qualità dell’LTC

Il documento “Promoting quality management in long-term care: principles, key components and directions for policy action” propone un quadro strutturato per concettualizzare e migliorare la qualità nei sistemi di assistenza, sottolineando l’importanza di un cambiamento di paradigma: spostare l’attenzione dalla semplice garanzia della qualità alla gestione attiva e al miglioramento continuo.

Attraverso l’identificazione di valori e principi chiave, vengono delineati gli elementi essenziali per istituire processi di gestione della qualità e interventi strategici. Questi ultimi mirano a promuovere un approccio alla qualità sia a livello di erogazione dei servizi sia a livello di sistema, offrendo ai decisori politici una guida per realizzare un cambiamento trasformativo.

Questo documento rappresenta un passo significativo verso sistemi di cura più forti e un’assistenza centrata sulle persone, garantendo standard elevati di qualità per individui, caregiver e comunità.

Per maggiori informazioni si prega di consultare il seguente LINK.

Categorie
Altro

Teaming for Excellence: bando per rafforzare l’EHDS 2025

La Commissione Europea ha pubblicato il bando “Teaming for Excellence” (HORIZON-WIDERA-2025-ACCESS-01) nell’ambito del programma Horizon Europe, con l’obiettivo di colmare il divario in ricerca e innovazione tra gli Stati membri dell’UE.

Il bando, aperto dal 3 dicembre 2024, dispone di un budget complessivo di 270 milioni di euro e prevede una procedura in due fasi:

  • Prima fase: scadenza il 10 aprile 2025.
  • Seconda fase: scadenza il 20 gennaio 2026.
COS’È “TEAMING FOR EXCELLENCE”?

L’iniziativa mira a sostenere la creazione di nuovi centri di eccellenza o il potenziamento di quelli esistenti nei Paesi con performance inferiori alla media UE in ricerca e innovazione. Attraverso partnership strategiche con istituzioni scientifiche leader, i progetti selezionati riceveranno supporto per:

  • Sviluppare capacità di ricerca e innovazione.
  • Promuovere l’adozione di tecnologie avanzate.
  • Favorire la crescita economica regionale.

Per maggiori informazioni si prega di consultare il seguente LINK.

Categorie
Altro

Commissione UE: adottati orientamenti sull’autonomia delle persone con disabilità

La Commissione Europea ha pubblicato gli “Orientamenti sulla vita indipendente e l’inclusione nella comunità delle persone con disabilità”, un documento che mira a promuovere l’uso efficace dei finanziamenti dell’UE per migliorare la qualità della vita delle persone con disabilità.

Pubblicato il 29 novembre scorso, il testo rappresenta un passo importante verso l’attuazione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (UNCRPD) e del Piano d’azione per i diritti delle persone con disabilità 2021-2030.

STRUMENTI PER L’INCLUSIONE SOCIALE

Gli orientamenti forniscono raccomandazioni pratiche su come i fondi europei possono essere utilizzati per:

  • Promuovere la deistituzionalizzazione, favorendo soluzioni abitative in piccoli gruppi o appartamenti individuali all’interno delle comunità locali.
  • Sostenere l’accesso a servizi di assistenza inclusivi, come l’istruzione, la formazione e l’occupazione.
  • Garantire il pieno rispetto dei diritti umani delle persone con disabilità, assicurandone la partecipazione attiva nella società.

Questi orientamenti sono rivolti alle autorità nazionali, regionali e locali, nonché ai beneficiari dei finanziamenti UE, per garantire che le risorse vengano impiegate in modo strategico e inclusivo.

Per maggiori informazioni si prega di consultare il seguente LINK.

