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ECDC: Designato un nuovo laboratorio di riferimento dell’UE per i virus respiratori

Il Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (ECDC) ha designato un nuovo European Union Reference Laboratory (EURL), dedicato ai virus respiratori nell’ambito della salute pubblica.

Questo laboratorio rappresenta un importante passo avanti per rafforzare la preparazione dell’Unione europea (UE) nel fronteggiare minacce sanitarie transfrontaliere causate da virus respiratori.

Il nuovo laboratorio di riferimento è stato designato attraverso un atto di esecuzione adottato il 16 dicembre 2025 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’UE. Esso sarà parte integrante delle reti di laboratorio coordinate dall’ECDC e costituirà il decimo EURL per la sanità pubblica a livello europeo.

Questi laboratori di riferimento svolgono un ruolo chiave nel sostenere i laboratori di sanità pubblica nei Paesi membri, promuovendo l’allineamento e la comparabilità dei metodi diagnostici, dei test per sorveglianza, delle attività di notifica e delle strategie di reporting delle malattie infettive.

Attraverso il coordinamento delle reti di laboratorio, gli EURL contribuiscono a migliorare la preparazione, la rapida individuazione e la risposta alle emergenze sanitarie nell’Unione europea.

Il nuovo laboratorio UE virus respiratori è designato per sette anni. L’inizio delle attività è previsto nel 2027, con finanziamenti dedicati provenienti dal programma EU4Health dell’Unione europea.

RAFFORZARE LE CAPACITÀ DI RISPOSTA ALLE MINACCE SANITARIE: LO STUDIO ECDC

La creazione di questo laboratorio nasce anche sulla scia delle esperienze accumulate durante la pandemia di COVID-19. Un recente studio ECDC ha evidenziato quanto la condivisione dei dati tra laboratori e la collaborazione a livello regionale ed europeo siano state decisive per fronteggiare le difficoltà affrontate dai laboratori di sanità pubblica, incluse le sfide legate alla coordinazione e alla qualità dei dati durante la crisi sanitaria.

L’istituzione di un EURL specifico per i virus respiratori costituisce quindi una misura chiave per rafforzare la resilienza dell’UE contro future minacce sanitarie.

Il nuovo laboratorio si affianca alle preesistenti reti di laboratori di riferimento dell’UE, alcune delle quali già operative dall’inizio del 2025 in vari ambiti della sanità pubblica, come indicato dai regolamenti della Commissione Europea del 22 marzo e del 29 novembre 2024.

Con questa designazione, l’Unione europea conferma il proprio impegno nel migliorare la sorveglianza, la preparazione e la risposta condivisa a malattie infettive di rilevanza transfrontaliera, potenziando la cooperazione tra laboratori nazionali e istituzioni europee per affrontare con efficacia virus respiratori di grande impatto sulla salute pubblica.

Per approfondire l’impatto epidemiologico delle infezioni respiratorie in Europa, si veda anche “Infezioni respiratorie invernali, il rapporto dell’ECDC“.

 

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Accesso sanitario più equo: 5 nuovi rapporti OMS/Europa

L’accesso sanitario equo e finanziariamente sostenibile è al centro di una nuova serie di cinque rapporti pubblicati dall’Ufficio regionale europeo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS/Europa).

I documenti analizzano come le politiche di finanziamento della sanità possano migliorare l’accesso alle cure riducendo i pagamenti diretti da parte delle persone e rafforzando la protezione finanziaria, in particolare per i gruppi più vulnerabili.

ACCESSO SANITARIO: LE NUOVE EVIDENZE EMERSE DAI RAPPORTI OMS/EUROPA

Il primo rapporto (“How does population ageing affect health system financial sustainability and affordable access to health care in Europe?”) esamina l’impatto dell’invecchiamento della popolazione sulla sostenibilità dei sistemi sanitari in cinque paesi europei, tra cui l’Italia.

