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Accesso sanitario più equo: 5 nuovi rapporti OMS/Europa

L’accesso sanitario equo e finanziariamente sostenibile è al centro di una nuova serie di cinque rapporti pubblicati dall’Ufficio regionale europeo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS/Europa).

I documenti analizzano come le politiche di finanziamento della sanità possano migliorare l’accesso alle cure riducendo i pagamenti diretti da parte delle persone e rafforzando la protezione finanziaria, in particolare per i gruppi più vulnerabili.

ACCESSO SANITARIO: LE NUOVE EVIDENZE EMERSE DAI RAPPORTI OMS/EUROPA

Il primo rapporto (“How does population ageing affect health system financial sustainability and affordable access to health care in Europe?”) esamina l’impatto dell’invecchiamento della popolazione sulla sostenibilità dei sistemi sanitari in cinque paesi europei, tra cui l’Italia.

L’analisi mostra che i sistemi basati su una combinazione di fonti di finanziamento, e non esclusivamente su contributi legati all’occupazione, risultano più resilienti nel medio e lungo periodo. Questo approccio può contribuire a preservare l’accesso ai servizi sanitari anche in contesti demografici in rapido cambiamento.

Il secondo rapporto (“The impact of increasing user charges for diabetes medicines: lessons from Finland”) analizza un cambiamento nelle politiche di co-pagamento per i farmaci antidiabetici in Finlandia, evidenziando come una modifica del metodo di calcolo dei pagamenti abbia comportato un aumento delle spese a carico delle persone.

Il documento sottolinea come decisioni di policy apparentemente tecniche possano avere effetti concreti sull’accessibilità economica delle cure, soprattutto per chi necessita di terapie continuative.

Il terzo rapporto (“Can people avoid the avoidable co-payments caused by reference pricing for outpatient medicines?”) si concentra sui sistemi di reference pricing per i medicinali, ovvero politiche di rimborso che fissano un prezzo massimo coperto dal sistema sanitario pubblico e trasferiscono sui cittadini eventuali costi eccedenti.

Il rapporto mostra come tali meccanismi, se non adeguatamente progettati, possano generare spese evitabili per le persone e incidere negativamente sull’accesso economico alle cure.

Il quarto rapporto (“Using income-based caps to protect people from user charges for health care: lessons from Austria, Belgium, Germany and Spain”) analizza l’uso di limiti massimi di spesa sanitaria proporzionati al reddito come strumento di protezione finanziaria. In questi sistemi, una volta raggiunta una determinata soglia annuale di pagamenti diretti, le persone vengono esentate dal sostenere ulteriori co-pagamenti per i servizi sanitari coperti.

L’analisi evidenzia che meccanismi applicati automaticamente e rivolti all’intera popolazione, anziché a gruppi selezionati su richiesta, risultano più efficaci nel prevenire difficoltà economiche legate alle spese sanitarie, riducendo il rischio che i costi diventino un ostacolo all’accesso alle cure.

Il quinto rapporto (“Using digital solutions to protect people from user charges for health care: lessons from Estonia”) esplora l’uso di strumenti digitali per migliorare l’implementazione delle politiche di protezione finanziaria. In particolare, viene illustrato come la digitalizzazione possa facilitare l’applicazione automatica delle tutele, riducendo oneri amministrativi e barriere all’accesso per cittadini e professionisti sanitari.

Nel loro insieme, i rapporti dell’OMS/Europa sull’accesso sanitario equo e sostenibile, mostrano come politiche sanitarie ben progettate possano migliorare l’accesso sanitario, ridurre i pagamenti diretti e rafforzare l’equità dei sistemi sanitari nella Regione europea dell’OMS, fornendo evidenze utili ai decisori pubblici.

Questi temi sono in linea con diverse iniziative europee, come le attività dedicate all’accesso equo ai servizi sanitari e socio-assistenziali e al rafforzamento dei sistemi di cura (si veda anche “THCS lancia la JTC 2026 Access to Care”).

