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Horizon Europe: bando ERC Consolidator Grants 2026

L’European Research Council (ERC) ha aperto ufficialmente il bando ERC Consolidator Grants 2026 (ERC-2026-COG), dedicato a ricercatrici e ricercatori che stanno consolidando la propria attività scientifica indipendente e la crescita del proprio gruppo di ricerca.

La call sostiene Principal Investigators che abbiano già dimostrato autonomia scientifica e si trovino nella fase di sviluppo del proprio programma.

I Consolidator Grants possono finanziare progetti fino a 2 milioni di euro per 5 anni, con la possibilità di richiedere un ulteriore contributo fino a 1 milione di euro per costi aggiuntivi essenziali, come attrezzature, accesso a grandi infrastrutture e attività sperimentali su larga scala.

Requisiti del Principal Investigator

Possono candidarsi ricercatori che abbiano conseguito il primo dottorato tra il 1° gennaio 2014 e il 31 dicembre 2018, con possibili estensioni del periodo di eleggibilità in casi specifici, come previsto dall’ERC Work Programme 2026.

Condizioni di ammissibilità e partecipazione

Il bando è aperto a ricercatori di qualsiasi nazionalità che intendano svolgere il proprio progetto presso un’istituzione ospitante situata in uno Stato membro UE o in un Paese associato. I Principal Investigators devono dedicare almeno il 40% del tempo di lavoro al progetto e trascorrere almeno il 50% del tempo totale in un Paese eleggibile.

Il finanziamento ERC è aperto a tutte le discipline scientifiche, promuovendo anche progetti fortemente interdisciplinari. Il contributo richiesto – incluso l’eventuale budget addizionale – è valutato durante il processo di selezione.

La call segue il modello a fase unica e la candidatura deve essere presentata tramite il portale Funding & Tenders entro il 13 gennaio 2026.

 

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Bando EU4Health per rafforzare l’attuazione nazionale delle pratiche di trapianto di organi

HaDEA ha pubblicato il bando HADEA/2025/OP/0052 – Strengthening national implementation of organ transplant practices, volto a rafforzare l’applicazione delle pratiche di trapianto di organi negli Stati membri attraverso una più stretta collaborazione tra autorità nazionali e associazioni professionali.

La call for tender punta a migliorare i sistemi di donazione e trapianto tramite attività di formazione rivolte al personale delle autorità competenti o degli organismi delegati, contribuendo allo sviluppo di capacità tecniche e organizzative nel settore dei trapianti.

Il budget indicativo è di 2.000.000 €.

Le organizzazioni interessate possono candidarsi tramite l’EU Funding and Tenders Portal entro il 27 febbraio 2026 alle 12:00 (CET).

Contesto del bando HADEA/2025/OP/0052 di EU4Health

EU4Health è il più ampio programma europeo per la salute. Oltre a raccogliere l’eredità della risposta alla pandemia, mira a rafforzare la resilienza dei sistemi sanitari europei sostenendo autorità nazionali, EU4Health e implementa il programma attraverso call for proposals e call for tenders nel periodo 2021–2027.

 

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Webinar Commissione UE: Lump Sum Funding in Horizon Europe

Il 12 febbraio 2026, dalle 10:00 alle 12:00, la Commissione europea organizza un webinar informativo dal titolo “Lump Sum Funding in Horizon Europe: How does it work? How to write a proposal?”.

L’incontro farà luce sul funzionamento del meccanismo di finanziamento a somma forfettaria — una delle innovazioni introdotte per semplificare la gestione dei progetti europei — e guiderà i partecipanti nella preparazione delle proposte. Il programma include una sessione introduttiva, un intervento tecnico sulle modalità di redazione delle proposte, una tavola rotonda con beneficiari già attivi e una sessione di Q&A in diretta su Slido; l’evento sarà trasmesso in streaming su YouTube.

Cosa sono i “Lump Sum Funding”

Secondo la guida ufficiale della Commissione, le “lump sum grants” sono forme di finanziamento in cui l’importo del contributo — fisso e definito in anticipo — viene assegnato sulla base della descrizione delle azioni previste (nel DoA, Annex 1 del grant agreement).

Ciò significa che non è richiesta la rendicontazione dei costi reali come nei tradizionali grant «a costi reali»: al loro posto, il pagamento è legato al completamento dei pacchetti di lavoro (work packages) previsti nel progetto.

