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L’OMS lancia l’ICD-11 2026

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha pubblicato la versione 2026 della International Classification of Diseases (ICD-11), lo standard internazionale per la classificazione delle malattie, delle cause di morte e delle condizioni di salute.

L’ICD è uno strumento globale di riferimento per la raccolta, l’analisi, l’interpretazione e la comparazione dei dati sanitari tra Paesi e sistemi sanitari diversi, e questa nuova versione integra ulteriori aggiornamenti clinici e funzionali pensati per rispondere alle esigenze dei sistemi sanitari moderni e digitali.

La classificazione, sviluppata dall’OMS come parte della WHO Family of International Classifications (WHO-FIC), mette a disposizione professionisti sanitari, policy maker e ricercatori di tutto il mondo un linguaggio standardizzato per descrivere malattie, lesioni, fattori sociali, condizioni di salute legate alla funzione corporea e altro ancora.

Fondata su una struttura digitale moderna e interoperabile, ICD-11 supera l’ex ICD-10, offrendo una base più ampia, flessibile e allineata alle tecnologie digitali, compresa la possibilità di accesso via API e strumenti di codifica avanzata.

Nel corso degli anni, l’ICD ha evoluto il suo ruolo: da elenco di cause di morte, a sistema complesso di classificazione che riflette non solo aspetti clinici, ma anche contesti sociali e funzionali dei pazienti, favorendo l’analisi epidemiologica, la pianificazione delle risorse sanitarie e il monitoraggio delle politiche sanitarie a livello nazionale e internazionale.

ICD-11: INNOVAZIONI, INTEROPERABILITÀ E USO NEI SISTEMI SANITARI

Con oltre 6,3 milioni di combinazioni di codici ricercabili e supporto multilingue, questa release rappresenta un importante passo verso una migliore comprensione globale dei trend di malattia, delle dinamiche di mortalità e dei profili di salute delle popolazioni. Tra gli elementi più importanti:

  • Miglioramenti tecnici e digitali: l’ICD-11 è progettato per integrarsi facilmente con i moderni sistemi informativi sanitari attraverso strumenti digitali come le Application Programming Interfaces (API), consentendo la codifica e lo scambio di dati in modo più rapido e standardizzato tra software, registri sanitari e sistemi di sorveglianza. Questa interoperabilità rappresenta un avanzamento rispetto alle precedenti versioni, facilitando l’applicazione dell’ICD non solo per fini statistici, ma anche per decision support e gestione clinica.
  • Estendibilità e precisione dei dati: la release 2026 comprende un aggiornamento della struttura di codifica, con ampliamenti dei codici di estensione che consentono descrizioni cliniche più dettagliate e specifiche. Questi miglioramenti permettono di codificare in modo più fine situazioni cliniche complesse, migliorando la qualità dei dati raccolti a livello epidemiologico, clinico e amministrativo.
  • Supporto alla salute pubblica e alla ricerca: l’ampiezza delle categorie incluse nella classificazione – che coprono migliaia di entità, dai disturbi clinici alle condizioni sociali che influenzano la salute – offre alle autorità sanitarie strumenti più solidi per progettare interventi, monitorare trend, allocare risorse e supportare la ricerca comparativa tra Paesi. Questo è particolarmente utile nel contesto delle grandi sfide sanitarie globali, epidemiologiche e demografiche.

Inoltre, l’ICD-11 promuove una maggiore coerenza semantica nei dati sanitari. Ciò significa che i termini utilizzati per codificare diagnosi e condizioni sono definiti in modo rigoroso e uniforme, migliorando la comparabilità dei dati stessi.

L’aggiornamento 2026 dell’ICD-11 continua il percorso di transizione verso strumenti digitali per la salute, facilitando l’armonizzazione dei dati tra sistemi diversi, l’utilizzo di tecnologie interoperabili e la standardizzazione dei processi di documentazione sanitaria.

