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Salute Globale

OMS pubblica la nuova guida per il coordinamento delle emergenze sanitarie

L’Organizzazione mondiale della sanità ha lanciato il National Health Emergency Alert and Response Framework, una guida completa pensata per aiutare i Paesi a migliorare coordinamento, preparazione e risposta durante le emergenze sanitarie. Elaborato con il contributo di esperti internazionali e basato sulle lezioni apprese, anche dalla pandemia di COVID-19, il nuovo framework propone un approccio coerente e collaudato per affrontare situazioni sempre più frequenti e complesse, legate a clima, urbanizzazione, instabilità geopolitica e mobilità globale. Il documento fornisce strumenti pratici per garantire una risposta rapida, integrata e multisettoriale, riducendo l’impatto dei rischi sulla salute pubblica.

Framework della guida: architettura HEPR

La guida riunisce in un unico quadro operativo i principali elementi dell’architettura HEPR (Health Emergency Preparedness, Resilience and Response), che integra oltre 300 raccomandazioni sviluppate dopo la pandemia. È rivolta ad autorità nazionali e subnazionali e a tutti gli attori coinvolti nella risposta alle emergenze sanitarie, e include checklist, diagrammi di flusso e riferimenti alle linee guida esistenti dell’OMS e dei partner.

Dalle fasi dell’emergenza alla valutazione delle performance

Il framework descrive l’intero ciclo di gestione di un’emergenza: individuazione e notifica dei segnali, valutazione del rischio, attivazione delle procedure, interventi di risposta e revisione operativa. Integra inoltre la valutazione delle performance per diversi tipi di rischio e introduce tempistiche operative basate sul modello 7-1-7, che definisce come target 7 giorni per individuare un focolaio, 1 giorno per segnalarlo alle autorità sanitarie e 7 giorni per attuare le prime azioni di risposta.

Un supporto per rafforzare la capacità dei Paesi

Con questa nuova guida, l’OMS punta a offrire un quadro unificato e facilmente applicabile per migliorare la risposta dei Paesi alle emergenze sanitarie, indipendentemente dalla natura o dalla scala dell’evento. Una risorsa strategica per rafforzare la resilienza dei sistemi sanitari e tutelare la salute delle popolazioni durante le crisi.

 

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Altro

SANT: Risultati della consultazione del Parlamento sulla salute delle donne in Europa

Quasi 2.000 cittadini europei hanno partecipato alla consultazione del Parlamento europeo sulla salute delle donne, contribuendo a delineare un quadro articolato su accesso ai servizi, qualità dell’assistenza, condizioni di lavoro e priorità di policy. Il report “Analysis of the Results of the European Parliament’s Public Consultation on Women’s Health” raccoglie e sintetizza queste evidenze, evidenziando carenze strutturali e aree di intervento urgenti.

La consultazione della Commissione SANT, rivolta a cittadini, stakeholder, professionisti sanitari e istituzioni, ha registrato 1.908 risposte, per la maggior parte provenienti da donne altamente istruite residenti soprattutto in Germania, Belgio e Paesi Bassi. L’analisi restituisce una panoramica delle criticità percepite lungo tutto il corso della vita e in diversi ambiti sanitari e sociali.

Contesto e parità di genere in salute

I risultati mostrano valutazioni molto basse per l’assistenza relativa a menopausa e perimenopausa, salute sessuale e riproduttiva, mestruazioni dolorose, PCOS, incontinenza e infezioni urinarie. Molti partecipanti segnalano differenze di trattamento rispetto agli uomini, tempi di attesa più lunghi e procedure ritenute più dolorose del necessario. L’assistenza alla popolazione LGBTIQ è giudicata in modo particolarmente negativo, soprattutto per competenze del personale e qualità delle informazioni. La cura legata alla gravidanza ottiene invece riscontri più positivi rispetto ad altre aree.

Nel contesto lavorativo emerge la percezione di uno svantaggio per le donne nella gestione delle problematiche di salute. Le condizioni nel settore sanitario risultano critiche, con carichi e organizzazione del lavoro considerati poco sostenibili. Tra le priorità indicate per trattenere e attrarre personale femminile figurano retribuzioni più adeguate, orari meglio strutturati e un miglior equilibrio tra vita professionale e vita privata.

Sul fronte dell’informazione le risposte evidenziano una conoscenza insufficiente dei diritti sanitari delle donne, delle esigenze della popolazione LGBTIQ, delle differenze di genere negli effetti dei farmaci e dei rischi associati alle sostanze chimiche nei cosmetici. Le carenze coinvolgono anche l’educazione alla salute sessuale e riproduttiva e la formazione degli operatori sulle specificità legate al genere.

