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lotta contro il cancro

EU Cancer Mission Conference 2025

La EU Cancer Mission Conference è una delle principali iniziative promosse dalla Commissione Europea per rafforzare la cooperazione tra ricerca, innovazione e politiche sanitarie nel quadro della Missione sul Cancro di Horizon Europe.

L’edizione 2025, in programma a Copenhagen il 4 dicembre p.v, riunirà rappresentanti delle istituzioni europee, della comunità scientifica, dei sistemi sanitari nazionali e delle organizzazioni dei pazienti, con l’obiettivo di consolidare il coordinamento e definire azioni comuni per affrontare in modo più efficace la sfida del cancro in Europa.

Parte integrante della Missione sul Cancro dell’Unione Europea, la conferenza si inserisce nel percorso con cui l’Europa sta ridefinendo le proprie politiche di prevenzione e cura del cancro, ponendo al centro la diagnosi precoce e la medicina di precisione. La EU Cancer Mission Conference costituirà un momento di confronto istituzionale e scientifico per fare il punto sui risultati raggiunti, valorizzare le migliori pratiche e definire le priorità di una strategia europea condivisa nella lotta contro il cancro.

La EU Cancer Mission Conference come momento strategico per la cooperazione europea

Durante la conferenza verranno affrontati temi chiave per il futuro della ricerca oncologica, tra cui medicina personalizzata, uso dei dati e delle tecnologie digitali, creazione di reti europee di eccellenza e accesso equo alle innovazioni. L’edizione 2025 includerà sessioni plenarie e momenti di confronto dedicati all’innovazione nei trattamenti, alla condivisione di buone pratiche e alle prossime fasi di attuazione degli obiettivi della Missione sul Cancro dell’UE, con la presentazione di progetti volti a rendere più omogeneo l’accesso all’innovazione sanitaria e a rafforzare le infrastrutture di ricerca condivise.

Istituita nell’ambito di Horizon Europe, la EU Cancer Mission coordina le iniziative europee per affrontare il cancro in modo integrato, promuovendo la collaborazione tra ricerca, innovazione e politiche sanitarie. L’obiettivo è tradurre le evidenze scientifiche in interventi concreti e garantire un accesso equo ai progressi terapeutici in tutti gli Stati membri. Inserita nel quadro della Presidenza danese del Consiglio dell’Unione Europea, la conferenza rappresenta un passaggio cruciale per consolidare la leadership europea nella ricerca oncologica e rafforzare una visione comune basata su innovazione, equità e cooperazione.

Le iscrizioni alla EU Cancer Mission Conference sono disponibili a questo link sul sito ufficiale della Commissione Europea, dove è possibile registrarsi per partecipare in presenza a Copenhagen o seguire i lavori in diretta streaming.

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CE: Consultazione pubblica sulla futura normativa dello Spazio europeo della ricerca

La Commissione europea ha lanciato una consultazione pubblica sul futuro Atto legislativo per lo Spazio europeo della ricerca (ERA Act), una normativa che mira a dare nuovo impulso all’area della ricerca e innovazione nell’UE e potenziare la circolazione di ricercatori, idee e infrastrutture.

L’obiettivo dell’invito è quello di raccogliere informazioni generali sui problemi riscontrati nello sviluppo e nella piena attuazione dello Spazio europeo della ricerca, oltre a conoscere il parere dei portatori di interessi sulle soluzioni praticabili che potrebbero essere sostenute dalla legislazione a livello UE.

L’invito a presentare contributi è rivolto a tutti i portatori di interessi delle amministrazioni nazionali e regionali e delle comunità di ricerca e innovazione, compresi gli istituti di istruzione superiore, gli istituti di istruzione e formazione professionale, le organizzazioni di ricerca, le comunità scientifiche e di ricerca, le imprese del settore privato, comprese le PMI, i centri tecnologici, le infrastrutture di ricerca e tecnologia, le strutture e le organizzazioni di consulenza scientifica e valutazione tecnologica, gli editori scientifici e il pubblico in generale.