 

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Associazione del Giappone a Horizon Europe dal 2026

Il Giappone ha concluso con successo i negoziati con la Commissione europea per associarsi ufficialmente al programma Horizon Europe, il principale strumento di finanziamento per ricerca e innovazione dell’Unione europea (UE).

La firma dell’accordo, prevista nel corso del 2026, apre una nuova fase di cooperazione internazionale tra l’UE e il Paese asiatico.

L’intesa rappresenta la forma di collaborazione più ampia e strutturata offerta dall’UE a un partner extraeuropeo nel campo della Ricerca e Innovazione (R&I), consentendo alle istituzioni giapponesi di partecipare pienamente al programma con lo status di Paese associato.

In base alle disposizioni transitorie, le organizzazioni giapponesi potranno già presentare proposte di progetto e accedere ai bandi di Horizon Europe a partire dal 2026, con piena eleggibilità paragonabile a quella dei Paesi membri e dei Paesi già associati.

Il focus dell’accordo riguarda in particolare il Pilastro II di Horizon Europe, dedicato alla risposta alle grandi sfide globali attraverso progetti collaborativi di ricerca e innovazione. Grazie alla partecipazione del Giappone, temi come la transizione digitale, la sicurezza alimentare, l’energia climaticamente neutra e altri grandi obiettivi strategici potranno essere affrontati con una prospettiva ampliata che unisce capacità scientifiche europee e giapponesi.

Horizon Europe: opportunità globali per la cooperazione

L’associazione del Giappone a Horizon Europe è un passo significativo verso un modello di ricerca più globale e inclusivo. La collaborazione scientifica tra UE e Giappone si basa su oltre due decenni di relazioni bilaterali nello scambio di conoscenze, competenze e progetti congiunti, e l’accordo di associazione rappresenta una naturale evoluzione di questa cooperazione.

Con questa decisione, ricercatori e istituzioni giapponesi non solo potranno partecipare ai bandi di Horizon Europe, ma anche guidare e coordinare progetti internazionali, aumentando le possibilità di collaborazione con partner europei e di altri Paesi associati.

L’espansione del programma verso partner extra-UE come il Giappone riflette l’impegno dell’Unione europea nel rafforzare le reti scientifiche mondiali e nel creare possibilità di innovazione condivisa su scala globale.

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Evento CoMPaSS-NMD: etica e regolamentazione nell’IA per l’assistenza sanitaria

Il prossimo 3 marzo 2026, dalle ore 11:00 alle 13:00 CET avrà luogo presso il Parque Científico y Tecnológico de Gipuzkoa (TECNALIA) l’evento “Risks and opportunities of AI in precision medicine”, una sessione dedicata all’analisi approfondita delle sfide etiche, regolatorie e operative legate all’impiego dell’intelligenza artificiale (IA) in ambito sanitario e di precision medicine.

L’evento si svolgerà in lingua inglese e in modalità ibrida, ed è aperto alla partecipazione, previa registrazione gratuita tramite il seguente LINK.

L’iniziativa è promossa da TECNALIA, organizzazione di ricerca e innovazione di livello internazionale, insieme al progetto CoMPaSS-NMD. Questo evento si svolgerà in modalità ibrida, consentendo la partecipazione sia in presenza che da remoto per tutti gli stakeholder interessati alla trasformazione digitale della salute e alla governance responsabile dei dati clinici.

La sessione si concentrerà su tematiche cruciali per il futuro dell’assistenza sanitaria, come la governance dei dati, il rispetto dei diritti dei pazienti, la trasparenza e la responsabilità degli algoritmi.

Relatori esperti provenienti da diversi contesti internazionali – tra cui rappresentanti scientifici come il Dr. Michael Obach e la D.ssa Ainara Garzo di TECNALIA – discuteranno di come l’IA possa migliorare l’analisi combinata di dati clinici, genetici e immagini diagnostiche per supportare diagnosi e percorsi terapeutici personalizzati, bilanciando tali opportunità con i rischi etici e legali.

