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Salute Globale

Consultazione pubblica EMA: pubblicata la bozza delle linee guida sui trial clinici

L’Agenzia Europea del Farmaco (European Medicines Agency – EMA) ha avviato una consultazione pubblica su una bozza di linee guida dedicate alla conduzione dei trial clinici durante le emergenze sanitarie, con l’obiettivo di definire un approccio armonizzato a livello europeo.

L’iniziativa si inserisce nel quadro delle attività dell’Unione Europea per rafforzare la capacità di risposta a crisi sanitarie, facendo tesoro delle esperienze maturate durante la pandemia di COVID-19.

La consultazione è aperta a sponsor, ricercatori e altri stakeholder coinvolti nella sperimentazione clinica e rimarrà disponibile fino al 30 aprile 2026, con possibilità di inviare contributi tramite il template predisposto dall’EMA all’indirizzo acteu@ema.europa.eu.

La bozza di linee guida propone un quadro operativo volto a garantire che i trial clinici possano essere avviati, modificati e portati avanti in modo sicuro ed efficiente anche in contesti emergenziali.

In particolare, il documento introduce meccanismi per accelerare l’autorizzazione di nuovi studi e le modifiche a quelli già in corso, elementi fondamentali quando è necessario sviluppare rapidamente evidenze scientifiche per rispondere a una crisi sanitaria.

Allo stesso tempo, vengono fornite indicazioni su come adattare le procedure operative, mantenendo elevati standard di sicurezza per i partecipanti e di qualità dei dati raccolti.

consultazione PUBBLICA EMA: verso un approccio armonizzato

Un elemento centrale delle linee guida riguarda la possibilità di introdurre maggiore flessibilità nella conduzione degli studi, ad esempio attraverso l’adattamento dei protocolli, la modifica degli endpoint o l’inclusione di nuovi gruppi di pazienti.

Tali soluzioni, già sperimentate durante la pandemia, vengono ora sistematizzate in un quadro regolatorio stabile, con l’obiettivo di rendere i trial più resilienti alle condizioni di crisi senza comprometterne l’affidabilità scientifica.

Il documento sottolinea inoltre la necessità di superare la frammentazione degli studi clinici osservata durante le emergenze recenti, promuovendo trial più ampi, coordinati e multinazionali, in grado di produrre evidenze più solide e rapidamente utilizzabili.

In questo contesto, viene valorizzato anche il ruolo dell’Emergency Task Force (ETF) dell’EMA, chiamata a supportare gli sponsor nella progettazione di studi più efficaci e rilevanti.

Complessivamente, le linee guida rappresentano un passo importante verso un sistema europeo della ricerca clinica più integrato, capace di reagire tempestivamente alle emergenze sanitarie, rafforzando al contempo la cooperazione tra Stati membri e la qualità della produzione scientifica.

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bandi

THCS JTC 2025: pubblicata l’analisi statistica della call

È disponibile oline l’analisi statistica della Joint Transnational Call (THCS JTC 2025) del Partenariato europeo Transforming Health and Care Systems (THCS).

La call, intitolata “Better care closer to home: Enhancing primary and community care”, è stata lanciata a novembre 2024 e ha coinvolto 34 Funding Agencies provenienti da 22 Paesi, con un budget iniziale di circa 36 milioni di euro.

La THCS JTC 2025 ha registrato un’elevata partecipazione, con 149 pre-proposte ammissibili per un finanziamento richiesto pari a 183 milioni di euro. A seguito della valutazione, 63 proposte sono state invitate alla fase completa e 60 full proposals sono state presentate. Dopo il processo di valutazione e il confronto con il Peer Review Panel, sono stati selezionati 29 progetti per il finanziamento, con un tasso di successo del 19,5% e un un budget complessivo assegnato pari a 31,8 milioni di euro, che ha generato un top-up di 6,9 milioni di euro.

Il processo in due fasi ha inoltre integrato il widening initiative, consentendo ai consorzi di rafforzarsi con partner provenienti da Paesi meno rappresentati e contribuendo ad ampliare la partecipazione a livello europeo. Tutte le Funding Agencies coinvolte hanno avuto almeno un progetto selezionato.

