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Salute Globale

Area Europea della Ricerca (ERA): pubblicato lo scoreboard 2025

La Commissione europea ha pubblicato il nuovo rapporto sullo stato di avanzamento dell’Area Europea della Ricerca (European Research Area – ERA), evidenziando progressi significativi in numerosi ambiti strategici, ma anche il permanere di importanti sfide strutturali che continuano a limitare il pieno potenziale della ricerca e dell’innovazione in Europa.

L’Area Europea della Ricerca rappresenta il quadro di riferimento attraverso il quale l’Unione europea e gli Stati membri promuovono una maggiore integrazione dei sistemi nazionali di ricerca, favorendo la collaborazione scientifica, la mobilità dei ricercatori, la condivisione delle conoscenze e il trasferimento dell’innovazione verso la società e l’economia.

Progressi e ritardi

Secondo il rapporto, gli Stati membri hanno compiuto progressi nella maggior parte delle priorità dell’ERA, in particolare per quanto riguarda l’accesso aperto alle pubblicazioni scientifiche, il rafforzamento delle infrastrutture di ricerca e la cooperazione transnazionale. Negli ultimi anni sono inoltre aumentati gli investimenti pubblici e privati in ricerca e innovazione, contribuendo a sostenere la competitività europea in un contesto globale sempre più dinamico.

Permangono tuttavia differenze significative tra i Paesi europei. Il rapporto evidenzia che il divario negli investimenti in ricerca e sviluppo tra gli Stati membri continua a rappresentare una delle principali criticità. L’obiettivo europeo di destinare il 3% del prodotto interno lordo alla ricerca e sviluppo non è ancora stato raggiunto a livello dell’Unione, e le disparità territoriali rischiano di compromettere una crescita equilibrata della capacità scientifica europea.

Un’altra sfida riguarda le carriere dei ricercatori. Nonostante i progressi registrati nella mobilità e nelle opportunità professionali, persistono problemi legati alla precarietà del lavoro accademico, alle disparità di genere e alle difficoltà nel trattenere talenti altamente qualificati. La Commissione sottolinea l’importanza di rendere le carriere nella ricerca più attrattive, stabili e inclusive.

Rispondere alle grandi sfide contemporanee

Il rapporto richiama inoltre l’attenzione sulla necessità di rafforzare il collegamento tra ricerca, innovazione e politiche pubbliche. Le grandi sfide contemporanee – dai cambiamenti climatici all’invecchiamento della popolazione, dalla trasformazione digitale alla sicurezza sanitaria – richiedono infatti una maggiore capacità di tradurre rapidamente le conoscenze scientifiche in soluzioni concrete e in decisioni politiche basate sulle evidenze.

Particolare rilievo viene attribuito alla dimensione regionale dell’innovazione. Le regioni europee svolgono un ruolo fondamentale nella creazione di ecosistemi territoriali della conoscenza, favorendo la collaborazione tra università, centri di ricerca, imprese e amministrazioni pubbliche. Il rafforzamento delle capacità regionali di ricerca e innovazione è considerato un elemento essenziale per ridurre le disuguaglianze territoriali e sostenere uno sviluppo sostenibile e inclusivo.

I risultati del rapporto contribuiranno a orientare l’attuazione della futura Agenda politica dell’Area Europea della Ricerca per il periodo 2025–2027, che mira a rafforzare ulteriormente la competitività scientifica dell’Europa.

 

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Conferenza Annuale del Partenariato europeo per la Trasformazione dei Sistemi Sanitari e Assistenziali

La Partnership on Transforming Health and Care System – THCS è lieta di annunciare la sua prima Conferenza annuale, che si terrà a Bruxelles giovedì 30 novembre, dalle ore 9.30 alle 18.00.

L’evento, che mira a coinvolgere rappresentanti dei Ministeri della Salute/Ricerca, partner e stakeholder rilevanti nel settore della salute e dell’assistenza, servirà a lanciare ufficialmente il partenariato e fornirà un forum per discutere gli elementi chiave della trasformazione dei sistemi sanitari, sia dal punto di vista della politica che dell’esperienza sul campo, attraverso il coinvolgimento delle parti interessate a tutti i livelli di governance (europeo, nazionale e locale/regionale).

Il workplan della gionata

La conferenza sarà suddivisa in 4 diverse sessioni:

  • 10:00 – 11:00 – Introduzione e apertura dei lavori, con messaggi del Ministero della Salute italiano, della Direzione Generale Ricerca e Innovazione della Commissione Europea e del Team di Coordinamento THCS.
  • 11:00 – 12:30 – Primo panel “Trasformazione dei sistemi sanitari e assistenziali: strumenti e soluzioni efficaci per informare il processo decisionale”, con l’obiettivo di presentare il punto di vista istituzionale (nazionale, europeo e internazionale) sul reale significato di “Trasformazione dei sistemi sanitari e assistenziali”. Alla tavola rotonda parteciperanno l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE), la DG SANTE, oltre a rappresentanti di reti europee e istituzioni nazionali.
  • 14.00 – 15.30 – Secondo panel “Trasformare i sistemi sanitari e assistenziali: ingredienti chiave per un processo di implementazione di successo”, che discuterà e identificherà gli elementi che possono rendere possibile la trasformazione sul campo.
  • 16:00 – 17:45 – Terzo panel “Trasformare i sistemi sanitari e assistenziali: lancio della strategia THCS per gli ecosistemi dell’innovazione”, che presenterà esempi di ecosistemi regionali e stimolerà la riflessione sui prerequisiti e gli elementi di una trasformazione di successo dei sistemi sanitari e assistenziali.