Le principali caratteristiche spiegate dalla Commissione sono:

  • L’importo è stabilito dall’inizio e rimane invariato, garantendo trasparenza e prevedibilità per i beneficiari.
  • I pagamenti avvengono al termine delle attività convenute, non in relazione a risultati scientifici specifici.
  • Questo approccio semplificato è pensato per agevolare in particolare organismi con minore esperienza nella gestione di fondi europei (piccole realtà, nuovi applicant, enti che non hanno grandi strutture amministrative), rendendo Horizon Europe più accessibile.

Pertanto, i lump sum permettono di concentrare le energie progettuali sull’obiettivo scientifico o tecnico del progetto, riducendo l’onere burocratico e il carico amministrativo legato alla rendicontazione dettagliata dei costi.

 

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Salute mentale

OMS e ONU per la salute mentale di bambini e giovani

L’OMS Europa ha pubblicato un nuovo report dedicato alla salute mentale di bambini e adolescenti nella Regione europea, evidenziando un quadro in rapido deterioramento e importanti lacune nei servizi. Parallelamente, UNESCO, UNICEF, UN Youth Office e OMS hanno lanciato un appello congiunto affinché la salute mentale dei più giovani diventi una priorità politica globale, sostenuta da investimenti, iniziative coordinate e un approccio basato sui diritti.

Un quadro regionale sempre più critico

Secondo il rapporto “Child and youth mental health in the WHO European Region, 1 bambino o adolescente su 7 nella Regione europea, vive con un disturbo mentale, con un impatto maggiore sulle ragazze tra i 15 e i 19 anni (1 su 4). Il suicidio resta la principale causa di morte tra i 15–29enni, e la prevalenza dei disturbi mentali tra 0 e 19 anni è aumentata di un terzo negli ultimi 15 anni.

I sistemi di assistenza, tuttavia, non tengono il passo con il crescente bisogno:

  • 1 Paese su 4 non dispone di servizi di salute mentale basati sulla comunità per bambini e adolescenti,
  • 1 su 5 non ha una politica specifica dedicata alla salute mentale dei giovani,
  • la qualità dei servizi varia ampiamente,
  • c’è un solo psichiatra ogni 76 000 minori.

Il report indica 9 priorità per migliorare la qualità dell’assistenza: dalla definizione di piani d’azione e standard nazionali alla riorganizzazione dei modelli di cura, dal coinvolgimento di famiglie e giovani all’investimento nel personale, fino al monitoraggio degli esiti e alla condivisione delle evidenze.

Lacune nelle politiche globali e un appello a rafforzare l’azione

La dichiarazione congiunta delle agenzie ONU sottolinea come, nonostante una crescente attenzione verso la salute mentale, manchino ad oggi impegni globali specifici per bambini e giovani, sia a livello normativo che finanziario. Solo il 56% dei Paesi dispone di una politica dedicata o integrata per la salute mentale minorile, e meno della metà offre servizi comunitari o scolastici adeguati.

Le agenzie richiamano la necessità di:

  • rendere la salute mentale dei giovani una priorità autonoma nei futuri accordi e risoluzioni ONU;
  • creare una piattaforma inter-agenzia per coordinare orientamenti, finanziamenti e monitoraggio;
  • sostenere gli Stati nello sviluppo di strategie nazionali in linea con i piani d’azione OMS e UNICEF;
  • garantire la partecipazione significativa di bambini e giovani nelle politiche che li riguardano;
  • investire in prevenzione e promozione attraverso approcci scolastici, comunitari e digitali;
  • integrare indicatori specifici nei sistemi di monitoraggio di salute, educazione e sviluppo.

Il nuovo rapporto OMS Europa e l’appello congiunto del sistema ONU convergono su un messaggio chiaro: la salute mentale di bambini e giovani è un’emergente priorità globale, che richiede risposte coordinate, investimenti adeguati e sistemi capaci di offrire cure di qualità, eque e accessibili.

 

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La Svizzera aderisce a Horizon Europe e ad altri programmi di ricerca e innovazione dell’UE

L’Unione Europea e la Svizzera hanno firmato l’accordo che sancisce la partecipazione elvetica a Horizon Europe, Digital Europe ed al programma Euratom Research & Training. Con questa decisione, ricercatori e organizzazioni svizzere tornano ad operare alle stesse condizioni degli Stati membri: potranno coordinare consorzi, ricevere finanziamenti diretti ed accedere a tutti i pilastri tematici dei programmi. La nuova intesa potenzia la capacità europea di collaborare su ricerca e innovazione in aree strategiche quali transizione climatica, trasformazione digitale, manifattura avanzata, sicurezza energetica e salute pubblica.

