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Policy Brief 81: nuovo focus su resilienza sanitaria globale

La resilienza sanitaria è diventata una priorità crescente di fronte a pandemie, conflitti, crisi economiche e cambiamenti demografici che stanno mettendo sotto pressione i sistemi sanitari e la loro capacità di garantire continuità assistenziale anche nelle situazioni più difficili. Il Policy Brief 81 dell’European Observatory on Health Systems and Policies raccoglie le evidenze emerse da una revisione globale sulla resilienza sanitaria, analizzando le capacità necessarie per affrontare crisi e sfide di lungo periodo.

La resilienza sanitaria tra preparazione, equità e trasformazione

La resilienza sanitaria non riguarda infatti soltanto la gestione di una crisi quando si manifesta. Il documento evidenzia come investimenti nella sicurezza dei sistemi informativi, nelle infrastrutture e nella pianificazione possano ridurre l’impatto delle emergenze prima ancora che si verifichino. Allo stesso tempo, le conseguenze lasciate da eventi precedenti, come carenze di personale, liste di attesa o difficoltà organizzative, possono condizionare la capacità di risposta futura e rendere i sistemi più vulnerabili.

La capacità di anticipare i rischi e prevenire o limitare l’impatto delle crisi rappresenta una componente essenziale della resilienza sanitaria. I sistemi sanitari sono inoltre chiamati ad affrontare non soltanto crisi improvvise, come pandemie, crisi economiche e conflitti, ma anche fattori di pressione persistenti, tra cui l’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle patologie croniche. In questa prospettiva, la resilienza sanitaria dipende sia da elementi strutturali, come infrastrutture, risorse e finanziamenti, sia da capacità organizzative legate alla governance, alla comunicazione, al coordinamento e alla collaborazione tra attori e settori diversi.

Rafforzare la resilienza sanitaria significa anche evitare che le crisi aggravino le disuguaglianze esistenti. Le popolazioni più vulnerabili tendono infatti a subire gli effetti più pesanti delle emergenze, rendendo necessaria una maggiore attenzione all’equità nell’accesso ai servizi. Una resilienza sanitaria efficace richiede il coinvolgimento di molteplici portatori di interesse, affinché le risposte alle emergenze non amplifichino fragilità già presenti.

Per comprendere quanto un sistema sanitario sia realmente preparato, il Policy Brief richiama inoltre l’utilità di esercitazioni basate su scenari ipotetici e strumenti di valutazione capaci di individuare criticità prima che si trasformino in problemi concreti. In uno scenario caratterizzato da crisi sempre più frequenti e interconnesse, la salute globale richiede sistemi sanitari in grado non soltanto di adattarsi, ma anche di apprendere dalle esperienze maturate.

Le esperienze maturate durante una crisi possono contribuire non soltanto a ripristinare il funzionamento dei servizi, ma anche a individuare criticità e opportunità di miglioramento, favorendo sistemi sanitari più accessibili, efficienti e capaci di rispondere alle esigenze della popolazione. In questo percorso risultano essenziali il coordinamento tra settori diversi e la cooperazione internazionale, elementi sempre più rilevanti di fronte a sfide che superano i confini nazionali.

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lotta contro il cancro

CE: Il Piano europeo per la lotta contro il cancro

Il piano europeo per la lotta contro il cancro è la risposta della Commissione Europea per contrastare l’incidenza dei tumori ed invertire la tendenza verso un’Unione Europea della Salute che sia forte, sicura, preparata e resiliente.

Soltanto nel 2020 sono stati 2,7 milioni i casi di cancro diagnosticati nell’UE che hanno portato 1,3 milioni di persone, tra cui oltre 2.000 giovani, a perdere la vita. Inoltre, le statistiche mostrano che senza un’azione decisiva, i casi diagnosticati di cancro nell’UE sono destinati ad aumentare fino al 24% entro il 2035 .

L’azione del Piano consentirà di aumentare la qualità e il numero di screening, coprendo più gruppi target e quindi più tipologie e quantità di tumori. Inoltre, la Commissione sta aiutando i paesi dell’UE a garantire che al 90% della popolazione dell’UE avente diritto venga offerto lo screening per il cancro al seno, alla cervice e al colon-retto entro il 2025 lanciando anche una campagna dedicata #GetScreenedEU. Infatti, quasi il 40% dei casi di cancro può essere prevenuto attraverso strategie efficaci di prevenzione che possono evitare la malattia, salvare vite umane e ridurre le sofferenze.