La consultazione resterà aperta fino al 05 gennaio 2026.

ERA Act: obiettivi e implicazioni

L’ERA Act proposto dalla Commissione intende affrontare sfide strutturali come la mobilità limitata dei ricercatori, la disparità nell’investimento in R&I nei vari Stati membri e l’insufficiente condivisione dei risultati della ricerca. Tra gli elementi chiave: un impegno volto a raggiungere l’3 % del PIL europeo in R&D, la promozione della scienza aperta, il rafforzamento delle carriere nel settore della ricerca e l’armonizzazione delle politiche nazionali e comunitarie.

La normativa integrerà l’iniziativa “Scegli l’Europa”, che fa parte di un programma da 500 milioni di € per il periodo 2025-2027, inteso ad attrarre e trattenere i ricercatori provenienti da tutto il mondo e a promuovere l’Europa come una delle destinazioni principali per l’eccellenza scientifica.

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Altro

CE: norme HTA per le valutazioni cliniche congiunte dei dispositivi medici e medico-diagnostici in vitro

Il 17 ottobre la Commissione Europea ha adottato un regolamento di esecuzione che definisce norme dettagliate per le valutazioni cliniche congiunte (Joint Clinical Assessments – JCA) riguardanti i dispositivi medici e i dispositivi medico-diagnostici in vitro, in attuazione del Regolamento (UE) 2021/2282 relativo alla valutazione delle tecnologie sanitarie (Health Technology Assessment – HTA).

L’atto stabilisce le modalità di collaborazione tra il gruppo di coordinamento degli Stati membri per la HTA e la Commissione, in cooperazione con organismi notificati, gruppi di esperti, sviluppatori di tecnologie sanitarie, pazienti ed esperti clinici. Il regolamento definisce inoltre il formato e gli standard per la presentazione dei dati, la compilazione dei fascicoli e la redazione dei rapporti di valutazione.

Verso una HTA europea armonizzata

Con questo regolamento – il sesto e ultimo atto attuativo previsto dal Regolamento HTA – si completa il quadro procedurale volto a garantire un’applicazione coerente, trasparente e condivisa delle JCA a livello europeo.

Il regolamento HTA è entrato in vigore il 12 gennaio 2025 e, ad oggi, sono in corso nove valutazioni cliniche congiunte riguardanti nuovi medicinali antitumorali e terapie avanzate.

Contestualmente, il Gruppo di Coordinamento ha concluso la prima JCA attraverso la quale gli sviluppatori hanno ricevuto indicazioni condivise dagli Stati membri sui dati richiesti a supporto delle valutazioni. Si tratta della prima di sette consultazioni cliniche congiunte previste nel periodo 2025-2026.

Questo nuovo quadro normativo rafforza la cooperazione europea in materia di HTA, offrendo agli sviluppatori e alle autorità nazionali un percorso chiaro, condiviso e trasparente per la valutazione clinica dei dispositivi medici e diagnostici in vitro, con potenziali benefici in termini di accesso più rapido a innovazioni sicure ed efficaci.

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Salute Globale

Call for evidence sul piano UE per la prevenzione e la risposta alle crisi sanitarie

La Commissione Europea, Direzione Generale per la Salute e la Sicurezza Alimentare (DG SANTE), ha pubblicato una Call for Evidence per l’iniziativa “Union prevention, preparedness and response plan for health crises ”(Piano UE per la prevenzione e la risposta alle crisi sanitarie), prevista per il quarto trimestre del 2025.

L’iniziativa nasce come seguito operativo del Regolamento (UE) 2022/2371 sulle minacce sanitarie transfrontaliere, che obbliga la Commissione a sviluppare un piano comune per rafforzare la capacità dell’Unione di prevenire, prepararsi e rispondere alle emergenze sanitarie.

È possibile partecipare alla call for evidence fino al 29 ottobre 2025. 