THCS JTC 2025: partecipazione e ambiti progettuali

L’analisi statistica della THCS JTC 2025 evidenzia una partecipazione particolarmente significativa da parte di diversi Paesi europei e associati, tra cui Spagna, Italia, Svizzera, Paesi Bassi, Canada, Norvegia e Svezia. In termini di performance, i team più rappresentati tra i progetti finanziati provengono da Italia, Spagna, Paesi Bassi, Francia, Svezia, Portogallo e Svizzera.

Per quanto riguarda i contenuti progettuali, le proposte finanziate riflettono la distribuzione tematica delle candidature presentate: i progetti interdisciplinari (categoria “Other”) rappresentano la quota maggiore (25%), seguiti dai temi legati alla salute mentale e alle questioni sociali (18%). Si evidenziano inoltre risultati rilevanti nei settori delle malattie muscoloscheletriche, neurologiche e correlate (11%) e delle malattie neurodegenerative (7%).

Dal punto di vista dei partecipanti, i consorzi sono composti prevalentemente da istituzioni accademiche, affiancate da fornitori di servizi sanitari e sociali, PMI e, in misura minore, organizzazioni non profit e associazioni di pazienti.

Nel complesso, i risultati della call confermano un forte coinvolgimento della comunità scientifica e mettono in evidenza il valore della collaborazione transnazionale nella ricerca e innovazione in ambito sanitario, con progetti destinati a contribuire allo sviluppo dei sistemi sanitari europei.

THCS – Transforming Health and Social Care Systems, di cui ProMIS è Ente affiliato del Ministero della Salute italiano (coordinatore del Partenariato stesso), è cofinanziato nell’ambito del programma Horizon Europe. THCS sostiene programmi coordinati di ricerca e innovazione nazionali e regionali ed altre attività chiave a supporto della trasformazione dei sistemi sanitari e assistenziali.

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Salute mentale

Presidenza cipriota dell’UE: la salute mentale e l’inclusione al centro del futuro dell’Europa

Il 27 gennaio 2026, nell’ambito della Presidenza cipriota del Consiglio dell’Unione europea, si è tenuta a Lefkosia la High-Level Conference on “Mental Health and Inclusion, dedicata al ruolo strategico della salute mentale per la coesione sociale, la resilienza e lo sviluppo sostenibile dell’Unione europea.

Nel corso dei lavori è emersa la necessità di considerare la salute mentale non solo come una priorità sanitaria, ma come una leva trasversale di politica sociale ed economica, che richiede un approccio coordinato, intersettoriale e centrato sulla persona. La conferenza ha posto al centro i principi di dignità, inclusione, prevenzione e partecipazione, in coerenza con la visione di un’Unione europea della salute più forte e autonoma.

È stato sottolineato come la salute mentale sia influenzata da molteplici ambiti di policy, tra cui lavoro, istruzione, digitalizzazione, pianificazione urbana, cultura e politiche climatiche, richiedendo pertanto interventi integrati e coerenti a livello europeo e nazionale. In questo contesto, la prevenzione è stata indicata come elemento centrale delle future strategie.

Un’attenzione specifica è stata dedicata ai modelli di assistenza basati sulla comunità, evidenziando l’importanza dell’accesso all’abitazione, all’occupazione, all’istruzione e alla partecipazione attiva alla vita sociale come determinanti fondamentali del benessere mentale. È stata inoltre ribadita la necessità di un coinvolgimento strutturato delle persone con esperienza vissuta e delle associazioni di pazienti nei processi decisionali, al fine di rendere le politiche più eque ed efficaci.

I lavori della presidenza cipriota hanno infine posto un forte accento sui giovani, riconosciuti come uno dei gruppi maggiormente esposti alle nuove pressioni sociali, educative e digitali. È stata condivisa l’importanza di promuovere la resilienza attraverso comunità di supporto e di garantire un accesso tempestivo ai servizi di salute mentale, come priorità condivisa a livello europeo.

 

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digital health

Esiti dell’HaDEA Showcase Event 2026

Il 19 gennaio 2026, presso il Centro Congressi Charlemagne di Bruxelles e online, si è svolta la seconda edizione dell’HaDEA Showcase Event, organizzata dalla European Health and Digital Executive Agency (HaDEA). L’evento ha offerto una panoramica dei progetti finanziati e delle sinergie sviluppate nell’ambito dell’intero portafoglio dell’Agenzia, che comprende Horizon Europe (cluster 1 e 4), EU4Health, Digital Europe e CEF Digital.