L’accordo ha effetto retroattivo dal 1° gennaio 2025. Prevede inoltre la partecipazione della Svizzera a Fusion for Energy dal 2026, consentendo a ricercatori e imprese svizzere di contribuire a ITER, il principale progetto mondiale sull’energia da fusione. L’associazione a Erasmus+ è programmata per il 2027 e, una volta in vigore l’Accordo sulla Salute, la Svizzera potrà aderire anche al programma EU4Health, ampliando ulteriormente la cooperazione in ambito sanitario.

 

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EHMA: Care Summit 2025 – Collaborative Action for Reframing Europe´s Health

Il 3 e 4 dicembre 2025 EHMA terrà a Bruxelles il CARE Summit 2025, un appuntamento di alto livello dedicato a ridefinire il ruolo della salute nelle priorità strategiche dell’Unione Europea. L’evento riunirà attori provenienti dal mondo della salute, della ricerca oltre che della società civile, con l’obiettivo di co-creare una Roadmap per una Stronger European Health Union in vista del nuovo ciclo istituzionale.

Il Summit proporrà una nuova visione della salute come motore multidisciplinare di competitività, resilienza, innovazione e coesione sociale, superando l’idea della salute come ambito settoriale.

Le discussioni metteranno in evidenza come gli investimenti in salute siano determinanti per sostenere la crescita economica, la trasformazione digitale, la sostenibilità ambientale e la fiducia dei cittadini.

Il programma sarà articolato attorno a quattro assi tematici chiave:

  • Crisis preparedness e cooperazione transfrontaliera, con focus sulla capacità dell’UE di affrontare minacce sanitarie e scenari globali complessi.
  • One Health, per analizzare le interconnessioni tra salute umana, animale e ambientale, incluse le sfide dell’antimicrobico-resistenza.
  • Medicinali innovativi, accessibili e sostenibili, per discutere la competitività del settore farmaceutico europeo e le condizioni necessarie per garantire accesso e innovazione.
  • European Health Data Space, per esplorare il potenziale dei dati sanitari interoperabili nel trasformare assistenza, ricerca e policy-making.

Attraverso sessioni plenarie, panel tematici, workshop partecipativi e momenti di confronto multisettoriale, il Summit promuoverà un approccio collaborativo e non frontale. La metodologia prevede il coinvolgimento attivo dei partecipanti nella definizione della Roadmap finale, che conterrà indicazioni operative per integrare la salute nelle politiche europee e nazionali, con attività di follow-up previste nel 2026.

Le registrazioni sono aperte fino al 30 novembre.

 

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Salute mentale

EUREGHA Annual Conference 2025

Il 2 dicembre 2025, a Bruxelles, si terrà la Conferenza Annuale di EUREGHA – European Regional and Local Health Authorities interamente dedicata alla salute mentale, con particolare attenzione al ruolo delle autorità regionali e locali nell’attuazione concreta dell’Approccio europeo globale al tema.

In un contesto che richiede il coinvolgimento coordinato di attori sanitari e non sanitari, la conferenza “Together for Mental Health: Regions building Europe’s Healthier Future” intende valorizzare l’impegno delle regioni nello sviluppo di sistemi più resilienti, inclusivi e orientati alla prevenzione.

Le priorità europee per rafforzare i sistemi territoriali di salute mentale

Il programma della Conferenza si concentrerà sulle pratiche regionali e sulla collaborazione tra strumenti e programmi UE. Nel dettaglio, la sessione introduttiva della conferenza sarà dedicata alle strategie regionali: Galles, Fiandre, Danimarca Centrale e Castiglia e León presenteranno modelli e approcci sviluppati per rafforzare la resilienza dei cittadini e migliorare la capacità dei sistemi territoriali di prevenire e gestire il disagio mentale.

A seguire, una sessione di confronto metterà in relazione esperienze locali e iniziative promosse dalla Commissione europea ed approfondirà il contributo delle reti europee e delle Joint Actions nel rafforzare la cooperazione multi-livello. Rappresentanti del programma BIZI per la prevenzione del suicidio nei Paesi Baschi, della Culture and Health Platform, di Mental Health Europe analizzeranno come metodologie condivise, partenariati transfrontalieri e connessioni tra iniziative locali e strategie europee possano accelerare l’adozione di pratiche efficaci e migliorare la capacità collettiva dell’Europa di agire sulla salute mentale.

