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cure integrate

Ministero della Salute e UNICEF siglano il protocollo d’intesa

Il Ministero della Salute e il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia (UNICEF) hanno siglato il 9 novembre scorso un protocollo d’intesa della durata di 3 anni per favorire attività di prevenzione, protezione, promozione della salute e del benessere dei minorenni e dei giovani in Italia, con particolare attenzione ai soggetti più vulnerabili.

Tra le attività specificate nel protocollo, il Ministero della Salute e l’UNICEF si impegnano a rafforzare azioni di tutela della salute e del benessere psicosociale dei giovani e dei loro caregiver, e iniziative di educazione all’affettività, alla sessualità e alla salute riproduttiva, in linea anche con gli obiettivi che l’Italia si è data nell’ambito del Piano di Azione Nazionale di Garanzia Infanzia. Tra gli obiettivi anche l’individuazione e la valorizzazione di buone prassi già diffuse sul territorio.

Il Protocollo è stato firmato dal Segretario Generale del Ministero della Salute, Giovanni Leonardi, e da Nicola Dell’Arciprete, Coordinatore della Risposta UNICEF per l’Europa e l’Asia centrale in Italia presso la sede del Comitato Italiano per l’UNICEF. Erano presenti all’incontro anche la dott.ssa Cristina Tamburini, del Segretariato Generale, e Ivan Mei, Specialista Protezione Minori UNICEF.

PROTOCOLLO D’INTESA

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digital health

SAVE THE DATE: Workshop JADECARE il 29 novembre 2023

L’Agenzia regionale di sanità della Toscana organizza il workshop “JADECARE – La buona pratica del teleconsulto multiplo per la gestione di pazienti con multimorbosità complesse: come implementarla”, che avrà luogo il prossimo 29 novembre a Firenze presso la Sala Rita Dioguardi Villa La Quiete alle Montalve.

Sarà possibile seguire l’evento anche in modalità online dalle 14:00 fino 17:30.

Obiettivi del workshop

A partire dall’esperienza della JA JADECARE, iniziativa che ha rafforzato la capacità delle autorità sanitarie coinvolte nell’affrontare con successo gli aspetti fondamentali legati alla trasformazione del sistema sanitario, in particolare la transizione digitale, l’assistenza integrata centrata sulla persona, l’evento si pone i seguenti obiettivi formativi:

  • Offrire una panoramica su come l’esperienza del progetto JADECARE in Toscana si possa inserire nelle politiche sanitarie regionali
  • Aggiornare i professionisti sanitari sui progressi e i risultati ottenuti durante l’implementazione del progetto JADECARE nella Zona Distretto Piana di Lucca e nelle successive nuove implementazioni in AUSL Toscana Centro e in AUSL Toscana Sud-est
  • Favorire la diffusione della pratica del teleconsulto multiplo attraverso l’esecuzione di attività pratiche volte all’implementazione

Per ciò che riguarda gli obiettivi nazionali:

Area Competenze tecnico/specialistiche. Fragilità e cronicità (minori, anziani, dipendenze da stupefacenti, alcol e ludopatia, salute mentale) nuove povertà, tutela degli aspetti assistenziali, socio-sanitari e socio- assistenziali.

DESTINATARI DELLA FORMAZIONE

Medici chirurgi (tutte le specializzazioni), infermieri.

PROGRAMMA DELLA GIORNATA

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digital health

Medicina di Precisione: in arrivo nuovi bandi

Il Partenariato Esteso HEAL ITALIA – Health Extended Alliance for Innovative Therapies, Advanced Lab-research, and Integrated Approaches of Precision Medicine, finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) tramite i fondi del PNRR, ha annunciato la prossima pubblicazione di 8 bandi per progetti di Ricerca FondamentaleRicerca IndustrialeSviluppo Sperimentale e Studi di Fattibilità negli ambiti tematici identificati.

Il budget complessivo è pari a € 11.470.000 e una quota del 75% sarà destinata alle Regioni del Mezzogiorno.

Il focus dei nuovi bandi sulla medicina di precisione

In particolare, i bandi intendono sostenere progetti Proof-of-Concept (PoC) con processi di ricerca industriale e sviluppo sperimentale che coinvolgano imprese, centri clinici specializzati, IRCCS, aziende sanitarie, organismi di ricerca, fondazioni, società consortili, PMI, start-up, spin-off e altri soggetti interessati alla realizzazione/attuazione di programmi di valorizzazione ed accelerazione attivati dagli spoke e gestiti in collaborazione con l’HUB.