 

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Salute mentale

OMS: adottata la nuova dichiarazione globale sulle malattie non trasmissibili e la salute mentale

All’ottantesima Assemblea Generale delle Nazioni Unite, i leader mondiali hanno adottato la prima dichiarazione politica in assoluto per affrontare congiuntamente le malattie non trasmissibili e la salute mentale, fissando obiettivi globali integrati per il 2030 volti a ridurre il consumo di tabacco, controllare l’ipertensione e ampliare l’accesso all’assistenza sanitaria mentale.

La Dichiarazione

Questa dichiarazione pone l’accento sull’equità, sul rafforzamento dei sistemi sanitari, sul finanziamento sostenibile e su un approccio che coinvolga l’intero governo e l’intera società, con una revisione dei progressi compiuti entro il 2030.

I leader di tutto il mondo riuniti all’ottantesima Assemblea Generale delle Nazioni Unite (UNGA) hanno adottato una nuova dichiarazione politica per affrontare le malattie non trasmissibili (MNT) e la salute mentale attraverso un approccio completamente integrato. La dichiarazione è il risultato dei negoziati intergovernativi tenuti prima della quarta riunione di alto livello dell’UNGA sulla prevenzione e il controllo delle MNT e la promozione della salute mentale e del benessere, tenutasi il 25 settembre 2025, e da essa esaminati.

Intitolata “Equità e integrazione: trasformare vite e mezzi di sussistenza attraverso la leadership e l’azione sulle malattie non trasmissibili e la promozione della salute mentale e del benessere”, la dichiarazione è la prima ad affrontare insieme le MNT e la salute mentale. Essa rappresenta un’importante opportunità per accelerare i progressi globali attraverso obiettivi globali chiaramente definiti per il 2030, inaugurando una nuova fase nella risposta alle sfide sanitarie che colpiscono persone di tutte le età e livelli di reddito in tutto il mondo.

Le malattie non trasmissibili rimangono la principale causa di morte prematura, causando 18 milioni di vittime ogni anno, mentre i disturbi mentali colpiscono oltre un miliardo di persone in tutto il mondo. Queste patologie sono spesso causate da fattori di rischio prevenibili quali diete non salutari, consumo di tabacco e alcol, inattività fisica e inquinamento atmosferico, molti dei quali danneggiano anche la salute mentale. La loro crescente diffusione in tutti i paesi li rende una preoccupazione fondamentale non solo per la salute pubblica, ma anche per la produttività e la crescita economica sostenibile.

Una delle principali innovazioni della dichiarazione è la definizione di tre obiettivi globali da raggiungere entro il 2030:

  • 150 milioni di fumatori in meno;
  • 150 milioni di persone in più con ipertensione controllata;
  • 150 milioni di persone in più con accesso all’assistenza sanitaria mentale.

A sostegno di questi risultati, la dichiarazione fissa anche obiettivi misurabili a livello di sistema, tra cui l’adozione diffusa di politiche nazionali, servizi di assistenza sanitaria di base più forti, misure di protezione finanziaria, piani nazionali multisettoriali e sistemi di sorveglianza robusti.

Il testo della dichiarazione integra gli insegnamenti tratti dalla pandemia di COVID-19 e affronta nuove sfide quali l’aumento delle malattie non trasmissibili, i determinanti ambientali e i danni causati dal digitale. Esso pone l’accento sull’equità, su una regolamentazione più rigorosa, su finanziamenti sostenibili e su un approccio che coinvolga l’intero governo e l’intera società. I progressi compiuti nel rispetto di questi impegni saranno valutati entro il 2030, con l’OMS e i partner delle Nazioni Unite che sosterranno i paesi nel tradurli in azioni nazionali e nel garantire la responsabilità.