Il ProMIS prenderà parte alla conferenza come speaker presentando il proprio contributo nell’ambito di alcuni progetti europei in cui è coinvolto. In particolare, verrà presentata la Joint Actions MENTOR – Mental Health Together, le attività legate al TSI Child & Youth Wellbeing and Mental Health First, supportando la diffusione di modelli e pratiche orientate alla promozione del benessere mentale e alla prevenzione, con attenzione specifica ai giovani e alle popolazioni più fragili. Inoltre il ProMIS in qualità in qualità di Ente Affiliato contribuisce anche alla JA PRISM supportando la comunicazione, la valutazione e il trasferimento delle pratiche nei contesti regionali italiani.

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Salute Globale

OMS pubblica la nuova guida per il coordinamento delle emergenze sanitarie

L’Organizzazione mondiale della sanità ha lanciato il National Health Emergency Alert and Response Framework, una guida completa pensata per aiutare i Paesi a migliorare coordinamento, preparazione e risposta durante le emergenze sanitarie. Elaborato con il contributo di esperti internazionali e basato sulle lezioni apprese, anche dalla pandemia di COVID-19, il nuovo framework propone un approccio coerente e collaudato per affrontare situazioni sempre più frequenti e complesse, legate a clima, urbanizzazione, instabilità geopolitica e mobilità globale. Il documento fornisce strumenti pratici per garantire una risposta rapida, integrata e multisettoriale, riducendo l’impatto dei rischi sulla salute pubblica.

Framework della guida: architettura HEPR

La guida riunisce in un unico quadro operativo i principali elementi dell’architettura HEPR (Health Emergency Preparedness, Resilience and Response), che integra oltre 300 raccomandazioni sviluppate dopo la pandemia. È rivolta ad autorità nazionali e subnazionali e a tutti gli attori coinvolti nella risposta alle emergenze sanitarie, e include checklist, diagrammi di flusso e riferimenti alle linee guida esistenti dell’OMS e dei partner.

Dalle fasi dell’emergenza alla valutazione delle performance

Il framework descrive l’intero ciclo di gestione di un’emergenza: individuazione e notifica dei segnali, valutazione del rischio, attivazione delle procedure, interventi di risposta e revisione operativa. Integra inoltre la valutazione delle performance per diversi tipi di rischio e introduce tempistiche operative basate sul modello 7-1-7, che definisce come target 7 giorni per individuare un focolaio, 1 giorno per segnalarlo alle autorità sanitarie e 7 giorni per attuare le prime azioni di risposta.

Un supporto per rafforzare la capacità dei Paesi

Con questa nuova guida, l’OMS punta a offrire un quadro unificato e facilmente applicabile per migliorare la risposta dei Paesi alle emergenze sanitarie, indipendentemente dalla natura o dalla scala dell’evento. Una risorsa strategica per rafforzare la resilienza dei sistemi sanitari e tutelare la salute delle popolazioni durante le crisi.

 

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SANT: Risultati della consultazione del Parlamento sulla salute delle donne in Europa

Quasi 2.000 cittadini europei hanno partecipato alla consultazione del Parlamento europeo sulla salute delle donne, contribuendo a delineare un quadro articolato su accesso ai servizi, qualità dell’assistenza, condizioni di lavoro e priorità di policy. Il report “Analysis of the Results of the European Parliament’s Public Consultation on Women’s Health” raccoglie e sintetizza queste evidenze, evidenziando carenze strutturali e aree di intervento urgenti.

La consultazione della Commissione SANT, rivolta a cittadini, stakeholder, professionisti sanitari e istituzioni, ha registrato 1.908 risposte, per la maggior parte provenienti da donne altamente istruite residenti soprattutto in Germania, Belgio e Paesi Bassi. L’analisi restituisce una panoramica delle criticità percepite lungo tutto il corso della vita e in diversi ambiti sanitari e sociali.

Contesto e parità di genere in salute

I risultati mostrano valutazioni molto basse per l’assistenza relativa a menopausa e perimenopausa, salute sessuale e riproduttiva, mestruazioni dolorose, PCOS, incontinenza e infezioni urinarie. Molti partecipanti segnalano differenze di trattamento rispetto agli uomini, tempi di attesa più lunghi e procedure ritenute più dolorose del necessario. L’assistenza alla popolazione LGBTIQ è giudicata in modo particolarmente negativo, soprattutto per competenze del personale e qualità delle informazioni. La cura legata alla gravidanza ottiene invece riscontri più positivi rispetto ad altre aree.