L’obiettivo è aumentare i livelli di maturità tecnologica (TRL – Technology Readiness Levels) attraverso il coinvolgimento di soggetti esterni al Partenariato Esteso, fortemente interessati ad introdurre e implementare innovazioni significative nell’ ambito d’intervento della Medicina di Precisione.

La pubblicazione dei bandi è prevista per la prima settimana di dicembre 2023.

 

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Altro

EIGE: Indice sull’uguaglianza di genere 2023

L’Istituto europeo per l’uguaglianza di genere (EIGE) presenta le conclusioni dell’indice sull’uguaglianza di genere. Introdotto dieci anni fa, EIGE è diventato un riferimento per analizzare la situazione della parità di genere nell’UE.

Nell’edizione di quest’anno si registra il maggiore incremento annuale mai raggiunto dall’indice: l’UE si posiziona con un punteggio complessivo pari a 70,2/100 punti, contro il 68,6 del 2022.

I paesi con i migliori risultat quali la Svezia, i Paesi Bassi e la Danimarca, continuano a rimanere ai primi posti dell’indice, mentre altri come Finlandia o la Francia registrano un calo. Questo dimostra chiaramente che i miglioramenti non possono essere dati per scontati, bensì vanno consolidati e sostenuti da misure volte a favorire il progresso.

Paesi come l’Italia, il Portogallo e Malta hanno registrato ampi miglioramenti in materia di uguaglianza di genere negli ultimi 10 anni, pur avendo ottenuto punteggi inferiori alla media dell’UE.

Tuttavia, permangono una serie di disuguaglianze di tipo strutturale, con particolare riferimento alla situazione economica, al tempo dedicato alle attività sociali, all’accesso ai servizi della salute. Inoltre, l’indice consente anche di rilevare informazioni specifiche sulle persone con disabilità in diversi ambiti della vita e i dati, purtroppo, evidenziano come le donne con disabilità siano ancora lasciate indietro in tutta l’Unione Europea.

Ancora lontani dal traguardo?

L’indice di quest’anno evidenzia che i progressi sono possibili, ma vanno consolidati mediante interventi in tutti gli ambiti della vita e in tutti gli Stati membri dell’UE. Il lavoro in questo senso non è finito. Bisogna adottare una prospettiva intersezionale, soprattutto per quanto riguarda il cambiamento climatico, un aspetto in cui le disuguaglianze di genere interessano persone e categorie diverse.

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workforce

REGIOSTARS Awards 2023: pubblicati i vincitori

La Commissaria UE per la Coesione e le Riforme Elisa Ferreira ha consegnato i premi REGIOSTARS 2023 ai migliori progetti realizzati in tutta Europa che hanno dimostrato approcci innovativi ed inclusivi, grazie al sostegno dei fondi della politica di coesione. Sin dalla sua istituzione nel 2008, il concorso annuale è diventato ormai un marchio di eccellenza europeo che mira ad ispirare e coinvolgere nella sua competizione sempre più regioni e project manager in tutta Europa.

L’edizione 2023 ha visto la presentazione di 228 candidature, 30 delle quali selezionate come finaliste. Sei sono state le categorie tematiche affrontate:

  1. Un’Europa competitiva e intelligente: Il progetto spagnolo “Edificio Fundacion Pasqual Maragall” è risultato primo in questa categoria. Questa fondazione con sede a Barcellona dispone ora di un’infrastruttura all’avanguardia per la ricerca, la digitalizzazione e la collaborazione con altri paesi dell’UE per combattere il morbo di Alzheimer.
  2. Un’Europa verde: Romania e Serbia con il progetto Interreg “Dalla miniera al fiume. The Water Guardians”, attuato nella zona di confine tra i due paesi. Il progetto nasce dalla cooperazione tra due università e una ONG per elaborare una soluzione volta a ridurre l’inquinamento causato dalle attività minerarie e ripristinare l’attrattiva naturale e paesaggistica della zona di confine.
  3. Un’Europa connessa: Il premio per questa categoria è andato a un progetto Interreg “Dynaxibility4CE” realizzato in Germania, Austria, Croazia, Ungheria, Italia e Polonia che punta a migliorare la mobilità a basse emissioni di carbonio e la qualità dell’aria in tutta la regione dell’Europa centrale, dotando le autorità di trasporto pubblico delle strategie di pianificazione e degli strumenti necessari per far fronte alle nuove tendenze in materia di mobilità.
  4. Un’Europa sociale e inclusiva: Il vincitore della categoria è il progetto ceco “ProFem 2.0” che offre sostegno alle vittime di violenza domestica e sessuale attraverso centri dedicati e una piattaforma online. Il progetto si è rilevato efficace nel sostenere le vittime di violenze in tutto il paese istituendo strutture specifiche a livello nazionale.
  5. Un’Europa più vicina ai cittadini: Il progetto vincente “L’EuregioFamilyPass” è una carta per famiglie che offre numerosi vantaggi come accesso a manifestazioni culturali, trasporti pubblici e istruzione in Trentino, Alto Adige e Tirolo, a cavallo tra Italia e Austria.
  6. Tema della categoria dell’anno (Anno europeo delle competenze 2023): Il progetto olandese “TechGrounds”,  vincitore di questa categoria, vuole superare i frequenti squilibri sul mercato del lavoro nel settore dell’informatica attivando talenti nascosti e offrendo un approccio guidato alle tecnologie dell’informazione, fornendo attività di formazione iniziale e specifica nonché altri tipi di consulenza.

Oltre al progetto “L’EuregioFamilyPass” e il progetto della regione Veneto che ha implementato e contribuito nel contesto Interreg Central Europe “a superare la diffusa miopia delle politiche per i rifugiati”, tramite sette progetti pilota in 5 città che hanno dato “forma concreta a pratiche inclusive”, l’Italia ha presentato un’ulteriore progetto finalista che ha visto coinvolte la regione Piemonte. Il progetto Green Dealmira a creare un modello per sostenere la formazione e l’aumento delle competenze tecniche e trasversali nei settori delle energie rinnovabili, dell’edilizia ecosostenibile e della bioedilizia, e colmare il divario tra l’offerta e la domanda di lavoro dei settori nella regione transfrontaliera.

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workforce

Il Meccanismo Transfrontaliero Europeo

Il Comitato delle Regioni (CoR), durante la sessione plenaria del 10 ottobre scorso, ha chiesto alla Commissione Europea di presentare una nuova proposta relativa al Meccanismo Transfrontaliero Europeo – ECBM.

Il Meccanismo è uno strumento che avrebbe il potenziale per migliorare la vita dei cittadini, dei lavoratori e delle industrie nei paesi di confine. L’attuale proposta, sostenuta sia dal CdR che dal Parlamento europeo, risale al 2018 ed era inclusa nel pacchetto regolamentare per la politica di coesione 2021-2027. Ad oggi risulta ancora bloccata da alcuni Stati membri.

IL CONTESTO POLITICO

Il Meccanismo prevede la possibilità di applicare, in un determinato Stato membro e in relazione a una regione transfrontaliera attorno ad una frontiera terrestre, “le disposizioni giuridiche di uno Stato membro limitrofo nei casi in cui l’applicazione delle disposizioni del primo Stato membro costituirebbe un ostacolo giuridico all’attuazione di un progetto congiunto”. Questo sarebbe il nocciolo della questione e per il quale un certo numero di Stati membri ha mostrato notevoli riserve, sospendendo le discussioni. Ciononostante, il Parlamento e il CdR ribadiscono il grande valore di questo regolamento per le regioni frontaliere e chiedono che ne venga proposto uno nuovo, o che venga modificato, in maniera tale da poter rispondere ad alcune delle preoccupazioni ed esigenze degli Stati membri.

Il CoR, nello specifico, chiede di intensificare gli sforzi, eliminare gli ostacoli amministrativi, coinvolgere i leader locali e semplificare i regolamenti europei. Infatti, studi effettuati della Commissione europea dimostrano che una notevole perdita del potenziale di crescita nelle regioni frontaliere dell’UE è la diretta conseguenza di ostacoli giuridici e amministrativi. Ciò, oltre a creare notevoli oneri, rallenta notevolmente le attività transfrontaliere.