Il Piano UE per la prevenzione e la risposta alle crisi sanitarie

Il Piano dell’Unione costituirà un quadro strategico e operativo per coordinare attività di prevenzione, preparazione e risposta a crisi sanitarie, sia biologiche che chimiche, ambientali o di origine sconosciuta. L’obiettivo è potenziare la resilienza del sistema sanitario europeo, favorendo la cooperazione tra Stati membri, Commissione, agenzie dell’UE e organismi internazionali, in particolare l’OMS.

Tra i principali ambiti di intervento figurano:

  • la governance condivisa e l’uso coordinato delle risorse sanitarie europee;
  • la sorveglianza epidemiologica e la valutazione dei rischi;
  • la comunicazione del rischio e la collaborazione multisettoriale;
  • la disponibilità e distribuzione di contromisure mediche;
  • la ricerca e l’innovazione per la risposta rapida alle emergenze.

Il piano seguirà un approccio “One Health”, riconoscendo l’interconnessione tra salute umana, animale e ambientale, e sarà periodicamente testato, aggiornato e armonizzato con i piani nazionali di preparedness.

La Commissione svilupperà il piano in collaborazione con gli Stati membri attraverso l’Health Security Committee, coinvolgendo anche agenzie europee (ECDC, EMA, HERA), organizzazioni internazionali e rappresentanti della società civile. Le attività di consultazione includeranno webinar informativi organizzati sulla Health Policy Platform, per raccogliere feedback e suggerimenti da istituzioni, ricercatori e operatori del settore sanitario.

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Cooperazione territoriale comunicazione in salute workforce

European Research Area Act: aperta fino al 10 settembre la consultazione pubblica

Cittadini, enti e imprese hanno tempo fino al 10 settembre 2025 per partecipare alla consultazione pubblica sull’European Research Area Act (ERA Act), la normativa promossa dalla Commissione Europea per consolidare lo Spazio Europeo della Ricerca come un vero mercato unico della conoscenza e dell’innovazione.

L’ European Research Area Act rappresenta un passo decisivo verso una maggiore integrazione europea in materia di ricerca. La Commissione Europea ha avviato una Call for Evidence per un’analisi di impatto, per raccogliere opinioni e suggerimenti che contribuiranno a plasmare il nuovo quadro legislativo. I contributi inviati saranno fondamentali per orientare la proposta legislativa e definire un quadro normativo in grado di sostenere eccellenza scientifica, equità e innovazione sostenibile in Europa.

Obiettivi chiave del European Research Area Act

Il nuovo atto legislativo mira a superare le frammentazioni nazionali e a rafforzare la cooperazione in ricerca e innovazione. Tra gli obiettivi principali figurano l’aumento degli investimenti fino al 3% del PIL, la promozione della scienza aperta, l’attrattività delle carriere accademiche e scientifiche e la tutela della libertà di ricerca.

L’European Research Area Act intende inoltre favorire la mobilità dei ricercatori, migliorare le condizioni di lavoro, rafforzare la valorizzazione della conoscenza e rendere l’Europa più competitiva a livello globale.

La Commissione Europea sottolinea l’importanza di questo passaggio per orientare le scelte legislative e garantire un quadro comune più solido e inclusivo. Il processo legislativo prevede la valutazione di impatto entro la fine del 2025 e la presentazione formale della proposta normativa nel terzo trimestre del 2026. Questa iniziativa segna una svolta per lo Spazio Europeo della Ricerca, con l’obiettivo di renderlo più integrato, equo e innovativo.

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Salute mentale

OMS: roadmap sulla Salute mentale per integrare l’esperienza vissuta dai pazienti

Questa roadmap dell’OMS e della Commissione europea offre un quadro di riferimento in sei punti, illustrato con casi di studio europei, per guidare governi, responsabili politici, fornitori, professionisti e sostenitori nell’integrazione di questa competenza nei sistemi di salute mentale.