RISULTATI DELLA CONSULTAZIONE: Il ruolo dell’UE per la salute delle donne

Dal punto di vista strutturale e politico emerge una scarsa attenzione sistemica alle esigenze di salute delle donne, una limitata ricerca dedicata con prevalenza di campioni maschili e una bassa priorità attribuita alle condizioni tipiche femminili. Alla mancanza di consapevolezza si sommano insufficiente supporto politico e risorse finanziarie non adeguate. Tra le aree ritenute più urgenti si segnalano lo sviluppo di farmaci più sicuri per le donne, un accesso più equo ai servizi preventivi e curativi e un rafforzamento delle azioni per ridurre le disuguaglianze.

Oltre metà dei partecipanti auspica un ruolo più incisivo dell’Unione europea nella salute delle donne, insieme a una collaborazione più strutturata con gli Stati membri.

 

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bandi Salute Globale

ERDERA: il 10 dicembre apre la JTC 2026 sulle malattie rare non diagnosticate

ERDERA lancerà il 10 dicembre 2025 la Joint Transnational Call 2026, dedicata a progetti di ricerca volti a fornire una diagnosi chiara nei casi di malattia rara, genetica o non genetica, ancora irrisolti. La call finanzierà consorzi multinazionali e interdisciplinari, con un forte orientamento ai bisogni dei pazienti e alla condivisione di competenze tra gruppi di ricerca.

L’annuncio di preavviso descrive i contenuti principali della future opportunità, che saranno aggiornate con il testo completo alla data di lancio. È inoltre previsto un webinar informativo il 16 dicembre, dalle 15:00 alle 17:00 CET, rivolto ai potenziali partecipanti.

Obiettivo della JTC2026 di ERDERA

La call punta a contribuire alla risoluzione dei casi non diagnosticati di malattie rare genetiche e all’avanzamento nella comprensione delle malattie rare non genetiche, che rappresentano circa il 10% dei casi totali.

Oggi, nonostante le procedure di genetica clinica disponibili, circa la metà dei pazienti con sospetto di malattia genetica resta senza diagnosi; per molti, il percorso diagnostico può richiedere in media cinque anni.

Le aree di interesse includono, tra le altre:

  • validazione funzionale di Varianti di Significato Incerto (VUS);
  • utilizzo di approcci multi-omics e metodi integrativi;
  • sviluppo di nuovi strumenti computazionali, inclusi modelli di IA;
  • sistemi di modellistica biologica e meccanicistica;
  • integrazione di dati clinici, ambientali e comportamentali;
  • creazione di knowledge graphs e mappe di malattia;
  • uso di modelli predittivi e strumenti avanzati di analisi.

Il coinvolgimento delle organizzazioni dei pazienti sin dalle fasi iniziali del progetto è fortemente raccomandato.

Calendario preliminare
  • 10 dicembre 2025 – Lancio della call.
  • 16 dicembre 2025 – Webinar informativo per tutti i potenziali applicant.
  • 12 febbraio 2026 – Scadenza invio pre-proposals.
  • 4 marzo 2026 – Verifica di eleggibilità.
  • inizio maggio 2026 – Invito alla presentazione delle full proposals.
  • 5 maggio 2026 – Webinar per gli applicant invitati.
  • 8 luglio 2026 – Scadenza full proposals.
  • 23 luglio 2026 – Verifica finale di eleggibilità.
  • dicembre 2026 – Comunicazione delle decisioni di finanziamento.

 

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Bilancio UE 2026: il Parlamento propone focus su competitività, preparazione e difesa

Il Parlamento europeo ha adottato la propria posizione sul bilancio dell’Unione europea per il 2026, fissando gli stanziamenti a 193,9 miliardi di euro in impegni e 192,6 miliardi in pagamenti. La proposta, approvata con 384 voti a favore, 202 contrari e 58 astensioni, prevede 597,8 milioni di euro in più rispetto alla stima iniziale della Commissione, per rafforzare i programmi chiave dell’UE.

I deputati chiedono un bilancio che stimoli la competitività europea e protegga i cittadini in un contesto globale caratterizzato da instabilità geopolitica, crisi umanitarie e cambiamenti climatici.

Più fondi nel bilancio per ricerca, salute e formazione

Tra le misure approvate, il Parlamento propone di incrementare di 60 milioni di euro i finanziamenti per Horizon Europe e di 5 milioni di euro quelli per il programma EU4Health, destinato a sostenere la preparazione sanitaria e il rafforzamento dei sistemi sanitari nazionali.
Anche Erasmus+ riceverà ulteriori 5 milioni di euro per promuovere istruzione e mobilità dei giovani.