Inoltre, pur considerando le difficoltà degli Stati membri al riguardo, il CoR ha sottolineato la necessità di sfruttare appieno il mercato unico europeo istituendo punti di coordinamento transfrontalieri in tutti gli Stati membri e di essere adeguatamente coinvolto nella definizione e attuazione di nuove misure.

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digital health

Conferenza Annuale del Partenariato europeo per la Trasformazione dei Sistemi Sanitari e Assistenziali

La Partnership on Transforming Health and Care System – THCS è lieta di annunciare la sua prima Conferenza annuale, che si terrà a Bruxelles giovedì 30 novembre, dalle ore 9.30 alle 18.00.

L’evento, che mira a coinvolgere rappresentanti dei Ministeri della Salute/Ricerca, partner e stakeholder rilevanti nel settore della salute e dell’assistenza, servirà a lanciare ufficialmente il partenariato e fornirà un forum per discutere gli elementi chiave della trasformazione dei sistemi sanitari, sia dal punto di vista della politica che dell’esperienza sul campo, attraverso il coinvolgimento delle parti interessate a tutti i livelli di governance (europeo, nazionale e locale/regionale).

Il workplan della gionata

La conferenza sarà suddivisa in 4 diverse sessioni:

  • 10:00 – 11:00 – Introduzione e apertura dei lavori, con messaggi del Ministero della Salute italiano, della Direzione Generale Ricerca e Innovazione della Commissione Europea e del Team di Coordinamento THCS.
  • 11:00 – 12:30 – Primo panel “Trasformazione dei sistemi sanitari e assistenziali: strumenti e soluzioni efficaci per informare il processo decisionale”, con l’obiettivo di presentare il punto di vista istituzionale (nazionale, europeo e internazionale) sul reale significato di “Trasformazione dei sistemi sanitari e assistenziali”. Alla tavola rotonda parteciperanno l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE), la DG SANTE, oltre a rappresentanti di reti europee e istituzioni nazionali.
  • 14.00 – 15.30 – Secondo panel “Trasformare i sistemi sanitari e assistenziali: ingredienti chiave per un processo di implementazione di successo”, che discuterà e identificherà gli elementi che possono rendere possibile la trasformazione sul campo.
  • 16:00 – 17:45 – Terzo panel “Trasformare i sistemi sanitari e assistenziali: lancio della strategia THCS per gli ecosistemi dell’innovazione”, che presenterà esempi di ecosistemi regionali e stimolerà la riflessione sui prerequisiti e gli elementi di una trasformazione di successo dei sistemi sanitari e assistenziali.

L’incontro sarà moderato dall’Osservatorio europeo sui sistemi e le politiche sanitarie e sarà ospitato presso lo Square Meeting Center, proprio nel cuore di Bruxelles.

Per partecipare all’evento, che si svolgerà in modalità ibrida (ON SITE/ONLINE), è necessario registrarsi compilando il seguente modulo.

AGENDA

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lotta contro il cancro

CE: Il Piano europeo per la lotta contro il cancro

Il piano europeo per la lotta contro il cancro è la risposta della Commissione Europea per contrastare l’incidenza dei tumori ed invertire la tendenza verso un’Unione Europea della Salute che sia forte, sicura, preparata e resiliente.

Soltanto nel 2020 sono stati 2,7 milioni i casi di cancro diagnosticati nell’UE che hanno portato 1,3 milioni di persone, tra cui oltre 2.000 giovani, a perdere la vita. Inoltre, le statistiche mostrano che senza un’azione decisiva, i casi diagnosticati di cancro nell’UE sono destinati ad aumentare fino al 24% entro il 2035 .

L’azione del Piano consentirà di aumentare la qualità e il numero di screening, coprendo più gruppi target e quindi più tipologie e quantità di tumori. Inoltre, la Commissione sta aiutando i paesi dell’UE a garantire che al 90% della popolazione dell’UE avente diritto venga offerto lo screening per il cancro al seno, alla cervice e al colon-retto entro il 2025 lanciando anche una campagna dedicata #GetScreenedEU. Infatti, quasi il 40% dei casi di cancro può essere prevenuto attraverso strategie efficaci di prevenzione che possono evitare la malattia, salvare vite umane e ridurre le sofferenze.