L’evento si propone anche come momento di confronto su best practice e standard internazionali di sviluppo e utilizzo responsabile delle tecnologie basate su intelligenza artificiale in sanità.

INTELLIGENZA ARTIFICIALE NELLA SALUTE: SFIDE ETICHE E PROSPETTIVE DI INNOVAZIONE

Durante l’incontro saranno affrontati anche gli aspetti normativi e di compliance, con un focus particolare su come le normative europee e internazionali influenzano l’implementazione dell’intelligenza artificiale nei sistemi sanitari.

Verrà esplorato il ruolo di criteri etici nell’adozione di modelli IA, con attenzione alla tutela della privacy dei pazienti, alla qualità dei dati e alla sicurezza dei processi decisionali automatizzati. I partecipanti potranno approfondire come strutturare un approccio all’IA che sia allineato alle aspettative di affidabilità, accountability e sostenibilità tecnologica nel contesto medico.

L’evento rappresenta un’opportunità importante per portare alla luce temi essenziali legati all’intersezione tra tecnologia e salute, stimolando il dialogo tra ricercatori, sviluppatori tecnologici, professionisti sanitari e decisori politici.

La partecipazione di esperti internazionali permetterà di confrontarsi su casi concreti e strategie emergenti, con l’obiettivo di favorire un percorso di innovazione responsabile dell’intelligenza artificiale nella medicina di precisione.

Attraverso interventi specialistici e momenti di confronto, i partecipanti potranno acquisire una comprensione più profonda delle dinamiche che guidano oggi l’adozione dell’IA in sanità e delle prospettive normative che accompagneranno questo sviluppo nei prossimi anni.

 

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Ampliare l’accesso alle cure psichiatriche: OMS Europa illustra le lezioni apprese da 4 paesi

L’accesso alle cure per la salute mentale è una sfida sempre più urgente in tutta la Regione europea dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS).

L’aumento dei bisogni di assistenza psichiatrica si accompagna infatti a tempi di attesa elevati, carenze di personale sanitario e disuguaglianze nell’accesso ai servizi, con un impatto particolarmente rilevante sulle persone a basso reddito e sui bambini e adolescenti.

Per supportare i Paesi nel rafforzare un accesso equo e sostenibile alle cure, l’OMS Europa ha pubblicato quattro nuovi brief che analizzano il ruolo delle riforme di finanziamento sanitario nel superare le principali barriere economiche e organizzative.

I documenti si basano sulle esperienze di Cechia, Estonia, Finlandia e Irlanda e, pur concentrandosi su contesti nazionali specifici, offrono indicazioni trasferibili ad altri sistemi sanitari europei. Le analisi sono accompagnate da dati comparativi sulla protezione finanziaria, disponibili sulla piattaforma UHC Watch, che monitora i progressi verso l’accesso universale alle cure in Europa e Asia centrale.

Accesso alle cure per la salute mentale: lezioni condivise dai Paesi europei

Nonostante le differenze istituzionali e di contesto, i quattro Paesi evidenziano alcune lezioni comuni.

Una visione chiara del modello di erogazione dei servizi, sostenuta da finanziamenti stabili e investimenti iniziali in infrastrutture e capacità organizzativa, è essenziale per avviare e ampliare le riforme.

Una governance solida consente di garantire continuità alle politiche e un’adeguata allocazione delle risorse nel lungo periodo.

Il rafforzamento dell’assistenza primaria e dei servizi di salute mentale di comunità emerge come uno strumento chiave per ridurre le liste d’attesa, favorire l’intervento precoce e migliorare la continuità delle cure.

Particolare attenzione è rivolta alla riduzione degli oneri economici a carico dei cittadini, in particolare dei co-pagamenti, attraverso esenzioni automatiche per le fasce di reddito più basse o l’introduzione di tetti di spesa commisurati al reddito, con l’obiettivo di limitare l’esborso diretto e prevenire la rinuncia alle cure.