 

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comunicazione in salute

EuroHealthNet: Rafforzare la dimensione sanitaria della European Child Guarantee

EuroHealthNet – partnership europea di oltre 90 agenzie pubbliche impegnate nella promozione della salute e nella riduzione delle disuguaglianze – ha pubblicato un policy brief dedicato a rafforzare la dimensione sanitaria della European Child Guarantee (ECG), lo strumento dell’UE per prevenire e contrastare l’esclusione sociale dei minori attraverso istruzione, sanità e servizi essenziali.

L’importanza dell’inclusione minorile in Europa

Oggi il 24,8% dei bambini in Europa è a rischio povertà o esclusione sociale, con picchi oltre il 30% in Paesi come Romania, Spagna e Bulgaria. Le disuguaglianze socioeconomiche, il caro vita, gli effetti della pandemia e le nuove pressioni dovute a conflitti e cambiamenti climatici hanno conseguenze dirette sulla salute fisica e mentale dei minori.

Le priorità indicate da EuroHealthNet

Il policy brief richiama l’attenzione su alcune aree cruciali:

  • Accesso equo alla sanità e rafforzamento della medicina di base, inclusa la prevenzione, per ridurre i bisogni medici insoddisfatti dei bambini vulnerabili;
  • salute mentale: interventi precoci in scuole e comunità per contrastare isolamento, bullismo, cyberbullismo e crescente disagio psicosociale, con programmi di prevenzione e supporto integrato;
  • alimentazione sana e contrasto all’obesità infantile, anche attraverso pasti scolastici gratuiti o sovvenzionati, promozione di frutta e verdura e politiche per ridurre l’esposizione a cibi non salutari;
  • attività fisica e ambienti sicuri: applicazione delle linee guida OMS (60 minuti al giorno di movimento), più spazi verdi accessibili e infrastrutture per lo sport di comunità;
  • innovazione sociale: sperimentazione di modelli come il social prescribing (prescrizioni sociali) e soluzioni basate sulla natura per migliorare salute e benessere, soprattutto nelle comunità più fragili;
  • impatto dei cambiamenti climatici: protezione dei bambini dagli effetti di caldo estremo, inquinamento e disastri ambientali, con infrastrutture scolastiche e sanitarie più resilienti;
  • fondi adeguati: garantire che l’ECG disponga di risorse sufficienti a livello UE, nazionale e locale, anche nel prossimo Quadro Finanziario Pluriennale 2028–2035;
  • un investimento sociale ad alto rendimento.

EuroHealthNet sottolinea che investire nella salute dei bambini genera ritorni fino a 17 dollari per ogni dollaro investito: un capitale umano più sano significa una società più equa, resiliente e competitiva.

Il rafforzamento della European Child Guarantee non è quindi solo una misura sociale, ma una vera e propria strategia di salute pubblica per costruire un’Europa più inclusiva e sostenibile.

 

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Salute Globale

OMS: pubblicato il documento “Implementing the global framework on well-being at country level”

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha pubblicato una guida per l’attuazione del quadro globale volto a creare le cosiddette “well-being societies”, ovvero società del benessere, in cui le persone possano vivere in salute, realizzarsi pienamente e contribuire attivamente alle proprie comunità in armonia con l’ambiente.

Il documento, intitolato “Implementing the global framework on well-being at country level” (Implementare il quadro globale sul benessere a livello nazionale) nasce in risposta ad una serie di crisi globali interconnesse – dalla pandemia di COVID-19 ai conflitti geopolitici, fino al cambiamento climatico e alle disuguaglianze socio-economiche – crisi che hanno messo in luce i limiti degli attuali sistemi sanitari, sociali ed economici.

La pubblicazione dell’OMS sottolinea che per affrontare efficacemente tali sfide è necessario andare oltre le risposte settoriali isolate, promuovendo approcci integrati basati sulla collaborazione tra governi, istituzioni, comunità e cittadini.

Le well-being societies si fondano, infatti, su principi chiave, quali il riconoscimento della salute come condizione complessa che comprende benessere fisico, mentale e sociale, la valorizzazione della giustizia sociale, la riduzione delle disuguaglianze e l’adozione di politiche inclusive che considerino l’interazione tra salute, ambiente ed economia.

