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EUROGIN 2026: nuove raccomandazioni sullo screening cervicale

Le nuove evidenze scientifiche e l’evoluzione delle tecnologie diagnostiche stanno ridefinendo il ruolo dello screening cervicale nelle politiche sanitarie europee, come emerso chiaramente durante EUROGIN 2026, occasione in cui la International Agency for Research on Cancer (IARC) ha presentato a Vienna, il 20 marzo 2026, un aggiornamento delle raccomandazioni europee sullo screening del tumore cervicale, in coincidenza con la pubblicazione delle nuove indicazioni sul portale della Commissione europea

Nel corso di EUROGIN 2026 è stato evidenziato che le raccomandazioni introducono per la prima volta strategie differenziate per le popolazioni vaccinate contro l’HPV, segnando un passaggio rilevante nelle politiche di prevenzione e rafforzando l’impegno europeo nella lotta contro il cancro attraverso approcci più mirati e basati sul rischio

EUROGIN 2026 e strategie differenziate per lo screening cervicale

Le nuove indicazioni presentate a EUROGIN 2026 suggeriscono che nelle popolazioni con copertura vaccinale superiore al cinquanta per cento è possibile adottare intervalli di screening più lunghi, prevedendo fino a dieci anni dopo un risultato negativo al test HPV senza comprometterne l’efficacia complessiva

Per le popolazioni con una copertura vaccinale inferiore al cinquanta per cento, le raccomandazioni indicano che le strategie di screening devono rimanere allineate a quelle della popolazione generale, mantenendo un livello adeguato di protezione sanitaria

I risultati illustrati durante EUROGIN 2026 si basano su una modellizzazione matematica di 118800 strategie di screening simulate, dalla quale emerge che gli intervalli quinquennali non risultano efficienti sotto il profilo dei costi nelle popolazioni altamente vaccinate, mentre intervalli più lunghi consentono di mantenere l’efficacia riducendo il rischio di sovratrattamento

Secondo IARC, queste nuove raccomandazioni rappresentano un passaggio significativo verso programmi di screening più efficienti e contribuiscono all’obiettivo di eliminare il tumore cervicale come problema di salute pubblica

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SHIELD up! Lancio della JA da 25 milioni di euro per prevenire le infezioni che possono evolvere in cancro

La prevenzione delle infezioni che possono evolvere in cancro rappresenta una priorità per le politiche sanitarie europee, considerando che circa un tumore su otto è associato a infezioni prevenibili. SHIELD up è la nuova azione congiunta europea da 25 milioni di euro avviata per rafforzare prevenzione diagnosi e trattamento delle infezioni oncogene.

SHIELD up è stata lanciata in Danimarca nell’ambito del Piano europeo per la lotta contro il cancro e coinvolge 25 Stati membri, con attività previste fino alla fine di ottobre 2028. SHIELD up punta a ridurre le disuguaglianze nell’accesso ai servizi sanitari e a migliorare gli esiti di salute a livello di popolazione.

L’azione congiunta, il cui nome completo è Strategies for Health Interventions to Eliminate Infection related Cancers, è coordinata dal Centre of Excellence for Health Immunity and Infections del Rigshospitalet di Copenaghen. Il finanziamento dell’Unione europea ammonta a quasi 20 milioni di euro ed è erogato attraverso il programma UE4Health.

SHIELD up sostiene il rafforzamento della vaccinazione contro HPV ed epatite B e il miglioramento delle attività di test e diagnosi per epatite B ed epatite C HPV HIV e tubercolosi, con l’obiettivo di intercettare precocemente le infezioni e ridurre il rischio di sviluppo oncologico.

SHIELD up! rafforza la prevenzione delle infezioni che causano cancro

SHIELD up supporta gli Stati membri nell’affrontare barriere strutturali e sociali che ostacolano l’accesso alla prevenzione e alle cure, con particolare attenzione ai gruppi vulnerabili. L’azione promuove il superamento dello stigma e della discriminazione legati alle infezioni, la formazione degli operatori sanitari, lo sviluppo di informazioni più accessibili per la popolazione e il rafforzamento dei sistemi di monitoraggio della copertura vaccinale.

Attraverso la condivisione di buone pratiche e il coordinamento delle politiche sanitarie, SHIELD up contribuisce agli obiettivi europei di eliminazione dei tumori associati a infezioni prevenibili e al rafforzamento di sistemi sanitari più equi ed efficaci, orientati alla prevenzione in tutti i contesti, inclusi i servizi sanitari e sociali e gli istituti penitenziari.

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