I contenuti della roadmap

La roadmap evidenzia come l’integrazione dei professionisti con esperienza nei sistemi sanitari e sociali è fondamentale per realizzare un’assistenza sanitaria mentale orientata al recupero. Questi professionisti forniscono un modello di recupero e colmano il divario tra le strutture sanitarie tradizionali e gli utenti dei servizi, umanizzando e promuovendo l’inclusività dei servizi.

Questa roadmap, creata in collaborazione con l’Ufficio regionale dell’OMS per l’Europa e la Commissione europea, fornisce un quadro strutturato per integrare le competenze derivanti dall’esperienza vissuta/vissuta nei sistemi di salute mentale e nel personale che vi opera. Il suo obiettivo è quello di consentire ai paesi di abbandonare l’inclusione simbolica e di orientarsi verso la co-creazione di servizi di salute mentale, riconoscendo al contempo le sfide sistemiche legate all’integrazione di questi ruoli, tra cui la resistenza del personale tradizionale, i vincoli politici e le incongruenze nei finanziamenti.

Il quadro della roadmap è articolato in sei azioni:

  1. Rafforzare le politiche promuovendo l’inclusione dei professionisti con esperienza nelle politiche e nelle strategie nazionali in materia di salute mentale, garantendo l’allineamento con i principi orientati al recupero;
  2. sviluppare la capacità di preparazione organizzativa rafforzando i sistemi e la cultura organizzativa per sostenere l’efficace integrazione dei professionisti nei team multidisciplinari e nei sistemi di salute mentale più ampi, garantendo l’allineamento con i principi orientati al recupero;
  3. promuovere la co-creazione, la collaborazione e l’integrazione integrando i principi di co-creazione nella progettazione, erogazione e valutazione dei servizi di salute mentale per garantire che l’esperienza e altre forme di competenza informino i miglioramenti sistemici;
  4. standardizzare la formazione e la certificazione co-creando e implementando programmi di formazione e certificazione standardizzati per i professionisti con che garantiscano coerenza, professionalità, fedeltà ai principi dell’esperienza vissuta e alla pratica orientata al recupero;
  5. migliorare la supervisione e il supporto istituendo modelli di supervisione clinica/pratica riflessivi e basati sui punti di forza per fornire ai professionisti il supporto necessario per gestire le sfide emotive e orientarsi tra le aspettative professionali, mantenendo al contempo le migliori pratiche e la fedeltà ai principi dei ruoli professionali basati sull’esperienza vissuta;
  6. ampliare l’accesso attraverso strumenti accessibili e digitali, utilizzando piattaforme digitali per espandere la portata dei professionisti, in particolare nelle aree remote e svantaggiate. Comprendere il potenziale trasformativo degli esperti nella creazione di servizi orientati al recupero è fondamentale per immaginare un futuro in cui i sistemi di salute mentale siano accessibili a tutti.

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Altro

Attuazione del partenariato europeo cofinanziato: workshop formativo il 29 e 30 settembre

ERA-LEARN, piattaforma finanziata come azione di supporto (CSA) da HORIZON 2020, in collaborazione con la Commissione Europea, organizza un workshop ibrido che si terrà a Roma il 29 e 30 settembre 2025.

Il workshop formativo intende offrire una panoramica completa dei partenariati europei co-finanziati. Attraverso sessioni interattive e attività di networking, i partecipanti acquisiranno informazioni sulle principali caratteristiche di questi partenariati, sui requisiti finanziari e amministrativi che li contraddistinguono e sugli strumenti a sostegno della loro attuazione.

Le sessioni plenarie con interventi di rappresentanti della Commissione, di ERA-LEARN e dei partenariati saranno trasmesse in diretta streaming, mentre le attività di gruppo e networking sono riservate ai partecipanti in presenza.

Questo workshop è rivolto a tutti coloro che si stanno approcciando per la prima volta al mondo dei partenariati europei, inclusi i nuovi membri di organizzazioni già coinvolte, il personale recentemente assunto ed i professionisti che desiderano comprendere meglio profili legali-amministrativi e operativi. Inoltre, l’evento rappresenta un’opportunità di aggiornamento e networking anche per i partner con maggiore esperienza.