I deputati ribadiscono che l’aumento dei costi di rimborso legati al piano NextGenerationEU non deve ridurre le risorse per programmi strategici come EU4Health o Erasmus+, ritenuti essenziali per la salute pubblica, la coesione sociale e la crescita sostenibile.

Investimenti per sicurezza e resilienza

Il Parlamento propone inoltre di rafforzare il Meccanismo di protezione civile con 30 milioni di euro aggiuntivi, per migliorare la risposta europea a emergenze e disastri naturali, sempre più frequenti a causa del cambiamento climatico.

Ulteriori risorse vengono destinate a mobilità militare, sicurezza alimentare e giovani agricoltori, a sostegno della stabilità interna e della capacità di risposta rapida dell’Unione.

Prossimi passi

Dopo il voto in plenaria, si apre ora una fase di negoziati con il Consiglio dell’UE, che ha adottato la propria posizione a settembre. L’obiettivo è raggiungere un accordo definitivo sul bilancio 2026 entro la fine dell’anno, per garantire la piena operatività dei programmi europei a partire da gennaio.

 

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workforce Salute mentale

MeND Survey OMS: crisi di salute mentale tra gli operatori sanitari europei

In occasione della Giornata mondiale della salute mentale, l’Organizzazione Mondiale della Sanità – Ufficio regionale per l’Europa (OMS/Europa) ha pubblicato i risultati del Mental Health of Nurses and Doctors (MeND) Survey, la più grande survey mai realizzata sulla salute mentale del personale sanitario in Europa.
Lo studio ha raccolto e analizzato oltre 90.000 risposte provenienti dai 27 Stati membri dell’Unione europea, oltre a Islanda e Norvegia, rivelando un quadro allarmante: un medico o infermiere su tre presenta sintomi di depressione o ansia, e uno su dieci ha avuto pensieri suicidari passivi nelle due settimane precedenti all’indagine.

MeND: Condizioni di lavoro e rischi psicosociali in aumento

Dalla MeND survey emerge che un terzo dei professionisti sanitari ha subito minacce o episodi di violenza sul luogo di lavoro nell’ultimo anno, e il 10% ha sperimentato violenza fisica o molestie sessuali.
Il 25% dei medici lavora più di 50 ore a settimana, mentre circa un terzo dei medici e un quarto degli infermieri operano con contratti temporanei, una condizione che alimenta insicurezza e stress.

Le condizioni di lavoro precarie, unite a turni notturni e orari prolungati, sono fortemente associate a disturbi mentali e comportamenti suicidari. In media, i professionisti sanitari mostrano una prevalenza doppia di pensieri suicidari rispetto alla popolazione generale.

Il personale sanitario sotto pressione, ma ancora motivato

Nonostante le difficoltà, il 75% dei medici e il 66% degli infermieri della MeND survey dichiara di provare un forte senso di scopo e soddisfazione nel proprio lavoro. Questo dato conferma la dedizione del personale sanitario, ma sottolinea anche la necessità di un sostegno mirato e continuo per salvaguardare il loro benessere e garantire cure di qualità ai pazienti.

Secondo il report, fino al 40% dei lavoratori con sintomi depressivi ha usufruito di congedi per malattia nell’ultimo anno, e tra l’11% e il 34% sta valutando di abbandonare la professione. Ciò potrebbe aggravare la carenza di personale, con conseguenze dirette sulla qualità e sull’accessibilità delle cure.

Sette azioni urgenti per proteggere la salute mentale del personale sanitario

Il rapporto individua sette priorità di intervento immediato per gli Stati europei:

  1. Adottare una politica di tolleranza zero verso la violenza nei luoghi di cura.
  2. Migliorare la prevedibilità e flessibilità dei turni di lavoro.
  3. Gestire equamente gli straordinari e promuovere una cultura organizzativa positiva.
  4. Ridurre i carichi di lavoro eccessivi.
  5. Formare e responsabilizzare i dirigenti sanitari.
  6. Ampliare l’accesso a servizi di supporto psicologico confidenziali e privi di stigma.
  7. Effettuare un monitoraggio periodico del benessere degli operatori sanitari.

L’OMS avverte che, senza interventi strutturali, l’Europa rischia di affrontare entro il 2030 una carenza di quasi un milione di operatori sanitari, aggravando ulteriormente le disuguaglianze di accesso alle cure.