Categorie
lotta contro il cancro

EuRREB: il Core Registry per condizioni endocrine e ossee rare

EuRREB (European Registries for Rare Endocrine and Bone Conditions) ha lanciato il Core Registry, un registro innovativo che raccoglie dati su condizioni endocrine e ossee rare, supportando le reti Endo-ERN ed ERN BOND. Questo strumento consente ai professionisti sanitari di monitorare i pazienti a lungo termine e include anche le Patient Reported Outcome Measures (PROMs), compilate sia dai medici che dai pazienti stessi.

il Core Registry: Un supporto alla ricerca e all’assistenza clinica

Il Core Registry si distingue dall’e-REC per la sua capacità di raccogliere informazioni dettagliate sulle caratteristiche dei pazienti, sulle modalità diagnostiche e sui risultati clinici nel tempo. Inoltre, per alcune patologie sono disponibili moduli specifici che permettono di approfondire ulteriormente i dati raccolti.

I pazienti possono accedere al registro per visualizzare le informazioni inserite dai professionisti sanitari e completare questionari, contribuendo così a migliorare l’efficacia delle cure e la qualità della ricerca.

I risultati del Core Registry sono pubblicati nel Rapporto Annuale, e il più recente copre l’attività del registro dal giugno 2019 al gennaio 2024. Questo documento rappresenta una risorsa fondamentale per comprendere l’impatto delle reti ERN e per promuovere collaborazioni future.

Per maggiori informazioni si prega di consultare il seguente LINK.

Categorie
Altro

Medicina personalizzata: pubblicato il piano d’azione EU-Africa PerMed

EU-Africa PerMed, il progetto europeo volto a rafforzare la collaborazione tra Europa e Africa nel campo della medicina personalizzata, ha pubblicato un piano d’azione strategico. Il documento rappresenta un passo fondamentale per favorire l’adozione di approcci innovativi nella prevenzione, diagnosi e trattamento delle malattie, promuovendo al contempo l’equità sanitaria e la cooperazione internazionale.

EU-Africa PerMed, il PIANO STRATEGICO PER LA MEDICINA PERSONALIZZATA

Il piano d’azione identifica le priorità per consolidare la partnership tra i due continenti, puntando su ricerca congiunta, capacity building e condivisione di dati e risorse. In particolare, si propone di colmare le lacune nelle infrastrutture sanitarie, potenziare le competenze locali e facilitare l’accesso alle tecnologie avanzate per una medicina personalizzata più inclusiva e sostenibile.

Grazie a questa iniziativa, l’Europa e l’Africa si impegnano a sviluppare soluzioni collaborative che possano rispondere in modo efficace alle sfide sanitarie globali, garantendo un approccio integrato e orientato al paziente.

Per maggiori informazioni si prega di consultare il seguente LINK.

Categorie
Salute mentale

MHE: online il rapporto sugli impatti della discriminazione razziale sulla salute mentale

Mental Health Europe (MHE) ha recentemente pubblicato un rapporto dedicato all’impatto della discriminazione razziale sulla salute mentale, evidenziando sfide spesso trascurate e proponendo un approccio integrato per promuovere l’uguaglianza.

Lo studio, intitolato “Gli impatti sulla salute mentale della discriminazione razziale”, rappresenta una pietra miliare nel dibattito sulla necessità di affrontare il razzismo come determinante sociale della salute.

Il rapporto del MHE “Gli impatti sulla salute mentale della discriminazione razziale”

Il rapporto sottolinea come il razzismo e la discriminazione etnica continuino a influenzare negativamente il benessere psicologico delle minoranze in Europa, contribuendo a tassi più elevati di stress, ansia e depressione. Tra le problematiche principali si evidenziano barriere sistemiche nell’accesso ai servizi di supporto, l’assenza di un’adeguata formazione culturale per gli operatori sanitari e la persistenza di pregiudizi che limitano la creazione di ambienti inclusivi.

Un aspetto cruciale del documento riguarda la necessità di un approccio intersezionale. Le forme di discriminazione non si verificano isolatamente ma si sovrappongono, aggravando gli effetti sulle persone colpite. Il rapporto evidenzia come questa realtà debba essere integrata nelle politiche europee attraverso strategie mirate e inclusive.