L’analisi mostra che i sistemi basati su una combinazione di fonti di finanziamento, e non esclusivamente su contributi legati all’occupazione, risultano più resilienti nel medio e lungo periodo. Questo approccio può contribuire a preservare l’accesso ai servizi sanitari anche in contesti demografici in rapido cambiamento.

Il secondo rapporto (“The impact of increasing user charges for diabetes medicines: lessons from Finland”) analizza un cambiamento nelle politiche di co-pagamento per i farmaci antidiabetici in Finlandia, evidenziando come una modifica del metodo di calcolo dei pagamenti abbia comportato un aumento delle spese a carico delle persone.

Il documento sottolinea come decisioni di policy apparentemente tecniche possano avere effetti concreti sull’accessibilità economica delle cure, soprattutto per chi necessita di terapie continuative.

Il terzo rapporto (“Can people avoid the avoidable co-payments caused by reference pricing for outpatient medicines?”) si concentra sui sistemi di reference pricing per i medicinali, ovvero politiche di rimborso che fissano un prezzo massimo coperto dal sistema sanitario pubblico e trasferiscono sui cittadini eventuali costi eccedenti.

Il rapporto mostra come tali meccanismi, se non adeguatamente progettati, possano generare spese evitabili per le persone e incidere negativamente sull’accesso economico alle cure.

Il quarto rapporto (“Using income-based caps to protect people from user charges for health care: lessons from Austria, Belgium, Germany and Spain”) analizza l’uso di limiti massimi di spesa sanitaria proporzionati al reddito come strumento di protezione finanziaria. In questi sistemi, una volta raggiunta una determinata soglia annuale di pagamenti diretti, le persone vengono esentate dal sostenere ulteriori co-pagamenti per i servizi sanitari coperti.

L’analisi evidenzia che meccanismi applicati automaticamente e rivolti all’intera popolazione, anziché a gruppi selezionati su richiesta, risultano più efficaci nel prevenire difficoltà economiche legate alle spese sanitarie, riducendo il rischio che i costi diventino un ostacolo all’accesso alle cure.

Il quinto rapporto (“Using digital solutions to protect people from user charges for health care: lessons from Estonia”) esplora l’uso di strumenti digitali per migliorare l’implementazione delle politiche di protezione finanziaria. In particolare, viene illustrato come la digitalizzazione possa facilitare l’applicazione automatica delle tutele, riducendo oneri amministrativi e barriere all’accesso per cittadini e professionisti sanitari.

Nel loro insieme, i rapporti dell’OMS/Europa sull’accesso sanitario equo e sostenibile, mostrano come politiche sanitarie ben progettate possano migliorare l’accesso sanitario, ridurre i pagamenti diretti e rafforzare l’equità dei sistemi sanitari nella Regione europea dell’OMS, fornendo evidenze utili ai decisori pubblici.

Questi temi sono in linea con diverse iniziative europee, come le attività dedicate all’accesso equo ai servizi sanitari e socio-assistenziali e al rafforzamento dei sistemi di cura (si veda anche “THCS lancia la JTC 2026 Access to Care”).

 

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Salute Globale Altro

Al via le candidature per le European Green Capital e Green Leaf Awards 2028

L’iniziativa European Green Cities Awards promuove il modello di “città sostenibile” come leva strategica per la transizione green europea.

Con questo obiettivo, la Commissione europea ha aperto ufficialmente le candidature per l’edizione 2028, invitando le città europee a presentare domanda entro il 1° aprile 2026. Le città interessate devono registrarsi tramite la piattaforma UE Survey, attraverso la quale è possibile accedere al modulo di candidatura e alla documentazione di supporto, comprese le linee guida e le regole del concorso.

Il premio, istituito nel 2010, riconosce i centri urbani che adottano politiche integrate in grado di migliorare la qualità della vita dei cittadini, riducendo al contempo l’impatto ambientale e rafforzando la resilienza urbana.

Le città con oltre 100mila abitanti possono candidarsi allo European Green Capital Award, mentre i centri urbani più piccoli, con almeno 20mila abitanti, possono concorrere allo European Green Leaf Award, favorendo un approccio inclusivo alla sostenibilità urbana.