Verso sistemi sanitari più sicuri e resilienti

Il rapporto MeND si inserisce nel più ampio progetto OMS/Commissione europea Addressing mental health challenges in the European Union, Iceland and Norway”, e conferma l’urgenza di investire nel capitale umano come pilastro della sicurezza sanitaria. Migliorare le condizioni di lavoro e ridurre i fattori di stress cronico non è solo una questione etica, ma una condizione essenziale per garantire la resilienza dei sistemi sanitari europei e la qualità dell’assistenza ai cittadini.

 

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Salute Globale

OMS: Nuovo rapporto sulla resistenza agli antibiotici

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha pubblicato il nuovo “Global antibiotic resistance surveillance report 2025”, che segnala un aumento preoccupante della resistenza ai trattamenti antibiotici più diffusi.

Nel 2023, un’infezione batterica su sei tra quelle più comuni è risultata resistente agli antibiotici. Tra il 2018 e il 2023, oltre il 40% delle combinazioni patogeno-antibiotico monitorate ha registrato un incremento della resistenza.

I dati globali OMS: resistenza più elevata in Asia e nel Mediterraneo orientale

Il fenomeno è particolarmente critico nelle regioni del Sud-Est asiatico e del Mediterraneo orientale, dove una su tre infezioni non risponde più ai trattamenti antibiotici standard. In Africa, la quota raggiunge una su cinque.

L’OMS sottolinea che la diffusione della resistenza è più rapida nei Paesi con limitata capacità di diagnosi e trattamento, aggravando la vulnerabilità dei sistemi sanitari.

Progresso nella sorveglianza, ma dati ancora insufficienti

La partecipazione al sistema di sorveglianza GLASS (Global Antimicrobial Resistance and Use Surveillance System) è quadruplicata, passando da 25 Paesi nel 2016 a 104 nel 2023. Tuttavia, quasi la metà non ha ancora trasmesso dati completi e molti mancano di sistemi di raccolta affidabili.

L’OMS richiama gli Stati a rafforzare i sistemi di laboratorio e la capacità di analisi, in linea con la dichiarazione politica sull’antimicrobico-resistenza adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2024, che promuove un approccio One Health, integrato tra salute umana, animale e ambientale.

Prospettive e strumenti digitali

L’OMS invita tutti i Paesi a fornire dati di alta qualità sull’uso e la resistenza antimicrobica entro il 2030, ampliando la copertura geografica e migliorando la condivisione delle informazioni.
Il rapporto è accompagnato da un cruscotto digitale aggiornato sul portale GLASS, che consente di consultare sintesi globali, profili nazionali e dati sull’uso degli antimicrobici e sull’evoluzione della resistenza.

 

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EU Funding & me: la nuova app per seguire il portale Funding & Tenders

La Commissione europea ha lanciato “EU funding & me”, la nuova app mobile pensata per rendere l’accesso alle opportunità di finanziamento e ai servizi del Portale Funding & Tenders più intuitivo ed efficiente per candidati e beneficiari.

Totalmente sincronizzata con il portale web, l’app consente di ricercare bandi, seguire i propri progetti e ricevere aggiornamenti in tempo reale direttamente da smartphone o tablet, in qualunque momento e luogo.

EU funding & me: numeri e funzionalità:

EU funding & me è progettata per migliorare l’esperienza quotidiana di oltre due milioni di utenti abituali secondo le stime della Commissione europea, tra potenziali partecipanti, beneficiari e nuovi utenti.

L’app offre un’interfaccia chiara e funzionalità integrate, ed è disponibile per dispositivi Android e iOS, inclusi i tablet, garantendo un accesso flessibile e personalizzato ai servizi di finanziamento dell’Unione europea.

Con la nuova app è possibile:

  • Navigare rapidamente tra le opportunità di finanziamento UE;
  • Consultare notizie ed eventi aggiornati;
  • Salvare ricerche e iscriversi a temi di interesse per ricevere avvisi personalizzati;
  • Ricevere notifiche in tempo reale;
  • Integrare facilmente strumenti come calendari e condivisione rapida;
  • Controllare lo stato delle proposte e dei progetti in corso;
  • Comunicare direttamente tra coordinatori di progetto e project officer.
  • Inviare feedback per contribuire al miglioramento dell’app.

 

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Avviso di preinformazione EU4Health: rafforzare le pratiche nazionali di trapianto di organi

L’Agenzia esecutiva europea per la salute e il digitale (HaDEA) ha pubblicato un avviso di preinformazione (Prior Information Notice) relativo alla prossima call “Strengthening national implementation of organ transplant practices” (HADEA/2025/OP/0052-PIN), finalizzata a rafforzare l’attuazione nazionale delle pratiche di trapianto di organi, in particolare attraverso la cooperazione tra autorità nazionali competenti e associazioni professionali di settore.