Le esperienze nazionali mostrano anche l’importanza di allineare i meccanismi di remunerazione dei fornitori agli obiettivi di riforma, rafforzare la leadership clinica, migliorare il coordinamento tra sanità e servizi sociali e utilizzare strumenti digitali in modo attento, tenendo conto di qualità, sicurezza ed equità.

Nel dettaglio, la Cechia ha utilizzato fondi dell’Unione europea per sviluppare centri di salute mentale di comunità, migliorando l’assistenza alle persone con disturbi mentali gravi e riducendo i ricoveri ospedalieri; l’Estonia ha ampliato il ruolo dell’assistenza primaria attraverso riforme di finanziamento, consulti elettronici e servizi multidisciplinari; la Finlandia ha introdotto garanzie sui tempi di attesa e una strategia nazionale per migliorare l’accesso dei bambini e adolescenti alle cure; l’Irlanda ha rafforzato l’accesso per le persone a basso reddito tramite un programma nazionale di counselling in assistenza primaria, con effetti positivi documentati sulla salute mentale e sulla prevenzione del suicidio.

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Osservatorio Europeo: pubblicato il policy brief 74 sull’assistenza urgente ed emergenziale

Il tema dell’assistenza urgente ed emergenziale è al centro del policy brief  74 pubblicato dallo European Observatory on Health Systems and Policies, in collaborazione con l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

Il documento, intitolato “Dealing with the challenges in urgent and emergency care: What are the policy options?”, sottolinea come l’assistenza urgente ed emergenziale – definita come l’insieme dei servizi che rispondono a bisogni di salute non differibili e potenzialmente pericolosi per la vita – sia fondamentale per garantire risultati di qualità, mantenere la fiducia nel sistema sanitario e ridurre l’uso inappropriato dei servizi ospedalieri.

Tra le principali criticità evidenziate, emergono la scarsa capacità nel gestire casi urgenti in caso di assistenza primaria, la difficoltà nel reclutamento e nella formazione di personale adeguato, e la mancanza di fiducia da parte dei pazienti nei confronti dei servizi di base. Inoltre, incentivi dei sistemi sanitari – come, ad esempio, i co-pagamenti per le cure primarie ma non per le cure d’emergenza – possono spingere verso un uso eccessivo dei dipartimenti di emergenza ospedalieri.

Il policy brief dell’Osservatorio europeo suggerisce che modelli alternativi di cura urgente, come strutture per infortuni minori collocate tra l’assistenza primaria e gli ospedali, possano alleviare la pressione su questi ultimi ma richiedono attenzione per non marginalizzare la medicina di prossimità.

Viene sottolineata anche l’importanza dei servizi di ambulanza, con raccomandazioni per migliorare la loro capacità di trattamento immediato, la comunicazione con gli ospedali, l’accesso alle informazioni cliniche e l’integrazione nel sistema sanitario complessivo.

assistenza urgente ed emergenziale: approcci sistemici e workforce

Il documento evidenzia, inoltre, l’importanza della pianificazione e coordinamento a livello di sistema per migliorare i flussi di pazienti e l’efficienza complessiva. Linee guida basate su evidenze e l’utilizzo di insight comportamentali vengono indicate come strumenti chiave per comprendere come gli utenti utilizzano i servizi di urgenza e scegliere le soluzioni più efficaci.

Tra le raccomandazioni del policy brief figura la necessità di sviluppare strategie integrate di forza lavoro, con incentivi per l’assunzione e la formazione di personale nelle cure primarie, negli interventi di emergenza e in servizi paramedici specialistici.

Secondo il documento, lavorare per migliorare la fiducia dei cittadini nelle cure di base e spiegare come funziona l’intero sistema di assistenza urgente ed emergenziale può aiutare a utilizzare le risorse sanitarie in modo più efficiente e ridurre l’uso improprio dei dipartimenti di emergenza.