Nel quadro degli European Green Cities Awards, una “città sostenibile” è una città che affronta in modo sistemico le principali sfide ambientali: dalla qualità dell’aria e dell’acqua alla gestione efficiente delle risorse, dalla tutela della biodiversità alla riduzione del rumore, fino alle azioni per la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici.

Il modello di città sostenibile promosso dagli European Green Cities Awards è coerente con il quadro delle politiche europee per la transizione verde, che riconoscono un ruolo centrale a città e regioni (si veda anche “Adottate le priorità 2025–2030 del Comitato europeo delle Regioni”).

Le candidature verranno valutate da un panel di esperti indipendenti sulla base di questi indicatori ambientali, che costituiscono il riferimento per la selezione delle città finaliste.

EUROPEAN GREEN CITIES AWARDS: I RISULTATI DELL’EDIZIONE 2027

L’importanza del premio è confermata dai risultati dell’edizione 2027, che ha visto l’assegnazione del titolo di European Green Capital alla città tedesca di Heilbronn, mentre gli European Green Leaf Awards 2027 sono stati conferiti ad Assen (Paesi Bassi) e a Siena, evidenziando anche il contributo italiano alle politiche urbane sostenibili a livello europeo.

Anche per l’edizione 2028, le città candidate beneficeranno di feedback personalizzati da esperti indipendenti e potranno partecipare a un Applicant City Workshop organizzato dalla Commissione europea, pensato per supportare la preparazione di candidature efficaci e coerenti con gli obiettivi ambientali dell’Unione.

Come per le edizioni precedenti, i vincitori riceveranno un premio finanziario: 600mila euro per la Green Capital e 200mila euro per ciascuna città Green Leaf, da investire in iniziative ambientali durante l’anno di titolazione.

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Salute Globale

Global Gateway: annunciate 3 nuove partnership internazionali

Global Gateway rappresenta la strategia chiave dell’Unione Europea (UE) per la promozione di investimenti sostenibili in collaborazione con autorità locali e regionali nei paesi partner, valorizzando la loro esperienza sul territorio attraverso un impatto concreto nelle comunità.

La Commissione europea ha annunciato tre nuove partnership internazionali in occasione dell’edizione 2025 del Forum of Cities and Regions for International Partnerships. L’evento si è svolto dal 8 al 10 dicembre 2025 ed ha riunito circa 300 partecipanti, tra cui rappresentanti di autorità locali e regionali dell’UE e di paesi partner in Africa, America Latina, Caraibi e Asia-Pacifico, rappresentanti di Stati membri, istituzioni finanziarie internazionali, e associazioni di governi locali.

Durante il Forum è stato evidenziato il ruolo essenziale di Global Gateway nel sostenere lo sviluppo sostenibile e la governance territoriale, attraverso investimenti che rispondano alle priorità reali delle comunità locali.

In questo ambito, le nuove partnership rappresentano esempi virtuosi di collaborazione tra l’UE e gli attori locali in contesti geografici e settori diversi, con l’obiettivo di rafforzare la sostenibilità delle economie locali, l’occupazione e la resilienza complessiva del territorio.

GLOBAL GATEWAY: TRE PARTNERSHIP STRATEGICHE

Durante il Forum, il Commissario Europeo per le Partnership Internazionali Jozef Síkela ha sottolineato che: «Queste nuove partnership dimostrano come Global Gateway offra un impatto reale insieme agli attori locali. Conoscono le loro comunità, comprendono le priorità di sviluppo e sono fondamentali per garantire che investimenti su larga scala si traducano in una crescita duratura e inclusiva».

In particolare, in Messico l’UE sosterrà con 250mila euro il progetto di trasformazione green e logistica del porto di Guaymas, guidato dalle autorità locali dello Stato di Sonora. L’obiettivo è favorire la transizione verso operazioni a emissioni ridotte, migliorare la connettività commerciale, creare nuovi posti di lavoro e promuovere una crescita economica regionale più sostenibile. Questa sarà la prima volta che l’UE collaborerà direttamente con le autorità locali attraverso la modalità Financing Not Linked to Cost (FNLC), ovvero un finanziamento diretto seguito da un approccio basato sui risultati.