In questo contesto, ProMIS ha preso parte all’evento in virtù del proprio ruolo all’interno del Coordinating Team della Partnership europea Transforming Health and Care Systems (THCS). L’iniziativa ha rappresentato un’importante occasione di confronto con coordinatori di progetto, innovatori e decisori politici, consentendo di approfondire risultati concreti e collaborazioni che contribuiscono a rafforzare la competitività e la preparazione dell’Unione europea, nel quadro di priorità politiche strategiche quali la Bussola per la Competitività e la Strategia UE per la preparazione alle crisi.

HaDEA – Sinergie e Autonomia Strategica

Nel suo intervento di apertura, Marina Zanchi, Direttrice di HaDEA, ha evidenziato il ruolo strategico dell’Agenzia nel tradurre le priorità politiche dell’UE in risultati concreti attraverso la gestione di sovvenzioni e appalti. Ha inoltre sottolineato il contributo complementare dei diversi programmi europei, ciascuno dei quali affronta dimensioni specifiche ma interconnesse della competitività e della preparazione dell’Europa.

Durante la sessione plenaria, che ha visto la partecipazione di rappresentanti di alto livello delle Direzioni Generali SANTE, HERA, DEFIS, CONNECT, RTD e GROW, è stato ricordato come la pandemia da COVID-19 e il contesto geopolitico attuale abbiano messo in luce dipendenze e vulnerabilità critiche. Da qui la necessità di rafforzare resilienza, autonomia strategica e rapidità di attuazione, attraverso un approccio intersettoriale e un’azione coordinata nei settori del digitale, dell’industria, dello spazio, della sanità e della ricerca e innovazione.

Innovazione e Competitività

Nel corso dei panel è emerso come la competitività e la preparazione dell’Europa alle sfide attuali dipendano sempre più dalla disponibilità di infrastrutture digitali, industriali, spaziali e sanitarie resilienti, interoperabili e scalabili. Tali infrastrutture richiedono un forte coordinamento tra settori e una condivisione dei dati affidabile, sostenuta da adeguati meccanismi di governance.

È stato inoltre sottolineato come approcci multidisciplinari e di filiera siano essenziali per tradurre l’eccellenza tecnologica in impatto industriale e sociale. In questo contesto, la fiducia dei cittadini rappresenta un elemento cruciale, in particolare per iniziative di ampia portata come lo Spazio Europeo dei Dati Sanitari (EHDS). I finanziamenti UE svolgono un ruolo centrale non solo nel sostenere l’innovazione, ma anche nel dare visibilità ai progetti e rafforzare la fiducia nei partenariati transfrontalieri.

Digitalizzazione e Sanità

Nel corso delle discussioni è stata ribadita l’importanza di colmare i divari ancora esistenti nella digitalizzazione, in particolare in termini di connettività, adozione dell’intelligenza artificiale e competenze ICT, attraverso uno sforzo coordinato a livello europeo e nazionale. La sanità digitale è stata riconosciuta come una priorità strategica.

È stato evidenziato come i sistemi sanitari moderni dipendano sempre più da dati, capacità di calcolo e connettività, e come i finanziamenti europei debbano sostenere non solo la ricerca, ma anche l’adozione di infrastrutture digitali da parte di autorità pubbliche e sistemi sanitari. Un impulso coordinato alla digitalizzazione è considerato essenziale per rispondere alle crescenti pressioni strutturali, quali l’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle malattie croniche, la carenza di personale e l’incremento dei costi.

In questo quadro, la condivisione sicura e interoperabile dei dati tra settori è stata indicata come fattore chiave per migliorare l’efficienza dei sistemi, abilitare nuovi modelli di assistenza a distanza e rafforzare la resilienza europea di fronte a crisi prolungate e a minacce emergenti, inclusi gli attacchi informatici.

 

Per maggiori informazioni e per scaricare i materiali dell’evento si prega di consultare la pagina sul sito HaDEA presso il seguente LINK.

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Altro

Presidenza del Consiglio dell’UE cipriota: illustrate le priorità del semestre

La Presidenza cipriota del Consiglio dell’Unione europea ha avviato il proprio semestre all’insegna del motto An Autonomous Union. Open to the World, delineando una visione che punta a rafforzare la capacità dell’UE di agire in modo autonomo, mantenendo al contempo un ruolo attivo, affidabile e cooperativo nello scenario globale.

