Il Report ERC pubblicato dallo European Research Council richiama l’attenzione su una questione decisiva per il futuro della scienza in Europa, cioè il persistente divario tra i Paesi con sistemi di ricerca più forti e i cosiddetti widening countries, che presentano risultati più deboli nella partecipazione e nel successo nei bandi più competitivi. Il nuovo white paper esamina la grande differenza nei tassi di partecipazione e di successo tra i sistemi di ricerca più forti d’Europa e i Paesi widening.
Il Report ERC evidenzia che questi Paesi rappresentano circa un quarto della popolazione dell’Unione europea, ma i ricercatori che vi operano ottengono soltanto circa un ventesimo delle sovvenzioni ERC e registrano tassi di successo compresi in genere tra l’1 e il 7 per cento, contro una media di circa l’11 per cento nelle competizioni ERC.
Secondo il documento, questa distribuzione disomogenea dei finanziamenti riflette ostacoli strutturali profondi che limitano la capacità dei ricercatori di competere con successo per i fondi destinati alla ricerca di frontiera. Tra questi fattori figurano ambienti accademici meno favorevoli, investimenti nazionali più contenuti in ricerca e sviluppo, un accesso più limitato alle reti scientifiche internazionali e sistemi di supporto meno solidi nella preparazione di proposte altamente competitive. Le barriere strutturali limitano la capacità dei ricercatori di competere con successo per finanziamenti altamente selettivi. Il testo segnala inoltre che anche barriere linguistiche, culturali e psicologiche possono scoraggiare la presentazione delle candidature.
Report ERC e misure per rafforzare l’eccellenza scientifica europea
Il Report ERC sottolinea tuttavia che negli ultimi dieci anni sono emersi anche segnali di miglioramento, poiché diversi widening countries hanno rafforzato i propri sistemi nazionali di ricerca e introdotto programmi specifici per aiutare i ricercatori a candidarsi ai finanziamenti ERC. Più di quindici Paesi dispongono ormai di schemi di sostegno dedicati, compresi programmi che assicurano un finanziamento nazionale alle proposte ERC molto ben classificate ma non sostenute a livello europeo. Queste iniziative vengono finanziate attraverso strumenti differenti, tra cui bilanci nazionali, partenariati pubblico privati, Fondi strutturali dell’Unione europea e Recovery and Resilience Facility.
Sul piano europeo, il Report ERC ricorda che varie misure di sostegno sono state introdotte nel tempo per i ricercatori provenienti dalle aree meno performanti, senza modificare il criterio della selezione basata esclusivamente sull’eccellenza scientifica. Tra queste misure rientrano criteri di valutazione più inclusivi, i programmi ERC Visiting Research Fellow, la ERC Mentoring Initiative, il sostegno ai National Contact Points e la rete degli Ambassadors for the ERC.
Parallelamente, l’European Research Council invita gli Stati membri ad aumentare gli investimenti nazionali nella ricerca di frontiera, a riformare i sistemi accademici dove necessario e a creare sinergie più forti tra strumenti di finanziamento nazionali e Fondi di coesione dell’Unione europea, per valorizzare pienamente il potenziale scientifico del continente.
Nel suo insieme, il Report ERC propone quindi una lettura ampia delle disparità esistenti e individua azioni concrete per rafforzare la competitività scientifica nei Paesi meno performanti, attraverso un impegno condiviso tra livello nazionale e livello europeo. Per l’European Research Council, questo percorso dovrà proseguire con un dialogo politico più intenso, con attività di comunicazione mirate e con reti di sostegno più forti che coinvolgano beneficiari ERC, la rete degli Ambassadors for the ERC e gli organismi nazionali di finanziamento.
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