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EU LIFE 2026 Info Days: la guida completa ai nuovi bandi europei per l’ambiente

I nuovi bandi per le proposte LIFE 2026 per la tutela del pianeta saranno pubblicati oggi, 21 aprile 2026, sul portale ufficiale EU Funding & Tenders. Per massimizzare le possibilità di successo dei candidati, l’Agenzia esecutiva europea per il clima, l’infrastruttura e l’ambiente (CINEA) ha annunciato l’organizzazione degli EU LIFE 2026 Info Days, una serie di sessioni informative cruciali per chiunque voglia presentare un progetto.

Gli eventi si terranno esclusivamente in modalità online da martedì 28 a giovedì 30 aprile 2026. Queste tre giornate rappresentano un’opportunità imperdibile per approfondire i temi prioritari fissati dalla Commissione Europea e per comprendere le sfumature tecniche necessarie a strutturare una proposta competitiva.

I quattro pilastri del Programma LIFE 2026

Durante le sessioni degli EU LIFE 2026 Info Days, gli esperti della CINEA illustreranno nel dettaglio i quattro sottoprogrammi che compongono l’architettura dei finanziamenti:

  • Natura e Biodiversità: per la protezione degli ecosistemi e delle specie a rischio;
  • Economia Circolare e Qualità della Vita: per progetti legati alla gestione dei rifiuti, all’efficienza delle risorse e alla sostenibilità urbana;
  • Mitigazione e Adattamento ai Cambiamenti Climatici: per soluzioni innovative contro il riscaldamento globale;
  • Transizione all’Energia Pulita: per accelerare il passaggio a fonti energetiche sostenibili.
Come partecipare e interagire

L’evento sarà trasmesso in diretta streaming, garantendo la massima accessibilità a livello europeo. Non si tratterà di semplici presentazioni passive: i partecipanti potranno interagire direttamente con i funzionari europei ponendo domande in tempo reale tramite la piattaforma Slido.com. Questa interazione è fondamentale per chiarire dubbi su criteri di ammissibilità, budget e scadenze specifiche dei singoli bandi.

La registrazione agli EU LIFE 2026 Info Days è già aperta. Gli organizzatori consigliano di iscriversi tempestivamente per ricevere tutti gli aggiornamenti e il materiale didattico correlato alle sessioni.

Informazioni Pratiche

  • Quando: Da martedì 28 aprile 2026 (ore 09:00) a giovedì 30 aprile 2026 (ore 12:30 CEST);
  • Dove: Online;
  • Lingua: Inglese;
  • Temi principali: Economia circolare, transizione energetica, biodiversità e cambiamento climatico.

 

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Aperte le candidature per il programma EIT Jumpstarter 2026

Sono ufficialmente aperte le candidature per l’edizione 2026 di EIT Jumpstarter, il programma d’eccellenza che aiuta gli innovatori nelle fasi iniziali a trasformare idee basate sulla scienza in startup fattibili. Attraverso un percorso strutturato di formazione e mentoring, i partecipanti vengono accompagnati in un viaggio imprenditoriale che culmina in una competizione internazionale di pitch.

Il programma offre un supporto concreto che va ben oltre il semplice finanziamento:

  • Sostegno economico: oltre 240.000 € in premi totali, con riconoscimenti fino a 10.000 € per i migliori team di ogni categoria.
  • Formazione e Mentoring: più di 55 ore di training imprenditoriale con esperti del settore e sviluppo professionale del pitch.
  • Network Europeo: accesso privilegiato alla rete di innovazione paneuropea dell’EIT (European Institute of Innovation and Technology).
  • Premi Speciali: riconoscimenti dedicati a progetti provenienti dai Balcani occidentali, Ucraina e soluzioni allineate al New European Bauhaus.
Le aree tematiche dell’edizione 2026

Per l’edizione 2026, gli innovatori potranno sviluppare i propri progetti all’interno di aree tematiche strategiche allineate alle priorità europee. Il programma accoglie infatti soluzioni dedicate alla Salute (EIT Health), al settore Food & Agritech, all’Energia e fonti rinnovabili, alla Produzione manifatturiera avanzata, ai Materiali grezzi e alla Mobilità urbana intelligente. Questa struttura permette ai partecipanti di confrontarsi con esperti di settore e validare la propria idea in mercati specifici, accelerando il passaggio verso l’investment readiness.

Dalla sua nascita, EIT Jumpstarter ha già formato più di 1.500 innovatori, contribuendo alla creazione di oltre 150 startup e generato più di 2.600 posti di lavoro, dimostrando un impatto crescente nell’ecosistema dell’innovazione in Europa.

Le domande possono essere inviate fino all’8 maggio 2026 (ore 23:59 CET). È un’opportunità unica per validare la propria idea e accelerare l’ingresso sul mercato con il supporto dei migliori esperti europei.

 

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Horizon Europe e FP10: nuovo report di analisi sulle regole del programma

Nel dibattito sul futuro di Horizon Europe e del prossimo Programma Quadro per la ricerca e l’innovazione (FP10), una nuova analisi europea contribuisce con evidenze concrete basate sull’esperienza diretta dei beneficiari.

Il report “Horizon Europe’s Legal, Financial & Administrative Rules – A Report on Their Practical Use”, elaborato dalla rete dei National Contact Points (NCP) nell’ambito del progetto Horizon Academy, si fonda su un’indagine su larga scala che ha raccolto 1.360 risposte da organizzazioni di tutta Europa, tra cui università, enti di ricerca, imprese e organizzazioni pubbliche.