 

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ERA-LEARN pubblica una guida sulle European Partnerships co-finanziate

La guida sulle European Partnerships co-finanziate, recentemente pubblicata da ERA-LEARN, rappresenta un importante strumento di supporto per chi si avvicina alla complessità delle partnership europee nell’ambito di Horizon Europe.

La guida è concepita come introduzione essenziale per newcomer e offre un quadro dettagliato dei principali aspetti da considerare quando si partecipa o si avvia una partnership co-finanziata, con esempi reali e soluzioni pratiche ai problemi più comuni riscontrati nella gestione quotidiana di questi strumenti.

Le European Partnerships co-finanziate rappresentano uno dei principali modelli di collaborazione previsto da Horizon Europe.

Queste partnerships si basano su un Grant Agreement firmato tra un consorzio di partner e la Commissione Europea, derivante da una proposta selezionata tramite un bando del Programma Quadro. Il loro obiettivo è allineare le priorità europee con quelle nazionali e regionali per finanziare programmi di ricerca e innovazione transnazionali.

I membri del consorzio – tipicamente autorità pubbliche e funders nazionali o regionali della ricerca – concordano di attuare un programma congiunto di attività, che include joint calls for proposals e altre attività supplementari. Il contributo dell’UE copre generalmente dal 30 % al 50 % dei costi eleggibili, con le risorse rimanenti cofinanziate dai partner stessi, secondo le regole finanziarie di Horizon Europe.

European Partnerships co-finanziate: i contenuti della Guida ERA-LEARN

La guida ERA-LEARN è strutturata in sezioni che accompagnano il lettore attraverso l’intero ciclo di vita di una European Partnership co-finanziata, dai primi passi fino alla valutazione dell’impatto:

1. Introduzione alle Partnerships
Viene fornito un quadro generale sui diversi tipi di European Partnerships e su come le partnership co-finanziate si inseriscono nel contesto del programma Horizon Europe.

2. Governance e ruolo degli stakeholder
La guida approfondisce le funzioni degli organismi di governance, i ruoli chiave dei partner e come strutturare accordi consortili e procedure interne condivise per una gestione efficace.

3. Implementazione operativa
La guida include capitoli dedicati alla gestione finanziaria, alla pianificazione delle joint calls for proposals, alla gestione delle attività aggiuntive (come capacità di ricerca, servizi condivisi, accesso a infrastrutture) e alla rendicontazione. Questa sezione supporta i lettori attraverso riferimenti pratici e suggerimenti operativi concreti.

4. Monitoraggio, valutazione e impatto
Un elemento centrale della guida riguarda come monitorare e valutare i progressi dell’azione congiunta della partnership, a più livelli: a livello di partnership, di strumento e di programma quadro. Vengono affrontate anche le sfide tipiche e le possibili soluzioni per misurare l’efficacia e l’impatto degli interventi.

5. Temi trasversali
Una sezione della guida è dedicata ad argomenti più ampi quali la valorizzazione della conoscenza, la comunicazione, la diffusione dei risultati, l’esitazione delle partnership e considerazioni sul termine dell’azione (phasing-out).

La guida ERA-LEARN sulle European Partnerships co-finanziate collega le indicazioni formali con l’esperienza quotidiana delle persone che lavorano nelle partnership. Offre esempi reali e best practice, illustrate con chiarezza per facilitare la comprensione e l’applicazione concreta dei principi descritti.

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IHI lancia la 12ª Call for Proposals

Il 15 gennaio 2026 l’Innovative Health Initiative (IHI) – la partnership pubblico-privata europea dedicata alla ricerca e innovazione in ambito sanitario nell’ambito del programma Horizon Europe – ha lanciato la sua dodicesima Call for Proposals.

La IHI Call 12 è strutturata come bando a fase singola (single-stage), con l’obiettivo di sostenere progetti di ricerca e innovazione ad alto impatto, capaci di generare nuovi strumenti, soluzioni e conoscenze utili a rispondere alle grandi sfide della salute pubblica in Europa.