Le priorità sono state presentate anche al Parlamento europeo dal Presidente della Repubblica di Cipro, Nikos Christodoulides, nel corso di una sessione plenaria dedicata, che ha offerto ai deputati l’occasione di confrontarsi sugli orientamenti politici del semestre.

Un’UE autonoma e competitiva, nel segno della collaborazione

La Presidenza cipriota inquadra l’autonomia europea come un obiettivo ampio e trasversale, che riguarda sicurezza e difesa, competitività, transizioni verde e digitale, coesione sociale e capacità dell’Unione di garantire stabilità, prosperità e diritti fondamentali.

L’approccio proposto mira a rafforzare la resilienza interna dell’UE per consentirle di cooperare con i partner internazionali da una posizione di maggiore solidità, rimanendo ancorata ai principi del multilateralismo, dello Stato di diritto e del rispetto del diritto internazionale.

Tra le priorità chiave figurano:

  • autonomia attraverso sicurezza, difesa e preparazione;
  • autonomia attraverso competitività, innovazione e semplificazione;
  • apertura al mondo, con un ruolo attivo dell’UE nello scenario geopolitico;
  • costruzione di un’Unione autonoma fondata su valori, coesione sociale e inclusione.
 Coesione sociale, per non lasciare indietro nessuno

Un pilastro centrale del programma riguarda il rafforzamento della dimensione sociale dell’Unione. La Presidenza intende promuovere politiche orientate alla riduzione delle disuguaglianze, alla lotta alla povertà, all’accesso ad alloggi e a fonti energetiche sostenibili e a prezzi accessibili, nonché al pieno sviluppo del Pilastro europeo dei diritti sociali.

Particolare attenzione è rivolta ai bambini e ai giovani, attraverso il sostegno all’attuazione della Garanzia europea per l’infanzia, iniziative contro la povertà minorile, il rafforzamento dell’istruzione e la promozione del benessere digitale. Al centro anche le politiche per le competenze, l’occupazione equa e l’apprendimento permanente, considerate leve strategiche per accompagnare le transizioni verde e digitale.

 Salute al centro dell’autonomia europea

Nel quadro delle priorità sociali, la Presidenza cipriota attribuisce un ruolo importante alla salute come componente essenziale dell’autonomia dell’Unione. L’obiettivo dichiarato è rafforzare una vera Unione europea della salute, capace di garantire accesso, disponibilità e sicurezza dei prodotti medici, promuovere l’innovazione e potenziare la resilienza e l’integrazione dei sistemi sanitari.

La fiducia dei cittadini nei sistemi sanitari viene indicata come un elemento chiave della coesione europea, così come la capacità di risposta coordinata alle future crisi sanitarie. In questo contesto, viene esplicitamente richiamata anche l’importanza di politiche dedicate alla salute mentale, con un’attenzione specifica alle giovani generazioni e al coinvolgimento degli stakeholder.

 Il confronto con il Parlamento europeo

Le priorità della Presidenza sono state illustrate e discusse in plenaria al Parlamento europeo, in un dibattito che ha toccato i grandi temi dell’autonomia, della sicurezza, della competitività, dell’apertura internazionale e dei valori fondanti dell’Unione. Nel confronto con i deputati è emersa un’ampia attenzione per la necessità di rafforzare la resilienza europea, la coesione sociale e le politiche in grado di incidere concretamente sulla vita quotidiana dei cittadini, comprese quelle in ambito sanitario.

 

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comunicazione in salute

EuroHealthNet: Policy Précis sull’equità nella salute attraverso la partecipazione dei cittadini

Il Centro di Documentazione per la Promozione della Salute (DoRS) della Regione Piemonte ha pubblicato la traduzione italiana del Policy Précis di EuroHealthNet, intitolato “Promoting health equity through social participation and citizen engagement”. Il documento approfondisce il ruolo della partecipazione sociale e del coinvolgimento attivo dei cittadini nel contrasto alle disuguaglianze e nella promozione dell’equità nella salute.

Il Policy Précis è uno strumento sintetico pensato per supportare decisori e operatori sanitari nelle attività di programmazione, organizzazione dei servizi e sviluppo di politiche, programmi e interventi di prevenzione e promozione della salute.