Lo studio offre una prospettiva basata sui dati sull’applicazione pratica delle regole del programma, combinando evidenze statistiche e l’esperienza quotidiana di coordinatori di progetto, ricercatori e personale amministrativo.

Tra gli elementi valutati positivamente emerge l’armonizzazione delle regole di finanziamento tra i programmi europei (corporate approach), considerata utile per semplificare la gestione dei progetti. Anche strumenti come l’Annotated Grant Agreement sono apprezzati per il supporto operativo, e il sistema di presentazione delle proposte e la fase di preparazione del Grant Agreement sono generalmente percepiti come chiari e gestibili. Positiva anche la valutazione del processo di modifica dei progetti in corso.

Parallelamente, l’analisi evidenzia alcune criticità persistenti. In fase di candidatura, molti partecipanti segnalano difficoltà nell’individuare call adeguate all’interno del portale della Commissione europea, ritenuto non sempre intuitivo. La preparazione delle proposte è considerata particolarmente complessa e richiede spesso il supporto di consulenti esterni. Inoltre, pur riconoscendo la solidità del sistema di valutazione peer-review, alcuni rispondenti evidenziano margini di incertezza legati alla possibile soggettività del processo.

Durante l’implementazione dei progetti, emergono difficoltà nell’applicazione pratica di principi quali open science, uguaglianza di genere, etica e protezione dei dati, spesso a causa di limitate risorse interne o carichi amministrativi elevati.

Horizon Europe: semplificazione e modelli di finanziamento

Un aspetto particolarmente rilevante riguarda i costi del personale, che rappresentano la quota principale dei budget di progetto e risultano anche l’area più critica. Oltre la metà dei rispondenti considera complesso il calcolo dei costi ammissibili, evidenziando problematiche legate alla determinazione delle tariffe giornaliere, alla registrazione del tempo di lavoro e all’applicazione delle diverse metodologie di calcolo. Queste difficoltà si manifestano soprattutto nella fase di implementazione, più che nella pianificazione iniziale dei budget.

I risultati si inseriscono nel più ampio dibattito europeo sulla semplificazione delle regole di finanziamento. In questo contesto, emerge una crescente apertura verso modelli semplificati, in particolare il lump sum funding, considerato uno strumento efficace per ridurre gli oneri amministrativi e il rischio di errori finanziari.

L’analisi, tuttavia, evidenzia anche alcune criticità nella sua applicazione pratica – ad esempio nella pianificazione dei budget o nei processi di audit – indicando la necessità di ulteriori chiarimenti metodologici e della diffusione di buone pratiche. Più cauta, invece, la valutazione del modello dei Personnel Unit Costs, che nella sua forma attuale non è ancora considerato pienamente efficace dai beneficiari.

Il report sottolinea infine il ruolo centrale dei National Contact Points, che attraverso il supporto ai partecipanti e la raccolta di evidenze pratiche contribuiscono non solo alla partecipazione ai programmi europei, ma anche al loro miglioramento. In un momento in cui il dibattito su FP10 è in pieno sviluppo, queste evidenze rappresentano un contributo importante per la definizione di regole più efficaci e rispondenti alle esigenze degli attori coinvolti.

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State of Interreg 2025: pubblicata l’analisi sullo stato di avanzamento dei programmi

I dati INTERREG aggiornati a fine 2025

Il report evidenzia un livello molto avanzato di impegni finanziari raggiunto da Interreg alla fine del 2025: circa il 70–75% del budget complessivo, pari a oltre 7,5 miliardi di euro, è stato già destinato all’implementazione di quasi 6.000 progetti.

Questo dato conferma una chiara accelerazione rispetto agli anni precedenti e dimostra come la maggior parte degli 86 programmi Interreg abbia ormai raggiunto una fase di maturità avanzata, pur con differenze significative tra loro. In particolare:

  • 15 programmi hanno già impegnato oltre il 90% delle risorse disponibili;
  • solo 6 programmi restano sotto la soglia del 40%.

Si tratta di un miglioramento sostanziale rispetto alla fine del 2024, quando erano ancora 33 i programmi sotto il 40%, segno di un netto rafforzamento delle performance complessive.

Rispetto al ciclo precedente (2014–2020), emerge inoltre una tendenza verso progetti meno numerosi ma di maggiore dimensione finanziaria, suggerendo un possibile orientamento verso interventi più strutturati e strategici.

Dal finanziamento all’impatto sui territori

Nonostante queste tendenze generali, Interreg si conferma uno strumento estremamente flessibile, capace di adattarsi a contesti territoriali, priorità politiche e modelli di governance molto diversi tra loro. Con l’avanzare del periodo di programmazione, le opportunità di finanziamento sono destinate a ridursi progressivamente: si stima che a fine 2025, 27 programmi siano già chiusi o in fase di chiusura.

Di conseguenza, l’attenzione si sposterà sempre più dalla selezione dei progetti alla loro attuazione concreta. Gli ultimi anni del ciclo 2021–2027 saranno decisivi per dimostrare il reale valore aggiunto della cooperazione territoriale europea e il suo impatto tangibile sui territori.

In sintesi, il rapporto State of Interreg 2025 restituisce l’immagine di un programma dinamico e in evoluzione, capace di mobilitare rapidamente risorse a favore della cooperazione territoriale europea, e che si avvia verso la fase finale di implementazione.

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