La scadenza per la presentazione delle proposte complete è fissata al 21 aprile 2026 (ore 17:00 CEST).

La Call mette a disposizione un budget complessivo di circa 163,1 milioni di euro ed è basata su un modello applicant-driven, in cui i proponenti definiscono liberamente obiettivi, approccio scientifico e partner di progetto, integrando competenze complementari all’interno di un consorzio transnazionale.

La partecipazione è aperta a organizzazioni pubbliche e private, enti di ricerca, università, PMI, grandi imprese, ospedali, associazioni di pazienti e altri soggetti interessati, che intendano proporre idee di progetto innovative e collaborative.

IHI CALL 12: LE CINQUE AREE STRATEGICHE

La IHI Call 12 è articolata attorno a cinque priorità tematiche (Specific Objects – SO), ciascuna corrispondente a un obiettivo strategico della Strategic Research and Innovation Agenda (SRIA):

  1. Boosting innovation for a better understanding of the determinants of health (SO1): nuove conoscenze sui fattori che incidono sulla salute e sulle principali condizioni patologiche, con l’obiettivo di comprendere i determinanti della salute.

  2. Boosting innovation through better integration of fragmented health R&I efforts (SO2): sviluppo di soluzioni per unire dati, piattaforme e metodologie di ricerca, con l’obiettivo di integrare la ricerca sanitaria frammentata.

  3. Boosting innovation for people-centred integrated healthcare solutions (SO3): modelli di cura centrati sulla persona che integrano servizi sanitari e sociali, con l’obiettivo di costruire soluzioni integrate.

  4. Boosting innovation through exploitation of digitalisation and data exchange in healthcare (SO4): uso di tecnologie digitali, intelligenza artificiale e dati interoperabili per innovare la salute, con l’obiettivo di favorire la digitalizzazione e lo scambio di dati in sanità.

  5. Boosting innovation for better assessment of the added value of innovative integrated healthcare solutions (SO5): metodologie per misurare l’impatto e il valore aggiunto delle innovazioni sanitarie.

Queste tematiche riflettono le priorità strategiche dell’Unione Europea per un approccio interdisciplinare e orientato ai bisogni delle persone nella ricerca e innovazione in sanità.

IHI CALL 12: Requisiti di partecipazione e finanziamento

Per essere eleggibili, i progetti devono prevedere collaborazioni pubblico-private su scala europea, coinvolgendo organizzazioni di almeno tre Paesi membri o associati a Horizon Europe.

Inoltre, IHI richiede che almeno il 45 % dei costi del progetto sia coperto da contributi in-kind o finanziari da parte dei partner industriali dell’iniziativa o altri partner contribuenti, per assicurare un forte legame con il settore privato.

Per facilitare la creazione dei consorzi, IHI ha attivato una piattaforma di networking e brokerage che consente di trovare potenziali partner di progetto fino alla scadenza del bando. Inoltre, a gennaio 2026 si sono svolti gli IHI Call Days, con sessioni informative su regole, procedure e aspetti tecnici utili ai candidati.

 

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EP BrainHealth: lanciate 2 nuove call su disturbi neurologici e neurodegenerativi

La European Partnership for Brain Health (BrainHealth) ha aperto ufficialmente le due Joint Transnational Calls 2026, dedicate a progetti di ricerca transnazionali e interdisciplinari nel campo della salute del cervello, cofinanziate nell’ambito del programma Horizon Europe.

Queste call mirano a sostenere proposte innovative di ricerca che esplorino i fattori biologici, sociali e ambientali che influenzano l’evoluzione della salute cerebrale lungo l’intero arco della vita.