Agenda del workshop

Le sessioni plenarie e i successivi gruppi di lavoro in presenza affronteranno i seguenti temi:

  • Panoramica e quadro normativo: verranno analizzati il contesto generale dei partenariati europei cofinanziati e i relativi requisiti legali previsti da Horizon Europe.
  • Gestione e governance: verranno illustrate le strutture di governance, i processi decisionali interni e la gestione dei conflitti di interesse e delle barriere informative.
  • Requisiti finanziari: verranno definiti i requisiti finanziari dei Grant Agreement in Horizon Europe, le modalità di finanziamento dei partenariati e le disposizioni finanziarie interne.
  • Pianificazione e best practice: verranno analizzate la pianificazione del lavoro, l’organizzazione di bandi congiunti e le best practice per la loro gestione.
  • Requisiti tecnici e strumenti: verranno affrontati i requisiti per il trasferimento e il ripristino dei dati, le strategie di phasing out e gli strumenti forniti da ERA-LEARN.

È possibile registrarsi al workshop attraverso il seguente LINK.

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digital health

Commissione UE: Final report sul ruolo dell’IA sul futuro dell’assistenza sanitaria

La Commissione Europea ha pubblicato un final report intitolato “Deployment of AI in Healthcare”, che analizza l’adozione dell’IA in 27 Stati membri, individuando casi d’uso in radiologia, medicina di laboratorio, gestione clinica e medicina personalizzata.

FINAL REPORT: vantaggi e sfide secondo lo studio UE

L’intelligenza artificiale (IA) sta cambiando profondamente il settore della sanità europea, introducendo soluzioni innovative per diagnosi, trattamenti e gestione dei dati, ma anche nuove sfide legate a etica, trasparenza e sicurezza.

A tal proposito, tra i benefici segnalati figurano il miglioramento dell’accuratezza diagnostica, la riduzione dei tempi di attesa e l’ottimizzazione delle risorse sanitarie. Per quanto concerne le sfide aperte, come la carenza di competenze digitali, il documento segnala la necessità di infrastrutture adeguate e l’armonizzazione delle norme sulla protezione dei dati.

Il documento raccomanda di:

  • sviluppare standard comuni per l’uso sicuro ed etico dell’IA;
  • promuovere la formazione continua degli operatori sanitari sulle tecnologie emergenti;
  • investire in infrastrutture digitali interoperabili;
  • rafforzare la cooperazione tra Stati membri per condividere buone pratiche e dati di qualità

Centrale resta l’approccio human-centric, che mantiene il controllo clinico nelle mani dei professionisti, con l’IA a supporto del giudizio medico.

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comunicazione in salute cure integrate Salute mentale

European Child Guarantee: aggiornato il Monitoring Framework

Il Social Protection Committee – Indicators Sub-Group (SPC-ISG), assieme alla Commissione Europea, ha pubblicato la seconda versione del quadro comune di monitoraggio (Monitoring Framework) per la European Child Guarantee (ECG).

L’obiettivo è rafforzare la capacità dell’UE e degli Stati membri di valutare l’accesso effettivo ai diritti fondamentali da parte dei bambini a rischio di povertà o esclusione sociale (AROPE).

European Child Guarantee Monitoring Framework: novità

La Child Guarantee, adottata nel 2021 dal Consiglio UE, mira a garantire a tutti i bambini in difficoltà l’accesso gratuito e di qualità a: educazione prescolare, istruzione, almeno un pasto sano al giorno, assistenza sanitaria, nutrizione adeguata e alloggio dignitoso.

Il documento aggiorna 16 indicatori esistenti e ne introduce 7 nuovi, con particolare attenzione alla qualità dell’istruzione, all’accesso alla sanità (inclusa la salute mentale), alla nutrizione e alla disponibilità di alloggi adeguati.