La partecipazione dei cittadini è centrale per l’equità in salute

L’assunto di base del documento è che il coinvolgimento dei cittadini nei processi decisionali in ambito sanitario resti spesso limitato e diseguale, con difficoltà a raggiungere le persone e i gruppi più vulnerabili. Questo riduce l’efficacia delle politiche che, pur ispirate a principi di inclusione ed equità, non sempre riescono a rispondere ai bisogni differenziati delle comunità.

Il Policy Précis evidenzia come una partecipazione sociale ampia e strutturata possa contribuire a ridurre le disuguaglianze, rafforzare la fiducia tra istituzioni e cittadini e favorire politiche più eque, trasparenti e orientate al benessere collettivo. Tra le raccomandazioni principali figura l’introduzione di meccanismi continuativi di coinvolgimento, come comitati di cittadini o organismi dedicati alla salute, per integrare stabilmente i punti di vista delle comunità nei processi decisionali.

Raccomandazioni e fattori chiave per il futuro

Il documento individua tre fattori che possono favorire l’equità attraverso la partecipazione: inclusività, intensità e influenza dei processi partecipativi. Sono inoltre presentati esempi di applicazione a livello locale e nazionale, con casi tratti da Portogallo, Slovenia e Italia (Toscana), insieme a riferimenti a strumenti, metodi e risorse utili.

Il Policy Précis delinea anche alcuni percorsi per rafforzare un coinvolgimento più strutturato e rappresentativo di cittadini, pazienti e società civile, valorizzando le risorse locali e le leadership di comunità, e offrendo indicazioni operative per sostenere politiche più eque e orientate alla salute.

 

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Salute Globale

Evento OMS: Consultazione speciale con la Commissione paneuropea sul clima e la salute

Il 19 gennaio 2026, dalle 9:00 alle 12:00 (CET), si terrà online una consultazione speciale con la Pan-European Commission on Climate and Health, promossa da OMS Europa, dedicata al rafforzamento dei sistemi sanitari in un contesto di cambiamento climatico. È possibile seguire l’evento in diretta, previa registrazione al seguente LINK.

Obiettivo della consultazione

La consultazione riunirà esperti dei sistemi sanitari della Regione europea dell’OMS per raccogliere contributi concreti su priorità, criticità e opportunità legate all’azione clima-salute. Il confronto sarà orientato a soluzioni pratiche, con particolare attenzione a strategie di adattamento e mitigazione, approcci innovativi e policy utili a rendere i sistemi sanitari più resilienti, equi e pronti alle sfide climatiche.

Il dibattito contribuirà a elaborare raccomandazioni operative a supporto dei lavori della Pan-European Commission on Climate and Health, con l’obiettivo di garantire sistemi sanitari capaci di proteggere le popolazioni, assicurare cure di qualità e salvaguardare l’equità in salute in un contesto ambientale in rapido mutamento.

La Commissione paneuropea su clima e salute

Istituita da OMS Europa nel giugno 2025, la Commissione è un organismo consultivo indipendente incaricato di rafforzare il profilo politico e il sostegno all’azione su clima e salute. Attraverso audizioni e consultazioni tematiche, la Commissione sta raccogliendo evidenze ed esperienze che confluiranno in raccomandazioni finali, previste per la presentazione all’Assemblea mondiale della sanità nel maggio 2026.

 

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Altro bandi

Horizon Europe Cluster Health Brokerage Event e infoday 2026

Dal 26 al 30 gennaio 2026 la Commissione europea organizza una serie di eventi brokerage in attesa dell’infoday del 10 febbraio dell’Horizon Europe Cluster 1 Salute. L’obiettivo degli eventi è quello di offrire ai potenziali candidati più tempo per entrare in contatto con partner e preparare proposte efficaci. La deadline per questo evento organizzato dai Punti di Contatto Nazionali del Cluster 1 è fissata per il 21 gennaio 2026.

EVENTO BROKERAGE e INFODAY CLUSTER 1 – SALUTE

Il brokerage event dedicato al Cluster 1 organizzato dalla rete Health-NCP-Net 3.0 (HNN 3.0) si terrà online dal 26 al 30 gennaio. I Brokerage event sono un’importante opportunità di networking e rappresentano un’ottima occasione per incontrare, discutere e condividere idee progettuali e gettare le basi per possibili consorzi in fase di proposta.

Per il Cluster 1 Salute, l’infoday si terrà il  10 febbraio online. Durante l’evento, i relatori della Commissione europea forniranno approfondimenti dettagliati sui vari topic del Cluster, sulla valutazione e sui processi di assegnazione dei bandi. I partecipanti avranno l’opportunità di porre domande sui nuovi sviluppi e imparare come redigere proposte di successo.