In Ecuador, l’Unione Europea ha annunciato il proprio sostegno alla futura prima emissione di green bond da parte di Banco de Desarrollo de Ecuador, prevista per il 2026, con un valore stimato tra 50 e 100 milioni di USD. Questo strumento finanziario innovativo favorirà investimenti in infrastrutture sostenibili — tra cui energia rinnovabile, trasporti a basse emissioni, acqua e servizi pubblici resilienti — e aumenterà la capacità d’investimento delle autorità subnazionali per progetti verdi nei centri urbani e nelle comunità locali.

Infine, l’UE ha annunciato il lancio, nel 2026, di un progetto pilota di 4 milioni di euro, dedicato a rafforzare la capacità delle autorità locali e regionali di orientare gli investimenti del Global Gateway. Co-finanziato dalla Generalitat de Catalunya (Spagna) e sviluppato insieme a PLATFORMA (coalizione paneuropea di città e regioni), il progetto testerà condizioni e modalità più efficaci per coinvolgere le autorità locali in tutte le fasi degli investimenti: dalla preparazione alla progettazione, implementazione, monitoraggio e valutazione.

Il Forum si è concluso con l’adozione del parere del Comitato Europeo delle Regioni sulla localizzazione della strategia Global Gateway, che evidenzia come l’integrazione delle autorità locali e regionali fin dalle fasi di progettazione e monitoraggio possa rafforzare l’impatto delle partnership internazionali.

Questo orientamento è in linea con il ruolo attribuito alle autorità territoriali dal Comitato europeo delle Regioni (si veda anche “CdR: Il programma Global Gateway dell’UE deve coinvolgere le regioni e le città”), che sottolinea l’importanza della cooperazione decentralizzata.

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Salute Globale Altro

ERC Annual Conference: One Health e ricerca di frontiera

L’ERC Annual Conference intitolata “Frontier Research: One Health” si svolgerà il 28 gennaio 2026 dalle 08:30 alle 18:00 (CEST) a Bruxelles (Covent Garden, Place Rogier 16) e online, offrendo così ai partecipanti la possibilità di seguire l’evento sia in presenza sia da remoto.

L’evento, organizzato dall’European Research Council (ERC), intende riunire ricercatori, rappresentanti delle istituzioni scientifiche e decisori politici per discutere come la ricerca di eccellenza possa contribuire a comprendere e gestire sistemi complessi che superano i confini disciplinari tradizionali.

La conferenza porrà l’accento sul valore della ricerca come motore per generare nuove conoscenze fondamentali. In questo contesto, l’approccio One Health rappresenta una cornice scientifica capace di integrare prospettive diverse e favorire una comprensione più ampia dei determinanti della salute, collegando discipline come biologia, medicina, scienze ambientali e scienze sociali.

L’agenda della giornata comprende momenti di apertura e dibattito, sessioni scientifiche tematiche e un panel finale che collega la ricerca alle decisioni politiche, un programma pensato per stimolare una riflessione interdisciplinare sulle potenzialità della ricerca di frontiera nel contesto One Health.

ERC Annual Conference: Programma

La giornata del 28 gennaio 2026 è strutturata con una serie di sessioni che offrono approfondimenti su diversi aspetti dell’approccio One Health:

  • 08:30 – 09:00 | Registrazione partecipanti (in presenza e online).

  • 09:00 – 09:30 | Saluti di benvenuto, con intervento di Maria Leptin, Presidente dell’ERC.

  • 09:30 – 10:15 | Keynote address and Q&A, con focus su Circular Health e sostenibilità.

  • 10:30 – 12:00 | Scientific Panel 1: Outsmarting outbreaks, dedicato a zoonosi, resistenza antimicrobica e prevenzione pandemica.

