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cure integrate

European Reference Networks: disponibile il booklet ora in 15 lingue

La Commissione europea ha annunciato che il booklet “European Reference Networks: A success story for patients living with a rare disease” è ora disponibile in 15 versioni linguistiche. Alle edizioni già esistenti in inglese, francese, tedesco, greco, italiano, olandese, polacco, portoghese, rumeno, spagnolo e svedese si affiancano le nuove traduzioni in bulgaro, ceco, danese e ungherese.

il booklet dell’European Reference Networks

La pubblicazione, a cura della Direzione generale per la Salute e la sicurezza alimentare (DG SANTE) della Commissione europea, raccoglie esperienze e risultati delle ERN (European Reference Networks): le reti transfrontaliere che collegano i centri ospedalieri europei di eccellenza e di riferimento per affrontare le malattie rare, a bassa prevalenza e complesse, che richiedono cure altamente specializzate.

Attualmente le ERN sono 24, attive nell’Unione europea e in Norvegia, istituite sulla base della Direttiva 2011/24/UE sui diritti dei pazienti relativi all’assistenza sanitaria transfrontaliera. Le reti permettono agli specialisti di discutere i casi clinici e di indicare la diagnosi più appropriata e le migliori terapie disponibili: i singoli pazienti non vi accedono direttamente, ma i loro casi possono essere segnalati dai professionisti sanitari, con il consenso dell’interessato e nel rispetto delle regole nazionali.

L’ampliamento delle versioni linguistiche mira a rendere più accessibili a pazienti, familiari, professionisti e decisori le storie di successo delle ERN, in un ambito in cui si stima che tra 27 e 36 milioni di persone nell’UE convivano con una malattia rara.

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Salute Globale

Sorveglianza integrata dei virus respiratori nuova guida ECDC per UESEE

Il 20 luglio 2026 l’ECDC (European Centre for Disease Prevention and Control – Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie) ha pubblicato la guida per la sorveglianza integrata dei virus respiratori nell’UE/SEE, modulo principale di una serie di documenti dedicati al tema. Altri due moduli sono attesi nel 2026 e riguarderanno il “right-sizing” (dimensionamento ottimale) della sorveglianza epidemiologica e genomica e l’uso delle soglie per i dati di sorveglianza.

Il documento, elaborato con il contributo di un gruppo di lavoro dell’ERVI-NET (European Respiratory Viruses Network – Rete europea sui virus respiratori), definisce tre obiettivi generali: monitorare nel tempo, per persona e luogo, le caratteristiche epidemiologiche delle infezioni respiratorie acute; monitorare i cambiamenti virologici dei virus influenzali, del SARS-CoV-2 e dell’RSV (Respiratory Syncytial Virus); valutare il carico di malattia e l’efficacia degli interventi.

La guida distingue tra sistemi di sorveglianza core — assistenza primaria e ospedaliera basate sulle definizioni sindromiche ILI (Influenza-Like Illness), ARI (Acute Respiratory Infection) e SARI (Severe Acute Respiratory Infection) con test virologici integrati, caratterizzazione virale, sorveglianza di laboratorio e basata su eventi — sistemi supplementari (mortalità, focolai in specifici contesti, acque reflue, sorveglianza partecipativa) e fonti di dati complementari, come occupazione ospedaliera e coperture vaccinali.

L’ECDC sottolinea la necessità di mantenere la capacità di sorveglianza tutto l’anno: il SARS-CoV-2 non è diventato un virus stagionale invernale e possono verificarsi epidemie fuori stagione di RSV e influenza. Il mix ottimale di sistemi va rivisto periodicamente, tenendo conto delle nuove tecnologie, dei dati sanitari elettronici e dell’intelligenza artificiale.

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workforce digital health

Un quadro europeo per l’alfabetizzazione all’intelligenza artificiale

La Commissione europea e l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici (OCSE) hanno presentato un nuovo quadro di riferimento per l’alfabetizzazione all’intelligenza artificiale, rivolto ai sistemi di istruzione primaria e secondaria. L’iniziativa intende sostenere scuole, docenti e decisori pubblici nella preparazione degli studenti a un utilizzo consapevole, responsabile ed etico delle tecnologie basate sull’IA.

Sviluppato con il sostegno di Code.org e grazie al contributo di esperti internazionali, il quadro individua le competenze necessarie per comprendere il funzionamento dell’intelligenza artificiale, valutarne criticamente i risultati e utilizzarla in modo sicuro nei contesti educativi e nella vita quotidiana. Il documento fornisce inoltre orientamenti operativi ed esempi di attività da realizzare in classe, offrendo una base comune per l’elaborazione di programmi didattici e politiche educative.

Il quadro di riferimento è articolato in quattro ambiti principali: interagire con l’IA, creare con l’IA, gestire l’IA e plasmare l’IA. Queste dimensioni comprendono non soltanto l’acquisizione di conoscenze tecniche, ma anche lo sviluppo del pensiero critico, della creatività, della responsabilità e della consapevolezza rispetto agli effetti sociali ed etici delle nuove tecnologie.

Attraverso l’ambito “interagire con l’IA”, gli studenti sono chiamati a comprendere come utilizzare gli strumenti intelligenti e interpretarne correttamente le risposte. La dimensione “creare con l’IA” riguarda invece l’impiego delle tecnologie per sviluppare contenuti e soluzioni innovative. “Gestire l’IA” comprende la capacità di riconoscere rischi, limiti, distorsioni e implicazioni connesse alla protezione dei dati, mentre “plasmare l’IA” promuove una partecipazione attiva e consapevole alla definizione del ruolo di queste tecnologie nella società.

L’iniziativa contribuisce all’obiettivo dell’Unione europea di garantire un’istruzione digitale di qualità, inclusiva e orientata al futuro. Nell’ambito della Union of Skills, il previsto pacchetto europeo sull’istruzione sosterrà ulteriormente l’adeguamento dei sistemi educativi alla trasformazione digitale e alla crescente diffusione dell’intelligenza artificiale.

L’alfabetizzazione all’IA rappresenta infatti una competenza sempre più rilevante non solo per i percorsi scolastici, ma anche per l’accesso al mercato del lavoro, la partecipazione democratica e la coesione sociale. Per le amministrazioni pubbliche, il quadro può costituire un riferimento utile per progettare iniziative formative, promuovere l’inclusione digitale e accompagnare cittadini e professionisti nell’adozione responsabile delle nuove tecnologie.

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