Le due call sono aperte con scadenza unica per la presentazione delle pre-proposte il 10 marzo 2026, 14:00 CET. Le proposte complete dovranno essere presentate entro il 30 giugno 2026 (14:00 CEST)

Le proposte devono essere presentate da consorzi transnazionali composti da almeno tre partner provenienti da tre paesi diversi, di cui almeno due Stati membri UE o Paesi associati.

EP BrainHealth Call 1: Disturbi neurologici, mentali e sensoriali

La prima call, denominata Neurological, Mental and Sensory Disorders, intende favorire progetti di ricerca che indaghino come fattori biologici, sociali e ambientali influenzano la traiettoria della salute cerebrale in relazione a disturbi neurologici, mentali e sensoriali. Le proposte devono trattare almeno due delle tre categorie di fattori (biologici, sociali/lifestyle, ambientali) e approfondire aspetti quali meccanismi d’azione, diagnosi precoce, prevenzione e interventi terapeutici.

In questa Call, gli enti di finanziamento italiani sono rappresentati dal Ministero della Salute e la Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica (FRRB).

EP BrainHealth Call 2: Disturbi neurodegenerativi

La seconda call, Neurodegenerative Disorders, è dedicata alla ricerca sui disturbi neurodegenerativi, con l’obiettivo di promuovere progetti che esplorino i fattori che influenzano l’evoluzione di patologie come Alzheimer, Parkinson e altri disturbi correlati, considerando ancora una volta una prospettiva biologica, sociale e ambientale.

L’obiettivo è sostenere progetti con potenziale di impatto nella comprensione dei meccanismi dei disturbi neurodegenerativi, nello sviluppo di strumenti diagnostici e di interventi innovativi.

Analogamente alla Call 1, il Ministero della Salute italiano la Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica (FRRB) partecipano alla call come enti finanziatori.

Le call di EP BrainHealth 2026 rappresentano una importante opportunità per la comunità scientifica europea di rafforzare la collaborazione nella ricerca sulle neuroscienze e portare innovazioni significative nella prevenzione, diagnosi e trattamento dei disturbi cerebrali.

I progetti selezionati richiedono un approccio interdisciplinare e transnazionale e saranno finanziati per un periodo massimo di tre anni.

 

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Knowledge Hub THCS: webinar informativo il 20 febbraio

Il Knowledge Hub THCS sarà protagonista del webinar in programma il 20 febbraio 2026, dalle 14:00 alle 15:00 (CET), organizzato da ProMIS in collaborazione con il Work Package 10 del Partenariato europeo Transforming Health and Care Systems (THCS).

L’incontro, in lingua inglese, sarà dedicato alla presentazione del Knowledge Hub di THCS, una piattaforma digitale sviluppata per raccogliere, organizzare e rendere accessibili conoscenze, strumenti, buone pratiche ed evidenze a supporto della trasformazione dei sistemi sanitari e socio-sanitari a livello europeo.

Durante l’evento sarà disponibile il servizio di interpretariato ENG <> ITA.

Il Knowledge Hub è concepito come uno spazio dinamico di apprendimento e scambio, rivolto a policy maker, professionisti, ricercatori e stakeholder del settore sanitario e socio-sanitario.

La piattaforma mira a facilitare la condivisione strutturata di esperienze e soluzioni sviluppate nei diversi Paesi, l’accesso a risorse tematiche sull’innovazione dei sistemi di salute e assistenza, nonché il collegamento tra ricerca, politiche e pratica, favorendo l’utilizzo delle evidenze nei processi decisionali.

Knowledge Hub THCS: contenuti, funzionalità e coinvolgimento

Durante il webinar verranno illustrate la struttura e le principali funzionalità del Knowledge Hub, le tipologie di contenuti disponibili – tra cui risorse, strumenti, casi studio e output dei progetti THCS – e le modalità di navigazione e utilizzo della piattaforma. Particolare attenzione sarà dedicata alle opportunità di coinvolgimento attivo per i diversi attori a livello nazionale ed europeo.