I PROGETTI PER LA LOTTA CONTRO IL CANCRO

A tal proposito, molti sono i progetti volti alla prevenzione. Un’ampia gamma di questi è gestita nell’ambito del programma EU4Health, il quarto e il più grande dei programmi sanitari dell’UE, e da HaDEA (per conoscere i progetti gestiti da HaDEA, cliccare QUI).

Il piano europeo di lotta contro il cancro disporrà di 4 miliardi di euro di finanziamenti, compresi 1,25 miliardi provenienti proprio da EU4Health.

Di seguito 10 progetti dedicati al miglioramento della diagnosi e del trattamento del cancro:

  1. JACraNE: mira a istituire una rete europea di centri nazionali oncologici completi (CCC) per migliorare l’accesso a cure oncologiche complete riducendo le disparità in tutta l’UE.
  2. JANE: ha l’obiettivo di aprire la strada alla creazione di sette reti di competenze (NoE) dell’UE nel campo del cancro, promuovendo relazioni coordinate all’interno della comunità oncologica europea. L’azione mira a trovare soluzioni che consentano ai pazienti di beneficiare di maggiori conoscenze e competenze e di servizi sanitari più accessibili.
  3. UE-CanIneq: sostiene il Registro europeo delle disuguaglianze contro il cancro mappando le disparità e le disuguaglianze tra i paesi e le regioni dell’UE con particolare attenzione alle disuguaglianze socioeconomiche.
  4. CAN.HEAL: lavora per sviluppare un approccio integrato per migliorare l’accesso degli individui, dei malati di cancro e dei sopravvissuti alla prevenzione, alla diagnosi e al trattamento del cancro attraverso la medicina personalizzata.
  5. CHIP-AML22: implementa la diagnosi genetica avanzata e trattamenti mirati per i bambini affetti da leucemia mieloide acuta (LMA).
  6. PCM4EU: si avvale dell’esperienza di partner di 15 paesi dell’UE per promuovere la medicina personalizzata contro il cancro (PCM) e migliorare i tassi di sopravvivenza e la qualità della vita dei pazienti affetti da cancro nell’UE.
  7. NEWROAD: mira a creare una piattaforma aperta e collaborativa per riutilizzare i farmaci in oncologia, attingendo ai dati forniti da istituzioni sanitarie e aziende farmaceutiche.
  8. I-Violin: si concentra sullo snellimento e sulla standardizzazione delle procedure di imaging oncologico (diagnostica per immagini) in tutta Europa, basandosi sugli strumenti sviluppati in altri progetti finanziati dall’UE e garantendo la loro ampia adozione.
  9. BEACON: L’obiettivo è quello di mappare i dati oncologici in tutta l’UE per aiutare le parti interessate a prendere decisioni sanitarie e per comprendere meglio le disparità nella cura del cancro all’interno dell’UE.
  10. INTERACT-EUROPE: sta sviluppando un nuovo approccio alla formazione oncologica inter-specialistica in chirurgia, oncologia medica, radioterapia e infermieristica oncologica, che sarà accessibile a qualsiasi centro oncologico nell’UE.

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Pubblicato il rapporto dell’impatto sulla salute della migrazione nel 2022

È online il rapporto dell’impatto sulla salute della migrazione nel 2022. Questo documento offre una panoramica annuale delle attività condotte e attuate dalla Divisione Migration Health dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (IOM) nel 2022, in stretta collaborazione con gli Stati membri, altre agenzie e partner delle Nazioni Unite.

Tali azioni nascono per rispondere alle principali esigenze sanitarie nel contesto della mobilità umana, affrontare le sfide operative e far progredire la comprensione della salute della migrazione, incoraggiare lo sviluppo socioeconomico attraverso la migrazione e adoperarsi per garantire il rispetto della dignità umana e il benessere dei migranti.

Il rapporto illustra la crescente multidimensionalità delle attività sanitarie in materia di migrazione e dei partenariati dell’OIM nel 2022 e dimostra l’impegno dell’Organizzazione a promuovere la salute dei migranti e delle loro famiglie in tutto il mondo. Per citare solo alcuni degli sviluppi più significativi dell’anno, l’OIM ha affrontato una domanda senza precedenti di consultazioni di assistenza primaria in contesti di emergenza, con quasi 5,6 milioni di consulenze, e di valutazioni sulla salute in caso di migrazione, con circa 904.000 consulenze effettuate in 12 mesi.

Il workplan dell’OIM si svolge attraverso contesti umanitari o iniziative che voglio trovare ed attuare soluzioni durature. Questi obiettivi si sviluppano su tre macro aree di interesse:

1. Collegare la sicurezza sanitaria e la mobilità umana.

2. Aumentare la resilienza sanitaria delle comunità.

3. Rafforzare la governance sanitaria in materia di migrazione.

 

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