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Salute Globale

L’OMS lancia il primo database globale sulla prevalenza delle infezioni sessualmente trasmissibili

Le infezioni sessualmente trasmissibili rappresentano una sfida rilevante per la salute pubblica a livello globale e richiedono dati affidabili per orientare interventi efficaci di prevenzione, diagnosi e cura.

Per rispondere a questa esigenza, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha annunciato il lancio del primo database globale ad accesso libero dedicato alla prevalenza delle infezioni sessualmente trasmissibili (Sexually Transmitted Infections – STI).

Si tratta della prima piattaforma internazionale che raccoglie, armonizza e rende disponibili dati standardizzati e sottoposti a controllo di qualità provenienti dai Paesi a basso e medio reddito, con informazioni riferite al periodo dal 2010 in poi.

Il nuovo strumento nasce per colmare una delle principali criticità evidenziate negli ultimi anni: la difficoltà di accedere a dati comparabili, affidabili e specifici per Paese e popolazione.

Il database integra infatti evidenze pubblicate e non pubblicate provenienti da fonti differenti, riunendole in un’unica piattaforma consultabile da decisori politici, programmi nazionali, ricercatori, organizzazioni della società civile, industria e agenzie di finanziamento.

Secondo l’OMS, rendere queste informazioni facilmente accessibili consentirà ai Paesi di progettare interventi più mirati, rafforzare i sistemi di sorveglianza epidemiologica e migliorare la capacità di monitorare l’andamento delle infezioni sessualmente trasmissibili nel tempo.

IL DATABASE SULLE INFEZIONI SESSUALMENTE TRASMISSIBILI SARÀ AGGIORNATO CON NUOVE EVIDENZE

Attualmente il database raccoglie informazioni relative a cinque infezioni sessualmente trasmissibili: clamidia (Chlamydia trachomatis), gonorrea (Neisseria gonorrhoeae), herpes simplex di tipo 2 (HSV-2), sifilide (Treponema pallidum) e tricomoniasi (Trichomonas vaginalis).

Alla fine di giugno 2026 la piattaforma comprendeva dati provenienti da 766 studi e 2.453 punti di prevalenza, ottenuti attraverso indagini sulla popolazione generale, studi condotti su donne in gravidanza, adolescenti, popolazioni chiave, lavoratori del sesso, utenti dei servizi dedicati alle infezioni sessualmente trasmissibili, oltre a dati di base di studi di intervento e studi caso-controllo.

Per garantire l’affidabilità delle informazioni, l’OMS ha incluso esclusivamente studi che descrivono chiaramente la popolazione osservata, riportano adeguati dettagli metodologici, comprendono campioni costituiti prevalentemente dopo il 2010 e coinvolgono almeno 100 partecipanti.

La disponibilità di dati epidemiologici comparabili rappresenta uno degli elementi che l’OMS considera fondamentali per rafforzare le politiche di salute pubblica.

Il database, disponibile attraverso lo STI Prevalence Atlas, è stato progettato come una risorsa dinamica: verrà aggiornato con l’inserimento delle nuove evidenze scientifiche e sarà progressivamente ampliato per includere ulteriori infezioni, contribuendo così a rafforzare le stime nazionali, regionali e globali sul carico delle infezioni sessualmente trasmissibili e a supportare decisioni di sanità pubblica basate su evidenze.

 

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Salute Globale

ECDC ed EFSA pubblicano mappe aggiornate sulla distribuzione dei vettori di malattia in Europa

Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) e l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) hanno pubblicato un aggiornamento delle mappe che mostrano la distribuzione geografica dei principali vettori di malattia in Europa, tra cui zanzare, zecche, flebotomi e culicoidi. Le nuove mappe rappresentano uno strumento fondamentale per monitorare l’evoluzione dei rischi legati alle malattie trasmesse da vettori e per supportare le attività di prevenzione e preparedness delle autorità sanitarie europee.