I Cinque percorsi suggeriti dall’OMS per costruire società del benessere

Sulla base del Quadro globale dell’OMS sul benessere adottato dagli Stati membri durante la Settantaseiesima Assemblea Mondiale della Sanità, il documento fornisce indicazioni pratiche ai Ministeri della Salute per tradurre la visione di società orientate al benessere in azioni concrete attraverso cinque percorsi politici chiave.

1) Tutela del pianeta e degli ecosistemi, attraverso la promozione di un approccio One Health, di sistemi sanitari resilienti e di politiche che uniscano benefici ambientali e sanitari.

2) Rafforzamento del welfare, tramite l’erogazione di servizi e schemi assicurativi inclusivi e misure per garantire un’occupazione equa e sostenibile.

3) Copertura sanitaria universale, che includa cure primarie, prevenzione delle malattie non trasmissibili e attenzione alla salute mentale.

4) Economie al servizio dello sviluppo umano, basate su una governance economica orientata all’equità, al benessere sociale ed alla transizione verde.

5) Sistemi digitali equi, tramite lo sviluppo di task force nazionali, lo sviluppo di competenze digitali inclusive ed una governance dei sistemi di intelligenza artificiale rispettosa dei diritti in ambito sanitario.

Con questo documento, l’OMS lancia un invito a riformare i sistemi frammentati, superare i silos istituzionali e costruire un approccio multisettoriale e trasformativo, in grado di rafforzare la resilienza e favorire società più sane, eque e sostenibili.

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Altro

EuroHealthNet sostiene il nuovo gruppo di interesse del Parlamento UE sulle disuguaglianze sanitarie

È stato recentemente lanciato al Parlamento europeo un nuovo gruppo di interesse dedicato alle disuguaglianze sanitarie, alla prevenzione e ai fattori di rischio. L’azione, che riunisce eurodeputati provenienti da diversi gruppi politici, si propone di promuovere un’azione più incisiva a livello europeo sui determinanti sociali e commerciali della salute, favorendo approcci integrati e basati sull’equità. La rete EuroHealthNet sostiene ufficialmente questa iniziativa.

Un’iniziativa trasversale sulle disuguaglianze sanitarie sostenuta dalla società civile

Il gruppo è copresieduto da Vytenis Andriukaitis (S&D), Manuela Ripa (PPE), Vlad Voiculescu (Renew), Ignazio Marino (Verdi/ALE), Aurelijus Veryga (ECR) e Ondřej Dostál (Non iscritti), con il supporto dei Segretariati di Eurocare, EuroHealthNet ed EUPHA (quest’ultima in rappresentanza di ASPHER). L’obiettivo è stimolare un dibattito politico più attento alla prevenzione delle malattie non trasmissibili, alla regolamentazione dei fattori di rischio e al rafforzamento del ruolo della società civile nell’elaborazione delle politiche sanitarie.

Prevenzione e salute pubblica tra le priorità

Nonostante le malattie non trasmissibili siano responsabili dell’80% dei decessi nell’UE, la prevenzione continua a rappresentare una quota marginale nei bilanci sanitari nazionali. Il gruppo di interesse intende sostenere politiche che affrontino le cause profonde delle disuguaglianze sanitarie, anche in relazione all’influenza esercitata da settori come tabacco, alcol, alimenti ultra-processati e combustibili fossili.

Rafforzare il quadro europeo per la salute pubblica

Il gruppo promuove una serie di raccomandazioni per rafforzare la dimensione della salute pubblica nell’azione dell’UE attraverso l’intervento sulle disuguaglianze sanitarie, tra cui:

  • l’integrazione della prevenzione in tutte le politiche europee e nella strategia di sicurezza sanitaria;
  • una regolamentazione efficace per ridurre i conflitti di interesse e le interferenze commerciali;
  • il rafforzamento del personale e delle competenze di sanità pubblica;
  • un maggiore allineamento tra PAC e obiettivi di salute;
  • l’adozione di misure normative, come l’etichettatura chiara di alcolici e alimenti, per favorire scelte consapevoli dei consumatori.