Nel contesto lavorativo emerge la percezione di uno svantaggio per le donne nella gestione delle problematiche di salute. Le condizioni nel settore sanitario risultano critiche, con carichi e organizzazione del lavoro considerati poco sostenibili. Tra le priorità indicate per trattenere e attrarre personale femminile figurano retribuzioni più adeguate, orari meglio strutturati e un miglior equilibrio tra vita professionale e vita privata.

Sul fronte dell’informazione le risposte evidenziano una conoscenza insufficiente dei diritti sanitari delle donne, delle esigenze della popolazione LGBTIQ, delle differenze di genere negli effetti dei farmaci e dei rischi associati alle sostanze chimiche nei cosmetici. Le carenze coinvolgono anche l’educazione alla salute sessuale e riproduttiva e la formazione degli operatori sulle specificità legate al genere.

RISULTATI DELLA CONSULTAZIONE: Il ruolo dell’UE per la salute delle donne

Dal punto di vista strutturale e politico emerge una scarsa attenzione sistemica alle esigenze di salute delle donne, una limitata ricerca dedicata con prevalenza di campioni maschili e una bassa priorità attribuita alle condizioni tipiche femminili. Alla mancanza di consapevolezza si sommano insufficiente supporto politico e risorse finanziarie non adeguate. Tra le aree ritenute più urgenti si segnalano lo sviluppo di farmaci più sicuri per le donne, un accesso più equo ai servizi preventivi e curativi e un rafforzamento delle azioni per ridurre le disuguaglianze.

Oltre metà dei partecipanti auspica un ruolo più incisivo dell’Unione europea nella salute delle donne, insieme a una collaborazione più strutturata con gli Stati membri.

 

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ERDERA: il 10 dicembre apre la JTC 2026 sulle malattie rare non diagnosticate

ERDERA lancerà il 10 dicembre 2025 la Joint Transnational Call 2026, dedicata a progetti di ricerca volti a fornire una diagnosi chiara nei casi di malattia rara, genetica o non genetica, ancora irrisolti. La call finanzierà consorzi multinazionali e interdisciplinari, con un forte orientamento ai bisogni dei pazienti e alla condivisione di competenze tra gruppi di ricerca.

L’annuncio di preavviso descrive i contenuti principali della future opportunità, che saranno aggiornate con il testo completo alla data di lancio. È inoltre previsto un webinar informativo il 16 dicembre, dalle 15:00 alle 17:00 CET, rivolto ai potenziali partecipanti.

Obiettivo della JTC2026 di ERDERA

La call punta a contribuire alla risoluzione dei casi non diagnosticati di malattie rare genetiche e all’avanzamento nella comprensione delle malattie rare non genetiche, che rappresentano circa il 10% dei casi totali.

Oggi, nonostante le procedure di genetica clinica disponibili, circa la metà dei pazienti con sospetto di malattia genetica resta senza diagnosi; per molti, il percorso diagnostico può richiedere in media cinque anni.

Le aree di interesse includono, tra le altre:

  • validazione funzionale di Varianti di Significato Incerto (VUS);
  • utilizzo di approcci multi-omics e metodi integrativi;
  • sviluppo di nuovi strumenti computazionali, inclusi modelli di IA;
  • sistemi di modellistica biologica e meccanicistica;
  • integrazione di dati clinici, ambientali e comportamentali;
  • creazione di knowledge graphs e mappe di malattia;
  • uso di modelli predittivi e strumenti avanzati di analisi.

Il coinvolgimento delle organizzazioni dei pazienti sin dalle fasi iniziali del progetto è fortemente raccomandato.

Calendario preliminare
  • 10 dicembre 2025 – Lancio della call.
  • 16 dicembre 2025 – Webinar informativo per tutti i potenziali applicant.
  • 12 febbraio 2026 – Scadenza invio pre-proposals.
  • 4 marzo 2026 – Verifica di eleggibilità.
  • inizio maggio 2026 – Invito alla presentazione delle full proposals.
  • 5 maggio 2026 – Webinar per gli applicant invitati.
  • 8 luglio 2026 – Scadenza full proposals.
  • 23 luglio 2026 – Verifica finale di eleggibilità.
  • dicembre 2026 – Comunicazione delle decisioni di finanziamento.

 

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