I PROGETTI PER LA LOTTA CONTRO IL CANCRO

A tal proposito, molti sono i progetti volti alla prevenzione. Un’ampia gamma di questi è gestita nell’ambito del programma EU4Health, il quarto e il più grande dei programmi sanitari dell’UE, e da HaDEA (per conoscere i progetti gestiti da HaDEA, cliccare QUI).

Il piano europeo di lotta contro il cancro disporrà di 4 miliardi di euro di finanziamenti, compresi 1,25 miliardi provenienti proprio da EU4Health.

Di seguito 10 progetti dedicati al miglioramento della diagnosi e del trattamento del cancro:

  1. JACraNE: mira a istituire una rete europea di centri nazionali oncologici completi (CCC) per migliorare l’accesso a cure oncologiche complete riducendo le disparità in tutta l’UE.
  2. JANE: ha l’obiettivo di aprire la strada alla creazione di sette reti di competenze (NoE) dell’UE nel campo del cancro, promuovendo relazioni coordinate all’interno della comunità oncologica europea. L’azione mira a trovare soluzioni che consentano ai pazienti di beneficiare di maggiori conoscenze e competenze e di servizi sanitari più accessibili.
  3. UE-CanIneq: sostiene il Registro europeo delle disuguaglianze contro il cancro mappando le disparità e le disuguaglianze tra i paesi e le regioni dell’UE con particolare attenzione alle disuguaglianze socioeconomiche.
  4. CAN.HEAL: lavora per sviluppare un approccio integrato per migliorare l’accesso degli individui, dei malati di cancro e dei sopravvissuti alla prevenzione, alla diagnosi e al trattamento del cancro attraverso la medicina personalizzata.
  5. CHIP-AML22: implementa la diagnosi genetica avanzata e trattamenti mirati per i bambini affetti da leucemia mieloide acuta (LMA).
  6. PCM4EU: si avvale dell’esperienza di partner di 15 paesi dell’UE per promuovere la medicina personalizzata contro il cancro (PCM) e migliorare i tassi di sopravvivenza e la qualità della vita dei pazienti affetti da cancro nell’UE.
  7. NEWROAD: mira a creare una piattaforma aperta e collaborativa per riutilizzare i farmaci in oncologia, attingendo ai dati forniti da istituzioni sanitarie e aziende farmaceutiche.
  8. I-Violin: si concentra sullo snellimento e sulla standardizzazione delle procedure di imaging oncologico (diagnostica per immagini) in tutta Europa, basandosi sugli strumenti sviluppati in altri progetti finanziati dall’UE e garantendo la loro ampia adozione.
  9. BEACON: L’obiettivo è quello di mappare i dati oncologici in tutta l’UE per aiutare le parti interessate a prendere decisioni sanitarie e per comprendere meglio le disparità nella cura del cancro all’interno dell’UE.
  10. INTERACT-EUROPE: sta sviluppando un nuovo approccio alla formazione oncologica inter-specialistica in chirurgia, oncologia medica, radioterapia e infermieristica oncologica, che sarà accessibile a qualsiasi centro oncologico nell’UE.

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workforce

Il futuro della politica di coesione oltre il 2027

Bruxelles continua a realizzare il suo obiettivo principale di sviluppo sociale, economico e territoriale nell’UE, contribuendo al contempo ad una transizione digitale e verde che possa essere sia equa sia inclusiva. Questa è la politica di coesione del futuro, dipinta dai deputati della Commissione Sviluppo delle regioni del Parlamento europeo e dalla Commissione Politiche di coesione territoriale (Coter) del Comitato europeo delle regioni. I membri dei due organismi hanno fatto il punto in occasione dell’incontro annuale REGI-COTER, improntato sul tema “Il futuro della politica di coesione oltre il 2027”,  nel contesto della 21ª Settimana Europea delle Regioni e delle Città (9-12 ottobre 2023).

Il dibattito emerso si pone al centro del futuro della politica di coesione europea. Occorre dunque che amministrazioni centrali, e ancor più quelle locali, affinché siano in grado di spendere bene e per tempo le risorse messe a disposizione dai vari fondi per la coesione.