L’iniziativa si inserisce nel dibattito più ampio sul futuro delle politiche sanitarie europee, in vista della prossima legislatura e della definizione delle priorità strategiche dell’UE in materia di salute e prevenzione.

 

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Altro

Horizon Europe: pubblicata la bozza del Work Programme 2026–2027 per il cluster salute

La Commissione europea pubblicherà ufficialmente i Work Programme di Horizon Europe per il biennio 2026–2027 solo al termine di quest’anno, ma le prime bozze in circolazione a Bruxelles iniziano a delineare con chiarezza le priorità strategiche in ambito sanitario. Il Cluster 1 – Health conferma il proprio orientamento verso sfide sistemiche e intersettoriali, a partire dalla crescente attenzione all’impatto del cambiamento climatico sulla salute umana.

SALUTE – Temi del Work Programme 2026-2027:
Clima e resilienza sanitaria

Nella fase finale di Horizon Europe, la costruzione di sistemi sanitari resilienti al clima assume un ruolo centrale. Le bozze prevedono nuove call per esplorare strategie di adattamento, affrontare i rischi legati a zoonosi e malattie trasmesse da vettori, e integrare l’approccio One Health nel disegno delle politiche sanitarie e territoriali.

Salute digitale e attenzione ai rischi emergenti

Continua l’investimento nelle tecnologie digitali per la salute, con un focus particolare sull’intelligenza artificiale applicata alla ricerca biomedica, alla diagnostica e alla regolazione. Accanto alle opportunità, tuttavia, la Commissione invita a esplorare anche gli impatti avversi di tali strumenti, con particolare attenzione alla salute mentale di bambini e giovani adulti, sollecitando un approccio etico e responsabile all’innovazione.

Equità e innovazione nei sistemi sanitari

Il nuovo programma promette inoltre maggiori opportunità per progetti volti a migliorare l’accesso equo a cure di alta qualità, anche attraverso meccanismi innovativi di procurement pubblico. L’obiettivo è supportare soluzioni che rispondano ai bisogni delle popolazioni più vulnerabili, contribuendo a ridurre le disuguaglianze tra e dentro gli Stati membri.

Next steps:

Le bozze sono ancora in fase di revisione, ma forniscono indicazioni utili per orientare la progettazione futura. La versione definitiva del Work Programme 2026–2027 sarà adottata e pubblicata entro la fine del 2025.

 

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Salute mentale

Il progetto Mentality alla 17ª Conferenza Europea di Sanità Pubblica

In occasione della 17ª Conferenza Europea di Sanità Pubblica, tenutasi recentemente, il Progetto Mentality ha posto al centro del dibattito la promozione della salute mentale, con un focus particolare sul supporto alle fasce vulnerabili della popolazione.

L’evento, che rappresenta un momento chiave per lo scambio di conoscenze e buone pratiche nel campo della sanità pubblica, ha visto la partecipazione di esperti, istituzioni e organizzazioni internazionali impegnate a rafforzare l’accesso ai servizi di salute mentale in Europa.

Il progetto Mentality

Il progetto Mentality, sostenuto da Mental Health Europe, mira a sensibilizzare e promuovere interventi efficaci per garantire che i gruppi più esposti a disagio psicologico ricevano il supporto adeguato. Durante la conferenza, è stata sottolineata l’importanza di sviluppare politiche inclusive e risorse mirate per affrontare le sfide della salute mentale, soprattutto in un contesto in cui crisi globali e disuguaglianze sociali acuiscono il rischio di marginalizzazione.

Tra le tematiche emerse spicca la necessità di adottare approcci basati sull’equità, garantendo a tutti i cittadini pari opportunità di accesso a cure integrate e servizi di supporto psicologico. Il progetto Mentality, con le sue attività e ricerche, rappresenta un esempio concreto di come sia possibile promuovere un cambiamento positivo, lavorando a stretto contatto con enti locali e comunità per sviluppare strumenti di intervento efficaci e inclusivi.