Il Knowledge Hub valorizza evidenze, esperienze e buone pratiche attraverso diverse componenti: la sezione “Resources”, dedicata a strumenti, metodi, casi studio, webinar e materiali di supporto; la sezione “Capacity Building”, con opportunità formative e attività di trasferimento della conoscenza; le funzionalità di “Community”, che favoriscono networking e scambio tra organizzazioni ed esperti; la componente “Synergies”, orientata a segnalare iniziative e risorse esterne e a promuovere collaborazioni; e il supporto personalizzato, pensato per accompagnare i processi di trasformazione dei sistemi sanitari.

La presentazione del Knowledge Hub sarà curata da Andrea Pavlickova (Scottish Government, THCS WP10 Leader).

THCS – Transforming Health and Social Care Systems, di cui ProMIS è Ente affiliato del Ministero della Salute italiano (coordinatore del Partenariato stesso), è cofinanziato nell’ambito del programma Horizon Europe. THCS sostiene programmi coordinati di ricerca e innovazione nazionali e regionali ed altre attività chiave a supporto della trasformazione dei sistemi sanitari e assistenziali.

 

È possibile iscriversi al webinar entro il 17 FEBBRAIO p.v. cliccando sopra al seguente LINK.

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Medicina personalizzata: nuovo bando EP PerMed 2026

La European Partnership for Personalised Medicine (EP PerMed) ha annunciato l’apertura della Call for Tender sui Surveys 2026 – Assessment and Analysis of Genetic Testing, rivolta a stakeholder interessati a contribuire alla raccolta e all’analisi dei dati relativi ai test genetici in contesti sanitari e sistemi di assistenza di diversi Paesi europei.

Questa iniziativa si inserisce nel quadro delle attività del partenariato europeo EP PerMed, finanziato nell’ambito del programma Horizon Europe (Grant Agreement n. 101137129), che mira a favorire l’adozione della medicina personalizzata attraverso l’innovazione, la generazione di conoscenza e il supporto alle strategie nazionali e internazionali in sanità.

L’obiettivo del bando è comprendere i processi di implementazione della medicina personalizzata, identificare buone pratiche e coinvolgere gli attori chiave dei sistemi sanitari e della ricerca per supportare le attività future del partenariato. In particolare, la Call for Tender si concentra sull’analisi di come i test genetici vengano utilizzati nelle pratiche cliniche e nei percorsi di cura personalizzati, e su come tali dati possano generare evidenze utili alla definizione di raccomandazioni e strategie di implementazione.

La partecipazione alla gara può offrire a centri di ricerca, istituzioni sanitarie, organizzazioni di consulenza, enti pubblici e altri stakeholder la possibilità di contribuire in maniera concreta alla raccolta di evidenze scientifiche e alla co-definizione di approcci condivisi al tema dei test genetici e alle tecnologie correlate nella medicina personalizzata.

BANDO EP PERMED 2026 SULLA MEDICINA PERSONALIZZATA: I DETTAGLI OPERATIVI

La scadenza per la sottomissione delle proposte è fissata al 17 febbraio 2026 alle ore 10:00 (CET). Tutti i soggetti interessati sono invitati a presentare le proprie proposte tramite i portali ufficiali indicati da EP PerMed (ELViS e TED/EU Portal).

Questo bando rappresenta una delle attività di supporto al partenariato, affiancandosi ad altre opportunità già attive o imminenti, come la Joint Transnational Call 2026 “CARMEN2026“, che finanzia progetti di ricerca su strategie di medicina personalizzata per malattie cardiovascolari, metaboliche e renali, o la Twinning Call 2026 “Advancing Collaborative Implementation of Personalized Medicine Approaches in Healthcare“.

La partecipazione alla call può offrire un contributo importante alla mappatura delle pratiche esistenti nei servizi sanitari, a comprendere le sfide e le opportunità legate ai test genetici e a sostenere lo sviluppo di raccomandazioni nazionali e internazionali per una più ampia implementazione della medicina personalizzata.

 

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