  • 13:00 – 14:30 | Scientific Panel 2: The health of our planet; the health of us all, dedicato a cambiamenti climatici e salute degli ecosistemi.

  • 14:45 – 16:15 | Scientific Panel 3: Smart science, dedicato a come l’intelligenza artificiale possa rivoluzionare l’approccio One Health.

  • 16:30 – 18:00 | From discovery to decision, tavola rotonda su ricerca e policy, con rappresentanti di DG SANTE, DG CLIMA, HERA, EFSA.

  • 18:00 | Conclusioni a cura di Laurence Moreau, Direttore dell’ERC Executive Agency.

La registrazione all’ERC Annual Conference è possibile tramite il seguente LINK.

L’ERC Annual Conference rappresenterà un momento di riflessione strategica sull’importanza della ricerca di frontiera come base per affrontare in modo integrato le sfide sanitarie globali, rafforzando il ruolo della scienza europea nel contesto internazionale.

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Salute mentale

OMS: nuove linee guida per promuovere la salute mentale in tutti i settori governativi

La salute mentale è al centro di una nuova iniziativa dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che il 24 novembre 2025 ha lanciato un pacchetto aggiornato di linee guida per promuovere e proteggere il benessere mentale in tutti i settori governativi.

Le nuove linee guida costituiscono un passo significativo verso un approccio di tipo “mental health in all policies”, ovvero la piena integrazione delle considerazioni sulla salute mentale nelle politiche pubbliche a livello nazionale e locale. Per la prima volta, l’OMS definisce in modo chiaro cosa possono fare singoli ministeri, agenzie e settori governativi — sia autonomamente sia in collaborazione tra loro — per promuovere la salute mentale della popolazione e il benessere collettivo.

Partendo dalle precedenti Guidance on Mental Health Policy and Strategic Action Plans pubblicate quest’anno, che hanno tracciato gli elementi essenziali dei sistemi di salute mentale basati sui diritti umani e di alta qualità, il nuovo orientamento estende il focus oltre il settore sanitario, coinvolgendo tutti i principali ambiti delle politiche pubbliche.

Dieci settori chiave e approccio “whole-of-government” per la salute mentale

Le linee guida dell’OMS forniscono indicazioni operative per stabilire iniziative intersettoriali ad alto livello sulla salute mentale e il benessere, con istruzioni dettagliate per:

  • promuovere leadership, priorità, responsabilità e finanziamenti;
  • integrare la salute mentale nelle strategie, nei piani e nei programmi settoriali;
  • misurare progressi e adattare le azioni in base ai contesti locali e nazionali.

La guida copre dieci settori governativi chiave, ciascuno con indicazioni specifiche su priorità politiche, azioni strategiche e possibili indicatori di monitoraggio. I settori inclusi sono:

  • Cultura, arte e sport
  • Difesa e veterani
  • Istruzione
  • Occupazione
  • Ambiente, conservazione e protezione climatica
  • Salute
  • Interno
  • Giustizia
  • Protezione sociale
  • Sviluppo urbano e rurale

Questa impostazione riflette la convinzione che il benessere mentale non sia determinato solo da fattori sanitari, ma sia profondamente influenzato da condizioni sociali, economiche, educative e ambientali. Le linee guida sottolineano inoltre l’importanza di un approccio “whole-of-government” e “whole-of-society” che unisca dirigenti pubblici, comunità e partner per promuovere un impegno sostenibile, responsabilità trasversale e risorse adeguate.

Il pacchetto comprende un documento quadro e pubblicazioni dedicate a ciascun settore, con esempi concreti di azioni, buone pratiche e spunti per l’adattamento a diverse realtà nazionali.

Con queste nuove linee guida, l’OMS intende colmare un vuoto storico nella governance delle politiche per il benessere mentale, spingendo i governi a considerare la salute mentale non più come un tema esclusivamente sanitario, ma come una responsabilità condivisa trasversale a tutta l’azione pubblica.

Le linee guida OMS sulle politiche e azioni strategiche per proteggere e promuovere la salute mentale nei settori governativi sono disponibili al seguente LINK.