Tra le raccomandazioni, il documento invita l’Unione Europea e gli Stati Membri a:

  • Sviluppare strategie intersezionali che affrontino i determinanti socioeconomici della salute mentale, con particolare attenzione a chi subisce discriminazioni multiple.
  • Migliorare la raccolta di dati disaggregati per monitorare le disparità e sviluppare politiche mirate.
  • Potenziare la formazione culturale degli operatori sanitari, per garantire un accesso equo e non discriminatorio ai servizi di salute mentale.
  • Rafforzare le tutele legali contro il razzismo istituzionale, promuovendo ambienti inclusivi nei luoghi di lavoro e nei contesti educativi.

Inoltre, il rapporto richiama l’attenzione sull’importanza di allocare risorse adeguate per il supporto alla salute mentale delle comunità razziali ed etniche emarginate, integrando questi temi in tutti i programmi di inclusione sociale.

Mental Health Europe evidenzia l’urgenza di un cambio di paradigma. Non si tratta solo di intervenire sui singoli casi ma di creare un sistema che riduca le disuguaglianze strutturali. Per fare ciò, è essenziale considerare il contesto sociale e ambientale in cui vivono le persone colpite da discriminazione.

 

Per maggiori informazioni si prega di consultare il seguente LINK.

 

Categorie
Salute mentale

MHE: Indicatori per i Diritti Umani nella Salute Mentale: un modello basato sul Recovery

Mental Health Europe ha pubblicato un rapporto pionieristico intitolato “Indicatori basati sui diritti umani per i servizi di salute mentale”. Questo documento propone un modello basato sul concetto di Recovery per trasformare i servizi di salute mentale in Europa, garantendo la centralità dei diritti umani e della dignità personale.

Il rapporto di MHE “Indicatori basati sui diritti umani per i servizi di salute mentale”

Nel contesto del rapporto, il termine Recovery si riferisce a un approccio centrato sulla persona che promuove il benessere mentale non solo attraverso la gestione dei sintomi, ma anche supportando l’individuo nel vivere una vita significativa, autonoma e soddisfacente. Questo modello si fonda su concetti di empowerment, autodeterminazione, partecipazione comunitaria e protezione dei diritti umani.

Il documento analizza criticamente l’attuale stato dei servizi di salute mentale, mettendo in luce diverse problematiche, tra cui:

  • L’uso persistente di pratiche coercitive che violano i principi fondamentali della Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità (UNCRPD).
  • La mancanza di strumenti standardizzati per valutare l’adesione ai principi di Recovery e ai diritti umani.
  • Gli ostacoli all’autonomia e alla partecipazione attiva delle persone con disabilità psicosociali nelle decisioni che le riguardano.

Pertanto, il rapporto sottolinea come l’attuale approccio ai servizi debba evolversi, passando da un modello clinico-centrico a uno orientato alla persona, che promuova l’empowerment, l’inclusione sociale e la capacità di vivere una vita significativa.

Inoltre, propone indicatori basati sul Recovery per valutare e migliorare i servizi, in linea con i principi dell’UNCRPD. Tra le raccomandazioni principali:

  • Eliminare le pratiche coercitive, garantendo che la libertà e la sicurezza della persona siano rispettate in ogni contesto.
  • Promuovere la capacità legale e l’autonomia decisionale, anche attraverso strumenti come le direttive anticipate.
  • Integrare i diritti umani nelle pratiche quotidiane attraverso la formazione degli operatori sanitari e l’adozione di misure per il monitoraggio della conformità.
  • Implementare strumenti standardizzati, come il Recovery Self-Assessment e il Recovery-Oriented Services Assessment, per misurare l’adesione ai principi di Recovery.

Il rapporto, infine, auspica un cambiamento radicale nei sistemi di salute mentale, con un impegno concreto verso l’equità e l’inclusione. Gli indicatori basati sul Recovery rappresentano un passo decisivo per garantire che i servizi non solo rispondano ai bisogni clinici, ma siano anche coerenti con i diritti fondamentali.