La partecipazione a eventi come la Conferenza Europea di Sanità Pubblica rafforza l’impegno verso una sanità più giusta e accessibile, in cui la salute mentale sia riconosciuta come priorità fondamentale nell’agenda politica e sociale.

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digital health

Report OMS 2023-2024 sul progresso della salute digitale in Europa

La trasformazione digitale del settore sanitario sta registrando importanti progressi nella Regione Europea dell’OMS, come evidenziato dal report biennale dell’OMS Europa sull’Action Plan per la salute digitale nella Regione Europea 2023–2030. Questo report, accompagnato da un nuovo set di azioni illustrative, riflette le necessità in evoluzione e gli ultimi sviluppi nel campo della salute digitale, delineando i risultati raggiunti in tutte le 18 aree chiave del piano d’azione.

Il lavoro di OMS Europa in questi due anni sulla salute digitale

In questi due anni, l’OMS Europa ha lavorato con i 53 Stati Membri della Regione per promuovere l’adozione di soluzioni digitali orientate al paziente, migliorare l’accesso alle cure e rafforzare i sistemi sanitari. Tra i principali obiettivi raggiunti, figurano lo sviluppo di linee guida, il rafforzamento delle competenze in ambito digitale e l’implementazione di reti di collaborazione che favoriscono l’innovazione e la condivisione delle conoscenze.

Principali risultati del report e prospettive future

Grazie a partnership con organizzazioni internazionali, istituzioni accademiche e società civile, sono stati pubblicati 14 report tecnici, tra cui studi sull’intelligenza artificiale (AI), la telemedicina e l’equità nella salute digitale. Inoltre, iniziative come il Decoding Data and Digital Health e il Strategic Partners’ Initiative for Data and Digital Health, che coinvolge oltre 100 istituzioni in 24 Paesi, hanno favorito la collaborazione regionale.

Dal 2022, oltre 30 Paesi hanno beneficiato di attività di formazione per rafforzare l’alfabetizzazione digitale, mentre 15 Paesi hanno dato priorità al miglioramento dei sistemi informativi sanitari e all’espansione della telemedicina, con particolare attenzione alle aree rurali. Guardando al futuro, l’OMS Europa si concentrerà su temi come l’utilizzo dell’AI in sanità, la sostenibilità climatica, l’invecchiamento sano e la lotta alla resistenza antimicrobica, puntando a garantire un accesso equo e sicuro alle tecnologie digitali.

Con l’inizio del terzo anno dell’Action Plan, l’OMS Europa continuerà a supportare gli Stati Membri nello sviluppo di soluzioni innovative, ospitando il terzo Simposio OMS sul futuro dei sistemi sanitari nell’era digitale nel 2025 e lavorando alla creazione di un quadro europeo per misurare l’equità nella salute digitale.

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OMS: lanciata la prima Dichiarazione dei giovani sulla creazione di società sane

Il Consiglio dei giovani dell’OMS ha lanciato la sua prima Dichiarazione dei giovani sulla creazione di società sane, con una serie di inviti all’azione elaborati e ispirati dai giovani di tutto il mondo. Gli inviti sono rivolti agli stessi giovani affinché svolgano un ruolo centrale nella co-creazione di società più sane a livello globale.