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bandi cure integrate

Aperta la Twinning Call 2026 di EP PerMed: opportunità per diffondere la medicina personalizzata in Europa

La Twinning Call 2026 è la nuova call lanciata dalla European Partnership for Personalised Medicine (EP PerMed) per accelerare la diffusione e l’adozione di soluzioni di medicina personalizzata (PM) attraverso partenariati transnazionali.

Il bando intende creare collaborazioni peer-to-peer tra strutture con un’esperienza consolidata in approcci di PM (“Twinning Donors”) e realtà che intendono adottare e implementare tali approcci (“Twinning Receivers”), permettendo lo scambio di conoscenze, competenze e best practice tra paesi.

Gli interessati possono partecipare attivamente fin dalla Early Matchmaking Phase, iniziata il 13 ottobre 2025, che aiuta a individuare potenziali partner e a costruire proposte collaborative.

La Twinning Call 2026, lanciata il 10 dicembre 2025, prevede un webinar informativo il 17 dicembre 2025 per chiarire dettagli, criteri e modalità di partecipazione. Un evento di matchmaking online è programmato per il 15 gennaio 2026, durante il quale potenziali Donor e Receiver potranno presentare rispettivamente approcci di successo nella PM o bisogni specifici da affrontare.

Il bando rappresenta un’opportunità per strutture locali, regionali o nazionali, centri sanitari e organizzazioni impegnate nella PM di stringere partnership che favoriscano lo scambio di competenze e l’adattamento di soluzioni già testate in un contesto a beneficio di un altro contesto.

Come è strutturata la Twinning Call 2026

La Twinning Call 2026 di EP PerMed è strutturata per sostenere progetti di collaborazione internazionale che facilitino la condivisione di approcci, strumenti e modelli comprovati di medicina personalizzata tra istituzioni di diversi paesi.

Il processo prevede una Early Matchmaking Phase — aperta fino al 26 febbraio 2026 tramite una piattaforma dedicata — dove i potenziali Donor e Receiver possono indicare il loro interesse, stabilire contatti preliminari e iniziare a co-progettare le proposte da presentare ufficialmente.

Le proposte presentate dovranno essere co-presentate da partner Donor e Receiver e mirano a interventi di durata variabile, pensati per consolidare e trasferire competenze di PM, rafforzare capacità operative e sostenere l’adozione di pratiche innovative all’interno dei sistemi sanitari partecipanti. Anche se il sito ufficiale non specifica importi massimi o dettagli di finanziamento, questa call rappresenta un’occasione di crescita professionale e collaborativa per enti sanitari, istituzioni di ricerca e strutture interessate a implementare soluzioni di medicina personalizzata nel proprio contesto.

La scadenza per la presentazione delle proposte è il 26 febbraio 2026 alle 16:00 CET, mentre i risultati finali delle selezioni sono previsti entro il 16 aprile 2026.

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digital health Altro

UE: lanciata l’European Partnership for Virtual Worlds

La European Partnership for Virtual Worlds è la nuova iniziativa lanciata dalla Commissione europea, lo scorso 10 dicembre, per consolidare la posizione dell’Unione Europea (UE) come protagonista globale nel settore delle tecnologie per i mondi virtuali, un campo in rapida crescita che comprende ambienti immersivi, realtà estesa e applicazioni Web 4.0.

La Commissione europea definisce i mondi virtuali come ambienti persistenti e immersivi basati su tecnologie 3D e di realtà estesa (XR), capaci di trasformare diversi settori: dalla sanità (diagnosi più rapide e accurate) alla formazione (educazione e training più cost-effective), fino alla progettazione industriale (test di prototipi e linee produttive prima della realizzazione) e alla cultura (esperienze immersive e valorizzazione del patrimonio).

Questa evoluzione è associata a una crescita del mercato globale stimata da €27 miliardi (2022) a oltre €800 miliardi (2030), e la European Partnership for Virtual Worlds punta a garantire un ruolo di leadership dell’Europa in questo cambiamento tecnologico e industriale, coinvolgendo industria, università, organizzazioni di ricerca ed end-user .