 

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Salute mentale

OMS e ONU per la salute mentale di bambini e giovani

L’OMS Europa ha pubblicato un nuovo report dedicato alla salute mentale di bambini e adolescenti nella Regione europea, evidenziando un quadro in rapido deterioramento e importanti lacune nei servizi. Parallelamente, UNESCO, UNICEF, UN Youth Office e OMS hanno lanciato un appello congiunto affinché la salute mentale dei più giovani diventi una priorità politica globale, sostenuta da investimenti, iniziative coordinate e un approccio basato sui diritti.

Un quadro regionale sempre più critico

Secondo il rapporto “Child and youth mental health in the WHO European Region, 1 bambino o adolescente su 7 nella Regione europea, vive con un disturbo mentale, con un impatto maggiore sulle ragazze tra i 15 e i 19 anni (1 su 4). Il suicidio resta la principale causa di morte tra i 15–29enni, e la prevalenza dei disturbi mentali tra 0 e 19 anni è aumentata di un terzo negli ultimi 15 anni.

I sistemi di assistenza, tuttavia, non tengono il passo con il crescente bisogno:

  • 1 Paese su 4 non dispone di servizi di salute mentale basati sulla comunità per bambini e adolescenti,
  • 1 su 5 non ha una politica specifica dedicata alla salute mentale dei giovani,
  • la qualità dei servizi varia ampiamente,
  • c’è un solo psichiatra ogni 76 000 minori.

Il report indica 9 priorità per migliorare la qualità dell’assistenza: dalla definizione di piani d’azione e standard nazionali alla riorganizzazione dei modelli di cura, dal coinvolgimento di famiglie e giovani all’investimento nel personale, fino al monitoraggio degli esiti e alla condivisione delle evidenze.

Lacune nelle politiche globali e un appello a rafforzare l’azione

La dichiarazione congiunta delle agenzie ONU sottolinea come, nonostante una crescente attenzione verso la salute mentale, manchino ad oggi impegni globali specifici per bambini e giovani, sia a livello normativo che finanziario. Solo il 56% dei Paesi dispone di una politica dedicata o integrata per la salute mentale minorile, e meno della metà offre servizi comunitari o scolastici adeguati.

Le agenzie richiamano la necessità di:

  • rendere la salute mentale dei giovani una priorità autonoma nei futuri accordi e risoluzioni ONU;
  • creare una piattaforma inter-agenzia per coordinare orientamenti, finanziamenti e monitoraggio;
  • sostenere gli Stati nello sviluppo di strategie nazionali in linea con i piani d’azione OMS e UNICEF;
  • garantire la partecipazione significativa di bambini e giovani nelle politiche che li riguardano;
  • investire in prevenzione e promozione attraverso approcci scolastici, comunitari e digitali;
  • integrare indicatori specifici nei sistemi di monitoraggio di salute, educazione e sviluppo.

Il nuovo rapporto OMS Europa e l’appello congiunto del sistema ONU convergono su un messaggio chiaro: la salute mentale di bambini e giovani è un’emergente priorità globale, che richiede risposte coordinate, investimenti adeguati e sistemi capaci di offrire cure di qualità, eque e accessibili.

 

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cure integrate comunicazione in salute

Nuovo rapporto UE: il ruolo dell’assistenza sanitaria nella riduzione delle disuguaglianze e della povertà

L’assistenza sanitaria pubblica svolge un ruolo essenziale nella riduzione di disuguaglianze e povertà all’interno dell’Unione Europea. È quanto emerge dal nuovo rapporto The Role of Healthcare in Reducing Inequalities and Poverty in the EU, pubblicato dalla Commissione europea.

La pandemia ha evidenziato la necessità di sistemi sanitari più resilienti e capaci di reagire a crisi future, in un contesto caratterizzato da invecchiamento demografico, pressioni economiche e aumento dei costi delle tecnologie sanitarie. Il documento sottolinea come difficoltà di accesso alle cure possano accentuare le disuguaglianze e come la tutela del diritto universale alla salute richieda scelte di investimento efficienti e sostenibili.