La Dichiarazione dei giovani sulla creazione di società sane

La Dichiarazione è stata lanciata durante il World Health Summit svoltosi a Berlino gli scorsi 13 e 15 ottobre, e delinea 10 appelli all’azione che assicurano:

  • Accesso, equità e inclusione per i giovani nell’istruzione, rimuovendo le barriere e progettando un’offerta che rispecchi le diverse esigenze sanitarie dei singoli e delle comunità.
  • Programmi scolastici nazionali completi su salute, cambiamenti climatici e alfabetizzazione digitale.
  • Istruzione di qualità e adattabile attraverso ambienti di apprendimento flessibili e reattivi.
  • Coinvolgimento e leadership dei giovani nella progettazione e nell’attuazione di politiche e programmi sanitari.
  • Assistenza sanitaria inclusiva, accessibile e incentrata sulla prevenzione, anche per i giovani appartenenti a gruppi emarginati e vulnerabili.
  • Investimento nei giovani per consentire loro di diventare leader e promuovere soluzioni nei settori della salute, del cambiamento climatico e dell’istruzione.
  • Creazione di spazi coraggiosi per ambienti sani che proteggono i giovani dalle barriere sociali e istituzionali e li mantengono al sicuro da violenza, molestie e altre pratiche dannose.
  • Coinvolgimento dei giovani da parte di governi, organizzazioni internazionali e della società civile nella creazione congiunta di politiche sui bisogni sanitari prioritari.
  • Valorizzazione delle esperienze dei giovani, compresa la loro diversità e i loro punti di vista, nello sviluppo e nell’attuazione delle politiche sanitarie.
  • Maggiore sostegno alle organizzazioni giovanili di base come mezzo per investire nelle generazioni future.

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UNITE: firmata la dichiarazione a sostegno dell’accordo pandemico dell’OMS

I parlamentari di tutto il mondo si sono riuniti al Summit globale UNITE di Berlino per firmare una dichiarazione a sostegno dell’Accordo sulla pandemia dell’Organizzazione mondiale della sanità. La dichiarazione, firmata dal Presidente di UNITE, dai membri del suo consiglio e dai parlamentari di tutto il mondo, segna un impegno significativo da parte dei parlamentari per rafforzare la preparazione alla pandemia, la risposta e l’accesso equo alla salute.

L’accordo pandemico dell’OMS

L’accordo sulla pandemia, attualmente in fase di negoziazione da parte degli Stati membri dell’OMS, mira a colmare le lacune esposte dalla pandemia di COVID-19 e le minacce poste da mpox e altre epidemie. Il documento dell’OMS rappresenta un’opportunità storica per prevenire le pandemie e rafforzare le nostre capacità di preparazione e risposta globali. I firmatari, con questa dichiarazione, vogliono mostrare il loro sostegno all’accordo, e soprattutto il loro impegno a garantire che i suoi principi di equità, solidarietà e cooperazione globale siano pienamente realizzati in ogni nazione, al fine di garantire la sicurezza sanitaria globale e salvaguardare le popolazioni da future pandemie.

La dichiarazione parlamentare globale sottolinea quattro impegni chiave:

  1. Equità al centro: garantire un accesso equo agli strumenti sanitari correlati alla pandemia in base alle esigenze di salute pubblica per tutti, in particolare nei paesi con minori risorse.
  2. Solidarietà globale: rafforzare la cooperazione internazionale per costruire sistemi sanitari resilienti in grado di prevenire e rispondere alle pandemie.
  3. Azione legislativa: sostenere la ratifica e l’attuazione dell’accordo sulla pandemia all’interno delle legislature nazionali, ove opportuno.
  4. Combattere la disinformazione: fornire alle comunità informazioni sanitarie basate su prove per contrastare la diffusione di informazioni errate dannose.

L’accordo sottolinea anche l’importanza di finanziamenti sostenibili, ricerca e sviluppo e sforzi di rafforzamento delle capacità per garantire che i paesi possano rispondere rapidamente ed efficacemente alle emergenze sanitarie.

Come parte del loro impegno, i parlamentari lavoreranno a stretto contatto con l’OMS e altre organizzazioni internazionali per garantire che il Pandemic Agreement venga implementato in un modo che avvantaggi tutti i paesi, in particolare quelli con risorse limitate. Si prevede che la dichiarazione firmata a Berlino agisca da catalizzatore per l’azione parlamentare globale, promuovendo la collaborazione e la solidarietà tra le nazioni.

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