La Partnership rappresenta una delle principali componenti della EU Strategy on Web 4.0 and Virtual Worlds, adottata per promuovere la creazione di ambienti digitali immersivi, affidabili e interoperabili.

European Partnership for Virtual Worlds: obiettivi e impatti

La European Partnership for Virtual Worlds intende fornire un quadro di riferimento per creare ambienti virtuali che siano sicuri, inclusivi, etici e orientati ai valori europei, potenziando al contempo la competitività dell’industria digitale europea.

Tra gli ambiti di applicazione delle tecnologie dei mondi virtuali figurano:

  • formazione e competenze digitali: strumenti immersivi per l’educazione e l’aggiornamento professionale;
  • sanità e simulazioni avanzate: applicazioni VR (virtual reality) per la pianificazione clinica e la riabilitazione;
  • industria e sostenibilità: simulazioni per ottimizzare processi produttivi e ridurre impatti ambientali;
  • cultura e creatività: esperienze immersive per musei, performance e patrimonio digitale.

La European Partnership for Virtual Worlds è stata firmata da Henna Virkkunen (Vicepresidente Esecutivo per Tech Sovereignty, Security and Democracy) e dalla Virtual Worlds Association (VWA), associazione guidata da Siemens che coinvolge 18 membri fondatori – tra i quali il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) italiano – e mira a promuovere eccellenza in ricerca, innovazione, standardizzazione e sviluppo di competenze, favorendo la diffusione e l’adozione di mondi virtuali “human-centric”.

La Commissione prevede di destinare fino a €200 milioni (nell’attuale Quadro finanziario pluriennale) ad attività di R&I, mentre i membri della VWA si impegnano a eguagliare l’investimento con almeno €200 milioni tra il 2025 e il 2030.

Questo impegno congiunto mira a rafforzare la capacità dell’Europa di attrarre talenti, incentivare ricerca avanzata e favorire ecosistemi digitali competitivi e sostenibili.

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Digital Decade 2030: la Commissione avvia la consultazione per rivedere target e obiettivi

Il Digital Decade 2030 (Decennio Digitale 2030) è il quadro strategico dell’Unione Europea (UE) che definisce la visione, gli obiettivi e gli strumenti per guidare la trasformazione digitale dell’Europa entro il 2030.

Formalizzato con il Digital Decade Policy Programme adottato nel 2022, il Digital Decade rappresenta uno dei pilastri centrali delle politiche UE per la competitività, la coesione sociale e la sovranità tecnologica. L’iniziativa mira a garantire che la transizione digitale sia inclusiva, sostenibile, sicura e centrata sulle persone, riducendo i divari digitali tra Stati membri, regioni, territori e gruppi sociali.

Il Digital Decade 2030 si articola in quattro aree prioritarie: competenze digitali, infrastrutture digitali sicure e sostenibili, trasformazione digitale delle imprese e digitalizzazione dei servizi pubblici. Per ciascuna area sono stati fissati obiettivi misurabili da raggiungere entro il 2030, monitorati annualmente dalla Commissione europea attraverso il Digital Decade Report, sulla base delle roadmap nazionali presentate dagli Stati membri.

Digital Decade 2030: avviata la consultazione per la revisione degli obiettivi

Il Digital Decade 2030 entra ora in una fase cruciale di revisione e consultazione pubblica. La Commissione europea, infatti, ha avviato una call for evidence, ovvero una consultazione pubblica volta a raccogliere contributi, dati ed esperienze da cittadini, imprese, autorità pubbliche, organizzazioni della società civile e altri stakeholder, al fine di valutare l’adeguatezza degli attuali obiettivi e target fissati per il 2030.

La consultazione resterà aperta fino al 23 dicembre 2025 e contribuirà a orientare la revisione ufficiale del Digital Decade Policy Programme, prevista per il 2026.