Le informazioni derivano da VectorNet, il progetto congiunto di ECDC ed EFSA che raccoglie, valida e aggiorna dati sulla presenza e diffusione dei vettori in Europa. Il database integra informazioni provenienti da esperti e istituzioni nazionali, fornendo una panoramica dettagliata della distribuzione delle specie che possono trasmettere agenti patogeni rilevanti per la salute umana e animale.

Tra le principali novità dell’aggiornamento figura la prima segnalazione documentata dell’introduzione della zanzara Aedes aegypti in Lussemburgo. Questa specie è considerata uno dei più importanti vettori di malattie virali quali dengue, chikungunya, febbre gialla e Zika. Le mappe riportano inoltre nuove informazioni sulla distribuzione della specie Culex tritaeniorhynchus in Grecia. Secondo gli esperti, tali cambiamenti riflettono in parte il rafforzamento delle attività di sorveglianza e la disponibilità di nuovi dati, pur non escludendo una possibile espansione della specie.

L’aggiornamento evidenzia anche l’espansione della presenza di diverse specie invasive di zanzare. Rispetto alla precedente rilevazione del 2025, sono stati identificati 41 nuovi territori amministrativi europei in cui una o più specie invasive del genere Aedes risultano stabilmente insediate.

Le malattie trasmesse da vettori rappresentano una sfida crescente per la salute pubblica in Europa. Cambiamenti climatici, urbanizzazione, mobilità delle persone e commercio internazionale stanno contribuendo alla diffusione di specie vettoriali in aree precedentemente non interessate. In questo contesto, strumenti di sorveglianza come VectorNet consentono di individuare precocemente i cambiamenti nella distribuzione dei vettori e di pianificare interventi mirati per ridurre il rischio di trasmissione di malattie infettive.

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comunicazione in salute digital health

Episomer, nuovo strumento ECDC per l’allerta sanitaria precoce

L’individuazione tempestiva di segnali che possano anticipare rischi sanitari rappresenta una delle sfide più complesse per i sistemi di sorveglianza contemporanei, soprattutto in una fase in cui le conversazioni online possono riflettere dinamiche emergenti prima che vengano rilevate attraverso i canali tradizionali. Episomer è un nuovo strumento lanciato dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) per supportare le attività di intelligence epidemiologica attraverso l’analisi dei dati provenienti dai social media. La piattaforma è stata progettata per rafforzare l’identificazione precoce dei segnali di rischio sanitario e punta a trasformare le informazioni raccolte online in elementi utili per orientare interventi e decisioni di sanità pubblica.

Episomer amplia l’utilizzo dei contenuti pubblicati sui social media per attività di monitoraggio sanitario e nasce dall’evoluzione di Epitweetr, lo strumento precedentemente sviluppato da ECDC che aveva sostenuto attività di rilevazione precoce durante gli anni passati. I cambiamenti avvenuti nella disponibilità dei dati delle piattaforme digitali hanno reso necessario un aggiornamento dell’approccio e hanno portato allo sviluppo di un sistema più adattabile e flessibile.

Episomer per l’evoluzione della sorveglianza sanitaria digitale

Episomer raccoglie attualmente dati attraverso le API pubbliche di Bluesky e possiede una struttura progettata per essere personalizzata ed estesa ad altre piattaforme in futuro. Il sistema consente di osservare l’andamento delle conversazioni nel tempo, nei luoghi e sugli argomenti monitorati, offrendo ai professionisti della salute pubblica uno strumento utile per individuare variazioni anomale o segnali potenzialmente rilevanti.

L’applicazione include anche un’interfaccia web interattiva che permette di analizzare i segnali raccolti, gestire gli avvisi e configurare le impostazioni operative. Episomer è distribuito come software open source in linguaggio R e mette a disposizione funzionalità che supportano il lavoro di analisti e operatori sanitari.

La possibilità di adattare Episomer a differenti temi di interesse sanitario amplia le prospettive di utilizzo del sistema, consentendo applicazioni che possono estendersi oltre la sorveglianza delle malattie infettive e interessare ulteriori ambiti della sanità pubblica, quando l’osservazione dei segnali social può contribuire a individuare fenomeni emergenti e tendenze rilevanti.

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