Il Parlamento ed il Comitato europeo delle Regioni sono dell’idea che sebbene la prosperità a lungo termine delle regioni dell’UE debba rimanere l’obiettivo principale, la politica di coesione deve anche essere in grado di reagire con flessibilità alle sfide emergenti e alle crisi in corso, dato il loro impatto sullo sviluppo delle regioni dell’UE.

Gli investimenti nell’innovazione e nella digitalizzazione potrebbero contribuire a colmare ed eliminare le disparità regionali esistenti e sostenere una crescita sostenibile complessiva. Allo stesso tempo, le regioni dell’UE dovranno prepararsi per le sfide sistemiche future come l’impatto dei cambiamenti demografici e climatici, soprattutto nelle regioni meno sviluppate.

Il futuro della coesione passa anche per una riforma della governance. Il coinvolgimento delle autorità regionali e l’introduzione della gestione multi-livello saranno fondamentali per la nuova politica di coesione, ma svolgeranno anche un ruolo centrale nel coinvolgere altri portatori di interessi locali e regionali, aumentando così la loro titolarità delle politiche dell’UE.

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digital health

OCSE: Pubblicato il rapporto Health at a glance 2023

Si è tenuto l’appuntamento biennale con Health at a glance 2023, con l’elaborazione e pubblicazione del rapporto elaborato dall’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) in collaborazione con la Commissione europea, che ha avuto l’obiettivo di “gettare uno sguardo” sulla situazione sanitaria nei Paesi dell’UE e misurare gli eventuali progressi dei “sistemi salute” guardandone l’efficacia, l’accessibilità e la resilienza sulla base di dati e indicatori liberamente accessibili.

Gli indicatori fondamentali sulla salute della popolazione mostrano i perduranti effetti della pandemia. Nei Paesi OCSE l’aspettativa di vita è diminuita in media di 0,7 anni tra il 2019 e il 2021 e i dati provvisori per il 2022, pur indicando una ripresa in alcuni Paesi, registrano un’aspettativa di vita al di sotto dei livelli pre-pandemia in 28 Paesi. Il nostro Paese si trova al nono posto della classifica della speranza di vita, con una media di 82,7 anni, insieme al Lussemburgo, a fronte di una media Ocse di 80,3. Sopra l’Italia troviamo: Giappone (84,5), Svizzera (83,9), Corea (83,6), Australia (83,3), Spagna (83,3), Norvegia (83,2), Islanda (83,2) e Svezia (83,1).

Il rapporto registra anche che il progressivo invecchiamento della popolazione produce inevitabilmente un aumento della domanda di operatori sanitari e di assistenza a lungo termine. Al contempo, però, il peggioramento delle condizioni di lavoro ha indebolito la capacità attrattiva delle professioni sanitarie. Nei Paesi Ocse, il 57% dei medici e degli infermieri ospedalieri ritiene che i livelli di personale e i ritmi di lavoro non siano sicuri.

L’Health at a Glance conferma anche la persistenza della difficoltà all’accesso all’assistenza sanitaria, nonostante la copertura universale prevista nella maggior parte dei paesi OCSE, poiché le lacune nella protezione finanziaria rendono difficile l’accesso all’assistenza sanitaria per le famiglie a basso reddito. Infarti, ictus e altre malattie circolatorie continuano ad essere la principale causa di morte causando più di un decesso su quattro nel 2021, mentre il Covid-19 ha causato il 7% di tutti i decessi. Permane il dato (che solleva molti interrogativi sulle scelte di politica sanitaria bei Paesi avanzati) secondo il quale quasi un terzo di tutti i decessi avrebbe potuto essere evitato attraverso una prevenzione e interventi sanitari più efficaci e tempestivi.

Secondo il rapporto OCSE, la qualità dell’assistenza sanitaria è migliorata in termini di sicurezza ed efficacia, con una maggiore attenzione alla persona, sulla quale vengono sempre di più centrati i servizi e le prestazioni. Da registrare anche il miglioramento qualitativo della prescrizione nelle cure primarie nella maggior parte dei Paesi, con riduzioni del volume medio di antibiotici, oppioidi e prescrizioni a lungo termine di anticoagulanti.

Infine, l’edizione di Health at a Glance 2023 include un focus speciale sulla salute digitale e sul suo potenziale di trasformare i sistemi sanitari.

Per visualizzare il rapporto si prega di cliccare QUI.

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