Con questo documento, Mental Health Europe invita i responsabili politici, gli operatori sanitari e le organizzazioni della società civile a collaborare per sviluppare un sistema di salute mentale che metta al centro la persona e i suoi diritti.

 

Per maggiori informazioni si prega di consultare il seguente LINK.

Categorie
Altro

OMS: pubblicato il rapporto globale 2024 sulla prevenzione e controllo delle infezioni

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha presentato il Global Report on Infection Prevention and Control 2024, un’analisi completa che evidenzia l‘impatto delle infezioni correlate all’assistenza sanitaria (HAI) e della resistenza antimicrobica (AMR) sui sistemi sanitari globali.

Il rapporto sottolinea come, nonostante i progressi, le HAI rimangano una delle principali sfide per la sicurezza dei pazienti e degli operatori sanitari.

il Global Report on Infection Prevention and Control 2024

Le HAI colpiscono ogni anno milioni di pazienti, con un’incidenza significativamente maggiore nei paesi a basso e medio reddito. Circa il 30% dei pazienti in terapia intensiva può contrarre un’infezione correlata all’assistenza sanitaria. Inoltre, la resistenza antimicrobica rappresenta una minaccia crescente, con un tasso di mortalità 2-3 volte superiore rispetto alle infezioni trattabili con antibiotici.

Grazie alle lezioni apprese durante la pandemia di COVID-19, molti paesi hanno rafforzato i programmi di prevenzione e controllo delle infezioni (IPC). Tuttavia, il rapporto evidenzia disinvestimenti recenti in alcune aree critiche, come i servizi di acqua, igiene e sanificazione (WASH).

Pertanto, l’OMS ha definito otto direzioni strategiche per migliorare la prevenzione delle infezioni entro il 2030, tra cui:

  • Implementazione di programmi IPC nazionali con budget dedicati
  • Formazione continua per gli operatori sanitari su pratiche IPC
  • Sorveglianza delle infezioni e miglioramento dei sistemi di monitoraggio
  • Promozione di una cultura della sicurezza e dell’igiene negli ambienti sanitari

Il rapporto, infine, invita i governi e le istituzioni sanitarie a investire in risorse e formazione per raggiungere gli obiettivi fissati, sottolineando il ritorno economico e il miglioramento della qualità dell’assistenza.

 

Per ulteriori informazioni si prega di consultare il seguente LINK.

Categorie
Altro

Malattie infettive: ISS laboratorio di riferimento in Ue per infezioni da elminti e protozoi

L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) è stato recentemente designato come laboratorio di riferimento europeo per le infezioni da elminti e protozoi, agenti responsabili di malattie gravi come toxoplasmosi e malaria. La designazione, assegnata dall’Unione Europea, sottolinea l’eccellenza scientifica e tecnica dell’ISS in un settore critico per la salute pubblica.

L’Istituto svolgerà un ruolo chiave nel monitoraggio, nella diagnosi e nella prevenzione di queste infezioni parassitarie, fornendo supporto tecnico e scientifico alle autorità sanitarie nazionali e internazionali.

Competenze e attività del laboratorio ISS di riferimento europeo

Come laboratorio di riferimento, l’Istituto Superiore di Sanità sarà responsabile di:

  • Sviluppare e standardizzare metodi diagnostici per identificare le infezioni da elminti e protozoi.
  • Monitorare la diffusione e l’impatto di queste infezioni, con particolare attenzione alle zoonosi e alle malattie trasmissibili all’uomo.
  • Fornire formazione e supporto agli altri laboratori europei per migliorare la capacità di risposta.
  • Collaborare con reti europee e internazionali per rafforzare il coordinamento nella prevenzione e nella gestione delle infezioni parassitarie.

Questa designazione rappresenta un passo significativo per migliorare la lotta alle malattie parassitarie, che continuano a rappresentare una minaccia globale, soprattutto in contesti di emergenze sanitarie e cambiamenti climatici.

Per maggiori informazioni si prega di consultare il seguente LINK.