L’incontro sarà moderato dall’Osservatorio europeo sui sistemi e le politiche sanitarie e sarà ospitato presso lo Square Meeting Center, proprio nel cuore di Bruxelles.

Per partecipare all’evento, che si svolgerà in modalità ibrida (ON SITE/ONLINE), è necessario registrarsi compilando il seguente modulo.

AGENDA

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workforce digital health

Pubblicata la Regional Innovation Valleys Matchmaking Map

Lo scorso 6 Settembre la Commissione ha pubblicato una matchmaking map evidenziando le regioni europee che hanno espresso il loro interesse a diventare una Regional Innovation Valley partecipando all’invito a manifestare interesse lanciato nel marzo 2023.

La matchmaking map

La matchmaking map mira ad aiutare le regioni interessate a identificare potenziali partner disposti a rafforzare e far avanzare gli ecosistemi di innovazione europei, facilitando il matchmaking e le interconnessioni tra le regioni di tutta Europa. Ad oggi, 64 regioni ammissibili hanno espresso il loro interesse a diventare Regional Innovation Valley.

Per facilitare la collaborazione, la mappa evidenzia i principali impegni e sfide che ciascuna regione sta affrontando. Include una funzionalità di filtraggio per regione, paese e performance (quadro di valutazione dell’innovazione regionale), nonché un’opzione per scaricare un set di dati completo.

 

Il bando per manifestare interesse rimarrà aperto fino al 18 settembre 2023.

 

La mappa del matchmaking faciliterà inoltre la preparazione delle candidature nell’ambito degli inviti a presentare proposte nell’ambito del programma di lavoro sugli ecosistemi europei dell’innovazione o dello strumento Investimenti interregionali per l’innovazione. Il bando è aperto fino al 17 ottobre 2023.

 

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Istituita una Zona Economica Speciale unica per tutto il Mezzogiorno

Durante un incontro svolto a Bruxelles il 13 luglio, tra il Ministro Raffaele Fitto e la Vicepresidente Esecutiva della Commissione europea e Commissaria per la Concorrenza Margrethe Vestager, quest’ultima ha accolto positivamente la proposta del Governo Italiano di istituzione di un’unica ZES (Zona Economica Speciale) nell’intero Mezzogiorno d’Italia, superando le attuali 8 già previste e istituite in accordo con il Decreto del Direttore generale dell’Agenzia per la Coesione Territoriale (n.4/2023).

Cos’è una ZES -Zona Economica Speciale

Per Zona Economica Speciale si intende una zona geograficamente limitata e chiaramente identificata, nella quale le aziende possano beneficiare di speciali condizioni per gli investimenti e per lo sviluppo, come ad esempio: regime fiscale di vantaggio, procedure amministrative semplificate, agevolazioni doganali, canoni di concessione agevolati, contributo in conto capitale per la realizzazione di investimenti iniziali connessi all’insediamento produttivo, deroghe alle regolamentazioni sui contratti di lavoro ed esenzione o riduzione degli oneri sociali sulle retribuzioni.

Le regioni interessate sono l’Abruzzo, la Campania, la Puglia, la Basilicata, il Molise, la Calabria, la Sicilia e la Sardegna.

Gli strumenti di incentivazione saranno improntati a principi di certezza e stabilità del quadro normativo e di semplificazione procedurale, coprendo un orizzonte temporale più esteso rispetto agli attuali strumenti, in coerenza con i diversi strumenti di programmazione pluriennale europei e nazionali: PNRR e relativo capitolo REPowerEU, la politica di Coesione e il Fondo di Sviluppo e Coesione.

L’attivazione di una ZES unica nel Mezzogiorno d’Italia, può rappresentare una significativa opportunità per il riposizionamento competitivo del Mezzogiorno, promuovendo in maniera organica l’attrazione di investimenti e contestualmente lo sviluppo di processi di ricerca e di innovazione.  La nascita e il consolidamento di ecosistemi dell’innovazione richiede infatti una concentrazione territoriale di base di specifiche competenze scientifiche e tecnico-produttive, come presupposto per l’attrazione di ulteriori investimenti e per l’innesco di solidi processi di innovazione a livello locale.

Secondo uno studio svolto dall’Agenzia per la Coesione Territoriale – NUVEC (Nucleo di Verifica e Controllo) pubblicato a Dicembre 2022, per evidenziare come le ZES abbiano permesso di sviluppare le Strategie di Specializzazione Intelligente (S3), gli investimenti legati ai temi: “Smart, Secure and Inclusive Communities” e “Salute” rappresentano insieme il 38,8% del totale dei progetti finanziati.

 

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