Il rapporto introduce una metodologia innovativa per valutare in modo più accurato l’impatto redistributivo dell’assistenza sanitaria pubblica, attraverso l’analisi delle Social Transfers in Kind (STiKs). Le STiKs rappresentano beni e servizi forniti gratuitamente o a costo ridotto dallo Stato, come visite mediche, trattamenti, farmaci o servizi diagnostici.

Secondo il documento, queste prestazioni costituiscono circa il 35% dei benefici sociali totali nell’UE e hanno un effetto significativo nella riduzione di disuguaglianza e povertà. Malgrado ciò, il loro impatto sulla povertà o sulla disuguaglianza non viene misurato regolarmente nelle statistiche ufficiali dell’UE, impedendo valutazioni effettivamente complete delle politiche sociali.

Il rapporto risulta particolarmente tempestivo, dato l’attuale contesto di significative pressioni sui finanziamenti e di priorità contrastanti per i fondi pubblici. L’invecchiamento della popolazione aggiunge ulteriore pressione ai sistemi sanitari e, in questo contesto, è essenziale misurare l’efficacia delle prestazioni sociali e garantire che le decisioni politiche sostengano la resilienza dei sistemi sanitari.

Il rapporto utilizza un approccio “ibrido” che combina il metodo assicurativo, basato sulle caratteristiche individuali come età e genere, con elementi dell’approccio dell’uso effettivo, sfruttando i dati disponibili sull’utilizzo dei servizi sanitari.

Un elemento centrale dello studio è l’integrazione delle STiKs nel modello di microsimulazione EUROMOD, lo strumento della Commissione europea che permette di simulare tasse, contributi e trasferimenti sulla base delle norme vigenti nei diversi Stati membri.

EUROMOD consente di ottenere una misura comparabile del reddito disponibile delle famiglie e, con l’ampliamento proposto nel rapporto, anche di analizzare l’impatto complessivo delle prestazioni sanitarie in natura sulla distribuzione del reddito. Grazie a queste simulazioni, il rapporto mostra che le STiKs riducono in modo rilevante l’indice Gini, uno degli indicatori più utilizzati per misurare la disuguaglianza, con riduzioni comprese tra 1,5 e 4,5 punti in quasi tutti gli Stati membri.

Assistenza sanitaria, scenari redistributivi e sostenibilità

Il rapporto evidenzia l’utilità di EUROMOD per simulare scenari ipotetici (“what-if”) e valutare gli effetti potenziali di interventi e riforme. Attraverso questi scenari, è possibile stimare come cambierebbe la distribuzione del reddito se, ad esempio, il sistema sanitario fosse finanziato in modo diverso o se le famiglie dovessero sostenere la spesa sanitaria tramite assicurazioni private. Le analisi mostrano che sistemi basati prevalentemente su contributi sociali tendono a essere più regressivi rispetto a quelli finanziati da imposte dirette. Il rapporto segnala inoltre il valore di questi strumenti per anticipare gli effetti di cambiamenti nel budget sanitario e identificare soluzioni più eque ed efficienti.

Un’altra dimensione analizzata riguarda le spese out-of-pocket (OOP), ovvero i costi sanitari pagati direttamente dalle famiglie al momento dell’erogazione delle prestazioni, come ticket, farmaci non rimborsati o visite specialistiche.

Sebbene tutti gli Stati membri dispongano di sistemi sanitari pubblici, una parte della spesa rimane a carico delle famiglie. Il rapporto mostra che livelli elevati di OOP possono rappresentare una barriera all’accesso, con effetti che si concentrano soprattutto sulle famiglie vulnerabili, sugli anziani e sui lavoratori autonomi. Una bassa spesa OOP tra i redditi più bassi non indica necessariamente una maggiore tutela: può riflettere anche rinuncia o posticipo delle cure per motivi economici, con un aumento delle esigenze mediche non soddisfatte.

Infine, il rapporto richiama l’attenzione sui rischi legati alla sostenibilità intergenerazionale della spesa sanitaria, in un contesto di rapido invecchiamento demografico. Le simulazioni mostrano che, senza correttivi, le generazioni più giovani potrebbero trovarsi a sostenere un carico crescente per finanziare i sistemi sanitari pubblici.

Nel complesso, le evidenze raccolte confermano che l’assistenza sanitaria pubblica è uno degli strumenti più efficaci per ridurre la povertà monetaria e la disuguaglianza nei Paesi dell’UE, e rappresenta un pilastro essenziale per sistemi sanitari resilienti, equi e sostenibili.

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