Tra i principali aggiornamenti si riportano:

  • Maggiore copertura dei bambini con background migratorio, famiglie monoparentali o con disabilità;
  • nuovi dati sui bambini in affidamento e sul trasferimento intergenerazionale della povertà;
  • indicatori di contesto per valutare l’offerta di educazione digitale, screening sanitari gratuiti e accesso a pasti sani anche fuori dall’orario scolastico;
  • nuovi dati sul benessere mentale e sui comportamenti a rischio, come il consumo di tabacco e bevande zuccherate.

Nonostante i progressi, rimangono lacune nella disponibilità di dati comparabili, ad esempio sul numero di bambini senza fissa dimora o sull’accesso effettivo all’edilizia sociale.

Dalla pubblicazione della prima versione del quadro di monitoraggio, la quota complessiva di bambini in povertà è rimasta sostanzialmente stabile: circa 1/4 dei bambini è ancora a rischio povertà o esclusione sociale.

Si è registrato anche un leggero aumento della partecipazione dei bambini in povertà all’istruzione e all’assistenza alla prima infanzia, raggiungendo il 24% nel 2023. Tuttavia, questo tasso rimane inferiore a quello dei bambini più avvantaggiati, il che indica che le barriere all’accesso devono ancora essere affrontate.

Le disuguaglianze educative si sono ampliate, con un aumento di 5 punti percentuali (pp) nel tasso di scarso rendimento scolastico tra i bambini svantaggiati nel 2022 rispetto al 2018.

L’accesso a un alloggio adeguato è leggermente peggiorato: ad esempio, nel 2023 è stato registrato un aumento di 2 punti percentuali dell’incidenza della povertà energetica tra le famiglie con figli in povertà.

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JRC Essentials: pubblicata la guida per paesi e regioni

La Commissione Europea ha recentemente pubblicato “JRC Essentials – Tools and Practices for Countries and Regions“, una guida completa che presenta gli strumenti e le pratiche sviluppati dal Centro Comune di Ricerca (JRC – Joint Research Centre) a supporto di governi, amministrazioni locali, università e istituti di ricerca.

La pubblicazione segue l’adozione del nuovo programma di lavoro del Joint Research Centre per il triennio 2025–2027, che definisce la strategia con cui il Centro di Ricerca della Commissione contribuirà all’elaborazione delle politiche europee nei prossimi anni.

“JRC Essentials – Tools and Practices for Countries and Regions” offre una panoramica completa degli strumenti e dei servizi che il JRC mette a disposizione di una vasta gamma di attori, inclusi governi, amministrazioni, accademie e organizzazioni di ricerca.

JRC Essentials – Tools and Practices for Countries and Regions: i contenuti

Diviso in tre parti, il volume propone un’introduzione al Joint Reseach Centre, alla sua missione ed alle sue reti, fornendo, al contempo, esempi concreti di buone pratiche implementate negli Stati membri. 

Attraverso 21 capitoli tematici, allineati con le priorità del JRC, il documento evidenzia come la scienza possa informare e guidare le politiche pubbliche, promuovendo lo sviluppo sostenibile e l’innovazione a livello regionale e nazionale.

Il Joint Research Centre si distingue per la sua gamma unica di attività, che include ricerca, sviluppo, innovazione, formazione e capacity-building, tutte offerte per supportare gli attori all’interno e oltre gli Stati membri. La pubblicazione elenca anche altre risorse fondamentali fornite dal JRC, come i Centri di Conoscenza e Competenza, gli standard, i materiali di riferimento, gli strumenti per lo sviluppo territoriale sostenibile, l’accesso aperto alle infrastrutture di ricerca, i programmi di sviluppo scientifico e le opportunità di carriera.

“JRC Essentials – Tools and Practices for Countries and Regions” sottolinea il ruolo cruciale del Joint Research Centre nel promuovere la collaborazione scientifica attraverso soluzioni basate sull’evidenza e la conoscenza.

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