OBIETTIVI DELLA CALL

L’iniziativa mira a sostenere gli Stati membri nel consolidare i propri sistemi di donazione e trapianto di organi. In particolare, personale e professionisti delle autorità competenti o di organismi delegati saranno formati nel campo delle pratiche di trapianto, con l’obiettivo di migliorare la qualità, la sicurezza e l’efficienza dei programmi nazionali di trapianto.

DETTAGLI TECNICI
  • Codice procedura: HADEA/2025/OP/0052-PIN
  • Valore stimato: € 2.000.000
  • Durata massima del contratto: 36 mesi
  • CPV: 73210000 – Servizi di consulenza in materia di ricerca
INFORMAZIONI E PROSSIMI PASSI

Le parti interessate sono invitate a monitorare la sezione dedicata del portale EU Funding & Tenders per la futura pubblicazione della call completa e per la presentazione delle proposte.

Data stimata di pubblicazione della call: 14 novembre 2025.

 

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Aperta la call MSCA Choose Europe for Science 2025 per rafforzare le carriere dei ricercatori

La Commissione europea ha aperto la call “Choose Europe for Science” nell’ambito delle Marie Skłodowska-Curie Actions (MSCA), con un budget indicativo di 22,5 milioni di euro.
L’iniziativa mira a rendere le carriere di ricerca in Europa più attrattive, offrendo condizioni di lavoro eccellenti e prospettive occupazionali di lungo periodo per i ricercatori.

OBIETTIVI DELLA CALL MSCA

L’iniziativa è pensata per contrastare la precarietà del lavoro nel settore della ricerca, sostenendo la retention dei talenti all’interno dell’Unione europea e la capacità di attrarre ricercatori di alto profilo a livello internazionale.

La call è aperta a tutti i settori scientifici, riflettendo l’impegno delle MSCA a promuovere eccellenza e innovazione interdisciplinare.

UN NUOVO MODELLO PER LE CARRIERE DI RICERCA

Choose Europe for Science” introduce un approccio innovativo rispetto agli schemi tradizionali delle MSCA. Le organizzazioni ospitanti non solo riceveranno fondi europei per assumere ricercatori post-doc, ma si impegneranno a garantire la continuità contrattuale oltre il periodo di finanziamento UE, offrendo così percorsi professionali più stabili e sostenibili.

Il programma promuove inoltre la diffusione delle migliori pratiche MSCA in materia di reclutamento, formazione e condizioni di lavoro di alta qualità presso tutte le istituzioni partecipanti.

CARATTERISTICHE DELLA CALL MSCA
  • Budget complessivo: €22,5 milioni.
  • Importo massimo per beneficiario: €3,5 milioni.
  • Durata dei progetti: fino a 5 anni.
  • Periodo di cofinanziamento UE: 2 o 3 anni, a seconda della scelta dell’ente ospitante.
  • Impegno delle istituzioni: prosecuzione dell’impiego per ulteriori 2 anni oltre la fase finanziata dall’UE.
  • Numero minimo di ricercatori da reclutare: 3 post-doc per progetto.

Possono partecipare organizzazioni con sede in Stati membri dell’UE o Paesi associati a Horizon Europe, inclusi università, centri di ricerca, imprese (incluse PMI), enti pubblici, ospedali, musei, ONG e altre istituzioni idonee.

Scadenza per la presentazione delle proposte: 3 dicembre 2025, ore 17:00 (CET).

 

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Bilancio UE: il Comitato europeo delle Regioni invita a rivedere la proposta post-2027

Il Comitato europeo delle Regioni (CdR) ha adottato una risoluzione relativa al futuro Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) dell’Unione europea per il periodo successivo al 2027. Il documento sottolinea la necessità di garantire che il bilancio a lungo termine dell’UE continui a sostenere in modo equilibrato le politiche di coesione, agricoltura e pesca, salvaguardandone la complementarità e il valore aggiunto per i territori.

Il CdR ribadisce il ruolo della politica di coesione quale principale strumento dell’Unione per promuovere competitività regionale, sviluppo sostenibile e inclusione sociale, evidenziando l’importanza di mantenerla accessibile a tutte le regioni europee e di assicurarne la gestione in partenariato con gli enti locali e regionali.

Sulla base della risoluzione adottata, il Comitato sta elaborando un parere sul futuro QFP, che sarà presentato nel marzo 2026 dal relatore Sari Rautio (FI/PPE). Tale parere sarà accompagnato da ulteriori contributi sui regolamenti settoriali collegati al prossimo bilancio pluriennale, la cui adozione è prevista nella prima metà del 2026.

 

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