L’iniziativa nasce dall’esigenza di verificare se gli obiettivi del Digital Decade 2030 siano ancora efficaci in un contesto tecnologico, economico e geopolitico in rapida evoluzione. In particolare, la Commissione europea intende valutare se i target attuali siano sufficientemente flessibili e resilienti per sostenere l’innovazione, la competitività e l’autonomia strategica dell’UE, garantendo al contempo una transizione digitale equa e inclusiva.

Il ruolo degli stakeholder nella Digital Decade 2030

Con oltre 288 miliardi di euro mobilitati attraverso roadmap nazionali e più di 1.900 misure finanziate, il Digital Decade 2030 rappresenta uno dei principali strumenti di coordinamento delle politiche digitali europee. Attraverso la consultazione pubblica, la Commissione mira a:

  • valutare la pertinenza degli obiettivi attuali alla luce dei rapidi sviluppi tecnologici;

  • individuare possibili azioni per accelerare la trasformazione digitale e semplificare il quadro normativo;

  • rafforzare il coinvolgimento di regioni, città e attori locali nell’attuazione delle politiche digitali.

Nel quadro dell’iniziativa, la Commissione ha inoltre organizzato un workshop online dedicato alle innovazioni locali e regionali, sottolineando l’importanza di un approccio multilivello per il successo del Digital Decade 2030 e per garantire che i benefici della digitalizzazione raggiungano cittadini e imprese in tutta l’Unione Europea.

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UE: nuovo piano per rafforzare preparazione alle crisi sanitarie transfrontaliere

La preparazione alle crisi sanitarie è al centro del nuovo piano lanciato dall’Unione Europea (UE) per rafforzare la capacità collettiva di affrontare le crisi sanitarie transfrontaliere, siano esse di origine naturale, accidentale o intenzionale.

Il Piano di prevenzione, preparazione e risposta alle crisi sanitarie, presentato dalla Commissione europea, punta a migliorare la protezione delle persone nei 27 Stati membri, garantendo la continuità dei servizi essenziali e facilitando una risposta rapida e coordinata in situazioni di emergenza.

Il documento, introdotto dal comunicato della Commissione del 28 novembre u.s., fornisce strumenti concreti come lo scambio di informazioni, competenze e assistenza tecnica tra autorità pubbliche, gestori delle crisi e stakeholder, con l’obiettivo di un’azione comune in caso di eventi sanitari critici.

Basato sugli insegnamenti tratti dalla pandemia di COVID-19, il piano dell’UE definisce un quadro di governance delle crisi sanitarie che include capacità e risorse disponibili, meccanismi di sostegno e sistemi di sorveglianza per tutte le fasi della gestione delle crisi.

Inoltre, invita gli Stati membri a sviluppare piani nazionali in linea con il quadro UE e prevede esercizi di simulazione periodici per testare e affinare l’efficacia delle misure.

PREPARAZIONE ALLE CRISI SANITARIE: I PUNTI CHIAVE DEL PIANO EUROPEO

Il piano europeo per la preparazione alle crisi sanitarie affronta tutti i potenziali rischi per la salute, introducendo una serie di strumenti a sostegno di Stati membri, autorità sanitarie e parti coinvolte:

  • Prevenzione e preparazione: incentiva piani nazionali robusti, rafforzamento della resilienza dei sistemi sanitari e disponibilità di contromisure mediche.

  • Rilevamento e sorveglianza: potenziamento dei sistemi d’allerta e monitoraggio dei rischi a livello europeo per favorire un intervento tempestivo.

  • Risposta coordinata: definizione di ruoli operativi chiari in caso di emergenza, con strumenti condivisi per attivare misure rapide e mirate.

  • Feedback e recupero: valutazione delle risposte alle crisi per imparare dalle esperienze e aggiornare il piano sulla base di nuove sfide e minacce.

Attraverso questa strategia di preparazione alle crisi sanitarie, l’Unione Europea intende costruire un sistema più resiliente, inclusivo e capace di salvaguardare la salute pubblica anche di fronte a crisi complesse e imprevedibili.

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